Partita del Cuore: Raikkonen e Moreno show!

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La Partita del Cuore 2017 è stata l’ultima partita giocata allo Juventus Stadium: infatti dal 1° luglio lo stadio della Juventus cambierà nome per diventare Allianz Stadium.

Benji e Fede beniamini del pubblico alla Partita del cuore

Una ragione in più per ricordare una bellissima serata dove campioni dello sport e dello spettacolo sono scesi in campo con un obiettivo comune: raccogliere fondi per la ricerca (Telethon e l’Istituto di Candiolo per la ricerca sul cancro saranno i destinatari dei fondi raccolti). Juventus Stadium esaurito con un incasso di circa 477.000 euro, a cui vanno aggiunte le donazioni tramite SMS e telefono fisso al numero 45540, che hanno portato la cifra raccolta a circa 1.3 milioni di euro.

Fans in delirio per Benji e Fede in campo per la Partita del cuore

C’è ancora tempo fino al 6 giugno per donare e cercare di battere il record di raccolta fondi stabilito con la Partita del Cuore del 2015 allo Juventus Stadium: allora furono raccolti circa 2.1 milioni di euro, sarebbe bello arrivare ai 2.5 milioni!

Cassani cerca inutilmente di fermare Moreno

Martedì sera allo Stadium c’erano due spettacoli: uno in campo, con una partita di pallone giocata da tutti con agonismo e voglia di vincere sino all’ultimo minuto; l’altro spettacolo era sugli spalti: con un pubblico meraviglioso, di ogni età, pieno di entusiasmo che ha fatto un tifo che neppure nei derby riesce a raggiungere livelli così elevati! Applausi per tutti, nessuna tensione, nessuna discussione.

Gianni Infantino, Andrea Agnelli e John Elkann giocano la Partita del cuore

In campo i campioni dello sport, dello spettacolo, della finanza e la Nazionale Cantanti hanno dato spettacolo: con il rapper Moreno – subentrato a Alex Del Piero – che ha riconfermato le sue indubbie capacità calcistiche, segnando tre reti, compresa quella del pareggio (5-5) all’ultimo minuto. Una grossa sorpresa è arrivata dall’ex campione del mondo di F1 Kimi Raikkonen, capace di siglare tre reti (e, cosa che accade molto raramente, di mostrarsi persino … sorridente, a soli due giorni dal 2° posto di Monte-Carlo alle spalle di Sebastian Vettel).

Kimi Raikkonen ha segnato 3 reti nella Partita del Cuore

I due ferraristi erano forse tra i più attesi dal pubblico, scesi in campo con la maglia gialla dei Campioni per la ricerca accanto a tanti  personaggi: tra questi il commissario Montalbano (Luca Zingaretti), Massimiliano Allegri, il presidente della Juventus Andrea Agnelli, il presidente di FCA John Elkann, il presidente della FIFA Gianni Infantino, Pavel Nedved, un indiavolato Edgar Davids, Davide Cassani.

Pavel Nedved in azione durante la Partita del cuore

A rafforzare la Nazionale cantanti guidata da Paolo Belli, con Eros Ramazzotti, Benji e Fede a raccogliere applausi ad ogni tocco di pallone, due fuoriclasse come Alex Del Piero, “il capitano”, salutato con una standing ovation come se fosse ancora il numero 10 della Juventus di oggi, e Zvonimir Boban, oltre a Sorrentino in porta.

Eros Ramazzotti in campo con la Nazionale cantanti

Una serata dove hanno vinto tutti: giocatori e pubblico.

Il commissario Montalbano cerca di fermare Boban durante la Partita del cuore

Guarda le immagini della serata nell’album realizzato da OkFoto.it

La Partita del Cuore torna allo Juventus Stadium

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Paolo Belli, presidente della Nazionale cantantiLa Partita del Cuore dopo due anni torna allo Juventus Stadium con l’obiettivo molto ambizioso di stabilire un nuovo record di incasso e donazioni, superando la cifra di 2.1 milioni di euro raggiunta nel 2015.

Martedì 30 maggio artisti, campioni e vip scenderanno in campo per la Partita del Cuore numero 26: la Nazionale italiana cantanti affronterà i Campioni per la Ricerca. A Torino la Nazionale italiana cantanti festeggerà i suoi primi 30 anni di associazionismo sfidando ancora una volta i Campioni per la Ricerca, in un evento  che ha l’importante obiettivo di raccogliere fondi per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e per la Fondazione Telethon e che sarà trasmesso in diretta da Rai 1 in prima serata.

Allegra e Andrea Agnelli

Sono felice che la Nazionale cantanti abbia deciso di riportare a Torino la Partita del Cuore – ha detto Allegra Agnelli. Insieme abbiamo realizzato due edizioni record, fornendo un prezioso sostegno per lo sviluppo dell’Istituto di Candiolo, dove ricerca e cura convivono fianco a fianco per combattere nel modo più efficace possibile la difficile battaglia contro il cancro”.

Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon ha aggiunto: “Ringraziamo di cuore, oltre i protagonisti e gli organizzatori, tutte le persone che saranno sugli spalti dello Juventus Stadium e tutti coloro che, tramite il numero solidale, decideranno di sostenere la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare”.

Jorge Lorenzo in azione alla Partita del Cuore

Molti i personaggi che hanno già dato la loro adesione: tra questi –dopo la presenza dei campioni del motociclismo nella Partita del 2015, Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo- sarà la volta dei piloti della Ferrari Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen; accanto al Presidente della Juventus è molto probabile la presenza di Massimiliano Allegri, con Nedved e Boban a rafforzare le fasce della squadra dei Campioni. Molte sono le sorprese che si attendono per la formazione del Campioni per la Ricerca: proprio come accadde per la Partita del Cuore del 2015 (guarda l’album della Partita) che vide la partecipazione de Il Volo. Per la Nazionale cantanti di Paolo Belli è annunciata la presenza, per la prima volta a Torino, di Gianni Morandi, accanto a Eros Ramazzotti, Luca Barbarossa, Clementino, Benji e Fede.

Paolo Belli sarà in campo per la Partita del Cuore 2017

La squadra dei Cantanti sarà allenata da Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice: un modo per dare un segnale di attenzione e affetto per le popolazioni colpite dal terremoto.

Andrea Agnelli incontra Paolo BelliGrande è l’attesa per la Partita, come dimostrano i circa 25.000 biglietti già venduti sui 41.000 disponibili: uno spettacolo per tutti, dove i bambini fino a 6 anni entrano gratis.

Come ha ricordato Paolo Belli, emozionato nella nuova veste di presidente della Nazionale Cantanti, in occasione della presentazione della Partita del Cuore a Torino “L’obiettivo di quest’anno è di raccogliere 2.500.000 euro con l’aiuto di tutti … i veri protagonisti sono tutti coloro che verranno allo Juventus Stadium e/o invieranno i loro Sms per donare fondi alle Fondazioni”.

Dal 22 maggio al 6 giugno sarà infatti possibile inviare un Sms solidale al numero 45540 che, come ha simpaticamente ricordato il direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, sarà lo schema di gioco vincente, il “4-5-5-4-0”, adottato dagli sfidanti sul terreno di gioco.

La Partita del Cuore torna allo Juventus Stadium

I biglietti si possono acquistare nei punti vendita del circuito Listicket oltre che su internet.

Poste Italiane realizzerà uno speciale annullo filatelico rivolto al pubblico dei collezionisti e degli sportivi, disponibile presso lo spazio che Poste Italiane allestirà all’interno dello Juventus Stadium.

Prima della Partita del Cuore, dalle ore 20, ci sarà uno show live per gli spettatori presenti allo Juventus Stadium.

A dare il calcio d’inizio della Partita del Cuore sarà la sindaca di Torino, Chiara Appendino. Chiara Appendino darà il calcio d'inizio alla Partita del CuoreTroverai le immagini della serata allo Juventus Stadium nell’album di Okfoto

Aldo Brovarone, uomo di stile, compie 90 anni

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Aldo Brovarone Un lungo elenco di automobili che hanno lasciato il segno nel tempo sono nate dalla matita di un “disegnatore” di nome Aldo Brovarone, che ha recentemente compiuto 90 anni: certamente uno dei più grandi stilisti italiani il cui nome, forse, è meno conosciuto di quello delle automobili che ha disegnato. Soltanto in tempi relativamente recenti, la paternità delle sue bellissime auto è stata finalmente ricondotta a lui anche per il grande pubblico .

Nascono dalla sua matita la Maserati A6 del 1954, la Ferrari Superfast II del 1960, la Dino 246 del 1967. A lui si devono anche, tra le altre, la Peugeot 504 del 1968, la Peugeot 604 del 1975, la Lancia Gamma Coupé del 1976; la Ferrari 250 Le Mans; molte le vetture da lui studiate per il marchio Alfa Romeo (la Super flow, la Giulia sport, la Eagle); molte le fuoriserie per clienti speciali (ad esempio la Ferrari per il regista Roberto Rossellini): in una incessante attività conclusa nel 1988 quando, prima di andare in pensione, disegna, assieme a Leonardo Fioravanti, la Ferrari F40.

 

Dino Ferrari disegnata da Aldo Brovarone

Aldo Brovarone nasce a Vigliano Biellese il 24 giugno 1926; avviato dalla famiglia verso studi tecnico-commerciali, non li concluse a causa della guerra e della scarsa propensione personale per quel tipo di professione. La sua passione è infatti l’automobile e per entrare in quel mondo sottopone alcuni suoi disegni a Piero Dusio, fondatore della Cisitalia, in procinto di partire per l’Argentina dove aveva fondato la AutoAr (Automotores Argentinos). I progetti piacquero a Dusio e Brovarone, nel dicembre 1949, fu assunto e inviato in Argentina con il compito di disegnare il depliant illustrativo di una vettura, non ancora progettata, con linee che dovevano richiamare le grosse berline statunitensi e che in qualche modo potessero piacere al leader argentino. Il progetto AutoAr non ebbe successo e nel 1952 Brovarone tornò in Italia per un’altra iniziativa, questa volta con Carlo Dusio, figlio di Piero, che avrebbe voluto avviare una collaborazione con Ford per costruire nelle vicinanze di Torino, a Racconigi, vetture sportive con linee disegnate dagli stilisti italiani. Al progetto lavora Michelotti, con cui Brovarone collabora: viene presentata una vettura con carrozzeria Ghia ma il progetto è ostacolato da alcuni dirigenti della Ford, timorosi di perdere potere nei confronti dei collaboratori italiani.

Fallito il progetto con Ford, fallita la Cisitalia, Piero Dusio segnala Brovarone a Battista Farina, detto Pinin, e da qual momento inizia la collaborazione di Aldo Brovarone con Pininfarina.

Il suo primo capolavoro è una berlina dal sapore sportivo, il cui design è stato curato da alcuni dei nomi più importanti della storia italiana (Adriano Rabbone, Francesco Salomone, Franco Martinengo). Aldo Brovarone, che di fatto è il vero autore di questa opera d’arte su quattro ruote, ne aveva concepito il design per la Cisitalia. Un disegno che piacque a Farina, il quale decise di utilizzarlo per una vettura Maserati: la A6 GCS che fece il suo debutto al Salone di Parigi del 1954 e della quale furono realizzati solamente quattro esemplari, dotati di un motore a sei cilindri da 2 litri e con una potenza massima di 190 CV.

Aldo Brovarone è un vero signore; di una modestia e semplicità disarmanti, lontane anni luce dagli atteggiamenti da “prima donna” di tanti architetti e designer con alle spalle opere neppure confrontabili con quelle di Brovarone. E’ un signore che conserva tutto l’amore per le automobili e non è raro incontrarlo in occasione dei principali concorsi di eleganza per automobili, oppure confuso tra i visitatori dei Saloni dell’automobile, mentre ammira le vetture di oggi e di ieri, osservandone i dettagli che sfuggono a molti. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo in occasione di Automotoretrò: dapprima seduto tra il pubblico ad ascoltare una conferenza dell’ASI, poi tra gli stand, vicino alle Duetto Alfa Romeo.

Maserati A6 Pininfarina

Si è detto addirittura meravigliato dell’interesse e dell’ammirazione che – finalmente diciamo noi- oggi suscita tra gli appassionati delle sue meravigliose creature. Ricordava che, quando disegnava le sue vetture al tecnigrafo, per i suoi datori di lavoro era semplicemente un bravo disegnatore capace di intuire i desideri del cliente e far sì che i battilastra, a colpi di martello, sapessero tradurli in valide carrozzerie. “I battilastra modellavano le lamiere sui mascheroni in legno, poi assemblavano le varie parti e veniva fuori la carrozzeria.

Quando lo facevo io, disegnare automobili era un mestiere, adesso salta fuori che invece era un lavoro importante.”

L’eleganza, la raffinatezza, lo stile caratterizzavano le sue opere. Ma in quei tempi, nessuno pensava di dovergli attribuire ufficialmente la “paternità” del design. Erano altri tempi: in cui la manualità di bravissimi artigiani realizzava le eleganti carrozzerie che il “disegnatore” Brovarone aveva messo su carta …

Tempi in cui praticamente non c’era alcun contatto tra il cliente e lo stilista: il cliente si rivolgeva alla Pininfarina che, nelle persone di Battista prima e Sergio poi, facevano da tramite con il disegnatore, per soddisfare i desideri dei clienti. E tra questi vale la pena di ricordare Gianni Agnelli per il quale Brovarone disegnò, nel 1954, la versione speciale e unica della Ferrari 375 America.

 Anche dopo la cessazione del rapporto d lavoro con Pininfarina, Aldo Brovarone ha continuato a lavorare nel mondo del design automobilistico: le sue collaborazioni con la carrozzeria Stola e Studio Torino portano alla creazione di modelli derivati da Porsche.

Ci piace ricordare quanto dice di lui Alfredo Stola, a conferma del tratto di signorilità di Brovarone:

“…chiesi all’amico Aldo se era disposto a lavorare per noi. Ed ebbi una risposta molto inusuale: “ Caro Signor Stola, sono in pensione e non posso e non voglio svolgere nessun lavoro di consulenza. Se vuole potrò farLe qualche schizzo, ma lo farò per hobby. Tenermi in forma mi farà bene ”.

Aggiunge Stola: “Quando nell’autunno del 2004, l’ho informato di aver lasciato l’azienda di famiglia e di aver fondato StudioTorino, con la Sua solita generosità, Aldo mi ha ancora una volta messo a disposizione il Suo incredibile talento, contribuendo al disegno della RK Spyder, da me presentata il 16 giugno 2005 al Museo dell’Automobile di Torino.  A questo proposito, vorrei citare un curioso aneddoto.
Nel settembre 2005 ricevetti una telefonata di Aldo che mi chiedeva di andarlo a trovare a casa sua per farmi una bella sorpresa. Una volta lì, ho trovato ad attendermi due fantastici figurini rappresentanti la versione Coupè della RK Spyder, presentata qualche mese prima.”

 

 

 

F1, Hamilton vince il GP di Monaco 2016

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Lewis Hamilton su Mercedes ha vinto il GP di Monaco

Cambiano i regolamenti, le vetture, i team ma il GP di Monaco di Formula 1 continua a mantenere inalterato il suo fascino e l’edizione 2016 ha visto stabilire il record di ascolti per una gara di F1, con circa 7,5 milioni di spettatori davanti alla TV.

Il Mondiale sembra essere nuovamente una sfida tra i piloti Mercedes, con qualche spazio per la Red Bull tornata nelle prime posizioni, mentre continuano le difficoltà in Casa Ferrari, con Vettel che cerca di lottare in pista almeno per il podio, ma senza molte altre soddisfazioni e speranze (almeno per quello che si è visto sino a oggi) per i tifosi del Cavallino rampante.

Maurizio Arrivabene team principal di Ferrari

L’edizione 2016 del Monaco GP era iniziata sotto la pioggia, con le vetture che hanno preso il via dietro la Safety car e, per alcuni giri, l’hanno seguita ordinatamente e a bassa velocità, per prender poi il via quando la Safety Car è rientrata ai box.

Lì è iniziata la gara, con la Red Bull di Daniel Ricciardo (che aveva conquistato la pole position nelle prove di sabato pomeriggio, sotto il sole) in testa alla corsa sino al cambio gomme: la gara, infatti, si è decisa ai box. Gli uomini della Red Bull si sono fatti trovare impreparati, perdendo oltre 10 secondi rispetto al normale pit stop, facendo perdere la gara al pilota australiano e aprendo la strada verso la vittoria per Lewis Hamilton, l’unico tra i top driver con tante ragioni per sorridere.

Perché tutti possiamo dire che Ricciardo avrebbe meritato la vittoria: ma il nome scritto nell’albo del Gran Premio di Monaco 2016 resterà quello del pilota della Mercedes.

Daniel Ricciardo su Red Bull in pole position a Monaco

La beffa per Ricciardo è ancora più dolorosa pensando che, nella piazzetta d’armi di Monte-Carlo, dove era stato allestito uno spazio con stand collegati al Monaco GP, proprio la Red Bull aveva attrezzato uno spazio dove chiunque poteva mettersi il gioco per effettuare un cambio gomme su una vera monoposto. Con in bella evidenza il tempo da battere di circa 2.7 secondi !!!

Bernie Ecclestone

Ma, dicevamo, il fascino del GP di Monaco è fatto di tanti ingredienti, alcuni dei quali poco o nulla hanno a che vedere con i motori, le corse, la velocità.

Vip e belle donne fanno da cornice al GP di Monaco

Intanto il Principato di Monaco, dove si continuano a costruire lussuosi grattacieli mentre proseguono i lavori per ristrutturare l’Hotel de Paris, dove in ogni istante sembra di essere in un Salone dell’automobile a cielo aperto: con automobili sportive o di gran lusso visibili in continuazione su strada e nelle vetrine dei Concessionari.

Yacht ormeggiati al porto di Monte-CarloPoi c’è la attrattiva del porto: con yacht di dimensioni sempre crescenti e che fanno sembrare “piccole” le imbarcazioni da 30-40 metri; un porto pieno al punto da costringere almeno una quarantina di lussuose imbarcazioni a restare ormeggiate nella baianei giorni del Gran Premio .

A tutto ciò si aggiunga la presenza di vip (dello sport, del cinema, dello spettacolo) ed ecco che si spiega perché il GP di Monaco, pericoloso per il suo stretto circuito cittadino, anacronistico per le velocità delle attuali monoposto, dove è praticamente impossibile effettuare sorpassi, continua a essere un appuntamento fisso del calendario della Formula 1 di Bernie Ecclestone.

Jorge Lorenzo presente al GP di Monaco

 

 

Ferrari 330 P4, un mito in mostra al Museo dell’auto di Torino

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Museo dell'automobile di Torino e la 330 P4 Ci sono sempre mille buone ragioni per visitare il Museo dell’Automobile di Torino, ma sino alla fine di luglio ce n’è una in più: perché, nella sezione Formula, è ospitata la Ferrari 330 P4 che tutti gli appassionati ricordano vittoriosa sul traguardo di Daytona (USA), con tre Ferrari allineate in parata all’arrivo della 24 Ore di Daytona del 6 febbraio 1967.

 

La Ferrari P4 vincitrice della 24 ore di Daytona

Fu un successo strepitoso: tre vetture ai primi tre posti, sapientemente fatte arrivare affiancate al traguardo dal direttore sportivo Franco Lini. Si trattava di una 330 P4 spider (la numero 23 di Bandini-Amon, ora esposta al Museo dell’automobile di Torino), di una 330 P4 berlinetta (Parkes-Scarfiotti) e di una 412 P (Rodriguez-Guichet).

Fu la risposta della Scuderia di Maranello alla parata di vetture che Ford aveva messo in atto a Le Mans, l’anno precedente, dove le GT40 della casa statunitense avevano vinto la 24 Ore francese. Una sconfitta bruciante per la Casa di Maranello che disponeva di mezzi e risorse di molto inferiori a quelle messe in campo dalla Ford.

330 P4 vittoriosa a Daytona

Perso il Mondiale 1966, Ferrari con Mauro Forghieri si dedicò allo sviluppo della P4 (motore di 4000 cc contro i 7000 della GT 40,  una potenza di circa 450 cv,  con una notevole affidabilità), particolarmente curata sotto il profilo aerodinamico, studiato nella galleria del vento in collaborazione con Pininfarina.

Particolare delle luci della Ferrari 330 P4

Il primo dei quattro esemplari prodotti fu disponibile ad ottobre 1966, in tempo per effettuare  i test sulla pista di Daytona utili a fornire elementi necessari per affinare le qualità della vettura.

Ferrari 330 P4 esposta al Museo dell'automobile di Torino

In quella gara Ford schierò al via sei GT 40 MK II contro le due Ferrari P4 ufficiali (a cui fu affiancata una P3 modificata secondo le specifiche della P4 e affidata al North American Racing Team di Luigi Chinetti) e le due Porsche 910 ufficiali: in totale le vetture che presero il via furono 62!

Il posto di guida della 330 P4 Daytona

Dopo 24 ore di gara, con oltre 4000 km percorsi, la Ferrari 330 P4 di Bandini-Amon si aggiudicò la corsa davanti alla Ferrari P4 di Parkes-Scarfiotti e alla 412 P di Rodriguez-Guichet.

Una vittoria entusiasmante, proprio in terra americana in casa della rivale Ford, che contribuì in maniera determinante alla conquista del Campionato Internazionale Costruttori Sport Prototipi 1967. La Ferrari 330 P4, da allora e per sempre semplicemente “Daytona”, era l’ultimo anello di una serie di vetture sport prototipo costruite a partire dal 1961 in versioni sempre più perfezionate. Il motore a iniezione  della P4, derivato dall’esperienza in F1,  montava tre valvole per cilindro, con doppia accensione e poteva mantenere la sua potenza di ben 112 cavalli per litro per 24 ore, come dimostrato dalle lunghe gare portate a termine senza problemi durante tutta la stagione. Dalla P4 derivarono  i modelli Can Am per le corse dell’omonima serie nordamericana.

La Ferrari 330 P4 di Bandini-Amon

A distanza di quasi mezzo secolo la Ferrari 330 P4 conserva immutato tutto il suo grandissimo fascino: i visitatori del Mauto, per una coincidenza espositiva, hanno la possibilità di vedere come siano cambiati i tratti di vetture così eccezionali. Si passa dalle linee curve e morbide della P4 a quelle estreme e spigolose della Lykan Hypersport.

 

Lykan al Museo dell'auto di Torino

Infatti, in esposizione al Museo dell’auto di Torino c’è la protagonista assoluta dell’ultimo film, il settimo, della saga FAST & FURIOS, diretto nel 2015 da James Wan: la W Motors Lykan Hypersport, supercar made in Dubai, realizzata in serie limitata di soli 7 esemplari. Considerata una delle tre vetture più care di sempre (costa 3,4 milioni di dollari), la Lykan monta un motore 6 cilindri boxer bi-turbo che consente di raggiungere una velocità massima di 395 km/h (e 0-100 km/h in 2,8 secondi), ha le portiere che si aprono controvento. I fari a Led sono ornati da 220 pietre preziose (diamanti e zaffiri) e un display olografico a mezz’aria nell’abitacolo per il sistema di informazione sono solo alcuni dei dettagli che rendono questa vettura un vero e proprio gioiello.

L’azienda W Motors è specializzata nella produzione di veicoli ultra-esclusivi caratterizzati da un design aggressivo, prestazioni eccezionali e finiture opulente. Progettata e concettualizzata a Dubai – dove ha sede l’azienda – questa vettura è il risultato della sinergia di professionalità provenienti da tutto il mondo: il motore è stato sviluppato dai professionisti qualificati del RUF Automobile in Germania mentre lo sviluppo tecnico e l’assemblaggio sono stati garantiti da Magna Steyr Internazionale di Torino.

Il muso della Lykan HypersprtAltre immagini delle vetture in esposizione sono disponibili sulla pagina di OkFoto.it

Il Museo dell’Automobile è aperto il lunedì dalle 10 alle 14; il martedì dalle 14 alle 19; il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 10 alle 19; il venerdì e il sabato dalle 10 alle 21.

Lykan Hypersport al Museo dell'auto di Torino

Passione Rossa Ferrari

Un bambino e la Ferrari

Un bambino e la Ferrari

A pochi giorni dalla disfatta Ferrari sulla pista di Monza nel GP di Formula 1 e dall’avvicendamento alla presidenza della Casa di Maranello, dove Sergio Marchionne ha “dimissionato” Luca di Montezemolo e ne ha preso il posto, la Ferrari “scende in pista” a Torino per una iniziativa benefica.

Rosso Ferrari passione-ferrari

Una trentina di automobili del Cavallino rampante prendono parte, venerdì 12 settembre 2014, in piazza Castello a partire dalle 10, alla manifestazione “Passione Rossa Ferrari” dedicata ai bambini dell’ospedale infantile Regina Margherita. I piccoli degenti dell’Ospedale potranno fare un giro sulle vetture di Maranello, accompagnati da esperti piloti.

 

Una Ferrari in piazza CastelloIn qualità di presidente del Ferrari club Passione Rossa di Roma – ha dichiarato Fabio Barone –  sono onorato, da quindici anni, di poter fare del bene e sostenere chi ha bisogno di noi. Grazie all’evento Passione Rossa Ferrari regaleremo un’ora di gioia a bambini malati facendogli fare un giro sugli oltre trenta bolidi in piazza Castello. Grazie all’assessore allo Sport Stefano Gallo per la splendida disponibilità e per la fattiva collaborazione nel mettere in piedi questo evento”.

 

L’evento è stato organizzato in collaborazione con la Federazione Malattie Rare Infantili, l’Ugi e la Fondazione Forma che hanno voluto ringraziare, a nome dei bambini dell’ospedale infantile Regina Margherita, gli organizzatori di “Passione Rossa Ferrari” per aver voluto regalare ai piccoli pazienti una giornata  speciale e ricca di emozioni.  Ferrari-Torino-SpecchioBambini che, grazie al supporto della Brigata Alpina Taurinense, arriveranno in piazza Castello sui mezzi militari: con un ulteriore supplemento di emozione.

Ferrari davanti allo show room Marussia

Torino, la futura Capitale europea dello sport, – ha sottolineato l’assessore allo Sport Stefano Gallo –  è sempre a fianco di chi, come il presidente Fabio Barone e tutto il suo staff, organizza eventi che uniscono la passione per la Ferrari e la solidarietà. Ritengo che l’obiettivo principale dell’evento sia quello di strappare ai bambini e alle loro famiglie un piccolo sorriso e un attimo di serenità nel difficile percorso che affrontano quotidianamente”.

Un peluche in una Ferrari

Peluche in una Ferrari

Un desiderio che si avvera è una goccia di serenità in un mare di preoccupazioni.

 

Il nostro piccolo contributo nel segnalare questa bella iniziativa si completa con i riferimenti utili per tutti per aiutare le Fondazioni e Associazioni che ogni giorno dedicano i loro sforzi e le loro attenzioni ai problemi di questi bambini bisognosi di cure.

www.fondazioneforma.it

www.ugi-Torino.it

 

La torre della Reale Mutua si riflette su una Ferrari

La torre della Reale Mutua si riflette su una Ferrari

Straordinaria partecipazione di supercar per il raduno Cars and Coffee 2014

Ferrari Fxx
Una rara Ferrari Enzo esposta a Torino

La straordinaria Ferrari Enzo modificata in versione “Fxx”

Si è tenuta presso lo stabilimento Sparco di Leinì, alle porte di Torino, l’edizione 2014 del raduno per automobili da sogno organizzato da Cars And Coffee: supercar, auto d’epoca, modelli particolari, il tutto unito dal filo conduttore della potenza, dei motori plurifrazionati, degli scarichi dal sound inconfondibile.

Gli interni di una Jaguar spiderOltre 150 vetture tra le più belle, potenti, costose e desiderate del mondo hanno creato un parco auto da sogno per gli appassionati che sono accorsi per ammirarle. Ferrari, McLaren, Porsche, Lotus ma anche indimenticabili modelli delle epoche passate, tra cui Stratos, Delta Integrale, Lamborghini. Senza dimenticare la Stola Moncenisio, ultima nata dell’eclettico carrozziere torinese che l’ha portata ed esposta oggi dopo la presentazione delle scorse settimane in centro a Torino (Stola presenta la Moncenisio). Esposta anche una Ferrari Enzo con alcuni stilemi tipici della Fxx, ammiratissima dietro i nastri che la proteggevano da contatti troppo ravvicinati. Per gli amanti dell’automobilismo a stelle e strisce, invece, erano presenti alcuni modelli della produzione americana antica e moderna, con le loro dimensioni esagerate, le cromature e i motori dalle cilindrate generose (Cobra, Chevrolet, Shelby, ed anche una copia del General Lee del telefilm Hazzard). Importante la partecipazione di equipaggi stranieri che hanno contribuito ad elevare ulteriormente il livello della manifestazione.
Alfa Romeo 4c, ammiratissima l'ultima nata del Biscione
Purtroppo, gli organizzatori di Cars and Coffee non ci hanno permesso di accedere all’evento del mattino, quando gli equipaggi si sono ritrovati nel parco di un hotel della zona. Ci sarebbe piaciuto poter documentare molto meglio (anche per il nostro sito partner Automotornews), nella tranquillità di un luogo chiuso al pubblico, questo evento, meritevole certamente di una maggior diffusione rispetto a quella che fino ad oggi gli è stata riservata dai media. Siamo certi di poterlo fare in occasione di un prossimo raduno.

In ogni caso, qui vi regaliamo un’anteprima di ciò che si è potuto vedere (e sentire!) oggi pomeriggio.

Sulla nostra pagina Facebook la galleria completa delle foto.

Buon divertimento!

Monaco, i personaggi del GP di Formula 1

Sebastian-Vettel
Sebastian VettelMonaco ospita il Mondiale di F1: unico appuntamento, in tutto il Campionato, a svolgersi storicamente dal giovedì alla domenica invece che nei canonici tre giorni (dal venerdì alla domenica) validi per tutte le altre gare del Mondiale.
Sul circuito di Montecarlo le prime prove libere si corrono il giovedì, quelle per conquistare la pole position al sabato; lasciando così spazio, il venerdì, alla gara di GP2 del mattino (a cui si riferiscono alcune fotografie del post) e alla mondanità fino a notte tarda: il mondo del lusso, degli sponsor, dei personaggi famosi che costituisce uno dei principali ingredienti della gara del Principato. Il Gp di F1 di Monaco diventa un mondo particolare nell’universo del gossip.
Alonso saluta il pubblico ai paddock di Montecarlo
Sembra quasi che tutti vogliano esserci. Per assistere a una gara per certi versi assurda dal punto di vista tecnico, ma che proprio per questo conserva un fascino che le altre gare non possono avere. Le strade su cui si corre, infatti, sono normalmente aperte al traffico cittadino: vengono chiuse per le auto da corsa giusto il tempo delle prove e delle gare; le tribune installate a pochi metri dalla pista attraggono in modo irresistibile gli spettatori: che, terminata la corsa, sentono forte il desiderio di percorrere a piedi gli stessi tratti di asfalto dove corrono i piloti.
Il venerdì è la giornata dove questo può avvenire con una (relativa) maggiore libertà e con più tempo a disposizione. Il venerdì è anche il giorno in cui l’ingresso per il pubblico è libero, così anche chi non vuole spendere le cifre molto elevate richieste ogni anno per i biglietti può togliersi la soddisfazione di andare nel Principato e prendere parte a questa enorme festa a cielo aperto, godendosi tra l’altro la gara-1 della Gp2 che tradizionalmente è programmata in questa giornata, insieme ad altri eventi di contorno.

Mark Webber
Ed ecco che, mentre al porto si organizzano le feste su imbarcazioni sempre più grandi e lussuose, nei paddock delle Scuderie si prepara la fondamentale sessione di prove del sabato, si fanno i briefing, si incontrano la stampa e i Vip, tutti gli appassionati possono respirare da vicino l’atmosfera unica del Gp di Monaco.
Raikkonen autografa foto e diari dei tifosi
Nel post le fotografie di alcuni dei principali attori della Formula 1 a Montecarlo.
Formula 1, le gomme Pirelli al centro di recenti vicende legali
Pirelli: preparazione degli pneumatici

MAUTO, l’auto, la forma e i riflessi nella mostra di Enrico Ghinato

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Cisitalia esposta al Mauto
Con l’esposizione delle opere di Enrico Ghinato, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO) in collaborazione con la Galleria d’Arte Contini di Venezia e Cortina d’Ampezzo, ha inaugurato lo spazio dedicato alle esposizioni temporanee.
Ferrari
Le opere esposte dell’artista veneto, circa una trentina, ritraggono autovetture della storia dell’automobile italiana; provenienti da collezionisti privati, dal Museo Nicolis di Villafranca di Verona e dal Mauto, le auto ritratte nei quadri sono esposte in una area adiacente allo spazio espositivo della mostra, dando così modo al visitatore di apprezzare la pittura iperrealista di Ghinato, capace di fare risaltare il design dell’auto made in Italy.

I quadri di Enrico Ghinato in mostra al Museo dell'auto di Torino
Museo dell'automobile di Torino
La mostra resterà aperta sino al 20 gennaio 2013.
Altre fotografie del MAUTO sono visibili sul sito www.okfoto.it
Museo dell'automobile di Torino

Gt Open International a Monza, le foto di gara-2

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Approfittando della pista veloce e del bel tempo a Monza, l’Aston Martin del Villois Racing si è imposta per la terza volta in questa stagione, dopo una gara senza nessuna sbavatura da parte di Matteo Malucelli ed Alvaro Barba. Seconda è giunta la Ferrari AF Corse di Federico Leo e Gimmi Bruni, dopo una prestazione consistente, che consente loro di recuperare la prima posizione in classifica. Alla vigilia dell’ultima e decisiva gara a Barcellona, la coppia italiana ha sette punti di vantaggio sulla Porsche Manthey di Holzer-Tandy, oggi quinti. Il terzo gradino sul podio oggi è stato occupato dalla Ferrari Aabar Villorba di Andrea Montermini-Cochito Lopez.
 

Come in gara-1, la gara GTs si è conclusa con un colpo di scena quando la Porsche Autorlando di Archie Hamilton (che aveva raccolto il testimone da Marco Mapelli) ha bucato a poche curve dal finale, dovendo lasciar passare Daniel Zampieri-Michael Dalle Stelle (Kessel Ferrari), che con questa vittoria recuperano il primato in classifica. Gianluca De Lorenzi e Alessandro Garofano danno il primo podio alla Mercedes GDL, terza.
 

 
Alla via, la Porsche di Pilet aveva mantenuto il primo posto, ma il francese non aveva potuto resistere oltre un paio di giri agli attacchi di Malucelli e Giammaria, mentre un incisivo Leo si impossessava del terzo posto al sesto giro dopo aver superato Broniszewski, Holzer e lo stesso Pilet.
 
 
 
 
 
 
 
 

Al quarto giro, invece, un violento contatto fra le Ferrari di Mantovani, rimasto con l’ABS bloccato, e Cordoni, alla Roggia. In GTS, guidava Mapelli su Gattuso.

Dopo il pit stop, Barba passava a condurre davanti a Bruni, Montermini, Ramos, Tandy e Narac e le posizioni si mantenevano intatte, con il solo brivido di una toccata fra Tandy e Peter in Parabolica all’ultimo giro che spediva l’austriaco fuori pista. In GTS, foravano sia il primo (Hamilton) che il terzo (Bizzarri), con pieno beneficio del massimo rivale in campionato di entrambi, Dalle Stelle, che raccoglieva il successo e punti pesanti. (fonte Gtopen.net)
 
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Gran Premio Nuvolari 2012, mille chilometri di emozioni d’altri tempi

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Un’affascinante tripudio di vetture d’epoca – se ne sono contate 255 alla partenza – ha rievocato, lo scorso week end, l’epopea di quelle massacranti corse di durata che, nella prima metà del secolo scorso, contribuirono a trasformare in mito e leggenda l’automobilismo sportivo di quel periodo e i suoi valorosi protagonisti.

I vincitori del Gp Nuvolari 2012, Vesco e Guerini su Fiat 508s Balilla Sport

Non si sono visti, al Gran Premio Nuvolari 2012, volti infangati, piloti sporchi di grasso e olio dalla testa ai piedi o nubi di polvere sollevate dalle ruote sulle strade sterrate, immagini impresse nella nostra mente da qualche vecchia fotografia in bianco e nero. Lungo gli oltre mille chilometri del percorso, però, si sono potute ammirare le stesse protagoniste a quattro ruote di quelle corse, si sono ascoltati i motori talvolta silenziosi come fossero elettrici e altre volte rombanti e perché no un po’ borbottanti, si sono annusati gli odori di olio bruciato e miscele oltremodo arricchite.

Guardando i loghi, leggendo marche e modelli sulle carrozzerie delle auto in gara sarà sembrato, a qualcuno, di aver viaggiato in una macchina del tempo: Buick, Amilcar, Riley, Hupmobile, Invicta, e poi Bentley, Alfa Romeo, Bugatti, Lancia, Porsche, Aston Martin, Ferrari. E da quella macchina del tempo, allora, non si vorrebbe dover scendere per poi ritrovarsi nella crisi dell’auto moderna, crisi di identità forse, prima ancora che economica: provate a trovare, in una vettura di oggi, il fascino di una Mercedes 300 sl – sì, proprio quella con le porte ad “Ali di gabbiano”  che, lo ricordiamo per i meno addentro, fu progettata 60 anni fa e ancor oggi viene riproposta in chiave moderna per la felicità di chi può possederla -, l’eleganza di una Maserati 150s o la sportività dell’Auto Union che fu di Nuvolari, allo stesso tempo erede e progenitrice di quella che oggi è l’Audi.

Mantova, con la sua medioevale piazza Sordello, ha accolto gli equipaggi prima della partenza. Guidati ciascuno dal proprio fedele navigatore (quello di antica memoria, cioè il passeggero seduto accanto con il road book in mano, e talvolta anche quello moderno, aggeggio digitale che un po’ stona montato su quadri strumenti di altre epoche), i piloti hanno condotto splendidi esemplari da museo lungo un viaggio di oltre 1000 chilometri, con 77 prove cronometrate e ben 4 autodromi di cui percorrere il tracciato, anche con prove in notturna, come ai vecchi tempi. E pazienza se, poche centinaia di metri dopo il via, c’era già chi si perdeva tra i birilli posti a delimitare il percorso intorno a palazzo Tè: d’altronde si sa, mezzo secolo fa i birilli non c’erano proprio.

Affascinante è stata la sfilata delle vetture in alcune delle piazze più belle d’Italia, tra cui Piazza del Campo di Siena e Piazza Grande ad Arezzo. Bologna ha reso omaggio alla gara facendo risuonare, al passaggio delle vetture in piazza di Porta Castiglione, l’omaggio in musica che Lucio Dalla dedicò al grande “Nivola”. Interessati dal passaggio della manifestazione anche molti comuni emiliani colpiti dal recente terremoto, sperando che osservare il passaggio della corsa abbia portato un momento di serenità alle popolazioni così duramente provate dal sisma (e anche qualche denaro, devoluto dai generosi ufficiali di gara del team Virgilio che hanno rinunciato al proprio compenso). Domenica, prima della conclusione, di nuovo in quel di Mantova, c’è stato anche l’irrinuciabile transito a Castel d’Ario, paese natale di Tazio Nuvolari.

Mercedes 300 SL

La classifica, dopo tre giorni di competizione, ha decretato il successo di Vesco e Guerini a bordo della splendida Fiat 508 S Balilla Sport datata 1934: per loro si tratta di un bis dopo la vittoria di due anni orsono. Piazza d’onore per Canè e Galliani, anch’essi su una vettura anteguerra, la Lancia Aprilia (1938); terzo gradino del podio appannaggio della coppia Sisti-Gregori alla guida di una Riley Sprite del ’36. Tra le scuderie italiane presenti il primo posto è andato alla “Classic Team Eberhard”, mentre la “Swiss Classic Racing Team” si è aggiudicata il trofeo riservato alle squadre straniere. Premiate anche Emanuela Cinelli ed Elena Scaramuzzi per la prima posizione tra gli equipaggi femminili (un altro bel successo, per loro, dopo il Franciacorta Historic). Impressionante il numero di concorrenti all’arrivo, ben 217: l’affidabilità di queste vetture e la cura con cui sono conservate sono fuori discussione!

Il Gran Premio Nuvolari 2012 va ora in archivio lasciando splendidi ricordi nei partecipanti, nel pubblico e negli organizzatori. Per loro e per chiunque altro voglia rivivere le emozioni del week end di motori, sul nostro sito www.okfoto.it proponiamo una ricca galleria fotografica .