Tattoo da Re per il 10° compleanno della Reggia di Venaria

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tattoo da re con la Fanfara a cavallo della Polizia di StatoIl 10° compleanno della riapertura della Reggia di Venaria si è svolto nel segno della musica militare e dei caroselli. Per festeggiare i suoi dieci anni, la Reggia di Venaria ha organizzato molte iniziative: un particolare successo di pubblico l’ha certamente avuto il “Tattoo da Re”. Si è trattato delle esibizioni di bande musicali prevalentemente militari che unisce musica e movimenti, in un mix altamente spettacolare, nel pomeriggio di domenica 15 ottobre.

Fanfara della Brigata alpina Taurinense alla Reggia di VenariaProprio la Reggia di Venaria, che ospitò le prime formazioni militari del nostro Paese e che in alcune sue facciate, benché restaurate, porta i segni della passata presenza degli eserciti, si presta molto bene, per la sua atmosfera affascinante e storica, allo svolgimento di una creativa esibizione di musicisti in divisa di grande professionalità internazionale. Nella Corte d’onore e nel Gran Parterre si sono esibiti la Fanfara della Brigata Alpina Taurinense (1), la Fanfara a cavallo della Polizia di Stato (2), arrivata da Roma, la Fanfara Nazionale della Croce Rossa Italiana (3) e la Fanfara Associazione Nazionale Bersaglieri “Roberto Lavezzeri” di Asti (4).

Fanfara dei Bersaglieri per il Tattoo da re alla reggia di VenariaIl saluto di benvenuto è stato affidato alla Banda del Corpo Musicale Verdi di Venaria e all’Equipaggio della Reggia.

Tattoo da re alla reggia di VenariaIl successo della manifestazione potrà aiutare gli organizzatori del Tattoo da Re nello sviluppo di una iniziativa che potrebbe diventare un importante appuntamento turistico, così come accade per altre analoghe manifestazioni all’estero.

Per chi non ha potuto essere presente sono disponibili le immagini dell’evento nell’album predisposto da Okfoto.it :

Esibizione delle Fanfare

Fanfara a cavallo della Polizia

 

(1) La fanfara della Brigata Alpina “Taurinense” nasce dalla fusione dei preesistenti complessi bandistici del 4° Reggimento Alpini e del 1° Reggimento Artiglieria da Montagna nel 1965 con sede nella Caserma “Monte Grappa” in Torino.

La Fanfara della Taurinense entra nella Reggia di Venaria per il Tattoo da re

(2) La Fanfara a cavallo della Polizia di Stato ha sede a Roma presso la Caserma “Lamarmora” ed è erede delle più antiche tradizioni della cavalleria militare. Nasce in seno agli antichi Reparti a Cavallo su iniziativa di coloro che svolgevano funzioni di trombettiere.

Fanfara a cavallo della Polizia di Stato alla Reggia di Venaria

L’abilità dei cavalieri della fanfara viene messo alla prova durante le esibizioni, quando con le mani impegnate per suonare conducono il cavallo con il solo uso delle gambe.

(3) La fanfara Nazionale della Croce Rossa Italiana nasce come fanfara Intercomponente della Croce Rossa Italiana grazie all’idea e all’entusiasmo del Drum Major della formazione e ha sede presso il Centro Polifunzionale C.R.I. “Teobaldo Fenoglio” di Settimo Torinese.

La Fanfara della Croce Rossa Italiana per il Tattoo da re

(4) La fanfara Associazione Nazionale Bersaglieri “Roberto Lavezzeri” di Asti nasce negli anni cinquanta nell’ambito della Sezione Bersaglieri “Roberto Lavezzeri” grazie all’impegno dell’allora presidente provinciale coadiuvato da volontari e del primo capofanfara. tattoo da re con la Fanfara dei Bersaglieri

Nuit Royale, una notte del Settecento alla Reggia di Venaria

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Splendidi abiti del Settecento indossati per la Nuit Royale

A molti sarà accaduto, assistendo alla proiezione di un film ambientato nel Settecento o magari leggendo un libro riferito a quel periodo, di pensare a come sarebbe stato bello potersi immergere per qualche ora in una atmosfera così diversa da quella del mondo di oggi. Così, in una notte di questo caldo autunno, nello splendore delle sale della Reggia di Venaria, galanti cavalieri e affascinanti dame, vestiti con abiti rigorosamente ispirati al Settecento, si sono dati appuntamento per una cena e un gran ballo.

Fashion Nuit royale

La Nuit Royale è ormai da anni un importante appuntamento mondano, che coinvolge partecipanti provenienti da ogni parte per una notte di fascino, allegria e un po’ di trasgressione.

Sorrisi, fascino ed eleganza nelle sale della Reggia di Venaria

Quest’anno la Nuit Royale si è svolta nel fine settimana dedicato ai festeggiamenti per il decimo compleanno della riapertura della Reggia di Venaria.

Iniziata alle 20, la notte dei sogni è andata avanti sino alle prime ore del mattino, consentendo ai partecipanti di scegliere tra differenti programmi.

Eleganza, divertimento e trasgressione alla Nuit Royale

Così alcuni hanno preso parte alla Cena di gala della Nuit Royale servita nella elegante sala di Diana; altri hanno scelto la Cena a buffet, nell’incantevole Galleria grande di Diana, mentre altri ancora sono arrivati alla Reggia di Venaria poco prima della mezzanotte per una notte di balli.

La cena di gala della Nuit royale

Il tema dell’evento della Nuit Royale 2017 è stato “Il sogno”. Con la presenza di giocolieri, dell’ensemble di musicisti (Gli Archimisti) pronti a riportare in vita i suoni e le melodie dell’epoca e di un gruppo di rievocazione storica (Nobiltà Sabauda) che ha proposto balli e scene tipiche del ballo di corte che si svolgeva nel Settecento alla Reggia di Venaria: ballo a cui hanno potuto partecipare gli ospiti della serata, a cui era stata data la possibilità di partecipare, nel pomeriggio, a un workshop di formazione.

La raffinata eleganza delle dame alla Nuit Royale

Complice la gradevole temperatura esterna, le dame e i cavalieri hanno avuto modo di godersi la Corte d’onore e lo spettacolo della fontana luminosa, oltre che di passeggiare negli spazi del gran parterre della Reggia.

Nuit Royale sulla terrazza della reggia di Venaria

Le immagini dei partecipanti alla Nuit Royale 2017 realizzate da OkFoto.it (e in parte riprese da La Repubblica) sono visibili nell’album realizzato per l’occasione.

Il gran ballo denna Nuit Royale nella Galleria di Diana

I° raduno Lancia storiche: tornano le auto sul Circuito di Ospedaletti

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Raduno Lancia a Ospedaletti In una di quelle splendide giornate in cui l’estate a Ospedaletti sembra possa durare tutto l’anno, ha preso il via il I° Raduno Lancia storiche che, nel fine settimana del 7 e 8 ottobre, ha visto le vetture del glorioso marchio correre su una parte del Circuito di Ospedaletti (lo stesso dove la Lancia eseguì parte dei collaudi della D50) e ripercorrere parte delle strade delle colline alle spalle di Sanremo, che più volte sono state luogo di gara del Rally di Sanremo.

Lancia Fulvia coupè 1.6 sul Circuito di Ospedaletti

Gli organizzatori (il Sanremo Rally Team e il Comitato Circuito di Ospedaletti) del I° Raduno Lancia storiche Città di Ospedaletti, oltre a dare modo ai tanti appassionati delle vetture Lancia di ammirare alcune vetture che hanno segnato la storia della Casa di via San Paolo a Torino, hanno avuto il merito di mettere in calendario un evento degno del 70° compleanno del Circuito di Ospedaletti.

Era il 1947 quando si disputò la seconda edizione del Gran premio di San Remo e si optò per la creazione di un circuito stradale che vide nella sua morfologia le condizioni ideali per correre. Ospedaletti infatti disponeva di un lungo rettilineo i cui due estremi erano raccordati da una circonvallazione collinare; inoltre, la viabilità ordinaria era assicurata da una strada parallela alla via Aurelia sul lungomare, la via XX Settembre.

Amilcare Ballestrieri al I° Raduno Lancia di Ospedaletti

Dall’anno successivo il Circuito di Ospedaletti entrò a far parte del circuito internazionale dei Gran premi. L’avventura della Formula 1 vide i più grandi nomi dell’epoca, da Nuvolari a Fangio, Ascari, Villoresi ecc. e si concluse nel 1951 a causa dei problemi di sicurezza sollevati dal grave incidente del pilota belga  Johnny Claes (in cui morì uno spettatore e tre furono gravemente feriti) e per la potenza dei nuovi motori troppo elevata per essere scaricata sullle strade del tracciato cittadino di Ospedaletti. Il Circuito di Ospedaletti continuò a ospitare le gare di motociclismo sino al 1972; l’anno successivo, per problemi di sicurezza sottolineati dalla tragedia sulla pista di Monza, con il gravissimo incidente che vide coinvolti otto piloti e causò la morte di Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, si bloccò definitivamente l’organizzazione del Gran Premio di Ospedaletti

Lancia Beta Montecarlo al Raduno Lancia di Ospedaletti

Grazie alla passione e alla capacità dei componenti il Comitato del Circuito di Ospedaletti, dal 2008 si svolge, con cadenza biennale, la Rievocazione storica del Gran premio motociclistico, con la presenza di centinaia di moto d’epoca e di piloti con molti campionati vinti durante la loro carriera.

L’augurio, dopo il successo del I° Raduno Lancia a Ospedaletti, è che,negli anni dispari, lo storico Circuito possa ospitare la rievocazionbe dedicata alle automobili d’epoca.

Lancia Fulvia berlina sul Circuito di Ospedaletti

La passione e la volontà degli sportivi, come i fatti hanno dimostrato, non mancano: serve che i Comuni (Ospedaletti, Sanremo, ecc. ) e le varie Amministrazioni del territorio sappiano fare squadra per creare un evento che sarebbe destinato a un grande successo di pubblico, con evidenti ritorni per il turismo.

Puoi vedere le immagini realizzate da OkFoto.it  nell’album dedicato alla manifestazione.

Le giovanissime Miss del Raduno Lancia a Ospedaletti

The color run Torino con Fabio Rovazzi e Michele Bravi

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The color run Torino 2017 The color run è tornata a Torino ed è stato un giorno di festa! Dopo manifestazioni annullate per non meglio specificate ragioni di sicurezza, altre ridotte a flop memorabili, altre guastate dalla pioggia, dopo svariati divieti e blocchi della circolazione, finalmente The color run ha portato in città una ventata di allegria e … di colore! Migliaia di partecipanti, molti spettatori e curiosi, hanno invaso festosamente piazza d’armi per la corsa più pazza dell’anno.

The color run Torino è stato l’ultimo appuntamento della tournèe 2017: in calendario il 10 settembre, ultimo giorno di vacanza per gli studenti! Per molti di loro (anche per i più piccoli, accompagnati dai genitori) è stata l’occasione per salutare le vacanze in un’atmosfera di festa e musica.

The color run Torino: colori, sorrisi e allegria

The color run è una corsa (o, se preferite, una camminata) di 5 chilometri dove non vince nessuno perché vincono tutti coloro che partecipano. I primi 3 chilometri nei viali del parco Cavalieri di Vittorio Veneto, poi accanto alla piscina olimpica in via Filadelfia e l’ultimo tratto del percorso negli spazi del vecchio stadio Comunale, con arrivo sotto la Torre Maratona.

Giovani, meno giovani, bambini, famiglie affrontano il percorso lungo il quale si incontrano cinque punti colore (verde, giallo, blu, arancio e rosa) e, all’ultimo chilometro, un punto schiuma, la nuova attrazione per l’edizione 2017.

the color run Torino: entusiasmo per il punto schiumaNovità che ha entusiasmato i partecipanti: dai più grandi ai più piccini. Forse la partecipante che meriterebbe il premio dell’organizzazione è la bellissima bimba che, arrivata al punto schiuma, senza un solo momento di esitazione, ha fatto la ruota, restando alcuni attimi con la testa completamente nascosta dalla schiuma.

The color run Torino: un selfie all'arrivo Per gli organizzatori (RCS sport) era importante recuperare i runners di Torino, dopo l’edizione 2016 rovinata dalla pioggia scrosciante: forse ci sono riusciti. Lo si capirà meglio dal numero degli iscritti nel 2018 …: supereranno i circa 6.800 dell’edizione appena conclusa?

the Color run Torino in piazza d'armi Come in ogni edizione, la festa non finisce all’arrivo. I runners sono coinvolti in balli e lanci di «color blust», vere e proprie esplosioni di colori, al ritmo della musica di Radio 105 con l’esibizione al Color village, di Fabio Rovazzi, Michele Bravi, Silvia Salemi.

Guarda le immagini della corsa

The color run Torino: tutto pronto per la partenza

Vespa, la più bella sei tu. Concorso di eleganza nella corte del castello di Racconigi

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Vespa, un successo nato oltre 70 anni faCi sono cose che, più passa il tempo, più entrano nella nostra vita: come ad esempio la Ferrari, la Cinquecento, la Vespa. E ogni volta che si presenta l’occasione di assistere a un raduno, ecco che tornano alla mente aneddoti, episodi, citazioni che- tutti insieme- contribuiscono ad arricchirne la storia e la leggenda. Proprio come è accaduto in occasione della edizione 2017 di “Vespa, la più bella sei tu “, ospitata nella splendida cornice del castello di Racconigi.

Raduno Vespa al Castello di RacconigiSi tratta di un concorso di eleganza in cui sono valutati, oltre che il grado di conservazione del veicolo, anche aspetti come lo stile e l’eleganza del conduttore della Vespa (e dell’eventuale compagna/o di viaggio).

La nota di presentazione del concorso specifica: “La sfida sarà  incentrata sia sulla perfezione e eleganza del modello Vespa (o del parente a tre e quattro ruote) sia sullo stile del proprietario che l’accompagna. La Giuria (composta da tecnici, designer, giornalisti e personaggi del mondo dello spettacolo) assegnerà punteggi per ogni aspetto della scheda del veicolo partecipante valutando:
– l’eleganza e la raffinatezza generale del disegno

– l’armonia degli schemi dei colori

– l’eleganza delle tappezzerie e delle finiture e la correttezza degli equipaggiamenti accessori

– la funzionalità meccanica

– il rigore del veicolo, la rarità, l’efficienza tecnica.

Ma avrà ancora maggiore peso valutativo lo stile del proprietario che dovrà essere in linea con il periodo di costruzione del veicolo e con il suo stile.

Leggermente diverso l’approccio valutativo per la categoria Vespa Fantasy che raccoglierà tutte quelle Vespa meno rigorose ma figlie dell’estro del vespista.

Il tema scelto per l’edizione 2017 del concorso è il viaggio.

concorso di eleganza e Vespa

Le categorie di partecipazione sono cinque:

Vespa Vintage. Tutte le Vespa prodotte dal 1946 al 1959
Vespa Classic. Tutte le Vespa prototte dal 1960 al 1977
Vespa & Sport. Tutte le Vespa “sportive” dal 1946 al sino al PX T5
Vespa Fantasy. Multicolor, Mods, super personalizzate senza limite di anno di costruzione .

Oltre due ruote. Sidecar Vespa sino al 1977, Ape, Vespa 400”.

E’ stata un’occasione per ammirare modelli rari e ben conservati, ma –proprio per l’impostazione del concorso- per rivivere alcuni momenti di eleganza e storia del costume.

Vespa d'epoca e moda vintage

Perché Vespa  coinvolge la storia del costume. Negli anni della “Dolce Vita”, ad esempio, Vespa diventò sinonimo di scooter, i reportage dei corrispondenti stranieri descrivevano l’Italia come “il Paese delle Vespa” e il ruolo giocato da Vespa nel costume è documentato dalla presenza del veicolo in centinaia di film.
Audrey Hepburn e Gregory Peck in “Vacanze Romane” (1953) furono i primi di una lunga serie di attrici e attori internazionali che, nel corso degli anni, sono stati “ripresi” sullo scooter più famoso del mondo.

La moda vintage al raduno Vespa al castello di Racconigi

D’altra parte per raccontare la Vespa si possono scegliere varie strade: elencare le tante cose che ne hanno segnato (e ne segneranno) la storia o ripensare, ad esempio, a uno slogan pubblicitario di fine Anni Sessanta, rimasto tra i più famosi. Semplicemente ci diceva che “Chi “VESPA” mangia le mele (chi non “VESPA” no)”: uno slogan che conserva  tuttora la sua validità.

Vespa con sidecar nel cortile del castello di Racconigi

La Vespa nasce della determinazione di Enrico Piaggio a creare un prodotto a basso costo e di largo consumo. All’approssimarsi della fine della Seconda guerra mondiale, Enrico studia ogni soluzione per rimettere in moto la produzione nei suoi stabilimenti. A cominciare da quello di Biella, dove venne realizzato un “motorscooter” sul modello delle piccole motociclette per paracadutisti. Il prototipo, siglato MP5, venne battezzato “Paperino” per la sua strana forma: ma non piacque ad Enrico, che incaricò Corradino D’Ascanio di rivedere il progetto.
Il progettista aeronautico non amava però la motocicletta. Secondo lui era scomoda, ingombrante, con gomme troppo difficili da cambiare in caso di foratura; oltretutto, per via della catena di trasmissione, sporcava. L’ingegnere trovò tuttavia tutte le soluzioni del caso attingendo proprio alla sua esperienza aeronautica. Per eliminare la catena immaginò un mezzo con scocca portante, a presa diretta; per rendere la guida più agevole pensò di posizionare il cambio sul manubrio; per facilitare la sostituzione delle ruote escogitò non una forcella ma un braccio di supporto simile appunto ai carrelli degli aerei. E infine ideò una carrozzeria capace di proteggere il guidatore, di impedirgli di sporcarsi o scomporsi nell’abbigliamento: decenni prima della diffusione degli studi ergonomici, la posizione di guida di Vespa era pensata per stare comodamente e sicuramente seduti, anziché pericolosamente in bilico su una motocicletta a ruote alte.

Una Vespa del 1948 per il concorso di eleganza "La più bella sei tu"
Dal nuovo progetto di D’Ascanio nacque un mezzo assolutamente originale e rivoluzionario rispetto a tutti gli altri esempi di locomozione motorizzata a due ruote. Con l’aiuto di Mario D’Este, suo disegnatore di fiducia, a Corradino D’Ascanio bastarono pochi giorni per mettere a punto la sua idea e preparare il primo progetto della Vespa, prodotto a Pontedera nell’aprile del 1946. Il nome del veicolo fu coniato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP6, dalla parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla “vita” stretta, esclamò: “Sembra una vespa!”.

E Vespa fu.

Il 23 aprile 1946 la Piaggio & C. S.p.A. deposita – presso l’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marche del Ministero dell’Industria e del commercio di Firenze – il brevetto per “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.
Enrico Piaggio non esita a dare il via alla produzione in serie di duemila esemplari della prima Vespa 98 cc. Gli Italiani avrebbero visto per la prima volta la Vespa, toccandola con mano, alla Fiera di Milano dello stesso anno.

La Vespa 98 cc fu posta in vendita in due versioni e con due prezzi: 55.000 lire il tipo “normale” e 61.000 lire il tipo “lusso” con alcuni optional quali il contachilometri, la stampella laterale e i raffinati pneumatici con fianco bianco. Addetti ai lavori ed esperti del mercato si divisero: da una parte chi coglieva nella Vespa la realizzazione di un’idea geniale, dall’altra gli scettici di rito.

viaggio di nozze in Vespa a Racconigi

Guarda la galleria delle immagini realizzate a Racconigi da OkFoto.it : se ti ritrovi, non dimenticare di taggarti …

Vespa & sport

A Torino la Cena in bianco diventa virtuale

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Salta la Cena in bianco a Torino Era il 2012 quando Antonella Bentivoglio D’Afflitto realizzò la prima Cena in bianco a Torino: un’iniziativa che ebbe un lusinghiero successo, imitata nel tempo in molti altri comuni in tutta Italia. Pochissime le regole alla base dell’evento, rigidamente rispettate dalle migliaia di partecipanti: “… vestiamo tutti insieme di bianco una piazza, una strada, un giardino, un luogo a sorpresa ogni volta diverso delle nostre città e paesi, trasformandolo in una “camera da pranzo” a cielo aperto. Come? Ognuno di noi si porta tutto da casa, tavolo, sedie, vivande, stoviglie in ceramica, bicchieri di vetro… niente carta e niente plastica. Apparecchia e imbandisce la propria tavola con amici, familiari, colleghi, nonni e bambini per vivere l’emozione di una Cena tutti insieme, per strada, all’insegna delle cinque grandi E di etica, estetica, ecologia, educazione, eleganza.  Una immensa tavola, fatta di tutte le nostre tavole vicine e in fila, che celebra la tradizione italiana a tavola, nel rispetto di condivisione, convivialità, piacere di stare insieme. Riviviamo la magia del territorio con una cena urbana che attraverso il colore bianco, il più neutro e il più fotografico dei colori, veicolerà grazie alle nostre foto le immagini dei tanti luoghi del nostro bel paese in rete… Bello sarà partire con tavoli piatti e sedie al seguito per vivere e scoprire le piazze e le strade di tanti luoghi italiani… E alla fine della serata ognuno sparecchia, porta via tutti i rifiuti: non deve rimanere traccia del nostro passaggio. C’è un solo modo per mantenere pulite le nostre città: non sporcarle.”

Un evento che era diventato un appuntamento fisso dell’estate torinese: con un record di presenze nel 2015, quando oltre ventimila persone parteciparono alla cena nel gran parterre della Reggia di Venaria.

Lo scorso anno i partecipanti furono la metà rispetto al 2015: forse perché la location scelta, all’ombra della torre Maratona dello stadio Olimpico, non piacque a molti o forse perché l’attentato terroristico di Nizza (14 luglio, 84 morti, decine di feriti gravi) era nella memoria di tanti quella domenica 17 luglio in cui si svolse la Cena in bianco.

Corpi stritolati, smembrati, sangue dappertutto e un panico folle: diversi i testimoni che descrissero queste scene apocalittiche sul lungomare centrale di Nizza, la Promenade des Anglais, dove, poco dopo le 22,  un camion guidato da un terrorista piombò a tutta velocità sulla folla radunata a vedere i fuochi d’artificio per la Festa nazionale di Francia, correndo con un percorso a zig-zag per travolgere più persone possibile, con l’autista assassino che sparava all’impazzata, prima che la sua corsa folle venisse fermata.

Nel luglio 2016 Chiara Appendino era da circa un mese la sindaca di Torino, Franco Gabrielli era stato nominato capo della Polizia di stato, Direttore generale della Pubblica Sicurezza nel Consiglio dei ministri del 29 aprile 2016. La cena si svolse senza alcun problema e senza che fosse adottata alcuna misura di sicurezza contro il terrorismo che – dopo Nizza – continuò a colpire in modo gravissimo (Berlino, Instanbul, Londra, Manchester).

Piazza san Carlo e la cena in biancoA Torino, in particolare, non fu preso alcun provvedimento  tanto che, lo scorso 3 giugno, fu autorizzata l’installazione di un mega schermo TV in piazza san Carlo per la diretta TV della finale di Champions League di calcio tra Real Madrid e Juventus.

I fatti di quella sera sono tristemente noti: per motivi non ancora accertati si scatenò un’ondata di panico tra i presenti, con un fuggi fuggi disordinato e caotico. Ci furono oltre 1.500 feriti, alcuni in modo gravissimo e una signora di 38 anni, Erika, travolta dalla folla, morì in seguito alle gravi ferite subite. In seguito agli incidenti l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Appendino si preoccupò di diffondere una nota per scaricare ogni responsabilità su Turismo Torino: «In relazione ai fatti di piazza San Carlo la Città di Torino precisa che il soggetto organizzatore, Turismo Torino, ha operato con le medesime modalità messe in atto nel 2015, in occasione della finale proiettata il 6 giugno».«Anche in quel caso la Città, con propria delibera, aveva incaricato Turismo Torino quale soggetto organizzatore e non era stato approvato alcun provvedimento di ulteriore limitazione nella vendita di vetro e metallo, oltre a ciò che è previsto dall’art. 8 bis del Regolamento di Polizia Urbana».

C'era una volta la Cena in bianco a Torino

Il terrorismo, negli incidenti di piazza san Carlo, non c’entrava per nulla: sta di fatto che, dopo quella notte, le istituzioni locali incominciarono a “parlare” di sicurezza, adottando provvedimenti per lo meno discutibili (basta ricordare il flop dello spettacolo dei fuochi artificiali del 24 giugno), che -tra le altre cose- hanno comportato l’annullamento della Cena in bianco. Dopo il recente attentato a Barcellona (17 agosto), ennesima riunione ministeriale dei vari comitati per la sicurezza: dopo la quale anche a Torino sono state installate fioriere e new Jersey per impedire attacchi terroristici con furgoni. Decisioni prese per salvare la forma e fare scrivere qualche articolo di cronaca: perché chiunque abbia fatto un giro in centro città ha avuto modo di rendersi conto dell’inutilità dei provvedimenti adottati. Ma Torino (in realtà sarà la Reggia di Venaria) si prepara (!?) ad ospitare a fine settembre il G7 dello sviluppo alla presenza dei ministri dell’industria e del lavoro: per cui bisognava pure fare vedere che qualche provvedimento è già stato adottato.

Cena in bianco in piazza san CarloIn questo contesto una cosa è chiara: la Cena in bianco 2017 a Torino non si fa. Scrive la cronaca cittadina de La Stampa “ La cena avrebbe dovuto svolgersi in piazza Castello, piazza San Giovanni e Piazzetta Reale, ma il Comune di Torino ha dato parere negativo, in base alla «circolare Gabrielli» sull’occupazione del suolo pubblico”.  «Questo mi dispiace tantissimo» – afferma Antonella Bentivoglio D’Afflitto, ispiratrice della manifestazione e oggi  assessore alla Cultura della giunta Cinque Stelle del Comune di Venaria Reale. «Avevo presentato la domanda di occupazione del suolo pubblico prima dei fatti di piazza San Carlo e, dopo il parere negativo datato 11 luglio, ho chiesto un incontro per capire i motivi del divieto, ma non sono ancora stata convocata”, e aggiunge: «Quello che mi chiedo è perché nel resto d’Italia si sono svolte circa 200 cene con l’okay di sindaci, questori e prefetti e a Torino, dov’è nata la manifestazione, ci è stato detto di no».

Di fronte al No della sindaca Appendino, gli organizzatori della Cena in bianco Torino hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook una proposta che sostanzialmente suggerisce di realizzare una cena virtuale: “A casa. Per dare un segnale importante a quanto sta accadendo. Non ci fermiamo”.

“L’appuntamento è per sabato 9 settembre alle ore 20:00

Dove e come? A casa vostra, nei vostri condomini, uniti in rete, in diretta nello stesso momento!

Ovunque voi siate, nelle vostre case, in cucina, sul ballatoio, sul terrazzo, in cortile, in veranda, in salotto, in tavernetta, in tinello, in giardino… nelle vostre case. Tutti insieme, lo stesso giorno, alla stessa ora daremo vita ad una edizione straordinaria. Organizzate a casa vostra amici, parenti, vicini, preparate le vostre bianche tavole! Con la stessa attenzione, condivisione, passione, convivialità.

Dopo aver preparato e organizzato le vostre tavolate, dovrete condividere su Facebook le fotografie, i video. Saremo in tanti, tantissimi che dalle nostre case vivremo virtualmente uniti in rete la magia della Cena in bianco che poi racconteremo in un filmato fatto con le vostre immagini e i vostri video.”

Altro che “non ci fermiamo”: così si è fermi. La mia professoressa di Matematica delle Superiori avrebbe detto “mi sembra un’idea balzana!”. Ma come? La cena in bianco nasce per stare insieme in un luogo pubblico e la si trasforma in un qualcosa di personale e domestico? Il successo dell’evento è anche merito delle centinaia di immagini e filmati che i media gli hanno dedicato: immagini e filmati di chi dedicato il proprio tempo a raccontare la Cena, mentre i partecipanti si divertivano a cenare e brindare. Non si potrà certamente raggiungere lo stesso risultato condividendo qualche selfie e qualche scatto tra le mura di casa …

i portici di Torino in piazza san CarloInternet e i “social” erano ancora inimmaginabili: ma si vuole forse credere che, se nell’ottobre del 1980, i “quarantamila quadri Fiat” avessero avuto a disposizione internet , Facebook, Twitter, e, invece di sfilare per le vie del centro di Torino, avessero preso un tavolo della cucina, ci avessero appoggiato sopra dei fogli di lavoro, avessero fotografato la scena e condiviso la loro foto, in giacca e cravatta, il successo dell’iniziativa sarebbe stato lo stesso? Certamente no.

“A casa. Per dare un segnale importante a quanto sta accadendo. Non ci fermiamo”

Persa l’edizione 2017 della Cena in bianco a Torino  si sarebbe potuto organizzare un flash mob, magari in piazza Castello o davanti a Palazzo di città: migliaia di partecipanti vestiti di bianco con un calice (di plastica …) in mano  per un brindisi  alla Giunta del No alla Cena in bianco

Di sicuro non sarebbero mancate le immagini dell’evento: che sarebbero certamente uscite dal perimetro cittadino.

La scelta adottata dagli organizzatori va invece  contro la loro stessa affermazione (“non ci fermiamo”): mi fa venire in mente il grande Totò quando diceva a Peppino de Filippo “Guarda, ma non guardare …”. Che in questo caso diventa “Protesta, ma non protestare …”.

A pensar male si fa peccato, diceva Andreotti …: ma forse non si voleva disturbare la sindaca Appendino.

The color run torna a Torino

D’altra parte, non sono d’accordo con Pier Franco Quaglieni quando afferma che “Non ci sarà l’8 settembre per la cena in bianco. Quest’anno  si terrà il 9 in modo diverso,  quasi virtuale. Ma non è così perché l’importante è fare l’evento.” Sono invece d’accordo con lui quando dice che “Quello che invece appare  certo è che Torino continua a perdere colpi. E, andando avanti così, la città e’ destinata al declino in cui la relegò il sindaco  Novelli con le sue scelte tristi e  miopi, nel decennio 1975-85 , con tanti assessori funzionari di partito che assomigliano molto a molti dell’attuale Giunta.”

Torino ospita The color run

Che le ragioni dell’annullamento della Cena in bianco abbiano poco a vedere con la sicurezza è dimostrato anche dal fatto che, salvo divieti dell’ultima ora, il giorno successivo alla Cena in bianco virtuale si correrà The color run, con migliaia di partecipanti pronti a invadere piazza d’Armi. Proprio nello stesso luogo dove si svolse l’ultima Cena in bianco: ogni partecipante troverà differenti punti colore (verde, giallo, blu, arancio e rosa), nonché, all’ultimo chilometro, un punto schiuma, nuova attrazione dell’edizione 2017, che ha riscosso grande interesse nelle tappe precedenti. Si parte vestiti di bianco, si arriva contenti e colorati.

the color run: allegria e coloriDiecimila (o più) persone sedute a cena sono un problema per la sicurezza, mentre altrettante persone che corrono insieme non lo sono?

Troverai le immagini della Color run 2017 nell’album realizzato da OkFoto.it

Come disse Longanesi “Se c’è una cosa che in Italia funziona è il disordine.”

Bal da sabre a Fenestrelle per i 50 anni del gruppo folkloristico

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A Fenestrelle festa per i 50 anni del gruppo folkloristico Bal da sabreIl Forte di Fenestrelle fece il suo ingresso sul palcoscenico della Storia nell’autunno del 1727, quando l’ingegner Ignazio Bertola, su richiesta del re Vittorio Amedeo II, presentò il progetto di un’opera che aveva del fantastico: una grande muraglia, costellata da più opere fortificatorie, posta a sbarramento della valle del Chisone contro le invasioni straniere.

La sua architettura ha dell’incredibile: si sviluppa sul crinale della montagna per una lunghezza di oltre 3 chilometri, con una superficie complessiva è di oltre un milione di metri quadrati e un dislivello, tra il primo e l’ultimo corpo di fabbrica, di circa 600 metri. Ci si trova di fronte ad un’opera fuori da ogni canone, se riferito alle precedenti tecniche di difesa fortificatoria, per le sue gigantesche dimensioni e l’articolazione dei suoi fabbricati.

I lavori di costruzione iniziarono nella primavera del 1728 sotto la direzione dello stesso Bertola  e si protrassero per oltre un secolo. L’ultimo cantiere chiuse nel 1850. Negli anni di maggiore impegno operativo, il numero degli addetti ai lavori superò le quattromila unità.

Poco alla volta nasceva quella che diventerà la più grande fortezza alpina d’Europa.”

Schwerttanzkompanie Überlingen a Fenestrelle

Ogni volta che mi capita di ammirare il forte di Fenestrelle resto sbalordito per l’imponenza della costruzione e dispiaciuto perchè la storica fortezza militare della Val Chisone, a mio avviso, non è sufficientemente inserita nei circuiti turistici del Piemonte: non ostante il fatto che, da tempo, la sua immagine sia stata adottata come simbolo dell’ormai abolita Provincia di Torino. Sarà per il  fatto che mancano i soldi da investire nel turismo? Oppure mancano idee per come valorizzare meglio la fortezza militare di Fenestrelle? Oppure le idee ci sono e mancano le cosiddette volontà politiche? E’ mai possibile che i comuni, i vari enti, le istituzioni locali non riescano a fare squadra per sfruttare tutte le potenzialità del forte? Riuscire a portare più turisti a visitare il forte vorrebbe dire portare maggiore ricchezza nelle Valli olimpiche. In attesa di validi progetti di sviluppo, con poca spesa, si potrebbero almeno installare cartelloni informativi sulla strada che sale da Torino fino al Colle del Sestriere e, magari, provare ad intercettare i turisti che arrivano dalla Francia passando dal Monginevro … Intanto  il Forte di Fenestrelle, nel fine settimana del 19 agosto, ha ospitato parte dei festeggiamenti organizzati a Fenestrelle per i 50 anni della rifondazione del gruppo folkloristico del Bal da sabre (1967-2017).

Schwerttanzkompanie Überlingen a Fenestrelle

Una festa che ha visto la partecipazione di altri gruppi in costume: il gruppo del Bal da sabre di Castelletto Stura, la Teto Aut di Roure e il gruppo tedesco Schwerttanzkompanie Überlingen che hanno concluso il  fine settimana ricco di appuntamenti con una esibizione sul campetto sportivo di Fenestrelle.

Festa con i costumi tradizionali a Fenestrelle

Molti spettatori in una splendida giornata di sole hanno potuto ammirare l’esibizione dei vari gruppi e partecipare ai balli tradizionali a fine giornata. E’ stato possibile apprezzare il forte impegno da parte dei vari gruppi per recuperare e salvaguardare la cultura e le tradizioni delle nostre terre.

Balli tradizionali in costume a Fenestrelle

Tutto grazie alla buona volontà, al sacrificio, all’impegno di donne e uomini (molti i giovani presenti sia nei gruppi sia nel pubblico) che dedicano moltissimo tempo per rendere possibili manifestazioni come quella offerta alla cittadinanza di Fenestrelle e ai turisti presenti in Val Chisone.

Bal da sabre (1967-2017) a Fenestrelle

Guarda le immagini della manifestazione realizzate da OkFoto.it e raccolte nello specifico album

Bal da sabre (1967-2017)

Bal do sabre di Castelletto Stura

La fiera di Balboutet

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Balboutet il paese del sole con i suoi balconi fioriti

Balboutet è una piccola frazione di Usseaux, un paese della Valle Chisone che, in un depliant del locale Ufficio del Turismo, si presenta in modo molto sintetico: “190 abitanti, 400 mucche, 2 milioni di larici”. Era da molto tempo che non tornavamo a Balboutet: l’abbiamo fatto in occasione della Fiera zootecnica, (giunta alla 57a edizione) dello scorso 23 agosto  che, con quella analoga di Pragelato (14 settembre) e Oulx (30 settembre, 1° ottobre), costituisce le Fiere degli Escartons.

Un gregge arriva alla fiera di Balboutet

Manifestazioni che richiamano una gran folla: è una festa per i residenti, per gli operatori del settore, ma soprattutto per i turisti.

Molti gli allevatori e i pastori che prendono parte alla Fiera di Balboutet: alcuni presenti con i propri animali che attirano la curiosità dei non addetti ai lavori (soprattutto dei bambini) e l’attenzione dei loro colleghi venuti dai paesi vicini, magari per qualche trattativa commerciale. Moltissime le bancarelle che formano un serpentone lungo la strada che porta all’Assietta, per quel giorno chiusa al traffico nel tratto della borgata: accade anche che qualcuno, senza saperlo, scenda di là con una potente moto; l’atmosfera gioiosa della festa mette rimedio anche a quello: si scherza con il motociclista che, a passo d’uomo, scende fino al termine del mercato tra i sorrisi dei visitatori.

Balboutet e la strada dell'Assietta

Sulle bancarelle si trova di tutto: dai prodotti per gli allevatori ai prodotti per la casa, ci sono banchi con scarpe sportive e scarponi da montagna, abbigliamento ma, ovviamente, la parte principale è costituita dai prodotti alimentari: formaggi, salumi, miele, dolci, pane, spezie, ecc.

Balboutet: i bambini felici in occasione della fiera

Balboutet, la borgata del sole, delle rondini e delle meridiane è situata a circa 1500 metri s.l.m.; con la nuova pavimentazione in pietra e la nuova illuminazione a led accoglie i turisti con le sue meridiane, le sue case con i balconi addobbati con fiori coloratissimi, ricorda che –oltre a essere il paese del sole- è anche il paese che dà rifugio alle rondini: sono molte le case, anche quelle recentemente ristrutturate, che espongono il cartello “questa casa aderisce al progetto salviamo le rondini” e che danno ospitalità e curano i nidi delle rondini.

Animali alla Fiera zootecnica di Balboutet

Tutto ciò crea un’atmosfera di grande festa, allegra, vivace, spontanea: rispettosa delle tradizioni e della dignità della vita in montagna, frutto dell’orgoglio per la propria terra e per quello che la natura offre e, nello stesso tempo, comporta in termini di sacrifici. Raro esempio di civiltà.

I costumi della tradizione a Balboutet, frazione di Usseaux

Guarda tutte le immagini del paese e della fiera scattate da OkFoto.it e raccolte nell’album

Fiera di Balboutet

Usseaux: salviamo le rondini

Miss Mucca a Pragelato: 18a edizione

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Miss Mucca edizione 2017 Miss Mucca a Pragelato nella realtà non è proprio come dice il depliant della località turistica della Val Chisone (”Manifestazione unica in Piemonte e probabilmente in tutta Italia”) ma resta pur sempre un’occasione di festa, una bella sagra di paese a cui ha preso parte un pubblico molto numeroso.

Giunta alla 18° edizione, Miss Mucca ha visto la partecipazione di una decina di aziende agricole che, nell’estate 2017, hanno portato le loro mandrie agli alpeggi di Pragelato.

La manifestazione generalmente è messa in calendario nel fine settimana in cui, a pochi chilometri di distanza, si svolge la Festa del Piemont con la rievocazione della battaglia dell’Assietta tra Piemontesi e Francesi (leggi qui il racconto): non si sa se questa coincidenza sia casuale o voluta dagli organizzatori di Miss Mucca, ma certamente non fa bene a Miss Mucca, perché sono molti i Piemontesi che salgono all’Assietta per assistere alla rievocazione storica.

Miss Mucca a Pragelato

In occasione di Miss Mucca il sabato i pastori portano le loro bestie a Pragelato (da 5 a 7 mucche per ciascuna azienda agricola), in una vasta area riservata per ciascun allevamento, in prossimità del centro sportivo, dove gli animali possono pascolare in libertà ed essere osservati da vicino dai turisti.

La domenica le mucche vengono invece ricoverate in recinti più piccoli e più vicini tra loro, accanto alla piazza dove, per l’occasione, si tiene un mercatino artigianale con una ventina di banchi; inoltre, nella stessa piazza, vengono aperte alcune delle casette di legno del mercatino di Natale, per la vendita di prodotti caseari da parte delle aziende agricole che partecipano a Miss Mucca.

bambini felici in occasione di Miss Mucca a Pragelato

Miss Mucca è quindi una delle tante feste di paese che si svolgono in estate, con molti bambini attratti dallo “spettacolo” delle mucche: cosa che può sembrare strana, ma per alcuni di loro Miss Mucca è forse la prima occasione per vederle vive dopo averle viste nei cartoni animati o negli spot TV.

Al pomeriggio si svolge la parte che dovrebbe essere la più importante della manifestazione ma che presenta alcuni aspetti per lo meno discutibili: coincide con il momento della elezione di Miss Mucca.

Ciascun pastore, scelta una delle proprie mucche, la conduce nel recinto centrale dove il pubblico decreterà con gli applausi la vincente. Bisogna capire che questi animali, abituati al silenzio e alla tranquillità assoluta degli alpeggi, non possono facilmente adattarsi alla confusione della gente che per tutta la mattina gira attorno ai loro recinti, al rumore della musica sparata a palla e che dovrebbe rallegrare la manifestazione, alle auto parcheggiate dappertutto attorno ai recinti; ma soprattutto, non possono pensare di essere scelti per un pseudo concorso, bensì molto più probabilmente pensano di essere scelti per essere portati al macello.

Non si spiegherebbe diversamente il loro forte e determinato rifiuto a uscire dal recinto, con scene in alcuni casi poco piacevoli da vedere, tanto più se si considera che sono molti i bambini presenti.

Miss Mucca 2017

In quei momenti c’è anche un rischio d’incolumità per quegli spettatori che, sordi ai ripetuti inviti alla prudenza lanciati dagli organizzatori e incapaci di rendersi conto della forza di questi animali, specie quando sono terrorizzati, sostano vicino alle aree in cui le mucche dovrebbero transitare, convinti che queste non scarteranno mai dal percorso prestabilito.

Pragelato ospita la 18a edizione di Miss Mucca

La scelta di Miss Mucca avviene in modo molto semplice: quella che riceve più applausi dal pubblico vince. Salvo che, come accaduto nell’ultima edizione, quella scelta dal pubblico non coincida con quella precedentemente scelta dagli organizzatori: accade allora che i “giudici” decretano che ci sono elementi legati alla presentazione della mucca, alla sua struttura fisica, alla tradizione e a altre cose più o meno credibili che fanno sì che a vincere sia una mucca diversa da quella scelta dal pubblico.

Miss Mucca a Pragelato nel luglio 2017

Cose spiacevoli: tanto più se si considera che il premio –oltre all’orgoglio e alla soddisfazione personale dell’allevatore- consiste in un campanaccio. Gli organizzatori, con poca spesa, potrebbero benissimo metterne in palio due: uno per Miss Mucca scelta dal pubblico, l’altro per quella scelta dai “giudici”, in base ai  criteri tecnici, così nessuno avrebbe nulla da eccepire.

La manifestazione finisce così: con gli animali che restano ancora nei loro recinti per un’ora o poco più. Dopo di che i vari pastori, con le loro mucche, se ne tornano agli alpeggi; senza che si svolga, al termine della manifestazione, come accadeva un tempo, la cosiddetta “Roudunà”: vale a dire la sfilata per alcune vie del paese e lungo il torrente, di tutte le bestie presenti a Miss Mucca, con il tradizionale suono delle campane quando le mucche marciano verso gli alpeggi.

Pubblico numeroso per Miss Mucca a Pragelato

Una manifestazione che potrebbe essere molto più interessante e ricca di emozioni: per dare il giusto riconoscimento al difficile e impegnativo lavoro dei pastori che, per essere presenti a questa manifestazione, percorrono almeno una dozzina di chilometri a piedi dal loro alpeggio alla piazza di Pragelato.

Le immagini della edizione 2017 sono disponibili qui

la miss del concorso 2017 a Pragelato

Militali, a Ternavasso il più grande raduno di mezzi militari

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  Militali, l'importante raduno di mezzi militari a Ternavasso

 Militali nasce per condividere la passione del collezionismo e della ricostruzione storica militare con tutti gli appassionati, dando così l’opportunità di vedere mezzi militari molto rari, compresi aerei in volo, blindati e cingolati in movimento. Negli enormi spazi della tenuta di Ternavasso, per i tre giorni della manifestazione, sono allestiti gli accampamenti, suddivisi per Paese e esercito di appartenenza e periodo storico.

Anche carri armati in movimento al raduno di Ternavasso

Nella tenuta situata a pochi chilometri da Torino , oltre a chilometri di strade sterrate, ettari di campi e boschi dove muoversi liberamente in fuoristrada con i veicoli militari, c’è anche un lago di 20 ettari per navigare con i mezzi anfibi. Per l’occasione viene approntata una pista di 700 metri a disposizione per gli aerei d’epoca, che possono così decollare, esibirsi e atterrare.

Anche aerei d'epoca in volo sul campo di Ternavasso in occasione di Militali
Il parco privato, normalmente chiuso al pubblico, durante l’evento diventa teatro di ricostruzioni militari, alle quali prendono parte i collezionisti, i rievocatori e tutti i visitatori appassionati di storia militare.

il castello medioevale di Ternavasso, dove si svolge Militali

Sede dell’importante raduno alle porte delle Langhe è un luogo storico; Ternavasso divenne infatti il quartier generale del re Vittorio Emanuele III quando l’Italia dichiarò guerra alla Francia (giugno 1940). Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, e per i due anni successivi, il conte Paolo Thaon di Revel rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale ed ottenne che la proprietà di Ternavasso fosse considerata un porto franco. Contribuì così a dare rifugio agli sfollati, agli ebrei ed ai partigiani. Grazie all’allestimento di un ospedale da campo, nella tenuta di Ternavasso furono curati molti feriti, sia civili che militari.

Il castello medioevale di Ternavasso fu parzialmente distrutto durante la battaglia di Ceresole d’Alba del 1544, tra le più sanguinose combattute in Italia tra i spagnoli e francesi. A Ternavasso è sepolto il primo Comandante Generale dei Carabinieri, il marchese Giuseppe Alessandro Thaon di Revel che nel 1814 fondò il Corpo dei Carabinieri.

Un mezzo militare SPA in movimento a Militali a Ternavasso

Militali è un evento che, nelle giornate dal 23 al 25 giugno, consente al pubblico di entrare, varcato il cancello della tenuta di Ternavasso, in un mondo ricco di storia militare, pieno di importanti elementi di sicuro interesse tecnico per tutti gli appassionati di meccanica e veicoli a 2 e 4 ruote. Ma soprattutto ricco di passione: quella che i collezionisti e i rievocatori presenti nei campi allestiti riescono a trasmettere ai visitatori, in ogni momento della giornata.

Mezzi miitari di diversi Paesi al raduno di Ternavasso

Per tutte le informazioni sul programma, gli orari e i costi del biglietti si consiglia di consultare il sito di Militali .

Le immagini del raduno di Ternavasso, realizzate da OkFoto.it, sono raccolte in un album dedicato alla importante manifestazione.

Una dei numerosi partecipanti a Militali

IV Concorso attacchi di Tradizione alla Venaria e alla Mandria

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Concorso attacchi di Tradizione alla Reggia di Venaria La Venaria Reale ha ospitato il Concorso  di Attacchi di Tradizione: un evento che, giunto alla sua quarta edizione, consente di ammirare decine di carrozze d’epoca con un centinaio di splendidi cavalli nei Giardini della Reggia e al Parco La Mandria.

Carrozze d'epoca per i concorso della Venaria reale

Un concorso di Attacchi che entusiasma gli appassionati e coloro che si sono recati a passeggiare nel Parco La Mandria e nei giardini della Reggia di Venaria nelle giornate del 17 e 18 giugno.

Cavalli di razza e carrozze d'epoca nel concorso della Venaria reale

I visitatori della Venaria Reale hanno avuto modo di assistere a uno spettacolo non comune legato all’abilità di guida di carrozze di pregio trainate da cavalli di razza, con lussuosi finimenti e curati in ogni dettaglio, con equipaggi eleganti in una cornice particolarmente suggestiva.

Borgo Castello nel Parco della Mandria

Le carrozze si presentano ad attacco singolo, in pariglia, in tandem e tiro a 4. Le tipologie di carrozze sono varie: carrozze di servizio condotte dai cocchieri come Landau, Milord, Calèche, Vis a Vis; carrozze sportive, da caccia e da passeggiata come Break, Dog Cart, Phaeton, condotte dai proprietari; carrozze di utilità come la Pistoiese o il Military un tempo utilizzate da professionisti o ufficiali dell’esercito.

Al Concorso di attacchi di tradizione organizzato dal GIA (Gruppo Italiano Attacchi) e dalla Reggia di Venaria erano presenti anche equipaggi stranieri provenienti da Francia, Polonia, Spagna, Svizzera e Ungheria, a testimoniare che l’evento della Venaria Reale si colloca ormai fra i più importanti del settore in Europa ed è sicuramente tra i più prestigiosi in Italia nell’ambito della Tradizione.

Il concorso di attacchi di tradizione si svolge in tre fasi principali.

In occasione della Prova di Presentazione, che si è svolta il sabato pomeriggio nel Parco Alto della Reggia, ha luogo una sorta di “festa dell’eleganza”, come si richiedeva all’epoca per le uscite in carrozza al parco: parasole sfiziosi per le signore e cappellini da pomeriggio, guanti d’obbligo anche per i passeggeri. Da osservare le livree dei cocchieri, uomini di scuderia in tenuta impeccabile con stivali, cilindro plastron, sempre attenti alle necessità dei cavalli e alle richieste del proprietario, o dei groom, pronti a scendere e risalire agli ordini del cocchiere, anche con la carrozza in movimento.

Eleganza degli equipaggi nel percorso di campagna nel Parco della Mandria

La domenica mattina si svolge il Percorso di Campagna (a cui si riferiscono le immagini di OkFoto.it): si parte dai Giardini della Reggia, con un percorso che si sviluppa attraverso roseti, specchi d’acqua, aiuole fiorite e filari per un tragitto di circa 2 Km e che conduce all’ingresso del Parco La Mandria, dove gli equipaggi -per circa 12 Km- sono immersi nel verde di quella che fu la riserva di caccia dei re sabaudi. Nei pressi degli Appartamenti Reali del Borgo Castello i guidatori effettuano due passaggi controllati (prove di abilità) sotto gli occhi dei Commissari di gara. Infine si rientra nel Parco Basso della Reggia, dove altri tre passaggi controllati mettono alla prova i concorrenti nei pressi della Peschiera e della Fontana d’Ercole.

Il pomeriggio della domenica si apre con la Prova di Maneggevolezza nel Gran Parterre della Reggia, di fronte alla balconata da dove il pubblico può seguire lo spettacolo. I visitatori possono ammirare carrozze e cavalli, la destrezza e la precisione dei guidatori, oggi necessari per vincere un Trofeo, due secoli fa requisiti necessari per districarsi nel traffico delle città e compiere slalom fra decine di carrozze, carri e omnibus in movimento.

Abbiamo seguito le varie edizioni del Concorso attacchi di tradizione; puoi vedere le immagini suddivise per edizione del concorso:

Edizione 2013

Edizione 2014

Edizione 2015

Edizione 2016

Edizione 2017

Concorso attacchi di tradizione alla Reggia di Venaria

Cerimonia di consegna degli alamari agli Allievi Carabinieri della Caserma Cernaia

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Consegna degli alamari per gli allievi carabinieri del 136° corso della Cernaia

Nella piazza d’armi della Caserma Cernaia di Torino, sede della Scuola Allievi Carabinieri, si è svolta la tradizionale cerimonia del conferimento degli Alamari per gli allievi del 136° corso, dedicato alla memoria del carabiniere Vittorio Tassi, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

La bandiera della Scuola Allievi Carabinieri di Torino, Caserma Cernaia

Sono 201 i militari, tra cui venti donne, che hanno giurato fedeltà alla Repubblica nel cortile della storica caserma di via Cernaia. La caserma Cernaia venne progettata per essere la sede della Legione Allievi del corpo dei Carabinieri Reali e prese il nome dalla vittoriosa battaglia avvenuta il 16 agosto 1855 tra le forze franco-piemontesi e quelle russe nell’ambito della guerra di Crimea (1853-56). Il nome Cernaia, infatti, deriva dalla parola russa che significa “nero” ed indicava il nome del corso d’acqua che scorreva nella pianura teatro degli scontri. La caserma venne edificata nel 1864 su un terreno appena reso libero dalla completa demolizione delle fortificazioni urbane (delle quali rimangono oggi tracce nel mastio della Cittadella), mentre la nuova  via omonima era stata aperta nel 1855 in seguito ad una parziale demolizione delle fortificazioni. Il progetto originale fu presentato dal colonnello Barabino e modificato in seguito dal generale Giovanni Castellazzi. L’edificio ha mantenuto nel tempo la sua funzione originale.

Sfilano gli allievi carabinieri del 136° corso della Caserma Cernaia

Alla cerimonia erano presenti il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa, che fu allievo presso la Caserma Cernaia, il comandante dell’Arma dei Carabinieri, generale Tullio Del Sette (che ha ricordato la sua permanenza a Torino nel ruolo di comandante provinciale dei Carabinieri) e il comandante delle Scuole Carabinieri, generale Carmine Adinolfi.

Caserma Cernaia: cerimonia di consegna degli alamari

Ad apporre gli alamari, simbolo di appartenenza e di continuità storica che lega ogni militare all’Arma dei Carabinieri, i familiari dei giovani allievi. La cerimonia si è conclusa con la sfilata dei carabinieri del 136° Corso nella piazza d’Armi della caserma, di fronte alle autorità civili e militari e ai numerossissimi parenti, al suono delle musiche eseguite dalla Fanfara del 3° Reggimento Lombardia.

Il gen. Tullio Del sette consegna gli alamari agli allievi carabinieri del 136° corso presso la Caserma Cernaia di Torino

Come sempre accade in questa cerimonia, ci sono due momenti principali: il primo, istituzionale, con i militari schierati, i discorsi dei comandanti e la celebrazione dell’evento; il secondo, dopo la consegna degli alamari e il “rompete le righe” per le donne e gli uomini che hanno ricevuto gli alamari, con tanta emozione da parte degli Allievi e dei loro familiari.

Il comandante dei Carabinieri gen. Tullio Del sette alla caserma Cernaia di Torino

Abbiamo raccolto nell’album di OkFoto.it le immagini della cerimonia, incluso un momento molto particolare: una dichiarazione d’amore (e la promessa di un “sì”) da parte di uno degli Allievi del 136° corso alla sua compagna.

Scuola allievi carabinieri di Torino: "rompete le righe"

Automobili di ieri, oggi e domani alla Palazzina di caccia di Stupinigi

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Ferrari 488 spider edizione speciale Si chiama Parco Valentino Salone dell’auto e Gran Premio. Se aggiungi allo scenario degli stand espositivi ospitati lungo i viali del Parco del Valentino, tra il Po e il Castello del Valentino, gli spazi della Palazzina di caccia di Stupinigi, il gioiello architettonico di Filippo Juvarra con i suoi meravigliosi giardini; se davanti alla Palazzina sostano centinaia di automobili, alcune con quasi cento anni alle spalle, altre pronte a scrivere nuove pagine di storia dell’automobile, in ogni caso tutte vetture che sono oggetto di desiderio di appassionati e collezionisti e che hanno dato luogo al Gran Premio Parco Valentino, riuscirai a capire meglio cos’è nella realtà il Salone dell’auto di Torino. Un evento che non si può descrivere con i soliti parametri di giudizio, perché il Salone di Torino mette insieme la rassegna del prodotto “automobile” (ma quest’anno in esposizione c’erano anche alcune moto …) con una ricca kermesse: incontri, dibattiti, concorso di eleganza per vetture d’epoca, raduni, ecc. Cinque giornate piene di avvenimenti, all’aperto, tutte con ingresso gratuito, con orari espositivi dalle 10 a mezzanotte. Secondo le prime rilevazioni degli organizzatori, i visitatori sono stati 700.000: numeri sempre difficili da definire, ma certamente una gran folla ha invaso i viali del Parco del Valentino dove erano collocati gli stand degli espositori, e –come  accaduto anche nelle precedenti edizioni-  ha assistito alla sfilata delle vetture del Gran Premio Parco Valentino che, sabato pomeriggio, hanno attraversato Torino, da piazza Vittorio alla Palazzina di Stupinigi.

Ferrari 250 Gte alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Il Salone è stata l’occasione per ammirare le vetture di oltre 50 brand, alcune  in anteprima nazionale con protagonisti tutti i segmenti; non mancavano importanti vetture sportive (dalla Alpine A110 alla Lamborghini Huracan Performante, dalla McLaren 720S alla Pagani Huayra Roadster).

BMW al Gran Premio Parco Valentino

Come ogni anno, il Salone dell’auto ha dedicato spazi importanti al car design: con la Fiat 124 Mole Costruzione Artigianale, la FV Frangivento Charlotte Gold, la GFG Style Techrules Ren, la Italdesign PopUp, la Fittipaldi EF7 di Pininfarina, la Touring Superleggera Artega Scalo Superelletra con i suoi oltre 1.000 cavalli, la Trilix Tamo Racem.

GFG style al Salone dell'auto di Torino

La 3a edizione del Salone torinese si è caratterizzato con un “fuori salone” particolarmente ricco e interessante; in particolare, il Castello del Valentino è stato teatro di importanti celebrazioni: i 70 anni della Ferrari, il raduno Cars & Coffee, i 90 anni della Volvo, i 70 anni della Polizia Stradale e il Concorso di eleganza per auto d’epoca, l’esposizione delle auto di Car & Vintage. A queste si aggiungono il raduno delle Citroen 2 CV, l’esposizione di vetture made in USA, ecc.

Un successo di pubblico che porta dritto alla quarta edizione: in calendario dal 6  al 10 giugno 2018.

Concorso di eleganza alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Partita del Cuore: Raikkonen e Moreno show!

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La Partita del Cuore 2017 è stata l’ultima partita giocata allo Juventus Stadium: infatti dal 1° luglio lo stadio della Juventus cambierà nome per diventare Allianz Stadium.

Benji e Fede beniamini del pubblico alla Partita del cuore

Una ragione in più per ricordare una bellissima serata dove campioni dello sport e dello spettacolo sono scesi in campo con un obiettivo comune: raccogliere fondi per la ricerca (Telethon e l’Istituto di Candiolo per la ricerca sul cancro saranno i destinatari dei fondi raccolti). Juventus Stadium esaurito con un incasso di circa 477.000 euro, a cui vanno aggiunte le donazioni tramite SMS e telefono fisso al numero 45540, che hanno portato la cifra raccolta a circa 1.3 milioni di euro.

Fans in delirio per Benji e Fede in campo per la Partita del cuore

C’è ancora tempo fino al 6 giugno per donare e cercare di battere il record di raccolta fondi stabilito con la Partita del Cuore del 2015 allo Juventus Stadium: allora furono raccolti circa 2.1 milioni di euro, sarebbe bello arrivare ai 2.5 milioni!

Cassani cerca inutilmente di fermare Moreno

Martedì sera allo Stadium c’erano due spettacoli: uno in campo, con una partita di pallone giocata da tutti con agonismo e voglia di vincere sino all’ultimo minuto; l’altro spettacolo era sugli spalti: con un pubblico meraviglioso, di ogni età, pieno di entusiasmo che ha fatto un tifo che neppure nei derby riesce a raggiungere livelli così elevati! Applausi per tutti, nessuna tensione, nessuna discussione.

Gianni Infantino, Andrea Agnelli e John Elkann giocano la Partita del cuore

In campo i campioni dello sport, dello spettacolo, della finanza e la Nazionale Cantanti hanno dato spettacolo: con il rapper Moreno – subentrato a Alex Del Piero – che ha riconfermato le sue indubbie capacità calcistiche, segnando tre reti, compresa quella del pareggio (5-5) all’ultimo minuto. Una grossa sorpresa è arrivata dall’ex campione del mondo di F1 Kimi Raikkonen, capace di siglare tre reti (e, cosa che accade molto raramente, di mostrarsi persino … sorridente, a soli due giorni dal 2° posto di Monte-Carlo alle spalle di Sebastian Vettel).

Kimi Raikkonen ha segnato 3 reti nella Partita del Cuore

I due ferraristi erano forse tra i più attesi dal pubblico, scesi in campo con la maglia gialla dei Campioni per la ricerca accanto a tanti  personaggi: tra questi il commissario Montalbano (Luca Zingaretti), Massimiliano Allegri, il presidente della Juventus Andrea Agnelli, il presidente di FCA John Elkann, il presidente della FIFA Gianni Infantino, Pavel Nedved, un indiavolato Edgar Davids, Davide Cassani.

Pavel Nedved in azione durante la Partita del cuore

A rafforzare la Nazionale cantanti guidata da Paolo Belli, con Eros Ramazzotti, Benji e Fede a raccogliere applausi ad ogni tocco di pallone, due fuoriclasse come Alex Del Piero, “il capitano”, salutato con una standing ovation come se fosse ancora il numero 10 della Juventus di oggi, e Zvonimir Boban, oltre a Sorrentino in porta.

Eros Ramazzotti in campo con la Nazionale cantanti

Una serata dove hanno vinto tutti: giocatori e pubblico.

Il commissario Montalbano cerca di fermare Boban durante la Partita del cuore

Guarda le immagini della serata nell’album realizzato da OkFoto.it

Mille Miglia 2017, dal 1927 la corsa più bella del mondo

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giuliano Canè sulla OM Superba del 1927 sulle strade della Mille Miglia Passano gli anni e la Mille Miglia rappresenta sempre di più quello che Enzo Ferrari definì “un museo viaggiante unico al mondo”. Partiti ieri da Brescia (la data, come da tradizione, anticipa di una settimana il Gran Premio di Monaco di Formula 1), i 440 equipaggi partecipanti alla edizione 2017 (selezionati su oltre 700 domande di partecipazione) rientreranno nella città lombarda domenica 21 maggio, dopo avere fatto tappa a Padova, Roma e Siena con un percorso di circa 1.700 chilometri.

Vesco-Guerini su Alfa Romeo 1750 Gran sport alla Mille Miglia 2017

Alla corsa prendono parte concorrenti in rappresentanza di 36 nazioni, di 5 continenti, che attraversano oltre 200 Comuni italiani (oltre alla repubblica di San Marino) e sette Regioni: con vetture d’epoca di straordinario valore storico, tecnico e sportivo appartenenti a 82 differenti Case costruttrici e costruite prima del 1957 (anno in cui si disputò l’ultima edizione della Mille Miglia di velocità).

P5182131Dopo la sospensione dello svolgimento della corsa in seguito al grave incidente presso Guidizzolo, in provincia di Mantova (causato dallo scoppio di uno pneumatico, che costò la vita al pilota spagnolo Alfonso de Portago, al suo navigatore, l’americano Edmund Gurner Nelson, e a nove spettatori) oggi nella rievocazione i concorrenti devono rispettare la regolarità e i tempi per le varie prove cronometrate (sono 112, a cui si aggiungono 18 rilevamenti dei tempi in 7 prove a media imposta). La classifica finale, con l’applicazione dei coefficienti che prendono in considerazioni le differenti caratteristiche delle vetture, è quindi stilata dopo 130 rilevamenti cronometrici.

Bentley in azione sulle strade della Mille Miglia 2017

Il pubblico lungo il percorso della Mille Miglia ha modo di ammirare automobili d’epoca particolarmente prestigiose, alcune appartenenti ai Musei di importanti Case automobilistiche (Mercedes-Benz, Alfa Romeo, Bmw, Porsche), altre a privati e collezionisti: vetture che hanno scritto importanti pagine dell’automobilismo sportivo internazionale. Tra queste, alcune hanno disputato almeno una edizione della Mille Miglia di velocità tra il 1927 e il 1957.

Cisitalia 202 S MM spider Nuvolari alla 1000 Miglia

L’edizione 2017 vede la partecipazione di 46 vetture Alfa Romeo, 36 Fiat, 35 Lancia, 35 Mercedes-Benz, 23 Bugatti, 21 Jaguar, 21 Porsche. Vetture storiche in perfetto ordine, funzionanti e in grado di gareggiare a pieno regime lungo le strade della Mille Miglia.

Fiat 110 sport a piazzale Arnaldo a Brescia per la 1000 Miglia

La prima Mille Miglia fu disputata 90 anni fa: il 26 marzo 1927. A trionfare furono Nando Minoja e Giuseppe Morandi, piloti della OM 665 Superba (Officine Meccaniche di Brescia), che percorsero le Mille Miglia in 21 ore! Su strade per lo più sterrate, con l’eccezione delle lastricature in pietra delle principali città attraversate, in assenza di mezzi di comunicazione e di una assistenza tecnica che potesse definirsi tale.

Mercedes-Benz 300 SL "ali di gabbiano" alla Mille Miglia

Dopo quell’impresa, il Corriere della Sera scrisse: “Poco più di venti ore, nemmeno un giorno e una notte per compiere quasi 1.700 km: una media che supera i 77 km orari. L’automobile è passata per le strade di mezza Italia come un dominatore di tempo e spazio. Il successo del mezzo meccanico appare dunque grandioso”.

Jaguar XK presente alla 1000 Miglia edizione 2017

Guarda le immagini delle vetture partecipanti nell’album realizzato da OkFoto.it

Toto Wolff prende parte alla Mille Miglia 2017 su Mercedes-Benz