Torino-Zuffenhausen, Ugo Nespolo per Porsche Moncenisio

Torino-Zuffenhausen di Ugo Nespolo su Porsche Moncenisio Tra le auto esposte al Salone dell’auto di Torino è stata molto forte la curiosità dei visitatori per la Porsche Moncenisio dello StudioTorino sulla quale Ugo Nespolo ha eseguito un lavoro di “car art”, per celebrare i 70 anni del legame che c’è tra la Porsche (che ha sede a Zuffenhausen, distretto di Stoccarda) e Torino.

Car art, Ugo Nespolo e la Porsche Moncenisio

Nespolo ha sviluppato la sua opera principalmente nella parte inferiore della carrozzeria: con i sei colori delle bandiere nazionali disposti in modo non ordinato che fanno immaginare l’assenza di confini. I simboli di Torino e di Stoccarda impersonano i cittadini e chi ha lavorato per queste automobili. A conclusione del Salone dell’automobile di Torino, la Porsche Moncenisio percorrerà ancora una volta i 626 Km per raggiungere Zuffenhausen, con gli pneumatici d’autore Pirelli P Zero Color Edition interpretati dal Maestro.

La Car Art di Ugo Nespolo vuole celebrare il periodo, gli uomini e le due città la cui industria principale è collegata all’automobile.
La Moncenisio di Nespolo è un omaggio a “33 Automobili speciali e rare” tutte disegnate e costruite nell’area torinese in questi 70 anni. Sette storie diverse e non collegate, la prima delle quali è iniziata il 2 febbraio 1947 con un contratto di progettazione fra la Cisitalia di Piero Dusio e lo Studio Porsche. La storia ha inizio con il viaggio a Torino di Ferry Porsche con il suo direttore tecnico Karl Rabe, per visionare la costruzione della monoposto Cisitalia Tipo 360.

Alfredo Stola e la Porsche Moncenisio

In ordine temporale Piero Dusio, Rudolf Hruska, Carlo Abarth, Franco Scaglione, Nuccio Bertone, Marcello Gandini, Giorgetto Giugiaro, Luciano D’Ambrosio, Roberto e Alfredo Stola, Aldo Brovarone e Daniele Gaglione sono fra gli uomini che hanno avuto una importante relazione con la Porsche e/o con le fabbriche/carrozzerie torinesi realizzatrici di queste “Automobili Speciali”.

Abarth nel 1959 sviluppò per Porsche un’auto da corsa derivata dalla tipo 356 B stilizzata da Franco Scaglione. La Porsche 356 GTL Abarth fu costruita in 20 esemplari che corsero nelle più importanti competizioni nel mondo con piloti del livello di Stirling Moss e Graham Hill.

33 automobili speciali e rare

Bertone presentò al Salone di Ginevra del 1966, Roadster: un prototipo realizzato sulla base della 911 che costituì il primo lavoro di design di Marcello Gandini per la carrozzeria torinese.

Italdesign di Giorgetto Giugiaro presentava, nel 1970 al Salone di Torino, Tapiro, una dream car derivata dalla Porsche 914/6.

Bertone, ancora una volta al Salone di Ginevra, nel 1994 svelava al pubblico Karisma, un prototipo sul telaio della Porsche 911: berlinetta a motore posteriore con due porte ad ala di gabbiano; disegnata da Luciano D’Ambrosio il cui obiettivo principale era un’abitabilità ampia e confortevole per tutti i passeggeri.

Stola, nel 2002 alla Triennale di Milano, debuttava con la S82 e, al Salone di Ginevra del 2003, presentava la Stola GTS. Entrambi i prototipi erano derivati dalla Boxster tipo 986. La passione per il marchio tedesco nasce tra il 1999 e il 2000, dopo aver lavorato per Porsche Design a Zell am See, sotto la direzione personale di Ferdinand Alexander Porsche in occasione della realizzazione di uno dei modelli di ricerca di stile della Cayenne.

StudioTorino nel 2005 e nel 2006 presenta i prototipi RK Spyder e RK Coupè disegnati da Aldo Brovarone e realizzati, ancora su base Boxster, in collaborazione con Ruf Automobile, che aveva portato la potenza del motore Porsche 997 a 440 cv.

l'opera di Ugo Nespolo al Salone dell'auto di Torino

Alfredo Stola e Maria Paola Stola Ariusso nel 2014 portarono la Moncenisio nel cuore del Centro di Sviluppo Porsche a Weissach, illustrando ai tecnici della progettazione Porsche e ai designer del Centro stile l’ultima fuoriserie disegnata da Daniele Gaglione e derivata dalla tipo 981.

Una ricca pagina della storia dell’automobile raccontata dall’opera di Ugo Nespolo.

parco valentino salone dell'autoGuarda le altre immagini del Salone dell’auto di Torino e del Gran premio Parco Valentino

Automobili di ieri, oggi e domani alla Palazzina di caccia di Stupinigi

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Ferrari 488 spider edizione speciale Si chiama Parco Valentino Salone dell’auto e Gran Premio. Se aggiungi allo scenario degli stand espositivi ospitati lungo i viali del Parco del Valentino, tra il Po e il Castello del Valentino, gli spazi della Palazzina di caccia di Stupinigi, il gioiello architettonico di Filippo Juvarra con i suoi meravigliosi giardini; se davanti alla Palazzina sostano centinaia di automobili, alcune con quasi cento anni alle spalle, altre pronte a scrivere nuove pagine di storia dell’automobile, in ogni caso tutte vetture che sono oggetto di desiderio di appassionati e collezionisti e che hanno dato luogo al Gran Premio Parco Valentino, riuscirai a capire meglio cos’è nella realtà il Salone dell’auto di Torino. Un evento che non si può descrivere con i soliti parametri di giudizio, perché il Salone di Torino mette insieme la rassegna del prodotto “automobile” (ma quest’anno in esposizione c’erano anche alcune moto …) con una ricca kermesse: incontri, dibattiti, concorso di eleganza per vetture d’epoca, raduni, ecc. Cinque giornate piene di avvenimenti, all’aperto, tutte con ingresso gratuito, con orari espositivi dalle 10 a mezzanotte. Secondo le prime rilevazioni degli organizzatori, i visitatori sono stati 700.000: numeri sempre difficili da definire, ma certamente una gran folla ha invaso i viali del Parco del Valentino dove erano collocati gli stand degli espositori, e –come  accaduto anche nelle precedenti edizioni-  ha assistito alla sfilata delle vetture del Gran Premio Parco Valentino che, sabato pomeriggio, hanno attraversato Torino, da piazza Vittorio alla Palazzina di Stupinigi.

Ferrari 250 Gte alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Il Salone è stata l’occasione per ammirare le vetture di oltre 50 brand, alcune  in anteprima nazionale con protagonisti tutti i segmenti; non mancavano importanti vetture sportive (dalla Alpine A110 alla Lamborghini Huracan Performante, dalla McLaren 720S alla Pagani Huayra Roadster).

BMW al Gran Premio Parco Valentino

Come ogni anno, il Salone dell’auto ha dedicato spazi importanti al car design: con la Fiat 124 Mole Costruzione Artigianale, la FV Frangivento Charlotte Gold, la GFG Style Techrules Ren, la Italdesign PopUp, la Fittipaldi EF7 di Pininfarina, la Touring Superleggera Artega Scalo Superelletra con i suoi oltre 1.000 cavalli, la Trilix Tamo Racem.

GFG style al Salone dell'auto di Torino

La 3a edizione del Salone torinese si è caratterizzato con un “fuori salone” particolarmente ricco e interessante; in particolare, il Castello del Valentino è stato teatro di importanti celebrazioni: i 70 anni della Ferrari, il raduno Cars & Coffee, i 90 anni della Volvo, i 70 anni della Polizia Stradale e il Concorso di eleganza per auto d’epoca, l’esposizione delle auto di Car & Vintage. A queste si aggiungono il raduno delle Citroen 2 CV, l’esposizione di vetture made in USA, ecc.

Un successo di pubblico che porta dritto alla quarta edizione: in calendario dal 6  al 10 giugno 2018.

Concorso di eleganza alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Mille Miglia 2017, dal 1927 la corsa più bella del mondo

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giuliano Canè sulla OM Superba del 1927 sulle strade della Mille Miglia Passano gli anni e la Mille Miglia rappresenta sempre di più quello che Enzo Ferrari definì “un museo viaggiante unico al mondo”. Partiti ieri da Brescia (la data, come da tradizione, anticipa di una settimana il Gran Premio di Monaco di Formula 1), i 440 equipaggi partecipanti alla edizione 2017 (selezionati su oltre 700 domande di partecipazione) rientreranno nella città lombarda domenica 21 maggio, dopo avere fatto tappa a Padova, Roma e Siena con un percorso di circa 1.700 chilometri.

Vesco-Guerini su Alfa Romeo 1750 Gran sport alla Mille Miglia 2017

Alla corsa prendono parte concorrenti in rappresentanza di 36 nazioni, di 5 continenti, che attraversano oltre 200 Comuni italiani (oltre alla repubblica di San Marino) e sette Regioni: con vetture d’epoca di straordinario valore storico, tecnico e sportivo appartenenti a 82 differenti Case costruttrici e costruite prima del 1957 (anno in cui si disputò l’ultima edizione della Mille Miglia di velocità).

P5182131Dopo la sospensione dello svolgimento della corsa in seguito al grave incidente presso Guidizzolo, in provincia di Mantova (causato dallo scoppio di uno pneumatico, che costò la vita al pilota spagnolo Alfonso de Portago, al suo navigatore, l’americano Edmund Gurner Nelson, e a nove spettatori) oggi nella rievocazione i concorrenti devono rispettare la regolarità e i tempi per le varie prove cronometrate (sono 112, a cui si aggiungono 18 rilevamenti dei tempi in 7 prove a media imposta). La classifica finale, con l’applicazione dei coefficienti che prendono in considerazioni le differenti caratteristiche delle vetture, è quindi stilata dopo 130 rilevamenti cronometrici.

Bentley in azione sulle strade della Mille Miglia 2017

Il pubblico lungo il percorso della Mille Miglia ha modo di ammirare automobili d’epoca particolarmente prestigiose, alcune appartenenti ai Musei di importanti Case automobilistiche (Mercedes-Benz, Alfa Romeo, Bmw, Porsche), altre a privati e collezionisti: vetture che hanno scritto importanti pagine dell’automobilismo sportivo internazionale. Tra queste, alcune hanno disputato almeno una edizione della Mille Miglia di velocità tra il 1927 e il 1957.

Cisitalia 202 S MM spider Nuvolari alla 1000 Miglia

L’edizione 2017 vede la partecipazione di 46 vetture Alfa Romeo, 36 Fiat, 35 Lancia, 35 Mercedes-Benz, 23 Bugatti, 21 Jaguar, 21 Porsche. Vetture storiche in perfetto ordine, funzionanti e in grado di gareggiare a pieno regime lungo le strade della Mille Miglia.

Fiat 110 sport a piazzale Arnaldo a Brescia per la 1000 Miglia

La prima Mille Miglia fu disputata 90 anni fa: il 26 marzo 1927. A trionfare furono Nando Minoja e Giuseppe Morandi, piloti della OM 665 Superba (Officine Meccaniche di Brescia), che percorsero le Mille Miglia in 21 ore! Su strade per lo più sterrate, con l’eccezione delle lastricature in pietra delle principali città attraversate, in assenza di mezzi di comunicazione e di una assistenza tecnica che potesse definirsi tale.

Mercedes-Benz 300 SL "ali di gabbiano" alla Mille Miglia

Dopo quell’impresa, il Corriere della Sera scrisse: “Poco più di venti ore, nemmeno un giorno e una notte per compiere quasi 1.700 km: una media che supera i 77 km orari. L’automobile è passata per le strade di mezza Italia come un dominatore di tempo e spazio. Il successo del mezzo meccanico appare dunque grandioso”.

Jaguar XK presente alla 1000 Miglia edizione 2017

Guarda le immagini delle vetture partecipanti nell’album realizzato da OkFoto.it

Toto Wolff prende parte alla Mille Miglia 2017 su Mercedes-Benz

Transappenninica, un viaggio tra storia e sapori del Piemonte

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Transappenninica: tutti in pista sul tetto dell'ex stabilimento Fiat del Lingotto Nella settimana che precede la 1000 Miglia e a meno di un mese dal Salone dell’automobile, Torino e le strade di Langa e Monferrato hanno ospitato la 31ma edizione della Transappenninica, un raduno di auto d’epoca organizzato dal CRAME (Club Romagnolo Auto e Moto d’Epoca). Un viaggio di circa 500 miglia lungo le più belle strade del Piemonte, con partenza e arrivo in quella che fu la capitale italiana dell’automobile.

Auto Union alla Transappenninica 2017

Partiti l’8 maggio, gli equipaggi (molti gli stranieri presenti) hanno viaggiato lungo i fantastici paesaggi delle Langhe e del Monferrato, toccando le principali località famose in tutto il mondo per la cucina e per i vini, per concludere venerdì la loro avventura con una visita al Museo dell’automobile e alcuni giri sulla pista dell’ex stabilimento Fiat del Lingotto.

Un raduno di preziosi e rari modelli di automobile in una città, Torino, e una regione, il Piemonte, con un’invidiabile offerta turistica che troppo spesso, però, resta nel libro delle buone intenzioni.

le vetture d'epoca di Transappenninica sulla pista di collaudo del Lingotto

Non possiamo sapere con certezza se gli organizzatori della Transappenninica 2017 avessero scelto un basso profilo per la loro iniziativa. Certo è che –sapendo quanto siano numerosi gli appassionati di auto d’epoca a Torino- faceva un certo effetto vedere l’assoluta mancanza di pubblico all’arrivo delle vetture sulla pista del Lingotto: unico spettatore un fotografo, di origini francesi, presente sulla pista del Lingotto per realizzare un servizio fotografico, attratto dalla bellezza dell’ex stabilimento che costituisce uno dei più importanti esempi di architettura industriale.

BMW presente alla Transappenninica 2017

L’assenza di pubblico non ha però minimamente turbato gli equipaggi che, percorsa con curiosità e attenzione la rampa elicoidale che porta a quella che fu la pista di collaudo delle automobili Fiat, con le pesanti vetture dell’epoca, senza servosterzo e di notevole lunghezza e peso, si sono divertiti nel girare sulla pista loro riservata, affrontando senza esitazione alcuna la curva sopraelevata nel punto di maggiore pendenza.

Gli equipaggi della Transappenninica arrivano sulla pista del Lingotto

C’è da sperare che gli organizzatori (e soprattutto i partecipanti alla Transappenninica) abbiano apprezzato i fantastici luoghi attraversati (con le bellezze artistiche e architettoniche dei castelli di Venaria, Rivoli, Stupinigi, Racconigi, con i paesaggi delle colline del Piemonte) gustando i vini e le prelibatezze culinarie di Langhe e Monferrato. Un apprezzamento che ci auguriamo possa rendere possibile una nuova edizione della Transappenninica in Piemonte,  con una doverosa maggiore copertura mediatica da parte dei quotidiani torinesi e del TGR che hanno ignorato l’evento appena concluso.

Guarda la galleria delle immagini realizzate da OkFoto.it

Transappenninica: non poteva mancare una gloriosa Lancia

Touring Superleggera, Up Design e IED: preview per il Salone dell’auto di Torino

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Gumpert Tornante by Touring Superleggera Un’anteprima del Salone dell’automobile di Torino è da oggi visibile negli spazi dell’aeroporto Sandro Pertini di Torino.

Gumpert Tornante di Touring Superleggera, Mole Costruzione artigianale di Up Design e Syrma di IED Torino sono i prototipi del car design esposti come anteprima dell’ampia galleria di prototipi e modelli unici che saranno visibili dal 7 all’11 giugno 2017 al Parco Valentino.

Nella presentazione di Louis de Fabribeckers, head of design della Touring Superleggera,  c’è tutto l’orgoglio di appartenenza a una Carrozzeria che ha 90 anni di storia alle spalle: le prime fuoriserie carrozzate Touring, un’Alfa Romeo e un’Isotta Fraschini, furono infatti realizzate nel 1928.

Il frontale della Gumpert Tornante by Touring
Touring è sempre stato sinonimo di eleganza, qualità e innovazione tecnica: il brevetto di costruzione Superleggera, che vede pannelli d’alluminio battuti a mano applicati a una struttura rigida e leggera in sottili tubi d’acciaio, è del 1936. Proprio il brevetto Superleggera ha permesso a Touring di realizzare sia pezzi unici sia modelli prodotti in piccola serie sia, anche, vetture prodotte in numeri più importanti: come l’Alfa Romeo 1900 Sprint, la Lancia Flaminia Coupé, l’Aston Martin DB5, le Lamborghini 350 e 400 GT, le Maserati 3500 e 5000 GT.
Un percorso, quello della Touring, che ha consentito all’atélier milanese di rivestire anche alcune delle più importanti Ferrari di serie della prima ora, come le 166 e 212 in versione Coupé, Spider e Barchetta (spider corsa 2 posti). Un’altra coupé biposto carrozzata Touring, la BMW 328, vincitrice della Mille Miglia del 1940, è stata la prima BMW a passare alla storia tra le 25 auto più importanti di sempre.
Ancora oggi la Carrozzeria Touring Superleggera propone ai suoi clienti quegli stessi valori e quello stesso sapere, rivisitati attraverso l’acquisizione delle più moderne esperienze e tecnologie; come ha detto Louis de Fabribeckers, diventa così possibile vendere al cliente “un viaggio che permette al cliente di vedere la costruzione della propria vettura”.

Tornante by Touring (back side)

La vettura esposta, la Gumpert Tornante by Touring, è un prototipo realizzato nel 2011 per la casa tedesca, nota per il rigore e l’assenza di compromessi quanto a efficienza, qualità della meccanica e soluzioni ingegneristiche, che ha affidato a Touring Superleggera il disegno del suo modello attratto dall’eleganza innata, un gene che si esprimeva anche nelle auto da corsa. Dalla Bmw 328 che vinse la Mille Miglia nel 1940 anche grazie all’efficienza della carrozzeria alle Ferrari 166 e 340 trionfanti alla 24 Ore di Le Mans, Touring ha una lunga tradizione nel disegnare macchine da corsa di straordinaria bellezza.

Louis de Fabribeckers, Carrozzeria Touring Superleggera

Per Louis de Fabribeckers, infine, è molto interessante la formula del salone all’aperto come quello di Torino, perché l’automobile nasce per stare all’aperto: è proprio con la luce naturale che diventa possibile apprezzare le linee della vettura, la pulizia delle rifiniture, la correttezza delle sue proporzioni.

Louis de Fabribeckers, Umberto Palermo e Andrea Levy alla preview del Salone dell'automobile di Torino

Umberto Palermo, designer esponente della nuova generazione, ha annunciato per la prossima edizione del Salone dell’automobile di Torino una importante world premier in casa Up Design: la Fiat 124 Mole. Mentre Luce, esercizio stilistico presentato in occasione del Salone del 2016, sarà sviluppata con un progetto triennale in collaborazione con la Mecaprom della famiglia Regis, per diventare una avveniristica vettura elettrica.

Mole artigianale by Up Design

Cross roads. Incroci Italia-USA in mostra al Mauto

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Alfa Romeo 6C cabriolet della Collezione Lopresto Al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino va in scena la mostra “CROSS ROADS  Incroci Italia-USA, dal dopoguerra al boom economico”, con la curatela artistica di Luca Beatrice, quella tecnica del direttore del MAUTO Rodolfo Gaffino Rossi e il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America di Milano.

La retrospettiva mette a confronto il contesto socio-culturale italiano con quello statunitense, tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli Anni Sessanta, approfondendo le reciproche contaminazioni tra arte e Car Design.

Cross roads al Museo dell'auto di Torino: Giovanni Michelotti

«Dopo la mostra dedicata a Giorgetto Giugiaro e il Premio La Matita d’Oro -ha dichiarato Benedetto Camerana, presidente del MAUTO-, CROSS ROADS è un nuovo importante passaggio del lavoro che il MAUTO ha avviato sul design dell’automobile e sulla centralità internazionale della cultura italiana e torinese in questo fondamentale settore dell’ideazione industriale. Il Car Design viene qui declinato nel suo valore di fattore cruciale del dialogo Italia – USA e di processo catalizzatore di movimenti trasversali a tutta la cultura estetica e visiva del dopoguerra».

Il console USA alla inaugurazione di Cross Roads al Mauto

La mostra apre con lo stile inconfondibile della Lincoln Continental 4 porte, berlina del 1965,  la cui storia si intreccia con quella di Presidenti USA e uomini d’affari.

Corrado Lopresto con la sua Lancia Florida al Mauto

Una parte del percorso espositivo è pensata come un viaggio dentro le suggestioni visive, musicali e cinematografiche con un riferimento a quegli autori e artisti che hanno raccontato l’immaginario dell’epoca più rivoluzionaria della Storia del Novecento, da Andy Warhol a Roy Lichtenstein, da Mimmo Rotella a Mario Schifano. Il percorso espositivo illustra lo sviluppo di tre aree tematiche (On the Road e La strada, Cinecittà e Hollywood, Dive & Latin Lover) che spaziano dal cinema alla letteratura, dalla pittura alla fotografia. Sono gli anni di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, dell’arte che esaspera  i simboli del consumismo e del mito della City of Angels, ma anche della televisione e della pubblicità che entrano nelle case come una finestra sul mondo e rimandano le immagini della nascente controcultura americana in contrapposizione a un’Italia che inizia a rialzarsi dopo la tragedia della guerra. Il racconto dei grandi paesaggi negli occhi dei giovani americani incontra il tema della ricostruzione e il mito della città industriale, il realismo delle periferie e Pier Paolo Pasolini, le pin-up e James Dean.

Il Museo del'auto ospita la mostra Incroci Italia-Usa

La retrospettiva continua nello spazio dedicato alle automobili, dove tra Buick e Plymouth, Lancia e Alfa Romeo, si sviluppa il vero e proprio confronto tra i car designer italiani e americani che si sono lasciati ispirare da questo contesto socio-culturale.

Vetture americane in mostra al Museo dell'auto di Torino

Da una parte, l’eclettica creatività del design italiano che ha influenzato, razionalizzandolo, lo stile americano proteso a esagerare i volumi e a estremizzare le forme delle vetture: il gusto delle linee pulite e morbide ha moderato le spigolose esagerazioni delle vetture americane dalle grandi code e dai musi ridondanti. Dall’altra parte, la scuola americana, che trova in Harley Earl della General Motors e in Virgil Exner della Chrysler la sua massima espressione, ha rafforzato il connubio tra stile e tecnologia trasformando la modellazione artigianale delle officine italiane in progettazione sistematica e tecnologica: molti furono gli Italiani (da Giovanni Savonuzzi a Giovanni Michelotti, da Mario Revelli di Beaumont a  Battista “Pinin” Farina) che si trasferirono negli Stati Uniti per perfezionare le competenze in ambito tecnologico.

Lancia e Pininfarina per la mostra Incroci Italia-Usa

Le vetture in mostra illustrano questi due mondi: berline e convertibili simbolo del sogno americano e protagoniste dell’immaginario cinematografico di quell’epoca, accanto a  eleganti gioielli prodotti dall’industria automobilistica italiana che dimostrano come l’arte dei carrozzieri italiani ha conosciuto, negli anni del boom economico, uno dei suoi periodi più fertili, tanto da diventare “scuola” e dettare legge al design automobilistico mondiale.

La Cisitalia esposta al Museo dell'auto di Torino

Ospite speciale della serata inaugurale, la Packard Super-Eight 1501 del 1937, facente parte della collezione del Museo dell’auto di Torino e completamente restaurata grazie all’intervento di Nicola Bulgari che, per l’occasione, ha prestato al MAUTO anche 57 modellini originali di vetture americane.

Nicola Bulgari ospite del Museo dell'auto in occasione di Cross Roads

Tra Cadillac e Lancia d’epoca, fotografie e filmati, opere d’arte e manifesti pubblicitari, la mostra Cross Roads resterà aperta sino al 25 giugno 2017.

Le informazioni su orari e biglietti d’ingresso sono disponibili sul sito del Museo dell’auto di Torino.

Puoi vedere alcune immagini della inaugurazione della mostra sulla pagina di OkFoto

Incroci Italia-Usa, la mostra del Mauto di Torino

A Giugiaro il premio Matita d’oro del Museo dell’auto di Torino

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Assegnato a Giorgetto Giugiaro il premio Matita d'oro

L’occasione per Giorgetto Giugiaro di raccontare qualche aneddoto della propria vita è stata la cerimonia per consegnargli il premio Matita d’oro, tenutasi ieri sera al Museo dell’Automobile di Torino con la piazza del Mauto piena di ospiti oltre ogni previsione.

La Matita d’oro è il nuovo importante riconoscimento che, ogni anno, sarà conferito dal Museo dell’automobile agli stilisti che più hanno segnato l’evoluzione delle quattro ruote. La prima edizione ha visto protagonista il car designer piemontese celebrato nella mostra retrospettiva “Giugiaro e il suo percorso”, prorogata fino al 12 marzo 2017, dedicata al più illustre tra i car designer italiani, la cui carriera è uno dei migliori esempi  dell’eccellenza italiana nel mondo: una storia di straordinaria creatività .

Innovazione e unicità, arte e concretezza guidano da oltre sessant’anni la mano di Giugiaro, primo progettista integrale dell’auto e  punto di riferimento a livello globale nel settore. Sette lauree ad honorem, sei “Compasso d’Oro”, tre “Auto dell’Anno” e due “Volante d’Oro”: sono solamente alcuni dei riconoscimenti ricevuti nel corso di una carriera che, nel 1999, ha portato 120 giornalisti di tutto il mondo a definirlo il più importante Car Designer del Novecento.

Giugiaro, Camerana e Chiambretti al Mauto per la consegna del premio Matita d'oro

Durante la serata è stato anche assegnato il Premio Speciale 2016 “Artista dell’Auto” ad Aldo Brovarone, decano degli stilisti italiani, a cui si devono – tra molti altri modelli –  due icone automobilistiche come la Dino Berlinetta Speciale (1965) e la Ferrari F40 (1987).

Nato a Garessio il 7 agosto del 1938, in una famiglia di artisti (il nonno e il padre Mario erano pittori che si occupavano di affrescare chiese e palazzi), a soli 14 anni Giorgetto Giugiaro si trasferisce a Torino per seguire corsi di belle arti e studi di progettazione tecnica. Diciassettenne entra nel Centro Stile Fiat come apprendista designer nell’Ufficio stile vetture speciali, chiamato da Dante Giacosa.

Nel dicembre 1959 Nuccio Bertone gli affida la responsabilità di gestire il Centro Stile della sua Carrozzeria. Giugiaro realizza prototipi e modelli di produzione, che entrano nella storia dell’automobile: tra i primi ricordiamo Aston Martin DB4 GT Jet e Maserati 5000 GT del 1961, Ferrari 250 GT del 1962, Chevrolet Corvair Testudo del 1963, Alfa Romeo Canguro del 1964; tra le vetture di serie Alfa Romeo 2000/2600 Sprint del 1960, la BMW 3200 CS del 1961, l’Iso Rivolta 300/340 GT del 1962, l’Alfa Romeo Giulia GT del 1963, la Fiat 850 spider del 1965, la Mazda Luce del 1965, il coupé Fiat Dino del 1967.

 

Ferrari GG50 di Giorgetto Giugiaro

Nel novembre 1965 Giugiaro passa a dirigere il Centro Stile e Progetti della Ghia e in meno di due anni disegna modelli leggendari come la Maserati Ghibli e la De Tomaso Mangusta, prototipi come la Fiat 850 Vanessa, la prima auto rivolta all’utenza femminile e la Rowan Elettrica, la prima auto elettrica concepita da un Carrozziere.

In queste prime tappe della sua carriera c’è già la misura della grandezza del car designer piemontese. Le sue capacità dovevano essere indiscutibili anche se, come racconta Giugiaro, lui si sente un “raccomandato”; infatti fu giovanissimo allievo del professor Golia, zio di quel Dante Giacosa che, notati i suoi disegni  tra i tanti di un’esposizione organizzata al termine dell’anno scolastico dalla scuola frequentata da Giugiaro,  lo fece assumere dalla Fiat.

La stessa capacità  sarà notata da Nuccio Bertone che decide di affidare la responsabilità del Centro Stile a un designer di soli 21 anni. Il quale, se proviamo per un momento a immaginare cosa poteva significare tutto ciò nel mondo di allora, nel 1959 lascia il “posto sicuro” presso la Fiat  per andare a lavorare in una piccola azienda di Grugliasco. Compiendo un passo altrettanto coraggioso sei anni dopo, quando lascerà Bertone per passare a Ghia.

La storia di Giugiaro, a inizio 1968, prosegue con un altro passo molto impegnativo: quando fonda (con il suo amico Aldo Mantovani, un “ingegnere creativo” come lo definisce Giugiaro) la Italdesign, una società concepita per offrire ai costruttori mondiali i servizi di creatività, di engineering e di avviamento alla produzione.

Giugiaro al Museo dell'Automobile per ricevere il premio Matita d'oro

Con questo marchio disegna centinaia di modelli, alcuni entrati in produzione per un totale decine di milioni di auto circolanti. Portano la sua firma le vetture Volkswagen degli Anni ’70 (Golf, Scirocco e Passat). Per il Gruppo Fiat ha creato vetture di successo come le Lancia Delta, Thema e Prisma e le Fiat Panda, Uno, Croma, Punto. Ci sono le Maserati coupé e spider, la Grande Punto, la Fiat Sedici e l’ Alfa Romeo Brera presentata al Salone di Ginevra nel 2002.

Dal 2010 Italdesign Giugiaro entrerà a far parte di Volkswagen Group che, nel tempo, ne assumerà  il controllo totale. Un progetto che dà la misura delle grandi capacità di Giugiaro che, in occasione di una intervista, ebbe a dire: “Decidere di costituire una società di servizi per l’automotive rivolta a tutte le Case italiane ed estere senza seguire il percorso intrapreso nei decenni precedenti dai Carrozzieri torinesi, piemontesi e milanesi, fu un azzardo né più né meno di quello affrontato dai giovani di oggi all’atto di avviare una start-up orientata all’innovazione. In compenso credemmo nelle potenzialità di un Distretto storico, ben strutturato, conosciuto e stimato su scala mondiale. La fama conquistata dai nostri Carrozzieri e dalle decine di atelier che costituivano l’indotto dell’auto poteva in qualche misura certificare il nostro lavoro a condizione che fossimo in grado di competere per qualità, creatività e professionalità. Ma la materia che trattavamo era evidente, conosciuta e apprezzabile da una committenza che operava sotto casa o che era comunque raggiungibile. Le giovani aziende e i giovani nelle aziende oggi operano in un contesto economico e imprenditoriale ben più difficile e diffidente verso il pionierismo. Malgrado i conflitti politici e sindacali di fine Anni Sessanta, allora cavalcavamo l’onda della ricostruzione post bellica sorretti da entusiasmo e voglia di emergere.”

Giorgetto Giugiaro e il figlio Fabrizio al Mauto di Torino

Un Giugiaro che non ti aspetti quello che riceve la Matita d’oro: che racconta di come ami stare con le persone più semplici, anche se nella sua vita ha conosciuto e incontrato persone famose e eccezionali; che ama scorrazzare in moto sulle montagne attorno a Garessio, dove vive; che si dice sorpreso per gli importanti riconoscimenti avuti e che accetta di scherzare su un suo progetto, la Fiat Duna, “la macchina più brutta di tutti i tempi” come gli fa notare Piero Chiambretti nel corso dell’intervista nella piazza del Mauto.

Un Giugiaro che non riesce a nascondere l’orgoglio professionale provato quando, nel 1970, fu chiamato dalla Volkswagen per un progetto che, proprio grazie al successo della sua Golf, avrebbe di fatto consentito al Gruppo tedesco di conquistare le prime posizioni nel mondo dell’automobile.

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Sembra invece non voler rispondere alla domanda di come sarà l’auto del futuro: quasi a lasciare intendere che il futuro è fatto di piccoli passi continui. Ma la sua analisi fa riflettere: l’uomo non cambierà, continuerà a dovere salire e scendere dall’auto, a guardare fuori, a controllare ciò che accade sulla strada. I progettisti saranno sempre più aiutati dalla tecnologia, le norme sulla sicurezza saranno sempre più vincolanti, ecc.

Mentre parlava, ripensavo a una delle ultime realizzazioni di Giugiaro: la Gea. Bellissima e confortevole oltre ogni immaginazione. Un “futuro”, quello della Gea, datato 2015: per i successivi sviluppi il futuro dell’auto avrà sempre bisogno di grandi car designer.

Giugiaro--94Guarda l’album della premiazione nelle immagini di OkFoto

FCA Heritage presente a Automotoretrò

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Prototipo Alfa Romeo 2600 Zagato

La presenza di FCA Heritage alla recente edizione di Automotoretrò va sottolineata come un fatto importante, tanto più se si considera che, tra i modelli presenti al Lingotto, hanno trovato spazio anche le vetture Lancia. Un progetto, quello di FCA Heritage, che, sotto la guida di Roberto Giolito, sta mettendo in luce l’enorme patrimonio storico del Gruppo Fiat: un patrimonio costituito da preziosi modelli di automobili, ricco di storia e di quella cultura dell’automobile del Gruppo che rischiava di essere dispersa.

Un progetto che rappresenta un ottimo strumento di marketing, come dimostra la presenza di FCA Heritage ai principali Saloni dell’auto d’epoca: dopo il recente Automotoretrò a Torino, FCA Heritage sarà presente a Parigi per Retromobile, dall’8 al 12 febbraio 2017.

Ogni marchio del gruppo FCA ha esposto a Automotoretrò due auto d’epoca: un modello che fu in produzione standard accanto a un prototipo o a un esemplare unico legato alla vettura prodotta in serie.

Le preziose vetture esposte nello stand FCA Heritage erano:

  •    Alfa Romeo 2600 Sprint (1962)
    • Alfa Romeo 2600 SZ Prototipo (1963)
    • Fiat 700 Prototipo (1940)
  •    Fiat 1100 (1948)
    • Lancia Flaminia Coupé (1958)
    • Lancia Flaminia Loraymo (1960)
    • Fiat Abarth 1000 Monoposto Record (1960)
  •   Abarth 1000 Bialbero (1963)

Per la cronaca, accanto allo stand di FCA Heritage c’era quello dedicato alla Maserati, con tre vetture del Tridente (della Collezione Panini) esposte in larghi spazi: peccato che l’accesso fosse riservato a pochi, facendo sì che il pubblico dedicasse maggiore attenzione ad alcuni  modelli della Jaguar  esposti proprio di fronte allo stand Maserati.

FCA Heritage, per onorare il sessantesimo compleanno della Flaminia (nata nel 1957) ha esposto la sempre affascinante coupé disegnata da Pininfarina (1958) e la Loraymo (1960) con cui condivide telaio e motore, vettura personale del famoso designer Raymond Loewy (a cui si devono, tra l’altro, il design della bottiglia della Coca-Cola, del pacchetto di sigarette Lucky Strike, il logo della Shell, della Exxon, alcune auto Studebaker).

Lancia Loraymo allo stand FCA Heritage

La Lancia Loraymo, prodotta in esemplare unico, è basata su uno chassis Flaminia Coupé ed è stata concepita dal designer  Raymond Loewy, che fece realizzare la vettura dal carrozziere torinese Rocco Motto.
L’auto, presentata al 47esimo Salone dell’automobile di Parigi nell’ottobre del 1960 nel color ambra scuro metallizzato che sfoggia tuttora, fu denominata Loraymo, parola formata da parte del cognome e del nome del designer e che corrispondeva all’indirizzo telegrafico dello studio Loewy.
Tra le caratteristiche estetiche più evidenti, l’ampia calandra a griglia racchiusa in una cornice di acciaio cromato che svolge la funzione di paraurti; i parafanghi anteriori arretrati; i fari antinebbia posti al di fuori della carrozzeria; le fiancate leggermente convesse nella parte centrale con un «effetto bottiglia Coca-Cola» che migliorava l’aerodinamica della vettura; l’assenza dell’apertura del cofano del bagagliaio, accessibile solo dall’abitacolo e lo spoiler posteriore sul tetto per ridurre la turbolenza aerodinamica, un sorprendente parallelo con la moderna Stratos di Bertone.

Al Salone dell’auto di Ginevra del 1958 Pininfarina espose un elegante prototipo di vettura coupé –Florida II – realizzato sul telaio (accorciato di 12 cm) della Flaminia berlina; pochi mesi dopo, al Salone di Torino del novembre 1958, venne presentata la versione definitiva della vettura di serie, che sarà prodotta dal gennaio 1959 fino al 1967 (in poco più di 5.200 unità).

Lancia Florida II Pininfarina

Nel mondo delle veloci Gran Turismo degli Anni Sessanta la 2600 Sprint rappresentava l’alternativa Alfa Romeo alla Lancia Flaminia: a fare da contraltare alla versione carrozzata da Bertone nel 1962, a Automotoretrò  era esposto  il prototipo della SZ (1963), realizzato da Zagato e basato sugli stessi organi meccanici.

Le linee della 2600 Sprint scaturirono dalla matita di Giorgio Giugiaro, che già con la 2000 anticipò alcuni degli stilemi caratteristici che avrebbero raggiunto completa maturazione nella famiglia delle Giulia GT. L’unica modifica di rilievo rispetto alla “cugina” con motore due litri è la presa d’aria sul cofano motore, a rendere ancor più aggressivo il frontale.

La matita di Giugiaro per la Alfa Romeo 2600

Il prototipo firmato Zagato fu presentato sullo stand del carrozziere al Salone dell’automobile di Torino del 1963. Il passo era quello accorciato della 2600 Spider, la carrozzeria era caratterizzata da un corpo vettura filante ed essenziale, dalla vistosa coda tronca, leggermente incassata come sulle vetture da competizione, e da un frontale molto caratteristico, dominato da uno scudetto di grandi dimensioni.
Lo stesso prototipo venne presentato sullo stand Alfa Romeo nella successiva edizione del Salone mentre, per vedere la vettura definitiva, fu necessario attendere il Salone di Francoforte del 1965.

FCA Heritage al Salone di Torino
Per il marchio Fiat l’attenzione era concentrata sulle vetture utilitarie: così è stato esposto l’unico prototipo esistente dell’innovativa Fiat 700 (1940), progettato da Dante Giacosa, che avrebbe dovuto posizionarsi sul mercato in un segmento compreso tra la Fiat 500 Topolino e la Fiat 1100, della quale era esposto un esemplare costruito nel 1948.

Nel 1937 Fiat presentò la Fiat 508 C Balilla, modello che, già nel nome, indicava la continuità con la precedente Fiat 508 Balilla.

Due anni dopo, nel 1939, viene presentata la seconda serie, che assume la denominazione commerciale di Fiat 1100 e presenta il nuovo frontale “a spartivento”, già introdotto sulla Fiat 2800. La vettura resta in produzione sin dopo la guerra (1948), costruita in oltre 74.000 esemplari e sei differenti versioni di carrozzeria, tra cui la cabriolet, la berlina a passo lungo per trasporto pubblico e la “S”, una berlinetta due posti dal design aerodinamico presto impiegata in competizioni sportive dai privati.

Fiat 1100 allo stand FCA Heritage

La Fiat 700 fu presentata ufficialmente il 15 maggio 1939, nell’ambito della cerimonia di inaugurazione dello stabilimento Mirafiori, dove la vettura sarebbe dovuta essere prodotta; l’unico prototipo esistente è quello esposto a Automotoretrò e conservato presso il Centro Storico Fiat.

I prototipi della Fiat 700 furono costruiti nella sezione “Carrozzerie Speciali” dello stabilimento del Lingotto;  la produzione fu invece bloccata dagli eventi bellici della Seconda Guerra mondiale.
Abarth era presente con due vetture nel segno della sportività senza compromessi: la 1000 Monoposto Record del 1960, che permise alla Casa dello Scorpione di conquistare ben otto record sul circuito di Monza, e la 1000 Bialbero, che ne ereditò il propulsore.

ABarth 1000 bialbero

L’esemplare della Bialbero esposto è tra i modelli realizzati, a partire dal 1963, dalla carrozzeria Sibona & Basano, che eseguì un accurato restyling della vettura interessando principalmente il muso e la coda – che furono allungati – ed allargando i parafanghi per poter montare pneumatici più grossi. Le vetture così riviste permisero all’Abarth di conquistare il secondo Campionato mondiale Costruttori GT consecutivo nella Classe 1000. Il quattro cilindri di quasi un litro di cilindrata, con una potenza di 104 CV a 8.000 giri/min, consente alla vettura di raggiungere una velocità massima di circa 220 km/h.

La Fiat Abarth 1000 Record, frutto della collaborazione tra Fiat, Abarth, Pininfarina e Politecnico di Torino, presenta un’inedita struttura portante tubolare ed una carrozzeria frutto di accurati studi nella galleria del vento. Per dare una grande dimostrazione di affidabilità e potenza del nuovo bialbero di 1000 cc, Carlo Abarth decise di schierare la monoposto sulla pista di Monza dal 28 settembre al 1° ottobre del 1960, per raggiungere nuovi record nella classe internazionale G (da 751 a 1100 cm3). Alla guida si alternarono 9 piloti che stabilirono i nuovi primati internazionali delle 12 ore, delle 2000 miglia, delle 24 ore, dei 5000 km, delle 5000 miglia, delle 48 ore e dei 10.000 km. La prova continuò fino al 1 ottobre quando si conseguì il record mondiale delle 72 ore, percorrendo 13.441,4 km alla media di 186,687 km/h.
La monoposto venne realizzata interamente nello stabilimento Abarth per quanto riguarda il telaio, il motore egli organi meccanici. La carrozzeria venne allestita da Pininfarina.

Fiat Abarth Record presente a Automotoretrò

L’esposizione Abarth ha voluto essere un tributo postumo alla figura di Mario Poltronieri, recentemente scomparso, storica voce delle telecronache della Formula 1, in precedenza pilota della Casa dello Scorpione e che fece parte del team di piloti impegnati nella conquista dei record sulla pista di Monza .

Uno stand ricco di storia e di fascino che ha raccolto l’interesse di appassionati e collezionisti: a cui farà piacere sapere che, nell’ambito del progetto FCA Heritage, si sta lavorando per riportare alla luce, entro pochi mesi, le vetture storiche del marchio Lancia, da decenni ricoverate in un capannone alla periferia di Torino e non visibili al pubblico ormai da troppo tempo .

Un segnale di ripensamento della decisione di Marchionne di abbandonare lo storico marchio Lancia?

D’altra parte Marchionne da tempo ha annunciato che nel 2018 lascerà la guida del Gruppo FCA: le sue decisioni dei prossimi mesi, inevitabilmente, condizioneranno il lavoro di chi prenderà il suo posto.

FCA Heritage risentirà di questa situazione: solo dopo il cambio dell’amministratore delegato del Gruppo FCA   si potrà capire meglio se la sua funzione sarà di raccontare pagine importanti di una storia dell’automobile che continua oppure di essere custode di una grande storia passata. Staremo a vedere.

Roberto Giolito head of FCA HeritageLe immagini realizzate da OkFoto.it sono disponibili in due album:

Automotoretrò 2017

Automotoracing 2017

 

Il Salone dell’auto di Torino e le residenze sabaude

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Pininfarina presente al Salone dell'auto di Torino

I principali eventi della terza edizione di Parco Valentino Salone dell’auto di Torino avranno una cornice regale. Ospitato da sempre nel Parco circostante il Castello del Valentino, il Salone abbraccerà quest’anno altre residenze sabaude: Palazzo Reale, Palazzo Madama, la splendida Palazzina di caccia di Stupinigi e, nell’ultima giornata, la Reggia di Venaria. Uno scenario che nessun altro Salone al mondo può vantare.

Salone dell'auto di Torino lungo i viali del Parco Valentino

Le novità annunciate per l’edizione 2017 del Salone dell’auto di Torino, che si svolgerà dal 7 all’11 giugno 2017, sono molto interessanti e contribuiranno a stabilire un nuovo record di visitatori per un evento che, inizialmente, sembrava una scommessa del suo presidente Andrea Levy.

Ecco i particolari.

Auto a guida autonoma

Per la prima volta insieme, in movimento per le strade cittadine su un percorso chiuso al traffico, si svolgerà la dimostrazione delle vetture a guida autonoma. I modelli di automobili con sistemi di self-driving sfileranno nelle vie Lungo Po mostrando al pubblico quanto possa essere considerato vicino il futuro per questo tipo di vetture.

Prototipi e one-off

Automobili oggetti del desiderio degli appassionati, fuoriserie, vetture che costituiscono esercizi di stile: saranno protagoniste di una esposizione esclusiva che le riunirà e le porterà su strada tra appassionati e visitatori, in passerella in un tratto di corso Vittorio Emanuele. Un evento interamente dedicato al design automobilistico che rappresenta una storica grande eccellenza italiana e che il Salone dell’Auto di Torino celebra con la seconda edizione del Car Design Award, premio riservato ai car designer di Case e Centri stile riconosciuto da una giuria internazionale e organizzato dal mensile Auto & Design.

Auto elettriche e ibride plug-in

Un’esibizione riservata alle automobili a emissioni zero e ibride plug-in attualmente in produzione: l’occasione per rendere più condivisibile per il pubblico il discorso sulla mobilità sostenibile. Le automobili elettriche, esposte in piazza San Carlo, percorreranno via Roma e piazza Castello, per una sfilata unica nel suo genere.

auto elettriche esposte al Salone dell'auto di Torino

La passione per il motorsport

 Dal silenzio delle auto a emissioni zero si passerà al suono della passione: saranno ancora le vie Lungo Po lo scenario per la parata delle regine del motorsport. Auto che hanno reso famose le Case automobilistiche: vetture di Formula Uno, rally, auto protagoniste dei campionati GT Turismo e Sport Prototipi. Apripista d’eccezione, ancora una volta, la Lancia D50 con cui Alberto Ascari ha disputato e vinto l’ultimo Gran Premio Parco del Valentino di Formula 1, svoltosi al Parco Valentino dal 1935 al 1955.

Il punto di partenza di Alberto Ascari davanti al Castello del Valentino

Chissà che questa manifestazione non possa essere un primo passo verso la rievocazione storica del Gran Premio di Torino: un evento necessario per mettere Torino al centro dell’attenzione di collezionisti e appassionati delle vetture d’epoca …

Lancia D50 al Gran premio Parco valentino

Gran Premio Parco Valentino

 Contrariamente a quanto annunciato nella conferenza stampa dello scorso ottobre, sarà sabato 10 giugno 2017 (e non la domenica 11) il giorno in cui lussuose supercar e rare auto classiche  sfileranno lungo le strade di Torino, nell’ormai tradizionale bagno di folla che la  manifestazione ha ottenuto nelle precedenti edizioni. Oltre 200 equipaggi si daranno appuntamento al mattino in piazza Vittorio  per l’esposizione. Nel pomeriggio, con un percorso che si snoderà per l’intera città di Torino, le auto raggiungeranno la Palazzina di Caccia di Stupinigi, suggestiva residenza sabauda, spettacolare cornice per ospitare le vetture partecipanti al Gran Premio.

Qui puoi vedere le immagini della edizione 2016

Le auto del Gran Premio in piazza Vittorio a Torino

Supercar italiane e tedesche in mostra

 Domenica 11 giugno 2017 sarà il momento di accendere i “fari” su un’altra residenza sabauda, la Reggia di Venaria, per l’ennesima sfida Italia – Germania. Questa volta a sfidarsi saranno le vetture più belle di ogni tempo che daranno vita a Passione Italiana e Deutsche Performance: un concorso di bellezza di automobili che saranno in esposizione tutto il giorno e tra le quali il pubblico sceglierà le Best in show.

Una sfida certamente molto sentita dagli appassionati di automobili: sia per i recenti ripetuti successi della Mercedes contro la Ferrari in F1, sia per le polemiche tra Volkswagen e FCA per il diesel-gate, oltre che per alcuni marchi della storia dell’automobile italiana che, dopo avere costruito un mito sotto il Tricolore, sono passati sotto insegne tedesche (Lamborghini per fare un esempio) nel disinteresse dell’industria nazionale.

A margine del Salone, Torino Esposizioni (sede storica del Salone dell’automobile di Torino) ospiterà un’esposizione di alcuni dei pezzi della Collezione Bertone, acquistata dall’ASI nel settembre 2015 per circa 3,5 milioni di euro e ancora senza una sede per l’esposizione permanente.

modelle e modelli di auto al Parco Valentino

Le premesse per un’edizione da record ci sono tutte; il lavoro degli organizzatori è stato impegnativo per sfidare il Salone di Ginevra, come dichiarato da Andrea Levy: “Anche nella terza edizione in primo piano ci saranno le novità di mercato, la visione dello stile del futuro creata dai Carrozzieri e la passione dei collezionisti privati. L’intera città di Torino sarà teatro di eventi dinamici unici per il pubblico, in cui sono protagoniste le automobili che abbracciano le nuove tecnologie disponibili oggi. Si tratta normalmente di auto visibili in versione statica, e proprio per questo abbiamo chiesto alle Case automobilistiche di mostrare al pubblico cosa sia realmente disponibile oggi. Il Salone dell’Auto di Torino raddoppia, con la sua versione in movimento, e ci aspettiamo di superare nel numero di contatti il Salone di Ginevra”.

 Il Salone dell’Auto di Torino conserva i punti di forza del suo format: ingresso gratuito e orario dalle 10 alle 24, per favorire l’accesso al pubblico formato da famiglie, giovani e donne. Ricordiamo che per visitare il Salone dell’Auto Parco Valentino è necessario scaricare il biglietto gratuito elettronico, disponibile sul sito , biglietto che garantirà anche l’ingresso agli eventi collaterali, lo sconto Trenitalia per arrivare a Torino da tutta Italia durante i giorni della manifestazione, la possibilità di prenotare i test drive, gli sconti nei negozi affiliati e nei Musei cittadini.

le auto esposte in piazza Vittorio in occasione del Salone dell'auto

 

 

Automotoretrò 2017 a Torino dal 3 al 5 febbraio

Lancia-Delta-4wd

Automotoretrò celebra la vittoria Lancia Delta al rally di Montecarlo del 1987 Manca poco più di un mese all’apertura della 35a edizione di Automotoretrò e le anticipazioni sul salone internazionale dell’auto d’epoca, in programma al Lingotto di Torino dal 3 al 5 febbraio 2017, fanno intendere che si tratterà di un’esposizione particolarmente interessante. E’ molto probabile che il record dei 65.000 visitatori della scorsa edizione venga brillantemente superato.

Il 2017 sarà un anno ricco di anniversari molto significativi per chi ama il mondo dei motori e Automotoretrò non si è fatta sfuggire l’occasione per festeggiarli.

Si parte con i 30 anni dal debutto della Lancia Delta 4WD. Era il gennaio 1987 quando Miki Biasion e Tiziano Siviero si aggiudicarono il Rally di Montecarlo con la nuova vettura del Gruppo A presentata dalla Lancia. Fu l’inizio di una cavalcata che portò la vettura a vincere, nell’anno del suo esordio, sia il Campionato del Mondo Rally Costruttori che il Campionato del Mondo Rally Piloti con Juha Kankkunen, il quale ebbe nei suoi due compagni di squadra Miki Biasion e Markku Alén i più competitivi avversari, rispettivamente secondi e terzi nella classifica finale del Campionato 1987. A completare il trionfale esordio della Lancia Delta, nello stesso anno Dario Cerrato vinse il Campionato europeo rally.

Per ricordare quel debutto vincente e la indimenticabile storia di vittorie della Lancia Delta, Automotoretrò celebra il 30° anniversario della regina dei rally con l’esposizione di 10 vetture originali.

Sarà dunque un’altra occasione, per quel grande popolo di sportivi rimasti orfani del marchio Lancia, di rivivere una epopea di successi che non ha eguali e che –con le attuali politiche di FCA- non sembrano avere spazi per nuovi capitoli di una leggenda.

Automotoretrò 2017 vedrà la presenza, direttamente dal Regno Unito, del Jensen Owners Club che ha scelto di celebrare al Lingotto i 50 anni della Jensen Interceptor e della Jensen FF.

Come sempre, sarà presente Jaguar che esporrà la XK SS, prima supercar al mondo.

Restando ai principali anniversari, Automotoretrò 2017 riserverà particolare attenzione ai 60 anni della Fiat 500 e della Bianchina, ai 70 anni della Ferrari 166 spyder corsa, ai 90 anni della Aston Martin.

Come ormai tradizione, grande spazio sarà dedicato alle motociclette, con l’esposizione di pregiati pezzi storici provenienti dalle più famose case motociclistiche quali Ducati, Aprilia, MV Agusta, Gilera, Moto Guzzi , BMW, Triumph, Royal Enfield, Norton. Saranno degnamente festeggiati i 70 anni della Lambretta.

Lambretta festeggia 70 anni a Automotoretrò 2017L’area esterna sarà luogo di esibizione per vetture rally e per dimostrazioni di drifting, con la presentazione della GSK Endurance Series, il campionato di kart.

Anche quest’anno Automotoretrò sarà accompagnata, per l’ottavo anno consecutivo, dalla kermesse Automoracing, rassegna dedicata al mondo delle corse e delle alte prestazioni. In tal modo i due saloni offrono un evento motoristico davvero unico: dalle auto più esclusive e veloci, fino ai mezzi d’epoca più rappresentativi, passando ai ricambi e alle motociclette che hanno fatto la storia. Automotoracing ospiterà alcuni delle principali aziende provenienti dal mondo della F1  come Sparco, Oz Racing e MAK.
 Non mancherà inoltre la speciale partecipazione di Alfa Romeo e Abarth.

Appuntamento a Automotoretrò 2017!

Per chi non ha potuto essere presente alla precedente edizione, ecco le gallerie delle immagini:

le vetture

i dettagli

nelle immagini di OkFoto.it

Automotoretrò dedica un grande spazio al motociclismo storico (nella fotografia Giacomo Agostini su MV Agusta)

Buon divertimento.

Babbo Natale mette in moto Torino

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Il più piccolo partecipante a Babbo Natale in FormaTorino, che un tempo era capitale dell’automobile, stamattina è stata allegramente invasa da migliaia di motociclisti vestiti come Babbo Natale. Tanti cortei festosi di moto hanno attraversato la città con una sola destinazione: il piazzale antistante l’ospedale infantile Regina Margherita per l’edizione 2016 di Babbo Natale in Forma.

Babbo Natale in Forma Un evento che ogni anno raccoglie un numero di partecipanti sempre più elevato: difficile dire quante migliaia di persone fossero presenti davanti all’ospedale Regina Margherita. Di sicuro erano tantissime le persone giunte con ogni mezzo (moto, bici, bus, auto, a piedi) per creare una macchia di colore rosso e portare –per qualche ora, almeno- un po’ di solidarietà, se non proprio di serenità, ai piccoli ricoverati dell’ospedale.

La Fondazione Forma con questa iniziativa, giunta alla settima edizione e pressoché sconosciuta solo qualche anno fa, riesce anche a raccogliere fondi per finanziare progetti e per acquistare apparecchiature mediche per l’ospedale: sia con le donazioni raccolte in piazza, sia con la vendita del kit di Babbo Natale.

La folla dei partecipanti davanti all'ospedale pediatrico Regina MargheritaQuest’anno finalmente Babbo Natale in Forma sembra essere entrato nel cuore dei Torinesi che, almeno per un giorno, accettano che siano le moto a farla da padrone per le strade cittadine.

A tanti sarà capitato stamattina di vedere gruppi di motociclisti vestiti da Babbo Natale raccogliere sorrisi di solidarietà da parte delle persone, anche non più giovani, ferme alle fermate in attesa dei mezzi pubblici; molti erano coloro che, incrociandoli lungo i corsi cittadini, non hanno perso l’occasione per fotografarli con gli smartphone; addirittura gli automobilisti –cosa che purtroppo accade molto raramente lungo le strade di Torino- si spostavano verso destra per lasciare scorrere i gruppi di Babbo Natale in moto.

Raduno di motociclisti a Torino per Babbo Natale in FormaE’ proprio vero che a Natale si è tutti più buoni …

Babbo Natale in Forma 2016Il numero dei motociclisti partecipanti non è mai stato così elevato: oltre che sul piazzale davanti all’ospedale, le moto erano parcheggiate lungo corso Unità d’Italia (parzialmente chiuso al traffico) fino al piazzale davanti al Museo dell’Automobile.

Alpini sempre presenti a Babbo Natale in Forma davanti al Regina MargheritaChi è rimasto a casa ha perso una buona occasione per fare del bene (ma può velocemente rimediare con un bonifico per un donazione alla Fondazione Forma) e per vivere una mattinata piena di emozioni.

Non solo moto al raduno di biker davanti all'ospedale pediatrico Regina Margherita

Potrà rifarsi il prossimo anno: perché Babbo Natale in Forma è ormai un evento fisso del calendario del Natale a Torino. Un evento molto bello per il suo significato nei confronti dei bimbi dell’ospedale Regina Margherita e per l’atmosfera di festa che crea attorno all’ospedale: un evento da non perdere, per tutti e soprattutto per gli amanti delle due ruote.

Anche gli amici a 4 zampe a Babbo Natale in Forma

Guarda le immagini di Okfoto.it

Edizione 2016

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Lancia, 110 anni per una Storia senza futuro

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Lancia Appia Zagato al raduno Lancia 110 anni

Il Lancia Club ha organizzato un raduno di vetture dello storico marchio per celebrare i 110 anni della Casa automobilistica fondata a Torino il 27 novembre 1906 da Vincenzo Lancia. Un appuntamento ricco di conferenze tenute da personaggi del mondo dell’automobile in luoghi che rappresentano simboli importanti della Torino ormai ex-capitale dell’industria automobilistica: il Museo dell’automobile, il Castello del Valentino attorno al quale si correva il Gran Premio di Torino, il Politecnico e, nella giornata finale, quello che per tutti i Torinesi era (e resta) il Grattacielo Lancia che, con i suoi 70 metri di altezza, è uno degli edifici più alti di Torino.

Lancia Flaminia davanti al Grattacielo Lancia

Fortemente voluto da Gianni Lancia per concentrarvi tutti gli uffici dell’azienda, fu progettato nel 1953 dall’architetto Nino Rosani, con la collaborazione dello studio dell’architetto Giò Ponti, a cui si deve il Grattacielo Pirelli a Milano.

IL PALAZZO LANCIA, SIMBOLO DI QUALCOSA CHE NON C’E’ PIU’…

Costruito tra il 1954 e 1957, sede della Lancia fino al 1969, fu concepito per essere l’elemento di connessione tra i due insediamenti industriali della Lancia in Borgo San Paolo. L’edificio sorge a cavallo della sottostante via Vincenzo Lancia e, grazie alla struttura a ponte di travi reticolari in cemento armato poggianti su due basi a diedro, consentiva il collegamento tra le due aree produttive. L’influenza di Giò Ponti è percepibile dai molteplici riferimenti al Grattacielo Pirelli: la disposizione planimetrica che distribuiva gli uffici lungo le due facciate vetrate e l’alloggiamento di servizi, scale e ascensori nelle due estremità a pianta trapezoidale. Entrambe le facciate principali presentano ampie vetrate a specchio che scandiscono i 16 piani, mentre i prospetti laterali sono caratterizzati da finestre a incasso lungo tutta l’altezza dell’edificio.

Lancia Dilambda nei pressi del vecchio stabilimento in occasione di Lancia 110 anniPer qualche ora, dunque, i piazzali antistanti Palazzo Lancia sono tornati ad ospitare le spettacolari vetture uscite dagli stabilimenti Lancia, anche se mette sempre molta tristezza vedere le erbacce nelle aree di accesso e constatare il degrado e il senso di abbandono della costruzione  davanti al Grattacielo, dalla quale uscivano le vetture per essere sottoposte ai test su strada da parte dei collaudatori o per essere caricate sulle bisarche che sostavano in via Caraglio.

Lancia 110 anni: una B24 davanti alla storica sede

Tutta la zona industriale ormai è stata quasi completamente cancellata da nuove costruzioni residenziali, con abbondanza di centri commerciali: d’altra parte sarebbe anacronistico immaginare oggi una fabbrica in quello che fu il Borgo operaio per antonomasia. Ma non avere cura di salvarne almeno la memoria è un fatto molto grave: considerato che Palazzo Lancia è stato sede della Casa automobilistica fino al 1969, un segnale di rispetto da parte del Gruppo FCA sarebbe potuto essere quello di mantenere sul tetto del Palazzo la grande insegna del marchio Lancia, visibile da tutte le parti della città, rimossa invece una decina di anni fa. Sarebbe stato bello vedere realizzare – in quegli spazi abbandonati – un Museo delle vetture Lancia, oggi ospitate in qualche capannone fantasma (quelli che tanto piacciono a Sergio Marchionne…) e non visibili al pubblico.

Lancia 110 anni: alcune vetture in sosta davanti al Grattacielo LanciaD’altra parte Sergio Marchionne ancora due anni fa ebbe a dire che “abbiamo constatato che il marchio Lancia non ha capacità attrattiva al di fuori dell’Italia. La Lancia non ha storia né in Europa né negli Usa. Noi crediamo che Alfa Romeo superi di molto la Lancia»; quindi le speranze di una storia Lancia che continui per altri cento anni, al momento, sono pari a zero.

Impossibile prevedere cosa deciderà chi prenderà il posto di Marchionne nel 2018: certo è che faceva  effetto (non certo positivo)  ieri mattina vedere il corteo delle “vere” Lancia – che dal Grattacielo Lancia hanno attraversato Torino per raggiungere la Piazzetta Reale – preceduto da una Chrysler a cui sono state messe la mascherina e il logo Lancia, come se fosse possibile, in tal modo, trasformare una vettura qualsiasi in una Lancia Thema…

Lancia Thema Ferrari e il degrado davanti al Palazzo Lancia

Una Thema 8.32 tra le erbacce: un messaggio inequivocabile

Per fare automobili di successo servono soldi, idee e passione: i soldi arrivano se ci sono idee e queste vengono a chi ha la passione per le automobili. Allora nascono vetture che segnano la storia dell’automobile e consentono importanti volumi di vendita e conseguente fatturato.

Lancia 110 anni a Torino

Grazie all’impegno del Lancia Club è stato possibile festeggiare i 110 anni della Casa torinese a Torino: spiace constatare che il Gruppo FCA non abbia ritenuto di dover essere presente ufficialmente, scegliendo invece di presentare alcune vetture Lancia heritage in una esposizione a Milano. Dimenticando troppo in fretta che BMW aveva scelto di festeggiare anche a Torino, capitale dell’automobile italiana e del car design, in occasione del Salone dell’auto Parco Valentino, i suoi 100 anni. Come se la Lindt decidesse di celebrare i propri cioccolatini ad Alba, magari nella piazza del duomo o nel piazzale davanti allo stabilimento Ferrero!

Palazzo Lancia a Torino

LA FESTA DI 10 ANNI FA

Al contrario, dieci anni fa, quando il futuro della Lancia non era ancora stato cancellato da Marchionne, Torino  era stata la sede principale di importanti festeggiamenti per i 100 anni: con un elevato numero di partecipanti a sfilate ed esposizione delle vetture, con la gamma di produzione  rappresentata da quasi tutti i modelli di serie, mentre le versioni speciali testimoniarono quanto i migliori Carrozzieri si siano espressi nel tempo con pieno successo attraverso l’innovazione, la tecnologia e le prestazioni delle vetture Lancia.

100 anni lancia

Un’immagine dei festeggiamenti del 2006

Se è vero che il modo migliore per ricordare il passato sia guardare il futuro, quello di ieri è un giorno che ancora una volta ribadisce che per Lancia non c’è futuro: nella Piazzetta Reale non era esposto alcun prototipo che rimandi a un futuro Lancia seppur lontano. Al contrario,  con un gesto che certamente non si può definire di cortesia e di stile da parte di FCA nei confronti dei “Lancisti” presenti, in Piazzetta Reale, accanto alle Lancia, erano esposte alcune vetture dell’attuale produzione Maserati…

Guarda le altre fotografie delle Lancia presenti al raduno per i 110 anni nell’album realizzato da Okfoto.it

Moto mai viste in mostra a Eicma 2016 fino a domenica

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Eicma girls, una cornice di bellezza Nel lungo fine settimana in cui a Valencia si corre il MotoGP che chiude la stagione 2016, alla Fiera di Milano si svolge Eicma 2016, il Salone internazionale delle moto che vede la presenza di tutti i top brand delle 2 ruote, con le tradizionali aree speciali Custom e Sicurezza e l’arena esterna MotoLive. Quest’anno Eicma, oltre a occupare i padiglioni 2-4, 6-10 e 14-18, esce dal tradizionale quartiere fieristico per coinvolgere l’intera città di Milano nella “Settimana della Moto”, per una festa delle 2 ruote, ricca di appuntamenti e esposizioni.

Cal Crutchlow in visita agli stand Eicma

Crutchlow e Cecchinello

Raccontare Eicma è sempre molto difficile e lasciamo volentieri che siano le riviste specializzate a dare conto delle innumerevoli novità presenti negli stand.

Perché Eicma 2016 è fatta di tante componenti. In primis le moto (stradali e enduro), gli scooter (se vogliamo considerarli una sezione separata, nonostante le sempre più frequenti “commistioni” tra i due mondi che si vedono esposte in fiera, come la nuovissima Honda X-Adv), gli accessori, l’abbigliamento; ma Eicma è anche il posto dove puoi incontrare i campioni delle due ruote (ad esempio, ieri era presente, tra gli altri, il pilota Honda Cal Crutchlow accompagnato dal team manager LCR Lucio Cecchinello); e visitare Eicma significa anche osservare e cogliere le tendenze del mondo delle 2 ruote, osservare i visitatori e sottolineare come, forse in maniera inattesa, il fenomeno delle Eicma girls sia ormai diventato una cornice di bellezza a cui non si può più rinunciare (e segnaliamo con piacere che il gruppo Piaggio ha finalmente “abbattuto” il muro della disparità dei sessi, dato che su alcune moto esposte nello stand quest’anno fanno bella mostra di sé aitanti modelli apprezzati dalle visitatrici).

Se proviamo a visitare il Salone della moto con un punto di vista  non soltanto tecnico, ci accorgiamo come i numerosi visitatori siano sì quelli normalmente attesi (i giovani) ma – altrettanto numerosi – quelli che, compiuti gli anni “…anta”, esattamente come i più giovani, si avvicinano ai vari modelli esposti, pronti a cavalcarli e a simulare – sul cavalletto – come si sta in sella alla nuova moto. E forse non è un caso che, negli ultimi anni, stia diventando sempre più marcato il fenomeno dei modelli “vintage” o “retrò”.

I visitatori si divertono all'Eicma

La moto da sempre richiama lo spirito libero, la bellezza del viaggio, l’indipendenza: vedere quella ricca esposizione di modelli, tutte le novità, i migliori allestimenti, fa subito venire voglia di fare un giro di prova. In attesa di andare dal concessionario amico, in pochi resistono alla voglia di sedersi subito sul nuovo oggetto del desiderio, incuranti della folla che li attornia e del fatto di essere in un ambiente chiuso. La fantasia viaggia alla velocità dei modelli più performanti…

MODELLI DI LUSSO ED ESCLUSIVI ESPOSTI AD EICMA

Tante le 2 ruote esposte, tante le novità. Ne citiamo due per tutte. La prima è una delle moto più costose in vendita: la Ducati ha presentato al pubblico la nuova 1299 Superleggera, la prima supersportiva stradale che monta di serie telaio, forcellone, telaietto e ruote realizzati in fibra di carbonio ed è equipaggiata con il bicilindrico di serie più potente mai prodotto dalla Casa di Borgo Panigale (215 CV), assistito da una elettronica paragonabile a quella delle MotoGP. Con un peso di poco superiore ai 150 kg!

La Ducati 1299 Superleggera esposta a Eicma 2016

Ducati 1299 Superleggera

La Ducati 1299 Superleggera è prodotta in sole 500 unità, praticamente già tutte vendute (a un prezzo che secondo alcune fonti supera gli 80.000 euro). Per i clienti che vorranno divertirsi in pista è disponibile il kit racing che comprende lo scarico Akrapovič in titanio (simile a quello delle SBK ufficiali), il plexiglass specifico, i tappi per gli specchietti, ecc.

Nello stand MV Agusta è possibile invece ammirare la F4Z Zagato: un esemplare unico disegnato da Zagato per conto di un ricco motociclista giapponese. La carrozzeria della MV Agusta F4Z è realizzata in alluminio e fibra di carbonio.

MV Agusta F4Z in esposizione a Eicma

Rispetto alla MV Agusta F4 di serie, la F4Z presenta una carrozzeria completamente rinnovata con uno stile decisamente innovativo, con le linee che hanno segnato le realizzazioni di Zagato e che lasciano intravvedere la “cafè racer” del futuro. Le soluzioni stilistiche della F4Z forse arriveranno anche su qualche futuro modello di serie della MV Agusta, ma la F4Z resterà in ogni caso un pezzo unico. Si è parlato infatti di una nuova generazione di modelli con motore 4 cilindri, tra cui un’inedita variante della F4. In ogni caso, la F4Z è una (bella) testimonianza di una nuova fase di sviluppo del settore motociclistico, dove si potrebbero aprire nuovi spazi per il “moto design” così come da tempo, nel settore automobilistico, si parla diffusamente di “car design”. Una nicchia per clienti facoltosi: moto realizzate su richiesta e personalizzate, destinate a restare pezzi unici o in piccolissima serie.

In un mercato italiano che presenta positivi dati di vendita (l’Italia è il Paese europeo in cui nel 2015 si sono immatricolate più moto), si fanno strada i modelli alimentati con energia elettrica, ed i crescenti spazi espositivi riservati ad Eicma testimoniano come l’interesse per questi modelli stia crescendo e sia sostenuto da moto e scooter con performance di tutto rilievo. La sicurezza è un tema da sempre tenuto in forte considerazione a Eicma: interessante, a questo proposito, l’iniziativa di In & Motion, che ha impostato una campagna specifica per diffondere l’uso dell’airbag (“Airbagrevolution campaign”) e che darà in uso gratuito a 500 bikers, selezionati in tutta Europa, il proprio gilet con airbag incorporato per raccoglierne le testimonianze dirette sull’effettivo utilizzo nelle più differenti situazioni di guida e per migliorare dunque la produzione di serie definitiva.

Dicevamo della cornice di bellezza delle Eicma girls: da sempre presenti in tutti gli eventi di motociclismo, ormai le Eicma girls sono diventate un must per ogni stand espositivo.

Modelle, hostess, studentesse che per tutta la durata del Salone riescono a mostrarsi sorridenti di fronte a ogni visitatore che voglia farsi fotografare accanto a loro (e alla moto): impossibile stimare il numero di selfie in cui compare il loro sorriso!

Visita la galleria delle immagini di Eicma 2016  disponibile  sulla pagina di OkFoto.it .

EICMA 2016 – DATE ED ORARI

Eicma si svolge presso la Fiera di Milano dall’ 8 al 13 novembre. I primi due giorni della manifestazione sono riservati alla stampa e agli operatori del settore.

Gli orari di accesso per il pubblico sono i seguenti:

  • Giovedi 10 Novembre: dalle 10,00 alle 18,30
  • Venerdi 11 Novembre: dalle 10,00 alle 22,00
  • Sabato 12 Novembre: dalle 10,00 alle 18,30
  • Domenica 13 Novembre: dalle 10,00 alle 18,30

Per altre informazioni puoi consultare il sito ufficiale Eicma.

Salone dell’auto di Torino, ecco le novità per la terza edizione

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Un prototipo Zagato per Alfa Romeo a Parco Valentino Salone dell'auto di TorinoAndrea Levy, presidente del Salone dell’auto di Torino, ha svelato in un’affollata conferenza stampa le novità della terza edizione della rassegna automobilistica che si terrà dal 7 all’11 giugno 2017. Con un bilancio molto positivo alle spalle (“650.000 visitatori, la presenza di 43 Case automobilistiche e 12 Centri Stile sono i dati riferiti alla edizione 2016 del Salone dell’auto Parco Valentino, che tornerà nel 2017, proponendosi di superare il Salone di Ginevra per numero di visitatori”) Andrea Levy ha confermato che il Salone dell’auto di Torino manterrà inalterato il format di successo, pur evolvendosi con importanti novità: il nuovo assetto espositivo e il biglietto elettronico gratuito. Le pedane delle prime edizioni saranno ampliate e si uniscono, creando di fatto stand espositivi all’aperto, veri e propri show room coperti che possono arrivare fino a 250 mq per brand, in grado di ospitare sino a 4 vetture e che garantiscono una maggiore interazione con quello che è il target caratteristico di Salone dell’auto Parco Valentino: giovani, donne e famiglie.

Grande attenzione al car design al Salone dell'auto di Torino

“È la conferma che la formula all’aperto piace alle Case automobilistiche e al pubblico e che ci permetterà di confermare e migliorare i risultati ottenuti nelle prime due edizioni, portandoci a diventare il Salone automobilistico più visitato in Europa nei prossimi anni” ha affermato Andrea Levy, aggiungendo che “con un impegno economico e organizzativo sostenibile abbiamo la garanzia di poter contare sulla quasi totalità dei Brand presenti sul mercato, ne attendiamo oltre 50 nell’edizione 2017, richiamando il pubblico da ogni parte d’Italia grazie all’ingresso gratuito e all’orario dalle 10  fino alle 24. Il Salone dell’auto all’aperto di Torino ha tutte le carte in regola per diventare un evento automotive internazionale e con quest’ottica presentiamo il nostro nuovo logo istituzionale, con il quale intendiamo affermarci oltre i confini italiani, grazie al supporto del nostro fiore all’occhiello, i Designer, eccellenza italiana che a Parco Valentino è presente con i nomi storici e con quelli emergenti, segno che si tratta di un mondo in salute e in continua evoluzione”.

Stephane Schwarz, Design Director di Zagato

Per quanto riguarda l’ingresso, che resterà gratuito (interessante l’analogia con Facebook: sono i brand che pagano per esporre e non il pubblico per visitare il Salone), sarà supportato da un sistema di accreditamento elettronico, che è già attivo sul sito www.parcovalentino.com . Gli appassionati potranno registrarsi e ottenere il pass gratuito per l’accesso al Salone dell’Auto all’aperto di Torino, che darà la possibilità di prenotare i test drive, assistere agli eventi speciali e collaterali del Salone; con il pass sarà inoltre possibile usufruire della convenzione con Trenitalia che prevede uno sconto per i biglietti del treno per il Salone di Torino. Una innovazione che consentirà di profilare ancor meglio le future offerte espositive, raccogliendo dati statistici sui visitatori.

Umberto Palermo, Up Design, alla presentazione di Salone dell'auto 2017Nel corso della conferenza stampa il Comune di Torino ha confermato il suo convinto appoggio a Parco Valentino, così come ha dichiarato Alberto Sacco, Assessore al Commercio: “La Città sostiene il Salone dell’auto perché crede che Torino sia l’indiscussa capitale italiana dell’auto. Nella terza edizione ci sarà un pieno coinvolgimento, oltre che del Parco del Valentino, anche delle piazze e di alcune residenze sabaude, un potenziamento dei parcheggi e dei servizi ai visitatori che parteciperanno a questa cinque giorni di festa dell’automobile. Stiamo studiando un percorso più ampio del Gran Premio Parco Valentino, un itinerario che porti i collezionisti ad attraversare Torino e a vederne lati suggestivi di tutta la città”, smentendo così le voci fatte circolare a primavera della intenzione della allora candidata sindaca Chiara Appendino di volere cancellare il Salone normalmente ospitato nei viali del Parco del Valentino.

Confermato dunque lo spettacolare Gran Premio Parco Valentino, la passerella di automobili (heritage e moderne) in edizione limitata e di super car guidate da collezionisti e appassionati di tutto il mondo che, domenica 11 giugno 2017, percorreranno le strade della città in un percorso che le porterà alla Reggia di Venaria. Il Gran Premio 2017 si arricchirà di una gara di regolarità che coinvolgerà le auto partecipanti.

il nuovo format dello stand espostivo di Parco Valentino e un prototipo IED

A sottolineare l’importanza che il Salone dell’auto di Torino riserva al car design, nel cortile del Castello del Valentino erano esposti alcuni prototipi dei Carrozzieri italiani (tre dei quali ospitati sulle nuove pedane espositive del Salone 2017);  Fabio Filippini, Chief Creative Officer di Pininfarina, Umberto Palermo, CEO Up Design e Mole Automobiles, Filippo Perini, Head of Design di Italdesign, Stephane Schwarz, Design Director di Zagato, al termine della conferenza stampa si sono espressi sul tema della evoluzione del car design in relazione alla mobilità del futuro.

conferenza stampa di presentazione di Parco Valentino Salone dell'auto 2017

Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige, “l’évènement des passionnés de véhicules anciens”

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concours saint-jean-cap-ferrat prestige Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige è il nome che gli organizzatori hanno dato al concorso di eleganza per auto d’epoca che si svolge, ormai da tre anni, nel porto della rinomata località della Costa Azzurra. Per la precisione, il concorso per i primi due anni era individuato da “Legendes”: sostituito, nell’edizione 2016, da “Prestige”; per sottolineare l’ambizione degli organizzatori di fare crescere l’importanza della manifestazione.

Alfa Romeo Giulia SS al concorso Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige

Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige si è svolto nel fine settimana del 24 e 25 settembre e ha visto la partecipazione di numerose vetture d’epoca, alcune molto rare e particolari, con una significativa presenza di automobili e collezionisti provenienti dall’Italia.

Un concorso che potrà sicuramente crescere in termini di importanza e visibilità e che ha visto l’introduzione di alcune novità come, ad esempio, la parata delle vetture lungo le vie della città e del promontorio di Cap-Ferrat e l’animazione musicale sulle banchine del porto.

Come per tutte le manifestazioni, è necessario un periodo di rodaggio, utile a comprendere cosa occorra migliorare.

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Sicuramente sono stati molto apprezzati dal pubblico il gesto di cortesia degli organizzatori che hanno regalato una rosa bianca a tutte le signore intervenute sulle banchine dell’esposizione e la cortesia delle hostess all’accoglienza.

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Al contrario richiederà maggiore cura l’aggiornamento del sito della manifestazione (ancor più la sua pagina Facebook): oltre alla necessità di evitare quei grossolani errori di traduzione dal Francese all’Italiano che hanno contraddistinto l’edizione 2016 di Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige. Si elimineranno gli errori di ortografia ma anche quelli che hanno fatto diventare “festività” i “festeggiamenti”, “passionati” gli “appassionati” e così via. Se non altro per rispetto di chi, come la signora alla guida di una magnifica Lancia Aprilia, ha guidato la sua splendida cabriolet da Pinerolo a Saint-Jean-Cap-Ferrat, salendo lungo i tornanti del Colle di Tenda e scendendo lungo la strada che porta sulla Costa Azzurra.

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A nostro avviso la parata delle vetture avrà un fascino ancora maggiore se gli equipaggi delle stesse indosseranno abiti d’epoca: certamente l’idea degli organizzatori di fare ammirare queste auto anche in movimento, oltre che nell’esposizione statica sulla banchina, è stata una novità molto apprezzata dal pubblico.

La galleria delle immagini di OkFoto della edizione 2016 di Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige è disponibile qui .

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L’edizione 2015 di Saint-Jean-Cap-Ferrat Legendes è documentata in due album:

Le vetture

I protagonisti

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