Militali, a Ternavasso il più grande raduno di mezzi militari

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  Militali, l'importante raduno di mezzi militari a Ternavasso

 Militali nasce per condividere la passione del collezionismo e della ricostruzione storica militare con tutti gli appassionati, dando così l’opportunità di vedere mezzi militari molto rari, compresi aerei in volo, blindati e cingolati in movimento. Negli enormi spazi della tenuta di Ternavasso, per i tre giorni della manifestazione, sono allestiti gli accampamenti, suddivisi per Paese e esercito di appartenenza e periodo storico.

Anche carri armati in movimento al raduno di Ternavasso

Nella tenuta situata a pochi chilometri da Torino , oltre a chilometri di strade sterrate, ettari di campi e boschi dove muoversi liberamente in fuoristrada con i veicoli militari, c’è anche un lago di 20 ettari per navigare con i mezzi anfibi. Per l’occasione viene approntata una pista di 700 metri a disposizione per gli aerei d’epoca, che possono così decollare, esibirsi e atterrare.

Anche aerei d'epoca in volo sul campo di Ternavasso in occasione di Militali
Il parco privato, normalmente chiuso al pubblico, durante l’evento diventa teatro di ricostruzioni militari, alle quali prendono parte i collezionisti, i rievocatori e tutti i visitatori appassionati di storia militare.

il castello medioevale di Ternavasso, dove si svolge Militali

Sede dell’importante raduno alle porte delle Langhe è un luogo storico; Ternavasso divenne infatti il quartier generale del re Vittorio Emanuele III quando l’Italia dichiarò guerra alla Francia (giugno 1940). Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, e per i due anni successivi, il conte Paolo Thaon di Revel rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale ed ottenne che la proprietà di Ternavasso fosse considerata un porto franco. Contribuì così a dare rifugio agli sfollati, agli ebrei ed ai partigiani. Grazie all’allestimento di un ospedale da campo, nella tenuta di Ternavasso furono curati molti feriti, sia civili che militari.

Il castello medioevale di Ternavasso fu parzialmente distrutto durante la battaglia di Ceresole d’Alba del 1544, tra le più sanguinose combattute in Italia tra i spagnoli e francesi. A Ternavasso è sepolto il primo Comandante Generale dei Carabinieri, il marchese Giuseppe Alessandro Thaon di Revel che nel 1814 fondò il Corpo dei Carabinieri.

Un mezzo militare SPA in movimento a Militali a Ternavasso

Militali è un evento che, nelle giornate dal 23 al 25 giugno, consente al pubblico di entrare, varcato il cancello della tenuta di Ternavasso, in un mondo ricco di storia militare, pieno di importanti elementi di sicuro interesse tecnico per tutti gli appassionati di meccanica e veicoli a 2 e 4 ruote. Ma soprattutto ricco di passione: quella che i collezionisti e i rievocatori presenti nei campi allestiti riescono a trasmettere ai visitatori, in ogni momento della giornata.

Mezzi miitari di diversi Paesi al raduno di Ternavasso

Per tutte le informazioni sul programma, gli orari e i costi del biglietti si consiglia di consultare il sito di Militali .

Le immagini del raduno di Ternavasso, realizzate da OkFoto.it, sono raccolte in un album dedicato alla importante manifestazione.

Una dei numerosi partecipanti a Militali

IV Concorso attacchi di Tradizione alla Venaria e alla Mandria

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Concorso attacchi di Tradizione alla Reggia di Venaria La Venaria Reale ha ospitato il Concorso  di Attacchi di Tradizione: un evento che, giunto alla sua quarta edizione, consente di ammirare decine di carrozze d’epoca con un centinaio di splendidi cavalli nei Giardini della Reggia e al Parco La Mandria.

Carrozze d'epoca per i concorso della Venaria reale

Un concorso di Attacchi che entusiasma gli appassionati e coloro che si sono recati a passeggiare nel Parco La Mandria e nei giardini della Reggia di Venaria nelle giornate del 17 e 18 giugno.

Cavalli di razza e carrozze d'epoca nel concorso della Venaria reale

I visitatori della Venaria Reale hanno avuto modo di assistere a uno spettacolo non comune legato all’abilità di guida di carrozze di pregio trainate da cavalli di razza, con lussuosi finimenti e curati in ogni dettaglio, con equipaggi eleganti in una cornice particolarmente suggestiva.

Borgo Castello nel Parco della Mandria

Le carrozze si presentano ad attacco singolo, in pariglia, in tandem e tiro a 4. Le tipologie di carrozze sono varie: carrozze di servizio condotte dai cocchieri come Landau, Milord, Calèche, Vis a Vis; carrozze sportive, da caccia e da passeggiata come Break, Dog Cart, Phaeton, condotte dai proprietari; carrozze di utilità come la Pistoiese o il Military un tempo utilizzate da professionisti o ufficiali dell’esercito.

Al Concorso di attacchi di tradizione organizzato dal GIA (Gruppo Italiano Attacchi) e dalla Reggia di Venaria erano presenti anche equipaggi stranieri provenienti da Francia, Polonia, Spagna, Svizzera e Ungheria, a testimoniare che l’evento della Venaria Reale si colloca ormai fra i più importanti del settore in Europa ed è sicuramente tra i più prestigiosi in Italia nell’ambito della Tradizione.

Il concorso di attacchi di tradizione si svolge in tre fasi principali.

In occasione della Prova di Presentazione, che si è svolta il sabato pomeriggio nel Parco Alto della Reggia, ha luogo una sorta di “festa dell’eleganza”, come si richiedeva all’epoca per le uscite in carrozza al parco: parasole sfiziosi per le signore e cappellini da pomeriggio, guanti d’obbligo anche per i passeggeri. Da osservare le livree dei cocchieri, uomini di scuderia in tenuta impeccabile con stivali, cilindro plastron, sempre attenti alle necessità dei cavalli e alle richieste del proprietario, o dei groom, pronti a scendere e risalire agli ordini del cocchiere, anche con la carrozza in movimento.

Eleganza degli equipaggi nel percorso di campagna nel Parco della Mandria

La domenica mattina si svolge il Percorso di Campagna (a cui si riferiscono le immagini di OkFoto.it): si parte dai Giardini della Reggia, con un percorso che si sviluppa attraverso roseti, specchi d’acqua, aiuole fiorite e filari per un tragitto di circa 2 Km e che conduce all’ingresso del Parco La Mandria, dove gli equipaggi -per circa 12 Km- sono immersi nel verde di quella che fu la riserva di caccia dei re sabaudi. Nei pressi degli Appartamenti Reali del Borgo Castello i guidatori effettuano due passaggi controllati (prove di abilità) sotto gli occhi dei Commissari di gara. Infine si rientra nel Parco Basso della Reggia, dove altri tre passaggi controllati mettono alla prova i concorrenti nei pressi della Peschiera e della Fontana d’Ercole.

Il pomeriggio della domenica si apre con la Prova di Maneggevolezza nel Gran Parterre della Reggia, di fronte alla balconata da dove il pubblico può seguire lo spettacolo. I visitatori possono ammirare carrozze e cavalli, la destrezza e la precisione dei guidatori, oggi necessari per vincere un Trofeo, due secoli fa requisiti necessari per districarsi nel traffico delle città e compiere slalom fra decine di carrozze, carri e omnibus in movimento.

Abbiamo seguito le varie edizioni del Concorso attacchi di tradizione; puoi vedere le immagini suddivise per edizione del concorso:

Edizione 2013

Edizione 2014

Edizione 2015

Edizione 2016

Edizione 2017

Concorso attacchi di tradizione alla Reggia di Venaria

Cerimonia di consegna degli alamari agli Allievi Carabinieri della Caserma Cernaia

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Consegna degli alamari per gli allievi carabinieri del 136° corso della Cernaia

Nella piazza d’armi della Caserma Cernaia di Torino, sede della Scuola Allievi Carabinieri, si è svolta la tradizionale cerimonia del conferimento degli Alamari per gli allievi del 136° corso, dedicato alla memoria del carabiniere Vittorio Tassi, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

La bandiera della Scuola Allievi Carabinieri di Torino, Caserma Cernaia

Sono 201 i militari, tra cui venti donne, che hanno giurato fedeltà alla Repubblica nel cortile della storica caserma di via Cernaia. La caserma Cernaia venne progettata per essere la sede della Legione Allievi del corpo dei Carabinieri Reali e prese il nome dalla vittoriosa battaglia avvenuta il 16 agosto 1855 tra le forze franco-piemontesi e quelle russe nell’ambito della guerra di Crimea (1853-56). Il nome Cernaia, infatti, deriva dalla parola russa che significa “nero” ed indicava il nome del corso d’acqua che scorreva nella pianura teatro degli scontri. La caserma venne edificata nel 1864 su un terreno appena reso libero dalla completa demolizione delle fortificazioni urbane (delle quali rimangono oggi tracce nel mastio della Cittadella), mentre la nuova  via omonima era stata aperta nel 1855 in seguito ad una parziale demolizione delle fortificazioni. Il progetto originale fu presentato dal colonnello Barabino e modificato in seguito dal generale Giovanni Castellazzi. L’edificio ha mantenuto nel tempo la sua funzione originale.

Sfilano gli allievi carabinieri del 136° corso della Caserma Cernaia

Alla cerimonia erano presenti il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa, che fu allievo presso la Caserma Cernaia, il comandante dell’Arma dei Carabinieri, generale Tullio Del Sette (che ha ricordato la sua permanenza a Torino nel ruolo di comandante provinciale dei Carabinieri) e il comandante delle Scuole Carabinieri, generale Carmine Adinolfi.

Caserma Cernaia: cerimonia di consegna degli alamari

Ad apporre gli alamari, simbolo di appartenenza e di continuità storica che lega ogni militare all’Arma dei Carabinieri, i familiari dei giovani allievi. La cerimonia si è conclusa con la sfilata dei carabinieri del 136° Corso nella piazza d’Armi della caserma, di fronte alle autorità civili e militari e ai numerossissimi parenti, al suono delle musiche eseguite dalla Fanfara del 3° Reggimento Lombardia.

Il gen. Tullio Del sette consegna gli alamari agli allievi carabinieri del 136° corso presso la Caserma Cernaia di Torino

Come sempre accade in questa cerimonia, ci sono due momenti principali: il primo, istituzionale, con i militari schierati, i discorsi dei comandanti e la celebrazione dell’evento; il secondo, dopo la consegna degli alamari e il “rompete le righe” per le donne e gli uomini che hanno ricevuto gli alamari, con tanta emozione da parte degli Allievi e dei loro familiari.

Il comandante dei Carabinieri gen. Tullio Del sette alla caserma Cernaia di Torino

Abbiamo raccolto nell’album di OkFoto.it le immagini della cerimonia, incluso un momento molto particolare: una dichiarazione d’amore (e la promessa di un “sì”) da parte di uno degli Allievi del 136° corso alla sua compagna.

Scuola allievi carabinieri di Torino: "rompete le righe"

Torino-Zuffenhausen, Ugo Nespolo per Porsche Moncenisio

Torino-Zuffenhausen di Ugo Nespolo su Porsche Moncenisio Tra le auto esposte al Salone dell’auto di Torino è stata molto forte la curiosità dei visitatori per la Porsche Moncenisio dello StudioTorino sulla quale Ugo Nespolo ha eseguito un lavoro di “car art”, per celebrare i 70 anni del legame che c’è tra la Porsche (che ha sede a Zuffenhausen, distretto di Stoccarda) e Torino.

Car art, Ugo Nespolo e la Porsche Moncenisio

Nespolo ha sviluppato la sua opera principalmente nella parte inferiore della carrozzeria: con i sei colori delle bandiere nazionali disposti in modo non ordinato che fanno immaginare l’assenza di confini. I simboli di Torino e di Stoccarda impersonano i cittadini e chi ha lavorato per queste automobili. A conclusione del Salone dell’automobile di Torino, la Porsche Moncenisio percorrerà ancora una volta i 626 Km per raggiungere Zuffenhausen, con gli pneumatici d’autore Pirelli P Zero Color Edition interpretati dal Maestro.

La Car Art di Ugo Nespolo vuole celebrare il periodo, gli uomini e le due città la cui industria principale è collegata all’automobile.
La Moncenisio di Nespolo è un omaggio a “33 Automobili speciali e rare” tutte disegnate e costruite nell’area torinese in questi 70 anni. Sette storie diverse e non collegate, la prima delle quali è iniziata il 2 febbraio 1947 con un contratto di progettazione fra la Cisitalia di Piero Dusio e lo Studio Porsche. La storia ha inizio con il viaggio a Torino di Ferry Porsche con il suo direttore tecnico Karl Rabe, per visionare la costruzione della monoposto Cisitalia Tipo 360.

Alfredo Stola e la Porsche Moncenisio

In ordine temporale Piero Dusio, Rudolf Hruska, Carlo Abarth, Franco Scaglione, Nuccio Bertone, Marcello Gandini, Giorgetto Giugiaro, Luciano D’Ambrosio, Roberto e Alfredo Stola, Aldo Brovarone e Daniele Gaglione sono fra gli uomini che hanno avuto una importante relazione con la Porsche e/o con le fabbriche/carrozzerie torinesi realizzatrici di queste “Automobili Speciali”.

Abarth nel 1959 sviluppò per Porsche un’auto da corsa derivata dalla tipo 356 B stilizzata da Franco Scaglione. La Porsche 356 GTL Abarth fu costruita in 20 esemplari che corsero nelle più importanti competizioni nel mondo con piloti del livello di Stirling Moss e Graham Hill.

33 automobili speciali e rare

Bertone presentò al Salone di Ginevra del 1966, Roadster: un prototipo realizzato sulla base della 911 che costituì il primo lavoro di design di Marcello Gandini per la carrozzeria torinese.

Italdesign di Giorgetto Giugiaro presentava, nel 1970 al Salone di Torino, Tapiro, una dream car derivata dalla Porsche 914/6.

Bertone, ancora una volta al Salone di Ginevra, nel 1994 svelava al pubblico Karisma, un prototipo sul telaio della Porsche 911: berlinetta a motore posteriore con due porte ad ala di gabbiano; disegnata da Luciano D’Ambrosio il cui obiettivo principale era un’abitabilità ampia e confortevole per tutti i passeggeri.

Stola, nel 2002 alla Triennale di Milano, debuttava con la S82 e, al Salone di Ginevra del 2003, presentava la Stola GTS. Entrambi i prototipi erano derivati dalla Boxster tipo 986. La passione per il marchio tedesco nasce tra il 1999 e il 2000, dopo aver lavorato per Porsche Design a Zell am See, sotto la direzione personale di Ferdinand Alexander Porsche in occasione della realizzazione di uno dei modelli di ricerca di stile della Cayenne.

StudioTorino nel 2005 e nel 2006 presenta i prototipi RK Spyder e RK Coupè disegnati da Aldo Brovarone e realizzati, ancora su base Boxster, in collaborazione con Ruf Automobile, che aveva portato la potenza del motore Porsche 997 a 440 cv.

l'opera di Ugo Nespolo al Salone dell'auto di Torino

Alfredo Stola e Maria Paola Stola Ariusso nel 2014 portarono la Moncenisio nel cuore del Centro di Sviluppo Porsche a Weissach, illustrando ai tecnici della progettazione Porsche e ai designer del Centro stile l’ultima fuoriserie disegnata da Daniele Gaglione e derivata dalla tipo 981.

Una ricca pagina della storia dell’automobile raccontata dall’opera di Ugo Nespolo.

parco valentino salone dell'autoGuarda le altre immagini del Salone dell’auto di Torino e del Gran premio Parco Valentino

Automobili di ieri, oggi e domani alla Palazzina di caccia di Stupinigi

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Ferrari 488 spider edizione speciale Si chiama Parco Valentino Salone dell’auto e Gran Premio. Se aggiungi allo scenario degli stand espositivi ospitati lungo i viali del Parco del Valentino, tra il Po e il Castello del Valentino, gli spazi della Palazzina di caccia di Stupinigi, il gioiello architettonico di Filippo Juvarra con i suoi meravigliosi giardini; se davanti alla Palazzina sostano centinaia di automobili, alcune con quasi cento anni alle spalle, altre pronte a scrivere nuove pagine di storia dell’automobile, in ogni caso tutte vetture che sono oggetto di desiderio di appassionati e collezionisti e che hanno dato luogo al Gran Premio Parco Valentino, riuscirai a capire meglio cos’è nella realtà il Salone dell’auto di Torino. Un evento che non si può descrivere con i soliti parametri di giudizio, perché il Salone di Torino mette insieme la rassegna del prodotto “automobile” (ma quest’anno in esposizione c’erano anche alcune moto …) con una ricca kermesse: incontri, dibattiti, concorso di eleganza per vetture d’epoca, raduni, ecc. Cinque giornate piene di avvenimenti, all’aperto, tutte con ingresso gratuito, con orari espositivi dalle 10 a mezzanotte. Secondo le prime rilevazioni degli organizzatori, i visitatori sono stati 700.000: numeri sempre difficili da definire, ma certamente una gran folla ha invaso i viali del Parco del Valentino dove erano collocati gli stand degli espositori, e –come  accaduto anche nelle precedenti edizioni-  ha assistito alla sfilata delle vetture del Gran Premio Parco Valentino che, sabato pomeriggio, hanno attraversato Torino, da piazza Vittorio alla Palazzina di Stupinigi.

Ferrari 250 Gte alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Il Salone è stata l’occasione per ammirare le vetture di oltre 50 brand, alcune  in anteprima nazionale con protagonisti tutti i segmenti; non mancavano importanti vetture sportive (dalla Alpine A110 alla Lamborghini Huracan Performante, dalla McLaren 720S alla Pagani Huayra Roadster).

BMW al Gran Premio Parco Valentino

Come ogni anno, il Salone dell’auto ha dedicato spazi importanti al car design: con la Fiat 124 Mole Costruzione Artigianale, la FV Frangivento Charlotte Gold, la GFG Style Techrules Ren, la Italdesign PopUp, la Fittipaldi EF7 di Pininfarina, la Touring Superleggera Artega Scalo Superelletra con i suoi oltre 1.000 cavalli, la Trilix Tamo Racem.

GFG style al Salone dell'auto di Torino

La 3a edizione del Salone torinese si è caratterizzato con un “fuori salone” particolarmente ricco e interessante; in particolare, il Castello del Valentino è stato teatro di importanti celebrazioni: i 70 anni della Ferrari, il raduno Cars & Coffee, i 90 anni della Volvo, i 70 anni della Polizia Stradale e il Concorso di eleganza per auto d’epoca, l’esposizione delle auto di Car & Vintage. A queste si aggiungono il raduno delle Citroen 2 CV, l’esposizione di vetture made in USA, ecc.

Un successo di pubblico che porta dritto alla quarta edizione: in calendario dal 6  al 10 giugno 2018.

Concorso di eleganza alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Il Salone dell’auto di Torino e le residenze sabaude

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Pininfarina presente al Salone dell'auto di Torino

I principali eventi della terza edizione di Parco Valentino Salone dell’auto di Torino avranno una cornice regale. Ospitato da sempre nel Parco circostante il Castello del Valentino, il Salone abbraccerà quest’anno altre residenze sabaude: Palazzo Reale, Palazzo Madama, la splendida Palazzina di caccia di Stupinigi e, nell’ultima giornata, la Reggia di Venaria. Uno scenario che nessun altro Salone al mondo può vantare.

Salone dell'auto di Torino lungo i viali del Parco Valentino

Le novità annunciate per l’edizione 2017 del Salone dell’auto di Torino, che si svolgerà dal 7 all’11 giugno 2017, sono molto interessanti e contribuiranno a stabilire un nuovo record di visitatori per un evento che, inizialmente, sembrava una scommessa del suo presidente Andrea Levy.

Ecco i particolari.

Auto a guida autonoma

Per la prima volta insieme, in movimento per le strade cittadine su un percorso chiuso al traffico, si svolgerà la dimostrazione delle vetture a guida autonoma. I modelli di automobili con sistemi di self-driving sfileranno nelle vie Lungo Po mostrando al pubblico quanto possa essere considerato vicino il futuro per questo tipo di vetture.

Prototipi e one-off

Automobili oggetti del desiderio degli appassionati, fuoriserie, vetture che costituiscono esercizi di stile: saranno protagoniste di una esposizione esclusiva che le riunirà e le porterà su strada tra appassionati e visitatori, in passerella in un tratto di corso Vittorio Emanuele. Un evento interamente dedicato al design automobilistico che rappresenta una storica grande eccellenza italiana e che il Salone dell’Auto di Torino celebra con la seconda edizione del Car Design Award, premio riservato ai car designer di Case e Centri stile riconosciuto da una giuria internazionale e organizzato dal mensile Auto & Design.

Auto elettriche e ibride plug-in

Un’esibizione riservata alle automobili a emissioni zero e ibride plug-in attualmente in produzione: l’occasione per rendere più condivisibile per il pubblico il discorso sulla mobilità sostenibile. Le automobili elettriche, esposte in piazza San Carlo, percorreranno via Roma e piazza Castello, per una sfilata unica nel suo genere.

auto elettriche esposte al Salone dell'auto di Torino

La passione per il motorsport

 Dal silenzio delle auto a emissioni zero si passerà al suono della passione: saranno ancora le vie Lungo Po lo scenario per la parata delle regine del motorsport. Auto che hanno reso famose le Case automobilistiche: vetture di Formula Uno, rally, auto protagoniste dei campionati GT Turismo e Sport Prototipi. Apripista d’eccezione, ancora una volta, la Lancia D50 con cui Alberto Ascari ha disputato e vinto l’ultimo Gran Premio Parco del Valentino di Formula 1, svoltosi al Parco Valentino dal 1935 al 1955.

Il punto di partenza di Alberto Ascari davanti al Castello del Valentino

Chissà che questa manifestazione non possa essere un primo passo verso la rievocazione storica del Gran Premio di Torino: un evento necessario per mettere Torino al centro dell’attenzione di collezionisti e appassionati delle vetture d’epoca …

Lancia D50 al Gran premio Parco valentino

Gran Premio Parco Valentino

 Contrariamente a quanto annunciato nella conferenza stampa dello scorso ottobre, sarà sabato 10 giugno 2017 (e non la domenica 11) il giorno in cui lussuose supercar e rare auto classiche  sfileranno lungo le strade di Torino, nell’ormai tradizionale bagno di folla che la  manifestazione ha ottenuto nelle precedenti edizioni. Oltre 200 equipaggi si daranno appuntamento al mattino in piazza Vittorio  per l’esposizione. Nel pomeriggio, con un percorso che si snoderà per l’intera città di Torino, le auto raggiungeranno la Palazzina di Caccia di Stupinigi, suggestiva residenza sabauda, spettacolare cornice per ospitare le vetture partecipanti al Gran Premio.

Qui puoi vedere le immagini della edizione 2016

Le auto del Gran Premio in piazza Vittorio a Torino

Supercar italiane e tedesche in mostra

 Domenica 11 giugno 2017 sarà il momento di accendere i “fari” su un’altra residenza sabauda, la Reggia di Venaria, per l’ennesima sfida Italia – Germania. Questa volta a sfidarsi saranno le vetture più belle di ogni tempo che daranno vita a Passione Italiana e Deutsche Performance: un concorso di bellezza di automobili che saranno in esposizione tutto il giorno e tra le quali il pubblico sceglierà le Best in show.

Una sfida certamente molto sentita dagli appassionati di automobili: sia per i recenti ripetuti successi della Mercedes contro la Ferrari in F1, sia per le polemiche tra Volkswagen e FCA per il diesel-gate, oltre che per alcuni marchi della storia dell’automobile italiana che, dopo avere costruito un mito sotto il Tricolore, sono passati sotto insegne tedesche (Lamborghini per fare un esempio) nel disinteresse dell’industria nazionale.

A margine del Salone, Torino Esposizioni (sede storica del Salone dell’automobile di Torino) ospiterà un’esposizione di alcuni dei pezzi della Collezione Bertone, acquistata dall’ASI nel settembre 2015 per circa 3,5 milioni di euro e ancora senza una sede per l’esposizione permanente.

modelle e modelli di auto al Parco Valentino

Le premesse per un’edizione da record ci sono tutte; il lavoro degli organizzatori è stato impegnativo per sfidare il Salone di Ginevra, come dichiarato da Andrea Levy: “Anche nella terza edizione in primo piano ci saranno le novità di mercato, la visione dello stile del futuro creata dai Carrozzieri e la passione dei collezionisti privati. L’intera città di Torino sarà teatro di eventi dinamici unici per il pubblico, in cui sono protagoniste le automobili che abbracciano le nuove tecnologie disponibili oggi. Si tratta normalmente di auto visibili in versione statica, e proprio per questo abbiamo chiesto alle Case automobilistiche di mostrare al pubblico cosa sia realmente disponibile oggi. Il Salone dell’Auto di Torino raddoppia, con la sua versione in movimento, e ci aspettiamo di superare nel numero di contatti il Salone di Ginevra”.

 Il Salone dell’Auto di Torino conserva i punti di forza del suo format: ingresso gratuito e orario dalle 10 alle 24, per favorire l’accesso al pubblico formato da famiglie, giovani e donne. Ricordiamo che per visitare il Salone dell’Auto Parco Valentino è necessario scaricare il biglietto gratuito elettronico, disponibile sul sito , biglietto che garantirà anche l’ingresso agli eventi collaterali, lo sconto Trenitalia per arrivare a Torino da tutta Italia durante i giorni della manifestazione, la possibilità di prenotare i test drive, gli sconti nei negozi affiliati e nei Musei cittadini.

le auto esposte in piazza Vittorio in occasione del Salone dell'auto

 

 

Automotoretrò 2017 a Torino dal 3 al 5 febbraio

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Automotoretrò celebra la vittoria Lancia Delta al rally di Montecarlo del 1987 Manca poco più di un mese all’apertura della 35a edizione di Automotoretrò e le anticipazioni sul salone internazionale dell’auto d’epoca, in programma al Lingotto di Torino dal 3 al 5 febbraio 2017, fanno intendere che si tratterà di un’esposizione particolarmente interessante. E’ molto probabile che il record dei 65.000 visitatori della scorsa edizione venga brillantemente superato.

Il 2017 sarà un anno ricco di anniversari molto significativi per chi ama il mondo dei motori e Automotoretrò non si è fatta sfuggire l’occasione per festeggiarli.

Si parte con i 30 anni dal debutto della Lancia Delta 4WD. Era il gennaio 1987 quando Miki Biasion e Tiziano Siviero si aggiudicarono il Rally di Montecarlo con la nuova vettura del Gruppo A presentata dalla Lancia. Fu l’inizio di una cavalcata che portò la vettura a vincere, nell’anno del suo esordio, sia il Campionato del Mondo Rally Costruttori che il Campionato del Mondo Rally Piloti con Juha Kankkunen, il quale ebbe nei suoi due compagni di squadra Miki Biasion e Markku Alén i più competitivi avversari, rispettivamente secondi e terzi nella classifica finale del Campionato 1987. A completare il trionfale esordio della Lancia Delta, nello stesso anno Dario Cerrato vinse il Campionato europeo rally.

Per ricordare quel debutto vincente e la indimenticabile storia di vittorie della Lancia Delta, Automotoretrò celebra il 30° anniversario della regina dei rally con l’esposizione di 10 vetture originali.

Sarà dunque un’altra occasione, per quel grande popolo di sportivi rimasti orfani del marchio Lancia, di rivivere una epopea di successi che non ha eguali e che –con le attuali politiche di FCA- non sembrano avere spazi per nuovi capitoli di una leggenda.

Automotoretrò 2017 vedrà la presenza, direttamente dal Regno Unito, del Jensen Owners Club che ha scelto di celebrare al Lingotto i 50 anni della Jensen Interceptor e della Jensen FF.

Come sempre, sarà presente Jaguar che esporrà la XK SS, prima supercar al mondo.

Restando ai principali anniversari, Automotoretrò 2017 riserverà particolare attenzione ai 60 anni della Fiat 500 e della Bianchina, ai 70 anni della Ferrari 166 spyder corsa, ai 90 anni della Aston Martin.

Come ormai tradizione, grande spazio sarà dedicato alle motociclette, con l’esposizione di pregiati pezzi storici provenienti dalle più famose case motociclistiche quali Ducati, Aprilia, MV Agusta, Gilera, Moto Guzzi , BMW, Triumph, Royal Enfield, Norton. Saranno degnamente festeggiati i 70 anni della Lambretta.

Lambretta festeggia 70 anni a Automotoretrò 2017L’area esterna sarà luogo di esibizione per vetture rally e per dimostrazioni di drifting, con la presentazione della GSK Endurance Series, il campionato di kart.

Anche quest’anno Automotoretrò sarà accompagnata, per l’ottavo anno consecutivo, dalla kermesse Automoracing, rassegna dedicata al mondo delle corse e delle alte prestazioni. In tal modo i due saloni offrono un evento motoristico davvero unico: dalle auto più esclusive e veloci, fino ai mezzi d’epoca più rappresentativi, passando ai ricambi e alle motociclette che hanno fatto la storia. Automotoracing ospiterà alcuni delle principali aziende provenienti dal mondo della F1  come Sparco, Oz Racing e MAK.
 Non mancherà inoltre la speciale partecipazione di Alfa Romeo e Abarth.

Appuntamento a Automotoretrò 2017!

Per chi non ha potuto essere presente alla precedente edizione, ecco le gallerie delle immagini:

le vetture

i dettagli

nelle immagini di OkFoto.it

Automotoretrò dedica un grande spazio al motociclismo storico (nella fotografia Giacomo Agostini su MV Agusta)

Buon divertimento.

Babbo Natale mette in moto Torino

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Il più piccolo partecipante a Babbo Natale in FormaTorino, che un tempo era capitale dell’automobile, stamattina è stata allegramente invasa da migliaia di motociclisti vestiti come Babbo Natale. Tanti cortei festosi di moto hanno attraversato la città con una sola destinazione: il piazzale antistante l’ospedale infantile Regina Margherita per l’edizione 2016 di Babbo Natale in Forma.

Babbo Natale in Forma Un evento che ogni anno raccoglie un numero di partecipanti sempre più elevato: difficile dire quante migliaia di persone fossero presenti davanti all’ospedale Regina Margherita. Di sicuro erano tantissime le persone giunte con ogni mezzo (moto, bici, bus, auto, a piedi) per creare una macchia di colore rosso e portare –per qualche ora, almeno- un po’ di solidarietà, se non proprio di serenità, ai piccoli ricoverati dell’ospedale.

La Fondazione Forma con questa iniziativa, giunta alla settima edizione e pressoché sconosciuta solo qualche anno fa, riesce anche a raccogliere fondi per finanziare progetti e per acquistare apparecchiature mediche per l’ospedale: sia con le donazioni raccolte in piazza, sia con la vendita del kit di Babbo Natale.

La folla dei partecipanti davanti all'ospedale pediatrico Regina MargheritaQuest’anno finalmente Babbo Natale in Forma sembra essere entrato nel cuore dei Torinesi che, almeno per un giorno, accettano che siano le moto a farla da padrone per le strade cittadine.

A tanti sarà capitato stamattina di vedere gruppi di motociclisti vestiti da Babbo Natale raccogliere sorrisi di solidarietà da parte delle persone, anche non più giovani, ferme alle fermate in attesa dei mezzi pubblici; molti erano coloro che, incrociandoli lungo i corsi cittadini, non hanno perso l’occasione per fotografarli con gli smartphone; addirittura gli automobilisti –cosa che purtroppo accade molto raramente lungo le strade di Torino- si spostavano verso destra per lasciare scorrere i gruppi di Babbo Natale in moto.

Raduno di motociclisti a Torino per Babbo Natale in FormaE’ proprio vero che a Natale si è tutti più buoni …

Babbo Natale in Forma 2016Il numero dei motociclisti partecipanti non è mai stato così elevato: oltre che sul piazzale davanti all’ospedale, le moto erano parcheggiate lungo corso Unità d’Italia (parzialmente chiuso al traffico) fino al piazzale davanti al Museo dell’Automobile.

Alpini sempre presenti a Babbo Natale in Forma davanti al Regina MargheritaChi è rimasto a casa ha perso una buona occasione per fare del bene (ma può velocemente rimediare con un bonifico per un donazione alla Fondazione Forma) e per vivere una mattinata piena di emozioni.

Non solo moto al raduno di biker davanti all'ospedale pediatrico Regina Margherita

Potrà rifarsi il prossimo anno: perché Babbo Natale in Forma è ormai un evento fisso del calendario del Natale a Torino. Un evento molto bello per il suo significato nei confronti dei bimbi dell’ospedale Regina Margherita e per l’atmosfera di festa che crea attorno all’ospedale: un evento da non perdere, per tutti e soprattutto per gli amanti delle due ruote.

Anche gli amici a 4 zampe a Babbo Natale in Forma

Guarda le immagini di Okfoto.it

Edizione 2016

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Lancia, 110 anni per una Storia senza futuro

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Lancia Appia Zagato al raduno Lancia 110 anni

Il Lancia Club ha organizzato un raduno di vetture dello storico marchio per celebrare i 110 anni della Casa automobilistica fondata a Torino il 27 novembre 1906 da Vincenzo Lancia. Un appuntamento ricco di conferenze tenute da personaggi del mondo dell’automobile in luoghi che rappresentano simboli importanti della Torino ormai ex-capitale dell’industria automobilistica: il Museo dell’automobile, il Castello del Valentino attorno al quale si correva il Gran Premio di Torino, il Politecnico e, nella giornata finale, quello che per tutti i Torinesi era (e resta) il Grattacielo Lancia che, con i suoi 70 metri di altezza, è uno degli edifici più alti di Torino.

Lancia Flaminia davanti al Grattacielo Lancia

Fortemente voluto da Gianni Lancia per concentrarvi tutti gli uffici dell’azienda, fu progettato nel 1953 dall’architetto Nino Rosani, con la collaborazione dello studio dell’architetto Giò Ponti, a cui si deve il Grattacielo Pirelli a Milano.

IL PALAZZO LANCIA, SIMBOLO DI QUALCOSA CHE NON C’E’ PIU’…

Costruito tra il 1954 e 1957, sede della Lancia fino al 1969, fu concepito per essere l’elemento di connessione tra i due insediamenti industriali della Lancia in Borgo San Paolo. L’edificio sorge a cavallo della sottostante via Vincenzo Lancia e, grazie alla struttura a ponte di travi reticolari in cemento armato poggianti su due basi a diedro, consentiva il collegamento tra le due aree produttive. L’influenza di Giò Ponti è percepibile dai molteplici riferimenti al Grattacielo Pirelli: la disposizione planimetrica che distribuiva gli uffici lungo le due facciate vetrate e l’alloggiamento di servizi, scale e ascensori nelle due estremità a pianta trapezoidale. Entrambe le facciate principali presentano ampie vetrate a specchio che scandiscono i 16 piani, mentre i prospetti laterali sono caratterizzati da finestre a incasso lungo tutta l’altezza dell’edificio.

Lancia Dilambda nei pressi del vecchio stabilimento in occasione di Lancia 110 anniPer qualche ora, dunque, i piazzali antistanti Palazzo Lancia sono tornati ad ospitare le spettacolari vetture uscite dagli stabilimenti Lancia, anche se mette sempre molta tristezza vedere le erbacce nelle aree di accesso e constatare il degrado e il senso di abbandono della costruzione  davanti al Grattacielo, dalla quale uscivano le vetture per essere sottoposte ai test su strada da parte dei collaudatori o per essere caricate sulle bisarche che sostavano in via Caraglio.

Lancia 110 anni: una B24 davanti alla storica sede

Tutta la zona industriale ormai è stata quasi completamente cancellata da nuove costruzioni residenziali, con abbondanza di centri commerciali: d’altra parte sarebbe anacronistico immaginare oggi una fabbrica in quello che fu il Borgo operaio per antonomasia. Ma non avere cura di salvarne almeno la memoria è un fatto molto grave: considerato che Palazzo Lancia è stato sede della Casa automobilistica fino al 1969, un segnale di rispetto da parte del Gruppo FCA sarebbe potuto essere quello di mantenere sul tetto del Palazzo la grande insegna del marchio Lancia, visibile da tutte le parti della città, rimossa invece una decina di anni fa. Sarebbe stato bello vedere realizzare – in quegli spazi abbandonati – un Museo delle vetture Lancia, oggi ospitate in qualche capannone fantasma (quelli che tanto piacciono a Sergio Marchionne…) e non visibili al pubblico.

Lancia 110 anni: alcune vetture in sosta davanti al Grattacielo LanciaD’altra parte Sergio Marchionne ancora due anni fa ebbe a dire che “abbiamo constatato che il marchio Lancia non ha capacità attrattiva al di fuori dell’Italia. La Lancia non ha storia né in Europa né negli Usa. Noi crediamo che Alfa Romeo superi di molto la Lancia»; quindi le speranze di una storia Lancia che continui per altri cento anni, al momento, sono pari a zero.

Impossibile prevedere cosa deciderà chi prenderà il posto di Marchionne nel 2018: certo è che faceva  effetto (non certo positivo)  ieri mattina vedere il corteo delle “vere” Lancia – che dal Grattacielo Lancia hanno attraversato Torino per raggiungere la Piazzetta Reale – preceduto da una Chrysler a cui sono state messe la mascherina e il logo Lancia, come se fosse possibile, in tal modo, trasformare una vettura qualsiasi in una Lancia Thema…

Lancia Thema Ferrari e il degrado davanti al Palazzo Lancia

Una Thema 8.32 tra le erbacce: un messaggio inequivocabile

Per fare automobili di successo servono soldi, idee e passione: i soldi arrivano se ci sono idee e queste vengono a chi ha la passione per le automobili. Allora nascono vetture che segnano la storia dell’automobile e consentono importanti volumi di vendita e conseguente fatturato.

Lancia 110 anni a Torino

Grazie all’impegno del Lancia Club è stato possibile festeggiare i 110 anni della Casa torinese a Torino: spiace constatare che il Gruppo FCA non abbia ritenuto di dover essere presente ufficialmente, scegliendo invece di presentare alcune vetture Lancia heritage in una esposizione a Milano. Dimenticando troppo in fretta che BMW aveva scelto di festeggiare anche a Torino, capitale dell’automobile italiana e del car design, in occasione del Salone dell’auto Parco Valentino, i suoi 100 anni. Come se la Lindt decidesse di celebrare i propri cioccolatini ad Alba, magari nella piazza del duomo o nel piazzale davanti allo stabilimento Ferrero!

Palazzo Lancia a Torino

LA FESTA DI 10 ANNI FA

Al contrario, dieci anni fa, quando il futuro della Lancia non era ancora stato cancellato da Marchionne, Torino  era stata la sede principale di importanti festeggiamenti per i 100 anni: con un elevato numero di partecipanti a sfilate ed esposizione delle vetture, con la gamma di produzione  rappresentata da quasi tutti i modelli di serie, mentre le versioni speciali testimoniarono quanto i migliori Carrozzieri si siano espressi nel tempo con pieno successo attraverso l’innovazione, la tecnologia e le prestazioni delle vetture Lancia.

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Un’immagine dei festeggiamenti del 2006

Se è vero che il modo migliore per ricordare il passato sia guardare il futuro, quello di ieri è un giorno che ancora una volta ribadisce che per Lancia non c’è futuro: nella Piazzetta Reale non era esposto alcun prototipo che rimandi a un futuro Lancia seppur lontano. Al contrario,  con un gesto che certamente non si può definire di cortesia e di stile da parte di FCA nei confronti dei “Lancisti” presenti, in Piazzetta Reale, accanto alle Lancia, erano esposte alcune vetture dell’attuale produzione Maserati…

Guarda le altre fotografie delle Lancia presenti al raduno per i 110 anni nell’album realizzato da Okfoto.it

A Stupinigi la rievocazione della caccia reale

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Palazzina di caccia di Stupinigi, chasse royaleNell’ambito del calendario delle rievocazioni storiche organizzate dalla Palazzina di caccia di Stupinigi per il ciclo LIFE – istantanee di vita di corte, che si sono sviluppate nel corso di tutto il 2016, per domenica 13 novembre era stata annunciata la rievocazione dell’antica caccia reale. Quale sede migliore per ospitare questo genere di rievocazione se non la Palazzina progettata da Filippo Juvarra per i Savoia, che vollero la lussuosa residenza di Stupinigi per accogliere con tutti gli onori gli ospiti delle battute di caccia? Una tiepida giornata di sole (siamo nei giorni dell’estate di san Martino …) ha consentito lo svolgimento della manifestazione nel mese storicamente dedicato all’arte venatoria, con i numerosi personaggi partecipanti alla rievocazione che hanno potuto dare luogo alle varie attività sia nelle sontuose sale della residenza sabauda, sia nei vasti giardini che la circondano.

Una passeggiata con i costumi del '700 nei giardini di Stupinigi

Chasse Royale è il titolo che è stato scelto per identificare la giornata che ha fatto rivivere ai visitatori della Palazzina di caccia le tradizioni del ‘700.

Nella prima metà del Settecento i Savoia vollero affiancare  alla Reggia di Venaria, palazzo di piacere e caccia,  la Palazzina di Stupinigi, con un imponente apparato di corte per lo svolgimento delle reali cacce. La gestione del territorio reale di caccia, degli uomini e degli animali era affidata al Grand Veneur e comportava la necessità di sostenere ingenti spese. La stagione di caccia cominciava a settembre e trovava la sua massima espansione nella grande caccia di sant’Uberto, il 3 novembre.

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Le sale della Palazzina di Stupinigi sono state animate da tableaux vivants: il tavolo dei cacciatori, i salotti delle dame, le feste nel padiglione centrale, gli incontri con i giardinieri e i guardiani dei “serragli” nelle aree esterne.



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Il programma della giornata comprendeva anche un interessante momento culturale che ha consentito di ascoltare le fanfare di “vènerie”, con le spiegazioni storiche del cerimoniale di caccia da parte del presidente dell’Accademia di Sant’Uberto, Pietro Passerin d’Entrèves e
 una introduzione sull’Arte dei Suonatori di tromba da Caccia curata da Giorgio Marinello
; di vedere la partenza dei “cacciatori”, membri della Società Torinese per la Caccia a Cavallo; 
 di ascoltare l’esecuzione delle fanfare di “vènerie” da parte dell’Equipaggio della Regia Venaria di trombe da caccia.

la partenza dei cacciatori a cavallo

La Reggia della Venaria Reale e la Palazzina di Caccia di Stupinigi testimoniano, infatti, la storica presenza sul territorio piemontese della tromba da caccia, corno naturale da cui si sono sviluppate tutte le successive evoluzioni dello strumento. La tromba da caccia, nata per impiego venatorio verso la metà del XVII secolo e contemporaneamente presente nella produzione di grandi compositori, non è espressione di folclore, ma del contesto internazionale di relazioni che univa le corti d’Europa.

Equipaggio della Regia Venaria

La mattinata si è conclusa 
con il ritorno nel parco della Palazzina dei “cacciatori” con la “presa” simulata della volpe (di pelouche) nella parte dei giardini davanti allo scalone della Palazzina di caccia.

 

le fanfare della vénerieVedi anche il soggiorno dell’imperatore Napoleone alla Palazzina di Stupinigi

Guarda le immagini dei personaggi della rievocazione nella galleria realizzata da Okfoto.it

 

 

Punctum. Working papers al grattacielo Intesa Sanpaolo

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Una fotografia dell'archivo della Compagnia di San Paolo

Un passaggio chiave della riflessione del semiologo Roland Barthes ci insegna che, spesso, un dettaglio di un’immagine “punge” l’osservatore lasciando una “ferita indelebile” nella sua memoria.

Questo potrà accadere per ogni visitatore che avrà modo di leggere un pezzo della Storia di Torino nelle fotografie che hanno ispirato le opere dei giovani artisti, esposte nella mostra Punctum Working Papers. Fotografie che fanno parte dell’imponente archivio della Compagnia di San Paolo, custodito dalla Fondazione 1563, che raccontano, tra le altre cose, dei bombardamenti della sede della banca, dell’organizzazione del lavoro e dei metodi di sicurezza in banca, di momenti di vita quotidiana e che, senza il lavoro di catalogazione e archiviazione, andrebbero irrimediabilmente perdute. Un archivio composto da 4.500 fascicoli e volumi affiancati da descrizioni archivistiche e associati a 200.000 immagini (bolle papali, testamenti, eredità, atti di dote, alberi genealogici, ordinati, bilanci) che, grazie a una semplice registrazione, è possibile consultare on line!

Michele Coppola alla inaugurazione di Punctum Working papers

La mostra, che prende il nome (“Punctum”) proprio dalla citata riflessione di Barthes, inaugura, in occasione dell’autunno dell’arte contemporanea torinese, lo spazio espositivo nella Serra Bioclimatica al 36° piano del Grattacielo Intesa Sanpaolo.

Enrico Salza e Michele Coppola alla inaugurazione di Punctum

Ideato e organizzato da Fondazione 1563 della Compagnia di San Paolo e da Intesa Sanpaolo con Promemoria, il progetto coinvolge 10 giovani artisti (under 35) che sono stati chiamati a lavorare su una selezione di immagini provenienti dall’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo. In particolare su alcune fotografie di fine Ottocento e degli Anni Settanta del Novecento con soggetti legati alle due storiche sedi torinesi dell’Istituto San Paolo in piazza San Carlo e, forse meno nota, in via Monte di Pietà.

Archivio Compagnia di San Paolo

Gli artisti hanno lavorato sulle fotografie intese come testimonianza della storia della banca, riletta in chiave di arte contemporanea, realizzando opere originali che -al termine dell’esposizione- saranno acquisite dalla Fondazione 1563. In mostra, accanto alle opere, le riproduzioni delle immagini scelte dagli artisti e una video-narrazione del progetto.

Surveiling past di Pietro Paolini

La mostra Punctum Working Papers resterà aperta sino al 7 novembre 2016, con orario 15-23.

Sarah Cosulich Canarutto a Punctum Working PapersPer vedere altre immagini della inaugurazione della mostra clicca qui .

 

Salone dell’auto di Torino, ecco le novità per la terza edizione

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Un prototipo Zagato per Alfa Romeo a Parco Valentino Salone dell'auto di TorinoAndrea Levy, presidente del Salone dell’auto di Torino, ha svelato in un’affollata conferenza stampa le novità della terza edizione della rassegna automobilistica che si terrà dal 7 all’11 giugno 2017. Con un bilancio molto positivo alle spalle (“650.000 visitatori, la presenza di 43 Case automobilistiche e 12 Centri Stile sono i dati riferiti alla edizione 2016 del Salone dell’auto Parco Valentino, che tornerà nel 2017, proponendosi di superare il Salone di Ginevra per numero di visitatori”) Andrea Levy ha confermato che il Salone dell’auto di Torino manterrà inalterato il format di successo, pur evolvendosi con importanti novità: il nuovo assetto espositivo e il biglietto elettronico gratuito. Le pedane delle prime edizioni saranno ampliate e si uniscono, creando di fatto stand espositivi all’aperto, veri e propri show room coperti che possono arrivare fino a 250 mq per brand, in grado di ospitare sino a 4 vetture e che garantiscono una maggiore interazione con quello che è il target caratteristico di Salone dell’auto Parco Valentino: giovani, donne e famiglie.

Grande attenzione al car design al Salone dell'auto di Torino

“È la conferma che la formula all’aperto piace alle Case automobilistiche e al pubblico e che ci permetterà di confermare e migliorare i risultati ottenuti nelle prime due edizioni, portandoci a diventare il Salone automobilistico più visitato in Europa nei prossimi anni” ha affermato Andrea Levy, aggiungendo che “con un impegno economico e organizzativo sostenibile abbiamo la garanzia di poter contare sulla quasi totalità dei Brand presenti sul mercato, ne attendiamo oltre 50 nell’edizione 2017, richiamando il pubblico da ogni parte d’Italia grazie all’ingresso gratuito e all’orario dalle 10  fino alle 24. Il Salone dell’auto all’aperto di Torino ha tutte le carte in regola per diventare un evento automotive internazionale e con quest’ottica presentiamo il nostro nuovo logo istituzionale, con il quale intendiamo affermarci oltre i confini italiani, grazie al supporto del nostro fiore all’occhiello, i Designer, eccellenza italiana che a Parco Valentino è presente con i nomi storici e con quelli emergenti, segno che si tratta di un mondo in salute e in continua evoluzione”.

Stephane Schwarz, Design Director di Zagato

Per quanto riguarda l’ingresso, che resterà gratuito (interessante l’analogia con Facebook: sono i brand che pagano per esporre e non il pubblico per visitare il Salone), sarà supportato da un sistema di accreditamento elettronico, che è già attivo sul sito www.parcovalentino.com . Gli appassionati potranno registrarsi e ottenere il pass gratuito per l’accesso al Salone dell’Auto all’aperto di Torino, che darà la possibilità di prenotare i test drive, assistere agli eventi speciali e collaterali del Salone; con il pass sarà inoltre possibile usufruire della convenzione con Trenitalia che prevede uno sconto per i biglietti del treno per il Salone di Torino. Una innovazione che consentirà di profilare ancor meglio le future offerte espositive, raccogliendo dati statistici sui visitatori.

Umberto Palermo, Up Design, alla presentazione di Salone dell'auto 2017Nel corso della conferenza stampa il Comune di Torino ha confermato il suo convinto appoggio a Parco Valentino, così come ha dichiarato Alberto Sacco, Assessore al Commercio: “La Città sostiene il Salone dell’auto perché crede che Torino sia l’indiscussa capitale italiana dell’auto. Nella terza edizione ci sarà un pieno coinvolgimento, oltre che del Parco del Valentino, anche delle piazze e di alcune residenze sabaude, un potenziamento dei parcheggi e dei servizi ai visitatori che parteciperanno a questa cinque giorni di festa dell’automobile. Stiamo studiando un percorso più ampio del Gran Premio Parco Valentino, un itinerario che porti i collezionisti ad attraversare Torino e a vederne lati suggestivi di tutta la città”, smentendo così le voci fatte circolare a primavera della intenzione della allora candidata sindaca Chiara Appendino di volere cancellare il Salone normalmente ospitato nei viali del Parco del Valentino.

Confermato dunque lo spettacolare Gran Premio Parco Valentino, la passerella di automobili (heritage e moderne) in edizione limitata e di super car guidate da collezionisti e appassionati di tutto il mondo che, domenica 11 giugno 2017, percorreranno le strade della città in un percorso che le porterà alla Reggia di Venaria. Il Gran Premio 2017 si arricchirà di una gara di regolarità che coinvolgerà le auto partecipanti.

il nuovo format dello stand espostivo di Parco Valentino e un prototipo IED

A sottolineare l’importanza che il Salone dell’auto di Torino riserva al car design, nel cortile del Castello del Valentino erano esposti alcuni prototipi dei Carrozzieri italiani (tre dei quali ospitati sulle nuove pedane espositive del Salone 2017);  Fabio Filippini, Chief Creative Officer di Pininfarina, Umberto Palermo, CEO Up Design e Mole Automobiles, Filippo Perini, Head of Design di Italdesign, Stephane Schwarz, Design Director di Zagato, al termine della conferenza stampa si sono espressi sul tema della evoluzione del car design in relazione alla mobilità del futuro.

conferenza stampa di presentazione di Parco Valentino Salone dell'auto 2017

Il soggiorno di Napoleone alla Palazzina di caccia di Stupinigi

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Il soggiorno di Napoleone alla Palazzina di caccia di Stupinigi

La Palazzina di Caccia di Stupinigi  continua nella ormai consolidata tradizione di offrire ai turisti e ai visitatori, oltre alle meraviglie delle sale della residenza e allo spettacolo del parco che la circonda, la rievocazione di periodi che hanno segnato la Storia della Palazzina stessa. Un programma di iniziative che copre – con differenti argomenti – tutto l’anno e che aveva in calendario, per domenica 9 ottobre, la ricostruzione delle atmosfere di inizio ‘800, quando nella residenza soggiornarono prima Napoleone Bonaparte (dal 5 maggio al 16 maggio 1805, prima di recarsi a Milano per cingere la Corona Ferrea), poi, nel 1808, la sorella Paolina Bonaparte assieme al marito Camillo Borghese, governatore del Piemonte.

Napoleone Bonaparte a Stupinigi

Al tempo, Napoleone Bonaparte era imperatore dei Francesi e aveva al suo fianco la prima moglie, l’imperatrice Giuseppina di Beauharnais: a Napoleone, che tornerà a Torino anche nel 1807, spetta la decisione per la costruzione del ponte di pietra della Gran Madre, il ponte sul Po che collega piazza Vittorio con la chiesa della Gran Madre costruita, ironia della sorte, per festeggiare la caduta dell’imperatore e  il ritorno sul trono dei Savoia nel 1814.

Vita di corte a Stupinigi ai tempi di Napoleone

Per molti turisti, arrivati alla Palazzina per la  visita della costruzione dello Juvarra, è stata  una gradita sorpresa: perchè hanno  potuto assistere alle scene di vita di corte senza alcun supplemento del costo del biglietto di ingresso.
Per tutta la giornata i gruppi storici Le vie del Tempo e 111ème Régiment de Ligne – con la partecipazione di rievocatori provenienti da tutta Italia, ma anche dalla Francia e dalla Russia- hanno riportato alla luce un  periodo particolarmente prestigioso della storia della Palazzina di Caccia di Stupinigi, ricostruendo con accurata precisione storica la vita della corte imperiale.

Napoleone nel salone da ballo di Stupinigi
Grazie a tableaux vivants e animazioni nel cortile d’onore e lungo il percorso di visita è stata ricostruita una “giornata tipo” di Napoleone con gli impegni militari, i momenti formali, i balli e le altre attività di svago.
Nel cortile d’onore ha avuto luogo la passeggiata dell’imperatore con gli ufficiali e le dame al seguito; nel salone centrale si è svolto l’incontro con i dignitari e gli aristocratici piemontesi; nell’appartamento di Levante, infine, era possibile ammirare le scene di vita quotidiana,  il pasto e il congedo.

Dignitari di corte dell'800 Per i visitatori è stata anche l’occasione per vedere la preziosa carrozza appartenuta all’imperatore e conservata presso la Palazzina di Stupinigi.

Napoleone e l'imperatrice dei Francesi nel salone di Stupinigi

Tra circa un mese (il 13 novembre, per la precisione) è in calendario un altro evento che meriterà di essere visto: la ricostruzione (vogliamo sperare senza l’uccisione di alcun animale!) dei riti della caccia reale in occasione della festa di Sant’Uberto.

Napoleone Bonaparte e la moglie Giuseppina a Stupinigi

Le immagini di Napoleone alla Palazzina di Stupinigi sono disponibili  nell’album curato da Okfoto.it

L'imperatore Napoleone a pranzo alla Palazzina di Stupinigi L'arrivo di Napoleone alla Palazzina di Stupinigi

 

 

 

 

Per maggiori dettagli e informazioni sul soggiorno dell’imperatore a Stupinigi si rimanda alla recentissima pubblicazione dedicata alla Palazzina di Stupinigi nel periodo della presenza di Napoleone : “Stupinigi Capitale dell’Impero” scritta da Alessia Giorda e Francesco Ganora.

Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Nuit Royale, gran ballo di corte alla Reggia di Venaria

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fashion alla nuit royaleChi, come noi, ieri sera si fosse trovato a camminare lungo la via Maestra di Venaria Reale, all’ora dell’aperitivo, avrebbe potuto notare alcuni personaggi vestiti con gli eleganti abiti del Settecento, passeggiare lungo la via: certamente osservati con curiosità dai numerosi turisti che, a quell’ora, stavano concludendo la visita alla Reggia di Venaria. E’ possibile che molti abbiano pensato di poter assistere, di lì a poco, allo svolgimento di qualche rievocazione storica. Invece, con il calare della sera, la piazza dell’Orologio si è sempre più riempita di bellissime dame ed eleganti cavalieri, tutti con costumi del Settecento: erano i partecipanti alla magica Nuit Royale, giunta ormai alla quarta edizione. Una festa privata della Reggia di Venaria organizzata per rievocare i balli di corte, i fasti e le atmosfere del ‘700 nell’incantevole Galleria Grande. La Nuit Royale, una grande festa con rigoroso dress code dedicato alla corte settecentesca, per rivivere le emozioni di un’epoca antica e farle diventare realtà per una notte magica.

un bellissimo sorriso inb occasione della nuit royale

Si tratta della riproposizione dell’antico Gran Ballo, festa mondana organizzata a Corte, che si teneva alla Reggia di Venaria Reale proprio nel mese di ottobre. Un tuffo nel passato che il Consorzio che gestisce la Reggia di Venaria propone in collaborazione con due realtà torinesi specializzate nell’organizzazione di feste a tema in location non convenzionali: Prince e Toga Party People.

un selfie in costume del '700 prima della nuit-royale

La Nuit Royale si è ormai affermata come uno degli eventi più attesi a Torino e come una delle feste in costume di maggior richiamo, con partecipanti provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.

il fascino delle dame della nuit royale alla reggia di Venaria

E’ stato così possibile raccontare l’arrivo alla festa di centinaia di persone vestite con abiti d’epoca, con un elegante incedere nello scenario regale della Reggia di Venaria, per una festa in grado di fare tornare al tempo delle corti, degli sfarzi e della stupefacente maestosità dell’epoca settecentesca.

nuit royale alla reggia di Venaria

Complimenti ai partecipanti per l’eleganza e la ricercatezza degli abiti per la Nuit Royale.

Intanto gli organizzatori stanno già pensando a nuove iniziative: la notte di Halloween, il Capodanno e una grande festa a primavera, ispirata al grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.

Stay tuned! Continuate a seguirci.

nuit royale alla reggia di Venaria

Guarda le immagini di OkFoto.it dell’arrivo dei partecipanti alla Nuit Royale 2016.

bellissimi costumi del '700 per il gran ballo alla Reggia di Venaria

A Torino l’ASI (Automotoclub Storico Italiano) spegne 50 candeline

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ASI 50 anni dopo ASI, 50 anni dopo. L’ Automotoclub Storico Italiano (ASI) costituito nel 1966 è, come si legge sul sito dell’ASI, “una Federazione composta da 263 club federati e 38 club aderenti, che riunisce circa 202.000 appassionati di veicoli storici e rappresenta istituzionalmente il motorismo storico italiano presso tutti gli organismi nazionali ed internazionali competenti”.

Per festeggiare i suoi primi 50 anni l’ASI ha organizzato lo scorso 14 settembre un incontro a Bardolino (dove il 25 settembre di mezzo secolo fa, dalla fusione del Veteran Car Club di Torino e della milanese Fiame, nacque l’ASI) e un “ASI Show” a Torino nel fine settimana del 16 e 17 settembre 2016. Due eventi dove è stato possibile ammirare alcuni dei più bei veicoli (automobili, motociclette, veicoli militari, trattori, aerei, camion) iscritti all’ASI.Moto militare esposta in occasione dei festeggiaenti ASI

Purtroppo, la concomitanza della data scelta per i festeggiamenti a Torino con lo svolgimento del Gran Premio Nuvolari a Mantova (tra le rievocazioni storiche più frequentate al mondo) è forse una delle ragioni della mancanza di alcuni modelli di veicoli d’epoca particolarmente interessanti. In ogni caso, la sensazione è che si sia trattato di una festa in famiglia, sostanzialmente per gli addetti ai lavori, più che di un evento studiato anche per gli spettatori. Cosa rispettabilissima: ma se gli organizzatori si erano posti l’obiettivo, con queste celebrazioni, di coinvolgere il grande pubblico per favorire ulteriormente la diffusione del collezionismo dei mezzi d’epoca, forse dovranno rivedere qualcosa prima dei festeggiamenti per i 60 anni.

Asi 50 anni dopoPer certi versi ci è sembrato di rivedere gli errori già riscontrati in occasione del Centenario Maserati: un importante raduno internazionale, con automobili bellissime e con alcuni pezzi di particolare valore, che, nella sua conclusione a Torino, non ha saputo coinvolgere il pubblico degli appassionati a causa di una comunicazione troppo mirata a chi le Maserati già le possiede. La nostra sensazione è che la stessa cosa sia accaduta per “ASI 50 anni dopo”: certamente le varie Federazioni, i club, gli addetti ai lavori sono stati informati dell’evento torinese; però, basta una semplice ricerca su Google con “ASI 50 anni dopo” per accorgersi che la copertura dei media è stata bassa (quasi nulla prima dell’evento) e questo non fa certamente bene al mondo del collezionismo (e in generale al mondo dell’automobilismo e del motociclismo). Abbiamo sentito tante persone che, presenti nei luoghi in cui i veicoli sono stati esposti (il Lingotto, la Basilica di Superga, piazza Cavour, la Reggia di Venaria, Lungo Po Diaz), si sono stupite di non aver saputo in alcun modo della manifestazione prima di quel momento.

Camion ASI 50 anni dopo a TorinoLa cosa è ancora più evidente se si pensa a come Torino ha risposto, in termini di partecipazione di pubblico e d’interesse, al rinato Salone dell’automobile, con oltre mezzo milione di spettatori e con ali di folla lungo il percorso del Gran Premio Parco Valentino per vedere sfilare auto d’epoca e moderne. Torino, nonostante le difficoltà del Gruppo FCA, ama ancora moltissimo l’automobile: è un peccato che un evento così importante come l’anniversario ASI non abbia avuto la giusta cornice del pubblico degli appassionati.

Infine, un’annotazione a margine della cronaca. Nei mesi scorsi ASI si è aggiudicata all’asta la collezione che fu di Bertone: un gesto molto apprezzato, che ha consentito di salvare un pezzo importante della storia dell’automobilismo. Sono ormai passati mesi da quel momento: alcuni pezzi di quella collezione sono stati esposti al Lingotto, lo scorso febbraio,  in occasione di Automotoretrò 2016Quanto bisognerà ancora attendere per trovare una sede adatta a esporre tutta la collezione Bertone? In cuor nostro ci eravamo illusi che l’evento “ASI 50 anni dopo” potesse essere la giusta occasione per darne l’annuncio,  ma non ci pare sia stato così.

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