Lingotto Fiere di Torino ospita la quinta edizione di Xmas Comics and Games

Sabato 15 e domenica 16 dicembre Lingotto Fiere ospita la quinta edizione di Xmas Comics and Games, il nuovo appuntamento con la kermesse irrinunciabile per tutti gli amanti di fumetti e non solo, per un Natale all’insegna del divertimento.

Sono cinque le tematiche principali di questa  edizione: comics, games, videogames, cosplay, youtuber, oltre alla consueta area espositiva con più di 90 realtà presenti, dove è possibile trovare fumetti, manga, gadget, oggetti da collezione e costumi. Confermata la presenza delle case editrici che avevano fatto gradito ritorno ad aprile in occasione di Torino Comics 2018, come Tunuè, BD, Magic Press, Shockdom, Dark Zone, No lands Comics, Star Comics. Torna in fiera Edizioni Dentiblù, le cui pubblicazioni sono state recentemente acquisite da BD, mentre debuttano al Lingotto gli editori Diabolo, Lavieri e Barta.

Per l’appuntamento in calendario nel prossimo week end, sono attesi a Torino più di 70 ospiti provenienti dal mondo del fumetto, del doppiaggio e del gaming, oltre agli youtuber, star del web sempre più amate dai giovanissimi; gli ospiti saranno protagonisti di incontri, presentazioni, workshop di disegno, sketch e sessioni di autografi e foto per i fans.

Per la prima volta al Lingotto arriva Maccio Capatonda, attore, regista e comico diventato celebre per i suoi divertentissimi trailer cinematografici a Mai dire gol. Domenica 16 dicembre, alle 13, Maccio Capatonda sarà sul palco di Xmas Comics per un evento tutto da ridere insieme ai doppiatori di ODS (operatori doppiaggio e spettacolo) e i ragazzi di Fake Off Italia, canale di “veri falsi d’autore”.
L’attore, regista e comico abruzzese ha infatti collaborato proprio con le torinesi ODS e Fake off Italia per il doppiaggio e il suono di The Generi, la serie ideata, diretta e interpretata da Maccio, in onda su NOW TV e disponibile su Sky on Demand. Durante l’incontro si parlerà di doppiaggio, del cinema e dei suoi stereotipi: The Generi ridicolizza infatti i clichè di molti generi cinematografici, compresi il fantasy, l’horror e le pellicole sui supereroi, nell’episodio degli improbabili Avanzers.
Dopo l’evento sul palco, Maccio incontrerà il pubblico di Xmas Comics allo stand di Fake Off Italia.

Torino Comics a Lingotto Fiere
Torino comics


Ospiti a Xmas Comics and Games di Torino  saranno alcuni dei nomi di punta della scuderia Magic Press: Felinia&Ribosio, ideatori della saga Sketch & Breakfast, e Boban Pesov. Dopo il debutto lo scorso aprile, torna al Lingotto Tunuè, casa editrice specializzata in graphic novel per lettori junior e adulti, nonché nella saggistica dedicata al fumetto, all’animazione, ai videogiochi e ai fenomeni pop contemporanei. Nella due giorni a Lingotto Fiere sarà possibile incontrare alcuni artisti che collaborano con Tunuè tra cui Alessandro Perugini, in arte Pera Comics, noto per il fortunato format Chi ha ucciso Kenny?, e Luca Ferrara che ha realizzato Dorando Pietri – Una storia di amore e gambe- assieme ad Antonio Recupero, e il graphic novel Gli Altri, scritto da Alessandro Di Virgilio. Sarà presente inoltre il torinese Marco D’Aponte che ha realizzato Il principio di Archimede, tratto dall’omonimo romanzo di Dario Lanzardo, La ricerca del Legame e Sostiene Pereira insieme a Marino Magliani.

Torna al Lingotto Fiere Edizioni BD, casa editrice di cultura pop: fumetti, comics americani, rock&roll e libri per bambini; presenti anche le pubblicazioni di Edizioni Dentiblù, recentemente acquisite proprio da BD. Tra gli ospiti presenti, l’artista Mirka Andolfo, già collaboratrice delle maggiori case editrici italiane – come Disney e Bonelli – e internazionali, arrivando anche sulle pagine di “Bombshells”, “Wonder Woman” (DC Comics) e “Ms. Marvel” (Marvel). A Xmas Comics presenterà il sesto capitolo della serie Sacro/Profano (Dentiblù), il fumetto che racconta la travagliata storia d’amore tra la splendida e formosa Angelina e lo “sfigato” Damiano. Presente anche la giovane autrice Veronica Ciancarini con la sua opera d’esordio, la graphic novel Bleeding Mariachi – Il Canto dell’Immortale; Ilaria Catalani è tra i principali “inchiostratori” dei volumi di Zannablù, autrice di Hadez, fumetto autoprodotto che diventa poi una trilogia edita da Edizioni Dentiblù.
Fabrizio Modina, collezionista ed esperto di Sci-Fi e animazione nipponica, e collaboratore delle mostre Watch Me Move! della Barbican Art Gallery di Londra e Cose da un Altro Mondo del Museo Nazionale del Cinema di Torino, per il quale ha anche co-curato Manga Impact, il mondo dell’Animazione Giapponese e Bushi-Parte Prima per il Museo d’Arte Orientale di Torino. A sua mano le prefazioni dei manga della collana Super Robot Collection, che ha portato i classici di Go Nagai al grande pubblico in una partnership tra J-Pop, Tutto Sport e il Corriere dello Sport. In fiera presenta Super Robot Files volume 3, che conclude un percorso di ricerca e analisi che ha tracciato le linee guida della storia dei Super Robot dell’animazione giapponese e che lo ha reso l’enciclopedia occidentale di riferimento del genere.

Lo stand Supergulp-Shockdom sarà ricco di ospiti: i visitatori potranno incontrare numerosi artisti che, nei due giorni, firmeranno copie e faranno disegni e dediche personalizzate. Ci saranno infatti Bigio, autore della collana Drizzit (fumetto, gioco di carte, gioco di ruolo e webcomics) e di The Author; Odde, autore di Io sono chiavica; Francesca Presentini, in arte Fraffrog, che ha pubblicato sul suo canale youtube cortometraggi, animazioni, sketch e tutorial e ha esordito su carta nel 2015 con Il fantastico pianeta che sta nel sistema solare; Riccardo Accattatis in arte Richardhtt, illustratore per Mondadori e Panini, e autore di tutorial di disegno, video di intrattenimento e storie animate che pubblica sul suo canale yuotube. Tra gli ospiti ci sarà anche Samuel Spano, illustratore e colorista nel campo dell’animazione, primo autore dichiaratamente transgender del fumetto italiano che ha pubblicato il serial Nine Stones.

Xmas Comics a Torino

Gioca in casa Diabolo Edizioni, casa editrice torinese indipendente di fumetti e graphic novel. Pubblicano burning stories, perché bruciano di urgenza e fantasia. Tra gli ospiti presenti in fiera Marco Galli, il curatore dell’antologia di racconti Materia Degenere, e due delle autrici, Joe1 e Fumettibrutti, al secolo Roberta Muci e Josephine Yole Signorelli. Tra le pubblicazioni, due serie di maggior successo del catalogo, entrambe complete: la straordinaria Mezolith e la dissacrante trilogia Black Metal.

L’editore Dark Zone ospita al proprio stand numerosi artisti tra cui Stefano Mancini, giornalista, editor e autore dell’acclamata trilogia high-fantasy composta dai romanzi Le paludi d’Athakah, Il figlio del drago e Il crepuscolo degli dei; Candida Corsi, illustratrice e graphic designer freelance che ha pubblicato con DZ edizioni Healing Blood; Livia De Simone, illustratrice che collabora con diverse case editrici e che ha firmato le illustrazioni di Dei del Nord; Elisa Yori Sabato, illustratrice, fumettista e insegnante di grafica, autrice di Honey Venom – Wanted a cui ha collaborato Lorenzo Maglianesi, anch’egli presente a Xmas Comics and Games; Daniel Di Benedetto che da oltre dieci anni scrive sul blog halfangel.iobloggo.com e collabora periodicamente col sito internet Nabikiblob dove si occupa dello spazio dedicato ai “cassetti della memoria”, dal quale è nato un vero e proprio “spin off”; Giacomo Ferraiuolo che ha pubblicato la raccolta di racconti horror Non Devi Dormire, collabora nelle antologie tematiche della Dark Zone e Francesca Pace, fondatrice di Dark Zone e autrice di Emma, primo volume della Hybrid’s Saga.
Allo stand di Barta Edizioni sarà possibile incontrare Simone Pace, fondatore del collettivo Sciame, autoproduttore di fumetto di genere con l’aperiodico Armata Spaghetto e autore di Anguisomachia, il suo primo romanzo a fumetti, e Lorenzo La Neve e Matilde Simoni, creatori di Stephanie & Louis, serie che conta più di 200.000 visualizzazioni in rete, da cui è nato il romanzo grafico Giungla Urbana.

Per chi vuole avvicinarsi  al lavoro di disegnatore o fumettista sono in programma a Xmas Comics numerosi incontri, grazie a numerosissimi worskhop sul disegno, con focus sulle tematiche più disparate. Per il fantasy, Eleonora Pieranis terrà un laboratorio sul disegno dei draghi, dalla bozza ai dettagli finali, mentre Andrea Bertone mostrerà come creare ritratti delle razze fantasy, dai nani agli elfi, dagli orchi ai tritoni. Per i più tradizionalisti, Barbara Merola insegnerà come disegnare i personaggi più noti del mondo Disney come Topolino e Paperino. Tra gli altri temi trattati: character design, inchiostrazione a pennello e quella digitale, pittura ad acquerello, sceneggiatura e storyboard, digital art e copertine

Numerose le iniziative che riguardano i cosplayer, organizzate in collaborazione con la Cospa Family. Il palco di Xmas Comics ospiterà sabato la sfilata non competitiva, aperta a tutti i tipi di personaggi, uno spettacolo senza giuria in cui la parola d’ordine sarà divertire e divertirsi. Domenica è previsto il classico Cosplay Contest: una vera e propria competizione con premi in palio e giuria composta da esperti italiani e internazionali. Tra gli ospiti in arrivo a Torino, Stylouz, noto cosplayer svizzero che ha rappresentato il suo Paese all’ECG (European Cosplay Gathering) di Parigi  nel 2012, anno in cui si è aggiudicato il secondo posto per la categoria individuale, e nel 2015; Misa & Sho, autentici veterani del cosplay, con un’esperienza di ben 10 anni. Diventati una coppia anche nella vita, Francesca e Guglielmo, questi i loro nomi quando non calcano i palchi degli eventi cosplay, hanno all’attivo oltre 100 costumi e i loro personaggi preferiti sono quelli del mondo Disney; Max Hi-Voltage Pietrasanta, premiato a Torino e a Milano, raccoglie numerosi consensi da parte degli appassionati e decide di continuare sulla strada intrapresa e dedicarsi alla realizzazione di armature; Jacopo Calatroni, cosplayer e doppiatore: ha lavorato a molte serie animate, per esempio è Akira Fudo in Devilman Crybaby, Yato dell’Unicorno in Saint Seiya Lost Canvas e Eijirou Kirishima in My Hero Academia.
Il vincitore del cosplay contest di domenica – singolo, maschile o femminile – parteciperà alla prestigiosa finale cosplay dell’EpicCon, importante convention tedesca che si svolgerà il 23 e 24 febbraio 2019 a Münster. Il vincitore torinese sarà ammesso di diritto alla prestigiosa finale di domenica 24 febbraio, saltando quindi la preselezione del sabato, e avrà la possibilità di aggiudicarsi uno dei fantastici premi dell’EpicCon, tra cui 5 voli per il Giappone.
Il programma riserverà altre interessanti sorprese come il Karacosplay, il Karaoke in cosplay in cui si interpreta la canzone del personaggio di cui si vestono i panni, e l’immancabile Karaoke Contest.

Tutte le informazioni su orari e costi dei biglietti sono disponibili sul sito degli organizzatori a questo link 

Torino Comics

Ferragosto in città

Torino Porta Nuova, la facciata dopo i lavori di restauro

Ci sono stati anni in cui La Stampa, per dare ai lettori un’idea della città “chiusa per ferie”, in occasione del Ferragosto pubblicava una fotografia di piazza san Carlo deserta: erano gli anni in cui la piazza era ancora adibita a parcheggio e quindi quel contrasto tra la piazza piena di auto dei giorni lavorativi e la piazza deserta a Ferragosto era molto significativo, soprattutto erano gli anni in cui le vacanze dei torinesi (e non solo) erano in qualche modo condizionate dalla chiusura per ferie degli stabilimenti Fiat. Poi arrivarono le difficoltà e la crisi del Gruppo Fiat e quelle partenze di massa per le vacanze rimasero un ricordo. Da tempo, eliminato il parcheggio in superficie, piazza san Carlo è tornata alla sua bellezza architettonica e per fotografarla deserta non è più necessario attendere Ferragosto. Gli stabilimenti Fiat sono spesso chiusi, non per le ferie ma perché le maestranze sono in cassa integrazione, in attesa che FCA metta in produzione i sempre annunciati nuovi modelli. Per cercare di uscire dalla crisi economica conseguente alle difficoltà della FCA, da anni l’area metropolitana di Torino sta cercando di inserirsi nei circuiti internazionali del turismo, puntando sulle bellezze storiche e paesaggistiche, oltre che su iniziative culturali.

Certamente sono stati fatti progressi (neppure troppo difficili da conseguire quando, come nel caso di Torino, si partiva praticamente da zero): ma c’è ancora molta strada da percorrere perché l’economia di Torino possa contare in modo significativo anche sul Turismo.

Turisti a passeggio nelle vie deserte di Torino a Ferragosto

Coloro che hanno scelto Torino per il lungo ponte di Ferragosto, per visitare le importanti mostre in cartellone, hanno trovato la bella sorpresa di alcuni musei con biglietti a prezzo ridotto e con orari di apertura prolungati, non si sono trovati di fronte a quelle chiusure per turno settimanale difficili da spiegare (si tengono aperti i supermercati e si chiudono i musei); sono invece mancate quelle iniziative di richiamo turistico, da affiancare all’offerta museale che, visto che non esistono nella tradizione torinese, vanno create: come dovrà essere predisposta una accoglienza per i turisti che si spostano in camper.

Secondo Francesca Tonini, direttore generale APC Associazione Produttori Caravan e Camper, “ogni anno sono circa 3,9 milioni gli Italiani e 2,8 milioni gli stranieri che percorrono le strade della Penisola a bordo di questi veicoli, generando a loro volta un fatturato annuo di 2,9 miliardi di euro per un totale di 52 milioni di notti”.

la grande bellezza dei portici di Torino

Per i Torinesi rimasti in città, Ferragosto è stata l’occasione per vedere angoli ormai nascosti da anni: come la stazione di Porta Nuova, ad esempio. Un cantiere, quello della ristrutturazione e per la costruzione del parcheggio sotterraneo, che è stato aperto circa sei anni fa e che, in questi giorni, ha visto liberare una parte della facciata della stazione dalle impalcature, consentendo di ammirarne  i colori originali.

un tram storico sosta in piazza Castello a Torino

Ci sono anche curiosità che si sono potute notare data la scarsità del traffico: come i rattoppi delle lose di via Po, fatti in asfalto (pare costi meno e richieda minore manutenzione) “ornato a losa”!

asfalto e lose in via Po: rattoppi artistici

Ferragosto è anche l’occasione per fare un giro sui tram verdi d’epoca, per apprezzare l’ombra dei portici di Torino (con i lampioni che aspettano da tempo di essere lavati), per applaudire i bravi artisti di strada che si esibiscono in più punti della città, per vedere da vicino il grattacielo della Regione Piemonte che, dopo le forti polemiche sui costi, sulle parcelle dell’archistar Fuksas, arrivato a pochi passi dalla conclusione dei lavori, è incappato in un’altra vicenda tutta italiana (fallimenti delle imprese costruttrici): per cui si parla già di forti ritardi circa la consegna dei nuovi uffici. Un altro cantiere infinito? Speriamo di no.

il portico ristrutturato della stazione Porta Nuova a Torino

Torino (e tutto il suo territorio) è molto bella; ha bisogno di una forte scossa per recuperare gli anni passati a piangersi addosso (“le altre città ci portano via tutto…”).

particolare della facciata di palazzo Carignano

Soprattutto Torino non è solo fatta di via Roma e zone limitrofe: arriva (e ci limitiamo soltanto a qualche indicazione) fino alla Palazzina di Stupinigi, alla Basilica di Superga, al Castello di Moncalieri, al Castello di Rivoli.

I lampioni del centro di Torino, un brutto spettacolo per i turisti e i cittadini Dopo anni, finalmente si svela la facciata della stazione Torino PN

 

 

 

 

C’è tanta strada da fare, in tutti i sensi.

artisti di strada in centro città a Torino

Aldo Brovarone, uomo di stile, compie 90 anni

Ritratto del designer Aldo Brovarone

Aldo Brovarone Un lungo elenco di automobili che hanno lasciato il segno nel tempo sono nate dalla matita di un “disegnatore” di nome Aldo Brovarone, che ha recentemente compiuto 90 anni: certamente uno dei più grandi stilisti italiani il cui nome, forse, è meno conosciuto di quello delle automobili che ha disegnato. Soltanto in tempi relativamente recenti, la paternità delle sue bellissime auto è stata finalmente ricondotta a lui anche per il grande pubblico .

Nascono dalla sua matita la Maserati A6 del 1954, la Ferrari Superfast II del 1960, la Dino 246 del 1967. A lui si devono anche, tra le altre, la Peugeot 504 del 1968, la Peugeot 604 del 1975, la Lancia Gamma Coupé del 1976; la Ferrari 250 Le Mans; molte le vetture da lui studiate per il marchio Alfa Romeo (la Super flow, la Giulia sport, la Eagle); molte le fuoriserie per clienti speciali (ad esempio la Ferrari per il regista Roberto Rossellini): in una incessante attività conclusa nel 1988 quando, prima di andare in pensione, disegna, assieme a Leonardo Fioravanti, la Ferrari F40.

 

Dino Ferrari disegnata da Aldo Brovarone

Aldo Brovarone nasce a Vigliano Biellese il 24 giugno 1926; avviato dalla famiglia verso studi tecnico-commerciali, non li concluse a causa della guerra e della scarsa propensione personale per quel tipo di professione. La sua passione è infatti l’automobile e per entrare in quel mondo sottopone alcuni suoi disegni a Piero Dusio, fondatore della Cisitalia, in procinto di partire per l’Argentina dove aveva fondato la AutoAr (Automotores Argentinos). I progetti piacquero a Dusio e Brovarone, nel dicembre 1949, fu assunto e inviato in Argentina con il compito di disegnare il depliant illustrativo di una vettura, non ancora progettata, con linee che dovevano richiamare le grosse berline statunitensi e che in qualche modo potessero piacere al leader argentino. Il progetto AutoAr non ebbe successo e nel 1952 Brovarone tornò in Italia per un’altra iniziativa, questa volta con Carlo Dusio, figlio di Piero, che avrebbe voluto avviare una collaborazione con Ford per costruire nelle vicinanze di Torino, a Racconigi, vetture sportive con linee disegnate dagli stilisti italiani. Al progetto lavora Michelotti, con cui Brovarone collabora: viene presentata una vettura con carrozzeria Ghia ma il progetto è ostacolato da alcuni dirigenti della Ford, timorosi di perdere potere nei confronti dei collaboratori italiani.

Fallito il progetto con Ford, fallita la Cisitalia, Piero Dusio segnala Brovarone a Battista Farina, detto Pinin, e da qual momento inizia la collaborazione di Aldo Brovarone con Pininfarina.

Il suo primo capolavoro è una berlina dal sapore sportivo, il cui design è stato curato da alcuni dei nomi più importanti della storia italiana (Adriano Rabbone, Francesco Salomone, Franco Martinengo). Aldo Brovarone, che di fatto è il vero autore di questa opera d’arte su quattro ruote, ne aveva concepito il design per la Cisitalia. Un disegno che piacque a Farina, il quale decise di utilizzarlo per una vettura Maserati: la A6 GCS che fece il suo debutto al Salone di Parigi del 1954 e della quale furono realizzati solamente quattro esemplari, dotati di un motore a sei cilindri da 2 litri e con una potenza massima di 190 CV.

Aldo Brovarone è un vero signore; di una modestia e semplicità disarmanti, lontane anni luce dagli atteggiamenti da “prima donna” di tanti architetti e designer con alle spalle opere neppure confrontabili con quelle di Brovarone. E’ un signore che conserva tutto l’amore per le automobili e non è raro incontrarlo in occasione dei principali concorsi di eleganza per automobili, oppure confuso tra i visitatori dei Saloni dell’automobile, mentre ammira le vetture di oggi e di ieri, osservandone i dettagli che sfuggono a molti. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo in occasione di Automotoretrò: dapprima seduto tra il pubblico ad ascoltare una conferenza dell’ASI, poi tra gli stand, vicino alle Duetto Alfa Romeo.

Maserati A6 Pininfarina

Si è detto addirittura meravigliato dell’interesse e dell’ammirazione che – finalmente diciamo noi- oggi suscita tra gli appassionati delle sue meravigliose creature. Ricordava che, quando disegnava le sue vetture al tecnigrafo, per i suoi datori di lavoro era semplicemente un bravo disegnatore capace di intuire i desideri del cliente e far sì che i battilastra, a colpi di martello, sapessero tradurli in valide carrozzerie. “I battilastra modellavano le lamiere sui mascheroni in legno, poi assemblavano le varie parti e veniva fuori la carrozzeria.

Quando lo facevo io, disegnare automobili era un mestiere, adesso salta fuori che invece era un lavoro importante.”

L’eleganza, la raffinatezza, lo stile caratterizzavano le sue opere. Ma in quei tempi, nessuno pensava di dovergli attribuire ufficialmente la “paternità” del design. Erano altri tempi: in cui la manualità di bravissimi artigiani realizzava le eleganti carrozzerie che il “disegnatore” Brovarone aveva messo su carta …

Tempi in cui praticamente non c’era alcun contatto tra il cliente e lo stilista: il cliente si rivolgeva alla Pininfarina che, nelle persone di Battista prima e Sergio poi, facevano da tramite con il disegnatore, per soddisfare i desideri dei clienti. E tra questi vale la pena di ricordare Gianni Agnelli per il quale Brovarone disegnò, nel 1954, la versione speciale e unica della Ferrari 375 America.

 Anche dopo la cessazione del rapporto d lavoro con Pininfarina, Aldo Brovarone ha continuato a lavorare nel mondo del design automobilistico: le sue collaborazioni con la carrozzeria Stola e Studio Torino portano alla creazione di modelli derivati da Porsche.

Ci piace ricordare quanto dice di lui Alfredo Stola, a conferma del tratto di signorilità di Brovarone:

“…chiesi all’amico Aldo se era disposto a lavorare per noi. Ed ebbi una risposta molto inusuale: “ Caro Signor Stola, sono in pensione e non posso e non voglio svolgere nessun lavoro di consulenza. Se vuole potrò farLe qualche schizzo, ma lo farò per hobby. Tenermi in forma mi farà bene ”.

Aggiunge Stola: “Quando nell’autunno del 2004, l’ho informato di aver lasciato l’azienda di famiglia e di aver fondato StudioTorino, con la Sua solita generosità, Aldo mi ha ancora una volta messo a disposizione il Suo incredibile talento, contribuendo al disegno della RK Spyder, da me presentata il 16 giugno 2005 al Museo dell’Automobile di Torino.  A questo proposito, vorrei citare un curioso aneddoto.
Nel settembre 2005 ricevetti una telefonata di Aldo che mi chiedeva di andarlo a trovare a casa sua per farmi una bella sorpresa. Una volta lì, ho trovato ad attendermi due fantastici figurini rappresentanti la versione Coupè della RK Spyder, presentata qualche mese prima.”

 

 

 

Dal reality cinese girato a Torino arriverà un nuovo impulso per il turismo?

Torino sta incominciando a raccogliere i frutti del lavoro intrapreso per farsi conoscere anche nell’importante settore del turismo. Troppo a lungo Torino era rimasta all’ombra della Fiat e, dopo la morte di Giovanni Agnelli e con la crisi della Casa automobilistica, si era trovata all’improvviso senza un’identità e senza una strategia di sviluppo.

Chi non ricorda la campagna pubblicitaria della Regione Piemonte che, per fare conoscere il Piemonte, qualche anno fa non trovava niente di meglio che farsi vedere sui tram e bus di Torino?

I portici di Torino, una attrattiva turistica

Per fortuna le cose sono cambiate: sarà merito delle costose Olimpiadi invernali di dieci anni fa o la necessità di reinventarsi qualcosa per non essere travolti dalla crisi economica e affondare del tutto, ma da qualche tempo a questa parte, finalmente, Torino sta facendo grandi passi in quell’area che ha spazi di crescita elevatissimi e che si basa su alcuni importanti ingredienti: Storia, turismo, cultura, enogastronomia. Senza, per questo, trascurare la sua importante tradizione industriale.

A confermare questa tendenza, a inizio 2016 sono arrivati i lusinghieri dati di Res Hospitality Business Developers, la fonte indipendente più autorevole di dati alberghieri in Italia, che pubblica i risultati relativi ai flussi turistici registrati nelle strutture ricettive durante le festività invernali.

Nel dettaglio, Torino,  per le sue opportunità culturali in continua espansione, si conferma la meta più visitata d’Italia. Il rinnovo del Museo Egizio e la mostra presso la GAM con i capolavori di Monet provenienti dalla Collezione del Musée d’Orsay di Parigi, prorogata per l’enorme successo sino al 14 febbraio 2016, uniti ad altri appuntamenti artistici e culturali di livello internazionale (la mostra di Matisse al Polo Reale, ad esempio) hanno richiamato nel 2015 un numero sempre maggiore di turisti, sia italiani che stranieri. Questo trend positivo perdura fin dal 2013 e quest’anno ha registrato un +5,7% in occupazione, +17% nella tariffa media (pari a circa 13 euro in più rispetto allo scorso anno) e un +23,8% nel ricavo medio per camera disponibile.

Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio di Torino, ente che ha finanziato le indagini di performance alberghiera relative alla città, afferma: “Questi dati si allineano e danno concretezza ai numerosi riconoscimenti che la città sta raccogliendo in queste ultime settimane: secondo il New York Times, Torino è al 31° posto tra i 52 luoghi da visitare nel mondo, Lonely Planet ci considera al 6° posto tra le Top Ten destinazioni turistiche europee ed Enit ci colloca al 5° posto tra le maggiori attrazioni italiane del 2015. Musei con collezioni uniche, mostre e appuntamenti artistici e culturali di livello internazionale hanno richiamato sul nostro territorio milioni di turisti: il nostro compito è ora quello di continuare a lavorare per consolidare nel tempo i notevoli risultati raggiunti”.

E poiché il successo è difficile da raggiungere, ma ancora più difficile da mantenere, si sta lavorando per migliorare i risultati.

Si va dagli annunci di nuovi importanti eventi, come la mostra di Manet alla GAM, alla conferma di storici appuntamenti come il Salone internazionale del libro, che si svolgerà a Lingotto Fiere da giovedì 12 a lunedì 16 maggio 2016.

Sarà la prima edizione guidata dalla Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura Giovanna Milella e si annuncia all’insegna di un deciso rinnovamento. Giovanna Milella, presidente del Salone del libro di Torino

C’è una grande attesa per la presentazione del 29° Salone internazionale del Libro. È sempre stato così, ma quest’anno in particolar modo perché nei mesi scorsi sono emerse situazioni economiche complicate, ereditate dalla gestione precedente. In realtà non abbiamo mai dubitato del Salone e della sua crescita. E abbiamo lavorato  intensamente non solo per risanare i conti – condizione prioritaria e imprescindibile per andare avanti e non ricreare i deficit – ma abbiamo puntato a costruire un Salone profondamente rinnovato.”

La presenza del Ministero dell’Istruzione farà del Salone uno dei poli formativi più importanti nel sistema del Paese, capace di proiettarsi attraverso l’Università e la Ricerca in una dimensione del sapere di livello internazionale”.

Inoltre il focus già annunciato sulla Cultura araba sarà una grande occasione di scambi internazionali, così come la partecipazione della Presidente della Commissione cultura e istruzione del Parlamento Europeo Silvia Costa”.

Silvia Costa, Parlamento europeo

Questo, infatti, è un anno cruciale di cambiamenti e di transizione propulsiva, a cominciare dalla fascia serale a ingresso ridotto, diretta specialmente ai giovani di giorno occupati con lo studio o il lavoro. Una fascia «smart» con musica e proiezioni speciali e un nuovo biglietto ridotto a soli 5 euro a partire dalle ore 18”.

Il Salone del libro ospiterà due eventi speciali: la mostra dei Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci in versione originale, e i documenti dello storico Piero Melograni sulla Prima Guerra Mondiale, di ritorno da un’esposizione a Parigi e già ospitata alla Camera dei Deputati.

Il Salone, che sarà inaugurato dal grande concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai con il nuovo direttore principale, l’americano James Conlon, per la prima volta sarà rappresentato dalla creazione di un artista, Mimmo Paladino, per illustrare il tema scelto per la 29°edizione: Visioni.

Una notizia certamente particolare (e forse inattesa) è quella relativa al nuovo reality show cinese “Il mio matrimonio in giro per il mondo”.

I vigneti delle Langhe nel reality show Beijing Television

Torino e il Piemonte sono stati scelti dall’emittente Beijing Television BTV tra le destinazioni “da matrimonio” al mondo più amate dai telespettatori cinesi per il nuovo format televisivo in onda nei prossimi mesi. Le riprese per le prime due puntate del reality saranno effettuate tra Torino (Juventus Stadium, Mole Antonelliana, Reggia di Venaria) e le Langhe. Certo è che, pensando all’impressionante numero di spettatori del reality della TV cinese, c’è da ipotizzare che il numero dei turisti cinesi che vorranno visitare i luoghi del reality faranno felici albergatori e ristoratori del Piemonte. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di promozione del Piemonte sul mercato cinese, il quale ogni anno registra numeri rilevanti. Secondo un report pubblicato da Enit e Ministero degli Affari Esteri italiano, nel 2014 sono  stati 107 milioni i cinesi che si sono recati all’estero per motivi di turismo, quota record che testimonia l’importanza di questo mercato nel panorama del turismo mondiale. Oltre la consistenza di questi numeri, va tenuto presente il prestigio dell’emittente Beijing Satellite TV, la quale assicura una copertura di circa 1,1 miliardi di persone in 700 città a livello nazionale oltre che un bacino di utenza di circa 300 milioni di persone tra gli altri paesi asiatici e gli Stati Uniti; infine va considerato il vasto successo di pubblico che i Reality Show registrano nella Repubblica Popolare Cinese.

La bellezza della Reggia di Venaria

Molto soddisfatto il presidente di Film Commission (che curerà i dettagli dell’iniziativa) Paolo Damilano: «Abbiamo accolto l’opportunità che questo reality cinese rappresenta per Torino e la Regione con grande entusiasmo: la realizzazione di due puntate di “Il mio matrimonio in giro per il mondo”, oltre a coinvolgere strutture e persone del territorio, offre la possibilità di far conoscere a più di un miliardo di spettatori cinesi il centro storico della città e alcune attrattive – tra cui il Museo del Cinema – e altri luoghi, come le Langhe, di eccezionale bellezza e grandi tradizioni enogastronomiche e culturali».

Soddisfatta l’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte Antonella Parigi: «Ci siamo impegnati molto, l’anno scorso, per stringere rapporti sempre più intensi con questo Paese – spiega – e penso ai nostri frequenti viaggi al Padiglione Cina dell’Expo e ad altre iniziative come l’intervento sui social network cinesi, e la partecipazione a fiere come quella a Kunming».

E mentre Palazzo Madama ospita oggi la presentazione del reality show, una delegazione cinese prenderà parte domani al convegno “From Torino 2006 to Beijing 2022” che si svolgerà nel Salone d’onore del Castello di Valentino.

L’incontro, organizzato in vista delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, servirà agli ospiti cinesi per studiare cosa è stato fatto per i giochi olimpici di Torino 2006, per esaminare da vicino i dettagli tecnici   di un trampolino per il salto con gli sci,  disciplina   che da loro fino a oggi non c’era, magari per evitare i costosi errori fatti per gli impianti di salto di Pragelato (ormai abbandonato) o la pista di bob a Cesana (smantellata).

Buoni segnali, dunque: da coltivare e sviluppare con coraggio e idee nuove. Cercando di fare sistema e sfruttare, dal punto di vista turistico, un territorio che offre mille opportunità e bellezze.

i dolci tra le specialità gastronomiche del Piemonte

A Franceschini non far sapere …

Dario Franceschini annovera Museo Egizio e La Venaria tra i musei stataliRivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna. Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo. Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”. Così il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, nel settembre 2011, per commentare la scoperta scientifica del CERN sulla velocità dei neutrini. Un errore clamoroso, quello della Gelmini, che resterà in rete per fare sorridere i figli e nipoti del 21° secolo.

Nel suo piccolo, ieri, un altro ministro della Repubblica italiana, ha voluto dare il suo contributo al “bestiario della politica” fornendo i dati sull’afflusso ai Musei statali. Parliamo di Dario Franceschini, ministro per i Beni culturali (ci risiamo: se non è Istruzione, è Cultura…) che, davanti al Comitato permanente per il Turismo, ha dichiarato: “Quello che si è appena concluso è stato l’anno d’oro dei musei italiani. Circa 43 milioni di persone hanno visitato i luoghi della cultura statali generando incassi per circa 155milioni€ che torneranno interamente ai musei attraverso un sistema premiale (Sic) che favorisce le migliori gestioni e garantisce le piccole realtà. Per la storia del nostro Paese è il miglior risultato di sempre, un record assoluto per i musei italiani, e anche rispetto al 2014, anno in cui si erano registrati numeri molto positivi, la crescita dei visitatori e degli incassi è significativa: +6% i visitatori (pari a circa +2,5milioni); +14% gli incassi (pari a circa +20milioni€); +4% gli ingressi gratuiti (pari a circa +900mila). E non siamo in presenza di una tendenza internazionale, anzi siamo in controtendenza se si guarda ai dati usciti sulla stampa estera oggi. In Italia, grazie anche alle nuove politiche di valorizzazione, prime fra tutte le domeniche gratuite, gli italiani sono tornati a vivere i propri musei. Un riavvicinamento al patrimonio culturale che educa, arricchisce e rende consapevoli i cittadini della magnifica storia dei propri territori” … “I dieci luoghi della cultura più visitati nel 2015 sono stati: il Colosseo (6.551.046 visitatori, +6% rispetto al 2014, pari a +369.344 ingressi); gli Scavi di Pompei (2.934.010, +12% pari a +312.207 ingressi); ecc. ecc. il Museo Egizio di Torino (757.961 +33% pari +190.273 ingressi); la Venaria Reale (555.307 visitatori e una crescita del +6,5% degli introiti), ecc. ecc. il Polo Reale di Torino (307.357), ecc.ecc.”.

Un capitolo a sé quello delle domeniche gratuite: sono 5 milioni le persone che complessivamente hanno partecipato all’iniziativa”. Che, ipotizzando un costo medio del biglietto di ingresso a 5 euro, fa la bellezza di 25 milioni di euro che ben servirebbero, ad esempio, per assumere nuovo personale e evitare – come accaduto nel ponte dell’8 dicembre al Polo reale – che  quell’importante Polo museale fosse … chiuso per riposo settimanale!

record di visitatori per il Museo Egizio di Torino

Dal comunicato sul sito dei Beni culturali si deduce che il ministro Franceschini non sa che il Museo Egizio e la Reggia di Venaria non fanno parte dei Musei statali.

Proprio su quel sito, a proposito del Museo Egizio si legge: “Il 6 ottobre 2004 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali conferì in uso per trent’anni i beni del Museo ad una apposita fondazione, la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, di cui fanno parte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT“.

Per quanto riguarda la Reggia di Venaria il sito MIBAC riporta che “non è un “museo”, ma una “Reggia per i contemporanei”: un grande spazio ed un’opportunità irrinunciabile dedicati al piacere, alla gioia di vivere, che coniuga gli aspetti storici, i desideri e le esigenze di svago di tutti. E’ di proprietà di un Consorzio di diritto pubblico e ha come Direttore Alberto Vanelli“: cosa che non risponde al vero da quando, circa un anno fa, Vanelli è stato sostituito in quel ruolo da Mario Turetta!

Ovviamente, semmai qualcuno glielo farà notare, il ministro Franceschini potrà sempre dichiarare che i dati sono stati pubblicati “a sua insaputa” oppure che si è trattato di un “errore umano”: versione molto in uso da parte del suo collega di Governo Poletti…

In questa vicenda colpisce un altro fatto: come altri media, sia La Stampa sia l’edizione torinese di Repubblica, non si sono accorti dell’errore e hanno subito pubblicato, nella edizione online, la nota del ministero, ciascuna testata con una fotografia del Museo Egizio, senza sottolineare lo svarione ministeriale.

Troppa fretta di pubblicare un pezzo per Dario Franceschini? Una competizione tra due quotidiani che si stanno scambiando il direttore? O il comodo lavoro di fare un “copia-incolla” di quanto arriva dagli uffici stampa del Governo, per mantenere buoni rapporti con gli uffici stampa e magari ottenere più facilmente una intervista con il ministro di turno?

Eppure sui social l’errore era stato subito evidenziato; ma  24 ore dopo la pubblicazione, i pezzi sono ancora lì, quasi in fotocopia, senza alcuna rettifica: quello de La Stampa e quello di Repubblica.

Si parla spesso della crisi dei giornali: qualche ottima ragione e spiegazione per la suddetta crisi arriva proprio da chi ha la fortuna di lavorare in un giornale.

La reggia di Venaria tra i musei più visitati nel 2015

A Natale ogni giorno è buono per gustare la Merenda reale

 

Merenda reale con Barbara Ronchi della RoccaMetti una giornata d’inverno, metti la voglia di qualcosa di buono, di un’atmosfera di festa come sempre accade nel periodo di fine anno. Che fare? Non hai certo la voglia di andare a confonderti con la massa di disorientati, che non trova niente di meglio che affollare i centri commerciali anche nei giorni di festa e quando non ha alcuna necessità di fare acquisti: centri tutti uguali, caotici, con le medesime iniziative escogitate per farti comperare qualcosa, comunque sia.

Ti ricordi allora di avere sentito parlare della Merenda reale e che a descriverne le caratteristiche, gli aneddoti e le regole del bon ton che l’accompagna era stata Barbara Ronchi della Rocca.

I portici del Caffè reale a Palazzo Reale di TorinoMerenda reale del Settecento servita ai tavoli del caffè

Un rito, quello della Merenda reale, che nasce nel Settecento, quando i regnanti di Casa Savoia si deliziavano a corte con cioccolata calda e biscotti da intingere nella bevanda (da cui il termine “bagnati”). Sarà accompagnato, dal 1800, dall’abitudine di degustare il Bicerin presso i caffè di Torino: Bicerin che diventa la consumazione abituale del mattino, da assumere entro l’ora di pranzo (a quei tempi le 12).

Nasce così un altro rito che portò anche cambiamenti negli usi e costumi del tempo: con il permesso dato alle “signore per bene” di entrare da sole nei caffè per consumare il Bicerin

Arredamenti eleganti per i caffè storici di Torino

Nell’ambito delle tante iniziative previste a Torino per “Un Natale coi fiocchi”, dal 19 dicembre sino al 10 gennaio 2016 alcuni locali storici della città propongono tutti i giorni – invece che soltanto nel fine settimana- la Merenda reale, sia nelle modalità in uso nel Settecento sia in quelle dell’800.

Sarà così possibile gustare la cioccolata calda fatta con l’acqua, così come vuole la tradizione, servita con i biscotti di pasticceria da intingere (savoiardi, torcetti, piccole meringhe, baci di dama, ecc.); oppure si potrà sorseggiare il Bicerin a base di caffè, fior di latte e cioccolata: esattamente come accadeva nell’Ottocento quando Torino, capitale del gusto, poteva già vantare una ricca costellazione di caffè e pasticcerie frequentati dalla ricca borghesia ma anche dai Reali e dalla loro corte.

In attesa di degustare la Merenda reale

Aumentano dunque le occasioni per degustare una bevanda buonissima ma anche per riscoprire (o scoprire per la prima volta) angoli più o meno noti di Torino, una città che non finisce di stupire per la sua bellezza e la sua Storia.

Accadrà così che, dopo esserti seduto al tavolino di uno dei locali che aderiscono all’iniziativa, dopo aver scattato l’ormai immancabile fotografia con lo smartphone, dopo non essere riuscito a evitare l’ennesimo selfie da postare subito sulla tua pagina Facebook, deciderai di spegnere il telefonino.

la tradizione della merenda reale e del bicerin

Allora incomincerai a guardarti attorno per scoprire particolari trascurati fino a quel momento (gli arredamenti del locale, le porcellane, i colori del soffitto): scoprirai anche la bellezza di dialogare con le persone che ti stanno accanto e ti accorgerai di quanto è più bello il mondo che ti circonda, se visto con i tuoi occhi e non sullo schermo rettangolare dello smartphone. Essendo impegnato nel gustare la Merenda reale, dovendo scegliere quale pasticcino assaggiare per primo, ti accorgerai che non è indispensabile rispondere immediatamente agli sms delle amiche, commentare le fotografie che le tue “amicizie Facebook” continuano a postare incessantemente. Non solo, finita la Merenda reale e uscito dal locale, ti guarderai attorno e vedrai gli addobbi di Natale, le Luci d’artista, i colori del cielo di Torino, le vie e le piazze, le facciate e i cortili degli storici palazzi del centro città.

Gli argenti di Casa Savoia al Caffè reale gestito da Gerla 1927

Ti renderai finalmente conto che si può camminare senza tenere in mano il cellulare e portarlo in continuazione all’orecchio per parlare parlare parlare al telefono con qualcuno che, allo stesso modo, magari sta passeggiando dall’altro lato della stessa piazza.

Tornerai a casa soddisfatto di avere passato un momento diverso, gustandoti la Merenda reale. E se a quel punto l’astinenza da telefonino sarà ormai insopportabile, potrai raccontare a tutti gli amici quell’intervallo di vita dolce e colorata che ti sei preso.

I locali che aderiscono all’iniziativa della Merenda reale del Settecento sono il Caffè reale di Palazzo Reale (a cui si riferiscono le immagini della pagina e che recentemente è stato affidato alla gestione del gruppo Gerla 1927), la Caffetteria del Castello di Rivoli, la Caffetteria degli argenti della Reggia di Venaria, il Caffè Madama di Palazzo Madama. Il costo della Merenda reale è di 10 euro a persona.

argenti e porcellane di Casa Savoia

La Merenda reale dell’Ottocento (12 euro a persona) può essere gustata presso il Caffè Elena, la Gelateria Pepino, il Neuv caval ‘d Brons, il caffè San Carlo e la Torrefazione Moderna.

 

Torino, Armando Testa e il mondo di Papalla

Sintesi 59, la scultura dedicata a Armando Testa a Porta Susa

E’ passato circa un mese da quando è stata inaugurata l’opera che lo Studio Armando Testa e la famiglia Testa hanno donato alla città di Torino per onorare Armando Testa, forse il più grande pubblicitario italiano; si tratta di una scultura, installata davanti alla vecchia stazione di Porta Susa, che ricorda l’idea di Armando Testa per reclamizzare il “Punt e mes” (un punto di amaro e mezzo di dolce), il vermouth della Carpano. Una idea del 1959 (da cui il nome dell’opera, “Sintesi 59”) che utilizzava il dialetto piemontese per trasmettere una emozione pubblicitaria.

Geniale nelle sue intuizioni, Armando Testa ci ha lasciato ricordi molto forti del suo lavoro: il caffè Lavazza con Carmensita, i pannolini Lines con l’ippopotamo Pippo, l’olio Sasso, il digestivo Antonetto (“si può prendere anche in tram”) e moltissimi altri ancora. Impossibile elencarli tutti.

Punt e mes, opera dedicata a Armando Testa

La recente autorizzazione del comune di Torino concessa alla Sony per installare in piazza Vittorio un pallone bianco di notevoli dimensioni sta scatenando un sacco di polemiche: tanti i nomi assegnati alla struttura (dal panettone al muffin alle “palle” della politica, al bubbone, ecc).

Torino, la chiesa della Gran Madre vista da piazza Vittorio

Qualcuno ha pensato al pianeta Papalla? Ricordate? Fu un’ idea di Armando Testa, studiata a metà degli Anni Sessanta per pubblicizzare gli elettrodomestici Philco, che ebbe a dichiarare: “da tempo accarezzavo l’idea di creare un personaggio sferico che abitasse un certo pianeta: Papalla è sembrato il nome più adatto.  Gli abitanti di questo mondo dovevano rappresentare una vita ricca, opulenta e i papallesi rotondi ben si prestavano ad interpretazioni cartellonistiche e grafiche. Come si sa i grassi, oltre tutto, sono molto simpatici, notoriamente cordialoni, ma non si possono quasi mai adoperare nei prodotti alimentari perché la gente è preoccupata della linea. Nel caso dei televisori, frigoriferi e lavatrici, la linea conta poco, perciò ci si offriva un’isolata occasione di adoperare un personaggio tutto rotondo, un’autentica palla”.

Chissà se i pubblicitari della Sony, nel pensare alla bolla da installare in piazza Vittorio, si sono rifatti ai mitici abitanti di Papalla…

La bolla di Sony installata in piazza Vittorio a Torino

D’altronde, basta fare un breve giro nel centro di Torino per trovare in più punti l’atmosfera del pianeta Papalla.

Pubblicità Lavazza in piazza San Carlo

In piazza San Carlo un enorme cartellone pubblicitario di “una nota azienda torinese che produce caffè” (!!!) ha fatto indossare un casco spaziale alla testimonial del suo prodotto usato nello spazio, sotto i portici di via Cernaia altre “papalle” appese, addirittura qualche vecchio lampione sembra volerci ricordare Papalla.

I portici di piazza Vittorio e la bolla della Sony

Solo l’ironia e il paradosso del “poeta della pubblicità” possono servire di fronte a questa nuova caduta di stile degli amministratori comunali.

Di fronte alle polemiche di questi giorni e alle infantili giustificazioni dell’Amministrazione comunale che peggiorano –se possibile- la figuraccia di fronte a una tale decisione (“non conoscevamo le dimensioni della bolla”), torna in mente il fatto che,  soltanto pochi mesi fa, l’allora Sovrintendente ai Beni artistici ebbe a ridire sulla  presenza in piazza Castello di un vagone ferroviario in occasione della mostra dedicata a Primo Levi.

polemiche per la installazione del panettone bianco in piaza VittorioTorino, via Cernaia

Certo è che la nuova Amministrazione comunale che verrà eletta a primavera dovrà prendere seriamente in considerazione le modalità di utilizzo dei luoghi pubblici prima di autorizzare manifestazioni e installazioni varie. Anche perché per la “papalla” di Sony, il Comune di Torino magari ha incassato soltanto poche migliaia di euro: una goccia del budget pubblicitario di Sony. O no?

I lampioni di Torino

Ma il brutto non è solo in piazza Vittorio:  in questi giorni la piazza più nota di Torino ospita la tendopoli legata a Cioccolatò: con tanti saluti all’architettura delle facciate che affacciano sulla piazza, alle tavolozze dei colori e anche a Luci d’artista.

Luci d'artista e CioccolaTò in piazza San Carlo

Quasi una beffa ulteriore, la presenza di un furgone  fermo davanti al monumento del Caval ‘d bronz, con la pubblicità “San Carlo, il buon gusto italiano”.

Piazza San Carlo, il buon gusto italiano

Altre immagini di pubblicità che non rispettano l’importanza di piazza san Carlo sono visibili nel racconto della luce magica di Torino di Bruno Delbonnel

“Costruire la pace con l’arte” alla Piazza dei Mestieri di Torino

 

Angelica Edna Calò Livne

Angelica Edna Calò Livne

Angelica Edna Calò Livne a Piazza dei MestieriCi sono realtà che sembrano voler sfuggire alle regole della nostra società: operano nel silenzio, lavorano accanto ai più sfortunati, ottengono risultati molto importanti. Senza mai alzare la voce, senza mai volere apparire ad ogni costo.

Giovedì scorso “Piazza dei Mestieri” ha ospitato un incontro tra alcune rappresentanti di queste importanti realtà, dal titolo “Costruire la pace con l’arte”.

Cristiana Poggio, vice presidente della Fondazione Piazza dei Mestieri

Cristiana Poggio

Raccontare in poche parole Piazza dei Mestieri non è facile: ci limitiamo a dire che è una scuola, anzi una Scuola con l’iniziale maiuscola: perché si rivolge a giovani che, per tante ragioni (sociali, familiari, personali), hanno o avrebbero abbandonato il normale percorso scolastico e sarebbero passati a vivere ai bordi della società, pronti a cadere nelle tentazioni e nei drammi che questo abbandono comporta. Cristiana Poggio, nella sua veste di vice presidente della Fondazione, ha spiegato come Piazza dei Mestieri riesca a recuperare questi ragazzi insegnando loro un mestiere e facendone degli eccellenti artigiani, in più settori: dalla ristorazione alla produzione di cioccolato, dalla produzione della birra a quella dei servizi grafici.

Una realtà torinese che nel 2014 festeggia i suoi primi 10 anni di vita e che ha aperto una nuova Piazza a Catania.

Durante l’incontro, Sabrina Colonna Preti ha brevemente raccontato la storia di Pequeñas huellas, un’associazione da lei fondata a Cuba nel 2004. Sostenuta da grandi protagonisti del panorama musicale internazionale come Claudio Abbado e José Antonio Abreu (fondatore della rete sociale e educativa di orchestre infantili, giovanili e cori del Venezuela che interessa circa 250 mila giovani musicisti), ha oggi sede a Torino, da dove continua a proporre, con i suoi giovani allievi, progetti che uniscono bambini e ragazzi di ogni continente, di ogni religione e stato sociale attraverso la musica.

Sabina Colonna Preti a Piazza dei Mestieri

Sabina Colonna Preti

I giovani concertisti di Pequeñas huellas si esibiscono in ogni parte del mondo per portare un messaggio di pace e di fratellanza e per ribadire il diritto di tutti ad avere un’infanzia serena. Torino ha potuto ammirarne la bravura e l’entusiasmo in occasione del Festival Beethoven nell’estate 2013.

Claudio Abbado, sostenitore fin dal suo nascere dell’Orchestra Internazionale dei bambini, aveva scritto: “Il progetto di Sabina Colonna-Preti è la prova del fatto che un’espressione culturale transnazionale appartiene all’umanità intera. Attraverso i loro strumenti e le loro voci, i bambini di Pequeñas Huellas superano ed abbattono le barriere culturali, etniche e religiose. Meritano l’appoggio e l’incoraggiamento delle istituzioni internazionali e dei governi affinché la loro voce trovi un giusto eco nel mondo intero. Mi fa piacere essere il « nonno » di questo progetto.”

Oltre a un breve filmato con alcune immagini dei suoi ragazzi e i racconti delle loro esperienza, Angelica Edna Calò Livne (già candidata al Nobel per la Pace nel 2006) ha portato dal suo kibbuz di Sasa in Alta Galilea l’esempio concreto della sua Fondazione Beresheet La Shalom che, con i giovani israeliani e palestinesi, traccia il percorso che porta alla pace attraverso il teatro.

Daniela Finocchi con  Maria Grazia BalbianoI dialoghi tra le relatrici e i loro racconti hanno dimostrato come sia possibile costruire la pace attraverso l’arte e la bellezza: lasciando a Daniela Finocchi, ideatrice del concorso Lingua Madre e neo ambasciatrice di We Women for Expo di portare in quella sede gli importanti spunti di riflessione emersi nell’incontro organizzato dall’Associazione Amici di Beresheet La Shalom.

 

Torino magica, il giudizio di Bruno Delbonnel

Galleria Umberto I

La Galleria Umberto I, a Torino

Bruno Delbonnel è il direttore della fotografia che è stato capace di trasformare Harry Potter in un vero mago e che nella sua carriera ha ottenuto quattro nomination all’Oscar alla migliore fotografia.

Lo scorso agosto è stato alcuni giorni a Torino per girare uno spot pubblicitario per l’ultimo modello della Range Rover, per la regia di Vince Squibb.

Turin bike

 

Secondo quanto raccontato da Emanuela Minucci su La Stampa di Torino, Delbonnel è rimasto affascinato dalla città, dai suoi angoli magari poco conosciuti o apprezzati dai Torinesi, dai suoi portici, dalla luce, dalla luminosità, dai colori di questa città: «Ho perlustrato tutto il centro storico, le viuzze vicino al Palazzo di città sono straordinarie, prima d’ora non ero mai stato qui, ma ora penso che Torino sia una città magica, con l’aria trasparente regalata dalla vicinanza delle montagne e quella luce obliqua, netta, che aggiunge verità alla fantasia».

La chiesa del Corpus Domini

«Turin adds thruth to fantasy». «Ora che sono arrivato e ho avuto modo di fermare la bellezza della vostra città in parecchi fotogrammi, posso dirlo: Torino è una sintesi fra Parigi e New York, dietro ogni portone trovi una sorpresa, un giardino, un racconto. E tutto viene esaltato da una luce dechirichiana, metafisica, mai banale».

Torino magica

Detto da un maestro della fotografia, tutto ciò non può che fare piacere a tutti coloro, tantissimi, sempre più numerosi, che per hobby, per passione o per mestiere scattano fotografie a Torino.

Il mondo che ci circonda è lo spettacolo più bello che ci sia: ogni attimo ha in sé qualcosa che merita di essere fotografato. Può essere una persona, un animale, il particolare di un palazzo o di una strada o di una piazza. Ci sono poi momenti speciali, come ad esempio la cerimonia del matrimonio: una occasione in cui luci, colori, ambiente fanno da cornice agli sposi. Dove per il fotografo, ogni particolare diventa ancora più importante.

Galleria Umberto I

Con gli strumenti che la rete mette a disposizione, è molto facile condividere gli scatti, per uno scambio di immagini che arricchisce tutti coloro che amano la fotografia.

Torino solitariaE’ vero che generalmente siamo portati a scattare fotografie dei luoghi più noti, dei palazzi più famosi, dei monumenti già fotografati migliaia di volte, dei personaggi più in vista; almeno fino a quando arriva Bruno Delbonnel a ricordarci che ogni angolo, ogni soggetto, ogni momento ha in sé un valore da memorizzare in una fotografia.

Lui ha girato lo spot in centro città: in via Pietro Micca con lo sfondo di Palazzo Madama, in via Roma con la facciata della stazione di Porta Nuova.

Sono ormai molti gli spot girati a Torino: via Roma, piazza San Carlo, il Campus Einaudi, piazza Carignano, via Palazzo di città sono i posti più utilizzati dalle troupe cinematografiche.

Molti anche i registi che, grazie al lavoro di Filmcommission Torino, sempre più frequentemente scelgono Torino come set per pellicole cinematografiche e fiction.

Diventa così un gioco quello di cercare nelle scene di spot, film e fiction le immagini di Torino: per accorgersi di come l’occhio del direttore della fotografia ha saputo cogliere tanti particolari che sfuggono a chi –quello stesso set- ha disponibile in ogni momento.

Un particolare di piazza della Repubblica

D’altra parte la città è viva e cambia in continuazione: nei suoi abitanti, nelle sue istituzioni, nelle sue fabbriche, nei suoi negozi.

Nella frenetica e ripetitiva vita di tutti i giorni non ci facciamo caso, quasi che la cosa non ci riguardi.

Per fortuna che ci sono le immagini: fotografo Torino, racconto la città che cambia e che, senza le  fotografie, non potremmo più vedere.

Clicca sulle fotografie per ingrandirle.

La magia della luce di Torino

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Potrai richiederci informazioni e preventivi per matrimoni, cerimonie e servizi fotografici di tuo interesse, scrivendo a :

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fotografo-torino

 

Incendio boschivo a Bordighera: Canadair ed elicotteri in azione

Canadair con acqua su incendio

Un Canadair in azioneCome accade ogni estate, anche nel corso di quest’anno, nonostante il maltempo che ha colpito molte regioni italiane, sono stati diversi gli incendi che hanno colpito le aree boschive del Bel Paese.

Incendio a BordigheraQuesta mattina, sulle colline di Bordighera, in Liguria, sono andati in fumo diversi ettari di terreno, dopo che le fiamme hanno avvolto la vegetazione dell’area e sono state alimentate dal vento che soffia in zona. Fortunatamente, l’intervento tempestivo di uomini e mezzi dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e del Corpo Forestale ha impedito danni di entità ben maggiore, considerato anche che il luogo in cui si è propagato l’incendio, in località Montenero, è molto vicino ad alcune abitazioni ed anche all’autostrada A10 (conosciuta come “Autostrada dei Fiori”) e ad una area di servizio.

Elicottero incendioDalla tarda mattinata è stato incessante il lavoro di due elicotteri dei Vigili del Fuoco che hanno rovesciato acqua sull’incendio a Bordighera, mentre qualche ora dopo è arrivato anche un Canadair a garantire una maggior efficacia di intervento grazie alla maggiore portata d’acqua di cui il velivolo è capace.

 

Incendio BordigheraNelle foto, alcune immagini dell’incendio e degli interventi per spegnerlo.

 

Canadair acqua mare

 

Preraffaelliti, l’utopia della bellezza in mostra a Torino

la grande bellezza dei quadri della tate britain
 

Preraffaelliti, l’Utopia della bellezza è il titolo della mostra che sarà ospitata nelle sale di Palazzo Chiablese negli spazi del Polo Reale dal 19 aprile al 13 luglio 2014.

Un quadro in mostra a palazzo chiablese di Torino
 
 
Una  occasione irripetibile per i turisti che decideranno di trascorrere il lungo ponte di Pasqua nella capitale sabauda e che potranno  ammirare la grande bellezza di settanta capolavori della Confraternita dei Preraffaelliti, summa pittorica dell’età vittoriana, provenienti dalla collezione della Tate Britain, arrivati a Torino dopo un tour nelle principali capitali del mondo, tra cui Washington,  Mosca,  Tokyo,  prima di rientrare a Londra dove verranno custoditi in unala dedicata del Museo e da cui non usciranno per molti anni.

utopia della bellezza
 
Benché la Tate abbia prestato, in passato, singole opere preraffaellite a mostre italiane, la mostra di Torino è la prima esposizione rilevante della sua straordinaria collezione di opere preraffaellite che si sia mai svolta in Italia. La mostra, che comprende dipinti famosi come Ofelia di John Everett Millais e L’amata di Dante Gabriel Rossetti, è stata realizzata e curata da Alison Smith e Caroline Corbeau-Parsons.

ofelia in mostra a palazzo chiablese
 
Promossa da Comune di Torino, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dal Polo Reale di Torino, la mostra è prodotta da 24 ORE Cultura e realizzata in collaborazione con la Tate Britain e ha ottenuto il patrocinio del MiBACT  Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Edith Gabrielli alla presentazione della mostra "preraffaelliti, utopia della bellezza"
Edith Gabrielli 
 
 
La storia della Confraternita dei Preraffaelliti ha inizio nel settembre 1848 con tre giovanissimi artisti, John Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti e William Holman Hunt, decisi a ribellarsi al  soffocante establishment dell’epoca per creare opere ispirate direttamente alla natura, alla storia, alla religione e alla letteratura. La Confraternita aveva l’obiettivo radicale di cambiare la società attraverso l’arte, ispirandosi agli ideali del passato e del primissimo Rinascimento.
cultura a torino
 
I Preraffaelliti hanno dipinto i loro paesaggi en plein air per riprodurre il più fedelmente possibile ogni fiore e ogni stelo d’erba: i materiali usati, i luoghi dove sono stati dipinti e il risultato con cui questi paesaggi appaiono allo spettatore, non ha riscontro in tutta l’arte paesaggistica precedente. Le loro donne sono persone in carne e ossa, con una sensualità mai celata e spesso ostentata. I loro colori, presi direttamente dalla natura, hanno un’intensità di gioiello, la luce è quella cristallina e diretta del sole. I loro quadri raccontano una storia e puntano sempre a un forte impatto emotivo. La religiosità, tema spesso presente nei quadri dei Preraffaelliti è espressa con una intensità che all’epoca sconvolse i critici d’arte vittoriani come Charles Dickens, ma che incontrò invece il favore di John Ruskin, loro sostenitore e mecenate.
 
l'utopia della bellezza nei quadri esposti a palazzo chiablese
 
Lo sguardo dei Preraffaelliti si rivolse anche alle questioni sociali del loro tempo: la mostra dà conto del loro pensiero politico tradotto in opere che si caratterizzano come una critica alla società industriale e un richiamo al passato in cui l’industria non aveva ancora corrotto l’Inghilterra, anche sulla spinta delle idee del loro mecenate John Ruskin, che sosteneva idee molto radicali in proposito. 
 
Una foto della inaugurazione della mostra "Preraffaelliti" preraffaelliti, tate britain
 
A sottolineare l’importanza della mostra la partecipazione alla conferenza stampa di stamane di Donatella Treu, AD del Gruppo 24 Ore, del sindaco di Torino, Piero Fassino, e  dell’assessore alla Cultura, Maurizio  Braccialarghe, che hanno confermato il forte impegno della città per consolidare il ruolo di Torino Capitale della Cultura,  della direttrice della Tate Britain, Penelope Curtis e della co-curatrice Caroline Corbeau-Parsons, con Edith Gabrielli, Mario Turetta e Luca Beatrice, collaboratore per la mostra in Italia.
 
www.mostrapreraffaelliti.it

Fassino presenta al Polo reale la mostra dei preraffaelliti a palazzo chiablese
 
 

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Voce del verbo moda: vetrine e artisti di strada

la vetrina di geox in via roma a torino
Torino si è conclusa da pochi giorni la manifestazione “Voce del verbo moda” che, come si legge sul sito www.vocedelverbomoda.itè un luogo in cui raccogliere il pensiero e le idee attorno alla moda, uno spazio dove analizzare i fenomeni e le tendenze che producono continue innovazioni nello stile di vita e nel modo di pensare contemporaneo.
Attraverso le parole di chi la moda la crea, la studia e ne scrive si incrociano punti di vista, si raccontano storie, si analizzano parole e declinazioni che influenzano e determinano gli stili di vita della nostra società. La moda italiana, oggi più che mai, è un patrimonio collettivo di cultura materiale, un sapere fare che tiene insieme competenze artigianali, imprenditorialità e originalità di pensiero. Un insieme di valori fondati sulla capacità di produrre eccellenza che viene riconosciuto e apprezzato a livello internazionale. Voce del Verbo Moda porta le testimonianze di imprese artigiane del nostro Paese capaci di far convivere il loro bagaglio di talenti ed esperienze all’interno di un’economia globale.”

La moda è attorno a noi, nelle persone  e nelle vetrine, in ogni momento: abbiamo scattato alcune fotografie di Torino ancora un po’ addormentata per il passaggio all’ora legale avvenuto la scorsa notte.


levrieroil levriero di trussardi
 
artista di strada davanti alla vetrina della banca popolare
Le lussuose vetrine  diventano lo sfondo per l’esibizione degli artisti di strada che popolano le vie del centro o un messaggio sul quale fermare il pensiero.
Abbiamo fotografato la vetrina di Trussardi con il levriero immagine della Casa elegantemente vestito e quello salvato dalla schiavitù delle corse dalla LAV e che adesso cerca un po’ di carezze e affetto. Intanto Gobino espone le sue uova di Pasqua realizzate  in esclusiva da una designer, Daniela Cavalcabò.
uova pasquali di autore nella vetrina di Gobino


Davanti alla Rinascente si esibisce un quartetto per archi: 

artisti di strada davanti alla Rinascente

 

Nella vetrina di Geox i particolari colori delle scarpe Smart ci ricordano una iniziativa benefica a favore di bambini con disabilità intellettiva; poco distante  Apple sta migliorando lo store di via Roma e su una delle vetrine  compare un avviso che suscita curiosità nei passanti.
 
Apple store Torino
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Chapeau, Madame! La mostra di cappelli di signore torinesi a Palazzo Madama

Inaugurazione della mostra Chapeau Madame

Chapeau, Madame! Cappelli di signore torinesi, dal 1920 al 1970, è il titolo della mostra ospitata nella Sala Tessuti di Palazzo Madama fino al 1 marzo 2015.

Cappelli di signore torinesi a palazzo Madamapalazzo madama, la mostra chapeau madame
Il percorso espositivo illustra la varietà delle forme amate nell’arco di cinquant’anni di storia della moda: le cloches negli anni Venti, le forme classiche rivisitate, i baschi alla Greta Garbo e i volumi azzardati alla Schiaparelli negli anni Trenta; i modelli semplici e arditi realizzati con materiali poveri del tempo di guerra; le toques, le calotte fiorite, le piume e le velette degli anni Cinquanta, fino ai ballondi pelliccia e i cappelli a larga tesa della fine degli anni Sessanta.
palazzo madama, la mostra di cappelli  
Complemento abituale del vestire della signora del XIX secolo, il cappello diventa nel Novecento accessorio indispensabile per le donne di ogni classe sociale, nella sua funzione puramente estetica.
 
 
 
 
chapeau madame a palazzo Madamala inaugurazione a palazzo madama di Chapeau madame
I cappelli esposti a Palazzo Madama provengono dalla collezione del Liceo Artistico Musicale “A. Passoni” di Torino, formatasi grazie a donazioni cittadine, e mettono in evidenza la particolare sfumatura di stile delle signore torinesi, note per l’eleganza aggiornata sul gusto internazionale, che si servono da modisterie di alto livello come Vassallo e David, o acquistano a Parigi presso le case più prestigiose: Caroline Reboux, Maria Guy, sua allieva, la Maison Lewis, in rue Royale. Anche nei decenni successivi, le modisterie eccellenti, quali Cerrato, Maria Volpi, Chiusano e Rigo, Gina Faloppa, mantengono un rapporto privilegiato con Parigi e propongono, accanto alle proprie creazioni, modelli originali o copie su licenza di maison come Pierre Balmain, Christian Dior, Jean Barthet.
inaugurazione della mostra a palazzo madama
la mostra Chapeau madame a palazzo madama
palazzo Madama: eleganti signore in visita alla mostra
sorrisi e eleganza in occasione della inaugurazione della mostra a palazzo madama
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pubblichiamo alcune fotografie scattate per Okfoto in occasione della inaugurazione della mostra, a cui le signore erano state invitate a partecipare con cappello, fascinator o acconciature: moltissime le signore che hanno accolto l’invito, nella città dove è nata la moda.
Vieni a visitare le numerose  immagini  disponibili sulla nostra pagina Facebook e, se ti fa piacere, lasciaci il tuo commento.Grazie : ci aiuterai a migliorarci.
palazzo madama: la mostra Chapeau madame!torino 












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17 marzo: festa dell’Unità nazionale, dell’Inno e della Bandiera tricolore

17 marzo: festa della bandiera, della costituzione, dell'inno

 

Il 17 marzo si celebra in Italia la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”.
 
Ricordate le polemiche della Lega quando, nel 2011, fu deciso di istituire la festività del 17 marzo per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia? L’allora ministro della Repubblica italiana, Roberto Calderoli,  definì il decreto legge «pura follia» e «incostituzionale». Adottare un provvedimento urgente per istituire la festività del 17 marzo, per Calderoli era «un decreto legge privo di copertura in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale e in più farlo in un momento di crisi economica internazionale è pura follia. Ed è anche incostituzionale». Calderoli era contrario «alla decisione di non far lavorare il Paese il 17 marzo 2011, sia per il costo diretto che è insito in una festività con effetti civili che per quello indiretto, che proverrà dallo stimolo di allungare la festività in un ponte da giovedì fino a domenica. Se vogliamo rilanciare davvero il Pil di questo Paese con il decreto legge di oggi abbiamo fatto l’esatto contrario».
 
Siamo al 17 marzo 2014: e quella che dovrebbe essere una ricorrenza  importante nella vita civile del nostro Paese, è passata senza particolari attenzioni.
Non ci sono state le polemiche di allora, ma neppure le attenzioni che una festa così importante dovrebbe avere nel Paese.

festa del 17 marzo

La fanfara dei Bersaglieri

 

A Torino la festa è stata ricordata ieri con una sfilata di Assoarma in via Roma; nella Capitale stamane c’è stata la cerimonia all’Altare della Patria, alla presenza del presidente Napolitano; c’è stato il sorvolo delle Frecce Tricolori (la stessa pattuglia acrobatica che non volò in occasione della Festa della Repubblica il 2 giugno:  si disse per contenere le spese; oggi possiamo permetterci di spendere?).
 
Sostanzialmente la ricorrenza è stata ignorata.
Tanto che sul sito del Ministero della pubblica istruzione
si può ancora leggere:
“Una grande festa in occasione della ricorrenza del giorno di 152 anni fa in cui è stato proclamato il Regno d’Italia. Il 17 marzo 1861, approdo di un lungo e difficile percorso di unificazione nazionale e allo stesso tempo inizio della nostra Storia comune. La ricorrenza è stata istituita come festività civile, il 23 novembre del 2012 con la legge n. 222, con l’obiettivo di ricordare e promuovere i valori di cittadinanza e riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso la memoria civica… La scuola infatti è più di ogni altra istituzione il luogo deputato al consolidamento di radici e principi comuni per la formazione e l’evoluzione dell’unità nazionale. Nell’ambito del proprio ruolo, il Ministro Francesco Profumo ha invitato tutte le istituzioni scolastiche ad organizzare giornate di studio, dibattiti e convegni scientifici.”
Il nuovo ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, non ha trovato modo di fare aggiornare il sito del suo Ministero con una dichiarazione, magari formale, ma almeno aggiornata alla festa del 17 marzo 2014.
 
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Torino, raduno Bersaglieri del 2011

 

Ice Series 2014, Pragelato: gara epica sotto una nevicata straordinaria! Tutte le foto

Ice Series 2014, ti proponiamo tutte le foto della giornata di gare di ieri a Pragelato!

La pista per auto su ghiaccio di Pragelato, conosciuta anche come “Ice Pragelato”, è sicuramente tra le più antiche e più importanti strutture italiane nella sua categoria. Un chilometro di tracciato, sempre ben preparato da Adriano Priotti, con due tornanti che collegano un lungo rettilineo ed una serie di impegnative “s”. Un circuito che da oltre 30 anni ospita competizioni invernali ad altissimo livello. Non ha fatto eccezione l’inverno 2013-2014, in cui l’impianto dell’alta Val Chisone ha ospitato alcune tappe del trofeo Ice Series, che ieri ha vissuto il suo ultimo atto stagionale. Il clima, perfettamente a tema con l’evento, ricordava quello dei grandi rally del nord, con una fitta nevicata che ha fatto da contorno alle gare. La presenza del team francese Mazda, gradito ospite proveniente dal nobile Trophee Andros d’Oltralpe con ben 3 macchine, ha arricchito ulteriormente il tasso di spettacolo delle varie manche, disputate dinnanzi al numeroso pubblico pagante assiepato lungo il tracciato. Al termine di una intensa giornata di scodate, pendoli, controsterzi e con qualche immancabile sportellata, Ivan Carmellino ha festeggiato la conquista del titolo di campione italiano della specialità alla guida della sua Grande Punto, mentre il francese Beroujon su Mazda si è aggiudicato la “vittoria di tappa”. (Per ulteriori informazioni sulla gara potete consultare il nostro sito partner Automotornews)

In questo post trovate alcune immagini della giornata di gare di Pragelato. Potete guardare la gallery completa delle foto sul nostro sito OkFoto.it.

Ivan-Carmellino-vincitore-ice-series-2014