A Franceschini non far sapere …

A Franceschini non far sapere …

Dario Franceschini annovera Museo Egizio e La Venaria tra i musei stataliRivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna. Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo. Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”. Così il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, nel settembre 2011, per commentare la scoperta scientifica del CERN sulla velocità dei neutrini. Un errore clamoroso, quello della Gelmini, che resterà in rete per fare sorridere i figli e nipoti del 21° secolo.

Nel suo piccolo, ieri, un altro ministro della Repubblica italiana, ha voluto dare il suo contributo al “bestiario della politica” fornendo i dati sull’afflusso ai Musei statali. Parliamo di Dario Franceschini, ministro per i Beni culturali (ci risiamo: se non è Istruzione, è Cultura…) che, davanti al Comitato permanente per il Turismo, ha dichiarato: “Quello che si è appena concluso è stato l’anno d’oro dei musei italiani. Circa 43 milioni di persone hanno visitato i luoghi della cultura statali generando incassi per circa 155milioni€ che torneranno interamente ai musei attraverso un sistema premiale (Sic) che favorisce le migliori gestioni e garantisce le piccole realtà. Per la storia del nostro Paese è il miglior risultato di sempre, un record assoluto per i musei italiani, e anche rispetto al 2014, anno in cui si erano registrati numeri molto positivi, la crescita dei visitatori e degli incassi è significativa: +6% i visitatori (pari a circa +2,5milioni); +14% gli incassi (pari a circa +20milioni€); +4% gli ingressi gratuiti (pari a circa +900mila). E non siamo in presenza di una tendenza internazionale, anzi siamo in controtendenza se si guarda ai dati usciti sulla stampa estera oggi. In Italia, grazie anche alle nuove politiche di valorizzazione, prime fra tutte le domeniche gratuite, gli italiani sono tornati a vivere i propri musei. Un riavvicinamento al patrimonio culturale che educa, arricchisce e rende consapevoli i cittadini della magnifica storia dei propri territori” … “I dieci luoghi della cultura più visitati nel 2015 sono stati: il Colosseo (6.551.046 visitatori, +6% rispetto al 2014, pari a +369.344 ingressi); gli Scavi di Pompei (2.934.010, +12% pari a +312.207 ingressi); ecc. ecc. il Museo Egizio di Torino (757.961 +33% pari +190.273 ingressi); la Venaria Reale (555.307 visitatori e una crescita del +6,5% degli introiti), ecc. ecc. il Polo Reale di Torino (307.357), ecc.ecc.”.

Un capitolo a sé quello delle domeniche gratuite: sono 5 milioni le persone che complessivamente hanno partecipato all’iniziativa”. Che, ipotizzando un costo medio del biglietto di ingresso a 5 euro, fa la bellezza di 25 milioni di euro che ben servirebbero, ad esempio, per assumere nuovo personale e evitare – come accaduto nel ponte dell’8 dicembre al Polo reale – che  quell’importante Polo museale fosse … chiuso per riposo settimanale!

record di visitatori per il Museo Egizio di Torino

Dal comunicato sul sito dei Beni culturali si deduce che il ministro Franceschini non sa che il Museo Egizio e la Reggia di Venaria non fanno parte dei Musei statali.

Proprio su quel sito, a proposito del Museo Egizio si legge: “Il 6 ottobre 2004 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali conferì in uso per trent’anni i beni del Museo ad una apposita fondazione, la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, di cui fanno parte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT“.

Per quanto riguarda la Reggia di Venaria il sito MIBAC riporta che “non è un “museo”, ma una “Reggia per i contemporanei”: un grande spazio ed un’opportunità irrinunciabile dedicati al piacere, alla gioia di vivere, che coniuga gli aspetti storici, i desideri e le esigenze di svago di tutti. E’ di proprietà di un Consorzio di diritto pubblico e ha come Direttore Alberto Vanelli“: cosa che non risponde al vero da quando, circa un anno fa, Vanelli è stato sostituito in quel ruolo da Mario Turetta!

Ovviamente, semmai qualcuno glielo farà notare, il ministro Franceschini potrà sempre dichiarare che i dati sono stati pubblicati “a sua insaputa” oppure che si è trattato di un “errore umano”: versione molto in uso da parte del suo collega di Governo Poletti…

In questa vicenda colpisce un altro fatto: come altri media, sia La Stampa sia l’edizione torinese di Repubblica, non si sono accorti dell’errore e hanno subito pubblicato, nella edizione online, la nota del ministero, ciascuna testata con una fotografia del Museo Egizio, senza sottolineare lo svarione ministeriale.

Troppa fretta di pubblicare un pezzo per Dario Franceschini? Una competizione tra due quotidiani che si stanno scambiando il direttore? O il comodo lavoro di fare un “copia-incolla” di quanto arriva dagli uffici stampa del Governo, per mantenere buoni rapporti con gli uffici stampa e magari ottenere più facilmente una intervista con il ministro di turno?

Eppure sui social l’errore era stato subito evidenziato; ma  24 ore dopo la pubblicazione, i pezzi sono ancora lì, quasi in fotocopia, senza alcuna rettifica: quello de La Stampa e quello di Repubblica.

Si parla spesso della crisi dei giornali: qualche ottima ragione e spiegazione per la suddetta crisi arriva proprio da chi ha la fortuna di lavorare in un giornale.

La reggia di Venaria tra i musei più visitati nel 2015

OkFoto.it

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