Il successo di EICMA 2018 conquista anche la rete

Nell’anno di concomitanza con altre fiere del settore con ricorrenza biennale, EICMA 2018 non arresta la propria crescita e si conferma indiscusso punto di riferimento mondiale per l’industria delle due ruote. Centinaia di anteprime, 1.278 brand presenti  e sei padiglioni occupati, la 76° Edizione dell’Esposizione Internazionale Ciclo, Motociclo e Accessori chiude i battenti a Fiera Milano-Rho con un altro successo.

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Le conferme vengono anche dal fronte dell’attrattività globale dell’evento espositivo con il 52% di espositori esteri provenienti da ben 44 differenti Paesi e, soprattutto, dall’interesse dei media e di quello degli operatori esteri, che crescono nelle presenze rispettivamente del 18,3% e 17,1% rispetto all’anno di riferimento. Straordinario anche l’afflusso di pubblico, che si attesta sui numeri record della scorsa edizione.

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Quella di EICMA 2018 è stata per i visitatori un’esperienza di visita coinvolgente e ricca di contenuti.

 

Se EICMA è oggi la più importante, attrattiva e longeva fiera di settore al mondo, tanto da garantire una presenza di pubblico, operatori e media che nessun altro appuntamento del genere può vantare – ha dichiarato il Presidente Dell’Orto – è merito delle aziende che continuano a sceglierci. Per questo voglio condividere con loro la soddisfazione per il successo di questa edizione, trasformandola nel tempo da fiera ad evento espositivo in grado di coinvolgere ed emozionare centinaia di migliaia di appassionati”.

Il successo di EICMA 2018 conquista anche la rete. La settimana milanese più importante al mondo per gli appassionati delle due ruote non è stata scandita solo dal numero di anteprime presentate, padiglioni attraversati e prodotti toccati con mano, ma anche dalla quantità di emozioni digitali suscitate. La 76ª Edizione dell’Esposizione Internazionale Ciclo, Motociclo e Accessori, chiude infatti i battenti a Fiera Milano-Rho con numeri record anche sul web.

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Nei giorni di EICMA 2018 l’ufficio stampa e la redazione on line hanno scattato 10mila foto, girato oltre 47 ore di filmati prodotti in sei stazioni di editing, pubblicato sul sito web dell’evento espositivo 160 news, diffuso 15 comunicati stampa istituzionali, editato 52 footage video degli stand e percorso oltre 250 km all’interno del quartiere fieristico. Contenuti che anche attraverso le piattaforme social e digital ufficiali hanno raggiunto tantissimi appassionati ed addetti ai lavori. Sono infatti più di 900mila le visite al sito eicma.it e oltre 20mila i download dell’applicazione dedicata. E a stupire sono anche i numeri che riguardano l’attività sui canali social di EICMA: 1,3 milioni di utenti raggiunti e oltre 6,4 milioni di visualizzazioni dei post su Facebook e più di 850mila impression su YouTube, con 200mila minuti di visualizzazioni e quasi 58mila spettatori unici.

 

Grande successo anche per il canale Instagram, che durante la manifestazione ha fatto segnare un più 72% nel numero di follower, raggiungendo con le immagini e i video postati oltre 750mila persone e totalizzando circa 2,5 milioni di impression. Una tendenza confermata anche dalla popolarità ottenuta attraverso più di cento stories pubblicate sul social network di proprietà Facebook, che hanno totalizzato quasi un milione di impression.

 

“I social, e più in generale la rete, non solo hanno reso globale la competizione per coinvolgere nuovi utenti, ma – ha commentato il presidente di EICMA Andrea Dell’Orto – sono stati al contempo causa ed effetto dell’affermazione di un pubblico di appassionati sempre più esigente, che siamo riusciti ad ingaggiare e conquistare con la qualità dei contenuti prodotti. Approcciare il web con la qualità è una sfida avvincente e rappresenta un vantaggio anche per le imprese che scelgono EICMA per esporre i loro prodotti. Il successo digitale di Eicma 2018 ci riempie di soddisfazione, perché segniamo un’altra tappa importante nel potenziamento della nostra strategia digitale”.

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Le nostre immagini di Eicma 2018 sono disponibili in due album:

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The Italian Job: un raduno Mini per l’ospedale pediatrico Regina Margherita

Le Mini sulla pista del Lingotto E’ già trascorso quasi mezzo secolo dall’uscita nelle sale cinematografiche del film The Italian Job (è un film del 1969) diretto da Peter Collinson e interpretato da Michael Caine. Cinquanta anni fa, tre Mini Cooper scorrazzano in Torino, lungo i viali della città, sotto i portici di via Po e via Roma, nella galleria del Lux, scendono dalla scalinata della chiesa della Gran Madre, dallo scalone di Palazzo Madama, dalle scale del sottopassaggio di Porta Nuova, sfrecciano veloci sulla pista del Lingotto, attraversano il Po sulla diga del Parco Michelotti.

La pioggia non ha fermato le Mini a Torino

Alla guida delle Mini Cooper i ladri inglesi  arrivati a Torino per portare a termine una rapina ai danni del convoglio con i soldi della Fiat (4 milioni di dollari), dopo avere sabotato il sofisticato sistema computerizzato di controllo dei semafori cittadini: in tal modo la banda era riuscita a paralizzare il traffico, compiere il furto, seminare le auto della Polizia (la bellissima Alfa Romeo Giulia, oltre alle moto Guzzi) e fuggire a bordo della mitica vettura inglese.

The Italian Job è un film da tempo entrato nella leggenda e, a distanza di quasi mezzo secolo, riguardare quel film è anche un’occasione per vedere come è cambiata Torino: chi si ricorda di piazza San Carlo adibita a immenso parcheggio?

 

Le Mini sulla rampa elicoidale del Lingotto

Ieri, senza inseguimenti tra guardie e ladri, senza spericolate corse delle Mini sotto i portici o lungo aulici scaloni, Torino e il suo centro città sono stati teatro di un revival, a fini benefici, di The Italian Job.

The Italian Job è oggi anche il nome di un’associazione benefica il cui scopo è quello di raccogliere fondi a favore di opere e progetti per i bambini. Ogni anno,  un gruppo di automobili Mini parte dall’Inghilterra in direzione dell’Italia seguendo un itinerario  prestabilito con varie tappe tra cui, l’ultima, la città di Torino.

Per il 2018 The Italian Job ha scelto l’ospedale Regina Margherita di Torino e la Fondazione Forma come destinatari di una parte della raccolta fondi dell’associazione: il contributo, consegnato in occasione di una semplice e sentita cerimonia sulla pista del Lingotto, servirà per acquistare un laser di nuova concezione per la chirurgia plastica dei bambini in grado di trattare al meglio gli esiti cicatriziali dei piccoli pazienti del Regina Margherita (a oggi nessuna struttura pediatrica pubblica possiede tale attrezzatura).

La Pink Mini e The Italian Job

Appuntamento al 2019 per i 30 anni dell’associazione: in linea di massima la corsa, in calendario dal 20 ottobre al 2 novembre 2019, toccherà il Nurburgring, Monaco e Trento. Passerà per Roma, porterà le Mini sui  circuiti di Imola e  di Monza, prima di fare tappa a Torino.

Le fotografie del raduno a Torino sono disponibili al seguente link

The Italian Job: le Mini nel centro di Torino

Le Mini in via Roma

 

 

 

 

Torino Japan Week, fino al 25 ottobre mostre e spettacoli dedicati al Giappone

Organizzata dalla Città di Torino e da IFF, International Friendship Foundation di Tokyo, la Torino Japan Week è un’iniziativa giunta alla 43a edizione che offre la possibilità di conoscere e apprezzare l’arte e la cultura giapponese nel mondo.

Torino Japan week

Fino al 25 ottobre sarà possibile immergersi nel mondo giapponese con eventi gratuiti, dagli spettacoli ai workshop, dalle mostre alla cerimonia del tè, che si terranno in varie sedi di Torino: Piccolo Regio Puccini, Palazzo Madama, Museo di Arte Orientale, Palazzo Barolo.

Torino Japan Week ha preso il via ieri, 19 ottobre, in piazza Castello con una cerimonia che ha visto la presenza della sindaca di Torino accompagnata da alcuni assessori e dalle autorità giapponesi, che hanno assistito a uno spettacolo di calligrafia, percussioni, con esibizioni di danzatori e di samurai.

 

Japan Week a Torino

Samurai-Kamui

Da sottolineare l’eleganza e lo stile delle autorità giapponesi presenti: un segno del rispetto che portano al loro Paese e alla Città che li ha ospitati per la cerimonia inaugurale. Peccato che non si possa dire la stessa cosa per gli amministratori locali.

Japan week proporrà un’ampia prospettiva dei diversi aspetti della cultura giapponese; gli eventi (gratuiti e aperti al pubblico) includono danza, musica, artigianato, ikebana, origami, esibizioni di samurai, tamburi taiko, vestizione del kimono e musica koto. Il MAO – Museo di Arte Orientale – ospiterà i workshop e le dimostrazioni, mentre al Piccolo Regio si svolgeranno gli spettacoli e i concerti.

Torino Japan Week

La cerimonia di apertura

I visitatori avranno la possibilità di prendere parte alla tradizionale cerimonia del tè nella splendida cornice della Sala delle Guardie di Palazzo Madama.

Torino Japan Week si concluderà nella serata di giovedì 25 ottobre al Piccolo Regio Puccini dove, tra gli altri spettacoli, si terrà un concerto che vedrà sul palcoscenico musicisti giapponesi e torinesi esibirsi insieme.

Japan Week a Torino

Balli tradizionali giapponesi in piazza Castello

Inoltre, si terranno alcuni scambi culturali, parte integrante del programma della Torino Japan Week; i gruppi giapponesi si esibiranno, con accesso riservato agli ospiti e agli studenti, nelle seguenti sedi: Residenza Socio Assistenziale Carlo Alberto; Convitto Nazionale Umberto I; Istituto Europeo del Design; Centro Disabili Diurno; Scuola Internazionale COMICS.
Il Campus Luigi Einaudi dell’Università degli Studi di Torino ospiterà tre sessioni di scambi culturali in lingua giapponese che vedranno coinvolti gli studenti.

Torino Japan Week, patrocinata dal Consolato Generale del Giappone a Milano e da ENIT, è un evento internazionale che si svolge ogni anno in una diversa città con lo scopo di promuovere attraverso la cultura giapponese le relazioni amichevoli, la comprensione reciproca e la pace. L’anno scorso la manifestazione si era svolta a Praga e nelle ultime edizioni è stata ospitata a Lione, Salamanca, Porto, Francoforte.

La settimana torinese dedicata al Sol Levante è stata realizzata da IFF, dalle Relazioni Internazionali della Città di Torino con il contributo della Camera di Commercio di Torino, con il supporto di Fondazione Torino Musei, Teatro Regio, Fondazione Contrada Onlus.

Sponsor dell’iniziativa sono Suzuki e Torino Outlet Village.

Grazie al supporto e alla collaborazione dell’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne sarà possibile avvalersi anche della presenza di 56 studenti universitari che affiancheranno gli artisti e gli ospiti orientali.

Torino Japan Week

Per ulteriori informazioni e iscrizione agli eventi: www.japanweektorino.it

Elliott Erwitt Personae in mostra alla Reggia di Venaria

Elliott Erwitt Prado Museum

Prado Museum Elliott Erwitt (Magnum Photos)

Le Sale dei Paggi della Reggia di Venaria ospitano la grande mostra di Elliott Erwitt, uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento.

Elliott Erwitt Personae è il titolo della prima retrospettiva delle sue fotografie sia in bianco e nero che a colori.

La rassegna della Reggia di Venaria, che resterà aperta sino al 24 febbraio 2019, dimostra come la straordinaria sensibilità di Elliott Erwitt passi indifferentemente dal colore al bianco e nero e viceversa, in una totale continuità di stile e di ricerca.

Personae è la più grande retrospettiva mai fatta di Elliott Erwitt, e certamente la più peculiare, unisce infatti per la prima volta una grande collezione di immagini a colori alle sue icone in bianco e nero, e comprende il racconto dello sbalorditivo progetto che Erwitt ha firmato con lo pseudonimo Andrèe S. Solidor” ha dichiarato Biba Giacchetti, curatrice della mostra in occasione della presentazione.

una fotografia a colori di Elliott Erwitt in mostra alla Reggia di Venaria

Con oltre 170 immagini, il percorso espositivo mette in evidenza l’eleganza compositiva, l’umanità, l’ironia e talvolta la comicità del grande fotografo americano: tutte caratteristiche che rendono Elliott Erwitt un autore amatissimo e considerato il “fotografo della commedia umana”.

Marylin Monroe, Che Guevara, Sophia Loren, John Kennedy, Arnold Schwarzenegger, sono alcune delle celebrità colte dal suo obiettivo ed esposte in mostra. Su tutte Erwitt posa il suo sguardo acuto e pieno di empatia, dal quale emerge l’ironia e la complessità del vivere quotidiano. Con lo stesso atteggiamento, d’altra parte, Erwitt rivolge la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto. Con il titolo Personae, si allude proprio a questa sua adesione alla vita degli individui e, nello stesso tempo, a un senso della “maschera”, che si manifesta soprattutto in alcune foto realizzate con lo pseudonimo di André S. Solidor,  che Erwitt dedica senza diplomazia al mondo dell’arte contemporanea ed a un certo tipo di fotografia. In questo modo il grande fotografo dà vita ad un suo alter ego irriverente, che ama tutto ciò che Elliott Erwitt detesta: il digitale e il photoshop, la nudità gratuita e l’eccentricità fine a sé stessa. Una maschera dissacrante che prende in giro certi artisti, con un’esilarante parodia, che fa sorridere e, nello stesso tempo, invita a una seria riflessione sul mercato dell’arte.

Biba Giacchetti, curatrice della mostra di Elliott Erwitt

Elliott Erwitt nacque a Parigi nel 1928, da genitori russi emigrati. Trascorse i primi anni di vita a Milano. All’ età di dieci anni, a seguito delle leggi razziali, la sua famiglia si trasferì di nuovo a Parigi, l’anno successivo a New York e poi a Los Angeles, nel 1941. Nel 1949 torna in Europa, viaggia e fotografa in Italia e in Francia, iniziando di fatto la sua carriera professionale. Nel 1953 Erwitt viene invitato a diventare membro di Magnum Photos direttamente dal fondatore, Robert Capa. Nel 1968 diventa presidente della prestigiosa agenzia e ricopre tale carica per tre nomine.

Curata da Biba Giacchetti con il progetto grafico di Fabrizio Confalonieri, la mostra è organizzata da Civita Mostre con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, in collaborazione con Sudest57.

In visita alla mostra Elliott Erwitt Personae alla reggia di Venaria

Informazioni su orari e costi del biglietto sono disponibili sul sito della Reggia www.lavenaria.it

A questo link alcune immagini della presentazione della mostra

Salone Auto Torino, luci e ombre della edizione 2018. Tutte le fotografie

Raduno Porsche per i 70 anni del marchio al Salone Auto Torino

Gli organizzatori di Parco Valentino Salone Auto Torino hanno reso noti i dati sull’affluenza del pubblico per l’edizione 2018. In sintesi: “Sono stati oltre 600.000 i visitatori che in 5 giorni di manifestazione hanno passeggiato lungo i viali, tra gli stand dei 44 brand protagonisti dell’esposizione, e che hanno visto 2000 supercar sfilare negli eventi dinamici organizzati per le strade e le piazze della città. Un pubblico proveniente da tutte  le province italiane, oltre ai 10.000 turisti stranieri giunti a Torino da 81 Paesi stranieri.

Dall’analisi approfondita del biglietto elettronico gratuito emergono i dati di provenienza regione per regione. Dopo il Piemonte, la Lombardia con 80.000 visitatori è la regione da cui proviene il maggior numero di pubblico, seguita da Liguria 20.500, Emilia Romagna 18.500, Veneto 16.000, Lazio 14.200, Sicilia 11.200, Puglia 7.600, Toscana 5.400, Campania 4.500, Calabria 2.800, Valle d’Aosta 2.500, Friuli-Venezia Giulia 1.650, Marche 1.600, Sardegna 1.200, Basilicata 1.100, Abruzzo 800, Trentino-Alto Adige 800, Umbria 500, Molise 420. Analizzando i dati dei capoluogo di provincia,  dopo Torino, è Milano la città più presente, alla luce dei 20.000 milanesi che si sono messi in viaggio per partecipare alla kermesse. Il Salone dell’Auto di Torino si conferma una manifestazione in grado di attrarre i giovani, dimostrato dal fatto che il 45% di visitatori sia under 34. Approfondendo ulteriormente: dai 13 ai 17 anni (9%), dai 18 ai 24 anni (18%), dai 25 ai 34 anni (18%), dai 35 ai 44 anni (15%), dai 45 ai 55 anni (22%), dai 55 ai 64 anni (12%) e over 65 (6%). Del totale di pubblico che ha visitato Parco Valentino, il 33% sono state donne, un dato che conferma la presenza di un target trasversale e ampio tra i visitatori della manifestazione.”

Di fronte a ogni  statistica, più o meno approfondita, ci torna sempre in mente una citazione “Le statistiche sono come i bikini. Ciò che rivelano è suggestivo, ma ciò che nascondono è più importante.

In ogni caso, è sempre molto difficile stimare con una giusta approssimazione il numero di visitatori (o spettatori o presenze) che affollano un luogo pubblico: quanti dei 600.000 “visitatori” erano effettivamente tali e non, magari, persone che stavano passeggiando lungo i viali del Parco del Valentino o sotto i portici di via Roma?

Il Salone dell'auto di Torino si apre sotto la pioggia

Il Salone Auto Torino edizione 2018 era iniziato sotto la pioggia ed è finito con la polemica sollevata da Repubblica per una “sgommata” in piazza San Carlo di una delle vetture partecipanti alla parata del giorno inaugurale (guarda qui la sequenza fotografica).

Certamente Andrea Levy e gli organizzatori, che dispongono in dettaglio di tutti i dati e possono confrontarli con quelli di altri Saloni dell’auto e di altre manifestazioni dedicate all’automobile, sanno che dovranno lavorare molto per migliorare un evento che ha presentato molte luci ma anche tante ombre.

Bellissime modelle negli stand del Salone Auto Torino

La prima edizione, pur con i comprensibili problemi che ogni nuova iniziativa porta con sé,  a nostro avviso resta ancora quella che più ha risposto alle attese del visitatore: furono moltissime le novità e le fuoriserie esposte, ci fu grande spazio per il car design, la sfilata (il Gran Premio Parco Valentino) dal Parco Valentino alla Reggia di Venaria registrò la partecipazione di vetture molto rare e prestigiose.

Nella edizione dello scorso giugno, che peraltro sulla carta presentava un programma molto ricco di iniziative, è mancato invece ciò che consente a un evento di fare il salto di qualità:  perché non sempre la quantità porta con sé anche la qualità.

Manta di Ital Design nel cortile del Castello del ValentinoGran Premio Parco Valentino

 

Polizia Municipale di Torino al Salone Auto Torino

Alcune iniziative hanno creato caos nella circolazione (lo spostamento del Salone Auto 2019 dopo la chiusura delle scuole è già un modo per ridurre il caos nel traffico cittadino), altre sono state messe in calendario con sovrapposizione di orari o in zone non facilmente raggiungibili (a piedi o con i mezzi pubblici), costringendo gli appassionati a veri e propri tour de force per potervi assistere.  C’è stata un po’ di delusione per il raduno Porsche 70, di fatto un evento a invito, per il quale ci si aspettava la presenza di vetture storiche (presenti invece in numero molto limitato). Ha riscosso un buon successo  il raduno Lancia Delta (che, almeno in parte, ha compensato lo sconcerto degli amanti del glorioso marchio  abbandonato da tempo dal Gruppo FCA), così come quello Lotus, entrambi ospitati in piazza Vittorio Veneto. Fiore all’occhiello del Salone Auto Torino è stata l’esposizione  della collezione ItalDesign ospitata nel cortile del Castello del Valentino; molta curiosità ha riscosso anche l’esposizione dei prototipi di fronte al Castello: ma lo spazio destinato ad ospitarli era troppo scarso per consentire di ammirare quelle vetture come sarebbe stato necessario.

 

Lo stand Ferrari al Salone Auto Torino

In tanti, ancora una volta, hanno chiesto di studiare per il “Gran premio” un percorso che includa spazi dove i bolidi presenti (Ferrari, Lamborghini, Dallara, Pagani, ecc.) abbiano almeno un tratto in cui dare sfogo ai tanti cavalli sotto il cofano e dare così modo agli appassionati, di godersi il vero spirito di quelle vetture; che, diversamente, diventano soltanto una parata di auto di lusso.

Abbiamo raccolto le fotografie dell’evento 2018 in alcuni album:

Gran Premio Parco Valentino

Raduno Porsche 70

L’altro Salone

Ital Design

Lancia Delta sotto la Mole

Supercar parade

 

 

 

Attacchi di Tradizione, la quinta edizione del Concorso alla Reggia: tutte le fotografie

Il Concorso Internazionale di Attacchi di Tradizione della Reggia di Venaria, giunto alla quinta edizione, è l’appuntamento annuale che ha visto la partecipazione di circa 50 carrozze d’epoca e un centinaio di splendidi cavalli sfilare nei Giardini della Reggia e trottare fino al Parco della Mandria. Il concorso è organizzato dal Consorzio La Venaria Reale, dal Gruppo Italiano Attacchi in collaborazione con il Parco La Mandria e si è svolto nel fine settimana del 16 e 17 giugno 2018. Un concorso di Attacchi che, normalmente, entusiasma appassionati e pubblico che hanno la possibilità di ammirare una gara di eleganza, abilità e destrezza.

Pasquale Beretta e il cavallo di Andrea Bocelli al Concorso della reggia di Venaria

Erano presenti carrozze  ad attacco singolo, in pariglia, all’eveque (tre cavalli in fronte linea) , con tiro a 4, persino a “la Daumont” e   di differenti tipologie: carrozze di servizio, condotte dai cocchieri, come Landau, Milord, Victoria, Vis a Vis; carrozze sportive, da caccia e da passeggiata come Break, Dog Cart, Buggy, Phaeton, guidate dai proprietari; carrozze di utilità come il Military, la Dottorina, la Governess car o l’Omnibus.

Attacco alla Daumont sfila alla Reggia di Venaria

Notevole la presenza di equipaggi stranieri  provenienti da Francia, Polonia, Spagna, con i loro coloratissimi costumi, e Svizzera, a testimoniare che l’evento si colloca ormai fra i più importanti del settore in Europa ed è sicuramente il più prestigioso in Italia nell’ambito degli Attacchi di Tradizione.

I colori della Spagna al concorso attacchi di tradizione alla Venaria Reale

In occasione della prova di Presentazione, avvenuta sabato pomeriggio nel Parco Alto della Reggia e a cui si riferiscono le fotografie di OkFoto.it, ha luogo una sorta di “festa dell’eleganza”, quella stessa eleganza che si richiedeva, all’epoca delle carrozze, per le uscite per la passeggiata al parco: parasole sfiziosi per le signore,  cappellini da pomeriggio, guanti d’obbligo anche per i passeggeri, bimbi con pantaloncini a mezza gamba. Da ammirare anche le livree dei cocchieri, delle donne e degli uomini di scuderia in tenuta impeccabile con stivali e cilindro, sempre attenti alle necessità dei cavalli e alle richieste del proprietario, o dei groom, pronti a scendere dalla carrozza e risalire agli ordini del cocchiere, anche con la carrozza in movimento.

Eleganza, stile tradizione al concorso di attacchi di tradizione

I Giudici, in tre differenti postazioni, valutano ciascun attacco, passando al vaglio la carrozza, i finimenti, i cavalli, gli abbigliamenti e l’armonia dell’insieme.

I groom al lavoro in occasione del concorso di attacchi di tradizione

Per la quinta edizione del Concorso di Attacchi di Tradizione la Giuria Internazionale era presieduta dal vicepresidente AIAT (Association Internationale d’Attelages de Tradition) Raimundo Coral (Spagna) , da Bernard Puteaux (Francia) e Eduardo Cruz (Portogallo).

Il Concorso, la domenica mattina, prevede lo svolgimento del percorso di Campagna: il via nei giardini della Reggia, per un tragitto  che conduce all’ingresso del Parco La Mandria, dove gli equipaggi per una dozzina di chilometri  sono immersi nel verde di quella che fu la riserva di caccia dei re sabaudi.  Si rientra quindi nel Parco Basso della Reggia: il tutto in un tempo definito e sotto il controllo dei Giudici internazionali.

Nel pomeriggio della domenica, infine, si svolge la prova di Maneggevolezza, nel Gran Parterre della Reggia, di fronte alla balconata da dove il pubblico può seguire lo spettacolo.

La cerimonia di premiazione, che vede tutti gli equipaggi partecipanti schierati di fronte alla Reggia, chiude il Concorso con l’assegnazione del 5° Trofeo Reggia di Venaria e del Trofeo delle Nazioni AIAT.

Tutte le fotografie della prova di Presentazione della quinta edizione del concorso internazionale attacchi di tradizione sono disponibili a questo link.

Concorso attacchi di tradizione alla reggia di Venaria

La Norvegia vince il Bocuse d’Or Europe 2018

Chef impegnato al Bocuse


Christian André Pettersen ha vinto il Bocuse d'Or Europe 2018

Torino, dopo essere stata, domenica, la capitale europea della pasticceria, ospitando la selezione europea per la Coupe du Monde de la Pâtisserie, è stata per due giorni la capitale della gastronomia, grazie alla analoga competizione del Bocuse d’Or 2018.

La tensione negli sguardi dei partecipanti al Bocuse d'or Europe a Torino

L’11 e il 12 giugno all’ Oval Lingotto Fiere, nell’ambito del Gourmet Expoforum, di fronte a spettatori entusiasti, venti chef provenienti da tutta Europa si sono affrontati per 5 ore e 35 minuti con un impegno totale e la massima concentrazione. Per ciascuno c’era lo stesso obiettivo: conquistare un posto per la finale del più prestigioso concorso di gastronomia al mondo.

Nel grande spazio dell’Oval, di fronte alle tribune per gli spettatori, sono stati realizzati i box cucina dove ciascun team ha dovuto impegnarsi in una doppia prova: la prima consisteva nella preparazione di piatti individuali per ciascun membro della giuria, la seconda nella realizzazione della portata da servire ai membri della giuria su un grande vassoio.

IL PRIMO PREMIO AL NORVEGESE PETTERSEN

Il presidente della giuria degli chef, Jerome Bocuse

Alla fine della durissima competizione, la giuria, composta da 14 chef e presieduta dagli chef Jérôme Bocuse (figlio di quel Paul Bocuse, a cui si deve la creazione – nel gennaio 1987- di quello che sarebbe diventato il più famoso concorso gastronomico del mondo) , Tamás Széll (vincitore del Bocuse d’Or Europe nel 2016), Enrico Crippa (presidente del Bocuse d’Or Europe 2018) e Carlo Cracco, ha assegnato il primo premio al norvegese Christian André Pettersen, per la sua marcata creatività e per la capacità tecnica utilizzate per sublimare i prodotti di altissima qualità della tradizione piemontese (il filetto di vitellone di razza piemontese, il riso  della Baraggia Biellese e Vercellese e il formaggio Castelmagno dop) e italiana (gli spaghetti Barilla, ingrediente segreto comunicato ai partecipanti soltanto alla vigilia della gara torinese).

Per la Norvegia si tratta della seconda vittoria nella selezione europea.

CLASSIFICA FINALE BOCUSE D’OR 2018

La classifica finale è stata la seguente:

ORO – NORVEGIA  Christian André PETTERSEN, 28 anni, Ristorante Mondo, assistito da Håvard André JOSDAL ØSTEBØ

ARGENTO – SVEZIA  Sebastian GIBRAND, 29 anni, Lux Restaurants, assistito da Tommy MYLLYMÄKI

BRONZO – DANIMARCA  Kenneth TOFT-HANSEN, 36 anni, Svinkløv Badehotel, assistito da Christian WELLENDORF KLEINERT

Ismo Sipelainen, Finlandia, al Bocuse d'or EuropeLa preparazione dei piatti al Bocuse d'or Europe

Con loro, Finlandia, Francia, Belgio, Svizzera, Ungheria, Islanda e Regno Unito, hanno conquistato un posto per la Finale del Bocuse d’Or, durante il prossimo salone Sirha di Lione nel gennaio 2019, in cui gareggeranno 24 Nazioni.

Curtis Malpas, team Italia, al Bocuse d'or Europe 2018

Martino Ruggieri e Curtis Malpas impegnati nella prova del Bocuse d'Or Europe

Il team italiano si è dovuto accontentare del premio per il miglior aiuto (commis), attribuito al belga Curtis Mulpas, che lavora con lo chef Martino Ruggieri a Parigi: una “wild card” che consente al team italiano di accedere alla finale di Lione.

Le immagini della sfida sono disponibili qui

La Svezia si aggiudica la European Pastry Cup 2018 per la Coupe du Monde de la Pâtisserie

L’edizione 2018 della Coppa Europa della Pasticceria è stata la prima a inaugurare un nuovo format: le cucine dei candidati erano aperte, in modo da permettere agli appassionati sostenitori una completa visibilità! Per la prima volta nella storia del concorso, che si è svolto in contemporanea con il salone Gourmet ExpoForum ed è stato ospitato nella struttura dell’Oval al Lingotto Fiere di Torino, la location  ha permesso a oltre mille persone di fare il tifo per i campioni internazionali della grande pasticceria!

I vincitori della Coppa europea della Pasticceria pronti per la Coupe du Monde de la Pâtisserie

Un Lingotto completamente blindato per la contemporanea presenza del gruppo Bilderberg, insediatosi nel capoluogo sabaudo per il suo ritrovo “stagionale”. Il gruppo Bilderberg è composto da  economisti, giornalisti, magnati della finanza, potenti banchieri. Si tratta di un gruppo che non è stato eletto da nessuno e che decide le sorti di tutti: tiene riunioni  in segreto, in luoghi blindati e difesi dalle forze dell’ordine.

Martin Chiffers, presidente d'onore a Torino per la Coupe du Monde de la PâtisserieSi è trattato di una gara spettacolare, durata 5 ore, che ha visto impegnati i rappresentanti di 7 Nazioni (Belgio, Turchia, Svezia, Russia, Polonia, Svizzera e Bulgaria) al lavoro per sottoporre le loro creazioni alla Giuria presieduta da Martin Chiffers, nella qualità di Presidente d’onore della Coppa Europa della Pasticceria 2018.

 

 

Gabriel Paillasson, President Fonder a Torino per la Coupe du Monde de la Pâtisserie

Alle 18  Gabriel Paillasson, creatore del concorso, ha annunciato  i nomi dei vincitori:  Jessica SANDBERG e Martin MORAND, dalla SVEZIA,  vincono l’ambito trofeo e difenderanno i propri colori durante la Finale Mondiale di Lione (Francia) nel 2019. Gli chef hanno presentato  creazioni straordinarie sul tema “Madre Natura”.

Al secondo posto si è classificato il Belgio, seguito dai giovanissimi rappresentanti della Svizzera.

Ecco i vincitori.

1. SVEZIA

Martin MORAND, 41 anni – Specialista del cioccolato – Chef pasticcere, Pastry Inspiration, Sankt Olof
Jessica SANDBERG, 42 anni – Specialista dello zucchero – Pasticceria Nya Konditoriet a Umeå

2. BELGIO
Jacky BODART, 32 anni – Specialista del cioccolato – Chocolaterie Darcis, Pepinster
Bernard ISTASSE, 46 anni – Specialista dello zucchero – Pasticceria Istasse Bernard, Lobbes

3. SVIZZERA
Antoine CHOPIN, 22 anni – Specialista del cioccolato – Le Duo Creatif, La Tour de Peilz
Sara BEZENCON, 21 anni – Specialista dello zucchero – Maison Eric Vuissoz, Sainte-Croix

Anche i concorrenti della Polonia partiranno alla volta di Lione: grazie alle loro performance, Michal DOROSZKIEWICZ e Marek MOSKWA otterranno una “wild card” che permetterà loro di partecipare alla Finale mondiale della Coupe du Monde de la Pâtisserie.

La creazione con cui la Svezia ha vinto a Torino: Madre NaturaUn particolare di Madre Natura: la creazione della Svezia per la Coupe du Monde de la Pâtisserie

La squadra italiana  era presente a Torino ma non gareggiava poiché già qualificata tra le migliori 5 nazioni, ha conosciuto in casa il nome dei propri rivali. Le nazioni finaliste, i cui nomi sono già noti, si affronteranno nella Finale Mondiale che si terrà a Lione (Francia) nel gennaio 2019, durante il salone Sirha:

  • LE 5 MIGLIORI NAZIONI: Italia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti fanno parte delle 5 migliori nazioni che si sono qualificate automaticamente grazie alla performance.
  • 4 PAESI LATINO AMERICANI: Cile, Argentina, Messico e Brasile continuano l’avventura dopo aver vinto la Copa Maya ad aprile 2018 a Città del Messico.
  • 5 PAESI DELL’ASIA PACIFICA: Malaysia, Singapore, Australia, Taiwan e Cina hanno conquistato il loro posto durante l’Asian Pastry Cup lo scorso maggio a Singapore.

Entro la fine del mese, dopo l’African Cup che si svolgerà il 29 giugno a Marrakech (Marocco), conosceremo il nome di tutti i 22 Paesi che si affronteranno  per diventare il paese campione del mondo di pasticceria durante la Finale della Coupe du Monde de la Pâtisserie.

Tony Olsson, componente della Giuria internazionale alla Coupe du Monde de la Pâtisserie

Il Gran Ballo del Risorgimento a Palazzo Carignano

gran ballo del risorgimento al Museo del Risorgimento di TorinoC’era molto pubblico ieri pomeriggio a Palazzo Carignano per assistere al Gran Ballo del Risorgimento: tanto che la coda dei visitatori per acquistare il biglietto d’ingresso al Museo del Risorgimento, a un certo punto, è arrivata fino in piazza Carlo Alberto.

E benché le dimensioni della Sala del Parlamento abbia dimensioni ragguardevoli, non è stata sufficiente per dare modo a tutto il pubblico presente di assistere in modo opportuno alle esibizioni delle dame e dei cavalieri nei loro abiti ottocenteschi. Tanto che gli organizzatori hanno dovuto utilizzare anche la Sala dei Plebisciti, suddividendo così il corpo di ballo.

dame e cavalieri con abiti dell'ottocento per il gran ballo del risorgimento

Il Gran ballo del Risorgimento è stata una ricostruzione di un Gran Ballo formale dell’Ottocento, come quelli che venivano organizzati per festeggiare i momenti significativi del Risorgimento. Con il Gran Ballo del Risorgimento la Società di Danza ha voluto rendere omaggio alla storia e ai valori fondanti la società torinese, valori che trovano radici nella cultura democratica e liberale dell’800. Il Gran Ballo ha proposto la cultura musicale  della società italiana ed europea del XIX secolo: nella realizzazione di quadriglie, contraddanze, valzer, polke e mazurke  si è raccontato il gioco delle relazioni sociali e delle regole di etichetta su cui si fondava la vita pubblica della società ottocentesca, in un contesto in cui grazia e precisione si fondono col gusto dell’incontro e del corteggiamento cavalleresco.

il gran ballo del risorgimento nelle sale del museo del risorgimento

La realizzazione dell’evento ha visto impegnati un centinaio di  danzatori provenienti da alcuni dei 40 Circoli italiani della Federazione Società di Danza, che, in abiti e costumi ispirati all’epoca, hanno dato  vita a balli su figurazioni dei maestri di danza dell’800, frutto di una ricerca e sviluppo artistico del Maestro Fabio Móllica.

La manifestazione è iniziata con la promenade dei danzatori nelle piazze della prima Capitale d’Italia, cui ha fatto seguito il Gran Ballo del Risorgimento nei saloni ottocenteschi del Museo del Risorgimento Italiano.

società di danza e il gran ballo del risorgimento a torino

Fondato nel 1878,  il Museo Nazionale del Risorgimento  rappresenta un polo culturale di riferimento per la città di Torino. Ha sede nel Palazzo Carignano, uno dei più pregevoli edifici dello stile barocco, riconosciuto come bene protetto dall’UNESCO dal 1997. Nel 2011, in occasione delle celebrazioni per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, il Museo è stato completamente rinnovato, divenendo uno dei più importanti musei di storia d’ Europa. Conserva uno straordinario patrimonio e una Biblioteca di altissima specializzazione. Lungo il percorso museale si possono ammirare due aule parlamentari ancora intatte: la Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino, attiva dal 1848 al 1861, monumento nazionale dal 1898, e la maestosa Camera dei Deputati del Regno d’Italia, con affreschi di Francesco Gonin, costruita tra il 1864 e il 1871.

folto pubblico per il gran ballo del risorgimento

Le fotografie del Gran Ballo del Risorgimento sono disponibili qui.

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Palazzo Carignano a Torino ospita il gran ballo del risorgimento

gran ballo del risorgimento nella Sala dei Plebisciti

Novecento, i giorni di Margherita alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Life, istantanee di vita di corteNell’ambito del progetto “LIFE, istantanee di vita di corte!”, la Palazzina di caccia di Stupinigi ha proposto un evento dedicato alla vita di corte e di villeggiatura di inizio Novecento, quando le sale barocche, progettate dallo Juvarra e già testimoni dei fasti napoleonici, divennero (dal 1909 al 1919) la  residenza estiva della  regina d’Italia, Margherita di Savoia, che trascorreva l’inverno a Bordighera.

In quel periodo Margherita, vedova di Umberto I, ucciso a Monza, era di fatto la regina madre di Casa Savoia; sul trono, accanto al figlio Vittorio Emanuele III, sedeva la nuora Elena di Montenegro.

La regina, donna dall’enorme popolarità (a lei venne intitolata anche una pizza…), riempì Stupinigi di una gran quantità di mobili e arredi di stili diversi, e la Palazzina di caccia vide un grande andirivieni di parenti, nobili e ospiti  che arrivavano a bordo delle prime “carrozze a motore”.

Stupinigi-48 copiaMargherita di Savoia fu tra le prime utilizzatrici delle automobili e convinta sostenitrice del nuovo mezzo di locomozione. Intrattenne cordiali e frequenti rapporti con molti pionieri del motorismo, come Emanuele Bricherasio o Carlo Biscaretti.

Disponeva di un fornitissimo garage, suddiviso nel “reparto di città” e “reparto di campagna”, nel quale erano custodite le vetture per i servizi di corte, ognuna identificata con il nome di un volatile, secondo il tipo di servizio cui era assegnata.

A Stupinigi rivivono i giorni di Margherita

Stupinigi, ancora e per l’ultima volta, a inizio Novecento diventò dunque una casa arredata secondo il gusto  della regina; come ebbe a dire un cronista dell’epoca: “La fata del luogo imprime a tutto e per tutto il cachet del suo gusto“.

 

Stupinigi-128 copiaLa rievocazione in calendario ieri pomeriggio poteva anche essere riferita all’arrivo a Stupinigi, nel 1910, della cognata della regina madre, Maria Pia di Savoia, una delle figlie di Vittorio Emanuele II, ex regina del Portogallo,  tornata in esilio in Italia dopo la caduta della monarchia lusitana e che morì  alla Palazzina nel 1911.

Grazie all’evento in programma alla Palazzina, organizzato in collaborazione con Le vie del tempo, è stato  possibile assistere a scene della vita di corte, con il via vai degli ospiti, delle dame di compagnia, del personale di servizio negli appartamenti che la regina Margherita dotò di una gran quantità di mobili e arredi di stili diversi.

Stupinigi-35 copiaL’evento ha avuto una degna conclusione con  il concerto della Banda musicale Giacomo Puccini, ospitata nel cortile d’onore della Palazzina di Stupinigi,  tenuto in occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario della costituzione del corpo musicale.

Il prossimo appuntamento di LIFE è per il prossimo novembre, quando saranno riproposte le istantanee della vita di corte in occasione della caccia reale.

Qui trovi le immagini dell’evento.

 

 

 

Bocuse d’Or 2018, a Torino la finale europea del prestigioso concorso

Per la prima volta nella sua storia, l’evento Bocuse d’Or Europe si svolgerà nell’Europa meridionale. Dopo Norvegia, Svizzera, Belgio, Svezia e Ungheria, sarà Torino ad ospitare la selezione continentale della più prestigiosa competizione internazionale di alta cucina: il Bocuse d ‘Or.

Bocuse d'Or Europe Off 2018 a Torino

La finale europea del Bocuse d’Or  porterà sotto la Mole Antonelliana, l’11 e il 12 giugno 2018, i migliori chef che gareggeranno per conquistare il titolo europeo e per aggiudicarsi il posto per la finale mondiale del Bocuse d’Or, in programma a Lione nel gennaio 2019, in occasione del Sirha.

Oltre alle finali europee del Bocuse d’Or,  Torino ospiterà anche le finali europee della  Coupe du Monde de la Pâtisserie.

La European Pastry Cup è un contest di pasticceria di livello internazionale che si svolgerà all’Oval di Lingotto Fiere il 10 giugno 2018, in contemporanea con Gourmet Expoforum, il Salone dedicato agli operatori professionali dei settori Horeca e Food & Beverage in calendario dal 10 al 12 giugno 2018 negli spazi espositivi di Lingotto Fiere.

Torino ospiterà per questo evento 7 nazioni (Belgio, Turchia, Svezia, Russia, Polonia, Svizzera, Bulgaria) che si contenderanno l’ingresso alla finale che si svolgerà a Lione nel 2019. Le sette squadre in gara avranno 5 ore per preparare diversi dessert: 2 torte gelato alla frutta, 10 dessert al piatto, 1 scultura di cioccolato e 1 scultura di zucchero. Solo tre di loro raggiungeranno gli altri finalisti a Lione nel mese di gennaio 2019.

Bocuse d'Or a Torino l'11 e il 12 giugno 2018

Cos’è il Bocuse d’Or

Il concorso nacque nel 1987 grazie all’intuizione di Paul Bocuse che inventò un vero e proprio evento spettacolo all’interno di Sirha, l’appuntamento mondiale di riferimento della ristorazione e dell’industria alberghiera che si svolge ogni due anni a Lione.

L’idea è stata quella di riunire 24 giovani chef provenienti da tutto il mondo facendo loro realizzare alcuni piatti in un tempo limite, sottoponendoli poi ad una giuria composta dai più importanti chef mondiali. Al di là della competizione culinaria, il Bocuse d’Or si è imposto nel tempo come uno show mediatico, consentendo a  molti chef di talento di farsi conoscere proprio grazie al concorso stesso. A circa 30 anni dalla nascita del premio e per soddisfare la necessità di rappresentare tutti i Paesi, nel 2007 sono nate le preselezioni continentali con il Bocuse d’Or Europa, America Latina e Asia, diventata nel 2014 Asia-Pacifico con l’integrazione dell’Australia. Nelle preselezioni continentali sono scelti i 24 Paesi che hanno accesso alla prestigiosa finale mondiale:  il Bocuse d’Or è ormai l’insieme di sessanta eventi, tra concorsi nazionali e continentali, su un ciclo di due anni, che culmina nella finale mondiale di Lione.

Gualtiero Marchesi. La cucina come pura forma d'arte in mostra a Palazzo Madama a Torino

L’ultima prova per i 20 candidati dell’Europa si svolgerà dunque a Torino dall’11 al 12 giugno 2018: dieci squadre saranno ammesse alla finale a Lione e si aggiungeranno ai vincitori delle selezioni continentali delle Americhe in Messico e Asia-Pacifico a Guangzhou.

Nelle prove a Torino tutti i concorrenti dovranno utilizzare gli stessi prodotti, in questo caso prodotti di eccellenza del territorio piemontese: la carne, il riso, il formaggio Castelmagno e i vini. A cui si aggiungerà un prodotto che resterà segreto sino alla vigilia del concorso.

Bocuse d’Or Europe Off

Florent Suplisson alla presentazione di Bocuse d'Or a Torino

Il Bocuse d’Or Europe OFF 2018 è il calendario di eventi culturali rivolti al grande pubblico in programma a Torino dall’8 al 16 giugno, con alcune anticipazioni nelle settimane precedenti, collegato al prestigioso concorso di alta cucina Bocuse d’Or Europe.

Composto da iniziative culturali diffuse e realizzato per la prima volta nella storia del Bocuse d’Or Europe, il calendario OFF nasce dal presupposto che la cucina è cultura, espressione di un bagaglio storico, dell’identità di un territorio, di una idea di contemporaneità in continuo dialogo con altre arti e discipline, con cui condivide la capacità di interpretare il presente e disegnare il futuro.

Simbolicamente realizzato nell’Anno del cibo italiano, grazie alla partecipazione dei principali musei e istituti culturali, dei protagonisti dell’enogastronomia, di partner pubblici e privati, il Bocuse d’Or Europe OFF 2018 offre al pubblico un cartellone ricco di percorsi espositivi, dialoghi, incontri, spettacoli, laboratori, attività per famiglie, degustazioni e cene nei luoghi più belli e significativi del territorio.

Bocuse d'Or all'Oval di Torino

Brompton World Championship arriva a Torino, ecco le fotografie

la partenza della Brompton World championship a Torino Il Parco del Valentino, che fra un mese ospiterà il Salone dell’automobile di Torino, è stato lo scenario della quinta edizione italiana del Brompton World Championship, dove stile, passione e senso di appartenenza caratterizzano una competizione che è già diventata un classico.

Dato il carattere urban della bicicletta pieghevole più famosa al mondo e dato il forte senso di appartenenza alla comunità dei bromptoniani, a Londra già da tredici anni viene organizzata una gara sui generis, in cui gli atleti devono rispettare il dress code che impone camicia, giacca e cravatta (e il foulard per le signore) e che spinge a dare spazio alla fantasia.

La tappa italiana del Brompton World Championship si è sempre tenuta in location suggestive: Villa Borghese a Roma,  Parco delle Cascine a Firenze, Parco San Giuliano a Venezia, Autodromo di Monza.

BROMPTON WORLD CHAMPIONSHIP, FINALMENTE A TORINO

Finalmente il Brompton World Championship è arrivato anche a Torino,  sotto le fronde dei platani secolari del Parco del Valentino, lungo le sponde del Po, su un percorso attorno al Castello del Valentino.

Lo svolgimento della manifestazione è avvenuto  all’interno di una giornata dedicata al ciclismo urbano e alla parata del Bike Pride piemontese. Chissà se Torino riuscirà nuovamente a ospitare anche una tappa del World naked bike Pride

I partecipanti alla Brompton world championship a Torino

Dopo Roma, Firenze, Venezia e l’Autodromo di Monza, è toccato a Torino accogliere tutti gli appassionati possessori di una Brompton per la gara ormai famosa nel mondo che qualifica i vincitori al grande evento finale di Londra del prossimo 28 luglio.

i concorrenti della Brompton worldd championship davanti al castello del Valentino

Tra i partecipanti alla gara, infatti,  i due vincitori della classifica maschile e femminile sono premiati con un biglietto aereo per Londra e l’iscrizione alle BWC Final 2018. Vengono premiati inoltre il 2° e 3° classificato, il migliore della categoria Over 50 e le prime squadre classificate (uomo e donna). Tra tutti gli iscritti, sarà inoltre riconosciuto un premio ai due partecipanti “meglio vestiti”, senza dimenticare che durante la giornata si è svolto anche il Folding Contest Italia, la sfida cronometrata nel ripiegare la propria bici più velocemente.

Organizzato da Bike id, negozio specializzato in biciclette pieghevoli in collaborazione con Brompton Italia, il World Championship di Torino ha visto la partecipazione di moltissimi bromptoniani provenienti da tutta Italia per gareggiare su un circuito di circa 15 km intorno al Castello del Valentino. Prima della gara c’è stata anche una parata: che non ha richiesto competizione agonistica ma ha spinto i partecipanti a puntare sullo stile … con rispetto del dress code!

Pronti per la partenza dellaBrompton world championship a Torino

Tra i partecipanti alla gara lunga, verranno premiati i due vincitori della classifica maschile e femminile con un biglietto aereo per Londra e l’iscrizione alle BWC Final 2018. Verranno premiati inoltre il 2° e 3° classificato, il migliore della categoria dei veterani Over 50 e le prime squadre classificate (uomo e donna). Tra tutti gli iscritti, sarà inoltre riconosciuto un premio ai due partecipanti “meglio vestiti”, senza dimenticare che durante la giornata ci sarà anche il Folding Contest Italia, la sfida cronometrata nel ripiegare la propria bici più velocemente.

Guarda le fotografie della manifestazione realizzate da OkFoto.it.

Pronte per la parata alla Brompton World Championship al Parco del Valentino a Torino

 

 

Il Grande Gatsby, una serata Anni Venti alla Reggia di Venaria

Da tempo gli organizzatori della Nuit Royale e di Halloween alla Reggia avevano in mente di portare il Grande Gatsby negli scenari della Reggia: finalmente sabato scorso l’evento ha visto la luce.

Il Grande Gatsby alla reggia di Venaria Un radioso sorriso in occasione dell'evento Grande Gatsby alla reggia di Venaria

Una festa  spettacolare, molte ore di divertimento con la possibilità di  rivivere le atmosfere e i personaggi dei ruggenti Anni Venti: electro swing, lindy hop, animazione e molto altro.

Il Grande Gatsby (The Great Gatsby) è un romanzo dello scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald pubblicato a New York il 10 aprile 1925 e definito da T.S. Eliot «il primo passo in avanti fatto dalla narrativa americana dopo Henry James».

Ambientato a New York e a Long Island durante l’estate del 1922, Il Grande Gatsby è il  ritratto dell’anima dell’età del jazz, con le sue contraddizioni, il suo vittimismo e la sua tragicità. La storia, narra la tragedia del mito americano che aveva retto il paese dai tempi dello sbarco a Plymouth Rock.

Il Grande Gatsby è anche il titolo del film del 2013 ricavato dal romanzo di F.S. Fitzgerald (The Great Gatsby):  un film  diretto da Baz Luhrmann ed interpretato da Leonardo DiCaprio, Carey Mulligan e Tobey Maguire.Grande Gatsby e la moda degli Anni Venti

Il dress code per la serata era ovviamente legato alla moda degli Anni Venti, degli anni ruggenti, della rinascita, di un periodo in cui le ragazze non sono più quelle di un tempo, desiderano studiare, iniziano a fumare e bere cocktail, le forme si assottigliano,  i capelli si accorciano, si utilizzano cappelli, perle, paillettes e piume. Nella moda maschile si afferma l’abito a tre pezzi con bretelle e scarpe stringate; si diffonde lo smoking, capo iconico di una società ricca e spesso spregiudicata. Con il Grande Gatsby alla Reggia di Venaria tutto questo torna ad essere realtà solo per una notte!

Alla reggia di Venaria va in scena il Grande Gatsby

Abbiamo raccolto in un album le immagini dei partecipanti all’evento al momento del loro arrivo alla Reggia: c’era una atmosfera di allegria e spensieratezza, in attesa di una notte  di divertimento.

E mentre alcuni ospiti erano in coda all’ingresso, altri si gustavano una cenetta romantica negli affollati locali della centralissima via Mensa di Venaria, in una serata con temperature estive.

Una cena romantica in occasione del Grande Gatsby alla Reggia di Venaria

 

 

 

 

Torino Comics 2018 fa registrare il record di visitatori

Torino comics al Lingotto Fiere il 13-14-15 aprile 2018 La 24° edizione di Torino Comics chiude con 56.000 visitatori, segnando dunque un record per la storia della manifestazione svoltasi nei padiglioni di Lingotto Fiere.

Soddisfatti gli organizzatori che hanno sottolineato l’altissima l’affluenza nell’area editoriale, con il ritorno di importanti case editrici, alcune delle quali assenti da diverso tempo a Torino, come Tunuè, BD, Magic Press, Shockdom, Dark Zone, No lands Comics, Cronaca di Topolinia, e Star Shop distribuzione, che ha partecipato con le pubblicazioni delle case editrici Panini, Star Comics ed Edizioni Inkiostro.

Nei tre giorni della manifestazione si sono registrate lunghissime file di lettori e fan per le sessioni di disegni e autografi degli autori più amati, come Fraffrog, Loputyn e RichardHTT (Shockdom), Don Alemanno e Boban Pesov (Magic Press), Gud e Marco d’Aponte(Tunuè), Andrea Cavaletto (Inkiostro), Paolo Eleuteri Serpieri (Star Shop), Paolo Mottura, che ha presentato la mostra I miti del cinema un portfolio di disegni dedicato ai grandi classici, nuovi e moderni del cinema.

Torino comics, una manifestazione tutta da scoprire

Migliaia i giovanissimi che hanno affollato lo Youtuber village  per incontrare le star più amate del web, in particolare i Me contro Te– conosciuti in rete come Sofì e Luì, coppia di fidanzatini con oltre 4.3 milioni di follower – e LaSabri, la regina di Youtube, con oltre 2.5 milioni di follower grazie ai suoi vlog.

Nyn Brighid presente a Torino Comics

Grande successo anche per la conferenza sul doppiaggio dei cinecomics, che ha visto protagonisti sul palco del padiglione 2 le voci del mondo Marvel: Massimiliano Manfredi (Thor), David Chevalier (Loki) e Francesca Fiorentini (Virginia “Pepper” Potts).

INTERNATIONAL COSPLAY LEAGUE

Torino Comics ha ospitato la tappa italiana delle qualificazioni dell’International Cosplay League,  a cui partecipano cosplayer qualificati da Paesi di tutto il mondo. Le finali si svolgeranno a settembre a Madrid, in occasione dell’evento Japan Weekend. In gara sia singoli, su cui è stato valutato solo il costume, sia coppie, per le quali invece sono stati giudicati sia i costumi sia l’esibizione.

Torino comics 2018, record di visitatori

A giudicare i concorrenti, una giuria da esponenti di primo piano del mondo cosplayer internazionale, tra cui la cosplayer polacca Shappi, plurititolata a livello europeo e specializzata in armature; l’italiana NadiaSK, cosplayer appassionata di videogiochi e manga, conosciuta in tutto il mondo e vincitrice del World Cosplay Summit nel 2008; Twins Cosplay, vincitori delle selezioni italiane del 2017 e secondi classificati alle finali mondiali; Davide Garbolino, doppiatore, direttore di doppiaggio e presentatore televisivo, voce di personaggi celebri del mondo dei cartoon come Johnny di È quasi magia Johnny, la tartaruga Ninja Michelangelo, Gohan di Dragonball e Nobita di Doraemon; Galefir, cosplayer spagnolo e delegato speciale del Japan Weekend di Madrid.

Torino Comics, una festa per i cosplayers

Nell’ultima giornata di Torino Comics si è  svolto il classico cosplay contest, che premia l’abilità “artigiana” del concorrente, la sua capacità di immedesimarsi nel ruolo scelto e le sue doti interpretative e di simpatia.  Si sono alternati sul palco più di 350 cosplayer, in gara per aggiudicarsi il premio per miglior singolo (maschile e femminile), miglior coppia, miglior gruppo, fino al superpremio finale, un viaggio al London film and Comic Con di Londra.

Oltre 350 Cosplayers sfilano nella giornata di chiusura di Torino Comics 2018

Sfoglia  l’album con alcune delle più belle fotografie di Torino Comics 2018 scattate da OkFoto.it

 

 

 

Fatevi rapire dalla bellezza della mostra Genio e maestria

«Fatevi rapire» è l’invito che arriva dalle Residenze Reali sabaude nella nuova campagna pubblicitaria spaziale. Residenze che diventano “extra reali”: un messaggio che vuole sottolineare il valore  in più  delle regge e castelli del sistema delle residenze sabaude.  Nella nuova pubblicità c’è un ufo a  illuminare la Reggia di Venaria, che apre la stagione 2018 ospitando nelle Sale delle arti la mostra Genio e Maestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento, sino al 15 luglio 2018. 

uno dei capolavori della mostra Genio e maestria alla Reggia di Venaria

L’evento espositivo intende aggiungere nuovi tasselli alla storia del patrimonio dell’ammobiliamento in Piemonte tra Settecento e Ottocento presentando mobili d’arte di eccezionale rilevanza realizzati dai maggiori ebanisti e scultori dell’epoca (Luigi Prinotto, Pietro Piffetti, Giuseppe Maria Bonzanigo e Gabriele Capello detto “il Moncalvo”), alcuni mai esposti prima, grazie a prestiti di altre residenze reali sabaude e di importanti collezionisti: due secoli di storia dell’arredo in circa 130 opere, alcune mai esposte o assenti da anni alla fruizione del pubblico.

ingresso della mostra Genio e maestria alla Reggia di venerai

Tra queste va ricordata l’eccezionale presenza in mostra del monumentale Coro a 28 stalli del Prinotto, un capolavoro del 1740, rientrato recentemente in Italia dall’Irlanda dopo più di 200 anni e restaurato, con altre 40 opere in mostra, dal Centro conservazione e restauro “La Venaria Reale”.

Coro monastico di Luigi Prinotto esposto alla Reggia di Venaria

La mostra racconta la storia di un raffinato, colto e complesso mestiere d’arte che si sviluppò nello Stato sabaudo, principalmente a Torino e a Genova,  a servizio delle più importanti committenze reali e nobiliari nel costante dialogo tra le arti.

mobili e ebanisti alla corte sabauda

Nel percorso espositivo sono descritte la formazione, l’organizzazione delle botteghe, l’aggiornamento culturale e tecnologico che fanno sì che l’ebanista si distingua dal minusiere, dallo scultore in legno, dal maestro d’ascia, dal bottalaro e dal mastro di carrozze nell’ambito della Università dei Minusieri (istituita nel 1636) e nei cantieri nobiliari e di corte.

Fatevi rapire dalla mostra Genio e maestria alla Reggia di Venaria

Abbiamo raccolto in un album le immagini scattate alla mostra Genio e Maestria.

A questo link troverai le informazioni su orari e biglietti.