Babbo Natale, a Torino un grande raduno per beneficenza

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La spruzzata di neve di ieri ha reso, se possibile, ancora più bello il raduno di Babbo Natale davanti all’ospedale Regina Margherita di Torino, organizzato dalla Fondazione Forma. Un sole bellissimo, il cielo blu, il bianco della neve sulle aiuole, il bianco e rosso dei Babbi Natale (16.000? 18.000? Chissà. Sicuramente tantissimi) hanno contribuito, almeno un po’, a rendere migliore questo giorno per i piccoli ricoverati dell’ospedale infantile.

Babbo Natale in Forma, il grande raduno a Torino

Tantissime le persone, tutte vestite con il costume di Babbo Natale, che hanno animato il piazzale: chi giocava a palle di neve, chi ballava, chi si beveva la cioccolata calda o si rifocillava con i vari generi di conforto disponibili sulle bancarelle: tutti sorridenti e pronti a dare vivacità a una festa che, ogni anno di più, diventa un appuntamento importante del Natale a Torino. Molti quelli arrivati in compagnia del loro amico a quattro zampe.

Babbo Natale in bici davanti all'ospedale Regina MargheritaPuò darsi che qualcuno si sia fatto spaventare dalle notizie dei media dei giorni scorsi: come se qualche centimetro di neve o il termometro poco sopra lo zero potessero essere più forti delle emozioni che si provano nell’essere insieme in piazza davanti all’ospedale.

Piccoli e adulti insieme per l'Opsedale Regina MargheritaBasta dare uno sguardo alle tantissime immagini (le nostre sono disponibili qui) dell’avvenimento per capire che solo le scuse possono avere fermato i pigri. In piazza c’erano tantissimi bambini, persone arrivate a piedi, in auto, in bici e –soprattutto- in moto.

Babbo Natale arriva in motoDifficile dire quante fossero i motociclisti: forse cinquemila, che non hanno minimamente pensato di nascondersi dietro la scusa della neve o delle strade sporche; sono intervenuti, con il solito grande entusiasmo, sfilando a lungo in corso Unità d’Italia, facendo sentire il rombo dei motori ai piccoli pazienti del Regina Margherita (e ai ricoverati degli altri ospedali torinesi che affacciano sul corso).

Motociclisti presenti in gran numero al raduno di Babbo Natale a TorinoUno spettacolo nello spettacolo.

Chi non ha potuto esserci, incominci a pensare di non mancare al prossimo raduno di Babbo Natale in Forma: la raccolta fondi non si ferma mai. C’è bisogno del contributo di tutti.

Anche i nostri amici a quattro zampe presenti al raduno di Babbo Natale

Raduno di Babbo Natale, appuntamento il 3 dicembre

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L’appuntamento per il raduno di Babbo Natale in Forma, davanti all’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino, è per domenica 3 dicembre alle ore 10.30.

Tutti in fila per il raduno di Babbo Natale in FormaDal dicembre 2010, ogni anno la Fondazione FORMA festeggia il Natale così: invitando tutti, grandi e piccoli, ciclisti, motociclisti, maratoneti, studenti, mamme, papà, genitori, nonni, zii, magari con il fedele amico a 4 zampe, a diventare i protagonisti del più grande raduno di Babbo Natale d’Italia.

La Fondazione ha distribuito in questi anni più di 76.000 vestiti di Babbo Natale ed ha finanziato, grazie ai fondi raccolti con il raduno, importanti progetti a favore del Regina Margherita. Ma i fondi non bastano mai: per cui l’invito è di recarsi in uno dei numerosi punti di distribuzione del kit, per fare una piccola  donazione: qui trovi l’elenco.

Chi ha già avuto il piacere di partecipare al raduno di Babbo Natale, da tempo ha certamente messo in agenda la data dell’ottava edizione della manifestazione. Per coloro che ancora non vi hanno preso parte, è invece giunta l’occasione per essere presenti a un evento che regala tante emozioni.

Perché il raduno di Babbo Natale in Forma non è uno dei tanti flashmob che si organizzano nell’anno per le più svariate ragioni: è “il” Raduno di Babbo Natale.

Solo chi ha già preso parte all’evento sa quanta emozione si prova nel vedere l’enorme piazzale davanti all’Ospedale Regina Margherita colorato di rosso, con tutte le persone presenti vestite come Babbo Natale.

Gli alpini dell'ANA di Torino impegnati al Regina Margherita a favore dei piccoli ricoveratiNon c’è immagine che possa descrivere appieno la grande emozione che si prova nel vedere le testoline dei piccoli ricoverati muoversi curiose dietro i vetri delle finestre delle loro stanze, per vedere uno spettacolo che –per loro, costretti da una malattia nelle stanze dell’ospedale- sembra ancora più magico.
Quest’anno nel piazzale ci saranno anche gli allievi delle scuole che hanno aderito al concorso scolastico “Un Natale sostenibile per Forma”, con le loro creazioni della Mole Antonelliana, realizzate appositamente per il raduno con materiale di riciclo. Le opere saranno esposte in piazza: potranno essere portate a casa con una donazione a favore della Fondazione FORMA.
Come sempre, la festa sarà animata da tanti ospiti e tanta musica: è dicembre e fa un po’ freddo, quindi bisogna ballare e muoversi: ma ci saranno bevande calde, panettone, golosità e piatti caldi per rifocillarsi. Per partecipare basterà indossare il costume della Fondazione.

Babbo Natale in Forma per l'ospedale Regina MargheritaAl Raduno si arriva in tutti i modi: con i mezzi pubblici, con l’auto, in moto, con lo scooter, il monopattino, in bici, correndo, camminando. Si può  scegliere di fare la camminata organizzata da Base Running a sostegno di Forma: la partenza è alle ore 10.00 dietro l’8 Gallery e l’arrivo è sul piazzale del raduno. Per coloro che, prima di essere presenti sul piazzale davanti all’Ospedale , vorranno correre la 10 Km di “Un PO di corsa”, l’invito è di indossare il cappello rosso del raduno di Babbo Natale: così da rendersi, in qualche modo, ambasciatori dell’iniziativa. Novità per l’edizione 2017 è la biciclettata di Babbo Natale con ritrovo e partenza da via Lagrange poco dopo le 10, con percorso di 4 km circa e arrivo nel cuore del raduno, dove è prevista un’area attrezzata per le bici.

Biciclettata per il raduno di Babbo Natale per la raccolta fondi per il Regina MargheritaNon mancheranno i numerosissimi motociclisti che si troveranno, se vorranno, a partire dalle ore 9.30 presso il Mobility Village di Beinasco e sfileranno in corso Unità d’Italia, passando sotto l’Ospedale. Oppure arriveranno in gruppo con i vari Moto Club sempre presenti alla manifestazione. O ciascuno attraverserà la città formando dei gruppi spontanei, incontrando lungo la strada altri motociclisti con l’abito rosso di Babbo Natale.

Forse l’arrivo della carovana dei motociclisti è uno dei momenti più attesi dai bambini dell’ospedale: migliaia di moto, ciascuna guidata da un Babbo Natale, molte delle quali addobbate e cariche di pacchi regalo …

Una lunga mattinata di festa, piena di colori e allegria, per donare un sorriso ai piccoli pazienti. Un’ occasione per fare del bene con una piccola donazione: 5 euro per il kit con cui partecipare al raduno di Babbo Natale.

Rduno di motociclisti con l'abito di Babbo Natale verso il Regina MargheritaSe vuoi vedere le immagini della edizione 2016 di Babbo Natale in Forma, clicca qui.

Potrai trovare le più belle immagini della edizione 2017 nell’album realizzato grazie alle meravigliose persone presenti.

 

Burhan Ozbilici vince il World Press Photo 2017

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Burhan Ozbilici (1) di Associated Press, è il vincitore assoluto del concorso World Press Photo per il 2017 con la sua An Assassination in Turkey – Mevlüt Mert Altıntaş. L’immagine, scattata da Burhan Ozbilici subito dopo l’omicidio avvenuto ad Ankara il 19 dicembre 2016 durante l’inaugurazione di una mostra, ritrae un poliziotto, immortalato pochi istanti dopo aver sparato all’ambasciatore russo in Turchia Andrey Karlov.

Burhan Ozbilici vincitore del concorso World Press PhotoPresente alla presentazione della mostra World Press Photo, Exhibition 2017, durante gli interventi dei relatori Burhan Ozbilici non ha resistito alla voglia di impugnare la sua Canon e scattare qualche fotografia della cerimonia: così, per una volta, è stato il relatore a fotografare chi era intervenuto per fare fotografie…

Burhan Ozbilici al Mastio della Cittadella di TorinoBurhan Ozbilici, oltre a essere l’ospite dell’inaugurazione della mostra il 3 novembre al Mastio della Cittadella di Torino, vi terrà una public lecture sabato 4 novembre.

 Burhan Ozbilici, photographer at work

Il Mastio della Cittadella, sede del Museo di Artiglieria, riapre al pubblico per ospitare il World Press Photo, il più grande concorso di fotogiornalismo al mondo. Fino a domenica 26 novembre, nei rinnovati spazi di corso Galileo Ferraris angolo via Cernaia, i visitatori potranno ammirare le 150 immagini vincitrici del più prestigioso concorso di fotografia, nato ad Amsterdam nel 1955 per tutelare la libertà di informazione, inchiesta e espressione come diritti inalienabili e promuovere il foto-giornalismo di qualità. Scatti che sono stati selezionati da una giuria internazionale, presieduta da Stuart Franklim che ha definito la foto vincente come “una foto con un impatto incredibilmente forte”.

Burhan Ozbilici a Torino in occasione della mostra Exhibition al Mastio della Cittadella

Ogni anno, migliaia di fotoreporter delle maggiori testate editoriali internazionali come National Geographic, BBC, CNN, Le Monde, El Pais si contendono il titolo nelle diverse categorie del concorso di fotogiornalismo: Contemporary Issues, Environment, General News, Long-Term Projects, Nature, People, Sports, Spot News. Obiettivo aggiudicarsi un posto in questa mostra: per questa edizione 2017 erano in gara 80.000 foto, scattate da 5034 fotografi. L’esposizione rappresenta, dunque, un viaggio per immagini tra gli avvenimenti più rilevanti del nostro tempo, pubblicati su testate internazionali come Time, Le Monde, New York Times, The Guardian e National Geographic.

Burhan Ozbilici davanti alla fotografia con cui ha vinto il concorso World Press Photo 2017

Guarda le immagini della presentazione della mostra realizzate da OkFoto.it

Troverai tutte le informazioni su orari, prezzi dei biglietti ed eventi collaterali sul sito della mostra

Interesse dei fotografi italiani per lo scatto che ha vinto il concorso World Press Photo 2017Gli scatti arrivano a Torino grazie all’impegno e all’organizzazione barese di Cime, al sostegno del brand Lancia Ypsilon del Gruppo FCA e con il patrocinio del Comune di Torino e della Regione Piemonte.

Exhibition al Mastio della Cittadella di Torino

(1) Burhan Ozbilici ha 59 anni, è nato a Erzurum, in Turchia, e prima di entrare a far parte di Associated Press (AP) nel 1989 aveva lavorato per diversi giornali turchi, tra cui un quotidiano in lingua inglese (Turkish Daily News). Per AP ha seguito tutte le storie che riguardano la Turchia, compreso il tentato colpo di stato dell’estate 2016, ma anche la crisi in Siria, e ha avuto diversi incarichi in paesi come l’Arabia Saudita, il Qatar, l’Egitto e la Libia, tra gli altri. Ha raccontato anche la crisi del Golfo in Arabia Saudita nel 1990, la prima guerra del Golfo al confine turco-iracheno, l’esodo dei curdi in Turchia e il loro ritorno in Iraq dopo la guerra nel 1991.

La foto che ha vinto il concorso World Press Photo in mostra a Torino

The color run Torino con Fabio Rovazzi e Michele Bravi

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The color run Torino 2017 The color run è tornata a Torino ed è stato un giorno di festa! Dopo manifestazioni annullate per non meglio specificate ragioni di sicurezza, altre ridotte a flop memorabili, altre guastate dalla pioggia, dopo svariati divieti e blocchi della circolazione, finalmente The color run ha portato in città una ventata di allegria e … di colore! Migliaia di partecipanti, molti spettatori e curiosi, hanno invaso festosamente piazza d’armi per la corsa più pazza dell’anno.

The color run Torino è stato l’ultimo appuntamento della tournèe 2017: in calendario il 10 settembre, ultimo giorno di vacanza per gli studenti! Per molti di loro (anche per i più piccoli, accompagnati dai genitori) è stata l’occasione per salutare le vacanze in un’atmosfera di festa e musica.

The color run Torino: colori, sorrisi e allegria

The color run è una corsa (o, se preferite, una camminata) di 5 chilometri dove non vince nessuno perché vincono tutti coloro che partecipano. I primi 3 chilometri nei viali del parco Cavalieri di Vittorio Veneto, poi accanto alla piscina olimpica in via Filadelfia e l’ultimo tratto del percorso negli spazi del vecchio stadio Comunale, con arrivo sotto la Torre Maratona.

Giovani, meno giovani, bambini, famiglie affrontano il percorso lungo il quale si incontrano cinque punti colore (verde, giallo, blu, arancio e rosa) e, all’ultimo chilometro, un punto schiuma, la nuova attrazione per l’edizione 2017.

the color run Torino: entusiasmo per il punto schiumaNovità che ha entusiasmato i partecipanti: dai più grandi ai più piccini. Forse la partecipante che meriterebbe il premio dell’organizzazione è la bellissima bimba che, arrivata al punto schiuma, senza un solo momento di esitazione, ha fatto la ruota, restando alcuni attimi con la testa completamente nascosta dalla schiuma.

The color run Torino: un selfie all'arrivo Per gli organizzatori (RCS sport) era importante recuperare i runners di Torino, dopo l’edizione 2016 rovinata dalla pioggia scrosciante: forse ci sono riusciti. Lo si capirà meglio dal numero degli iscritti nel 2018 …: supereranno i circa 6.800 dell’edizione appena conclusa?

the Color run Torino in piazza d'armi Come in ogni edizione, la festa non finisce all’arrivo. I runners sono coinvolti in balli e lanci di «color blust», vere e proprie esplosioni di colori, al ritmo della musica di Radio 105 con l’esibizione al Color village, di Fabio Rovazzi, Michele Bravi, Silvia Salemi.

Guarda le immagini della corsa

The color run Torino: tutto pronto per la partenza

A Torino la Cena in bianco diventa virtuale

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Salta la Cena in bianco a Torino Era il 2012 quando Antonella Bentivoglio D’Afflitto realizzò la prima Cena in bianco a Torino: un’iniziativa che ebbe un lusinghiero successo, imitata nel tempo in molti altri comuni in tutta Italia. Pochissime le regole alla base dell’evento, rigidamente rispettate dalle migliaia di partecipanti: “… vestiamo tutti insieme di bianco una piazza, una strada, un giardino, un luogo a sorpresa ogni volta diverso delle nostre città e paesi, trasformandolo in una “camera da pranzo” a cielo aperto. Come? Ognuno di noi si porta tutto da casa, tavolo, sedie, vivande, stoviglie in ceramica, bicchieri di vetro… niente carta e niente plastica. Apparecchia e imbandisce la propria tavola con amici, familiari, colleghi, nonni e bambini per vivere l’emozione di una Cena tutti insieme, per strada, all’insegna delle cinque grandi E di etica, estetica, ecologia, educazione, eleganza.  Una immensa tavola, fatta di tutte le nostre tavole vicine e in fila, che celebra la tradizione italiana a tavola, nel rispetto di condivisione, convivialità, piacere di stare insieme. Riviviamo la magia del territorio con una cena urbana che attraverso il colore bianco, il più neutro e il più fotografico dei colori, veicolerà grazie alle nostre foto le immagini dei tanti luoghi del nostro bel paese in rete… Bello sarà partire con tavoli piatti e sedie al seguito per vivere e scoprire le piazze e le strade di tanti luoghi italiani… E alla fine della serata ognuno sparecchia, porta via tutti i rifiuti: non deve rimanere traccia del nostro passaggio. C’è un solo modo per mantenere pulite le nostre città: non sporcarle.”

Un evento che era diventato un appuntamento fisso dell’estate torinese: con un record di presenze nel 2015, quando oltre ventimila persone parteciparono alla cena nel gran parterre della Reggia di Venaria.

Lo scorso anno i partecipanti furono la metà rispetto al 2015: forse perché la location scelta, all’ombra della torre Maratona dello stadio Olimpico, non piacque a molti o forse perché l’attentato terroristico di Nizza (14 luglio, 84 morti, decine di feriti gravi) era nella memoria di tanti quella domenica 17 luglio in cui si svolse la Cena in bianco.

Corpi stritolati, smembrati, sangue dappertutto e un panico folle: diversi i testimoni che descrissero queste scene apocalittiche sul lungomare centrale di Nizza, la Promenade des Anglais, dove, poco dopo le 22,  un camion guidato da un terrorista piombò a tutta velocità sulla folla radunata a vedere i fuochi d’artificio per la Festa nazionale di Francia, correndo con un percorso a zig-zag per travolgere più persone possibile, con l’autista assassino che sparava all’impazzata, prima che la sua corsa folle venisse fermata.

Nel luglio 2016 Chiara Appendino era da circa un mese la sindaca di Torino, Franco Gabrielli era stato nominato capo della Polizia di stato, Direttore generale della Pubblica Sicurezza nel Consiglio dei ministri del 29 aprile 2016. La cena si svolse senza alcun problema e senza che fosse adottata alcuna misura di sicurezza contro il terrorismo che – dopo Nizza – continuò a colpire in modo gravissimo (Berlino, Instanbul, Londra, Manchester).

Piazza san Carlo e la cena in biancoA Torino, in particolare, non fu preso alcun provvedimento  tanto che, lo scorso 3 giugno, fu autorizzata l’installazione di un mega schermo TV in piazza san Carlo per la diretta TV della finale di Champions League di calcio tra Real Madrid e Juventus.

I fatti di quella sera sono tristemente noti: per motivi non ancora accertati si scatenò un’ondata di panico tra i presenti, con un fuggi fuggi disordinato e caotico. Ci furono oltre 1.500 feriti, alcuni in modo gravissimo e una signora di 38 anni, Erika, travolta dalla folla, morì in seguito alle gravi ferite subite. In seguito agli incidenti l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Appendino si preoccupò di diffondere una nota per scaricare ogni responsabilità su Turismo Torino: «In relazione ai fatti di piazza San Carlo la Città di Torino precisa che il soggetto organizzatore, Turismo Torino, ha operato con le medesime modalità messe in atto nel 2015, in occasione della finale proiettata il 6 giugno».«Anche in quel caso la Città, con propria delibera, aveva incaricato Turismo Torino quale soggetto organizzatore e non era stato approvato alcun provvedimento di ulteriore limitazione nella vendita di vetro e metallo, oltre a ciò che è previsto dall’art. 8 bis del Regolamento di Polizia Urbana».

C'era una volta la Cena in bianco a Torino

Il terrorismo, negli incidenti di piazza san Carlo, non c’entrava per nulla: sta di fatto che, dopo quella notte, le istituzioni locali incominciarono a “parlare” di sicurezza, adottando provvedimenti per lo meno discutibili (basta ricordare il flop dello spettacolo dei fuochi artificiali del 24 giugno), che -tra le altre cose- hanno comportato l’annullamento della Cena in bianco. Dopo il recente attentato a Barcellona (17 agosto), ennesima riunione ministeriale dei vari comitati per la sicurezza: dopo la quale anche a Torino sono state installate fioriere e new Jersey per impedire attacchi terroristici con furgoni. Decisioni prese per salvare la forma e fare scrivere qualche articolo di cronaca: perché chiunque abbia fatto un giro in centro città ha avuto modo di rendersi conto dell’inutilità dei provvedimenti adottati. Ma Torino (in realtà sarà la Reggia di Venaria) si prepara (!?) ad ospitare a fine settembre il G7 dello sviluppo alla presenza dei ministri dell’industria e del lavoro: per cui bisognava pure fare vedere che qualche provvedimento è già stato adottato.

Cena in bianco in piazza san CarloIn questo contesto una cosa è chiara: la Cena in bianco 2017 a Torino non si fa. Scrive la cronaca cittadina de La Stampa “ La cena avrebbe dovuto svolgersi in piazza Castello, piazza San Giovanni e Piazzetta Reale, ma il Comune di Torino ha dato parere negativo, in base alla «circolare Gabrielli» sull’occupazione del suolo pubblico”.  «Questo mi dispiace tantissimo» – afferma Antonella Bentivoglio D’Afflitto, ispiratrice della manifestazione e oggi  assessore alla Cultura della giunta Cinque Stelle del Comune di Venaria Reale. «Avevo presentato la domanda di occupazione del suolo pubblico prima dei fatti di piazza San Carlo e, dopo il parere negativo datato 11 luglio, ho chiesto un incontro per capire i motivi del divieto, ma non sono ancora stata convocata”, e aggiunge: «Quello che mi chiedo è perché nel resto d’Italia si sono svolte circa 200 cene con l’okay di sindaci, questori e prefetti e a Torino, dov’è nata la manifestazione, ci è stato detto di no».

Di fronte al No della sindaca Appendino, gli organizzatori della Cena in bianco Torino hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook una proposta che sostanzialmente suggerisce di realizzare una cena virtuale: “A casa. Per dare un segnale importante a quanto sta accadendo. Non ci fermiamo”.

“L’appuntamento è per sabato 9 settembre alle ore 20:00

Dove e come? A casa vostra, nei vostri condomini, uniti in rete, in diretta nello stesso momento!

Ovunque voi siate, nelle vostre case, in cucina, sul ballatoio, sul terrazzo, in cortile, in veranda, in salotto, in tavernetta, in tinello, in giardino… nelle vostre case. Tutti insieme, lo stesso giorno, alla stessa ora daremo vita ad una edizione straordinaria. Organizzate a casa vostra amici, parenti, vicini, preparate le vostre bianche tavole! Con la stessa attenzione, condivisione, passione, convivialità.

Dopo aver preparato e organizzato le vostre tavolate, dovrete condividere su Facebook le fotografie, i video. Saremo in tanti, tantissimi che dalle nostre case vivremo virtualmente uniti in rete la magia della Cena in bianco che poi racconteremo in un filmato fatto con le vostre immagini e i vostri video.”

Altro che “non ci fermiamo”: così si è fermi. La mia professoressa di Matematica delle Superiori avrebbe detto “mi sembra un’idea balzana!”. Ma come? La cena in bianco nasce per stare insieme in un luogo pubblico e la si trasforma in un qualcosa di personale e domestico? Il successo dell’evento è anche merito delle centinaia di immagini e filmati che i media gli hanno dedicato: immagini e filmati di chi dedicato il proprio tempo a raccontare la Cena, mentre i partecipanti si divertivano a cenare e brindare. Non si potrà certamente raggiungere lo stesso risultato condividendo qualche selfie e qualche scatto tra le mura di casa …

i portici di Torino in piazza san CarloInternet e i “social” erano ancora inimmaginabili: ma si vuole forse credere che, se nell’ottobre del 1980, i “quarantamila quadri Fiat” avessero avuto a disposizione internet , Facebook, Twitter, e, invece di sfilare per le vie del centro di Torino, avessero preso un tavolo della cucina, ci avessero appoggiato sopra dei fogli di lavoro, avessero fotografato la scena e condiviso la loro foto, in giacca e cravatta, il successo dell’iniziativa sarebbe stato lo stesso? Certamente no.

“A casa. Per dare un segnale importante a quanto sta accadendo. Non ci fermiamo”

Persa l’edizione 2017 della Cena in bianco a Torino  si sarebbe potuto organizzare un flash mob, magari in piazza Castello o davanti a Palazzo di città: migliaia di partecipanti vestiti di bianco con un calice (di plastica …) in mano  per un brindisi  alla Giunta del No alla Cena in bianco

Di sicuro non sarebbero mancate le immagini dell’evento: che sarebbero certamente uscite dal perimetro cittadino.

La scelta adottata dagli organizzatori va invece  contro la loro stessa affermazione (“non ci fermiamo”): mi fa venire in mente il grande Totò quando diceva a Peppino de Filippo “Guarda, ma non guardare …”. Che in questo caso diventa “Protesta, ma non protestare …”.

A pensar male si fa peccato, diceva Andreotti …: ma forse non si voleva disturbare la sindaca Appendino.

The color run torna a Torino

D’altra parte, non sono d’accordo con Pier Franco Quaglieni quando afferma che “Non ci sarà l’8 settembre per la cena in bianco. Quest’anno  si terrà il 9 in modo diverso,  quasi virtuale. Ma non è così perché l’importante è fare l’evento.” Sono invece d’accordo con lui quando dice che “Quello che invece appare  certo è che Torino continua a perdere colpi. E, andando avanti così, la città e’ destinata al declino in cui la relegò il sindaco  Novelli con le sue scelte tristi e  miopi, nel decennio 1975-85 , con tanti assessori funzionari di partito che assomigliano molto a molti dell’attuale Giunta.”

Torino ospita The color run

Che le ragioni dell’annullamento della Cena in bianco abbiano poco a vedere con la sicurezza è dimostrato anche dal fatto che, salvo divieti dell’ultima ora, il giorno successivo alla Cena in bianco virtuale si correrà The color run, con migliaia di partecipanti pronti a invadere piazza d’Armi. Proprio nello stesso luogo dove si svolse l’ultima Cena in bianco: ogni partecipante troverà differenti punti colore (verde, giallo, blu, arancio e rosa), nonché, all’ultimo chilometro, un punto schiuma, nuova attrazione dell’edizione 2017, che ha riscosso grande interesse nelle tappe precedenti. Si parte vestiti di bianco, si arriva contenti e colorati.

the color run: allegria e coloriDiecimila (o più) persone sedute a cena sono un problema per la sicurezza, mentre altrettante persone che corrono insieme non lo sono?

Troverai le immagini della Color run 2017 nell’album realizzato da OkFoto.it

Come disse Longanesi “Se c’è una cosa che in Italia funziona è il disordine.”

Militali, a Ternavasso il più grande raduno di mezzi militari

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  Militali, l'importante raduno di mezzi militari a Ternavasso

 Militali nasce per condividere la passione del collezionismo e della ricostruzione storica militare con tutti gli appassionati, dando così l’opportunità di vedere mezzi militari molto rari, compresi aerei in volo, blindati e cingolati in movimento. Negli enormi spazi della tenuta di Ternavasso, per i tre giorni della manifestazione, sono allestiti gli accampamenti, suddivisi per Paese e esercito di appartenenza e periodo storico.

Anche carri armati in movimento al raduno di Ternavasso

Nella tenuta situata a pochi chilometri da Torino , oltre a chilometri di strade sterrate, ettari di campi e boschi dove muoversi liberamente in fuoristrada con i veicoli militari, c’è anche un lago di 20 ettari per navigare con i mezzi anfibi. Per l’occasione viene approntata una pista di 700 metri a disposizione per gli aerei d’epoca, che possono così decollare, esibirsi e atterrare.

Anche aerei d'epoca in volo sul campo di Ternavasso in occasione di Militali
Il parco privato, normalmente chiuso al pubblico, durante l’evento diventa teatro di ricostruzioni militari, alle quali prendono parte i collezionisti, i rievocatori e tutti i visitatori appassionati di storia militare.

il castello medioevale di Ternavasso, dove si svolge Militali

Sede dell’importante raduno alle porte delle Langhe è un luogo storico; Ternavasso divenne infatti il quartier generale del re Vittorio Emanuele III quando l’Italia dichiarò guerra alla Francia (giugno 1940). Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, e per i due anni successivi, il conte Paolo Thaon di Revel rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale ed ottenne che la proprietà di Ternavasso fosse considerata un porto franco. Contribuì così a dare rifugio agli sfollati, agli ebrei ed ai partigiani. Grazie all’allestimento di un ospedale da campo, nella tenuta di Ternavasso furono curati molti feriti, sia civili che militari.

Il castello medioevale di Ternavasso fu parzialmente distrutto durante la battaglia di Ceresole d’Alba del 1544, tra le più sanguinose combattute in Italia tra i spagnoli e francesi. A Ternavasso è sepolto il primo Comandante Generale dei Carabinieri, il marchese Giuseppe Alessandro Thaon di Revel che nel 1814 fondò il Corpo dei Carabinieri.

Un mezzo militare SPA in movimento a Militali a Ternavasso

Militali è un evento che, nelle giornate dal 23 al 25 giugno, consente al pubblico di entrare, varcato il cancello della tenuta di Ternavasso, in un mondo ricco di storia militare, pieno di importanti elementi di sicuro interesse tecnico per tutti gli appassionati di meccanica e veicoli a 2 e 4 ruote. Ma soprattutto ricco di passione: quella che i collezionisti e i rievocatori presenti nei campi allestiti riescono a trasmettere ai visitatori, in ogni momento della giornata.

Mezzi miitari di diversi Paesi al raduno di Ternavasso

Per tutte le informazioni sul programma, gli orari e i costi del biglietti si consiglia di consultare il sito di Militali .

Le immagini del raduno di Ternavasso, realizzate da OkFoto.it, sono raccolte in un album dedicato alla importante manifestazione.

Una dei numerosi partecipanti a Militali

IV Concorso attacchi di Tradizione alla Venaria e alla Mandria

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Concorso attacchi di Tradizione alla Reggia di Venaria La Venaria Reale ha ospitato il Concorso  di Attacchi di Tradizione: un evento che, giunto alla sua quarta edizione, consente di ammirare decine di carrozze d’epoca con un centinaio di splendidi cavalli nei Giardini della Reggia e al Parco La Mandria.

Carrozze d'epoca per i concorso della Venaria reale

Un concorso di Attacchi che entusiasma gli appassionati e coloro che si sono recati a passeggiare nel Parco La Mandria e nei giardini della Reggia di Venaria nelle giornate del 17 e 18 giugno.

Cavalli di razza e carrozze d'epoca nel concorso della Venaria reale

I visitatori della Venaria Reale hanno avuto modo di assistere a uno spettacolo non comune legato all’abilità di guida di carrozze di pregio trainate da cavalli di razza, con lussuosi finimenti e curati in ogni dettaglio, con equipaggi eleganti in una cornice particolarmente suggestiva.

Borgo Castello nel Parco della Mandria

Le carrozze si presentano ad attacco singolo, in pariglia, in tandem e tiro a 4. Le tipologie di carrozze sono varie: carrozze di servizio condotte dai cocchieri come Landau, Milord, Calèche, Vis a Vis; carrozze sportive, da caccia e da passeggiata come Break, Dog Cart, Phaeton, condotte dai proprietari; carrozze di utilità come la Pistoiese o il Military un tempo utilizzate da professionisti o ufficiali dell’esercito.

Al Concorso di attacchi di tradizione organizzato dal GIA (Gruppo Italiano Attacchi) e dalla Reggia di Venaria erano presenti anche equipaggi stranieri provenienti da Francia, Polonia, Spagna, Svizzera e Ungheria, a testimoniare che l’evento della Venaria Reale si colloca ormai fra i più importanti del settore in Europa ed è sicuramente tra i più prestigiosi in Italia nell’ambito della Tradizione.

Il concorso di attacchi di tradizione si svolge in tre fasi principali.

In occasione della Prova di Presentazione, che si è svolta il sabato pomeriggio nel Parco Alto della Reggia, ha luogo una sorta di “festa dell’eleganza”, come si richiedeva all’epoca per le uscite in carrozza al parco: parasole sfiziosi per le signore e cappellini da pomeriggio, guanti d’obbligo anche per i passeggeri. Da osservare le livree dei cocchieri, uomini di scuderia in tenuta impeccabile con stivali, cilindro plastron, sempre attenti alle necessità dei cavalli e alle richieste del proprietario, o dei groom, pronti a scendere e risalire agli ordini del cocchiere, anche con la carrozza in movimento.

Eleganza degli equipaggi nel percorso di campagna nel Parco della Mandria

La domenica mattina si svolge il Percorso di Campagna (a cui si riferiscono le immagini di OkFoto.it): si parte dai Giardini della Reggia, con un percorso che si sviluppa attraverso roseti, specchi d’acqua, aiuole fiorite e filari per un tragitto di circa 2 Km e che conduce all’ingresso del Parco La Mandria, dove gli equipaggi -per circa 12 Km- sono immersi nel verde di quella che fu la riserva di caccia dei re sabaudi. Nei pressi degli Appartamenti Reali del Borgo Castello i guidatori effettuano due passaggi controllati (prove di abilità) sotto gli occhi dei Commissari di gara. Infine si rientra nel Parco Basso della Reggia, dove altri tre passaggi controllati mettono alla prova i concorrenti nei pressi della Peschiera e della Fontana d’Ercole.

Il pomeriggio della domenica si apre con la Prova di Maneggevolezza nel Gran Parterre della Reggia, di fronte alla balconata da dove il pubblico può seguire lo spettacolo. I visitatori possono ammirare carrozze e cavalli, la destrezza e la precisione dei guidatori, oggi necessari per vincere un Trofeo, due secoli fa requisiti necessari per districarsi nel traffico delle città e compiere slalom fra decine di carrozze, carri e omnibus in movimento.

Abbiamo seguito le varie edizioni del Concorso attacchi di tradizione; puoi vedere le immagini suddivise per edizione del concorso:

Edizione 2013

Edizione 2014

Edizione 2015

Edizione 2016

Edizione 2017

Concorso attacchi di tradizione alla Reggia di Venaria

Cerimonia di consegna degli alamari agli Allievi Carabinieri della Caserma Cernaia

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Consegna degli alamari per gli allievi carabinieri del 136° corso della Cernaia

Nella piazza d’armi della Caserma Cernaia di Torino, sede della Scuola Allievi Carabinieri, si è svolta la tradizionale cerimonia del conferimento degli Alamari per gli allievi del 136° corso, dedicato alla memoria del carabiniere Vittorio Tassi, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

La bandiera della Scuola Allievi Carabinieri di Torino, Caserma Cernaia

Sono 201 i militari, tra cui venti donne, che hanno giurato fedeltà alla Repubblica nel cortile della storica caserma di via Cernaia. La caserma Cernaia venne progettata per essere la sede della Legione Allievi del corpo dei Carabinieri Reali e prese il nome dalla vittoriosa battaglia avvenuta il 16 agosto 1855 tra le forze franco-piemontesi e quelle russe nell’ambito della guerra di Crimea (1853-56). Il nome Cernaia, infatti, deriva dalla parola russa che significa “nero” ed indicava il nome del corso d’acqua che scorreva nella pianura teatro degli scontri. La caserma venne edificata nel 1864 su un terreno appena reso libero dalla completa demolizione delle fortificazioni urbane (delle quali rimangono oggi tracce nel mastio della Cittadella), mentre la nuova  via omonima era stata aperta nel 1855 in seguito ad una parziale demolizione delle fortificazioni. Il progetto originale fu presentato dal colonnello Barabino e modificato in seguito dal generale Giovanni Castellazzi. L’edificio ha mantenuto nel tempo la sua funzione originale.

Sfilano gli allievi carabinieri del 136° corso della Caserma Cernaia

Alla cerimonia erano presenti il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa, che fu allievo presso la Caserma Cernaia, il comandante dell’Arma dei Carabinieri, generale Tullio Del Sette (che ha ricordato la sua permanenza a Torino nel ruolo di comandante provinciale dei Carabinieri) e il comandante delle Scuole Carabinieri, generale Carmine Adinolfi.

Caserma Cernaia: cerimonia di consegna degli alamari

Ad apporre gli alamari, simbolo di appartenenza e di continuità storica che lega ogni militare all’Arma dei Carabinieri, i familiari dei giovani allievi. La cerimonia si è conclusa con la sfilata dei carabinieri del 136° Corso nella piazza d’Armi della caserma, di fronte alle autorità civili e militari e ai numerossissimi parenti, al suono delle musiche eseguite dalla Fanfara del 3° Reggimento Lombardia.

Il gen. Tullio Del sette consegna gli alamari agli allievi carabinieri del 136° corso presso la Caserma Cernaia di Torino

Come sempre accade in questa cerimonia, ci sono due momenti principali: il primo, istituzionale, con i militari schierati, i discorsi dei comandanti e la celebrazione dell’evento; il secondo, dopo la consegna degli alamari e il “rompete le righe” per le donne e gli uomini che hanno ricevuto gli alamari, con tanta emozione da parte degli Allievi e dei loro familiari.

Il comandante dei Carabinieri gen. Tullio Del sette alla caserma Cernaia di Torino

Abbiamo raccolto nell’album di OkFoto.it le immagini della cerimonia, incluso un momento molto particolare: una dichiarazione d’amore (e la promessa di un “sì”) da parte di uno degli Allievi del 136° corso alla sua compagna.

Scuola allievi carabinieri di Torino: "rompete le righe"

Torino-Zuffenhausen, Ugo Nespolo per Porsche Moncenisio

Torino-Zuffenhausen di Ugo Nespolo su Porsche Moncenisio Tra le auto esposte al Salone dell’auto di Torino è stata molto forte la curiosità dei visitatori per la Porsche Moncenisio dello StudioTorino sulla quale Ugo Nespolo ha eseguito un lavoro di “car art”, per celebrare i 70 anni del legame che c’è tra la Porsche (che ha sede a Zuffenhausen, distretto di Stoccarda) e Torino.

Car art, Ugo Nespolo e la Porsche Moncenisio

Nespolo ha sviluppato la sua opera principalmente nella parte inferiore della carrozzeria: con i sei colori delle bandiere nazionali disposti in modo non ordinato che fanno immaginare l’assenza di confini. I simboli di Torino e di Stoccarda impersonano i cittadini e chi ha lavorato per queste automobili. A conclusione del Salone dell’automobile di Torino, la Porsche Moncenisio percorrerà ancora una volta i 626 Km per raggiungere Zuffenhausen, con gli pneumatici d’autore Pirelli P Zero Color Edition interpretati dal Maestro.

La Car Art di Ugo Nespolo vuole celebrare il periodo, gli uomini e le due città la cui industria principale è collegata all’automobile.
La Moncenisio di Nespolo è un omaggio a “33 Automobili speciali e rare” tutte disegnate e costruite nell’area torinese in questi 70 anni. Sette storie diverse e non collegate, la prima delle quali è iniziata il 2 febbraio 1947 con un contratto di progettazione fra la Cisitalia di Piero Dusio e lo Studio Porsche. La storia ha inizio con il viaggio a Torino di Ferry Porsche con il suo direttore tecnico Karl Rabe, per visionare la costruzione della monoposto Cisitalia Tipo 360.

Alfredo Stola e la Porsche Moncenisio

In ordine temporale Piero Dusio, Rudolf Hruska, Carlo Abarth, Franco Scaglione, Nuccio Bertone, Marcello Gandini, Giorgetto Giugiaro, Luciano D’Ambrosio, Roberto e Alfredo Stola, Aldo Brovarone e Daniele Gaglione sono fra gli uomini che hanno avuto una importante relazione con la Porsche e/o con le fabbriche/carrozzerie torinesi realizzatrici di queste “Automobili Speciali”.

Abarth nel 1959 sviluppò per Porsche un’auto da corsa derivata dalla tipo 356 B stilizzata da Franco Scaglione. La Porsche 356 GTL Abarth fu costruita in 20 esemplari che corsero nelle più importanti competizioni nel mondo con piloti del livello di Stirling Moss e Graham Hill.

33 automobili speciali e rare

Bertone presentò al Salone di Ginevra del 1966, Roadster: un prototipo realizzato sulla base della 911 che costituì il primo lavoro di design di Marcello Gandini per la carrozzeria torinese.

Italdesign di Giorgetto Giugiaro presentava, nel 1970 al Salone di Torino, Tapiro, una dream car derivata dalla Porsche 914/6.

Bertone, ancora una volta al Salone di Ginevra, nel 1994 svelava al pubblico Karisma, un prototipo sul telaio della Porsche 911: berlinetta a motore posteriore con due porte ad ala di gabbiano; disegnata da Luciano D’Ambrosio il cui obiettivo principale era un’abitabilità ampia e confortevole per tutti i passeggeri.

Stola, nel 2002 alla Triennale di Milano, debuttava con la S82 e, al Salone di Ginevra del 2003, presentava la Stola GTS. Entrambi i prototipi erano derivati dalla Boxster tipo 986. La passione per il marchio tedesco nasce tra il 1999 e il 2000, dopo aver lavorato per Porsche Design a Zell am See, sotto la direzione personale di Ferdinand Alexander Porsche in occasione della realizzazione di uno dei modelli di ricerca di stile della Cayenne.

StudioTorino nel 2005 e nel 2006 presenta i prototipi RK Spyder e RK Coupè disegnati da Aldo Brovarone e realizzati, ancora su base Boxster, in collaborazione con Ruf Automobile, che aveva portato la potenza del motore Porsche 997 a 440 cv.

l'opera di Ugo Nespolo al Salone dell'auto di Torino

Alfredo Stola e Maria Paola Stola Ariusso nel 2014 portarono la Moncenisio nel cuore del Centro di Sviluppo Porsche a Weissach, illustrando ai tecnici della progettazione Porsche e ai designer del Centro stile l’ultima fuoriserie disegnata da Daniele Gaglione e derivata dalla tipo 981.

Una ricca pagina della storia dell’automobile raccontata dall’opera di Ugo Nespolo.

parco valentino salone dell'autoGuarda le altre immagini del Salone dell’auto di Torino e del Gran premio Parco Valentino

Automobili di ieri, oggi e domani alla Palazzina di caccia di Stupinigi

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Ferrari 488 spider edizione speciale Si chiama Parco Valentino Salone dell’auto e Gran Premio. Se aggiungi allo scenario degli stand espositivi ospitati lungo i viali del Parco del Valentino, tra il Po e il Castello del Valentino, gli spazi della Palazzina di caccia di Stupinigi, il gioiello architettonico di Filippo Juvarra con i suoi meravigliosi giardini; se davanti alla Palazzina sostano centinaia di automobili, alcune con quasi cento anni alle spalle, altre pronte a scrivere nuove pagine di storia dell’automobile, in ogni caso tutte vetture che sono oggetto di desiderio di appassionati e collezionisti e che hanno dato luogo al Gran Premio Parco Valentino, riuscirai a capire meglio cos’è nella realtà il Salone dell’auto di Torino. Un evento che non si può descrivere con i soliti parametri di giudizio, perché il Salone di Torino mette insieme la rassegna del prodotto “automobile” (ma quest’anno in esposizione c’erano anche alcune moto …) con una ricca kermesse: incontri, dibattiti, concorso di eleganza per vetture d’epoca, raduni, ecc. Cinque giornate piene di avvenimenti, all’aperto, tutte con ingresso gratuito, con orari espositivi dalle 10 a mezzanotte. Secondo le prime rilevazioni degli organizzatori, i visitatori sono stati 700.000: numeri sempre difficili da definire, ma certamente una gran folla ha invaso i viali del Parco del Valentino dove erano collocati gli stand degli espositori, e –come  accaduto anche nelle precedenti edizioni-  ha assistito alla sfilata delle vetture del Gran Premio Parco Valentino che, sabato pomeriggio, hanno attraversato Torino, da piazza Vittorio alla Palazzina di Stupinigi.

Ferrari 250 Gte alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Il Salone è stata l’occasione per ammirare le vetture di oltre 50 brand, alcune  in anteprima nazionale con protagonisti tutti i segmenti; non mancavano importanti vetture sportive (dalla Alpine A110 alla Lamborghini Huracan Performante, dalla McLaren 720S alla Pagani Huayra Roadster).

BMW al Gran Premio Parco Valentino

Come ogni anno, il Salone dell’auto ha dedicato spazi importanti al car design: con la Fiat 124 Mole Costruzione Artigianale, la FV Frangivento Charlotte Gold, la GFG Style Techrules Ren, la Italdesign PopUp, la Fittipaldi EF7 di Pininfarina, la Touring Superleggera Artega Scalo Superelletra con i suoi oltre 1.000 cavalli, la Trilix Tamo Racem.

GFG style al Salone dell'auto di Torino

La 3a edizione del Salone torinese si è caratterizzato con un “fuori salone” particolarmente ricco e interessante; in particolare, il Castello del Valentino è stato teatro di importanti celebrazioni: i 70 anni della Ferrari, il raduno Cars & Coffee, i 90 anni della Volvo, i 70 anni della Polizia Stradale e il Concorso di eleganza per auto d’epoca, l’esposizione delle auto di Car & Vintage. A queste si aggiungono il raduno delle Citroen 2 CV, l’esposizione di vetture made in USA, ecc.

Un successo di pubblico che porta dritto alla quarta edizione: in calendario dal 6  al 10 giugno 2018.

Concorso di eleganza alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Partita del Cuore: Raikkonen e Moreno show!

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La Partita del Cuore 2017 è stata l’ultima partita giocata allo Juventus Stadium: infatti dal 1° luglio lo stadio della Juventus cambierà nome per diventare Allianz Stadium.

Benji e Fede beniamini del pubblico alla Partita del cuore

Una ragione in più per ricordare una bellissima serata dove campioni dello sport e dello spettacolo sono scesi in campo con un obiettivo comune: raccogliere fondi per la ricerca (Telethon e l’Istituto di Candiolo per la ricerca sul cancro saranno i destinatari dei fondi raccolti). Juventus Stadium esaurito con un incasso di circa 477.000 euro, a cui vanno aggiunte le donazioni tramite SMS e telefono fisso al numero 45540, che hanno portato la cifra raccolta a circa 1.3 milioni di euro.

Fans in delirio per Benji e Fede in campo per la Partita del cuore

C’è ancora tempo fino al 6 giugno per donare e cercare di battere il record di raccolta fondi stabilito con la Partita del Cuore del 2015 allo Juventus Stadium: allora furono raccolti circa 2.1 milioni di euro, sarebbe bello arrivare ai 2.5 milioni!

Cassani cerca inutilmente di fermare Moreno

Martedì sera allo Stadium c’erano due spettacoli: uno in campo, con una partita di pallone giocata da tutti con agonismo e voglia di vincere sino all’ultimo minuto; l’altro spettacolo era sugli spalti: con un pubblico meraviglioso, di ogni età, pieno di entusiasmo che ha fatto un tifo che neppure nei derby riesce a raggiungere livelli così elevati! Applausi per tutti, nessuna tensione, nessuna discussione.

Gianni Infantino, Andrea Agnelli e John Elkann giocano la Partita del cuore

In campo i campioni dello sport, dello spettacolo, della finanza e la Nazionale Cantanti hanno dato spettacolo: con il rapper Moreno – subentrato a Alex Del Piero – che ha riconfermato le sue indubbie capacità calcistiche, segnando tre reti, compresa quella del pareggio (5-5) all’ultimo minuto. Una grossa sorpresa è arrivata dall’ex campione del mondo di F1 Kimi Raikkonen, capace di siglare tre reti (e, cosa che accade molto raramente, di mostrarsi persino … sorridente, a soli due giorni dal 2° posto di Monte-Carlo alle spalle di Sebastian Vettel).

Kimi Raikkonen ha segnato 3 reti nella Partita del Cuore

I due ferraristi erano forse tra i più attesi dal pubblico, scesi in campo con la maglia gialla dei Campioni per la ricerca accanto a tanti  personaggi: tra questi il commissario Montalbano (Luca Zingaretti), Massimiliano Allegri, il presidente della Juventus Andrea Agnelli, il presidente di FCA John Elkann, il presidente della FIFA Gianni Infantino, Pavel Nedved, un indiavolato Edgar Davids, Davide Cassani.

Pavel Nedved in azione durante la Partita del cuore

A rafforzare la Nazionale cantanti guidata da Paolo Belli, con Eros Ramazzotti, Benji e Fede a raccogliere applausi ad ogni tocco di pallone, due fuoriclasse come Alex Del Piero, “il capitano”, salutato con una standing ovation come se fosse ancora il numero 10 della Juventus di oggi, e Zvonimir Boban, oltre a Sorrentino in porta.

Eros Ramazzotti in campo con la Nazionale cantanti

Una serata dove hanno vinto tutti: giocatori e pubblico.

Il commissario Montalbano cerca di fermare Boban durante la Partita del cuore

Guarda le immagini della serata nell’album realizzato da OkFoto.it

Transappenninica, un viaggio tra storia e sapori del Piemonte

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Transappenninica: tutti in pista sul tetto dell'ex stabilimento Fiat del Lingotto Nella settimana che precede la 1000 Miglia e a meno di un mese dal Salone dell’automobile, Torino e le strade di Langa e Monferrato hanno ospitato la 31ma edizione della Transappenninica, un raduno di auto d’epoca organizzato dal CRAME (Club Romagnolo Auto e Moto d’Epoca). Un viaggio di circa 500 miglia lungo le più belle strade del Piemonte, con partenza e arrivo in quella che fu la capitale italiana dell’automobile.

Auto Union alla Transappenninica 2017

Partiti l’8 maggio, gli equipaggi (molti gli stranieri presenti) hanno viaggiato lungo i fantastici paesaggi delle Langhe e del Monferrato, toccando le principali località famose in tutto il mondo per la cucina e per i vini, per concludere venerdì la loro avventura con una visita al Museo dell’automobile e alcuni giri sulla pista dell’ex stabilimento Fiat del Lingotto.

Un raduno di preziosi e rari modelli di automobile in una città, Torino, e una regione, il Piemonte, con un’invidiabile offerta turistica che troppo spesso, però, resta nel libro delle buone intenzioni.

le vetture d'epoca di Transappenninica sulla pista di collaudo del Lingotto

Non possiamo sapere con certezza se gli organizzatori della Transappenninica 2017 avessero scelto un basso profilo per la loro iniziativa. Certo è che –sapendo quanto siano numerosi gli appassionati di auto d’epoca a Torino- faceva un certo effetto vedere l’assoluta mancanza di pubblico all’arrivo delle vetture sulla pista del Lingotto: unico spettatore un fotografo, di origini francesi, presente sulla pista del Lingotto per realizzare un servizio fotografico, attratto dalla bellezza dell’ex stabilimento che costituisce uno dei più importanti esempi di architettura industriale.

BMW presente alla Transappenninica 2017

L’assenza di pubblico non ha però minimamente turbato gli equipaggi che, percorsa con curiosità e attenzione la rampa elicoidale che porta a quella che fu la pista di collaudo delle automobili Fiat, con le pesanti vetture dell’epoca, senza servosterzo e di notevole lunghezza e peso, si sono divertiti nel girare sulla pista loro riservata, affrontando senza esitazione alcuna la curva sopraelevata nel punto di maggiore pendenza.

Gli equipaggi della Transappenninica arrivano sulla pista del Lingotto

C’è da sperare che gli organizzatori (e soprattutto i partecipanti alla Transappenninica) abbiano apprezzato i fantastici luoghi attraversati (con le bellezze artistiche e architettoniche dei castelli di Venaria, Rivoli, Stupinigi, Racconigi, con i paesaggi delle colline del Piemonte) gustando i vini e le prelibatezze culinarie di Langhe e Monferrato. Un apprezzamento che ci auguriamo possa rendere possibile una nuova edizione della Transappenninica in Piemonte,  con una doverosa maggiore copertura mediatica da parte dei quotidiani torinesi e del TGR che hanno ignorato l’evento appena concluso.

Guarda la galleria delle immagini realizzate da OkFoto.it

Transappenninica: non poteva mancare una gloriosa Lancia

La Partita del Cuore torna allo Juventus Stadium

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Paolo Belli, presidente della Nazionale cantantiLa Partita del Cuore dopo due anni torna allo Juventus Stadium con l’obiettivo molto ambizioso di stabilire un nuovo record di incasso e donazioni, superando la cifra di 2.1 milioni di euro raggiunta nel 2015.

Martedì 30 maggio artisti, campioni e vip scenderanno in campo per la Partita del Cuore numero 26: la Nazionale italiana cantanti affronterà i Campioni per la Ricerca. A Torino la Nazionale italiana cantanti festeggerà i suoi primi 30 anni di associazionismo sfidando ancora una volta i Campioni per la Ricerca, in un evento  che ha l’importante obiettivo di raccogliere fondi per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e per la Fondazione Telethon e che sarà trasmesso in diretta da Rai 1 in prima serata.

Allegra e Andrea Agnelli

Sono felice che la Nazionale cantanti abbia deciso di riportare a Torino la Partita del Cuore – ha detto Allegra Agnelli. Insieme abbiamo realizzato due edizioni record, fornendo un prezioso sostegno per lo sviluppo dell’Istituto di Candiolo, dove ricerca e cura convivono fianco a fianco per combattere nel modo più efficace possibile la difficile battaglia contro il cancro”.

Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon ha aggiunto: “Ringraziamo di cuore, oltre i protagonisti e gli organizzatori, tutte le persone che saranno sugli spalti dello Juventus Stadium e tutti coloro che, tramite il numero solidale, decideranno di sostenere la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare”.

Jorge Lorenzo in azione alla Partita del Cuore

Molti i personaggi che hanno già dato la loro adesione: tra questi –dopo la presenza dei campioni del motociclismo nella Partita del 2015, Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo- sarà la volta dei piloti della Ferrari Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen; accanto al Presidente della Juventus è molto probabile la presenza di Massimiliano Allegri, con Nedved e Boban a rafforzare le fasce della squadra dei Campioni. Molte sono le sorprese che si attendono per la formazione del Campioni per la Ricerca: proprio come accadde per la Partita del Cuore del 2015 (guarda l’album della Partita) che vide la partecipazione de Il Volo. Per la Nazionale cantanti di Paolo Belli è annunciata la presenza, per la prima volta a Torino, di Gianni Morandi, accanto a Eros Ramazzotti, Luca Barbarossa, Clementino, Benji e Fede.

Paolo Belli sarà in campo per la Partita del Cuore 2017

La squadra dei Cantanti sarà allenata da Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice: un modo per dare un segnale di attenzione e affetto per le popolazioni colpite dal terremoto.

Andrea Agnelli incontra Paolo BelliGrande è l’attesa per la Partita, come dimostrano i circa 25.000 biglietti già venduti sui 41.000 disponibili: uno spettacolo per tutti, dove i bambini fino a 6 anni entrano gratis.

Come ha ricordato Paolo Belli, emozionato nella nuova veste di presidente della Nazionale Cantanti, in occasione della presentazione della Partita del Cuore a Torino “L’obiettivo di quest’anno è di raccogliere 2.500.000 euro con l’aiuto di tutti … i veri protagonisti sono tutti coloro che verranno allo Juventus Stadium e/o invieranno i loro Sms per donare fondi alle Fondazioni”.

Dal 22 maggio al 6 giugno sarà infatti possibile inviare un Sms solidale al numero 45540 che, come ha simpaticamente ricordato il direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, sarà lo schema di gioco vincente, il “4-5-5-4-0”, adottato dagli sfidanti sul terreno di gioco.

La Partita del Cuore torna allo Juventus Stadium

I biglietti si possono acquistare nei punti vendita del circuito Listicket oltre che su internet.

Poste Italiane realizzerà uno speciale annullo filatelico rivolto al pubblico dei collezionisti e degli sportivi, disponibile presso lo spazio che Poste Italiane allestirà all’interno dello Juventus Stadium.

Prima della Partita del Cuore, dalle ore 20, ci sarà uno show live per gli spettatori presenti allo Juventus Stadium.

A dare il calcio d’inizio della Partita del Cuore sarà la sindaca di Torino, Chiara Appendino. Chiara Appendino darà il calcio d'inizio alla Partita del CuoreTroverai le immagini della serata allo Juventus Stadium nell’album di Okfoto

Touring Superleggera, Up Design e IED: preview per il Salone dell’auto di Torino

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Gumpert Tornante by Touring Superleggera Un’anteprima del Salone dell’automobile di Torino è da oggi visibile negli spazi dell’aeroporto Sandro Pertini di Torino.

Gumpert Tornante di Touring Superleggera, Mole Costruzione artigianale di Up Design e Syrma di IED Torino sono i prototipi del car design esposti come anteprima dell’ampia galleria di prototipi e modelli unici che saranno visibili dal 7 all’11 giugno 2017 al Parco Valentino.

Nella presentazione di Louis de Fabribeckers, head of design della Touring Superleggera,  c’è tutto l’orgoglio di appartenenza a una Carrozzeria che ha 90 anni di storia alle spalle: le prime fuoriserie carrozzate Touring, un’Alfa Romeo e un’Isotta Fraschini, furono infatti realizzate nel 1928.

Il frontale della Gumpert Tornante by Touring
Touring è sempre stato sinonimo di eleganza, qualità e innovazione tecnica: il brevetto di costruzione Superleggera, che vede pannelli d’alluminio battuti a mano applicati a una struttura rigida e leggera in sottili tubi d’acciaio, è del 1936. Proprio il brevetto Superleggera ha permesso a Touring di realizzare sia pezzi unici sia modelli prodotti in piccola serie sia, anche, vetture prodotte in numeri più importanti: come l’Alfa Romeo 1900 Sprint, la Lancia Flaminia Coupé, l’Aston Martin DB5, le Lamborghini 350 e 400 GT, le Maserati 3500 e 5000 GT.
Un percorso, quello della Touring, che ha consentito all’atélier milanese di rivestire anche alcune delle più importanti Ferrari di serie della prima ora, come le 166 e 212 in versione Coupé, Spider e Barchetta (spider corsa 2 posti). Un’altra coupé biposto carrozzata Touring, la BMW 328, vincitrice della Mille Miglia del 1940, è stata la prima BMW a passare alla storia tra le 25 auto più importanti di sempre.
Ancora oggi la Carrozzeria Touring Superleggera propone ai suoi clienti quegli stessi valori e quello stesso sapere, rivisitati attraverso l’acquisizione delle più moderne esperienze e tecnologie; come ha detto Louis de Fabribeckers, diventa così possibile vendere al cliente “un viaggio che permette al cliente di vedere la costruzione della propria vettura”.

Tornante by Touring (back side)

La vettura esposta, la Gumpert Tornante by Touring, è un prototipo realizzato nel 2011 per la casa tedesca, nota per il rigore e l’assenza di compromessi quanto a efficienza, qualità della meccanica e soluzioni ingegneristiche, che ha affidato a Touring Superleggera il disegno del suo modello attratto dall’eleganza innata, un gene che si esprimeva anche nelle auto da corsa. Dalla Bmw 328 che vinse la Mille Miglia nel 1940 anche grazie all’efficienza della carrozzeria alle Ferrari 166 e 340 trionfanti alla 24 Ore di Le Mans, Touring ha una lunga tradizione nel disegnare macchine da corsa di straordinaria bellezza.

Louis de Fabribeckers, Carrozzeria Touring Superleggera

Per Louis de Fabribeckers, infine, è molto interessante la formula del salone all’aperto come quello di Torino, perché l’automobile nasce per stare all’aperto: è proprio con la luce naturale che diventa possibile apprezzare le linee della vettura, la pulizia delle rifiniture, la correttezza delle sue proporzioni.

Louis de Fabribeckers, Umberto Palermo e Andrea Levy alla preview del Salone dell'automobile di Torino

Umberto Palermo, designer esponente della nuova generazione, ha annunciato per la prossima edizione del Salone dell’automobile di Torino una importante world premier in casa Up Design: la Fiat 124 Mole. Mentre Luce, esercizio stilistico presentato in occasione del Salone del 2016, sarà sviluppata con un progetto triennale in collaborazione con la Mecaprom della famiglia Regis, per diventare una avveniristica vettura elettrica.

Mole artigianale by Up Design

Istantanee di vita di corte alla Palazzina di caccia di Stupinigi

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Life, istantanee di vita a corte alla Palazzina di caccia di StupinigiResidenza Sabauda per la Caccia e le Feste edificata a partire dal 1729 su progetto di Filippo Juvarra, la Palazzina di Caccia di Stupinigi è uno dei gioielli monumentali di Torino, a 10 km da Piazza Castello, in perfetta direttrice. La Palazzina di Caccia -fra i più straordinari complessi settecenteschi  in Europa – ha piena dignità museale con i suoi arredi originali, i dipinti,i capolavori di ebanistica e il disegno del territorio.

La costruzione della Palazzina di Caccia inizia nel 1729 su progetto di Filippo Juvarra, e continua fino alla fine del XVIII sec. con  interventi di ampliamento e completamento di Benedetto Alfieri e di altri architetti quali Giovanni Tommaso Prunotto, Ignazio Birago di Borgaro, Ludovico Bo, Ignazio Bertola.

Il giardino (che sarà riaperto al pubblico dal 21 marzo) venne progettato sul modello francese nel 1740 da Michel Benard, direttore dei Reali Giardini, che riuscì ad elaborare il pensiero juvarriano di spazio aulico dinamicamente collegato con l’ambiente venatorio circostante. Nell’800 perse gradualmente la sua formalità e geometria per trasformarsi in parco paesistico in base allo stile introspettivo inglese.

 palazzina di caccia di Stupinigi


È luogo di loisir per la caccia nella vita di corte sabauda, sontuosa e raffinata dimora prediletta dai Savoia per feste e matrimoni durante i secc. XVIII e XIX, nonché residenza prescelta da Napoleone nei primi anni dell’800. Agli inizi del XX secolo è scelta come residenza dalla Regina Margherita
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istantanee di vita di corte alla palazzina di caccia di Stupinigi

Dopo il successo dell’iniziativa registrato lo scorso anno, la Palazzina di Stupinigi ha ospitato la prima giornata di LIFE, istantanee di vita di corte. Grandi tableaux vivant: dal risveglio al rito del cioccolato, dal ballo al ricevimento di dame e ambasciatori. Un invito a corte in piena regola, in collaborazione con Le Vie del tempo e Nobilità Sabauda.

Life, istantanee di vita di corte

Durante tutto l‘anno seguiranno altri eventi per raccontare quella che era la vita di corte e fare conoscere aspetti che, senza il lavoro e la passione dei “rievocatori”, andrebbero forse persi o sarebbero a conoscenza di un pubblico meno numeroso.

A maggio (domenica 14) Life presenterà la vita di corte in plen air, l’8 ottobre saranno presentati la moda e l’evoluzione dello stile negli abiti e nella vita di corte; infine il 12 novembre (da confermare) Life ha in calendario la Chasse royale, con la partenza degli equipaggi per una battuta di caccia reale.

Life, istantanee di vita di corte

Oltre a LIFE, che  dà quindi appuntamento a maggio per una nuova giornata di vita a corte, la Palazzina di Caccia di Stupinigi ha in calendario molte iniziative; la prima, in ordine di tempo, sarà dedicata alle regine della Palazzina di caccia, con una serie di conferenze sulle donne, mogli e amanti di casa Savoia, con il seguente calendario:

23 marzo 2017           Anne Marie Borbone-Orleans
20 aprile 2017             Maria Adelaide d’Asburgo Lorena
18 maggio 2017         Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna
21 settembre 2017     Maria Paola Buonaparte detta Paolina Bonaparte.
19 ottobre 2017         Marie Josèphe Rose de Tascher de la Pagerie meglio nota come Giuseppina di Beauhamais
16 novembre 2017    Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia – Genova.

istantanee di vita di corte alla palazzina di Stupinigi

Per tutte le informazioni su orari, prenotazioni e biglietto di ingresso è possibile consultare il sito della Palazzina di caccia

istantanee di vita di corte

Sulla pagina di OkFoto troverai il racconto per immagini della giornata a corte.

palazzina di caccia di Stupinigi(1) Fondazione Ordine Mauriziano