Tutto pronto per Amazing Flamingo Cabaret Burlesque Torino Festival

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Mancano pochi giorni all’inizio di Amazing Flamingo Cabaret  Burlesque Torino Festival.  Torino finalmente spalancherà le porte ad uno show in grado di condurre gli spettatori in un mondo che profuma di altri tempi, con costumi scintillanti, corsetti, lustrini, musiche retrò, eleganti ammiccamenti, risate: il tutto per sedurre e divertire.

Tre giornate (28, 29 e 30 settembre) per portare il Burlesque, nelle sue varie forme e colori, a Torino, una delle poche città che, fino ad oggi, non si è ancora lasciata ammaliare da questa arte.

Gli spettatori dovranno semplicemente lasciarsi andare e farsi coinvolgere da questa eccitante e elegante atmosfera: una miscela di sensualità Anni ‘20, follie della Belle Epoque e Anni ’50.

Amazing Flamingo Cabaret  Burlesque Torino Festival è stato ideato e prodotto da Vanille Bon Bon, artista internazionale di Burlesque: una donna “vezzosa profumosa giocosa … graffiante”, convinta sostenitrice della “femme therapie”, secondo la quale ogni donna, di qualsiasi forma, taglia e età, è sensuale e attraente e capace di ammaliare e divertire con movimenti sinuosi e eleganti.

Madrina della manifestazione sarà Bianca Nevius,  nota per aver dato nuova luce al classico strip tease dello stile americano del Burlesque. Sarà lei a presiedere la giuria composta da Russel Brunner, Cherry e Carmilla, Vibrisse e Miss Malafemmina.

Ospiti speciali del Burlesque Torino Festival saranno Virgil De Nice, Albadoro Gala (performer di un burlesque autentico come la sua fisicità “burrosa”), Russell Bruner (il giocoliere monello dello swing), Vibrissa (in cui rivivono il teatro di rivista e l’avanspettacolo).

Simone Moretto e Barbie Bubu condurranno lo spettacolo di cabaret che vedrà la partecipazione dei comici Davide d’Urso, Marco Turano, Giuseppe Vetti e Matteo Cionini.

Amazing Flamingo Cabaret  Burlesque Torino Festival presenta un programma molto ricco: nelle serate di venerdì 28 settembre e sabato 29 settembre si esibiranno sia artisti della risata provenienti da Zelig, Colorado, Eccezionale Veramente e dal mondo della magia, sia artiste della seduzione: 16 newcomers di Burlesque che si contenderanno il titolo di Madamina.

Nelle giornate di sabato 29  e domenica 30 settembre, sarà inoltre possibile partecipare ad alcuni workshop a tema, tenuti dalle “big star” della manifestazione, che si concluderanno con un grande party di arrivederci.

Amazing Flamingo si svolgerà al Teatro Q77, in corso Brescia. Una location di prestigio che, dietro la tenda del foyer, cela una sala impreziosita da poltroncine di velluto rosso e un palco che sovrasta la sala, con ottima visibilità per tutti gli spettatori.

L’acquisto on line dei biglietti e la scelta dei posti  è possibile accedendo al seguente link

Altre informazioni sull’evento sono disponibili sulla pagina  di Amazing Flamingo Cabaret  Burlesque Torino Festival.

Le immagini del festival saranno disponibili qui

Vibrissa a Amazing Flamingo

Attacchi di Tradizione, la quinta edizione del Concorso alla Reggia: tutte le fotografie

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Il Concorso Internazionale di Attacchi di Tradizione della Reggia di Venaria, giunto alla quinta edizione, è l’appuntamento annuale che ha visto la partecipazione di circa 50 carrozze d’epoca e un centinaio di splendidi cavalli sfilare nei Giardini della Reggia e trottare fino al Parco della Mandria. Il concorso è organizzato dal Consorzio La Venaria Reale, dal Gruppo Italiano Attacchi in collaborazione con il Parco La Mandria e si è svolto nel fine settimana del 16 e 17 giugno 2018. Un concorso di Attacchi che, normalmente, entusiasma appassionati e pubblico che hanno la possibilità di ammirare una gara di eleganza, abilità e destrezza.

Pasquale Beretta e il cavallo di Andrea Bocelli al Concorso della reggia di Venaria

Erano presenti carrozze  ad attacco singolo, in pariglia, all’eveque (tre cavalli in fronte linea) , con tiro a 4, persino a “la Daumont” e   di differenti tipologie: carrozze di servizio, condotte dai cocchieri, come Landau, Milord, Victoria, Vis a Vis; carrozze sportive, da caccia e da passeggiata come Break, Dog Cart, Buggy, Phaeton, guidate dai proprietari; carrozze di utilità come il Military, la Dottorina, la Governess car o l’Omnibus.

Attacco alla Daumont sfila alla Reggia di Venaria

Notevole la presenza di equipaggi stranieri  provenienti da Francia, Polonia, Spagna, con i loro coloratissimi costumi, e Svizzera, a testimoniare che l’evento si colloca ormai fra i più importanti del settore in Europa ed è sicuramente il più prestigioso in Italia nell’ambito degli Attacchi di Tradizione.

I colori della Spagna al concorso attacchi di tradizione alla Venaria Reale

In occasione della prova di Presentazione, avvenuta sabato pomeriggio nel Parco Alto della Reggia e a cui si riferiscono le fotografie di OkFoto.it, ha luogo una sorta di “festa dell’eleganza”, quella stessa eleganza che si richiedeva, all’epoca delle carrozze, per le uscite per la passeggiata al parco: parasole sfiziosi per le signore,  cappellini da pomeriggio, guanti d’obbligo anche per i passeggeri, bimbi con pantaloncini a mezza gamba. Da ammirare anche le livree dei cocchieri, delle donne e degli uomini di scuderia in tenuta impeccabile con stivali e cilindro, sempre attenti alle necessità dei cavalli e alle richieste del proprietario, o dei groom, pronti a scendere dalla carrozza e risalire agli ordini del cocchiere, anche con la carrozza in movimento.

Eleganza, stile tradizione al concorso di attacchi di tradizione

I Giudici, in tre differenti postazioni, valutano ciascun attacco, passando al vaglio la carrozza, i finimenti, i cavalli, gli abbigliamenti e l’armonia dell’insieme.

I groom al lavoro in occasione del concorso di attacchi di tradizione

Per la quinta edizione del Concorso di Attacchi di Tradizione la Giuria Internazionale era presieduta dal vicepresidente AIAT (Association Internationale d’Attelages de Tradition) Raimundo Coral (Spagna) , da Bernard Puteaux (Francia) e Eduardo Cruz (Portogallo).

Il Concorso, la domenica mattina, prevede lo svolgimento del percorso di Campagna: il via nei giardini della Reggia, per un tragitto  che conduce all’ingresso del Parco La Mandria, dove gli equipaggi per una dozzina di chilometri  sono immersi nel verde di quella che fu la riserva di caccia dei re sabaudi.  Si rientra quindi nel Parco Basso della Reggia: il tutto in un tempo definito e sotto il controllo dei Giudici internazionali.

Nel pomeriggio della domenica, infine, si svolge la prova di Maneggevolezza, nel Gran Parterre della Reggia, di fronte alla balconata da dove il pubblico può seguire lo spettacolo.

La cerimonia di premiazione, che vede tutti gli equipaggi partecipanti schierati di fronte alla Reggia, chiude il Concorso con l’assegnazione del 5° Trofeo Reggia di Venaria e del Trofeo delle Nazioni AIAT.

Tutte le fotografie della prova di Presentazione della quinta edizione del concorso internazionale attacchi di tradizione sono disponibili a questo link.

Concorso attacchi di tradizione alla reggia di Venaria

La Norvegia vince il Bocuse d’Or Europe 2018

Chef impegnato al Bocuse


Christian André Pettersen ha vinto il Bocuse d'Or Europe 2018

Torino, dopo essere stata, domenica, la capitale europea della pasticceria, ospitando la selezione europea per la Coupe du Monde de la Pâtisserie, è stata per due giorni la capitale della gastronomia, grazie alla analoga competizione del Bocuse d’Or 2018.

La tensione negli sguardi dei partecipanti al Bocuse d'or Europe a Torino

L’11 e il 12 giugno all’ Oval Lingotto Fiere, nell’ambito del Gourmet Expoforum, di fronte a spettatori entusiasti, venti chef provenienti da tutta Europa si sono affrontati per 5 ore e 35 minuti con un impegno totale e la massima concentrazione. Per ciascuno c’era lo stesso obiettivo: conquistare un posto per la finale del più prestigioso concorso di gastronomia al mondo.

Nel grande spazio dell’Oval, di fronte alle tribune per gli spettatori, sono stati realizzati i box cucina dove ciascun team ha dovuto impegnarsi in una doppia prova: la prima consisteva nella preparazione di piatti individuali per ciascun membro della giuria, la seconda nella realizzazione della portata da servire ai membri della giuria su un grande vassoio.

IL PRIMO PREMIO AL NORVEGESE PETTERSEN

Il presidente della giuria degli chef, Jerome Bocuse

Alla fine della durissima competizione, la giuria, composta da 14 chef e presieduta dagli chef Jérôme Bocuse (figlio di quel Paul Bocuse, a cui si deve la creazione – nel gennaio 1987- di quello che sarebbe diventato il più famoso concorso gastronomico del mondo) , Tamás Széll (vincitore del Bocuse d’Or Europe nel 2016), Enrico Crippa (presidente del Bocuse d’Or Europe 2018) e Carlo Cracco, ha assegnato il primo premio al norvegese Christian André Pettersen, per la sua marcata creatività e per la capacità tecnica utilizzate per sublimare i prodotti di altissima qualità della tradizione piemontese (il filetto di vitellone di razza piemontese, il riso  della Baraggia Biellese e Vercellese e il formaggio Castelmagno dop) e italiana (gli spaghetti Barilla, ingrediente segreto comunicato ai partecipanti soltanto alla vigilia della gara torinese).

Per la Norvegia si tratta della seconda vittoria nella selezione europea.

CLASSIFICA FINALE BOCUSE D’OR 2018

La classifica finale è stata la seguente:

ORO – NORVEGIA  Christian André PETTERSEN, 28 anni, Ristorante Mondo, assistito da Håvard André JOSDAL ØSTEBØ

ARGENTO – SVEZIA  Sebastian GIBRAND, 29 anni, Lux Restaurants, assistito da Tommy MYLLYMÄKI

BRONZO – DANIMARCA  Kenneth TOFT-HANSEN, 36 anni, Svinkløv Badehotel, assistito da Christian WELLENDORF KLEINERT

Ismo Sipelainen, Finlandia, al Bocuse d'or EuropeLa preparazione dei piatti al Bocuse d'or Europe

Con loro, Finlandia, Francia, Belgio, Svizzera, Ungheria, Islanda e Regno Unito, hanno conquistato un posto per la Finale del Bocuse d’Or, durante il prossimo salone Sirha di Lione nel gennaio 2019, in cui gareggeranno 24 Nazioni.

Curtis Malpas, team Italia, al Bocuse d'or Europe 2018

Martino Ruggieri e Curtis Malpas impegnati nella prova del Bocuse d'Or Europe

Il team italiano si è dovuto accontentare del premio per il miglior aiuto (commis), attribuito al belga Curtis Mulpas, che lavora con lo chef Martino Ruggieri a Parigi: una “wild card” che consente al team italiano di accedere alla finale di Lione.

Le immagini della sfida sono disponibili qui

La Svezia si aggiudica la European Pastry Cup 2018 per la Coupe du Monde de la Pâtisserie

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L’edizione 2018 della Coppa Europa della Pasticceria è stata la prima a inaugurare un nuovo format: le cucine dei candidati erano aperte, in modo da permettere agli appassionati sostenitori una completa visibilità! Per la prima volta nella storia del concorso, che si è svolto in contemporanea con il salone Gourmet ExpoForum ed è stato ospitato nella struttura dell’Oval al Lingotto Fiere di Torino, la location  ha permesso a oltre mille persone di fare il tifo per i campioni internazionali della grande pasticceria!

I vincitori della Coppa europea della Pasticceria pronti per la Coupe du Monde de la Pâtisserie

Un Lingotto completamente blindato per la contemporanea presenza del gruppo Bilderberg, insediatosi nel capoluogo sabaudo per il suo ritrovo “stagionale”. Il gruppo Bilderberg è composto da  economisti, giornalisti, magnati della finanza, potenti banchieri. Si tratta di un gruppo che non è stato eletto da nessuno e che decide le sorti di tutti: tiene riunioni  in segreto, in luoghi blindati e difesi dalle forze dell’ordine.

Martin Chiffers, presidente d'onore a Torino per la Coupe du Monde de la PâtisserieSi è trattato di una gara spettacolare, durata 5 ore, che ha visto impegnati i rappresentanti di 7 Nazioni (Belgio, Turchia, Svezia, Russia, Polonia, Svizzera e Bulgaria) al lavoro per sottoporre le loro creazioni alla Giuria presieduta da Martin Chiffers, nella qualità di Presidente d’onore della Coppa Europa della Pasticceria 2018.

 

 

Gabriel Paillasson, President Fonder a Torino per la Coupe du Monde de la Pâtisserie

Alle 18  Gabriel Paillasson, creatore del concorso, ha annunciato  i nomi dei vincitori:  Jessica SANDBERG e Martin MORAND, dalla SVEZIA,  vincono l’ambito trofeo e difenderanno i propri colori durante la Finale Mondiale di Lione (Francia) nel 2019. Gli chef hanno presentato  creazioni straordinarie sul tema “Madre Natura”.

Al secondo posto si è classificato il Belgio, seguito dai giovanissimi rappresentanti della Svizzera.

Ecco i vincitori.

1. SVEZIA

Martin MORAND, 41 anni – Specialista del cioccolato – Chef pasticcere, Pastry Inspiration, Sankt Olof
Jessica SANDBERG, 42 anni – Specialista dello zucchero – Pasticceria Nya Konditoriet a Umeå

2. BELGIO
Jacky BODART, 32 anni – Specialista del cioccolato – Chocolaterie Darcis, Pepinster
Bernard ISTASSE, 46 anni – Specialista dello zucchero – Pasticceria Istasse Bernard, Lobbes

3. SVIZZERA
Antoine CHOPIN, 22 anni – Specialista del cioccolato – Le Duo Creatif, La Tour de Peilz
Sara BEZENCON, 21 anni – Specialista dello zucchero – Maison Eric Vuissoz, Sainte-Croix

Anche i concorrenti della Polonia partiranno alla volta di Lione: grazie alle loro performance, Michal DOROSZKIEWICZ e Marek MOSKWA otterranno una “wild card” che permetterà loro di partecipare alla Finale mondiale della Coupe du Monde de la Pâtisserie.

La creazione con cui la Svezia ha vinto a Torino: Madre NaturaUn particolare di Madre Natura: la creazione della Svezia per la Coupe du Monde de la Pâtisserie

La squadra italiana  era presente a Torino ma non gareggiava poiché già qualificata tra le migliori 5 nazioni, ha conosciuto in casa il nome dei propri rivali. Le nazioni finaliste, i cui nomi sono già noti, si affronteranno nella Finale Mondiale che si terrà a Lione (Francia) nel gennaio 2019, durante il salone Sirha:

  • LE 5 MIGLIORI NAZIONI: Italia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti fanno parte delle 5 migliori nazioni che si sono qualificate automaticamente grazie alla performance.
  • 4 PAESI LATINO AMERICANI: Cile, Argentina, Messico e Brasile continuano l’avventura dopo aver vinto la Copa Maya ad aprile 2018 a Città del Messico.
  • 5 PAESI DELL’ASIA PACIFICA: Malaysia, Singapore, Australia, Taiwan e Cina hanno conquistato il loro posto durante l’Asian Pastry Cup lo scorso maggio a Singapore.

Entro la fine del mese, dopo l’African Cup che si svolgerà il 29 giugno a Marrakech (Marocco), conosceremo il nome di tutti i 22 Paesi che si affronteranno  per diventare il paese campione del mondo di pasticceria durante la Finale della Coupe du Monde de la Pâtisserie.

Tony Olsson, componente della Giuria internazionale alla Coupe du Monde de la Pâtisserie

Il Gran Ballo del Risorgimento a Palazzo Carignano

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gran ballo del risorgimento al Museo del Risorgimento di TorinoC’era molto pubblico ieri pomeriggio a Palazzo Carignano per assistere al Gran Ballo del Risorgimento: tanto che la coda dei visitatori per acquistare il biglietto d’ingresso al Museo del Risorgimento, a un certo punto, è arrivata fino in piazza Carlo Alberto.

E benché le dimensioni della Sala del Parlamento abbia dimensioni ragguardevoli, non è stata sufficiente per dare modo a tutto il pubblico presente di assistere in modo opportuno alle esibizioni delle dame e dei cavalieri nei loro abiti ottocenteschi. Tanto che gli organizzatori hanno dovuto utilizzare anche la Sala dei Plebisciti, suddividendo così il corpo di ballo.

dame e cavalieri con abiti dell'ottocento per il gran ballo del risorgimento

Il Gran ballo del Risorgimento è stata una ricostruzione di un Gran Ballo formale dell’Ottocento, come quelli che venivano organizzati per festeggiare i momenti significativi del Risorgimento. Con il Gran Ballo del Risorgimento la Società di Danza ha voluto rendere omaggio alla storia e ai valori fondanti la società torinese, valori che trovano radici nella cultura democratica e liberale dell’800. Il Gran Ballo ha proposto la cultura musicale  della società italiana ed europea del XIX secolo: nella realizzazione di quadriglie, contraddanze, valzer, polke e mazurke  si è raccontato il gioco delle relazioni sociali e delle regole di etichetta su cui si fondava la vita pubblica della società ottocentesca, in un contesto in cui grazia e precisione si fondono col gusto dell’incontro e del corteggiamento cavalleresco.

il gran ballo del risorgimento nelle sale del museo del risorgimento

La realizzazione dell’evento ha visto impegnati un centinaio di  danzatori provenienti da alcuni dei 40 Circoli italiani della Federazione Società di Danza, che, in abiti e costumi ispirati all’epoca, hanno dato  vita a balli su figurazioni dei maestri di danza dell’800, frutto di una ricerca e sviluppo artistico del Maestro Fabio Móllica.

La manifestazione è iniziata con la promenade dei danzatori nelle piazze della prima Capitale d’Italia, cui ha fatto seguito il Gran Ballo del Risorgimento nei saloni ottocenteschi del Museo del Risorgimento Italiano.

società di danza e il gran ballo del risorgimento a torino

Fondato nel 1878,  il Museo Nazionale del Risorgimento  rappresenta un polo culturale di riferimento per la città di Torino. Ha sede nel Palazzo Carignano, uno dei più pregevoli edifici dello stile barocco, riconosciuto come bene protetto dall’UNESCO dal 1997. Nel 2011, in occasione delle celebrazioni per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, il Museo è stato completamente rinnovato, divenendo uno dei più importanti musei di storia d’ Europa. Conserva uno straordinario patrimonio e una Biblioteca di altissima specializzazione. Lungo il percorso museale si possono ammirare due aule parlamentari ancora intatte: la Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino, attiva dal 1848 al 1861, monumento nazionale dal 1898, e la maestosa Camera dei Deputati del Regno d’Italia, con affreschi di Francesco Gonin, costruita tra il 1864 e il 1871.

folto pubblico per il gran ballo del risorgimento

Le fotografie del Gran Ballo del Risorgimento sono disponibili qui.

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Palazzo Carignano a Torino ospita il gran ballo del risorgimento

gran ballo del risorgimento nella Sala dei Plebisciti

Bocuse d’Or 2018, a Torino la finale europea del prestigioso concorso

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Per la prima volta nella sua storia, l’evento Bocuse d’Or Europe si svolgerà nell’Europa meridionale. Dopo Norvegia, Svizzera, Belgio, Svezia e Ungheria, sarà Torino ad ospitare la selezione continentale della più prestigiosa competizione internazionale di alta cucina: il Bocuse d ‘Or.

Bocuse d'Or Europe Off 2018 a Torino

La finale europea del Bocuse d’Or  porterà sotto la Mole Antonelliana, l’11 e il 12 giugno 2018, i migliori chef che gareggeranno per conquistare il titolo europeo e per aggiudicarsi il posto per la finale mondiale del Bocuse d’Or, in programma a Lione nel gennaio 2019, in occasione del Sirha.

Oltre alle finali europee del Bocuse d’Or,  Torino ospiterà anche le finali europee della  Coupe du Monde de la Pâtisserie.

La European Pastry Cup è un contest di pasticceria di livello internazionale che si svolgerà all’Oval di Lingotto Fiere il 10 giugno 2018, in contemporanea con Gourmet Expoforum, il Salone dedicato agli operatori professionali dei settori Horeca e Food & Beverage in calendario dal 10 al 12 giugno 2018 negli spazi espositivi di Lingotto Fiere.

Torino ospiterà per questo evento 7 nazioni (Belgio, Turchia, Svezia, Russia, Polonia, Svizzera, Bulgaria) che si contenderanno l’ingresso alla finale che si svolgerà a Lione nel 2019. Le sette squadre in gara avranno 5 ore per preparare diversi dessert: 2 torte gelato alla frutta, 10 dessert al piatto, 1 scultura di cioccolato e 1 scultura di zucchero. Solo tre di loro raggiungeranno gli altri finalisti a Lione nel mese di gennaio 2019.

Bocuse d'Or a Torino l'11 e il 12 giugno 2018

Cos’è il Bocuse d’Or

Il concorso nacque nel 1987 grazie all’intuizione di Paul Bocuse che inventò un vero e proprio evento spettacolo all’interno di Sirha, l’appuntamento mondiale di riferimento della ristorazione e dell’industria alberghiera che si svolge ogni due anni a Lione.

L’idea è stata quella di riunire 24 giovani chef provenienti da tutto il mondo facendo loro realizzare alcuni piatti in un tempo limite, sottoponendoli poi ad una giuria composta dai più importanti chef mondiali. Al di là della competizione culinaria, il Bocuse d’Or si è imposto nel tempo come uno show mediatico, consentendo a  molti chef di talento di farsi conoscere proprio grazie al concorso stesso. A circa 30 anni dalla nascita del premio e per soddisfare la necessità di rappresentare tutti i Paesi, nel 2007 sono nate le preselezioni continentali con il Bocuse d’Or Europa, America Latina e Asia, diventata nel 2014 Asia-Pacifico con l’integrazione dell’Australia. Nelle preselezioni continentali sono scelti i 24 Paesi che hanno accesso alla prestigiosa finale mondiale:  il Bocuse d’Or è ormai l’insieme di sessanta eventi, tra concorsi nazionali e continentali, su un ciclo di due anni, che culmina nella finale mondiale di Lione.

Gualtiero Marchesi. La cucina come pura forma d'arte in mostra a Palazzo Madama a Torino

L’ultima prova per i 20 candidati dell’Europa si svolgerà dunque a Torino dall’11 al 12 giugno 2018: dieci squadre saranno ammesse alla finale a Lione e si aggiungeranno ai vincitori delle selezioni continentali delle Americhe in Messico e Asia-Pacifico a Guangzhou.

Nelle prove a Torino tutti i concorrenti dovranno utilizzare gli stessi prodotti, in questo caso prodotti di eccellenza del territorio piemontese: la carne, il riso, il formaggio Castelmagno e i vini. A cui si aggiungerà un prodotto che resterà segreto sino alla vigilia del concorso.

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Florent Suplisson alla presentazione di Bocuse d'Or a Torino

Il Bocuse d’Or Europe OFF 2018 è il calendario di eventi culturali rivolti al grande pubblico in programma a Torino dall’8 al 16 giugno, con alcune anticipazioni nelle settimane precedenti, collegato al prestigioso concorso di alta cucina Bocuse d’Or Europe.

Composto da iniziative culturali diffuse e realizzato per la prima volta nella storia del Bocuse d’Or Europe, il calendario OFF nasce dal presupposto che la cucina è cultura, espressione di un bagaglio storico, dell’identità di un territorio, di una idea di contemporaneità in continuo dialogo con altre arti e discipline, con cui condivide la capacità di interpretare il presente e disegnare il futuro.

Simbolicamente realizzato nell’Anno del cibo italiano, grazie alla partecipazione dei principali musei e istituti culturali, dei protagonisti dell’enogastronomia, di partner pubblici e privati, il Bocuse d’Or Europe OFF 2018 offre al pubblico un cartellone ricco di percorsi espositivi, dialoghi, incontri, spettacoli, laboratori, attività per famiglie, degustazioni e cene nei luoghi più belli e significativi del territorio.

Bocuse d'Or all'Oval di Torino

Brompton World Championship arriva a Torino, ecco le fotografie

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la partenza della Brompton World championship a Torino Il Parco del Valentino, che fra un mese ospiterà il Salone dell’automobile di Torino, è stato lo scenario della quinta edizione italiana del Brompton World Championship, dove stile, passione e senso di appartenenza caratterizzano una competizione che è già diventata un classico.

Dato il carattere urban della bicicletta pieghevole più famosa al mondo e dato il forte senso di appartenenza alla comunità dei bromptoniani, a Londra già da tredici anni viene organizzata una gara sui generis, in cui gli atleti devono rispettare il dress code che impone camicia, giacca e cravatta (e il foulard per le signore) e che spinge a dare spazio alla fantasia.

La tappa italiana del Brompton World Championship si è sempre tenuta in location suggestive: Villa Borghese a Roma,  Parco delle Cascine a Firenze, Parco San Giuliano a Venezia, Autodromo di Monza.

BROMPTON WORLD CHAMPIONSHIP, FINALMENTE A TORINO

Finalmente il Brompton World Championship è arrivato anche a Torino,  sotto le fronde dei platani secolari del Parco del Valentino, lungo le sponde del Po, su un percorso attorno al Castello del Valentino.

Lo svolgimento della manifestazione è avvenuto  all’interno di una giornata dedicata al ciclismo urbano e alla parata del Bike Pride piemontese. Chissà se Torino riuscirà nuovamente a ospitare anche una tappa del World naked bike Pride

I partecipanti alla Brompton world championship a Torino

Dopo Roma, Firenze, Venezia e l’Autodromo di Monza, è toccato a Torino accogliere tutti gli appassionati possessori di una Brompton per la gara ormai famosa nel mondo che qualifica i vincitori al grande evento finale di Londra del prossimo 28 luglio.

i concorrenti della Brompton worldd championship davanti al castello del Valentino

Tra i partecipanti alla gara, infatti,  i due vincitori della classifica maschile e femminile sono premiati con un biglietto aereo per Londra e l’iscrizione alle BWC Final 2018. Vengono premiati inoltre il 2° e 3° classificato, il migliore della categoria Over 50 e le prime squadre classificate (uomo e donna). Tra tutti gli iscritti, sarà inoltre riconosciuto un premio ai due partecipanti “meglio vestiti”, senza dimenticare che durante la giornata si è svolto anche il Folding Contest Italia, la sfida cronometrata nel ripiegare la propria bici più velocemente.

Organizzato da Bike id, negozio specializzato in biciclette pieghevoli in collaborazione con Brompton Italia, il World Championship di Torino ha visto la partecipazione di moltissimi bromptoniani provenienti da tutta Italia per gareggiare su un circuito di circa 15 km intorno al Castello del Valentino. Prima della gara c’è stata anche una parata: che non ha richiesto competizione agonistica ma ha spinto i partecipanti a puntare sullo stile … con rispetto del dress code!

Pronti per la partenza dellaBrompton world championship a Torino

Tra i partecipanti alla gara lunga, verranno premiati i due vincitori della classifica maschile e femminile con un biglietto aereo per Londra e l’iscrizione alle BWC Final 2018. Verranno premiati inoltre il 2° e 3° classificato, il migliore della categoria dei veterani Over 50 e le prime squadre classificate (uomo e donna). Tra tutti gli iscritti, sarà inoltre riconosciuto un premio ai due partecipanti “meglio vestiti”, senza dimenticare che durante la giornata ci sarà anche il Folding Contest Italia, la sfida cronometrata nel ripiegare la propria bici più velocemente.

Guarda le fotografie della manifestazione realizzate da OkFoto.it.

Pronte per la parata alla Brompton World Championship al Parco del Valentino a Torino

 

 

Steam experience, il dirigibile dei Sonics al Teatro Nuovo

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Fino al 7 gennaio 2018 al Teatro Nuovo di Torino va in scena Steam, la nuova sfida degli acrobati Sonics.

Steam experience: i Sonics al teatro Nuovo di Torino

Dopo un anno fitto di appuntamenti in giro per il mondo tra festival, teatri e grandi eventi (oltre 150 le esibizioni, l’ultima dal 14 al 18 dicembre scorso in Qatar per i festeggiamenti del “National day”), il 2017 dei Sonics si concluderà con il debutto a Torino, in prima nazionale, di “Steam”: una nuova, importantissima sfida frutto di una  creazione artistica collettiva, con importanti collaborazioni musicali e artistiche, elementi tecnologici e l’idea di offrire al pubblico un’esperienza di spettacolo dal vivo a 360°.

Steam è molto più di uno spettacolo teatrale, è un’esperienza di spettacolo dal vivo “totale” che si sviluppa in un percorso “a tappe” nei vari spazi del Teatro, coerente nelle differenti ambientazioni ma diversificato nelle esperienze. 

I Sonics in scena al Teatro Nuovo di Torino

Le scenografie di Cristiano Spadavecchia danno un volto completamente nuovo al foyer e alla sala del Teatro Nuovo di Torino.

Il foyer, trasformato per l’occasione nella grande hall di una stazione senza tempo, accoglierà l’intrattenimento pre e after-show con musica, performance live e dj-set (Dj Fabrizio di Lorenzo alla consolle).

Nella sala teatrale si esibiscono sei personaggi, bizzarri ed eccentrici, che incrociano le loro storie e avventure dando vita ad uno spettacolo ricco di colpi di scena, momenti rocamboleschi e grandi quadri acrobatici in vero “stile Sonics”.

Steam, il nuovo spettacolo teatrale dei Sonics

Questi strambi viaggiatori, bloccati in una stazione dove il tempo sembra essersi fermato, si ingegnano per ripristinare il regolare corso del tempo scandito dal grande orologio appeso nella hall e continuare così il loro viaggio.

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SteamPunk è la corrente artistica e iconografica che ha ispirato l’ultimo progetto Sonics.

“Steam” è frutto di un lavoro di ricerca sul campo: tutto lo staff creativo Sonics  ha vissuto per un certo periodo a Londra,  patria dello SteamPunk, alla scoperta di oggetti e luoghi che potessero ispirare costumi, personaggi e oggetti di scena.

Dalle singole esperienze e sulla base dell’ispirazione creativa di ognuno, ogni performer ha dato vita e sviluppato un personaggio, partendo dagli spunti della trama – la metafora del viaggio è la struttura portante dello show – suggeriti e coordinati dal direttore artistico Alessandro Pietrolini.La personale rivisitazione dell’estetica SteamPunk nel progetto Sonics è stata resa possibile grazie alle collaborazioni artistiche instaurate, a cominciare da quella con il già citato illustratore, fumettista e scenografo Cristiano Spadavecchia, che firma le installazioni fumettistiche dello spettacolo, a quella con il maestro Ruggiero Mascellino, fisarmonicista e compositore siciliano, che firma la colonna sonora dello spettacolo.

Sonics Steam Experience

Nel continuo dialogo tra scenari futuristici e rimandi storici, tra richiamo alla tradizione e la ricerca di un’estetica fuori dal tempo, il progetto “Steam” si avvale anche di innovative soluzioni tecnologiche . 

Per la prima volta su un palco teatrale di Torino sarà infatti presentato il “lampadario dinamico”, un sistema di motori denominati “winch”, tecnologia utilizzata  anche nell’ultimo tour del gruppo rock  Red Hot Chili Peppers.

“Steam” , creato e diretto da Alessandro Pietrolini, sarà in scena al Teatro Nuovo di Torino fino al 7 gennaio 2018 (lo spettacolo non andrà in scena il 28 dicembre).
Sarà possibile assistere solo allo spettacolo oppure acquistare i pacchetti per  vivere i vari momenti della “Steam Experience”: date degli spettacoli, orari e prezzo dei biglietti sono disponibili qui

Guarda le immagini della prova generale dello spettacolo

Steam, lo spettacolo dei Sonics al Teatro Nuovo di Torino

 

 

 

 

 

Babbo Natale, a Torino un grande raduno per beneficenza

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La spruzzata di neve di ieri ha reso, se possibile, ancora più bello il raduno di Babbo Natale davanti all’ospedale Regina Margherita di Torino, organizzato dalla Fondazione Forma. Un sole bellissimo, il cielo blu, il bianco della neve sulle aiuole, il bianco e rosso dei Babbi Natale (16.000? 18.000? Chissà. Sicuramente tantissimi) hanno contribuito, almeno un po’, a rendere migliore questo giorno per i piccoli ricoverati dell’ospedale infantile.

Babbo Natale in Forma, il grande raduno a Torino

Tantissime le persone, tutte vestite con il costume di Babbo Natale, che hanno animato il piazzale: chi giocava a palle di neve, chi ballava, chi si beveva la cioccolata calda o si rifocillava con i vari generi di conforto disponibili sulle bancarelle: tutti sorridenti e pronti a dare vivacità a una festa che, ogni anno di più, diventa un appuntamento importante del Natale a Torino. Molti quelli arrivati in compagnia del loro amico a quattro zampe.

Babbo Natale in bici davanti all'ospedale Regina MargheritaPuò darsi che qualcuno si sia fatto spaventare dalle notizie dei media dei giorni scorsi: come se qualche centimetro di neve o il termometro poco sopra lo zero potessero essere più forti delle emozioni che si provano nell’essere insieme in piazza davanti all’ospedale.

Piccoli e adulti insieme per l'Opsedale Regina MargheritaBasta dare uno sguardo alle tantissime immagini (le nostre sono disponibili qui) dell’avvenimento per capire che solo le scuse possono avere fermato i pigri. In piazza c’erano tantissimi bambini, persone arrivate a piedi, in auto, in bici e –soprattutto- in moto.

Babbo Natale arriva in motoDifficile dire quante fossero i motociclisti: forse cinquemila, che non hanno minimamente pensato di nascondersi dietro la scusa della neve o delle strade sporche; sono intervenuti, con il solito grande entusiasmo, sfilando a lungo in corso Unità d’Italia, facendo sentire il rombo dei motori ai piccoli pazienti del Regina Margherita (e ai ricoverati degli altri ospedali torinesi che affacciano sul corso).

Motociclisti presenti in gran numero al raduno di Babbo Natale a TorinoUno spettacolo nello spettacolo.

Chi non ha potuto esserci, incominci a pensare di non mancare al prossimo raduno di Babbo Natale in Forma: la raccolta fondi non si ferma mai. C’è bisogno del contributo di tutti.

Anche i nostri amici a quattro zampe presenti al raduno di Babbo Natale

Raduno di Babbo Natale, appuntamento il 3 dicembre

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L’appuntamento per il raduno di Babbo Natale in Forma, davanti all’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino, è per domenica 3 dicembre alle ore 10.30.

Tutti in fila per il raduno di Babbo Natale in FormaDal dicembre 2010, ogni anno la Fondazione FORMA festeggia il Natale così: invitando tutti, grandi e piccoli, ciclisti, motociclisti, maratoneti, studenti, mamme, papà, genitori, nonni, zii, magari con il fedele amico a 4 zampe, a diventare i protagonisti del più grande raduno di Babbo Natale d’Italia.

La Fondazione ha distribuito in questi anni più di 76.000 vestiti di Babbo Natale ed ha finanziato, grazie ai fondi raccolti con il raduno, importanti progetti a favore del Regina Margherita. Ma i fondi non bastano mai: per cui l’invito è di recarsi in uno dei numerosi punti di distribuzione del kit, per fare una piccola  donazione: qui trovi l’elenco.

Chi ha già avuto il piacere di partecipare al raduno di Babbo Natale, da tempo ha certamente messo in agenda la data dell’ottava edizione della manifestazione. Per coloro che ancora non vi hanno preso parte, è invece giunta l’occasione per essere presenti a un evento che regala tante emozioni.

Perché il raduno di Babbo Natale in Forma non è uno dei tanti flashmob che si organizzano nell’anno per le più svariate ragioni: è “il” Raduno di Babbo Natale.

Solo chi ha già preso parte all’evento sa quanta emozione si prova nel vedere l’enorme piazzale davanti all’Ospedale Regina Margherita colorato di rosso, con tutte le persone presenti vestite come Babbo Natale.

Gli alpini dell'ANA di Torino impegnati al Regina Margherita a favore dei piccoli ricoveratiNon c’è immagine che possa descrivere appieno la grande emozione che si prova nel vedere le testoline dei piccoli ricoverati muoversi curiose dietro i vetri delle finestre delle loro stanze, per vedere uno spettacolo che –per loro, costretti da una malattia nelle stanze dell’ospedale- sembra ancora più magico.
Quest’anno nel piazzale ci saranno anche gli allievi delle scuole che hanno aderito al concorso scolastico “Un Natale sostenibile per Forma”, con le loro creazioni della Mole Antonelliana, realizzate appositamente per il raduno con materiale di riciclo. Le opere saranno esposte in piazza: potranno essere portate a casa con una donazione a favore della Fondazione FORMA.
Come sempre, la festa sarà animata da tanti ospiti e tanta musica: è dicembre e fa un po’ freddo, quindi bisogna ballare e muoversi: ma ci saranno bevande calde, panettone, golosità e piatti caldi per rifocillarsi. Per partecipare basterà indossare il costume della Fondazione.

Babbo Natale in Forma per l'ospedale Regina MargheritaAl Raduno si arriva in tutti i modi: con i mezzi pubblici, con l’auto, in moto, con lo scooter, il monopattino, in bici, correndo, camminando. Si può  scegliere di fare la camminata organizzata da Base Running a sostegno di Forma: la partenza è alle ore 10.00 dietro l’8 Gallery e l’arrivo è sul piazzale del raduno. Per coloro che, prima di essere presenti sul piazzale davanti all’Ospedale , vorranno correre la 10 Km di “Un PO di corsa”, l’invito è di indossare il cappello rosso del raduno di Babbo Natale: così da rendersi, in qualche modo, ambasciatori dell’iniziativa. Novità per l’edizione 2017 è la biciclettata di Babbo Natale con ritrovo e partenza da via Lagrange poco dopo le 10, con percorso di 4 km circa e arrivo nel cuore del raduno, dove è prevista un’area attrezzata per le bici.

Biciclettata per il raduno di Babbo Natale per la raccolta fondi per il Regina MargheritaNon mancheranno i numerosissimi motociclisti che si troveranno, se vorranno, a partire dalle ore 9.30 presso il Mobility Village di Beinasco e sfileranno in corso Unità d’Italia, passando sotto l’Ospedale. Oppure arriveranno in gruppo con i vari Moto Club sempre presenti alla manifestazione. O ciascuno attraverserà la città formando dei gruppi spontanei, incontrando lungo la strada altri motociclisti con l’abito rosso di Babbo Natale.

Forse l’arrivo della carovana dei motociclisti è uno dei momenti più attesi dai bambini dell’ospedale: migliaia di moto, ciascuna guidata da un Babbo Natale, molte delle quali addobbate e cariche di pacchi regalo …

Una lunga mattinata di festa, piena di colori e allegria, per donare un sorriso ai piccoli pazienti. Un’ occasione per fare del bene con una piccola donazione: 5 euro per il kit con cui partecipare al raduno di Babbo Natale.

Rduno di motociclisti con l'abito di Babbo Natale verso il Regina MargheritaSe vuoi vedere le immagini della edizione 2016 di Babbo Natale in Forma, clicca qui.

Potrai trovare le più belle immagini della edizione 2017 nell’album realizzato grazie alle meravigliose persone presenti.

 

Burhan Ozbilici vince il World Press Photo 2017

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Burhan Ozbilici (1) di Associated Press, è il vincitore assoluto del concorso World Press Photo per il 2017 con la sua An Assassination in Turkey – Mevlüt Mert Altıntaş. L’immagine, scattata da Burhan Ozbilici subito dopo l’omicidio avvenuto ad Ankara il 19 dicembre 2016 durante l’inaugurazione di una mostra, ritrae un poliziotto, immortalato pochi istanti dopo aver sparato all’ambasciatore russo in Turchia Andrey Karlov.

Burhan Ozbilici vincitore del concorso World Press PhotoPresente alla presentazione della mostra World Press Photo, Exhibition 2017, durante gli interventi dei relatori Burhan Ozbilici non ha resistito alla voglia di impugnare la sua Canon e scattare qualche fotografia della cerimonia: così, per una volta, è stato il relatore a fotografare chi era intervenuto per fare fotografie…

Burhan Ozbilici al Mastio della Cittadella di TorinoBurhan Ozbilici, oltre a essere l’ospite dell’inaugurazione della mostra il 3 novembre al Mastio della Cittadella di Torino, vi terrà una public lecture sabato 4 novembre.

 Burhan Ozbilici, photographer at work

Il Mastio della Cittadella, sede del Museo di Artiglieria, riapre al pubblico per ospitare il World Press Photo, il più grande concorso di fotogiornalismo al mondo. Fino a domenica 26 novembre, nei rinnovati spazi di corso Galileo Ferraris angolo via Cernaia, i visitatori potranno ammirare le 150 immagini vincitrici del più prestigioso concorso di fotografia, nato ad Amsterdam nel 1955 per tutelare la libertà di informazione, inchiesta e espressione come diritti inalienabili e promuovere il foto-giornalismo di qualità. Scatti che sono stati selezionati da una giuria internazionale, presieduta da Stuart Franklim che ha definito la foto vincente come “una foto con un impatto incredibilmente forte”.

Burhan Ozbilici a Torino in occasione della mostra Exhibition al Mastio della Cittadella

Ogni anno, migliaia di fotoreporter delle maggiori testate editoriali internazionali come National Geographic, BBC, CNN, Le Monde, El Pais si contendono il titolo nelle diverse categorie del concorso di fotogiornalismo: Contemporary Issues, Environment, General News, Long-Term Projects, Nature, People, Sports, Spot News. Obiettivo aggiudicarsi un posto in questa mostra: per questa edizione 2017 erano in gara 80.000 foto, scattate da 5034 fotografi. L’esposizione rappresenta, dunque, un viaggio per immagini tra gli avvenimenti più rilevanti del nostro tempo, pubblicati su testate internazionali come Time, Le Monde, New York Times, The Guardian e National Geographic.

Burhan Ozbilici davanti alla fotografia con cui ha vinto il concorso World Press Photo 2017

Guarda le immagini della presentazione della mostra realizzate da OkFoto.it

Troverai tutte le informazioni su orari, prezzi dei biglietti ed eventi collaterali sul sito della mostra

Interesse dei fotografi italiani per lo scatto che ha vinto il concorso World Press Photo 2017Gli scatti arrivano a Torino grazie all’impegno e all’organizzazione barese di Cime, al sostegno del brand Lancia Ypsilon del Gruppo FCA e con il patrocinio del Comune di Torino e della Regione Piemonte.

Exhibition al Mastio della Cittadella di Torino

(1) Burhan Ozbilici ha 59 anni, è nato a Erzurum, in Turchia, e prima di entrare a far parte di Associated Press (AP) nel 1989 aveva lavorato per diversi giornali turchi, tra cui un quotidiano in lingua inglese (Turkish Daily News). Per AP ha seguito tutte le storie che riguardano la Turchia, compreso il tentato colpo di stato dell’estate 2016, ma anche la crisi in Siria, e ha avuto diversi incarichi in paesi come l’Arabia Saudita, il Qatar, l’Egitto e la Libia, tra gli altri. Ha raccontato anche la crisi del Golfo in Arabia Saudita nel 1990, la prima guerra del Golfo al confine turco-iracheno, l’esodo dei curdi in Turchia e il loro ritorno in Iraq dopo la guerra nel 1991.

La foto che ha vinto il concorso World Press Photo in mostra a Torino

The color run Torino con Fabio Rovazzi e Michele Bravi

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The color run Torino 2017 The color run è tornata a Torino ed è stato un giorno di festa! Dopo manifestazioni annullate per non meglio specificate ragioni di sicurezza, altre ridotte a flop memorabili, altre guastate dalla pioggia, dopo svariati divieti e blocchi della circolazione, finalmente The color run ha portato in città una ventata di allegria e … di colore! Migliaia di partecipanti, molti spettatori e curiosi, hanno invaso festosamente piazza d’armi per la corsa più pazza dell’anno.

The color run Torino è stato l’ultimo appuntamento della tournèe 2017: in calendario il 10 settembre, ultimo giorno di vacanza per gli studenti! Per molti di loro (anche per i più piccoli, accompagnati dai genitori) è stata l’occasione per salutare le vacanze in un’atmosfera di festa e musica.

The color run Torino: colori, sorrisi e allegria

The color run è una corsa (o, se preferite, una camminata) di 5 chilometri dove non vince nessuno perché vincono tutti coloro che partecipano. I primi 3 chilometri nei viali del parco Cavalieri di Vittorio Veneto, poi accanto alla piscina olimpica in via Filadelfia e l’ultimo tratto del percorso negli spazi del vecchio stadio Comunale, con arrivo sotto la Torre Maratona.

Giovani, meno giovani, bambini, famiglie affrontano il percorso lungo il quale si incontrano cinque punti colore (verde, giallo, blu, arancio e rosa) e, all’ultimo chilometro, un punto schiuma, la nuova attrazione per l’edizione 2017.

the color run Torino: entusiasmo per il punto schiumaNovità che ha entusiasmato i partecipanti: dai più grandi ai più piccini. Forse la partecipante che meriterebbe il premio dell’organizzazione è la bellissima bimba che, arrivata al punto schiuma, senza un solo momento di esitazione, ha fatto la ruota, restando alcuni attimi con la testa completamente nascosta dalla schiuma.

The color run Torino: un selfie all'arrivo Per gli organizzatori (RCS sport) era importante recuperare i runners di Torino, dopo l’edizione 2016 rovinata dalla pioggia scrosciante: forse ci sono riusciti. Lo si capirà meglio dal numero degli iscritti nel 2018 …: supereranno i circa 6.800 dell’edizione appena conclusa?

the Color run Torino in piazza d'armi Come in ogni edizione, la festa non finisce all’arrivo. I runners sono coinvolti in balli e lanci di «color blust», vere e proprie esplosioni di colori, al ritmo della musica di Radio 105 con l’esibizione al Color village, di Fabio Rovazzi, Michele Bravi, Silvia Salemi.

Guarda le immagini della corsa

The color run Torino: tutto pronto per la partenza

A Torino la Cena in bianco diventa virtuale

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Salta la Cena in bianco a Torino Era il 2012 quando Antonella Bentivoglio D’Afflitto realizzò la prima Cena in bianco a Torino: un’iniziativa che ebbe un lusinghiero successo, imitata nel tempo in molti altri comuni in tutta Italia. Pochissime le regole alla base dell’evento, rigidamente rispettate dalle migliaia di partecipanti: “… vestiamo tutti insieme di bianco una piazza, una strada, un giardino, un luogo a sorpresa ogni volta diverso delle nostre città e paesi, trasformandolo in una “camera da pranzo” a cielo aperto. Come? Ognuno di noi si porta tutto da casa, tavolo, sedie, vivande, stoviglie in ceramica, bicchieri di vetro… niente carta e niente plastica. Apparecchia e imbandisce la propria tavola con amici, familiari, colleghi, nonni e bambini per vivere l’emozione di una Cena tutti insieme, per strada, all’insegna delle cinque grandi E di etica, estetica, ecologia, educazione, eleganza.  Una immensa tavola, fatta di tutte le nostre tavole vicine e in fila, che celebra la tradizione italiana a tavola, nel rispetto di condivisione, convivialità, piacere di stare insieme. Riviviamo la magia del territorio con una cena urbana che attraverso il colore bianco, il più neutro e il più fotografico dei colori, veicolerà grazie alle nostre foto le immagini dei tanti luoghi del nostro bel paese in rete… Bello sarà partire con tavoli piatti e sedie al seguito per vivere e scoprire le piazze e le strade di tanti luoghi italiani… E alla fine della serata ognuno sparecchia, porta via tutti i rifiuti: non deve rimanere traccia del nostro passaggio. C’è un solo modo per mantenere pulite le nostre città: non sporcarle.”

Un evento che era diventato un appuntamento fisso dell’estate torinese: con un record di presenze nel 2015, quando oltre ventimila persone parteciparono alla cena nel gran parterre della Reggia di Venaria.

Lo scorso anno i partecipanti furono la metà rispetto al 2015: forse perché la location scelta, all’ombra della torre Maratona dello stadio Olimpico, non piacque a molti o forse perché l’attentato terroristico di Nizza (14 luglio, 84 morti, decine di feriti gravi) era nella memoria di tanti quella domenica 17 luglio in cui si svolse la Cena in bianco.

Corpi stritolati, smembrati, sangue dappertutto e un panico folle: diversi i testimoni che descrissero queste scene apocalittiche sul lungomare centrale di Nizza, la Promenade des Anglais, dove, poco dopo le 22,  un camion guidato da un terrorista piombò a tutta velocità sulla folla radunata a vedere i fuochi d’artificio per la Festa nazionale di Francia, correndo con un percorso a zig-zag per travolgere più persone possibile, con l’autista assassino che sparava all’impazzata, prima che la sua corsa folle venisse fermata.

Nel luglio 2016 Chiara Appendino era da circa un mese la sindaca di Torino, Franco Gabrielli era stato nominato capo della Polizia di stato, Direttore generale della Pubblica Sicurezza nel Consiglio dei ministri del 29 aprile 2016. La cena si svolse senza alcun problema e senza che fosse adottata alcuna misura di sicurezza contro il terrorismo che – dopo Nizza – continuò a colpire in modo gravissimo (Berlino, Instanbul, Londra, Manchester).

Piazza san Carlo e la cena in biancoA Torino, in particolare, non fu preso alcun provvedimento  tanto che, lo scorso 3 giugno, fu autorizzata l’installazione di un mega schermo TV in piazza san Carlo per la diretta TV della finale di Champions League di calcio tra Real Madrid e Juventus.

I fatti di quella sera sono tristemente noti: per motivi non ancora accertati si scatenò un’ondata di panico tra i presenti, con un fuggi fuggi disordinato e caotico. Ci furono oltre 1.500 feriti, alcuni in modo gravissimo e una signora di 38 anni, Erika, travolta dalla folla, morì in seguito alle gravi ferite subite. In seguito agli incidenti l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Appendino si preoccupò di diffondere una nota per scaricare ogni responsabilità su Turismo Torino: «In relazione ai fatti di piazza San Carlo la Città di Torino precisa che il soggetto organizzatore, Turismo Torino, ha operato con le medesime modalità messe in atto nel 2015, in occasione della finale proiettata il 6 giugno».«Anche in quel caso la Città, con propria delibera, aveva incaricato Turismo Torino quale soggetto organizzatore e non era stato approvato alcun provvedimento di ulteriore limitazione nella vendita di vetro e metallo, oltre a ciò che è previsto dall’art. 8 bis del Regolamento di Polizia Urbana».

C'era una volta la Cena in bianco a Torino

Il terrorismo, negli incidenti di piazza san Carlo, non c’entrava per nulla: sta di fatto che, dopo quella notte, le istituzioni locali incominciarono a “parlare” di sicurezza, adottando provvedimenti per lo meno discutibili (basta ricordare il flop dello spettacolo dei fuochi artificiali del 24 giugno), che -tra le altre cose- hanno comportato l’annullamento della Cena in bianco. Dopo il recente attentato a Barcellona (17 agosto), ennesima riunione ministeriale dei vari comitati per la sicurezza: dopo la quale anche a Torino sono state installate fioriere e new Jersey per impedire attacchi terroristici con furgoni. Decisioni prese per salvare la forma e fare scrivere qualche articolo di cronaca: perché chiunque abbia fatto un giro in centro città ha avuto modo di rendersi conto dell’inutilità dei provvedimenti adottati. Ma Torino (in realtà sarà la Reggia di Venaria) si prepara (!?) ad ospitare a fine settembre il G7 dello sviluppo alla presenza dei ministri dell’industria e del lavoro: per cui bisognava pure fare vedere che qualche provvedimento è già stato adottato.

Cena in bianco in piazza san CarloIn questo contesto una cosa è chiara: la Cena in bianco 2017 a Torino non si fa. Scrive la cronaca cittadina de La Stampa “ La cena avrebbe dovuto svolgersi in piazza Castello, piazza San Giovanni e Piazzetta Reale, ma il Comune di Torino ha dato parere negativo, in base alla «circolare Gabrielli» sull’occupazione del suolo pubblico”.  «Questo mi dispiace tantissimo» – afferma Antonella Bentivoglio D’Afflitto, ispiratrice della manifestazione e oggi  assessore alla Cultura della giunta Cinque Stelle del Comune di Venaria Reale. «Avevo presentato la domanda di occupazione del suolo pubblico prima dei fatti di piazza San Carlo e, dopo il parere negativo datato 11 luglio, ho chiesto un incontro per capire i motivi del divieto, ma non sono ancora stata convocata”, e aggiunge: «Quello che mi chiedo è perché nel resto d’Italia si sono svolte circa 200 cene con l’okay di sindaci, questori e prefetti e a Torino, dov’è nata la manifestazione, ci è stato detto di no».

Di fronte al No della sindaca Appendino, gli organizzatori della Cena in bianco Torino hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook una proposta che sostanzialmente suggerisce di realizzare una cena virtuale: “A casa. Per dare un segnale importante a quanto sta accadendo. Non ci fermiamo”.

“L’appuntamento è per sabato 9 settembre alle ore 20:00

Dove e come? A casa vostra, nei vostri condomini, uniti in rete, in diretta nello stesso momento!

Ovunque voi siate, nelle vostre case, in cucina, sul ballatoio, sul terrazzo, in cortile, in veranda, in salotto, in tavernetta, in tinello, in giardino… nelle vostre case. Tutti insieme, lo stesso giorno, alla stessa ora daremo vita ad una edizione straordinaria. Organizzate a casa vostra amici, parenti, vicini, preparate le vostre bianche tavole! Con la stessa attenzione, condivisione, passione, convivialità.

Dopo aver preparato e organizzato le vostre tavolate, dovrete condividere su Facebook le fotografie, i video. Saremo in tanti, tantissimi che dalle nostre case vivremo virtualmente uniti in rete la magia della Cena in bianco che poi racconteremo in un filmato fatto con le vostre immagini e i vostri video.”

Altro che “non ci fermiamo”: così si è fermi. La mia professoressa di Matematica delle Superiori avrebbe detto “mi sembra un’idea balzana!”. Ma come? La cena in bianco nasce per stare insieme in un luogo pubblico e la si trasforma in un qualcosa di personale e domestico? Il successo dell’evento è anche merito delle centinaia di immagini e filmati che i media gli hanno dedicato: immagini e filmati di chi dedicato il proprio tempo a raccontare la Cena, mentre i partecipanti si divertivano a cenare e brindare. Non si potrà certamente raggiungere lo stesso risultato condividendo qualche selfie e qualche scatto tra le mura di casa …

i portici di Torino in piazza san CarloInternet e i “social” erano ancora inimmaginabili: ma si vuole forse credere che, se nell’ottobre del 1980, i “quarantamila quadri Fiat” avessero avuto a disposizione internet , Facebook, Twitter, e, invece di sfilare per le vie del centro di Torino, avessero preso un tavolo della cucina, ci avessero appoggiato sopra dei fogli di lavoro, avessero fotografato la scena e condiviso la loro foto, in giacca e cravatta, il successo dell’iniziativa sarebbe stato lo stesso? Certamente no.

“A casa. Per dare un segnale importante a quanto sta accadendo. Non ci fermiamo”

Persa l’edizione 2017 della Cena in bianco a Torino  si sarebbe potuto organizzare un flash mob, magari in piazza Castello o davanti a Palazzo di città: migliaia di partecipanti vestiti di bianco con un calice (di plastica …) in mano  per un brindisi  alla Giunta del No alla Cena in bianco

Di sicuro non sarebbero mancate le immagini dell’evento: che sarebbero certamente uscite dal perimetro cittadino.

La scelta adottata dagli organizzatori va invece  contro la loro stessa affermazione (“non ci fermiamo”): mi fa venire in mente il grande Totò quando diceva a Peppino de Filippo “Guarda, ma non guardare …”. Che in questo caso diventa “Protesta, ma non protestare …”.

A pensar male si fa peccato, diceva Andreotti …: ma forse non si voleva disturbare la sindaca Appendino.

The color run torna a Torino

D’altra parte, non sono d’accordo con Pier Franco Quaglieni quando afferma che “Non ci sarà l’8 settembre per la cena in bianco. Quest’anno  si terrà il 9 in modo diverso,  quasi virtuale. Ma non è così perché l’importante è fare l’evento.” Sono invece d’accordo con lui quando dice che “Quello che invece appare  certo è che Torino continua a perdere colpi. E, andando avanti così, la città e’ destinata al declino in cui la relegò il sindaco  Novelli con le sue scelte tristi e  miopi, nel decennio 1975-85 , con tanti assessori funzionari di partito che assomigliano molto a molti dell’attuale Giunta.”

Torino ospita The color run

Che le ragioni dell’annullamento della Cena in bianco abbiano poco a vedere con la sicurezza è dimostrato anche dal fatto che, salvo divieti dell’ultima ora, il giorno successivo alla Cena in bianco virtuale si correrà The color run, con migliaia di partecipanti pronti a invadere piazza d’Armi. Proprio nello stesso luogo dove si svolse l’ultima Cena in bianco: ogni partecipante troverà differenti punti colore (verde, giallo, blu, arancio e rosa), nonché, all’ultimo chilometro, un punto schiuma, nuova attrazione dell’edizione 2017, che ha riscosso grande interesse nelle tappe precedenti. Si parte vestiti di bianco, si arriva contenti e colorati.

the color run: allegria e coloriDiecimila (o più) persone sedute a cena sono un problema per la sicurezza, mentre altrettante persone che corrono insieme non lo sono?

Troverai le immagini della Color run 2017 nell’album realizzato da OkFoto.it

Come disse Longanesi “Se c’è una cosa che in Italia funziona è il disordine.”

Militali, a Ternavasso il più grande raduno di mezzi militari

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  Militali, l'importante raduno di mezzi militari a Ternavasso

 Militali nasce per condividere la passione del collezionismo e della ricostruzione storica militare con tutti gli appassionati, dando così l’opportunità di vedere mezzi militari molto rari, compresi aerei in volo, blindati e cingolati in movimento. Negli enormi spazi della tenuta di Ternavasso, per i tre giorni della manifestazione, sono allestiti gli accampamenti, suddivisi per Paese e esercito di appartenenza e periodo storico.

Anche carri armati in movimento al raduno di Ternavasso

Nella tenuta situata a pochi chilometri da Torino , oltre a chilometri di strade sterrate, ettari di campi e boschi dove muoversi liberamente in fuoristrada con i veicoli militari, c’è anche un lago di 20 ettari per navigare con i mezzi anfibi. Per l’occasione viene approntata una pista di 700 metri a disposizione per gli aerei d’epoca, che possono così decollare, esibirsi e atterrare.

Anche aerei d'epoca in volo sul campo di Ternavasso in occasione di Militali
Il parco privato, normalmente chiuso al pubblico, durante l’evento diventa teatro di ricostruzioni militari, alle quali prendono parte i collezionisti, i rievocatori e tutti i visitatori appassionati di storia militare.

il castello medioevale di Ternavasso, dove si svolge Militali

Sede dell’importante raduno alle porte delle Langhe è un luogo storico; Ternavasso divenne infatti il quartier generale del re Vittorio Emanuele III quando l’Italia dichiarò guerra alla Francia (giugno 1940). Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, e per i due anni successivi, il conte Paolo Thaon di Revel rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale ed ottenne che la proprietà di Ternavasso fosse considerata un porto franco. Contribuì così a dare rifugio agli sfollati, agli ebrei ed ai partigiani. Grazie all’allestimento di un ospedale da campo, nella tenuta di Ternavasso furono curati molti feriti, sia civili che militari.

Il castello medioevale di Ternavasso fu parzialmente distrutto durante la battaglia di Ceresole d’Alba del 1544, tra le più sanguinose combattute in Italia tra i spagnoli e francesi. A Ternavasso è sepolto il primo Comandante Generale dei Carabinieri, il marchese Giuseppe Alessandro Thaon di Revel che nel 1814 fondò il Corpo dei Carabinieri.

Un mezzo militare SPA in movimento a Militali a Ternavasso

Militali è un evento che, nelle giornate dal 23 al 25 giugno, consente al pubblico di entrare, varcato il cancello della tenuta di Ternavasso, in un mondo ricco di storia militare, pieno di importanti elementi di sicuro interesse tecnico per tutti gli appassionati di meccanica e veicoli a 2 e 4 ruote. Ma soprattutto ricco di passione: quella che i collezionisti e i rievocatori presenti nei campi allestiti riescono a trasmettere ai visitatori, in ogni momento della giornata.

Mezzi miitari di diversi Paesi al raduno di Ternavasso

Per tutte le informazioni sul programma, gli orari e i costi del biglietti si consiglia di consultare il sito di Militali .

Le immagini del raduno di Ternavasso, realizzate da OkFoto.it, sono raccolte in un album dedicato alla importante manifestazione.

Una dei numerosi partecipanti a Militali

IV Concorso attacchi di Tradizione alla Venaria e alla Mandria

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Concorso attacchi di Tradizione alla Reggia di Venaria La Venaria Reale ha ospitato il Concorso  di Attacchi di Tradizione: un evento che, giunto alla sua quarta edizione, consente di ammirare decine di carrozze d’epoca con un centinaio di splendidi cavalli nei Giardini della Reggia e al Parco La Mandria.

Carrozze d'epoca per i concorso della Venaria reale

Un concorso di Attacchi che entusiasma gli appassionati e coloro che si sono recati a passeggiare nel Parco La Mandria e nei giardini della Reggia di Venaria nelle giornate del 17 e 18 giugno.

Cavalli di razza e carrozze d'epoca nel concorso della Venaria reale

I visitatori della Venaria Reale hanno avuto modo di assistere a uno spettacolo non comune legato all’abilità di guida di carrozze di pregio trainate da cavalli di razza, con lussuosi finimenti e curati in ogni dettaglio, con equipaggi eleganti in una cornice particolarmente suggestiva.

Borgo Castello nel Parco della Mandria

Le carrozze si presentano ad attacco singolo, in pariglia, in tandem e tiro a 4. Le tipologie di carrozze sono varie: carrozze di servizio condotte dai cocchieri come Landau, Milord, Calèche, Vis a Vis; carrozze sportive, da caccia e da passeggiata come Break, Dog Cart, Phaeton, condotte dai proprietari; carrozze di utilità come la Pistoiese o il Military un tempo utilizzate da professionisti o ufficiali dell’esercito.

Al Concorso di attacchi di tradizione organizzato dal GIA (Gruppo Italiano Attacchi) e dalla Reggia di Venaria erano presenti anche equipaggi stranieri provenienti da Francia, Polonia, Spagna, Svizzera e Ungheria, a testimoniare che l’evento della Venaria Reale si colloca ormai fra i più importanti del settore in Europa ed è sicuramente tra i più prestigiosi in Italia nell’ambito della Tradizione.

Il concorso di attacchi di tradizione si svolge in tre fasi principali.

In occasione della Prova di Presentazione, che si è svolta il sabato pomeriggio nel Parco Alto della Reggia, ha luogo una sorta di “festa dell’eleganza”, come si richiedeva all’epoca per le uscite in carrozza al parco: parasole sfiziosi per le signore e cappellini da pomeriggio, guanti d’obbligo anche per i passeggeri. Da osservare le livree dei cocchieri, uomini di scuderia in tenuta impeccabile con stivali, cilindro plastron, sempre attenti alle necessità dei cavalli e alle richieste del proprietario, o dei groom, pronti a scendere e risalire agli ordini del cocchiere, anche con la carrozza in movimento.

Eleganza degli equipaggi nel percorso di campagna nel Parco della Mandria

La domenica mattina si svolge il Percorso di Campagna (a cui si riferiscono le immagini di OkFoto.it): si parte dai Giardini della Reggia, con un percorso che si sviluppa attraverso roseti, specchi d’acqua, aiuole fiorite e filari per un tragitto di circa 2 Km e che conduce all’ingresso del Parco La Mandria, dove gli equipaggi -per circa 12 Km- sono immersi nel verde di quella che fu la riserva di caccia dei re sabaudi. Nei pressi degli Appartamenti Reali del Borgo Castello i guidatori effettuano due passaggi controllati (prove di abilità) sotto gli occhi dei Commissari di gara. Infine si rientra nel Parco Basso della Reggia, dove altri tre passaggi controllati mettono alla prova i concorrenti nei pressi della Peschiera e della Fontana d’Ercole.

Il pomeriggio della domenica si apre con la Prova di Maneggevolezza nel Gran Parterre della Reggia, di fronte alla balconata da dove il pubblico può seguire lo spettacolo. I visitatori possono ammirare carrozze e cavalli, la destrezza e la precisione dei guidatori, oggi necessari per vincere un Trofeo, due secoli fa requisiti necessari per districarsi nel traffico delle città e compiere slalom fra decine di carrozze, carri e omnibus in movimento.

Abbiamo seguito le varie edizioni del Concorso attacchi di tradizione; puoi vedere le immagini suddivise per edizione del concorso:

Edizione 2013

Edizione 2014

Edizione 2015

Edizione 2016

Edizione 2017

Concorso attacchi di tradizione alla Reggia di Venaria