“Costruire la pace con l’arte” alla Piazza dei Mestieri di Torino

“Costruire la pace con l’arte” alla Piazza dei Mestieri di Torino

 

Angelica Edna Calò Livne
Angelica Edna Calò Livne

Angelica Edna Calò Livne a Piazza dei MestieriCi sono realtà che sembrano voler sfuggire alle regole della nostra società: operano nel silenzio, lavorano accanto ai più sfortunati, ottengono risultati molto importanti. Senza mai alzare la voce, senza mai volere apparire ad ogni costo.

Giovedì scorso “Piazza dei Mestieri” ha ospitato un incontro tra alcune rappresentanti di queste importanti realtà, dal titolo “Costruire la pace con l’arte”.

Cristiana Poggio, vice presidente della Fondazione Piazza dei Mestieri
Cristiana Poggio

Raccontare in poche parole Piazza dei Mestieri non è facile: ci limitiamo a dire che è una scuola, anzi una Scuola con l’iniziale maiuscola: perché si rivolge a giovani che, per tante ragioni (sociali, familiari, personali), hanno o avrebbero abbandonato il normale percorso scolastico e sarebbero passati a vivere ai bordi della società, pronti a cadere nelle tentazioni e nei drammi che questo abbandono comporta. Cristiana Poggio, nella sua veste di vice presidente della Fondazione, ha spiegato come Piazza dei Mestieri riesca a recuperare questi ragazzi insegnando loro un mestiere e facendone degli eccellenti artigiani, in più settori: dalla ristorazione alla produzione di cioccolato, dalla produzione della birra a quella dei servizi grafici.

Una realtà torinese che nel 2014 festeggia i suoi primi 10 anni di vita e che ha aperto una nuova Piazza a Catania.

Durante l’incontro, Sabrina Colonna Preti ha brevemente raccontato la storia di Pequeñas huellas, un’associazione da lei fondata a Cuba nel 2004. Sostenuta da grandi protagonisti del panorama musicale internazionale come Claudio Abbado e José Antonio Abreu (fondatore della rete sociale e educativa di orchestre infantili, giovanili e cori del Venezuela che interessa circa 250 mila giovani musicisti), ha oggi sede a Torino, da dove continua a proporre, con i suoi giovani allievi, progetti che uniscono bambini e ragazzi di ogni continente, di ogni religione e stato sociale attraverso la musica.

Sabina Colonna Preti a Piazza dei Mestieri
Sabina Colonna Preti

I giovani concertisti di Pequeñas huellas si esibiscono in ogni parte del mondo per portare un messaggio di pace e di fratellanza e per ribadire il diritto di tutti ad avere un’infanzia serena. Torino ha potuto ammirarne la bravura e l’entusiasmo in occasione del Festival Beethoven nell’estate 2013.

Claudio Abbado, sostenitore fin dal suo nascere dell’Orchestra Internazionale dei bambini, aveva scritto: “Il progetto di Sabina Colonna-Preti è la prova del fatto che un’espressione culturale transnazionale appartiene all’umanità intera. Attraverso i loro strumenti e le loro voci, i bambini di Pequeñas Huellas superano ed abbattono le barriere culturali, etniche e religiose. Meritano l’appoggio e l’incoraggiamento delle istituzioni internazionali e dei governi affinché la loro voce trovi un giusto eco nel mondo intero. Mi fa piacere essere il « nonno » di questo progetto.”

Oltre a un breve filmato con alcune immagini dei suoi ragazzi e i racconti delle loro esperienza, Angelica Edna Calò Livne (già candidata al Nobel per la Pace nel 2006) ha portato dal suo kibbuz di Sasa in Alta Galilea l’esempio concreto della sua Fondazione Beresheet La Shalom che, con i giovani israeliani e palestinesi, traccia il percorso che porta alla pace attraverso il teatro.

Daniela Finocchi con  Maria Grazia BalbianoI dialoghi tra le relatrici e i loro racconti hanno dimostrato come sia possibile costruire la pace attraverso l’arte e la bellezza: lasciando a Daniela Finocchi, ideatrice del concorso Lingua Madre e neo ambasciatrice di We Women for Expo di portare in quella sede gli importanti spunti di riflessione emersi nell’incontro organizzato dall’Associazione Amici di Beresheet La Shalom.

 

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