Fatevi rapire dalla bellezza della mostra Genio e maestria

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«Fatevi rapire» è l’invito che arriva dalle Residenze Reali sabaude nella nuova campagna pubblicitaria spaziale. Residenze che diventano “extra reali”: un messaggio che vuole sottolineare il valore  in più  delle regge e castelli del sistema delle residenze sabaude.  Nella nuova pubblicità c’è un ufo a  illuminare la Reggia di Venaria, che apre la stagione 2018 ospitando nelle Sale delle arti la mostra Genio e Maestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento, sino al 15 luglio 2018. 

uno dei capolavori della mostra Genio e maestria alla Reggia di Venaria

L’evento espositivo intende aggiungere nuovi tasselli alla storia del patrimonio dell’ammobiliamento in Piemonte tra Settecento e Ottocento presentando mobili d’arte di eccezionale rilevanza realizzati dai maggiori ebanisti e scultori dell’epoca (Luigi Prinotto, Pietro Piffetti, Giuseppe Maria Bonzanigo e Gabriele Capello detto “il Moncalvo”), alcuni mai esposti prima, grazie a prestiti di altre residenze reali sabaude e di importanti collezionisti: due secoli di storia dell’arredo in circa 130 opere, alcune mai esposte o assenti da anni alla fruizione del pubblico.

ingresso della mostra Genio e maestria alla Reggia di venerai

Tra queste va ricordata l’eccezionale presenza in mostra del monumentale Coro a 28 stalli del Prinotto, un capolavoro del 1740, rientrato recentemente in Italia dall’Irlanda dopo più di 200 anni e restaurato, con altre 40 opere in mostra, dal Centro conservazione e restauro “La Venaria Reale”.

Coro monastico di Luigi Prinotto esposto alla Reggia di Venaria

La mostra racconta la storia di un raffinato, colto e complesso mestiere d’arte che si sviluppò nello Stato sabaudo, principalmente a Torino e a Genova,  a servizio delle più importanti committenze reali e nobiliari nel costante dialogo tra le arti.

mobili e ebanisti alla corte sabauda

Nel percorso espositivo sono descritte la formazione, l’organizzazione delle botteghe, l’aggiornamento culturale e tecnologico che fanno sì che l’ebanista si distingua dal minusiere, dallo scultore in legno, dal maestro d’ascia, dal bottalaro e dal mastro di carrozze nell’ambito della Università dei Minusieri (istituita nel 1636) e nei cantieri nobiliari e di corte.

Fatevi rapire dalla mostra Genio e maestria alla Reggia di Venaria

Abbiamo raccolto in un album le immagini scattate alla mostra Genio e Maestria.

A questo link troverai le informazioni su orari e biglietti.

 

 

 

“Costruire la pace con l’arte” alla Piazza dei Mestieri di Torino

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Angelica Edna Calò Livne

Angelica Edna Calò Livne

Angelica Edna Calò Livne a Piazza dei MestieriCi sono realtà che sembrano voler sfuggire alle regole della nostra società: operano nel silenzio, lavorano accanto ai più sfortunati, ottengono risultati molto importanti. Senza mai alzare la voce, senza mai volere apparire ad ogni costo.

Giovedì scorso “Piazza dei Mestieri” ha ospitato un incontro tra alcune rappresentanti di queste importanti realtà, dal titolo “Costruire la pace con l’arte”.

Cristiana Poggio, vice presidente della Fondazione Piazza dei Mestieri

Cristiana Poggio

Raccontare in poche parole Piazza dei Mestieri non è facile: ci limitiamo a dire che è una scuola, anzi una Scuola con l’iniziale maiuscola: perché si rivolge a giovani che, per tante ragioni (sociali, familiari, personali), hanno o avrebbero abbandonato il normale percorso scolastico e sarebbero passati a vivere ai bordi della società, pronti a cadere nelle tentazioni e nei drammi che questo abbandono comporta. Cristiana Poggio, nella sua veste di vice presidente della Fondazione, ha spiegato come Piazza dei Mestieri riesca a recuperare questi ragazzi insegnando loro un mestiere e facendone degli eccellenti artigiani, in più settori: dalla ristorazione alla produzione di cioccolato, dalla produzione della birra a quella dei servizi grafici.

Una realtà torinese che nel 2014 festeggia i suoi primi 10 anni di vita e che ha aperto una nuova Piazza a Catania.

Durante l’incontro, Sabrina Colonna Preti ha brevemente raccontato la storia di Pequeñas huellas, un’associazione da lei fondata a Cuba nel 2004. Sostenuta da grandi protagonisti del panorama musicale internazionale come Claudio Abbado e José Antonio Abreu (fondatore della rete sociale e educativa di orchestre infantili, giovanili e cori del Venezuela che interessa circa 250 mila giovani musicisti), ha oggi sede a Torino, da dove continua a proporre, con i suoi giovani allievi, progetti che uniscono bambini e ragazzi di ogni continente, di ogni religione e stato sociale attraverso la musica.

Sabina Colonna Preti a Piazza dei Mestieri

Sabina Colonna Preti

I giovani concertisti di Pequeñas huellas si esibiscono in ogni parte del mondo per portare un messaggio di pace e di fratellanza e per ribadire il diritto di tutti ad avere un’infanzia serena. Torino ha potuto ammirarne la bravura e l’entusiasmo in occasione del Festival Beethoven nell’estate 2013.

Claudio Abbado, sostenitore fin dal suo nascere dell’Orchestra Internazionale dei bambini, aveva scritto: “Il progetto di Sabina Colonna-Preti è la prova del fatto che un’espressione culturale transnazionale appartiene all’umanità intera. Attraverso i loro strumenti e le loro voci, i bambini di Pequeñas Huellas superano ed abbattono le barriere culturali, etniche e religiose. Meritano l’appoggio e l’incoraggiamento delle istituzioni internazionali e dei governi affinché la loro voce trovi un giusto eco nel mondo intero. Mi fa piacere essere il « nonno » di questo progetto.”

Oltre a un breve filmato con alcune immagini dei suoi ragazzi e i racconti delle loro esperienza, Angelica Edna Calò Livne (già candidata al Nobel per la Pace nel 2006) ha portato dal suo kibbuz di Sasa in Alta Galilea l’esempio concreto della sua Fondazione Beresheet La Shalom che, con i giovani israeliani e palestinesi, traccia il percorso che porta alla pace attraverso il teatro.

Daniela Finocchi con  Maria Grazia BalbianoI dialoghi tra le relatrici e i loro racconti hanno dimostrato come sia possibile costruire la pace attraverso l’arte e la bellezza: lasciando a Daniela Finocchi, ideatrice del concorso Lingua Madre e neo ambasciatrice di We Women for Expo di portare in quella sede gli importanti spunti di riflessione emersi nell’incontro organizzato dall’Associazione Amici di Beresheet La Shalom.

 

Invasione di campo: l’arte entra in gioco al Juventus Museum

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Juventus Museum e GAM, lo sport e l’arte: due mondi che si avvicinano.
Le opere di Francesco Barocco, Gianni Caravaggio, Ra di Martino e Sissi ospitate dal 18 aprile al 27 luglio 2014 nello spazio espositivo del J Museum.
La mostra realizzata dalla GAM di Torino in collaborazione con la Società bianconera è il primo atto di una partnership che si consoliderà nel 2015, anno di Torino Capitale europea dello Sport.
 
L’arte entra in gioco costituisce una novità nel mondo della cultura e dello sport e, ancora una volta, è la Juventus ad essere prima in questa iniziativa.
presidente Juventus museum
Paolo Garimberti
Nella conferenza stampa di presentazione della mostra, il presidente del J Museum Paolo Garimberti ha sottolineato come questa nuova iniziativa, al pari dei dibattiti ospitati nel recente passato con Salvatore Accardo e Neri Marcorè, sia un modo per arricchire la vita del J Museum, che, inaugurato il 16 maggio 2012, il J Museum ha registrato oltre 310.000 presenze.
 
Giampiero Mughini partecipa alla presentazione della mostra allo Juventus Stadium
Giampiero Mughini

 

Giampiero Mughini, tifoso bianconero, ha ricordato nell’occasione la forza e la unicità del  brand Juventus: un brand unico nel panorama storico dell’Italia, con alle spalle una storia di 117 anni, capace di unire generazioni, culture e classi sociali molto differenti tra loro. 
La mostra colma una mancanza nel panorama culturale italiano, in cui il legame tra il calcio (o, più in generale, lo sport)  e l’arte è praticamente nullo: a differenza di quanto avviene, ha detto Mughini, in altri Paesi. 
 
 
A questo proposito sia Mughini sia Paolo Garimberti hanno ricordato come la Repubblica di  Scalfari, nei primi anni di storia del giornale, non ospitasse le cronache sportive (addirittura mancava l’edizione del lunedì…): quasi a significare la scarsa importanza delle pagine sportive rispetto alle altre del giornale.
 
Il direttore della Gam al J Museum
Danilo Eccher

 

Il direttore della GAM, Danilo Eccher,   ha presentato le opere degli artisti selezionati, tutti  e quattro già presenti nelle collezioni della Galleria di Arte Moderna, ricordando l’accostamento fra l’arte e il calcio fatta dall’avvocato Gianni Agnelli quando, riferendosi ad Alessandro Del Piero, citò il Pinturicchio.
 
 
 
 
 
invasione di campo al juventus museum
Le due istituzioni torinesi, GAM e Juventus Museum, che hanno sede a pochi metri di distanza in corso Galileo Ferraris, si alleano dunque con l’obiettivo di unire due mondi apparentemente distanti come calcio e arte.
 
 
 
 
 
 
 
 
La mostra è visitabile tutti i giorni, escluso il martedì, con orari 10:30-19.
 
arte entra in gioco: mostra in collaborazione con GAM
Per altre informazioni e per conoscere le tariffe agevolate è possibile consultare il sito www.gamtorino.it
 
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arte entra in gioco

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juventus museum e gam
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invasione di campo: l'arte entra in gioco
 
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Velocità, il tema di Elkann nei nuovi percorsi delle Collezioni GAM a Torino

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Il presidente della Fiat John Elkann, nel proporne il tema  afferma che “la Velocità condiziona l’agire come il pensare, fino a diventare vertigine; l’inventore e scienziato Rey Kurzweil sostiene che il progresso tecnologico non è lineare ma esponenziale, e segue un ritmo così rapido da superare la Natura, tendendo all’Infinito“.
Un richiamo, dunque, ad altri due temi – appunto la Natura e l’Infinito – presenti nei nuovi percorsi delle collezioni della GAM di Torino e visitabili dal 29 marzo 2013. Nella sala 4 del primo piano della Galleria, dove velocità e pensiero sono rapportati a spazio e tempo, è esposta un’opera di M. A. Robinson (Los Angeles, 1972). Nella presentazione dell’opera si legge che “il vortice creato dalla struttura di sedie allude alla circolarità di un pensiero che rimanda all’idea di famiglia e comunità”.
Nelle nostre fotografie abbiamo voluto dare una lettura che, spezzando questo anello, inviti il visitatore a fermarsi.
Per guardare con attenzione il mondo che lo circonda: in questo caso,  un mondo di opere artistiche. Nella quotidianità  il mondo dove gli altri temi della mostra (Natura, Etica, Infinito) sono troppo spesso sacrificati al tema delle Velocità. Come ha detto Luciana Castellina in occasione della presentazione del percorso da lei proposto (la Natura), al tema della Velocità avrebbe voluto contrapporre quello della Lentezza: ma non voleva dare adito a strumentalizzazioni, magari legate alla TAV.
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GAM di Torino, nuovi percorsi delle Collezioni

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De Maria, particolare dell’opera
La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, in occasione del 150° anniversario delle Collezioni GAM propone, a partire dal 29 marzo, quattro nuovi temi per la rilettura dei suoi capolavori: l’Infinito, proposto da Federico Vercellone dell’Università degli Studi di Torino; la Velocità, proposta dal presidente della Fiat John Elkann; l’Etica, proposta dall’architetto Massimiliano Fuksas e la Natura, tema scelto dalla scrittrice Luciana Castellina.
La scelta di proporre la rilettura delle opere del considerevole patrimonio della GAM (oltre 47.000 pezzi tra dipinti, sculture, disegni) in ordine tematico è giunta al terzo appuntamento: dopo quello del 2009 che aveva proposto i temi: Genere, Veduta, Infanzia, Spiritualità e quello del 2011, con i temi : Anima, Informazione, Malinconia e Linguaggio.
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Nelle fotografie alcuni particolari delle opere esposte nei nuovi percorsi delle Collezioni GAM a Torino.

Roberto Capucci, le foto alla reggia di Venaria

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abito da sposa di Roberto Capucci


Roberto Capucci alla Reggia di Venaria per l’inaugurazione della mostra “La ricerca della regalità”, che ne celebra il genio creativo con l’esposizione di cinquanta creazioni. 

Roberto Capucci
Roberto Capucci
Nel post le foto di alcuni dei meravigliosi capi del Maestro: nato a Roma nel 1930, aprì a soli venti anni il suo primo atelier in via Sistina, nella Capitale.
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creazioni di Capucci: particolare
la regalità delle creazioni di Roberto Capucci
alta moda italiana in mostra alla Reggia di Venaria