A Torino la Cena in bianco diventa virtuale

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Salta la Cena in bianco a Torino Era il 2012 quando Antonella Bentivoglio D’Afflitto realizzò la prima Cena in bianco a Torino: un’iniziativa che ebbe un lusinghiero successo, imitata nel tempo in molti altri comuni in tutta Italia. Pochissime le regole alla base dell’evento, rigidamente rispettate dalle migliaia di partecipanti: “… vestiamo tutti insieme di bianco una piazza, una strada, un giardino, un luogo a sorpresa ogni volta diverso delle nostre città e paesi, trasformandolo in una “camera da pranzo” a cielo aperto. Come? Ognuno di noi si porta tutto da casa, tavolo, sedie, vivande, stoviglie in ceramica, bicchieri di vetro… niente carta e niente plastica. Apparecchia e imbandisce la propria tavola con amici, familiari, colleghi, nonni e bambini per vivere l’emozione di una Cena tutti insieme, per strada, all’insegna delle cinque grandi E di etica, estetica, ecologia, educazione, eleganza.  Una immensa tavola, fatta di tutte le nostre tavole vicine e in fila, che celebra la tradizione italiana a tavola, nel rispetto di condivisione, convivialità, piacere di stare insieme. Riviviamo la magia del territorio con una cena urbana che attraverso il colore bianco, il più neutro e il più fotografico dei colori, veicolerà grazie alle nostre foto le immagini dei tanti luoghi del nostro bel paese in rete… Bello sarà partire con tavoli piatti e sedie al seguito per vivere e scoprire le piazze e le strade di tanti luoghi italiani… E alla fine della serata ognuno sparecchia, porta via tutti i rifiuti: non deve rimanere traccia del nostro passaggio. C’è un solo modo per mantenere pulite le nostre città: non sporcarle.”

Un evento che era diventato un appuntamento fisso dell’estate torinese: con un record di presenze nel 2015, quando oltre ventimila persone parteciparono alla cena nel gran parterre della Reggia di Venaria.

Lo scorso anno i partecipanti furono la metà rispetto al 2015: forse perché la location scelta, all’ombra della torre Maratona dello stadio Olimpico, non piacque a molti o forse perché l’attentato terroristico di Nizza (14 luglio, 84 morti, decine di feriti gravi) era nella memoria di tanti quella domenica 17 luglio in cui si svolse la Cena in bianco.

Corpi stritolati, smembrati, sangue dappertutto e un panico folle: diversi i testimoni che descrissero queste scene apocalittiche sul lungomare centrale di Nizza, la Promenade des Anglais, dove, poco dopo le 22,  un camion guidato da un terrorista piombò a tutta velocità sulla folla radunata a vedere i fuochi d’artificio per la Festa nazionale di Francia, correndo con un percorso a zig-zag per travolgere più persone possibile, con l’autista assassino che sparava all’impazzata, prima che la sua corsa folle venisse fermata.

Nel luglio 2016 Chiara Appendino era da circa un mese la sindaca di Torino, Franco Gabrielli era stato nominato capo della Polizia di stato, Direttore generale della Pubblica Sicurezza nel Consiglio dei ministri del 29 aprile 2016. La cena si svolse senza alcun problema e senza che fosse adottata alcuna misura di sicurezza contro il terrorismo che – dopo Nizza – continuò a colpire in modo gravissimo (Berlino, Instanbul, Londra, Manchester).

Piazza san Carlo e la cena in biancoA Torino, in particolare, non fu preso alcun provvedimento  tanto che, lo scorso 3 giugno, fu autorizzata l’installazione di un mega schermo TV in piazza san Carlo per la diretta TV della finale di Champions League di calcio tra Real Madrid e Juventus.

I fatti di quella sera sono tristemente noti: per motivi non ancora accertati si scatenò un’ondata di panico tra i presenti, con un fuggi fuggi disordinato e caotico. Ci furono oltre 1.500 feriti, alcuni in modo gravissimo e una signora di 38 anni, Erika, travolta dalla folla, morì in seguito alle gravi ferite subite. In seguito agli incidenti l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Appendino si preoccupò di diffondere una nota per scaricare ogni responsabilità su Turismo Torino: «In relazione ai fatti di piazza San Carlo la Città di Torino precisa che il soggetto organizzatore, Turismo Torino, ha operato con le medesime modalità messe in atto nel 2015, in occasione della finale proiettata il 6 giugno».«Anche in quel caso la Città, con propria delibera, aveva incaricato Turismo Torino quale soggetto organizzatore e non era stato approvato alcun provvedimento di ulteriore limitazione nella vendita di vetro e metallo, oltre a ciò che è previsto dall’art. 8 bis del Regolamento di Polizia Urbana».

C'era una volta la Cena in bianco a Torino

Il terrorismo, negli incidenti di piazza san Carlo, non c’entrava per nulla: sta di fatto che, dopo quella notte, le istituzioni locali incominciarono a “parlare” di sicurezza, adottando provvedimenti per lo meno discutibili (basta ricordare il flop dello spettacolo dei fuochi artificiali del 24 giugno), che -tra le altre cose- hanno comportato l’annullamento della Cena in bianco. Dopo il recente attentato a Barcellona (17 agosto), ennesima riunione ministeriale dei vari comitati per la sicurezza: dopo la quale anche a Torino sono state installate fioriere e new Jersey per impedire attacchi terroristici con furgoni. Decisioni prese per salvare la forma e fare scrivere qualche articolo di cronaca: perché chiunque abbia fatto un giro in centro città ha avuto modo di rendersi conto dell’inutilità dei provvedimenti adottati. Ma Torino (in realtà sarà la Reggia di Venaria) si prepara (!?) ad ospitare a fine settembre il G7 dello sviluppo alla presenza dei ministri dell’industria e del lavoro: per cui bisognava pure fare vedere che qualche provvedimento è già stato adottato.

Cena in bianco in piazza san CarloIn questo contesto una cosa è chiara: la Cena in bianco 2017 a Torino non si fa. Scrive la cronaca cittadina de La Stampa “ La cena avrebbe dovuto svolgersi in piazza Castello, piazza San Giovanni e Piazzetta Reale, ma il Comune di Torino ha dato parere negativo, in base alla «circolare Gabrielli» sull’occupazione del suolo pubblico”.  «Questo mi dispiace tantissimo» – afferma Antonella Bentivoglio D’Afflitto, ispiratrice della manifestazione e oggi  assessore alla Cultura della giunta Cinque Stelle del Comune di Venaria Reale. «Avevo presentato la domanda di occupazione del suolo pubblico prima dei fatti di piazza San Carlo e, dopo il parere negativo datato 11 luglio, ho chiesto un incontro per capire i motivi del divieto, ma non sono ancora stata convocata”, e aggiunge: «Quello che mi chiedo è perché nel resto d’Italia si sono svolte circa 200 cene con l’okay di sindaci, questori e prefetti e a Torino, dov’è nata la manifestazione, ci è stato detto di no».

Di fronte al No della sindaca Appendino, gli organizzatori della Cena in bianco Torino hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook una proposta che sostanzialmente suggerisce di realizzare una cena virtuale: “A casa. Per dare un segnale importante a quanto sta accadendo. Non ci fermiamo”.

“L’appuntamento è per sabato 9 settembre alle ore 20:00

Dove e come? A casa vostra, nei vostri condomini, uniti in rete, in diretta nello stesso momento!

Ovunque voi siate, nelle vostre case, in cucina, sul ballatoio, sul terrazzo, in cortile, in veranda, in salotto, in tavernetta, in tinello, in giardino… nelle vostre case. Tutti insieme, lo stesso giorno, alla stessa ora daremo vita ad una edizione straordinaria. Organizzate a casa vostra amici, parenti, vicini, preparate le vostre bianche tavole! Con la stessa attenzione, condivisione, passione, convivialità.

Dopo aver preparato e organizzato le vostre tavolate, dovrete condividere su Facebook le fotografie, i video. Saremo in tanti, tantissimi che dalle nostre case vivremo virtualmente uniti in rete la magia della Cena in bianco che poi racconteremo in un filmato fatto con le vostre immagini e i vostri video.”

Altro che “non ci fermiamo”: così si è fermi. La mia professoressa di Matematica delle Superiori avrebbe detto “mi sembra un’idea balzana!”. Ma come? La cena in bianco nasce per stare insieme in un luogo pubblico e la si trasforma in un qualcosa di personale e domestico? Il successo dell’evento è anche merito delle centinaia di immagini e filmati che i media gli hanno dedicato: immagini e filmati di chi dedicato il proprio tempo a raccontare la Cena, mentre i partecipanti si divertivano a cenare e brindare. Non si potrà certamente raggiungere lo stesso risultato condividendo qualche selfie e qualche scatto tra le mura di casa …

i portici di Torino in piazza san CarloInternet e i “social” erano ancora inimmaginabili: ma si vuole forse credere che, se nell’ottobre del 1980, i “quarantamila quadri Fiat” avessero avuto a disposizione internet , Facebook, Twitter, e, invece di sfilare per le vie del centro di Torino, avessero preso un tavolo della cucina, ci avessero appoggiato sopra dei fogli di lavoro, avessero fotografato la scena e condiviso la loro foto, in giacca e cravatta, il successo dell’iniziativa sarebbe stato lo stesso? Certamente no.

“A casa. Per dare un segnale importante a quanto sta accadendo. Non ci fermiamo”

Persa l’edizione 2017 della Cena in bianco a Torino  si sarebbe potuto organizzare un flash mob, magari in piazza Castello o davanti a Palazzo di città: migliaia di partecipanti vestiti di bianco con un calice (di plastica …) in mano  per un brindisi  alla Giunta del No alla Cena in bianco

Di sicuro non sarebbero mancate le immagini dell’evento: che sarebbero certamente uscite dal perimetro cittadino.

La scelta adottata dagli organizzatori va invece  contro la loro stessa affermazione (“non ci fermiamo”): mi fa venire in mente il grande Totò quando diceva a Peppino de Filippo “Guarda, ma non guardare …”. Che in questo caso diventa “Protesta, ma non protestare …”.

A pensar male si fa peccato, diceva Andreotti …: ma forse non si voleva disturbare la sindaca Appendino.

The color run torna a Torino

D’altra parte, non sono d’accordo con Pier Franco Quaglieni quando afferma che “Non ci sarà l’8 settembre per la cena in bianco. Quest’anno  si terrà il 9 in modo diverso,  quasi virtuale. Ma non è così perché l’importante è fare l’evento.” Sono invece d’accordo con lui quando dice che “Quello che invece appare  certo è che Torino continua a perdere colpi. E, andando avanti così, la città e’ destinata al declino in cui la relegò il sindaco  Novelli con le sue scelte tristi e  miopi, nel decennio 1975-85 , con tanti assessori funzionari di partito che assomigliano molto a molti dell’attuale Giunta.”

Torino ospita The color run

Che le ragioni dell’annullamento della Cena in bianco abbiano poco a vedere con la sicurezza è dimostrato anche dal fatto che, salvo divieti dell’ultima ora, il giorno successivo alla Cena in bianco virtuale si correrà The color run, con migliaia di partecipanti pronti a invadere piazza d’Armi. Proprio nello stesso luogo dove si svolse l’ultima Cena in bianco: ogni partecipante troverà differenti punti colore (verde, giallo, blu, arancio e rosa), nonché, all’ultimo chilometro, un punto schiuma, nuova attrazione dell’edizione 2017, che ha riscosso grande interesse nelle tappe precedenti. Si parte vestiti di bianco, si arriva contenti e colorati.

the color run: allegria e coloriDiecimila (o più) persone sedute a cena sono un problema per la sicurezza, mentre altrettante persone che corrono insieme non lo sono?

Troverai le immagini della Color run 2017 nell’album realizzato da OkFoto.it

Come disse Longanesi “Se c’è una cosa che in Italia funziona è il disordine.”

Cena in bianco Torino 2017, se ne parla già

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alla scoperta della cena in bianco Torino 2017

E’ bastato un brevissimo post pubblicato sulla pagina Facebook della Cena in bianco Torino (Allora dove sognate di fare quest’anno la nostra cenetta in bianco sotto le stelle? in un parco, in un castello, in una piazza, in uno stadio… non ci stiamo più … siamo diventati tantissimi… sempre più complicato avere i permessi, trovare i luoghi … ma qualche idea ce l’abbiamo …) per far sì che la febbre della Cena contagiasse numerose persone che seguono la pagina. La location (al momento) preferita dai commensali sembra essere la Palazzina di caccia di Stupinigi, ma a molti non dispiacerebbe un castello o magari il ritorno alla splendida piazza san Carlo.

allegria alla cena in bianco

Nei prossimi giorni saranno in molti a dare indicazioni e suggerimenti.

Quello della Cena in bianco è sicuramente un fenomeno interessante che, nato da un’idea di Antonella Bentivoglio e realizzato per la prima volta a Torino, in Piazzetta Reale, nel 2012, ha visto –negli anni successivi- un sempre maggior numero di partecipanti (oltre a numerose repliche dell’iniziativa in varie località italiane).

Dopo la Cena in bianco in Piazzetta Reale ci furono quella alla Villa della Tesoriera (2013), in piazza san Carlo (2014), alla Reggia di Venaria (2015) e in Piazza d’Armi (2016).

sorrisi in maschera alla cena in bianco Torino 2017

La prima edizione, a cui parteciparono circa duemila persone, fu anche la più spontanea: la novità era assoluta, l’entusiamo e la curiosità dei partecipanti erano fortissimi. Andò tutto molto bene e da lì l’evento diventò un appuntamento fisso dell’estate torinese, con il numero di partecipanti in continua crescita: diecimila alla Villa della Tesoriera, il doppio alla Reggia di Venaria, forse 15.000 lo scorso anno. E’ sempre difficile dare una corretta indicazione del numero dei presenti, considerato che l’accesso è gratuito e non ci sono rilevamenti ufficiali se non quelli delle mail di iscrizione. Certamente si tratta di numeri molto elevati e che, prima ancora di tante altre considerazioni che si possono fare sulla Cena in bianco, ne portano alla mente una che ci rende quasi increduli: “Ci si porta tutto da casa e, al termine della Cena, si porta via tutto!”: accade proprio così; vale a dire che, dopo una cena all’aperto con migliaia di partecipanti, in un luogo pubblico, tutto torna pulito esattamente come prima dell’inizio della Cena.

felici alla cena in bianco

La Cena in bianco, che raccoglie le adesioni di persone di ogni età, ha alcune regole molto semplici, disponibili sul sito degli organizzatori e rispettate senza troppa difficoltà dai numerosissimi partecipanti.

“Ognuno di noi si porta tutto da casa, tavolo, sedie, vivande, stoviglie in ceramica, bicchieri di vetro… niente carta e niente plastica. Apparecchia e imbandisce la propria tavola con amici, familiari, colleghi, nonni e bambini per vivere l’emozione di una Cena tutti insieme per strada all’insegna delle cinque grandi E di etica, estetica, ecologia, educazione, eleganza.  Una immensa tavola, fatta di tutte le nostre tavole vicine e in fila, che celebra la tradizione italiana a tavola, nel rispetto di condivisione, convivialità, piacere di stare insieme.”

Ovviamente tutti vestiti in bianco. L’organizzazione della Cena in bianco (come dimostra il post citato) inizia di fatto in questo periodo per arrivare alla realizzazione dell’evento a fine giugno (o addirittura, come lo scorso anno, a metà luglio): con tanta curiosità da parte dei partecipanti per conoscere la location (che però viene comunicata all’ultimo, magari fatta precedere da qualche indizio utile a generare volutamente … dubbi e confusione). In tutto questo lasso di tempo ci sono gli accordi tra i partecipanti, i preparativi, la scelta del menu, la scelta degli addobbi per le tavolate, ecc.

selfie alla cena in bianco

Avremo ancora tempo per parlarne, anche se a noi è sempre piaciuta l’idea di farne un appuntamento con una data pressoché stabilita (ad esempio, l’ultima domenica di giugno): magari legata, in qualche modo, ai festeggiamenti del patrono della città. Così da dare a tutti la possibilità di organizzarsi per poter essere presenti.

i bambini protagonisti alla Cena in bianco

In attesa di disporre di altri elementi, guarda l’album della Cena in bianco di Torino con le immagini di OkFoto dell’ultima edizione.

tanti fotografi accreditati alla cena in bianco Torino 2017

The color run Torino 2017, si corre il 10 settembre

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un bacio colorato a The color run Torino 2017

Arriva la primavera e fioriscono le corse podistiche. Si comincia con la Santander Mezza di Torino, domenica 26 marzo: 21 km lungo le strade di Torino con partenza e arrivo in pieno centro città, con inevitabili intralci alla viabilità. Si prosegua il 2 aprile con Tuttadritta, sui 10 km che collegano piazza san Carlo con la Palazzina di caccia di Stupinigi. Poi ci sarà Vivicittà e, il 30 aprile, sarà la volta della Mezza di Varenne, nelle campagne di Vigone e degli allevamenti dei cavalli per il trotto, tra cui Varenne. Gare affiancate da prove su distanze più brevi (10 km e 3 km), per coinvolgere un sempre maggior numero di partecipanti.

the color run torino 2017 si corre il 10 settembreMa la corsa più attesa, perchè allegra e colorata, è sicuramente The color run Torino 2017: per la quale bisognerà attendere  il prossimo 10 settembre.

Una corsa per modo di dire: perché l’unica cosa che non occorre fare è gareggiare. E’ definita la corsa più felice del mondo: non ci sono né vincitori né vinti,  è l’occasione per passare un po’ di tempo in allegria all’aria aperta. E’ anche una delle ormai rarissime occasioni dove i partecipanti –almeno per il tempo della corsa- si staccano dallo smartphone. Anche perché, in caso contrario, lo ritroverebbero colorato come il loro corpo.

innamorati a the color run

E’ la terza volta che The color run sbarca a Torino. La prima fu nel 2014: poco meno di diecimila iscritti, temerari che affrontarono la prima edizione della corsa in Italia. Anche se tutti avevamo negli occhi le immagini delle corse svoltesi negli altri Paesi, nessuno era riuscito a immaginarsi veramente cosa sarebbe stato affrontare, nella realtà, quella esperienza, lungo i viali del Parco del Valentino.

sorrisi a the color run Torino 2017

Anzi, ci fu chi, non avendo ben compreso lo spirito della The color run, al via della corsa incominciò a correre per arrivare primo, salvo dover rallentare, come tutti, nel passaggio della prima stazione di colore a poche centinaia di metri dalla linea di partenza. Dopo di che, capito il vero spirito della corsa, rallentò e incominciò a prendere fiato: come tutti i partecipanti. C’erano tantissimi ragazzi, molti bambini, famiglie intere e giovanotti di ieri: tutti con la maglietta bianca alla partenza, tutti completamente colorati all’arrivo.

Fu un grandissimo successo, raccontata da moltissime fotografie che, più di tante parole, potevano raccontare il vero spirito della corsa: tanto che l’edizione 2015 vide oltre 15.000 iscritti.

una corsa in rosa a TorinoCome location gli organizzatori scelsero l’area attorno allo Juventus Stadium: una zona con pochissima vegetazione, trattandosi di fatto di un enorme parcheggio asfaltato. Ci furono anche alcune pecche organizzative ma l’entusiasmo dei partecipanti e la voglia di divertirsi superarono ogni ostacolo, confermando però, ancora una volta, come sia più difficile gestire il successo che raggiungerlo.

la corsa più allegra a TorinoSi arrivò così alla edizione 2016: dove gli iscritti furono oltre 20.000 e come location venne scelto il Parco della Pellerina, ovvero nuovamente un’area con tanto verde.

A rovinare The color run 2016 ci pensò il meteo, con pioggia e fulmini al momento della corsa. Moltissime le critiche agli organizzatori che, pur di fronte a previsioni meteo molto negative, non ebbero il coraggio di annullare o spostare la manifestazione, creando qualche difficoltà  ai coraggiosi runners che vollero ugualmente presentarsi alla partenza, confidando in un improvviso miglioramento del meteo.

The color run Torino 2017 si correrà il 10 settembre: una data che, almeno sulla carta, fa prevedere un meteo più favorevole.

tutti di corsa a TorinoAperte le iscrizioni, vedremo se la voglia di una corsa “fun” sarà più forte della rabbia per ciò che accadde un anno fa. Dall’attesa che si registra sulla pagina della corsa, si può pensare che, anche questa volta, sarà un successo di partecipanti.

Pubblicheremo tutte le immagini sulla nostra pagina Facebook: continuate a seguirci numerosi …

Sperando che, nel frattempo,  l’organizzazione abbia saputo trarre esperienza dagli errori compiuti nelle precedenti edizioni, puntualmente segnalati dagli iscritti sulla pagina Facebook della corsa.

the color run a Torino

Un minuto di silenzio

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Cena in bianco in piazza d'armi a Torino Un minuto di silenzio. Anche alla Cena in bianco 2016 di Torino, come si può leggere sul programma ufficiale sulla pagina Facebook della organizzazione:

20,45 tutti seduti a tavola

il segnale di inizio sarà lo sventolio dei tovaglioli

E’ pronto in tavola! Via alla Cena.

alle ore 21:00 “1” minuto di silenzio 

TUTTI IN PIEDI

tutti fermi accanto ai propri tavoli in silenzio 

per vicinanza e rispetto alle vittime di Nizza.

ore 22:00 brindisi a tutti noi!

In alto i calici!

ore 23:00 applauso finale

Ho provato amarezza nel trovare l’indicazione per il minuto di silenzio; ho provato sorpresa nel leggere “un minuto di silenzio per vicinanza e rispetto alle vittime di Nizza”, dimenticando nella fretta quelle di Andria, di Dacca, di Dallas, ma anche le ragazze dell’Erasmus, Giulio Regeni, i morti sul lavoro (in Italia, circa mille ogni anno). Amarezza perché, anche se il minuto di silenzio del programma fosse stato rivolto a tutti coloro che hanno perso la vita in attentati e tragedie, continuerei a pensare che questa abitudine, ormai molto diffusa, del minuto di silenzio sia un modo troppo facile per pacificare la nostra coscienza, illudendoci così di rendere omaggio alle vittime.

La torre Maratona e la cena in bianco

D’altra parte questo è un Paese in cui quasi nessuno espone il Tricolore al balcone di casa in occasione del 2 giugno (o del 4 novembre o del 25 aprile o del 17 marzo): ma moltissimi lo esibiscono quando gioca la Nazionale di calcio.

E’ un Paese in cui si è presa l’abitudine di applaudire i cadaveri, in occasione  dei funerali di qualche personaggio più o meno famoso o di qualche vittima di un delitto: al silenzio che accompagna il dolore per i morti, si sostituisce l’applauso e non si rinuncia a filmare le immagini del passaggio del feretro con lo smartphone.

E’ un Paese in cui le TV, come hanno fatto anche in occasione della recente tragedia di Nizza, cambiano il palinsesto della serata, togliendo la proiezione di qualche film non adatto nell’occasione, ma non rinunciano, neppure per un secondo, a mandare in onda gli spot pubblicitari. Anzi, ne infarciscono le edizioni straordinarie dei TG che raccontano la disgrazia.

Il minuto di silenzio costa poco, anzi nulla: nel caso di Nizza neppure un secondo per ogni vittima e con il minuto di silenzio si mette a posto la coscienza.

i partecipanti alla Cena in bianco in piazza d'armi a Torino

E’ un mondo, quello in cui viviamo, che è fortemente condizionato dai social network: per cui siamo presi dalla frenesia di “condivisione” che troppo spesso non ci consente di fermarci a riflettere. E che ci fa dimenticare in fretta anche le cose più tragiche.

Così è stato per il post relativo al minuto di silenzio della Cena in bianco: il post ha raccolto molti “mi piace”, molte condivisioni. Nei commenti c’è chi, generosamente, ha proposto di aggiungere nel ricordo le vittime della Puglia, qualcuno ha suggerito anche i morti di Dacca; altri si sono ricordati degli attentati in Turchia, c’è stato chi ha proposto di estendere il ricordo ai morti di tutte le guerre … Ma c’è anche chi, nello stesso post,  ha ricordato ai partecipanti di non dimenticare di portarsi dietro Autan e altri che hanno criticato la scelta di piazza d’armi come luogo per la Cena.

Ma davvero se avessimo perso qualcuno a Nizza (a Andria, a Dacca, al Cairo, ecc.) avremmo voglia di partecipare alla Cena in bianco, cancellando dolore e tristezza con un minuto di silenzio?

Chissà se, riguardando le moltissime immagini che, con quelle di OkFoto.it,    racconteranno la serata, nei partecipanti ci sarà l’allegria per la Cena o la malinconia per le tante tragedie ricordate. Ho scelto di non essere presente per il minuto di silenzio: chissà se ci saranno  immagini a documentare un atteggiamento di circostanza delle migliaia di persone partecipanti alla quinta edizione della Cena in bianco cancellato, già nel minuto successivo, quando si tornerà a fare festa.

The show must go on, la vita deve continuare.

Per favore, facciamolo senza il minuto di silenzio.

Si sventolano i tovaglioli: è l'inizio della Cena in bianco

Cena in bianco 2014 in Piazza San Carlo, il salotto di Torino

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Angeli alati alla CenainbiancoUndicimila persone hanno cenato insieme nel salotto di Torino! Tale infatti è il numero dei partecipanti alla terza edizione della Cena in bianco, il flashmob molto torinese: perché non dura qualche istante come ci si aspetta da un flashmob, ma secondo il forte spirito piemontese dei bugia nen, per alcune ore gli ospiti hanno potuto mandare email e sms per dire agli amici: da sì nojàutri bogioma nen.

 

Quando ieri mattina ci stavamo preparando per il reportage pensavo che di lì a poche ore ci si sarebbe incontrati tutti in piazza San Carlo! Il salotto di Torino era pronto ad accogliere gli undicimila partecipanti alla terza edizione dell’ unconventional dinner “Cenainbianco”: un evento creato da Antonella Bentivoglio d’Afflitto che è ormai diventato un successo a livello nazionale! (per ogni informazione sull’evento si può consultare il sito della Cenainbianco)

Brindisi alla Cena in Bianco 2014

 

La cena si sarebbe dovuta svolgere lo scorso 15 giugno: l’appuntamento era stato spostato all’ultimo momento al 29 giugno, festa di san Pietro e Paolo, per timore di pioggia.

Ieri mattina il tempo su Torino non era dei migliori: il cielo grigio, qualche goccia di pioggia, anche se Nimbus aveva escluso pioggia per le ore della Cena in bianco.

Immaginavo come ciascuno si stesse preparando in quei momenti: l’abbigliamento rigorosamente bianco, graditi cappelli e ornamenti per le acconciature delle signore.Cenainbianco - okfoto-14

Bianco sarebbe dovuto essere tutto l’occorrente per la tavola: tovaglia, piatti, non consentite posate e vettovaglie di plastica.

Libertà di colore, invece, per le prelibatezze da portare in tavola: cibo e vino avrebbero soddisfatto i palati più esigenti. Sicuramente molti avrebbero scelto vini bianchi, da tenere in fresco sino all’ultimo momento, e molte portate avrebbero avuto come base di colore proprio il bianco.

 

Mentre qualcuno in quei momenti si stava occupando degli ultimi preparativi di cucina, altri stavano pensando alla organizzazione: con che cosa trasportare cibi e vettovaglie, tavola e sedie; dove parcheggiare (a disposizione, quest’anno, il comodo parcheggio sotto piazza San Carlo); dove riporre avanzi e immondizia, poichè una delle regole da rispettare è che, al termine della Cena in bianco, la piazza deve essere a posto: esattamente come all’inizio del flashmob.

Il tempo è via via migliorato e ieri sera le condizioni meteo erano perfette: così è possibile raccontare la riuscitissima Cena in bianco 2014.

Noi lo facciamo con le nostre immagini:  ne abbiamo realizzate moltissime e sono visibili sulla nostra pagina Facebook.  

eleganza torinese in piazza san carlo in occasione della cena in bianco

Qui ci si deve accontentare di una anteprima, anzi – per restare in tema- di un … assaggio!

 

Il racconto completo della Cena in bianco sarà il risultato del lavoro dei numerosi blogger e fotografi presenti, oltre al contributo spontaneo di tutti coloro che, trovandosi a passeggio in centro città in un pomeriggio di domenica, hanno scattato centinaia di fotografie con gli smartphone: incapaci di spiegarsi che cosa stesse accadendo!

Anche i cagnolini alla Cena in Bianco“Magari stanno girando qualche pubblicità!” è stato uno dei tanti commenti raccolti tra il pubblico che faceva da cornice alle file dei tavoli.Cenainbianco okfoto-4

Quale è stata la domanda più  sentita nei discorsi a tavola?

“Dove si farà la Cena in bianco 2015?”

 

 

 

 

 

Cena in bianco: abbiamo il bianco in testa!

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cena-in-bianco “Abbiamo il bianco in testa” è il tema della Cena in bianco 2014: un invito ai partecipanti di indossare cappelli, con l’aggiunta -per le signore- di fare largo uso di cerchietti, fiori e nastri tra i capelli.

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Il tema dei cappelli è particolarmente indicato in un anno in cui alla Gam è stata ospitata la mostra di Renoir che nelle sue opere ha spesso dedicato molta attenzione al copricapo e a Palazzo Madama è aperta la mostra Chapeau, madame!

D’altra parte l’invito “Abbiamo il bianco in testa” sarà sicuramente accolto con entusiasmo, considerato che anche nelle precedenti edizioni della Cena in Bianco a Torino erano molti i partecipanti con il copricapo bianco.

cena-in-bianco cena-in-bianco

L’appuntamento per la terza edizione di Unconventional dinner a Torino è  per la fine di giugno, la località è segreta e – come ormai tradizione – sarà svelata all’ultimo momento da Antonella Bentivoglio (che puoi contattare tramite Facebook) a cui va il merito di avere creato questo appuntamento di inizio dell’estate a Torino.

La prima edizione della Cena in bianco si tenne nel 2012 in Piazzetta Reale e vide la partecipazione di poco più di duemila persone; lo scorso anno, era il 22 giugno, nel parco della villa della Tesoriera i partecipanti furono circa 9.300; un numero talmente elevato da creare qualche problema per individuare una location adeguata.

Ora è il momento di pensare alla partecipazione del flashmob Cena in bianco 2014: arriveranno le calde sere di giugno e bisognerà avere tutto pronto. I vestiti, la tavola, le sedie, le tovaglie, gli accessori per addobbarla con eleganza e buon gusto, occorre pensare a quali  piatti cucinare: tutto rigorosamente bianco.

Come sempre le regole da rispettare sono molto semplici ma importanti: educazione e garbo, con il massimo rispetto per tutti gli altri partecipanti e per il luogo che ospiterà la cena.

Ognuno arriverà portandosi tutto ciò che serve per una allegra serata e per godersi una Cena in bianco in compagnia di migliaia di persone. Al termine della cena, si sparecchia e si portano via tutti i rifiuti: si dovrà svanire senza lasciare traccia…

 

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A oggi sono quasi 6.000 le adesioni (puoi iscriverti sul blog di Unconventional Dinner): secondo te, i partecipanti alla edizione 2014 saranno più numerosi che lo scorso anno? Se vuoi, lascia un commento e la tua previsione.

Appuntamento alla Cena in bianco 2014: noi ci saremo per scattare le immagini di una elegante serata nel salotto di Torino.

Pubblicheremo tutte le immagini sul nostro blog e sulla nostra pagina Facebook : continuate a seguirci. Grazie!

 

Cena in bianco Torino: le fotografie dell’ Unconventional dinner alla Tesoriera

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Una partecipante alla cena in bianco a Torino

Nella bellissima cornice del parco della Villa Tesoriera si è svolta ieri sera la seconda edizione del flash mob Unconventional Dinner.

Cena in Bianco Torino 2013: un modo molto speciale di regalare un momento unico alla nostra Città in occasione dei festeggiamenti di San Giovanni. Perché fa parte della tradizione  lo “stare a tavola”: che non è solo “mangiare” ma è -soprattutto- la cultura e il piacere del “cucinare”, del “preparare la tavola”, per un momento da condividere con la famiglia e con gli amici. E’ a tavola che, senza competizione, le persone si relazionano, si ascoltano e dialogano.
La gioia di una partecipante alla Cena in Bianco a Torino
 
 
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Cena in Bianco Torino, una suggestiva cena all’aperto, sobria ed elegante, all’insegna del bianco. Tutti erano invitati a partecipare nel rispetto di poche semplici “regole”: si portano da casa tavolo e sedie, tovaglia bianca in tessuto,  cesto o borsa picnic con tutto il necessario per la  cena. Piatti in ceramica, posate, bicchieri di vetro. Niente plastica, né carta, né lattine. Una tavola ben apparecchiata, semplice, elegante, con qualche tocco di classe e originalità.  Acqua e vino, la tradizione a tavola. Tutti seduti. Un solo colore ad unire tutto e tutti, il bianco: sobrio, positivo,  elegante e fotografico. I cittadini diventano per una sera “attori protagonisti”di una pièce unica in una scenografia speciale come è quella  della Villa La Tesoriera: un evento speciale in regalo alla città di Torino. Un format il cui concept si fonda sul vivere la città in maniera inconsueta, all’insegna e nel rispetto di quattro E: Etica, Estetica, Eleganza, Educazione.


A cui, a nostro modesto avviso, va aggiunta la quinta E: l’Entusiasmo dei partecipanti!
villa-tesoriera
Il 5 luglio 2012, nella splendida cornice della Piazzetta Reale, furono circa 2.500 i partecipanti alla  prima Cena in Bianco italiana. Per il 22 giugno 2013 le adesioni sono state oltre il triplo: sebbene, come ogni flash mob che si rispetti, data e location siano state svelate all’ultimo (la location è stata comunicata soltanto 24 ore prima dell’evento) e comunicate sul web. Una cena come se si fosse a casa propria, tra amici, preparata con la stessa cura: all’ora stabilita tutto svanisce come per incanto, gli ospiti sparecchiano le loro tavole e, senza lasciare rifiuti, lasciano la location, in ordine come al loro arrivo.  Dando così un segnale di grande rispetto per la città.

 

torino



Il bellissimo evento è stato ideato da Antonella Bentivoglio d’Afflitto  fondatrice dell’Agenzia The Kitchen of Fashion, esperta in marketing e comunicazione 2.0 – per realizzare “una cartolina di Torino per il mondo” davvero unica, che attraverso il web ne presenti la sua eleganza e bellezza. Un evento che nasce on line, si alimenta con il passaparola,  ma che trova la sua realizzazione  in un luogo “fisico” e non più virtuale. Il format vive su Facebook, Pinterest, Twitter, You Tube, Instagram e da quest’anno ha anche un suo Blog Magazine   che è la pagina ufficiale di Cena in Bianco Torino.
Un partecipante alla Cenainbianco porta una bottiglia di vino

Solo il vino può essere rosso

Abbiamo scattato moltissime fotografie della Cena in Bianco alla Villa La Tesoriera: oltre alle immagini presenti in questo post, ne troverete altre  sulla nostra pagina Facebook


Continuate a seguirci.

Per ogni informazione potete contattarci scrivendo a:  info@okfoto.it.

E tu, se hai partecipato all’evento, puoi lasciare qui sotto un commento raccontando come hai vissuto la tua Cenainbianco!!!