Raduno di Babbo Natale, appuntamento il 3 dicembre

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L’appuntamento per il raduno di Babbo Natale in Forma, davanti all’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino, è per domenica 3 dicembre alle ore 10.30.

Tutti in fila per il raduno di Babbo Natale in FormaDal dicembre 2010, ogni anno la Fondazione FORMA festeggia il Natale così: invitando tutti, grandi e piccoli, ciclisti, motociclisti, maratoneti, studenti, mamme, papà, genitori, nonni, zii, magari con il fedele amico a 4 zampe, a diventare i protagonisti del più grande raduno di Babbo Natale d’Italia.

La Fondazione ha distribuito in questi anni più di 76.000 vestiti di Babbo Natale ed ha finanziato, grazie ai fondi raccolti con il raduno, importanti progetti a favore del Regina Margherita. Ma i fondi non bastano mai: per cui l’invito è di recarsi in uno dei numerosi punti di distribuzione del kit, per fare una piccola  donazione: qui trovi l’elenco.

Chi ha già avuto il piacere di partecipare al raduno di Babbo Natale, da tempo ha certamente messo in agenda la data dell’ottava edizione della manifestazione. Per coloro che ancora non vi hanno preso parte, è invece giunta l’occasione per essere presenti a un evento che regala tante emozioni.

Perché il raduno di Babbo Natale in Forma non è uno dei tanti flashmob che si organizzano nell’anno per le più svariate ragioni: è “il” Raduno di Babbo Natale.

Solo chi ha già preso parte all’evento sa quanta emozione si prova nel vedere l’enorme piazzale davanti all’Ospedale Regina Margherita colorato di rosso, con tutte le persone presenti vestite come Babbo Natale.

Gli alpini dell'ANA di Torino impegnati al Regina Margherita a favore dei piccoli ricoveratiNon c’è immagine che possa descrivere appieno la grande emozione che si prova nel vedere le testoline dei piccoli ricoverati muoversi curiose dietro i vetri delle finestre delle loro stanze, per vedere uno spettacolo che –per loro, costretti da una malattia nelle stanze dell’ospedale- sembra ancora più magico.
Quest’anno nel piazzale ci saranno anche gli allievi delle scuole che hanno aderito al concorso scolastico “Un Natale sostenibile per Forma”, con le loro creazioni della Mole Antonelliana, realizzate appositamente per il raduno con materiale di riciclo. Le opere saranno esposte in piazza: potranno essere portate a casa con una donazione a favore della Fondazione FORMA.
Come sempre, la festa sarà animata da tanti ospiti e tanta musica: è dicembre e fa un po’ freddo, quindi bisogna ballare e muoversi: ma ci saranno bevande calde, panettone, golosità e piatti caldi per rifocillarsi. Per partecipare basterà indossare il costume della Fondazione.

Babbo Natale in Forma per l'ospedale Regina MargheritaAl Raduno si arriva in tutti i modi: con i mezzi pubblici, con l’auto, in moto, con lo scooter, il monopattino, in bici, correndo, camminando. Si può  scegliere di fare la camminata organizzata da Base Running a sostegno di Forma: la partenza è alle ore 10.00 dietro l’8 Gallery e l’arrivo è sul piazzale del raduno. Per coloro che, prima di essere presenti sul piazzale davanti all’Ospedale , vorranno correre la 10 Km di “Un PO di corsa”, l’invito è di indossare il cappello rosso del raduno di Babbo Natale: così da rendersi, in qualche modo, ambasciatori dell’iniziativa. Novità per l’edizione 2017 è la biciclettata di Babbo Natale con ritrovo e partenza da via Lagrange poco dopo le 10, con percorso di 4 km circa e arrivo nel cuore del raduno, dove è prevista un’area attrezzata per le bici.

Biciclettata per il raduno di Babbo Natale per la raccolta fondi per il Regina MargheritaNon mancheranno i numerosissimi motociclisti che si troveranno, se vorranno, a partire dalle ore 9.30 presso il Mobility Village di Beinasco e sfileranno in corso Unità d’Italia, passando sotto l’Ospedale. Oppure arriveranno in gruppo con i vari Moto Club sempre presenti alla manifestazione. O ciascuno attraverserà la città formando dei gruppi spontanei, incontrando lungo la strada altri motociclisti con l’abito rosso di Babbo Natale.

Forse l’arrivo della carovana dei motociclisti è uno dei momenti più attesi dai bambini dell’ospedale: migliaia di moto, ciascuna guidata da un Babbo Natale, molte delle quali addobbate e cariche di pacchi regalo …

Una lunga mattinata di festa, piena di colori e allegria, per donare un sorriso ai piccoli pazienti. Un’ occasione per fare del bene con una piccola donazione: 5 euro per il kit con cui partecipare al raduno di Babbo Natale.Rduno di motociclisti con l'abito di Babbo Natale verso il Regina MargheritaSe vuoi vedere le immagini della edizione 2016 di Babbo Natale in Forma, clicca qui.

 

I° raduno Lancia storiche: tornano le auto sul Circuito di Ospedaletti

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Raduno Lancia a Ospedaletti In una di quelle splendide giornate in cui l’estate a Ospedaletti sembra possa durare tutto l’anno, ha preso il via il I° Raduno Lancia storiche che, nel fine settimana del 7 e 8 ottobre, ha visto le vetture del glorioso marchio correre su una parte del Circuito di Ospedaletti (lo stesso dove la Lancia eseguì parte dei collaudi della D50) e ripercorrere parte delle strade delle colline alle spalle di Sanremo, che più volte sono state luogo di gara del Rally di Sanremo.

Lancia Fulvia coupè 1.6 sul Circuito di Ospedaletti

Gli organizzatori (il Sanremo Rally Team e il Comitato Circuito di Ospedaletti) del I° Raduno Lancia storiche Città di Ospedaletti, oltre a dare modo ai tanti appassionati delle vetture Lancia di ammirare alcune vetture che hanno segnato la storia della Casa di via San Paolo a Torino, hanno avuto il merito di mettere in calendario un evento degno del 70° compleanno del Circuito di Ospedaletti.

Era il 1947 quando si disputò la seconda edizione del Gran premio di San Remo e si optò per la creazione di un circuito stradale che vide nella sua morfologia le condizioni ideali per correre. Ospedaletti infatti disponeva di un lungo rettilineo i cui due estremi erano raccordati da una circonvallazione collinare; inoltre, la viabilità ordinaria era assicurata da una strada parallela alla via Aurelia sul lungomare, la via XX Settembre.

Amilcare Ballestrieri al I° Raduno Lancia di Ospedaletti

Dall’anno successivo il Circuito di Ospedaletti entrò a far parte del circuito internazionale dei Gran premi. L’avventura della Formula 1 vide i più grandi nomi dell’epoca, da Nuvolari a Fangio, Ascari, Villoresi ecc. e si concluse nel 1951 a causa dei problemi di sicurezza sollevati dal grave incidente del pilota belga  Johnny Claes (in cui morì uno spettatore e tre furono gravemente feriti) e per la potenza dei nuovi motori troppo elevata per essere scaricata sullle strade del tracciato cittadino di Ospedaletti. Il Circuito di Ospedaletti continuò a ospitare le gare di motociclismo sino al 1972; l’anno successivo, per problemi di sicurezza sottolineati dalla tragedia sulla pista di Monza, con il gravissimo incidente che vide coinvolti otto piloti e causò la morte di Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, si bloccò definitivamente l’organizzazione del Gran Premio di Ospedaletti

Lancia Beta Montecarlo al Raduno Lancia di Ospedaletti

Grazie alla passione e alla capacità dei componenti il Comitato del Circuito di Ospedaletti, dal 2008 si svolge, con cadenza biennale, la Rievocazione storica del Gran premio motociclistico, con la presenza di centinaia di moto d’epoca e di piloti con molti campionati vinti durante la loro carriera.

L’augurio, dopo il successo del I° Raduno Lancia a Ospedaletti, è che,negli anni dispari, lo storico Circuito possa ospitare la rievocazionbe dedicata alle automobili d’epoca.

Lancia Fulvia berlina sul Circuito di Ospedaletti

La passione e la volontà degli sportivi, come i fatti hanno dimostrato, non mancano: serve che i Comuni (Ospedaletti, Sanremo, ecc. ) e le varie Amministrazioni del territorio sappiano fare squadra per creare un evento che sarebbe destinato a un grande successo di pubblico, con evidenti ritorni per il turismo.

Puoi vedere le immagini realizzate da OkFoto.it  nell’album dedicato alla manifestazione.

Le giovanissime Miss del Raduno Lancia a Ospedaletti

Vespa, la più bella sei tu. Concorso di eleganza nella corte del castello di Racconigi

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Vespa, un successo nato oltre 70 anni faCi sono cose che, più passa il tempo, più entrano nella nostra vita: come ad esempio la Ferrari, la Cinquecento, la Vespa. E ogni volta che si presenta l’occasione di assistere a un raduno, ecco che tornano alla mente aneddoti, episodi, citazioni che- tutti insieme- contribuiscono ad arricchirne la storia e la leggenda. Proprio come è accaduto in occasione della edizione 2017 di “Vespa, la più bella sei tu “, ospitata nella splendida cornice del castello di Racconigi.

Raduno Vespa al Castello di RacconigiSi tratta di un concorso di eleganza in cui sono valutati, oltre che il grado di conservazione del veicolo, anche aspetti come lo stile e l’eleganza del conduttore della Vespa (e dell’eventuale compagna/o di viaggio).

La nota di presentazione del concorso specifica: “La sfida sarà  incentrata sia sulla perfezione e eleganza del modello Vespa (o del parente a tre e quattro ruote) sia sullo stile del proprietario che l’accompagna. La Giuria (composta da tecnici, designer, giornalisti e personaggi del mondo dello spettacolo) assegnerà punteggi per ogni aspetto della scheda del veicolo partecipante valutando:
– l’eleganza e la raffinatezza generale del disegno

– l’armonia degli schemi dei colori

– l’eleganza delle tappezzerie e delle finiture e la correttezza degli equipaggiamenti accessori

– la funzionalità meccanica

– il rigore del veicolo, la rarità, l’efficienza tecnica.

Ma avrà ancora maggiore peso valutativo lo stile del proprietario che dovrà essere in linea con il periodo di costruzione del veicolo e con il suo stile.

Leggermente diverso l’approccio valutativo per la categoria Vespa Fantasy che raccoglierà tutte quelle Vespa meno rigorose ma figlie dell’estro del vespista.

Il tema scelto per l’edizione 2017 del concorso è il viaggio.

concorso di eleganza e Vespa

Le categorie di partecipazione sono cinque:

Vespa Vintage. Tutte le Vespa prodotte dal 1946 al 1959
Vespa Classic. Tutte le Vespa prototte dal 1960 al 1977
Vespa & Sport. Tutte le Vespa “sportive” dal 1946 al sino al PX T5
Vespa Fantasy. Multicolor, Mods, super personalizzate senza limite di anno di costruzione .

Oltre due ruote. Sidecar Vespa sino al 1977, Ape, Vespa 400”.

E’ stata un’occasione per ammirare modelli rari e ben conservati, ma –proprio per l’impostazione del concorso- per rivivere alcuni momenti di eleganza e storia del costume.

Vespa d'epoca e moda vintage

Perché Vespa  coinvolge la storia del costume. Negli anni della “Dolce Vita”, ad esempio, Vespa diventò sinonimo di scooter, i reportage dei corrispondenti stranieri descrivevano l’Italia come “il Paese delle Vespa” e il ruolo giocato da Vespa nel costume è documentato dalla presenza del veicolo in centinaia di film.
Audrey Hepburn e Gregory Peck in “Vacanze Romane” (1953) furono i primi di una lunga serie di attrici e attori internazionali che, nel corso degli anni, sono stati “ripresi” sullo scooter più famoso del mondo.

La moda vintage al raduno Vespa al castello di Racconigi

D’altra parte per raccontare la Vespa si possono scegliere varie strade: elencare le tante cose che ne hanno segnato (e ne segneranno) la storia o ripensare, ad esempio, a uno slogan pubblicitario di fine Anni Sessanta, rimasto tra i più famosi. Semplicemente ci diceva che “Chi “VESPA” mangia le mele (chi non “VESPA” no)”: uno slogan che conserva  tuttora la sua validità.

Vespa con sidecar nel cortile del castello di Racconigi

La Vespa nasce della determinazione di Enrico Piaggio a creare un prodotto a basso costo e di largo consumo. All’approssimarsi della fine della Seconda guerra mondiale, Enrico studia ogni soluzione per rimettere in moto la produzione nei suoi stabilimenti. A cominciare da quello di Biella, dove venne realizzato un “motorscooter” sul modello delle piccole motociclette per paracadutisti. Il prototipo, siglato MP5, venne battezzato “Paperino” per la sua strana forma: ma non piacque ad Enrico, che incaricò Corradino D’Ascanio di rivedere il progetto.
Il progettista aeronautico non amava però la motocicletta. Secondo lui era scomoda, ingombrante, con gomme troppo difficili da cambiare in caso di foratura; oltretutto, per via della catena di trasmissione, sporcava. L’ingegnere trovò tuttavia tutte le soluzioni del caso attingendo proprio alla sua esperienza aeronautica. Per eliminare la catena immaginò un mezzo con scocca portante, a presa diretta; per rendere la guida più agevole pensò di posizionare il cambio sul manubrio; per facilitare la sostituzione delle ruote escogitò non una forcella ma un braccio di supporto simile appunto ai carrelli degli aerei. E infine ideò una carrozzeria capace di proteggere il guidatore, di impedirgli di sporcarsi o scomporsi nell’abbigliamento: decenni prima della diffusione degli studi ergonomici, la posizione di guida di Vespa era pensata per stare comodamente e sicuramente seduti, anziché pericolosamente in bilico su una motocicletta a ruote alte.

Una Vespa del 1948 per il concorso di eleganza "La più bella sei tu"
Dal nuovo progetto di D’Ascanio nacque un mezzo assolutamente originale e rivoluzionario rispetto a tutti gli altri esempi di locomozione motorizzata a due ruote. Con l’aiuto di Mario D’Este, suo disegnatore di fiducia, a Corradino D’Ascanio bastarono pochi giorni per mettere a punto la sua idea e preparare il primo progetto della Vespa, prodotto a Pontedera nell’aprile del 1946. Il nome del veicolo fu coniato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP6, dalla parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla “vita” stretta, esclamò: “Sembra una vespa!”.

E Vespa fu.

Il 23 aprile 1946 la Piaggio & C. S.p.A. deposita – presso l’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marche del Ministero dell’Industria e del commercio di Firenze – il brevetto per “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.
Enrico Piaggio non esita a dare il via alla produzione in serie di duemila esemplari della prima Vespa 98 cc. Gli Italiani avrebbero visto per la prima volta la Vespa, toccandola con mano, alla Fiera di Milano dello stesso anno.

La Vespa 98 cc fu posta in vendita in due versioni e con due prezzi: 55.000 lire il tipo “normale” e 61.000 lire il tipo “lusso” con alcuni optional quali il contachilometri, la stampella laterale e i raffinati pneumatici con fianco bianco. Addetti ai lavori ed esperti del mercato si divisero: da una parte chi coglieva nella Vespa la realizzazione di un’idea geniale, dall’altra gli scettici di rito.

viaggio di nozze in Vespa a Racconigi

Guarda la galleria delle immagini realizzate a Racconigi da OkFoto.it : se ti ritrovi, non dimenticare di taggarti …

Vespa & sport

Babbo Natale mette in moto Torino

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Il più piccolo partecipante a Babbo Natale in FormaTorino, che un tempo era capitale dell’automobile, stamattina è stata allegramente invasa da migliaia di motociclisti vestiti come Babbo Natale. Tanti cortei festosi di moto hanno attraversato la città con una sola destinazione: il piazzale antistante l’ospedale infantile Regina Margherita per l’edizione 2016 di Babbo Natale in Forma.

Babbo Natale in Forma Un evento che ogni anno raccoglie un numero di partecipanti sempre più elevato: difficile dire quante migliaia di persone fossero presenti davanti all’ospedale Regina Margherita. Di sicuro erano tantissime le persone giunte con ogni mezzo (moto, bici, bus, auto, a piedi) per creare una macchia di colore rosso e portare –per qualche ora, almeno- un po’ di solidarietà, se non proprio di serenità, ai piccoli ricoverati dell’ospedale.

La Fondazione Forma con questa iniziativa, giunta alla settima edizione e pressoché sconosciuta solo qualche anno fa, riesce anche a raccogliere fondi per finanziare progetti e per acquistare apparecchiature mediche per l’ospedale: sia con le donazioni raccolte in piazza, sia con la vendita del kit di Babbo Natale.

La folla dei partecipanti davanti all'ospedale pediatrico Regina MargheritaQuest’anno finalmente Babbo Natale in Forma sembra essere entrato nel cuore dei Torinesi che, almeno per un giorno, accettano che siano le moto a farla da padrone per le strade cittadine.

A tanti sarà capitato stamattina di vedere gruppi di motociclisti vestiti da Babbo Natale raccogliere sorrisi di solidarietà da parte delle persone, anche non più giovani, ferme alle fermate in attesa dei mezzi pubblici; molti erano coloro che, incrociandoli lungo i corsi cittadini, non hanno perso l’occasione per fotografarli con gli smartphone; addirittura gli automobilisti –cosa che purtroppo accade molto raramente lungo le strade di Torino- si spostavano verso destra per lasciare scorrere i gruppi di Babbo Natale in moto.

Raduno di motociclisti a Torino per Babbo Natale in FormaE’ proprio vero che a Natale si è tutti più buoni …

Babbo Natale in Forma 2016Il numero dei motociclisti partecipanti non è mai stato così elevato: oltre che sul piazzale davanti all’ospedale, le moto erano parcheggiate lungo corso Unità d’Italia (parzialmente chiuso al traffico) fino al piazzale davanti al Museo dell’Automobile.

Alpini sempre presenti a Babbo Natale in Forma davanti al Regina MargheritaChi è rimasto a casa ha perso una buona occasione per fare del bene (ma può velocemente rimediare con un bonifico per un donazione alla Fondazione Forma) e per vivere una mattinata piena di emozioni.

Non solo moto al raduno di biker davanti all'ospedale pediatrico Regina Margherita

Potrà rifarsi il prossimo anno: perché Babbo Natale in Forma è ormai un evento fisso del calendario del Natale a Torino. Un evento molto bello per il suo significato nei confronti dei bimbi dell’ospedale Regina Margherita e per l’atmosfera di festa che crea attorno all’ospedale: un evento da non perdere, per tutti e soprattutto per gli amanti delle due ruote.

Anche gli amici a 4 zampe a Babbo Natale in Forma

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Edizione 2016

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Topolino, ritorno alle origini di un mito nato 80 anni fa

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la Topolino Amica, lo stile italiano in occasione di Ling80Sono passati 80 anni da quando iniziarono le vendite della Topolino e, per ricordare questo importante anniversario, oltre trecento vetture sono a Torino per un raduno internazionale in programma dal 16 al 19 giugno.

Un ricco calendario di eventi che vede protagonista la vettura progettata da Dante Giacosa nelle tante versioni che ne caratterizzarono la produzione dal 1936 al 1955.

A partire dal ritorno sulla pista del Lingotto, splendido esempio di architettura industriale, dal quale uscirono le vetture che si sono date appuntamento a Torino per festeggiare gli 80 anni della progenitrice della Fiat 500.

Topolino ha 80 anni, raduno Fiat a Torino

La storia della prima Fiat 500 è ricca di aneddoti, come quello che racconta di un progetto inizialmente affidato, con pochissime risorse, a Oreste Lardone, che voleva realizzare (siamo agli inizi degli Anni Trenta) una vettura a trazione anteriore, con un motore di 500 cc raffreddato ad aria. Si racconta che, durante la prima uscita di collaudo, presente il senatore Agnelli, il motore prese fuoco (pare per una piccola perdita di carburante): l’incidente causò la bocciatura del progetto e l’immediato licenziamento di Lardone; l’incarico per lo sviluppo della Topolino fu affidato a Giacosa.

Ling80, le Topolino sulla rampa elicoidale

Anche le risorse a sua disposizione erano molto limitate, ma il risultato fu una piccola vettura molto affidabile, con soluzioni tecniche molto semplici: un grande successo.

La Topolino era venduta in due allestimenti: la normale “Berlina due porte” e la “Berlina due porte trasformabile”, ovvero con tetto apribile, al prezzo maggiorato di circa il 10 per cento (quasi 10 mila lire contro le 8900 lire della versione normale). Dalla fine del 1936 fu allestita anche la versione “Furgone”, con portata di 300 kg, principalmente destinata all’Esercito. Per ovviare ai problemi di carico del furgone militare, fu studiato un allungamento del telaio mediante sostituzione delle mezze balestre con quelle intere. La Topolino fu costruita fino agli inizi del 1948 in oltre 110.000 esemplari (si tenga presente che, nel 1936, in Italia circolavano circa 220.000 automobili).

Nella primavera del 1948 fu presentata la Topolino “500 B”, con alcune migliorie tecniche e di comfort, come la disponibilità dell’impianto di riscaldamento su richiesta.

La novità più importante fu la messa in vendita della versione “Giardiniera Belvedere”, di fatto una piccola familiare con quattro posti e il portellone posteriore, per dare accesso al considerevole vano di carico, aumentabile tramite il ribaltamento in avanti dello schienale posteriore.

Le Topolino sulla pista del Lingotto

La nuova versione, che riproduce in formato ridotto la geniale soluzione di “carrozzeria funzionale” ideata nel 1946 da Mario Revelli per la Carrozzeria Viotti è caratterizzata da lussuose fiancate realizzate con listelli di frassino sullo stile delle station wagon americane e poteva essere realizzata con tinte metallizzate. La “Giardiniera Belvedere” fu la prima automobile station wagon al mondo costruita in grande serie.

un raro modello speciale di Topolino della Carrozzeria Bertone

La scelta del nome “giardiniera” si rese necessario perché l’originale “giardinetta” era stato registrato dalla Carrozzeria Viotti. La Topolino “500 B” rimase in produzione per poco più di un anno, con oltre 21.000 esemplari costruiti.

Prodotta a partire dal 1949, la Topolino “500 C” rappresentò il 100º modello di autovettura costruito dalla Fiat. Caratterizzata da importanti innovazioni tecniche introdotte, la Topolino C presentava importanti modifiche alla carrozzeria: il frontale venne modificato incassando i fari nei parafanghi e dalla coda scomparve la classica ruota di scorta a vista, tipica delle vetture anteguerra.

La versione “Berlina trasformabile” divenne di serie, mentre la Topolino con tetto in lamiera si poteva avere a richiesta, con lunghi tempi di attesa.

Nel 1951 la “Giardiniera Legno” vide l’abbandono delle fiancate in legno, costruite a mano dalla Sezione Carrozzerie Speciali, in favore della Topolino Belvedere, con nuovi lamierati metallici realizzati mediante stampaggio. L’innovazione, che portava grandi vantaggi dal punto di vista pratico ed economico, fece aumentare considerevolmente le vendite. La produzione della Topolino Berlina cessò nel 1954, lasciando il posto alla Fiat 600, mentre quella della Topolino Belvedere si protrasse per tutto il 1955.

80th anniversary of the Fiat 500 Topolino, Lingotto, Turin

Guarda tutte le immagini del raduno nella galleria di OkFoto.it

 

Fiat 500, raduno a Torino nel ricordo di Piero Lavazza

Le fiat 500 a Superga La passione per la Fiat 500 non conosce sosta. E così, anche questa volta erano tanti, tantissimi i “Cinquini” che hanno invaso Torino per il raduno internazionale “La Fiat 500 nella sua Capitale”, organizzato dal Fiat 500 Club Italia. Un serpentone colorato e chiassoso di vetture che si è snodato tra vie e piazze del capoluogo piemontese, come accadde nel 2011 fa in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia o quattro anni prima per celebrare il lancio del nuovo modello Fiat 500.

Fiat 595 Abarth Special

Tanti modelli di 500 a TorinoModelli perfettamente originali che parevano usciti ieri dalla fabbrica di Mirafiori, versioni speciali e derivate dalla serie (tra cui alcuni esemplari preparati da Piero Lavazza, storico preparatore di vetture da corsa scomparso venerdì scorso), esemplari unici con finiture e accessori in certi casi un po’ improbabili: tra le 200 auto partecipanti era impossibile non trovare quella che soddisfacesse il gusto di ciascun osservatore.

Una Fiat 500 con il sorriso disegnatoDopo il ritrovo in Corso Cairoli, sulla sponda sinistra del Po, le 500 sono partite alla volta della Basilica di Superga, che hanno raggiunto percorrendo la “Panoramica”, una delle più belle strade della collina torinese che ha consentito agli equipaggi che provenivano da fuori di ammirare la bellezza della città vista dall’alto.

Una fiat 500 davanti a SupergaA Superga, le piccole bicilindriche hanno “invaso” il piazzale antistante la Basilica, tra lo stupore e il divertimento dei tanti turisti presenti, che erano saliti al Colle per visitare le tombe dei Reali e la lapide del Grande Torino ma che si sono volentieri trattenuti qualche minuto in più per assistere alla sfilata delle 500 (le “mes liter” – che in piemontese significa “mezzo litro” – come abbiamo potuto leggere sulla carrozzeria di una vettura partecipante).

La scritta del modello Nuova 500Dopo una breve sosta, che ha consentito ai motori più anziani di riprendere fiato dopo l’impegnativa salita, gli equipaggi sono risaliti in macchina per tornare in città e dirigersi verso il Museo dell’Automobile, tappa finale del percorso previsto per il raduno, scortati da alcuni modelli anch’essi d’epoca di Vespa Piaggio condotti dal personale di servizio per guidare la carovana.

Fiat 500 by Lavazza

Il pranzo ed i saluti a colpi di clacson hanno sancito il “rompete le righe”, e ciascun Cinquino ha preso la strada di casa, pronto a rimettersi presso in strada per raggiungere il prossimo raduno.

 

Raduno Fiat 500 Torino

 

Sulla nostra pagina Facebook (accessibile senza registrazione) e Google+ sono disponibili tutte le foto dei partecipanti scattate in corso Cairoli e a Superga: venite a trovarci e lasciateci i vostri commenti!

 

Gianduia in 500

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Centenario Maserati: un raduno d’elite, forse troppo…

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centenario Maserati

 

Mentre i partecipanti al Raduno per i cento anni Maserati che si è concluso sabato 20 settembre a Torino stanno rientrando al loro Paese, raccontiamo quanto abbiamo visto nei due giorni della permanenza a Torino delle auto del Tridente. L’attesa per il raduno del Centenario era stata molto forte; leggendo quanto pubblicato sul sito della Maserati, nella sezione specifica dedicata al Raduno, si poteva immaginare un evento di quelli memorabili.

In Maserati dalla Svezia a Superga raduno centenario Maserati

D’altra parte si trattava del raduno del Centenario, per lo più coincidente con l’anno in cui è finita la storia del Gruppo Fiat e iniziata quella di FCA, nella città, Torino, che la Storia ricorderà come capitale dell’automobile. Invece abbiamo provato molta delusione e vi raccontiamo perché.

raduno Maserati, l'arrivo delle vetture a Torino

Se l’arrivo in Torino delle vetture Maserati non è stato accolto dal pubblico  come sarebbe dovuto essere, possiamo giustificarlo con gli impegni e il traffico del pomeriggio della città o con il tempo grigio, con la minaccia di pioggia. Certo è che vedere le auto scendere dalla strada del Pino e svoltare in corso Casale per raggiungere piazza Castello, senza un solo appassionato ad assistere allo spettacolo, metteva un po’ di malinconia. Non un solo cartello che segnalasse quel passaggio, che magari avrebbe invitato i passeggeri della tranvia Sassi-Superga, scesi dal treno a cremagliera, a fermarsi per assistere al passaggio delle Maserati.

 

A dire il vero i cartelli c’erano: delle frecce, nere su sfondo bianco, a indicare le svolte di direzione che magari venivano in aiuto ai partecipanti, laddove il road book non fosse stato sufficiente. Sarebbe bastato aggiungere il logo della manifestazione e forse qualcuno si sarebbe accorto dell’evento. C’era anche una Punto della Polizia Municipale di Torino: ma, ripetiamo, neanche uno spettatore.

 

centenario Maserati a Torino Centenario Maserati

In piazza Castello era stata annunciato il parcheggio e l’esposizione delle auto: c’era invece soltanto un controllo orario, posizionato peraltro in un luogo logisticamente infelice, sulle rotaie del tram, tra il Teatro Regio e Palazzo Madama. Le auto, che già dovevano districarsi nel traffico della piazza per raggiungerlo, superato il controllo orario venivano riunite in piccoli gruppi e subito ripartivano per il Lingotto.

Gli appassionati di auto d’epoca, abituati ad ammirare le auto nella piazzetta Reale o davanti a Palazzo Madama, si domandavano il perché di quella scelta che non consentiva al pubblico di godersi alcuni modelli storici del Raduno.

Lo stile di Giugiaro Raduno centenario Maserati

Eppure, anche solo recentemente, in occasione del Concorso eleganza e della iniziativa di Passione Rossa Ferrari, le auto – altrettanto belle, esclusive, rare e preziose – erano state esposte a lungo per la felicità degli appassionati.

Per il sabato mattina era previsto che la carovana raggiungesse Superga prima di dirigersi allo stabilimento Maserati di Grugliasco. Per tutti gli amanti della storia dell’automobile era stato immediato associare a quella parte di programma la salita Sassi-Superga: noi stessi avevamo pensato di vedere salire le Maserati sui tornanti che dal piazzale di partenza della tramvia portano fino ai piedi della Basilica.

A dire il vero avevamo anche ipotizzato che, nel trasferimento dal Lingotto a Superga, le auto passassero davanti al Castello del Valentino, per ricordare quel Circuito del Valentino sul quale corsero anche le Maserati e che tornerà a vivere dal 2015 con nuove importanti iniziative.

Abbiamo sbagliato ipotesi: le vetture sono arrivate a Superga percorrendo la “panoramica”, passando da Pino Torinese. Sbagliato anche l’orario del programma, che, aggiornato all’ultimo momento, indicava:

7.30  Partenza della prima vettura per l’ultimo tratto della gara di regolarità “Torino-Superga

La prima vettura è invece arrivata sul piazzale verso le 9:40, senza che una sola auto, tra le tante di servizio, facesse da apripista. Sorprendendo tutti: anche i numerosi fotografi dello staff presenti.

Centenario Maserati, i partecipanti al raduno all'arrivo a Suoerga maserati

La delusione di vedere quelle auto transitare senza che ci fosse pubblico era già stata forte la sera del venerdì; ma sabato mattina è stato desolante constatare che, sul piazzale della Basilica, c’erano più fotografi dell’organizzazione che spettatori per vedere le Maserati.

Il piazzale sarebbe stato un punto ideale per fare sostare le auto: dando così modo ai partecipanti al raduno di ammirare la bellezza della Basilica di Superga, con la luce del sole che aveva sconfitto la nebbia che aveva accolto le prime vetture della carovana.

Che la Basilica fosse qualcosa di affascinante per i partecipanti lo si è capito in fretta: difatti, con esclusione delle prime vetture che, arrivate sul piazzale, sono immediatamente ridiscese verso Torino, le altre hanno scelto di fare una sosta fuori programma, con i partecipanti al raduno contenti di farsi selfie con la Basilica alle loro spalle o chiedendo ai fotografi dello staff di fare loro qualche scatto.

selfie al raduno Maserati

Un vero peccato, perché alcuni modelli Maserati meritavano di essere visti dagli appassionati di automobili, che a Torino sono molto numerosi.

Vista questa scarsa organizzazione abbiamo deciso di non partecipare all’atto finale del raduno in piazza San Carlo. Temevamo un nuovo errore di orario o qualche altro inconveniente…

Raduno Maserati Torino maserati a torino

Maserati è un brand di elite; ma l’esclusività del marchio non comporta necessariamente, a nostro avviso, che si debba escludere il pubblico dall’ammirarne i modelli.

Una organizzazione non all’altezza dell’evento non cancella, comunque sia, la bellezza di alcune delle Maserati presenti al Raduno e tanto meno la storia della Casa di Modena.

Tutte le immagini dei partecipanti al raduno del centanario Maserati a Superga sono disponibili sulle nostre pagine Facebook (accessibili senza registrazione).

Cosa ne pensi di un evento così chiuso e, di fatto, riservato ai soli partecipanti al Raduno Maserati?

maserati owner road book raduno maserati

 

Raduno vele d’epoca di Imperia 2014: foto e classifiche

Raduno vele d'epoca a Imperia

 

Raduno vele d'epoca a ImperiaIl  Raduno Vele d’epoca di Imperia, “la grande regata” si è concluso in una domenica di sole, con il vento che si è fatto attendere fin verso le 14.

raduno vele d'epoca a Imperia la grande regata

La manifestazione di Imperia consente al pubblico di vedere attraccate alla banchina le numerose imbarcazioni d’epoca che partecipano alle regate che si svolgono di fronte alla costa della città ligure per quattro giorni.

Difficile dire quale degli spettacoli abbia più fascino: se ammirare da vicino queste signore del mare o guardarle scivolare sul mare spinte dal vento.

calata Anselmi: le barche all'ormeggio

Mentre noi stiamo scrivendo del Raduno di Imperia,  i velieri che hanno partecipato alla grande regata  si stanno spostando verso la Costa Azzurra, per partecipare all’ultima regata del trofeo Panerai,  dal 23 al 27 settembre 2014 a Cannes.

vele-epoca

Incluse nel  Panerai Classic Yachts Challenge dal 2005 come atto conclusivo della stagione, le Régates Royales di Cannes rappresentano uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’intera stagione internazionale di regate riservate alle barche a vela classiche e d’epoca. La grande quantità e varietà di imbarcazioni presenti e la lunga storia fanno di questo appuntamento una straordinaria festa dedicata al mare e alle sue protagoniste. Il nome Régates Royales risale al 1929 ed evoca il grande numero di teste coronate che, fin dalle prime edizioni della manifestazione, parteciparono alle regate con le loro imbarcazioni.

Tutte le classifiche della grande regata sono disponibili sul sito dell’evento; nella categoria Super boat ha vinto Elena, davanti a Eleonora e Mariette: imbarcazioni di cui vale la pena di raccontare un pezzo di storia.

Capricia, l'imbarcazione della Marina Militare

Elena è la replica di una goletta aurica progettata e costruita nel 1911 presso il cantiere americano Herreshoff Manufacturing Company del geniale progettista N.G. Herreshoff, soprannominato il mago di Bristol. Ha una lunghezza di 60 metri compreso il bompresso, mentre il solo scafo misura 41,60 metri. Elena è costruita in acciaio a lamiere saldate, mentre l’originale dell’epoca era in lamiere chiodate. Perfettamente bilanciata, nelle andature in poppa può esporre fino a 1800 metri quadrati di velatura. Il suo armatore e comandante, lo scozzese Steve Mc Laren, ha affermato che condurre Elena «è come guidare una Bentley»: l’imbarcazione ha attraversato quattro volte l’ oceano Atlantico.

Imperia: trofeo Panerai

Eleonora è una replica della goletta Westward del 1910. Il due alberi in acciaio è stato ricostruito, secondo i piani dell’epoca, presso i cantieri olandesi Van der Graaf per l’armatore olandese Ed Kastelein, appassionato di vintage yacht che nel 1992 aveva già fatto realizzare Zaca A Te Moana. La Herreshoff Manufacturing Company si fece un nome agli inizi del secolo come disegnatrice e costruttrice di defender di Coppa America, così come dei nove yacht appartenenti alla cosiddetta Big Class Racing Schooners. Eleonora è proprio uno di questi scafi ed è tra le più grandi repliche che siano mai state realizzate. Infatti l’armatore dell’ originale Westward aveva stabilito che l’imbarcazione sarebbe dovuta essere affondata nella Manica se i suoi eredi non fossero stati in grado di mantenerla in ottimo stato. Così avvenne: il 15 luglio del 1947 fu fatta saltare con l’esplosivo e affondò poco dopo nel canale della Manica.

Mariette è uno dei sette grandi schooner varati da Herreshoff tra il 1903 e il 1915. L’unica sua gemella sopravvissuta è Vagrant, che naviga nel mare Adriatico. Negli anni Settanta Mariette apparteneva ad Andrea Rizzoli, che la tenne per oltre un decennio con Erik Pascoli al comando.

Marina Militare: Capricia

La Marina Militare era presente al raduno di vele d’epoca di Imperia con alcune imbarcazioni: a nostro avviso il Capricia è quello che attira maggiormente l’attenzione del pubblico.

Lo scafo verniciato a coppale e le vele color mattone rendono infatti riconoscibile a prima vista questo yawl che, dopo la vittoria al Fastnet del 1965, venne acquistato dall’avvocato Gianni Agnelli, il padrone della Fiat. Ne rimase proprietario fino al 1993, quando lo donò alla Marina Militare italiana. Capricia diventò allora una nave scuola che periodicamente ospita a bordo gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno. Ogni anno parte per una crociera di istruzione, che spesso include tra le varie tappe la partecipazione a numerosi raduni di vele d’epoca.

I particolari dei velieri del Raduno

Mariette a Imperia

Bersaglieri, Asti ospita il 62° raduno nazionale

raduno Bersaglieri

 

raduno Bersaglieri

la fanfara dei Bersaglieri

 

Il 62° raduno nazionale dei Bersaglieri si svolgerà ad Asti dal 3 all’8 giugno 2014.

I Bersaglieri tornano a sfilare in Piemonte a distanza di tre anni dalla festosa invasione di Torino, in occasione del 59° raduno ospitato dal capoluogo piemontese per i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Nel giugno 2011, a cui si riferiscono le immagini di OkFoto, i Bersaglieri furono accolti con un grandissimo entusiasmo da parte della città, che li vide sfilare di corsa tra due ali di folla da piazza Vittorio sino a piazza Carlo Felice. Tra circa un mese toccherà ad Asti fare sentire tutto l’affetto e l’ammirazione per uno dei corpi militari più conosciuti nel mondo.

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Bersaglieri per sempre!

Le manifestazioni del 62° raduno dei Bersaglieri avranno inizio il 3 giugno con un programma ricco di appuntamenti e iniziative.

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Tra queste segnaliamo che il 6 giugno 2014 arriverà ad Asti il medagliere nazionale dell’ Associazione Nazionale Bersaglieri: in piazza Alfieri avrà luogo la cerimonia dell’Alzabandiera; dopo di che il medagliere sarà consegnato simbolicamente al sindaco di Asti, presso il palazzo comunale.

Nel pomeriggio ci sarà la inaugurazione del piazzale dedicato al bersagliere medaglia d’oro Roberto Lavezzeri, nato ad Asti nel 1825, e la sera si svolgerà uno degli eventi più attesi del Raduno: il concerto delle fanfare dei bersaglieri in piazza San Secondo.

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Saranno oltre 80 le fanfare dei bersaglieri presenti al raduno nazionale di Asti, pronte a sfilare di corsa domenica 8 giugno. Molte di queste fanfare saranno ospitate in vari comuni del Piemonte, portando la loro musica nelle piazze la sera di sabato 7 giugno. La fanfara di Lonate Pozzolo suonerà ad Alba, la fanfara di Orsara di Puglia si esibirà a San Mauro Torinese, la fanfara di Bedizzole sarà a Poirino, la fanfara di Firenze farà un concerto a Santena, la fanfara dei bersaglieri di Ceggia si esibirà a San Damiano d’Asti.

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La fanfara è nata con la prima compagnia di bersaglieri: «…marciavano in testa dodici soldati colla carabina sulla spalla sinistra, tenendo nella destra corni da caccia con cui suonavano una marcia allegra, vivace e tale da far venire la voglia di correre anche agli sciancati…» (Quarenghi)

Era il 1º luglio 1836 la prima volta che i bersaglieri uscirono dalla caserma “Ceppi” in Torino, dove erano nati. Non può esistere una sfilata di bersaglieri in assenza della fanfara. Infatti l’atto costitutivo del 18 giugno dello stesso anno stabiliva che per ogni compagnia vi fossero 13 trombette ed un caporale trombettiere. La riunione per l’addestramento musicale dei trombettieri delle varie compagnie diede origine alla fanfara di battaglione, che dopo pochi anni si formò come reparto a sé, mentre le compagnie continuarono a disporre di propri trombettieri.

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Oggi è l’unica banda militare al mondo ad esibirsi a passo di corsa. L’uso deriverebbe, secondo la tradizione popolare, dall’ingresso in Roma alla breccia di Porta Pia, che sarebbe dovuto effettuarsi a passo di carica, ma che invece divenne spontaneamente una corsa dei soldati.

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Saremo presenti alla sfilata di domenica 8 giugno ad Asti: continuate a seguirci, pubblicheremo le immagini del raduno nazionale sulla nostra pagina Facebook!

 

Straordinaria partecipazione di supercar per il raduno Cars and Coffee 2014

Ferrari Fxx
Una rara Ferrari Enzo esposta a Torino

La straordinaria Ferrari Enzo modificata in versione “Fxx”

Si è tenuta presso lo stabilimento Sparco di Leinì, alle porte di Torino, l’edizione 2014 del raduno per automobili da sogno organizzato da Cars And Coffee: supercar, auto d’epoca, modelli particolari, il tutto unito dal filo conduttore della potenza, dei motori plurifrazionati, degli scarichi dal sound inconfondibile.

Gli interni di una Jaguar spiderOltre 150 vetture tra le più belle, potenti, costose e desiderate del mondo hanno creato un parco auto da sogno per gli appassionati che sono accorsi per ammirarle. Ferrari, McLaren, Porsche, Lotus ma anche indimenticabili modelli delle epoche passate, tra cui Stratos, Delta Integrale, Lamborghini. Senza dimenticare la Stola Moncenisio, ultima nata dell’eclettico carrozziere torinese che l’ha portata ed esposta oggi dopo la presentazione delle scorse settimane in centro a Torino (Stola presenta la Moncenisio). Esposta anche una Ferrari Enzo con alcuni stilemi tipici della Fxx, ammiratissima dietro i nastri che la proteggevano da contatti troppo ravvicinati. Per gli amanti dell’automobilismo a stelle e strisce, invece, erano presenti alcuni modelli della produzione americana antica e moderna, con le loro dimensioni esagerate, le cromature e i motori dalle cilindrate generose (Cobra, Chevrolet, Shelby, ed anche una copia del General Lee del telefilm Hazzard). Importante la partecipazione di equipaggi stranieri che hanno contribuito ad elevare ulteriormente il livello della manifestazione.
Alfa Romeo 4c, ammiratissima l'ultima nata del Biscione
Purtroppo, gli organizzatori di Cars and Coffee non ci hanno permesso di accedere all’evento del mattino, quando gli equipaggi si sono ritrovati nel parco di un hotel della zona. Ci sarebbe piaciuto poter documentare molto meglio (anche per il nostro sito partner Automotornews), nella tranquillità di un luogo chiuso al pubblico, questo evento, meritevole certamente di una maggior diffusione rispetto a quella che fino ad oggi gli è stata riservata dai media. Siamo certi di poterlo fare in occasione di un prossimo raduno.

In ogni caso, qui vi regaliamo un’anteprima di ciò che si è potuto vedere (e sentire!) oggi pomeriggio.

Sulla nostra pagina Facebook la galleria completa delle foto.

Buon divertimento!

Accese le Luci d’artista, si prepara il raduno di Babbo Natale

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Moltissimi i turisti che hanno scelto di trascorrere il lungo fine settimana del 1° novembre a Torino; si sono viste lunghe code ai Musei per visitare la mostra di Renoir  inaugurata pochi giorni fa alla GAM, per accedere alle mostre ospitate alla Reggia di Venaria, per scoprire i nuovi spazi aperti all’Egizio;  grande folla per salire sulla terrazza panoramica della Mole Antonelliana e per visitare il museo del Cinema. Moltissimi i turisti che hanno scelto di godersi le giornate miti di questo autunno torinese passeggiando nelle vie e nelle piazze del centro della città.
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Il 1° novembre c’è stata l’accensione delle Luci d’artista: una iniziativa che raccoglie sempre maggiore successo e che ci accompagnerà lungo il cammino che porterà al Natale coi fiocchi.
Qualche timido accenno a pubblicità natalizie si coglie già lungo i viali della città; presto arriveranno anche gli spot in TV che daranno il via alla corsa ai regali: con sempre maggiore attenzione a quelli che ormai vengono definiti “regali utili” perché, si sa, la crisi morde, non ostante le ripetute dichiarazioni dei governanti che ci raccontano che la ripresa è alle porte e che si vede la luce alla fine del tunnel…
torino
Natale è alle porte: il 1° dicembre si terrà il 4° Raduno di Babbo Natale davanti all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.
Noi ci saremo: pubblicheremo qui le fotografie della mattinata. 
 
Lo scorso anno per  “Un Babbo Natale in Forma” oltre 10.000 persone arrivarono davanti all’Ospedale Regina Margherita indossando i vestiti e la lunga barba bianca di Babbo Natale, per farsi vedere dai bambini degenti dell’Ospedale; c’erano gli Alpini con la loro allegria e il loro forte spirito, pronti a distribuire cioccolata calda e vin brulè; ad allietare la festa c’era la Fanfara Montenero ed erano numerosissimi i motociclisti arrivati  a bordo di bellissime moto e scooter. Qualcuno, coraggiosamente, sfidò il freddo di dicembre e arrivò in bicicletta.
 
I fondi raccolti la scorsa edizione sono stati impiegati nel  progetto, ormai in dirittura di arrivo, di acquisto della Tac portatile.

Per il Natale 2013 l’obiettivo è di assoluta eccellenza per l’Ospedale e prevede, come si legge sul sito della Fondazione Forma, “l’attivazione presso il Regina Margherita del tipo di formazione più moderno ed efficace a livello internazionale che esista: la simulazione medica avanzata. Il progetto, dal titolo “Istruzioni per la vita”, permetterebbe all’Ospedale pediatrico di Torino di diventare uno dei pochi centri italiani dove questa metodologia didattica è applicata al paziente pediatrico”.


La distribuzione dei vestiti di Babbo Natale è già iniziata; sul sito della Fondazione www.fondazioneforma.it  trovate  gli indirizzi e gli orari di distribuzione.
 
Non mancate!
 
 
L’edizione 2013 dovrà essere ancora più grande della precedente: in termini di partecipazione e di raccolta fondi. 
Anche questo è un modo bellissimo per festeggiare un “Natale coi fiocchi“!