Fotogallery Cesana-Sestriere 2015: la storia dell’auto corre sulle montagne del Piemonte

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Cesana-Sestriere-2015-7123581Cesana-Sestriere: due nomi che, pronunciati singolarmente, identificano altrettante località piemontesi di alta montagna, ma che abbinati tra loro evocano senza indugio, negli appassionati di motori, una delle corse su strada con maggior fascino nel panorama agonistico italiano.

10,4 chilometri di curve e tornanti, 685 metri di dislivello fino ai 2035 mt di altitudine del traguardo in prossimità del colle del Sestriere, 3 chicane artificiali introdotte negli ultimi anni per “rallentare” la velocità dei piloti sui pochi tratti rettilinei della cronoscalata, tra le più veloci nel calendario delle competizioni di questo tipo: sono queste le caratteristiche salienti della corsa che si disputa lungo la Strada Statale 23 tra Cesana Torinese e Sestriere.Cesana-Sestriere-2015-7123273

La prima edizione si tenne nel 1961, per celebrare il centenario dell’Unità d’Italia. La corsa visse in seguito alterne fortune, prima sospesa a causa della crisi energetica degli anni ’70, poi ripresa e ancora messa a dura prova da una frana del percorso (in prossimità del paese di Champlas du Col), che ne decretò la scomparsa dai calendari a partire dall’edizione 1993. Si dovette attendere le Olimpiadi invernali del 2006 perché la strada venisse rimessa a posto, consentendo l’anno dopo di ripresentare l’evento in forma amatoriale, riservato a vetture storiche. Nel 2008, infine, tornò la valenza agonistica della corsa, prima valida per il Campionato italiano di velocità in salita e poi anche per il prestigioso Campionato Europeo per auto storiche, con l’assegnazione del “Trofeo Avv. Giovanni Agnelli“.

Stefano Di Fulvio Cesana Sestriere

Stefano Di Fulvio, vincitore per il terzo anno consecutivo

Nello scorso week end è andata in scena la 34esima edizione della Cesana-Sestriere, con oltre 150 vetture iscritte. A queste si sono aggiunte altre splendide vetture d’epoca, più o meno sportive, che hanno preso parte al Concorso dinamico di eleganza “Cesana-Sestriere Experience” dedicato a Gino Macaluso. La vittoria della competizione agonistica è stata appannaggio ancora una volta di Stefano Di Fulvio (alla guida di una Osella PA 9/90), capace di imporsi per il terzo anno consecutivo e di abbassare il suo stesso record cronometrico, portandolo a 4’38″16 corrispondenti ad oltre 131 km/h di media. Per il concorso di eleganza, è stata eletta “Best Car in Show” la splendida Alfa Romeo 1900 Sport Spider del 1954, portata a Sestriere dal Museo Storico di Arese.

Per rivivere le emozioni del week end, ed ammirare il fascino e la sportività delle vetture in gara alla Cesana-Sestriere 2015, potete guardare la fotogallery della manifestazione con tutti i partecipanti cliccando sui link qui sotto:

Foto Gallery Cesana-Sestriere 2015

Clicca qui se vuoi vedere le foto della Cesana-Sestriere Experience 2015

Torino e una curiosa domenica a due ruote

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Fibra di carbharridge--202onio, materiali high tech, elettronica da una parte. Ferro, acciaio e un po’ di ruggine dall’altra. I migliori esponenti del ciclismo mondiale in una piazza, alcuni entusiasti appassionati dello sport del pedale in un’altra, a poche centinaia di metri. Una folla quasi inattesa in piazza Solferino, per salutare la partenza dell’ultima tappa del Giro d’Italia. Un manipolo di spettatori divertiti in piazza Castello, dove il raduno di bici d’epoca Harridge Run ha attirato l’attenzione anche dei turisti che erano in zona per la visita alla Sindone. E’ questa la sintesi della curiosa domenica a due ruote vissuta oggi a Torino, capitale europea dello sport.

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Cristina Chiabotto con la Coppa

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Contador con la bici elettrica

Erano migliaia, come detto, le persone accorse in centro per assistere alla partenza dell’ultima tappa del Giro 2015, per il secondo giorno in Piemonte dopo l’arrivo di ieri in quota a Sestriere. Nonostante il meteo incerto, la zona dello start è stata presa d’assalto dalla gente fin dal mattino, tanto che si  faceva fatica a muoversi tra appassionati e semplici curiosi, alcuni dei quali carichi all’inverosimile dopo aver fatto incetta di omaggi presso gli stand degli sponsor.

I pullman ed i mezzi della Carovana Rosa hanno colorato di entusiasmo piazza Solferino e le vie circostanti, mentre sul palco si succedevano i corridori per il rito della firma ed è stata esposta la Coppa destinata al vincitore, portata dalla madrina del Giro Cristina Chiabotto.

Curioso l’arrivo di Alberto Contador che, per rispondere a chi lo accusa di utilizzare una bicicletta non regolamentare, si presenta in piazza in sella a un mezzo a pedalata assistita. Poco dopo mezzogiorno la partenza della tappa, con il plotone dei corridori, guidato da Contador ed Aru, che si è snodato per i corsi cittadini prima di avviarsi verso Milano, dove vincerà Iljo Keisse.

Più o meno alla stessa ora, in piazza Castello prendeva avvio la seconda edizione della Harridge Run. L’invito era chiaro: bici d’epoca (o anche moderne, ma con quello stile) e ciclisti abbigliati a tema, per una pedalata non competitiva di 20 chilometri per le vie di Torino, prima di giungere in piazza Maria Teresa per un pic nic in compagnia.

Gli uomini con le maglie di lana pesante che riportano l  harridge--177a memoria all’epopea del ciclismo eroico di inizio secolo scorso, le signore con abiti eleganti e cappellini che raccontano un’epoca che non c’è più: si distinguevano così le poche decine di partecipanti accorsi, pochi rispetto a quanto avviene a Londra (dove è nata l’idea di questa manifestazione), ma comunque sufficienti per ricreare una bella atmosfera d’antan dinnanzi ad alcuni dei più bei palazzi storici del capoluogo piemontese e per rappresentare un divertente contrasto con i campioni di oggi che, avvolti nelle loro tute aderenti e dai colori sgargianti, sfrecciavano verso il futuro.

Vieni a visitare le gallerie fotografiche della Harridge Run e del  Giro d’Italia 2015.

 

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Anche Paolo Belli tra i corridori alla partenza

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Partecipanti alla Harridge Run

Raduno vele d’epoca di Imperia 2014: foto e classifiche

Raduno vele d'epoca a Imperia

 

Raduno vele d'epoca a ImperiaIl  Raduno Vele d’epoca di Imperia, “la grande regata” si è concluso in una domenica di sole, con il vento che si è fatto attendere fin verso le 14.

raduno vele d'epoca a Imperia la grande regata

La manifestazione di Imperia consente al pubblico di vedere attraccate alla banchina le numerose imbarcazioni d’epoca che partecipano alle regate che si svolgono di fronte alla costa della città ligure per quattro giorni.

Difficile dire quale degli spettacoli abbia più fascino: se ammirare da vicino queste signore del mare o guardarle scivolare sul mare spinte dal vento.

calata Anselmi: le barche all'ormeggio

Mentre noi stiamo scrivendo del Raduno di Imperia,  i velieri che hanno partecipato alla grande regata  si stanno spostando verso la Costa Azzurra, per partecipare all’ultima regata del trofeo Panerai,  dal 23 al 27 settembre 2014 a Cannes.

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Incluse nel  Panerai Classic Yachts Challenge dal 2005 come atto conclusivo della stagione, le Régates Royales di Cannes rappresentano uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’intera stagione internazionale di regate riservate alle barche a vela classiche e d’epoca. La grande quantità e varietà di imbarcazioni presenti e la lunga storia fanno di questo appuntamento una straordinaria festa dedicata al mare e alle sue protagoniste. Il nome Régates Royales risale al 1929 ed evoca il grande numero di teste coronate che, fin dalle prime edizioni della manifestazione, parteciparono alle regate con le loro imbarcazioni.

Tutte le classifiche della grande regata sono disponibili sul sito dell’evento; nella categoria Super boat ha vinto Elena, davanti a Eleonora e Mariette: imbarcazioni di cui vale la pena di raccontare un pezzo di storia.

Capricia, l'imbarcazione della Marina Militare

Elena è la replica di una goletta aurica progettata e costruita nel 1911 presso il cantiere americano Herreshoff Manufacturing Company del geniale progettista N.G. Herreshoff, soprannominato il mago di Bristol. Ha una lunghezza di 60 metri compreso il bompresso, mentre il solo scafo misura 41,60 metri. Elena è costruita in acciaio a lamiere saldate, mentre l’originale dell’epoca era in lamiere chiodate. Perfettamente bilanciata, nelle andature in poppa può esporre fino a 1800 metri quadrati di velatura. Il suo armatore e comandante, lo scozzese Steve Mc Laren, ha affermato che condurre Elena «è come guidare una Bentley»: l’imbarcazione ha attraversato quattro volte l’ oceano Atlantico.

Imperia: trofeo Panerai

Eleonora è una replica della goletta Westward del 1910. Il due alberi in acciaio è stato ricostruito, secondo i piani dell’epoca, presso i cantieri olandesi Van der Graaf per l’armatore olandese Ed Kastelein, appassionato di vintage yacht che nel 1992 aveva già fatto realizzare Zaca A Te Moana. La Herreshoff Manufacturing Company si fece un nome agli inizi del secolo come disegnatrice e costruttrice di defender di Coppa America, così come dei nove yacht appartenenti alla cosiddetta Big Class Racing Schooners. Eleonora è proprio uno di questi scafi ed è tra le più grandi repliche che siano mai state realizzate. Infatti l’armatore dell’ originale Westward aveva stabilito che l’imbarcazione sarebbe dovuta essere affondata nella Manica se i suoi eredi non fossero stati in grado di mantenerla in ottimo stato. Così avvenne: il 15 luglio del 1947 fu fatta saltare con l’esplosivo e affondò poco dopo nel canale della Manica.

Mariette è uno dei sette grandi schooner varati da Herreshoff tra il 1903 e il 1915. L’unica sua gemella sopravvissuta è Vagrant, che naviga nel mare Adriatico. Negli anni Settanta Mariette apparteneva ad Andrea Rizzoli, che la tenne per oltre un decennio con Erik Pascoli al comando.

Marina Militare: Capricia

La Marina Militare era presente al raduno di vele d’epoca di Imperia con alcune imbarcazioni: a nostro avviso il Capricia è quello che attira maggiormente l’attenzione del pubblico.

Lo scafo verniciato a coppale e le vele color mattone rendono infatti riconoscibile a prima vista questo yawl che, dopo la vittoria al Fastnet del 1965, venne acquistato dall’avvocato Gianni Agnelli, il padrone della Fiat. Ne rimase proprietario fino al 1993, quando lo donò alla Marina Militare italiana. Capricia diventò allora una nave scuola che periodicamente ospita a bordo gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno. Ogni anno parte per una crociera di istruzione, che spesso include tra le varie tappe la partecipazione a numerosi raduni di vele d’epoca.

I particolari dei velieri del Raduno

Mariette a Imperia

Il Concorso di Eleganza per automobili d’epoca a Torino

Ferrari 275 GTB

Il Concorso di Eleganza per Automobili  è in programma a Torino dal 5 al 7 settembre 2014. Con questa manifestazione, ASI – Automotoclub Storico Italianosi pone come obiettivo quello di riportare alla luce una tradizione che risale a novantun anni fa, quando le più affascinati vetture dell’epoca sfilavano, nel Parco del Valentino, davanti al Re Vittorio Emanuele III.

Si tratta del più antico Concorso in Italia per auto d’epoca.

Alfa Romeo 6c 2500, carrozzeria Bertone Alfa Romeo 6c 2500 ss, carrozzeria Touring Superleggera

Il programma, offre un ricco ventaglio di appuntamenti che coinvolgono il pubblico degli appassionati grazie all’esposizione dei veicoli nei luoghi più rappresentativi di Torino. Sono quattro i momenti che consentiranno al pubblico di appassionati di visionare le vetture in gara: venerdì alle ore 15 in piazza Castello, sabato dalle ore 14,30 presso il Castello del Valentino e dalle 21,00 in piazza San Carlo; infine domenica, in occasione della premiazione finale, alla Reggia di Venaria  dalle ore 10.00.

concorso-eleganza-auto-4 Jaguar XK 120 Ots al Concorso eleganzaa

La volontà dell’ASI di riprendere questa antica tradizione, sottolinea ancora una volta come il capoluogo piemontese si collochi al centro dello scacchiere internazionale nel mondo del motorismo storico.

Anche quest’anno la giuria sarà composta da maestri del design di fama internazionale provenienti dal nostro paese, tra i quali Lorenzo Ramaciotti, Responsabile generale Centro Stile Fiat, Aldo Brovarone, a lungo alla guida del Centro Stile Pininfarina, Fabio Filippini,Responsabile Centro Stile Pininfarina, Roberto Giolito, Direttore Stile Fiat, Ercole Spada,che fu alla guida del Centro Stile Zagato e Tom Tjaarda, designer. Il pool di esperti giudicherà i modelli in gara, suddivisi in 4 categorie in base all’anno di produzione e secondo i criteri stabiliti dal Regolamento ASI.

Una trentina le vetture partecipanti al Concorso di eleganza per auto d’epoca, tra le quali una Delage DE del 1921, una Ferrari 275 GTB del ’65, una OM 665 SS MM “Superba” e la Fiat 8V che ha partecipato alla Mille Miglia del 2012 anno guidata dal presidente della FCA, John Elkann. Ci sono pezzi della storia Lancia, altri del mito Alfa Romeo, Jaguar, Aston Martin e Maserati, nell’anno del Centenario della Casa del Tridente.

Maserati 3500 spider,carrozzeria Vignale OM 665 SS MM superba

Come ci ha confidato uno dei partecipanti alla manifestazione, arrivato da Modena sulla sua Ferrari, “a questa edizione 2014 del Concorso, ci sono auto belle e auto bellissime”!

Come dargli torto?

L’invito per tutti coloro che amano le automobili è quello di non perdere questo importante appuntamento: ciascuno, in cuor suo, potrà classificare le auto in base al proprio giudizio: è molto difficile scegliere, come si può capire da alcune delle nostre fotografie scattate in piazzetta Reale.

Alfa Romeo Fiat 8v

Se ti fa piacere, visita la galleria delle fotografie delle auto del concorso sulla nostra pagina Facebook: non è necessario essere registrati.

Potrai visitare anche l’album delle immagini della edizione 2013

 

Salone del libro: libri e personaggi Bene in vista al Lingotto di Torino

Alessandro Preziosi al salone del libro

molti gli studenti in visita al Salone del libro La XXVII edizione del Salone  del Libro, dall’8 al 12 maggio 2014 al Lingotto Fiere di Torino, è una occasione per avvicinarsi ai libri e alla lettura, un modo per immergersi in un mare di suggestioni letterarie, un momento per fare bilanci sulle vendite di libri in Italia e una importante opportunità per molti di mettersi Bene in vista. Inaugurato dal ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, il Salone internazionale del libro ospita per la prima volta lo stand dello Stato del Vaticano, caratterizzato da una riproduzione della cupola della basilica di San Pietro ovviamente fatta di libri. Antonino Cannavacciuolo al Salone del libro Alessandro Preziosi al Salone del libro

In concomitanza con il Salone internazionale del libro si svolge la undicesima edizione del Salone Off, il Salone del Libro «diffuso», nato dall’intuizione di portare libri, autori e spettacoli fuori dai padiglioni fieristici, tra le vie e i quartieri di Torino, nel centro e in periferia, e nei Comuni della provincia di Torino

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Il Salone Off ha la missione di valorizzare luoghi dal forte significato sociale, storico, ambientale e culturale: scuole, biblioteche, librerie, centri di quartiere, musei, teatri, ospedali, case popolari, chiese, impianti sportivi, centri di protagonismo giovanile, botteghe, mercati, gallerie, strade, piazze, parchi e giardini.   Lo stand del Vaticano al Salone del Libro I segreti del vaticano al Salone del libro di Torino       Attori, cantanti, atleti, presentatori tv, cuochi e, visto l’approssimarsi delle elezioni regionali in Piemonte e le elezioni europee del prossimo 25 maggio, gli immancabili politici. Ovviamente , trattandosi del Salone del libro, sono particolarmente numerosi gli appuntamenti con gli scrittori e gli editori. Salone del libro al Lingotto fiere di Torino salone del libro

 

 

L’edizione del Salone del libro 2014 punta al record dei visitatori:  400.000 o forse di più; per scoprire tutte le novità proposte dagli oltre 1.000 espositori. Un Salone del libro che sarebbe impossibile raccontare senza le immagini e che sarebbe impossibile visitare in modo costruttivo senza il supporto di internet: grazie alle informazioni disponibili sul sito del Salone, si può preparare molto bene la visita consultando il ricchissimo programma degli eventi quotidiani, si può organizzare il percorso tra gli stand e così via. Una cosa è certa: se non ci si organizza la visita prima di entrare nei padiglioni di Lingotto Fiere, tra gli stand si corre il piacevole rischio di perdere la cognizione del tempo, tante sono le suggestioni e gli stimoli che il Salone del libro propone al visitatore.

bambini all'opera al Salone del librobambini negli stand del Salone del libro

Nella nostra visita siamo stati colpiti dal grandissimo numero di bambini e ragazzi in visita al Salone del libro, dal loro entusiasmo, dalla loro vivacità intellettuale; siamo rimasti colpiti  dall’attenzione che molti visitatori hanno riservato alle novità esposte, riuscendo a isolarsi – nella lettura di alcune pagine di un libro – anche in mezzo alla folla dei visitatori. Bassotto allo stand della Polizia al Salone del libro Educazione stradale per i bambini in occasione del Salone del libro

Parco del Valentino: il Gran Premio di Formula Uno e la memoria di Ascari

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C’era un tempo in cui il nome della città di Torino era affiancato a quello di Montecarlo, di Monza e di altri mitici percorsi dell’automobilismo sportivo e della Formula 1.
Il ricordo di Ascari nell'asfalto di fronte al Castello del Valentino a Torino
Nel centralissimo Parco del Valentino, infatti, si disputò per diversi anni un vero Gran Premio di F1, con la partecipazione dei più grandi piloti dell’epoca. Anzi, a voler essere precisi, il capoluogo piemontese ospitò la prima gara in assoluto della Formula Uno propriamente detta: questa categoria venne infatti creata nel 1946 dalla Federazione Internazionale dell’Automobile, e nello stesso anno, il 1° settembre, le vetture rispondenti al nuovo regolamento sportivo vennero schierate alla partenza del Gran Premio di Torino. A trionfare fu Achille Varzi, uno dei piloti più importanti di quell’epoca, che con quella vittoria chiuse una carriera straordinaria prima di trovare la morte in gara due anni dopo.
In realtà, il circuito era già in uso da una decina d’anni, si tende infatti a collocare l’inizio dell’attività motoristica tra i viali del Parco del Valentino intorno al 1935. Le corse continuarono fino al 27 marzo 1955, quando l’ultima edizione della gara venne vinta da Alberto Ascari, che si impose alla guida di una Lancia D50. Il pilota milanese morì due mesi dopo a Monza, e i componenti dell’Automobile Club di Torino decisero che era doveroso rendere omaggio al pilota che solo poche settimane prima aveva emozionato il pubblico accorso al Valentino.
La partenza di Ascari al Gran Premio di Torino del 1955
La piazzola da cui partì la gara trionfale di Ascari al Gp di Torino del 1955

Si decise così di affidare al marmo il compito di mantenere imperituro nel tempo il ricordo di Ascari, e venne con esso disegnata la casella di partenza dalla quale prese il via la Lancia dell’italiano in occasione dell’ultimo GP. La bianca pietra ha fatto il suo dovere, anche più di chi invece ha lasciato cadere nel dimenticatoio un simbolo che forse meriterebbe più rispetto in quella che è ancora la capitale italiana dell’auto. Ancora oggi, recandosi al Parco del Valentino, di fronte al castello che ospita la facoltà di Architettura, è possibile fermarsi ad osservare l’icona più rappresentativa di quei vent’anni in cui il verde della zona fu squarciato dal rombo dei motori e pervaso dal coraggio degli eroi del volante.

Pochi giorni fa, intanto, è stato annunciato che nel 2015 verrà organizzato l’evento “Parco del Valentino – Gran Premio dell’Automobile”, una kermesse motoristica all’aperto di quattro giorni con esposizioni, raduni, gare e show legati al mondo delle quattro ruote. Andrea Levy, presidente del comitato organizzatore, ha dichiarato l’intento di riportare alla memoria lo spirito entusiasta che animava il mondo delle corse in quegli anni. Sarà finalmente l’occasione giusta per dare una rinfrescata anche alla casella di partenza numero 6 di Alberto Ascari.
L’edizione de “La Stampa” che documentò l’inaugurazione del ricordo di Alberto Ascari (© La Stampa)

Carrozze regali in mostra alla Reggia di Venaria

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La mostra delle carrozze regali negli spazi delle Scuderie Juvarriane alla Reggia di Venaria


Nei maestosi spazi  della Reggia di Venaria sfilano in mostra alcune meravigliose carrozze di gala di papi, principi e re: tra queste la carrozza di papa Pio IX e quella di re Vittorio Emanuele II. Completano l’allestimento della mostra tre portantine di corte del Settecento e l’automobile  Itala “Palombella”, del 1909,  appartenuta alla regina Margherita.

Carrozze regali alla Reggia di Venaria
 
La mostra, inizialmente aperta fino al 2 febbraio 2014, è stata prorogata fino al 22 giugno 2014,  racconta la storia delle carrozze di gala delle corti italiane: dei papi, dei re, dei principi che le usarono; degli architetti che le disegnarono; degli artisti che le realizzarono.
La mostra, organizzata dalla Reggia di Venaria, dal Palazzo del Quirinale e dal Polo Museale Fiorentino – Palazzo Pitti, con la generosa collaborazione dei Musei Vaticani e il sostegno straordinario della Compagnia di San Paolo, costituisce il primo esito della collaborazione fra le Regge delle tre capitali d’Italia per proporre eventi espositivi e studi sulle corti della Penisola, in particolare su quella del Regno d’Italia.


Scuderia Juvarriane: carrozze regali





La mostra “Carrozze regali: cortei di gala di papi, principi e re” è ospitata nelle  Scuderie Juvarriane, opera  di grande pregio architettonico, realizzate dal 1722 al 1727 da Filippo Juvarra , con oltre 140 metri di lunghezza per quasi 15 di larghezza ed altrettanti di altezza. 



Sul sito della Reggia si legge che “la Scuderia Grande poteva contenere 160 cavalli: dei box lignei -oggi scomparsi- restano i precisi disegni realizzati dai mastri minusieri. Le amplissime dimensioni di questo ambiente, maggiori di qualsiasi altra scuderia di residenza reale presente in Piemonte (confrontabili con quelle realizzate da Jean Auber nel 1719 a Chantilly, per il Gran Condé), rivela non solo l’importanza del cavallo nella grande coreografia delle cacce reali, ma anche l’ambizione della committenza.”

 

 
 
Un particolare delle carrozze regali in mostra alla reggia di Venaria
Le carrozze di gala esposte nelle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria erano destinate alle grandi cerimonie della corte: ovvero alle rare occasioni in cui i sovrani si mostravano ai loro sudditi per recarsi a teatro, in chiesa in occasione di particolari funzioni religiose, per partecipare alle grandi cerimonie pubbliche. Altre occasioni di impiego delle carrozze di gala erano gli spostamenti del re da una residenza all’altra. Per queste ragioni, la carrozza di gala doveva essere il più preziosa e ricca possibile: quasi a trasformarsi in una scena teatrale in movimento.
 
 
Nelle nostre fotografie c’è il racconto di una visita che vale la pena di fare, per ammirare -anche nei particolari- le splendide carrozze di gala esposte.
 
La berlina pontificia di gala , realizzata dai fratelli Casalini di Roma (la loro firma è ben leggibile sui pignoni delle ruote) che avevano i laboratori in via Margutta, a due passi da piazza di Spagna, per essere trainata da quattro cavalli.
 
E’ predisposta come una sala, con l’interno tappezzato in damasco di seta cremisi, dove è ospitato il trono dal quale il pontefice benediceva la folla. 
 
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Nella stoffa che copriva il tetto all’interno della cassa era tessuto con ricami in rilievo di filo d’argento lo Splendore, la colomba dello Spirito santo circondato dai raggi.
 
Berlina di gala di Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie
 
 
 
La berlina di gala di Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie,  realizzata nel 1838, ha una cassa in rame dorato con applicazioni in argento sbalzato che raffigurano le allegorie di Napoli e Palermo, a cui fu aggiunto l’arme dei Savoia quando il Regno delle Due sicilie fu annesso al Regno d’Italia.
 
 
 
 
 
 
La berlina di gran gala del granduca Ferdinando III di Lorena  fu costruita circa duecento anni fa (1817-1818) a Firenze. Sulla cassa dorata Antonio Marini rappresenta in chiave allegorica il tema della successione tra i Medici e i Lorena.
 
Berlina di gran gala del Granduca Ferdinando III di Lorena in mostra alla Venaria
 
 
Il Berlingotto di gran gala del duca Vittorio Emanuele è un coupè a due posti, realizzato in occasione del matrimonio del duca (secondogenito di Vittorio Amedeo III di Savoia) con Maria Teresa Asburgo Este (figlia del governatore di Milano Ferdinando d’Asburgo Lorena) nell’aprile 1789 a Novara.

I festeggiamenti, per l’importanza di quelle nozze, furono caratterizzati da sontuosi cortei di carrozze che raggiunsero anche la Venaria Reale prima di concludersi a Torino.

La cassa è dipinta su fondo giallo oro con figure femminili che sorreggono medaglioni con le iniziali “VE”

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Nelle fotografie realizzate per www.okfoto.it alcuni particolari delle carrozze di gala in mostra.



Per informazioni su orari e prezzi puoi visitare il sito de La Venaria Reale www.lavenaria.it

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 Sfilata di carrozze d’epoca nei giardini della Reggia

Le creazioni di Roberto Capucci in mostra alla Reggia  

 
 
 
 
 

Ice Series 2014, Pragelato: gara epica sotto una nevicata straordinaria! Tutte le foto

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Ice Series 2014, ti proponiamo tutte le foto della giornata di gare di ieri a Pragelato!

La pista per auto su ghiaccio di Pragelato, conosciuta anche come “Ice Pragelato”, è sicuramente tra le più antiche e più importanti strutture italiane nella sua categoria. Un chilometro di tracciato, sempre ben preparato da Adriano Priotti, con due tornanti che collegano un lungo rettilineo ed una serie di impegnative “s”. Un circuito che da oltre 30 anni ospita competizioni invernali ad altissimo livello. Non ha fatto eccezione l’inverno 2013-2014, in cui l’impianto dell’alta Val Chisone ha ospitato alcune tappe del trofeo Ice Series, che ieri ha vissuto il suo ultimo atto stagionale. Il clima, perfettamente a tema con l’evento, ricordava quello dei grandi rally del nord, con una fitta nevicata che ha fatto da contorno alle gare. La presenza del team francese Mazda, gradito ospite proveniente dal nobile Trophee Andros d’Oltralpe con ben 3 macchine, ha arricchito ulteriormente il tasso di spettacolo delle varie manche, disputate dinnanzi al numeroso pubblico pagante assiepato lungo il tracciato. Al termine di una intensa giornata di scodate, pendoli, controsterzi e con qualche immancabile sportellata, Ivan Carmellino ha festeggiato la conquista del titolo di campione italiano della specialità alla guida della sua Grande Punto, mentre il francese Beroujon su Mazda si è aggiudicato la “vittoria di tappa”. (Per ulteriori informazioni sulla gara potete consultare il nostro sito partner Automotornews)

In questo post trovate alcune immagini della giornata di gare di Pragelato. Potete guardare la gallery completa delle foto sul nostro sito OkFoto.it.

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Carnevale di Torino, il divertimento è assicurato

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Il Carnevale è una festa per i bambini ma si sa, con la validissima scusa di accompagnarli al Luna Park, diventa una occasione di festa anche per i genitori e per gli adulti in genere che, finalmente, lasciano uscire allo scoperto il bambino che è in ciascuno di noi.
 
un giro in giostra e la vita ti sorride
Così più ti avvicini al Parco della Pellerina che, come tradizione, ospita il Luna Park e la Fiera dei vini, e più ti senti coinvolto nell’atmosfera festosa e scherzosa del carnevale.
Anche per quest’anno ‘l carlevè ed Turin, che si concluderà il 9 marzo, ha in programma molte manifestazioni.
 
Si incomincia domenica 9 febbraio con Bike Carnival, una passeggiata in bicicletta aperta a tutti i ragazzi delle scuole di Torino.
la felicità dei bambini a carnevale
bambini a carnevale

 

Il ritrovo è previsto in piazza Castello alle 13, per attraversare la città lungo via Garibaldi, piazza Statuto e via San Donato, fino ad arrivare alla Pellerina: tutti in maschera e con il casco in testa. Le iscrizioni si possono fare online.
 
La domenica 16 febbraio ci sarà la sfilata dei carri allegorici alla Pellerina, mentre la domenica successiva, 23 febbraio, ecco Carnival street parade, la divertente e festosa sfilata delle bande musicali in costume.
 
 
Tante occasioni per stare insieme in allegria, per raggiungere le giostre e gli stand gastronomici della Fiera dei vini e per dimenticare, almeno per qualche ora, le seriose regole di tutti i giorni. Magari con una tazza di vin brulé (  Glühwein ).
una immagine delle giostre del carnevale
Non mancheranno le maschere della città: Gianduja e Giacometta, che magari, per  l’edizione del prossimo anno, troveranno il modo di tradurre in piemontèis i titoli delle varie  manifestazioni. 
divertimento con le giostre del carnevale
 
Nel post le foto realizzate per www.okfoto.it che bene descrivono l’atmosfera del Carnevale di Torino (www.carnevaletorinese.it)
maschera di carnevale

Automotoretrò 2014: grandi novità per la 32a edizione del Salone

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Mercedes Benz 300 SL auto storiche in mostra a Automotoretrò
Si svolgerà a Torino dal 7 al 9 febbraio 2014 il 32° Salone internazionale dedicato ai collezionisti e amanti dei veicoli d’epoca. La manifestazione, che sarà ospitata su circa 90.000 metri quadrati del Lingotto Fiere e vedrà la partecipazione di centinaia di espositori (furono 700 nella edizione del 2013), è  dedicata alle automobili e alle motociclette che hanno scritto la storia del mondo dei motori. Nel tempo Automotoretrò ha saputo dare spazio ai diversi e molteplici interessi di collezionisti, appassionati, sportivi : nell’ambito del Salone ampi spazi sono riservati al modellismo, agli espositori dei ricambi originali per le vetture storiche, all’editoria specializzata; mentre sempre maggiore importanza assume   Automotoracing: un settore espositivo completamente dedicato al mondo delle vetture “ad alte prestazioni”.
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Quest’anno, tra le varie novità introdotte dagli organizzatori, ci sarà anche lo spazio dedicato all’interessante  mondo dei fuoristrada  con la presenza dei 4×4 con il Registro Land Rover e il Club Range Rover Classic; spazio anche ai privati con 150 vetture esposte e oltre 300 espositori del mercato ricambi.
 
Rispettando una ormai consolidata e apprezzata tradizione, Automotoretrò anche nella edizione 2014 festeggerà un anniversario particolarmente importante e degno di essere sottolineato: il 2013 furono festeggiati i 50 anni della  Lamborghini; il 2014 sarà la volta della Mercedes 300 SL: infatti la mitica vettura tedesca con l’apertura delle portiere ad “ali di gabbiano” festeggia il suo 60° compleanno.
La casa tedesca ha  deciso di utilizzare Automotoretrò 2014 per celebrare uno dei suoi modelli più affascinanti. All’interno dei padiglioni del Lingotto Fiere sarà allestita una mostra con alcuni degli esemplari che hanno fatto la storia di questo modello, tra cui una SL Pagoda e due nuovissime SLS. Le regine restano però i sette modelli di 300 SL che saranno in fiera grazie al contributo del “300 SL Club Italia” che quest’anno festeggia i vent’anni di attività ed al “The Mercedes Benz Club UK” inglese. Esemplari rarissimi e modelli unici come il prototipo di SL Roadster e la 300 SL “Ali di gabbiamo” color fragola, di proprietà dell’importatore americano Hoffman, fino ad arrivare al primo modello di 300 SL presentato al Salone dell’Auto di Torino nel 1955.

automotoretrò: mostra di moto d'epoca

Mercedes Benz 300 sl "ali di gabbiano"
Il mondo delle due ruote lo scorso anno vide un ampio spazio dedicato alle moto BMW; nel 2014 Automotoretrò ospiterà una mostra dei modelli più rappresentativi della casa di Milwaukee: confermando la presenza delle Harley Davidson, così come quella dei numerosi bikers ospiti dello stand della casa statunitense, con il loro esclusivo abbigliamento. 
Gli appassionati di motociclismo potranno inoltre ammirare un modello unico della Hirsch, marchio berlinese con una storia brevissima (1923-1924): l’esemplare esposto a Automotoretrò 2014 ha il telaio in legno di frassino, monta il motore ruotato di 90°, meglio noto come motore boxer.
 
Un lungo week end dedicato ai motori: da segnare in agenda;  per evitare code, è possibile acquistare on line i biglietti e gli abbonamenti di ingresso.
Vieni a vedere la nostra galleria delle immagini di Automotoretrò
 
Nel post le fotografie scattate per www.okfoto.it 
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Natale a Torino: la magia dei colori al tramonto

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La recente inaugurazione della mostra realizzata dal Museo nazionale del Risorgimento dedicata al disegnatore e caricaturista piemontese Giorgio Ansaldi, conosciuto con lo pseudonimo di Dalsani, mostra che racconta la Belle époque attraverso le sue opere esposte a palazzo Carignano, è stata una occasione per scattare alcune immagini di Torino inseguendo gli ultimi raggi del sole nel centro della città.
 
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Abbiamo ancora una volta ammirato la facciata ottocentesca di palazzo Carignano, che affaccia su piazza Carlo Alberto dove i colombi stanno prendendo possesso della statua equestre eretta nel 1861 da Carlo Marochetti in onore del re di Sardegna; abbiamo attraversato il cortile di palazzo Carignano per arrivare in piazza Castello, dove il sole illuminava la cupola della chiesa di san Lorenzo e la Torre campanaria del Duomo ( vedi )
 
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Una città pronta ad accogliere i turisti per le feste di fine anno con molte manifestazioni e con la bellezza dei suoi palazzi: che ogni volta sembrano pronti per farsi fotografare con differenti inquadrature.
 
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Piazza Carignano ospita una installazione delle “Luci d’artista” che, con i suoi cerchi, sembra richiamare alla memoria le Olimpiadi di Torino 2006; è “My noon “, opera di Tobias Rehbenger; la piazza ospita in questi giorni una serie di scatti fotografici dei World Master Games 2013 (vedi)  che si sono svolti in città lo scorso agosto: mentre Torino si sta già preparando per il 2015, quando sarà Capitale europea dello sport.
 
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Nell’ambito della manifestazione “Luci d’artista” l’opera di Luigi Stoisa “Noi” è installata in via Garibaldi, dove l’ultimo raggio di sole sfiora le mansarde mentre già si accendono le prime luci.
 
 
Torino, via garibaldi

www.okfoto.it

World Master Games 2013

Un Po di corsa a Torino

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Natale a Torino arriva … di corsa! Anzi, Un Po di corsa!

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Si sono appena spente le luci sulla Royal Half Marathon, corsa domenica 8 dicembre  (a cui si riferiscono alcune fotografie di questo post e di cui avevamo dato notizia qui) anche per raccogliere fondi per la Marco Berry Onlus ed ecco che i runners si stanno già preparando alla gara di domenica 15 dicembre: quando si correrà Un Po di corsa

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con il nuovo percorso che si snoda lungo il Po, con partenza -alle ore 10- e arrivo al Palavela, con il passaggio sulla passerella pedonale per evitare l’attraversamento di corso Unità di Italia.
Saremo sul percorso per scattare le fotografie per www.okfoto.it 

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Si correrà sulla distanza dei 10 km e su quella dei 21 km: con i raggruppamenti della gara competitiva e non.
 
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Lo scorso anno furono circa un migliaio i partecipanti alla gara: si correva però in primavera; vedremo se la quarta edizione della manifestazione vedrà un analogo successo o se il freddo terrà lontani i runners.
 
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La gara si snoderà lungo le sponde del fiume Po e i viali del parco del Valentino e  vedrà gli atleti attraversare il Po sui ponti di corso Vittorio Emanuele e sul ponte delle Molinette. 
 
Come ormai sta diventando un valore di distinzione delle manifestazioni di podismo che si svolgono a Torino (basti pensare al successo di Una corsa da Re  , che si corre nei parchi della Reggia della Venaria) anche per questa gara i podisti correranno in una cornice naturale che poche altre gare possono vantare.
 
Intanto venerdì13 dicembre sarà presentata la IX Miglia di Natale, una corsa in calendario per il prossimo 22 dicembre che sarà anche una occasione per una raccolta fondi a favore dell’UGI (Unione Genitori Italiani): ancora una volta,  orgogliosamente possiamo dire che Torino non sta mai ferma.
 
Per le nostre immagini delle corse visita le nostre gallerie cliccando qui
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La Torre Campanaria del Duomo di Torino offre al pubblico una vista straordinaria

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Due delle quattro campane che sormontano il campanile del Duomo di Torino
Le due campane più grandi alla sommità della Torre Campanaria
Una delle scale interne della Torre CampanariaSi aggiunge un’altra chicca alle tantissime opportunità di visita per i turisti che giungono a Torino, o per i torinesi che vogliono scoprire nuovi angoli della propria città: da circa un mese, infatti, è stata aperta al pubblico la “Torre Campanaria” del Duomo.
L’edificio è stato reso oggetto di interventi di manutenzione e ristrutturazione volti a renderlo rispondente alle norme di sicurezza per i visitatori, senza tuttavia snaturarne l’essenza originale, che risale al 1400.
Una vista della Torre Campanaria
Una vista del campanile
Fu infatti nella seconda metà del quindicesimo secolo (1468-69) che la Torre Campanaria vide la luce, quando il vescovo Giovanni di Compey, un nobile appartenente ad una delle famiglie più importanti della zona, finanziò a proprie spese l’operazione. La parte inferiore della torre mostra chiaramente lo stile romanico tipico dell’epoca, con solidi muri in pietra (profondi oltre due metri) inframezzati soltanto da piccole feritoie e un’unica finestra per lato.
Due secoli dopo (1720-22), durante il regno di Vittorio Amedeo II, fu affidato a Filippo Juvarra il compito di sopraelevare il campanile e di completarne la cupola, alleggerendo il disegno complessivo della Torre; tuttavia, i lavori furono sospesi prima del loro completamento per volere degli stessi regnanti e mai più terminati, per cui il campanile, alto 43 metri, mostra oggi la sua copertura squadrata in vece della guglia progettata dallo Juvarra.
La ristrutturazione di questi anni è stata curata dagli architetti Maurizio e Chiara Momo e finanziata grazie all’intervento della Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, con il sostegno economico di Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Cei. Sono stati posti, tra l’altro, elementi in ferro per rivestire tutti gli scalini che consentono di raggiungere la sommità, mentre i mancorrenti sono rimasti in legno come in origine; le 4 campane sono state invece trattate per resistere agli agenti atmosferici.
Al museo si accede tramite il poco conosciuto museo diocesano, alla destra del Duomo di San Giovanni; si percorrono alcuni sotterranei potendo così ammirare i resti di costruzioni paleocristiane e romane, per poi iniziare la salita. Giunti alla sommità della Torre Campanaria, lo sguardo può spaziare liberamente nelle quattro direzioni per godersi il panorama della città ed oltre, fino all’arco alpino da un lato e alla basilica di Superga dall’altra; ben più vicini, si possono ammirare anche alcuni dei luoghi storici più belli di Torino (Piazza Castello e Piazzetta Reale, la cupola del Duomo del Guarini, Palazzo Madama, Mole Antonelliana, Porte Palatine e via dicendo).
La Torre Campanaria del Duomo di Torino è visitabile venerdì, sabato e domenica dalle 9,30 alle 18 (ultimo ingresso 17,15).
 
 
 
 
 
 
Le scale in legno che conducono alla sommità del campanile
Un particolare della scala, con il mancorrente e gli scalini in legno
La cupola del Guarini, ora in restauro
La cupola del Duomo (Guarini)
 
 
 
 
le Alpi viste dalla torre campanaria del Duomo
La vista dal campanile verso le Alpi
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La mongolfiera di Borgo Dora

Le Porte Palatine a Torino

Le Porte Palatine

 

Babbo Natale in Forma: il grande raduno davanti all’Ospedale infantile Regina Margherita

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Il “generale inverno” aveva provato ieri a spruzzare Torino con un po’ di neve, pensando così di poter fermare il raduno di “Babbo Natale in Forma” davanti all’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino, di cui avevamo anticipato i contenuti per tempo (clicca qui )per essere in tanti oggi .
 
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Tentativo maldestro quello del “generale inverno”! Il sole stamattina sembrava ancor più bello del solito ed è arrivato deciso a spazzare via la poca neve scesa, così da non impedire alle migliaia di Babbo Natale di presentarsi puntuali all’appuntamento, giunto alla quarta edizione, di Babbo Natale in Forma, una iniziativa per raccogliere fondi  e per regalare un sorriso ai piccoli degenti dell’Ospedale pediatrico.
 
Chi è arrivato a piedi, chi in bicicletta, chi con i mezzi pubblici e chi con moto e scooter!
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Infatti, come ormai tradizione, una delle iniziative più attese è stato l’arrivo dei Babbo Natale motociclisti: una lunghissima carovana di moto ha attraversato Torino per arrivare davanti al Regina Margherita, con tanto di scorta dei motociclisti della Polizia Municipale di Torino.
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E’ stata una grande festa, con Marco Berry a dare il via allo spettacolo (Marco sarà impegnato domenica prossima in occasione della Turin Royal Half Marathon, che sarà corsa per raccogliere fondi per la Marco Berry Onlus ), con tante attrazioni per i bambini presenti, con gli Alpini impegnati a distribuire polenta, panettone e a dare -con la loro presenza- una ulteriore prova della loro vicinanza alle necessità dell’Ospedale.
 
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Gli Alpini che, come ha ricordato il presidente della Sezione ANA di Torino, Revello,  un mese fa  si sono trasformati in decoratori e, con i volontari della Dhl, hanno ritinteggiato circa 1.400 metri quadrati di un reparto del Regina Margherita.
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Abbiamo scattato molte fotografie: nei prossimi giorni pubblicheremo la galleria delle immagini qui .
 
 
Continuate a seguirci: i motociclisti Babbo Natale indossavano regolarmente il casco, ma sapranno ritrovarsi nei nostri scatti.
A tutti i partecipanti, in ogni caso, un “grazie” sincero per avere fatto bella questa giornata importante per la Fondazione Forma.
 
Per altre informazioni:
 
 
 
 
 
 

Visita Torino: la Cavallerizza Reale in via Verdi

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Natale a Torino: manca ancora un mese all’arrivo di Babbo Natale, ma i negozi stanno già preparando le vetrine con colorati e festosi addobbi ; nelle vie del centro sono accese da tempo le Luci d’artista; intanto piazza San Carlo ospita “CioccolaTO 2013. Chi lo fa…vi aspetta!”, una manifestazione dedicata al cioccolato made in Italy con stand presi d’assalto dai golosi e da chi, per tempo, fa acquisti per regalare dolcezza il prossimo 25 dicembre; lunghe code di amanti del cinema alle biglietterie del 31° Torino Film Festival diretto da Paolo Virzì; molti i turisti in attesa di salire sulla Mole Antonelliana o di visitare il Museo del Cinema.
Torino è una città che, finalmente,  si apre ai turisti: con piena soddisfazione degli ospiti.
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Lungo la via Verdi che dalla Mole porta al Teatro Regio in piazza Castello sono però pochi quelli che si fermano ad ammirare il complesso della Cavallerizza: una via piena di bellezze architettoniche (si pensi alla sede storica dell’Università o alle facciate posteriore e laterale del teatro Regio) poco considerata dai percorsi turistici, che privilegiano la via Po.
 
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Il complesso architettonico della Cavallerizza fu progettato dall’architetto Amedeo Castellamonte: visitandolo oggi, è possibile fotografare una parte di Torino dove un orologio della ditta P. Granaglia & c. sembra indicare che il tempo si è fermato al dopoguerra, fatto salvo un cantiere per recuperare almeno una delle costruzioni che diventerà la nuova Aula Magna dell’Università di Torino.
 
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Per altre informazioni sulla Cavallerizza Reale clicca  qui