FCA Heritage presente a Automotoretrò

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Prototipo Alfa Romeo 2600 Zagato

La presenza di FCA Heritage alla recente edizione di Automotoretrò va sottolineata come un fatto importante, tanto più se si considera che, tra i modelli presenti al Lingotto, hanno trovato spazio anche le vetture Lancia. Un progetto, quello di FCA Heritage, che, sotto la guida di Roberto Giolito, sta mettendo in luce l’enorme patrimonio storico del Gruppo Fiat: un patrimonio costituito da preziosi modelli di automobili, ricco di storia e di quella cultura dell’automobile del Gruppo che rischiava di essere dispersa.

Un progetto che rappresenta un ottimo strumento di marketing, come dimostra la presenza di FCA Heritage ai principali Saloni dell’auto d’epoca: dopo il recente Automotoretrò a Torino, FCA Heritage sarà presente a Parigi per Retromobile, dall’8 al 12 febbraio 2017.

Ogni marchio del gruppo FCA ha esposto a Automotoretrò due auto d’epoca: un modello che fu in produzione standard accanto a un prototipo o a un esemplare unico legato alla vettura prodotta in serie.

Le preziose vetture esposte nello stand FCA Heritage erano:

  •    Alfa Romeo 2600 Sprint (1962)
    • Alfa Romeo 2600 SZ Prototipo (1963)
    • Fiat 700 Prototipo (1940)
  •    Fiat 1100 (1948)
    • Lancia Flaminia Coupé (1958)
    • Lancia Flaminia Loraymo (1960)
    • Fiat Abarth 1000 Monoposto Record (1960)
  •   Abarth 1000 Bialbero (1963)

Per la cronaca, accanto allo stand di FCA Heritage c’era quello dedicato alla Maserati, con tre vetture del Tridente (della Collezione Panini) esposte in larghi spazi: peccato che l’accesso fosse riservato a pochi, facendo sì che il pubblico dedicasse maggiore attenzione ad alcuni  modelli della Jaguar  esposti proprio di fronte allo stand Maserati.

FCA Heritage, per onorare il sessantesimo compleanno della Flaminia (nata nel 1957) ha esposto la sempre affascinante coupé disegnata da Pininfarina (1958) e la Loraymo (1960) con cui condivide telaio e motore, vettura personale del famoso designer Raymond Loewy (a cui si devono, tra l’altro, il design della bottiglia della Coca-Cola, del pacchetto di sigarette Lucky Strike, il logo della Shell, della Exxon, alcune auto Studebaker).

Lancia Loraymo allo stand FCA Heritage

La Lancia Loraymo, prodotta in esemplare unico, è basata su uno chassis Flaminia Coupé ed è stata concepita dal designer  Raymond Loewy, che fece realizzare la vettura dal carrozziere torinese Rocco Motto.
L’auto, presentata al 47esimo Salone dell’automobile di Parigi nell’ottobre del 1960 nel color ambra scuro metallizzato che sfoggia tuttora, fu denominata Loraymo, parola formata da parte del cognome e del nome del designer e che corrispondeva all’indirizzo telegrafico dello studio Loewy.
Tra le caratteristiche estetiche più evidenti, l’ampia calandra a griglia racchiusa in una cornice di acciaio cromato che svolge la funzione di paraurti; i parafanghi anteriori arretrati; i fari antinebbia posti al di fuori della carrozzeria; le fiancate leggermente convesse nella parte centrale con un «effetto bottiglia Coca-Cola» che migliorava l’aerodinamica della vettura; l’assenza dell’apertura del cofano del bagagliaio, accessibile solo dall’abitacolo e lo spoiler posteriore sul tetto per ridurre la turbolenza aerodinamica, un sorprendente parallelo con la moderna Stratos di Bertone.

Al Salone dell’auto di Ginevra del 1958 Pininfarina espose un elegante prototipo di vettura coupé –Florida II – realizzato sul telaio (accorciato di 12 cm) della Flaminia berlina; pochi mesi dopo, al Salone di Torino del novembre 1958, venne presentata la versione definitiva della vettura di serie, che sarà prodotta dal gennaio 1959 fino al 1967 (in poco più di 5.200 unità).

Lancia Florida II Pininfarina

Nel mondo delle veloci Gran Turismo degli Anni Sessanta la 2600 Sprint rappresentava l’alternativa Alfa Romeo alla Lancia Flaminia: a fare da contraltare alla versione carrozzata da Bertone nel 1962, a Automotoretrò  era esposto  il prototipo della SZ (1963), realizzato da Zagato e basato sugli stessi organi meccanici.

Le linee della 2600 Sprint scaturirono dalla matita di Giorgio Giugiaro, che già con la 2000 anticipò alcuni degli stilemi caratteristici che avrebbero raggiunto completa maturazione nella famiglia delle Giulia GT. L’unica modifica di rilievo rispetto alla “cugina” con motore due litri è la presa d’aria sul cofano motore, a rendere ancor più aggressivo il frontale.

La matita di Giugiaro per la Alfa Romeo 2600

Il prototipo firmato Zagato fu presentato sullo stand del carrozziere al Salone dell’automobile di Torino del 1963. Il passo era quello accorciato della 2600 Spider, la carrozzeria era caratterizzata da un corpo vettura filante ed essenziale, dalla vistosa coda tronca, leggermente incassata come sulle vetture da competizione, e da un frontale molto caratteristico, dominato da uno scudetto di grandi dimensioni.
Lo stesso prototipo venne presentato sullo stand Alfa Romeo nella successiva edizione del Salone mentre, per vedere la vettura definitiva, fu necessario attendere il Salone di Francoforte del 1965.

FCA Heritage al Salone di Torino
Per il marchio Fiat l’attenzione era concentrata sulle vetture utilitarie: così è stato esposto l’unico prototipo esistente dell’innovativa Fiat 700 (1940), progettato da Dante Giacosa, che avrebbe dovuto posizionarsi sul mercato in un segmento compreso tra la Fiat 500 Topolino e la Fiat 1100, della quale era esposto un esemplare costruito nel 1948.

Nel 1937 Fiat presentò la Fiat 508 C Balilla, modello che, già nel nome, indicava la continuità con la precedente Fiat 508 Balilla.

Due anni dopo, nel 1939, viene presentata la seconda serie, che assume la denominazione commerciale di Fiat 1100 e presenta il nuovo frontale “a spartivento”, già introdotto sulla Fiat 2800. La vettura resta in produzione sin dopo la guerra (1948), costruita in oltre 74.000 esemplari e sei differenti versioni di carrozzeria, tra cui la cabriolet, la berlina a passo lungo per trasporto pubblico e la “S”, una berlinetta due posti dal design aerodinamico presto impiegata in competizioni sportive dai privati.

Fiat 1100 allo stand FCA Heritage

La Fiat 700 fu presentata ufficialmente il 15 maggio 1939, nell’ambito della cerimonia di inaugurazione dello stabilimento Mirafiori, dove la vettura sarebbe dovuta essere prodotta; l’unico prototipo esistente è quello esposto a Automotoretrò e conservato presso il Centro Storico Fiat.

I prototipi della Fiat 700 furono costruiti nella sezione “Carrozzerie Speciali” dello stabilimento del Lingotto;  la produzione fu invece bloccata dagli eventi bellici della Seconda Guerra mondiale.
Abarth era presente con due vetture nel segno della sportività senza compromessi: la 1000 Monoposto Record del 1960, che permise alla Casa dello Scorpione di conquistare ben otto record sul circuito di Monza, e la 1000 Bialbero, che ne ereditò il propulsore.

ABarth 1000 bialbero

L’esemplare della Bialbero esposto è tra i modelli realizzati, a partire dal 1963, dalla carrozzeria Sibona & Basano, che eseguì un accurato restyling della vettura interessando principalmente il muso e la coda – che furono allungati – ed allargando i parafanghi per poter montare pneumatici più grossi. Le vetture così riviste permisero all’Abarth di conquistare il secondo Campionato mondiale Costruttori GT consecutivo nella Classe 1000. Il quattro cilindri di quasi un litro di cilindrata, con una potenza di 104 CV a 8.000 giri/min, consente alla vettura di raggiungere una velocità massima di circa 220 km/h.

La Fiat Abarth 1000 Record, frutto della collaborazione tra Fiat, Abarth, Pininfarina e Politecnico di Torino, presenta un’inedita struttura portante tubolare ed una carrozzeria frutto di accurati studi nella galleria del vento. Per dare una grande dimostrazione di affidabilità e potenza del nuovo bialbero di 1000 cc, Carlo Abarth decise di schierare la monoposto sulla pista di Monza dal 28 settembre al 1° ottobre del 1960, per raggiungere nuovi record nella classe internazionale G (da 751 a 1100 cm3). Alla guida si alternarono 9 piloti che stabilirono i nuovi primati internazionali delle 12 ore, delle 2000 miglia, delle 24 ore, dei 5000 km, delle 5000 miglia, delle 48 ore e dei 10.000 km. La prova continuò fino al 1 ottobre quando si conseguì il record mondiale delle 72 ore, percorrendo 13.441,4 km alla media di 186,687 km/h.
La monoposto venne realizzata interamente nello stabilimento Abarth per quanto riguarda il telaio, il motore egli organi meccanici. La carrozzeria venne allestita da Pininfarina.

Fiat Abarth Record presente a Automotoretrò

L’esposizione Abarth ha voluto essere un tributo postumo alla figura di Mario Poltronieri, recentemente scomparso, storica voce delle telecronache della Formula 1, in precedenza pilota della Casa dello Scorpione e che fece parte del team di piloti impegnati nella conquista dei record sulla pista di Monza .

Uno stand ricco di storia e di fascino che ha raccolto l’interesse di appassionati e collezionisti: a cui farà piacere sapere che, nell’ambito del progetto FCA Heritage, si sta lavorando per riportare alla luce, entro pochi mesi, le vetture storiche del marchio Lancia, da decenni ricoverate in un capannone alla periferia di Torino e non visibili al pubblico ormai da troppo tempo .

Un segnale di ripensamento della decisione di Marchionne di abbandonare lo storico marchio Lancia?

D’altra parte Marchionne da tempo ha annunciato che nel 2018 lascerà la guida del Gruppo FCA: le sue decisioni dei prossimi mesi, inevitabilmente, condizioneranno il lavoro di chi prenderà il suo posto.

FCA Heritage risentirà di questa situazione: solo dopo il cambio dell’amministratore delegato del Gruppo FCA   si potrà capire meglio se la sua funzione sarà di raccontare pagine importanti di una storia dell’automobile che continua oppure di essere custode di una grande storia passata. Staremo a vedere.

Roberto Giolito head of FCA HeritageLe immagini realizzate da OkFoto.it sono disponibili in due album:

Automotoretrò 2017

Automotoracing 2017

 

Ferragosto in città

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Torino Porta Nuova, la facciata dopo i lavori di restauro

Ci sono stati anni in cui La Stampa, per dare ai lettori un’idea della città “chiusa per ferie”, in occasione del Ferragosto pubblicava una fotografia di piazza san Carlo deserta: erano gli anni in cui la piazza era ancora adibita a parcheggio e quindi quel contrasto tra la piazza piena di auto dei giorni lavorativi e la piazza deserta a Ferragosto era molto significativo, soprattutto erano gli anni in cui le vacanze dei torinesi (e non solo) erano in qualche modo condizionate dalla chiusura per ferie degli stabilimenti Fiat. Poi arrivarono le difficoltà e la crisi del Gruppo Fiat e quelle partenze di massa per le vacanze rimasero un ricordo. Da tempo, eliminato il parcheggio in superficie, piazza san Carlo è tornata alla sua bellezza architettonica e per fotografarla deserta non è più necessario attendere Ferragosto. Gli stabilimenti Fiat sono spesso chiusi, non per le ferie ma perché le maestranze sono in cassa integrazione, in attesa che FCA metta in produzione i sempre annunciati nuovi modelli. Per cercare di uscire dalla crisi economica conseguente alle difficoltà della FCA, da anni l’area metropolitana di Torino sta cercando di inserirsi nei circuiti internazionali del turismo, puntando sulle bellezze storiche e paesaggistiche, oltre che su iniziative culturali.

Certamente sono stati fatti progressi (neppure troppo difficili da conseguire quando, come nel caso di Torino, si partiva praticamente da zero): ma c’è ancora molta strada da percorrere perché l’economia di Torino possa contare in modo significativo anche sul Turismo.

Turisti a passeggio nelle vie deserte di Torino a Ferragosto

Coloro che hanno scelto Torino per il lungo ponte di Ferragosto, per visitare le importanti mostre in cartellone, hanno trovato la bella sorpresa di alcuni musei con biglietti a prezzo ridotto e con orari di apertura prolungati, non si sono trovati di fronte a quelle chiusure per turno settimanale difficili da spiegare (si tengono aperti i supermercati e si chiudono i musei); sono invece mancate quelle iniziative di richiamo turistico, da affiancare all’offerta museale che, visto che non esistono nella tradizione torinese, vanno create: come dovrà essere predisposta una accoglienza per i turisti che si spostano in camper.

Secondo Francesca Tonini, direttore generale APC Associazione Produttori Caravan e Camper, “ogni anno sono circa 3,9 milioni gli Italiani e 2,8 milioni gli stranieri che percorrono le strade della Penisola a bordo di questi veicoli, generando a loro volta un fatturato annuo di 2,9 miliardi di euro per un totale di 52 milioni di notti”.

la grande bellezza dei portici di Torino

Per i Torinesi rimasti in città, Ferragosto è stata l’occasione per vedere angoli ormai nascosti da anni: come la stazione di Porta Nuova, ad esempio. Un cantiere, quello della ristrutturazione e per la costruzione del parcheggio sotterraneo, che è stato aperto circa sei anni fa e che, in questi giorni, ha visto liberare una parte della facciata della stazione dalle impalcature, consentendo di ammirarne  i colori originali.

un tram storico sosta in piazza Castello a Torino

Ci sono anche curiosità che si sono potute notare data la scarsità del traffico: come i rattoppi delle lose di via Po, fatti in asfalto (pare costi meno e richieda minore manutenzione) “ornato a losa”!

asfalto e lose in via Po: rattoppi artistici

Ferragosto è anche l’occasione per fare un giro sui tram verdi d’epoca, per apprezzare l’ombra dei portici di Torino (con i lampioni che aspettano da tempo di essere lavati), per applaudire i bravi artisti di strada che si esibiscono in più punti della città, per vedere da vicino il grattacielo della Regione Piemonte che, dopo le forti polemiche sui costi, sulle parcelle dell’archistar Fuksas, arrivato a pochi passi dalla conclusione dei lavori, è incappato in un’altra vicenda tutta italiana (fallimenti delle imprese costruttrici): per cui si parla già di forti ritardi circa la consegna dei nuovi uffici. Un altro cantiere infinito? Speriamo di no.

il portico ristrutturato della stazione Porta Nuova a Torino

Torino (e tutto il suo territorio) è molto bella; ha bisogno di una forte scossa per recuperare gli anni passati a piangersi addosso (“le altre città ci portano via tutto…”).

particolare della facciata di palazzo Carignano

Soprattutto Torino non è solo fatta di via Roma e zone limitrofe: arriva (e ci limitiamo soltanto a qualche indicazione) fino alla Palazzina di Stupinigi, alla Basilica di Superga, al Castello di Moncalieri, al Castello di Rivoli.

I lampioni del centro di Torino, un brutto spettacolo per i turisti e i cittadini Dopo anni, finalmente si svela la facciata della stazione Torino PN

 

 

 

 

C’è tanta strada da fare, in tutti i sensi.

artisti di strada in centro città a Torino

Fiat 8V, una vettura per collezionisti

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La Fiat 8V in Piazzetta reale a Torino

Gli interni della Fiat 8V La storia dell’automobile è ricca di aneddoti e di episodi che servono a spiegare il fascino che le vetture d’epoca conservano immutato in questo mondo che corre sempre più velocemente e sembra voler cancellare tutto ciò che è vecchio.

E’ il caso della Fiat 8V (detta anche OttoVù), una berlinetta sportiva che le direzione della Casa torinese decise di costruire a inizio degli Anni 50 per rilanciare l’immagine sportiva del marchio. Come spesso accade in questi casi, la volontà della direzione commerciale non coincideva con quella della direzione tecnica guidata da Dante Giacosa. Le risorse in casa Fiat (anche allora) erano poche e Giacosa vedeva con preoccupazione l’idea di distrarle dai progetti per le vetture di serie per destinarle a un progetto ambizioso ma con poche possibilità di successo.

Il muso della Fiat 8V

Fu così deciso di fare realizzare il prototipo della vettura, disegnata da Fabio Rapi, dalla Siata: si trattava della prima vettura Fiat con sospensioni indipendenti,  montava un motore due litri con 8 cilindri (due blocchi da 4 con angolo di 70 gradi, per circa 105 cv di potenza) ed era costruita con cura artigianale  nel reparto “Fiat Carrozzerie speciali” dello stabilimento del Lingotto.

La vettura fu presentata al Salone dell’auto di Parigi nel 1952, ma –come aveva previsto Dante Giacosa- non ebbe successo: anche per l’elevato costo della vettura che spingeva i potenziali clienti a scegliere vetture di marchi più blasonati (Lancia Aurelia e Alfa Romeo 1900 coupè, ad esempio) .

Il logo Fiat sul cofano della Fiat 8VNel 1954, al Salone dell’automobile di Torino, venne presentata la seconda versione della Fiat 8V: con la carrozzeria in vetroresina -con un peso di soli 48 kg- che consentiva un miglioramento delle prestazioni. Frutto dell’esperienza e delle ricerche del reparto “Carrozzerie speciali”, l’innovazione non bastò a portare la vettura allo sperato successo commerciale, tanto che la Fiat decise di sospenderne la produzione e di cedere i telai e i motori a vari Carrozzieri (Zagato, Pininfarina, Ghia, Vignale disegnata da Giovanni Michelotti) che ne realizzarono modelli speciali e prototipi. In tutto furono prodotti soltanto 114 pezzi della Fiat 8V.

Fiat 8V, una vettura per collezionisti

Zagato rilevò per poche lire 25 modelli già pronti e, con alcune modifiche alla carrozzeria e qualche miglioramento al motore, realizzò la versione “Elaborata Zagato”: una di queste vetture, pilotata da Elio Zagato, vinse il Gran premio di Berlino del 1955, riuscendo a battere le vetture della Porsche: caso forse unico di vettura vincente nelle gare di velocità dopo essere uscita di produzione.

Presso il Centro storico Fiat di Torino che ospita, in spazi troppo ristretti e con ridotti orari di visita, molte automobili storiche della Casa automobilistica torinese, c’è anche l’esemplare della Fiat 8V con carrozzeria in vetroresina.

La Fiat 8V esposta al Centro storico Fiat

La vettura, guidata dal presidente Fiat John Elkann, ha partecipato alla edizione del 2012 alla Mille Miglia: un modo per fare conoscere a tanti appassionati una vettura molto particolare e , forse, per fare rimpiangere a molti, una volta di più, un passato Fiat troppo frettolosamente cancellato dalle politiche del Gruppo FCA.

Il muso della Fiat 8V, con carrozzeria in vetroresina

ASA 2016, a Monza la storia dell’automobilismo sportivo italiano

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Presentazione ASA 2016 al Museo Martini di Pessione

Nella storica cornice del Museo Martini a Pessione, con Barbara Herlitzka a fare gli onori di casa, Paolo Calovolo ha presentato ASA 2016, in calendario fra circa un mese all’Autodromo di Monza.

Barbara Herlitzka, Museo Martini

Un evento che ha le sue radici nel 1991 quando Paolo Calovolo, allora direttore dell’Autodromo di Lombardore, organizzò il primo Abarth Day con la presenza delle vetture sportive del Gruppo Fiat (con i marchi Alfa Romeo, Autobianchi, Fiat, Lancia), che vide la presenza in pista anche dei piloti del Trofeo Uno Fiat. La storia più recente della manifestazione passa per Abarth Day 2015, organizzato ancora a Lombardore e che ha visto la partecipazione di alcuni tecnici e piloti e di numerose vetture sportive che hanno avuto il reparto corse di Abarth come fulcro degli innumerevoli successi sportivi.

Poiché il marchio Abarth Day sarà utilizzato da FCA per eventi dedicati alle vetture in produzione con il marchio Abarth, è stato necessario individuare un nuovo logo per la manifestazione dedicata all’automobilismo storico, che coinvolge le vetture ufficiali, i piloti, i tecnici, i meccanici, i collezionisti e che raccoglie sempre maggiori consensi tra il pubblico degli appassionati perché affianca alla parte statica una affascinante manifestazione dinamica: per ASA 2016 è in programma una parata di oltre 100 vetture (ex) ufficiali sulla magica pista di Monza.

ASA 2016

Il marchio ASA è strettamente collegato alla storia dei successi sportivi del Gruppo Fiat. Bisogna tornare al 1977, quando Fiat e Lancia dispongono ciascuna di un reparto corse. Una dispersione di risorse economiche e di energie che Fiat non può più sostenere. Così si decide di unificare i reparti e si deve trovare una nuova identità del reparto stesso. Incarico che viene affidato a Rossotto al quale è dovuta la scelta di EASA, Ente Attività Sportive Automobilistiche. Ma a Cesare Fiorio (che sarà presente alla manifestazione di Monza) quel “burocratico” Ente davanti a ASA non piace e decide di eliminarlo. Nascerà così ASA e, da allora, il marchio di comunicazione comparirà sulle fiancate delle vetture ufficiali che gareggiano per il Gruppo Fiat.

Poiché quel marchio non venne mai registrato da Fiat, è diventato possibile il suo utilizzo per l’expo di Monza, un evento  dedicato alle vetture, ai piloti, ai tecnici, ai meccanici che hanno contribuito alla storia e ai successi dell’automobilismo sportivo italiano.

ASA 2016 è in programma il 16 e 17 luglio e registra già l’iscrizione di oltre 80 vetture oltre alla partecipazione di piloti quali Mauro Pregliasco, Miki Biasion, Gabriele Noberasco, Luciano Trombotto, Markku Alen, Lele Pinto (solo per citarne alcuni).

Il campione italiano rally Pregliasco alla presentazione di ASA 2016

ASA 2016 metterà insieme automobili sportive (con la Scuderia del Portello per Alfa Romeo che porterà la rarissima, per i tre soli esemplari esistenti al mondo, Alfa Romeo 33/2 “Periscopio”, perfetto esempio di estetica e tecnologia italiana applicata all’Automobilismo; la storia della Lancia HF sarà rappresentata anche dalla strepitosa Stratos TOL52901, in allestimento e livrea Marlboro, che la videro contribuire con Sandro Munari e Mario Mannucci alla conquista del Campionato del Mondo Marche nel 1974) e piloti in uno scenario affascinante che soltanto i box di Monza possono offrire, con la “parabolica” a ricordare, ancora una volta, che la storia dell’automobilismo sportivo è passata di là.

Gli organizzatori di ASA 2016 hanno pensato di fare svolgere i numerosi talk show in programma nei box, con tecnici e piloti accanto alle vetture che hanno portato al successo. Il risultato sarà quanto mai piacevole sapendo come questi personaggi amino raccontare, con aneddoti e segreti professionali, la loro storia e le loro avventure (e disavventure) nelle gare che li hanno visti protagonisti.

Anche perché gli argomenti scelti non mancheranno di attirare un grande pubblico di tifosi. Riguarderanno, tra gli altri, i successi Alfa Romeo nelle competizioni, i “sette su dieci”, ovvero i  successi ASA al Giro d’Italia, l’idea HF, con gli uomini e le automobili che seppero dominare le corse.

Esempi della spontaneità e della voglia di raccontare la loro storia che si sono già manifestati durante la conferenza stampa di presentazione di ASA 2016, con piloti e tecnici pronti a raccontare il proprio punto di vista su alcuni episodi di campionati e sul mondo delle corse. Così è stato svelato il (quasi) segreto fatto che a realizzare il marchio che ha avuto un successo mondiale, quello delle strisce del “racing Martini”, è stato proprio l’uomo a cui Fiat affidò l’incarico di realizzare il marchio ASA …

Barbara Herlitzka alla presentazione di ASA 2016

Particolare spazio di ASA 2016 sarà riservato alla Fiat 131 Abarth, celebrata con un raduno internazionale nel 40° anniversario dalla sua presentazione, che sarà festeggiata anche durante la serata del 16 luglio in un talk show sulla Terrazza ASA della palazzina box dove, al cospetto di 300 ospiti, saranno intervistati molti tra i protagonisti che la condussero alla conquista dei tre titoli mondiali Rally nelle stagioni 1977 – 1978 – 1980.

E’ facile immaginare che, nei box e nel contesto di Monza, con la presenza di tanti tifosi e appassionati, l’entusiasmo non potrà che accentuarsi, rendendo ancora più interessante una manifestazione che si annuncia unica nel panorama internazionale delle esposizioni dedicate all’automobilismo storico.

Noi ci saremo: chi non potrà partecipare troverà il racconto nella nostra galleria di immagini

Lancia Martini Racing a ASA 2016Forse ti interessano le immagini di:

Lancia Abarth Day 2015

Fiat Abarth Day 2015

 

Abarth Day: le auto dello Scorpione sulla pista di Lombardore

Fiat Abarth Record Carlo Abarth è uno dei nomi nella storia dell’Automobile che evocano ingegno, passione e velocità. Aveva fatto parte del gruppo di lavoro formato da Ferry Porsche per gestire l’ambizioso progetto sportivo della Cisitalia quale responsabile organizzativo per le gare. Una breve esperienza che gli permise di lavorare a diretto contatto con personaggi dell’automobilismo mondiale quali Rudolf Hruska, Piero Taruffi e Tazio Nuvolari e che si concluse nel 1949 con il fallimento della Cisitalia. Carlo Abarth, che ebbe come pagamento delle sue spettanze le vetture Cisitalia utilizzate dal reparto corse per gare riservate alle automobili derivate di serie e alcune casse contenenti ricambi e materiale vario, diede così inizio alla leggenda che porta il suo nome. Aprì una “officina” in corso Marche a Torino, scegliendo come simbolo il suo segno zodiacale, lo scorpione. Mise in piedi una scuderia con piloti del calibro di Nuvolari, Bonetto, Cortese e ne utilizzò le vittorie come elemento di pubblicità per trainare il fatturato della sua Azienda che produceva  kit per l’elaborazione delle vetture di serie per aumentarne potenza e velocità. Nessuno potrà mai dimenticare le “marmitte Abarth” che, caratterizzate da un suono forte, particolare e di potenza (oltre che da un contributo alle prestazioni delle auto), ebbero un successo determinante nella diffusione del marchio dello scorpione. Seguirono altri prodotti (le pompe acqua, i gruppi collettori) che diedero ad Abarth la redditività necessaria per sperimentare nuovi modelli di autoveicoli e investire nel reparto corse. Tra le tappe più significative e note della storia Abarth ricordiamo la “750 GT” ricavata dalla Fiat 600 anche se, forse, il modello che più di altri è rimasto nella memoria collettiva è la “500 Abarth” con i carburatori Weber.

Fiat 500 AbarthFiat Abarth 750

Siamo a metà degli Anni 50 e alla guida della FIAT c’è Vittorio Valletta: la piccola vettura con il motore elaborato da Abarth stupisce tecnici e addetti ai lavori e costituisce una svolta nella storia della Casa di corso Marche grazie all’accordo economico tra i due marchi, un accordo per cui, per ogni record o vittoria ottenuto da una vettura Fiat Abarth, Fiat avrebbe corrisposto ad Abarth un premio in denaro in relazione all’importanza della manifestazione.

Lancia 037 stradaleAbarth fu ceduta alla FIAT nel 1971: con un palmares di oltre 7.300 vittorie conseguite dal 1949.

Per celebrare i 50 anni di storia sportiva del Gruppo Fiat, domenica 8 novembre 2015 si svolgerà all’Autodromo di Lombardore l’edizione 2015 di Abarth Day, organizzato da BSM Competizioni. A testimonianza di quanto la “Casa dello Scorpione” sia stata il vero fulcro delle attività e delle produzioni sportive di tutti i brand rappresentati dal Gruppo: Fiat a partire dalla 124 Abarth, Lancia a partire dalle SE 030 e Beta Montecarlo Turbo, Alfa Romeo a partire dalla 155 GTA ed Autobianchi con l’indimenticabile A112.

Fiat 124 Abarth

Si tratta di una manifestazione che coinvolge tutti i 5 brand del Gruppo FCA, in riferimento alla sua storia nel mondo delle corse automobilistiche. Saranno esposti oltre 100 modelli e versioni prodotte dal Gruppo FCA che hanno corso e vinto in tutto il mondo dal 1960 al 2010. E’ prevista la presenza di tecnici e meccanici che hanno lavorato in Abarth, Alfa Romeo Corse, Ntechnology oltre che dei piloti e dei preparatori ufficiali e privati che resero vincenti le vetture; grande spazio sarà riservato ai collezionisti che le hanno recuperate o conservate perché anche questa è cultura (anche se troppo spesso lo si dimentica…). Dalle 9.00 alle 18.00 di domenica, dunque, sarà  possibile per gli appassionati e gli sportivi ammirare un’esposizione unica nel suo genere per varietà e rarità dei modelli, oltre che vedere le vetture correre sulla pista dell’Autodromo, guidate dai piloti e dai collezionisti.

Troverete le immagini della giornata negli album

Fiat Abarth

Lancia Abarth

Abarth day

 

 

Apre il nuovo hotel NH Piazza Carlina a Torino: esposta la Fiat 500X

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NH Collection Piazza Carlina Ci sono angoli di Torino che per qualche strana ragione sembrano non fare parte del classico giro dei turisti e delle passeggiate dei torinesi.

Avevamo portato come esempio l’area della Cavallerizza, prima che un incendio (doloso?) ne distruggesse una parte, e ricordato come recentemente Bruno Delbonnel abbia scoperto le bellezze delle vie attorno a Palazzo di città. L’apertura del nuovo hotel Piazza Carlina è l’occasione per allungare questo particolare elenco includendo la piazza dalla quale prende il nome il lussuoso hotel (che fa parte del brand “Collection” di Nh, ovvero la fascia più alta della catena, dedicata alla strutture ospitate in palazzi e residenze d’epoca).

La piazza Carlo Emanuele II, nota appunto anche come piazza Carlina, dal nomignolo affibbiato dai Torinesi all’esponente dei Savoia per i suoi modi effeminati, fu creata nell’ampliamento della città a fine Seicento. Ha forma quadrata con lati di oltre cento metri e  si trova a metà di via Maria Vittoria, la via degli antiquari. Non è certo distante dalla piazza San Carlo, certamente la più famosa e fotografata di Torino; ospita la Caserma Bergia, lo storico edificio dei Carabinieri, e sullo stesso lato c’è la chiesa di santa Croce, opera di Filippo Juvarra;  al centro è posta la grande statua  a Camillo Benso di Cavour, mentre sul lato est c’è il palazzo dei Ferrero d’Ormea, opera di Amedeo Castellamonte. Ancora, a pochi passi dalla piazza ci sono l’Accademia Albertina, la Mole Antonelliana, i portici di via Po, il fiume.

NH Collection Piazza CarlinaL’apertura del nuovo hotel sarà una valida occasione per portare forse finalmente questa bella piazza di Torino al centro dell’attenzione dei turisti e dei torinesi.
Per questi ultimi, il palazzo che adesso ospita il nuovo hotel è conosciuto come Casa Gramsci, perchè il fondatore del Partito Comunista Italiano vi abitò tra il 1914 e il 1921, all’ultimo piano, all’angolo fra via San Massimo e via Santa Croce, proprio nell’ala che crollò all’inizio del cantiere.

La lapide accanto all’ingresso, restaurata al termine dei lavori di ristrutturazione, e  alcuni spazi all’interno dell’hotel, destinati ad ospitare la Fondazione Studi Gramsci, costituiranno la testimonianza  di un periodo storico di un secolo fa.

La lapide che ricorda Antonio Gramsci  L'ingresso dell'hotel Piazza Carlina

L’hotel affaccia sulla piazza Carlo Emanuele II al numero 15 dell’isolato San Bartolomeo, costruito nella seconda metà del Seicento per ospitare la Casa di Carità, poi Regio Albergo di Virtù, istituto nato per insegnare un mestiere ai ragazzi più poveri.

 

A lungo il palazzo era rimasto in uno stato di forte degrado, e molte sono state le discussioni e le polemiche legate ai progetti di riutilizzo del palazzo e ai lavori di riadattamento di un edificio con alle spalle una Storia così importante. Risolte le questioni e approvato il piano per la costruzione di una nuova residenza, l’apertura dell’albergo è ora prevista per il prossimo 1° dicembre: uno spazio in più per festeggiare il prossimo Natale coi fiocchi a Torino.

Fiat 500X

Una preapertura, tuttavia, c’è già stata nei giorni scorsi: la FCA, infatti, ha voluto sfruttare questo spazio ed ha ospitato nel nuovo hotel Piazza Carlina giornalisti e concessionari che hanno provato in anteprima la 500X sulla pista di Balocco.

Piazza Carlina HotelFiat 500X

Il nuovo modello, recentemente presentato al Salone dell’automobile di Parigi, è stato esposto nella corte del palazzo, che è caratterizzata da una struttura di acciaio e cristalli.

Il nuovo modello 500X del Gruppo FCA

L’evoluzione di Torino, mai così forte come in quest’ultimo decennio, continua così con un nuovo capitolo della sua storia: un nuovo hotel che, per la sua apertura, ospita la presentazione di una vettura di quella che fu la Fabbrica Italiana Automobili Torino, e che oggi è ormai un’azienda straniera con un legame forte con Torino.

 

 

Piazza Carlina I lavori di ristrutturazione di Casa Gramsci

Storia di Torino   NH Piazza Carlina, particolare interno

 

 

FCA sbarca a Wall Street: dal 13 ottobre 2014 quota sul NYSE

Fiat 110, vincitrice della Mille Miglia

 

Fiat 1100, vincitrice della Mille Miglia

Dopo 111 anni di storia FIAT semplicemente non esiste più; venerdì è stato l’ultimo giorno di quotazione sulla Borsa italiana e da lunedì 13 ottobre 2014 il titolo sarà sostituito da FCA che, nella stessa giornata, inizierà ad essere quotato anche a Wall Street: con l’augurio che i buoni risultati di vendita del gruppo di Sergio Marchionne negli USA diano slancio alle quotazioni dell’azione. Per il listino americano è quasi un ritorno, dopo il delisting del 2007: perché oggi non è più FIAT ma FCA.

FCA quoterà sul NYSE proprio a partire dal giorno in cui Sergio Marchionne prenderà il posto di Luca Montezemolo alla guida della Ferrari: secondo un copione dove nulla accade per caso.

Ci sarà qualche difficoltà in più per i lettori dei nostri TG: sempre imbarazzati nel pronunciare FCA o nel farne lo spelling “ef si ei”, spesso in errore nella traduzione in chiaro, per cui alcuni dicono “Fiat Chrysler Automobili”, altri “Fiat Chrysler Automobiles” e finalmente qualcuno correttamente legge “Fiat Chrysler Automobails”.

Al di là della pronuncia più o meno corretta del nome del Gruppo, un altro pezzo del progetto di Marchionne si realizza, portando sempre più lontano da Torino e dall’Italia non solo la FIAT ma quella cultura dell’automobile costruita in decenni, facendo così ulteriormente perdere una posizione di rilievo dell’Italia nel settore industriale.

fiat 525 ss FCA sbarca a Wall Street

A poco servono i proclami dei dirigenti del Gruppo, dei politici e amministratori torinesi, di Matteo Renzi recentemente in visita alle fabbriche statunitensi di FCA, tutti volti a tranquillizzare l’opinione pubblica troppo spesso distratta: senza un vero e serio piano di politica industriale, non sarà il ritorno in fabbrica di tutti i dipendenti del Gruppo FCA, da tempo immemorabile in Cassa integrazione, a dare tranquillità per il futuro del Paese.

fiat mefistofele Fiat Multipla carrozzata di Pininfarina

Ben venga che tutti i dipendenti dell’ex Gruppo Fiat possano tornare al lavoro (ma ci saranno ancora mesi di attesa prima che possa accadere), ben vengano tutte le iniziative volte a trovare nuove collaborazioni con partner stranieri da parte delle moltissime aziende del settore automobilistico che ruotava attorno alla Casa torinese e che oggi lavorano con commesse e progetti per Case automobilistiche straniere.

Non possiamo che essere soddisfatti per la crescita delle vendite del brand Maserati: fa piacere vedere nuovamente qualche bisarca che esce carica di auto prodotte a Torino, con le lussuose vetture del Tridente completamente fasciate da una copertura bianca per non rovinarne la carrozzeria nel trasporto alle Concessionarie.

Centro storico Fiat

Ma, ripetiamo, serve ben altro per ridare slancio alla produzione industriale.

Auguriamoci, dunque, che dai “capannoni fantasma” di Marchionne escano presto i nuovi modelli: si parla di Alfa Romeo, forse la nuova Giulia, che dovrebbe essere disponibile nel giugno 2015, per festeggiare l’anniversario della fondazione della Casa del Portello, costituita a Milano il 24 giugno 1910. Per affiancarsi alla sportivissima Alfa Romeo 4C che, da sola, non basta a fare crescere le vendite del marchio del Biscione dalle attuali 80.000 unità all’obiettivo dei 400.000 pezzi venduti in un anno.

FCA al NYSE FCA e la fotografia del senatore Agnelli

Marchionne, da 10 anni alla guida del Gruppo con il pieno sostegno degli eredi Agnelli, ha già cambiato piani molte volte dopo l’annuncio del progetto “Fabbrica Italia”: che aveva fatto credere che ci fosse nuovo spazio per una forte crescita del Gruppo FIAT  e che invece ma che non ha mai visto la luce.

 

Fiat 525 SSOra, prima che Marchionne lasci FCA nel 2018, ci si aspetta che arrivino i nuovi modelli, troppe volte annunciati; modelli che sappiano ridare slancio a marchi che da troppo tempo non presentano vere novità nel panorama sempre più ricco di innovazioni e modelli delle altre Case automobilistiche.

Dopo avere detto addio alla Lancia, rivisitato alcuni vecchi modelli, messo sul mercato la Freemont, puntato molto sul marchio Jeep e cercato di creare un “quasi marchio” Cinquecento, presentando nei giorni scorsi a Parigi la 500 X, Marchionne ora deve dimostrare le sue reali capacità.

 

La vecchia Giulia, quella “disegnata dal vento”, fu un successo e fece sognare gli Italiani a fine Anni ’60. Anche allora i tempi non erano dei migliori: ma tutti insieme si lavorava duro e sodo per uscire dalle difficoltà economiche.

C’era la voglia di farcela, c’erano entusiasmo e passione.

Quell’entusiasmo e quella passione che un modello di automobile, perché sia di successo, deve sapere suscitare.

Centro storico Fiat

Una visita al Centro Storico Fiat di via Chiabrera, a cui si riferiscono le immagini di questa pagina, può aiutare a capire quale significato ha avuto il Gruppo FIAT per Torino e l’Italia.

la sede del Centro storico Fiat a Torino

 

 

Là, dove erano i primi stabilimenti della FIAT e il centro direzionale degli Agnelli, oggi stanno sorgendo altri enormi palazzi per uso residenziale.

Fiat Mefistofele

Fiat 500, raduno a Torino nel ricordo di Piero Lavazza

Le fiat 500 a Superga La passione per la Fiat 500 non conosce sosta. E così, anche questa volta erano tanti, tantissimi i “Cinquini” che hanno invaso Torino per il raduno internazionale “La Fiat 500 nella sua Capitale”, organizzato dal Fiat 500 Club Italia. Un serpentone colorato e chiassoso di vetture che si è snodato tra vie e piazze del capoluogo piemontese, come accadde nel 2011 fa in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia o quattro anni prima per celebrare il lancio del nuovo modello Fiat 500.

Fiat 595 Abarth Special

Tanti modelli di 500 a TorinoModelli perfettamente originali che parevano usciti ieri dalla fabbrica di Mirafiori, versioni speciali e derivate dalla serie (tra cui alcuni esemplari preparati da Piero Lavazza, storico preparatore di vetture da corsa scomparso venerdì scorso), esemplari unici con finiture e accessori in certi casi un po’ improbabili: tra le 200 auto partecipanti era impossibile non trovare quella che soddisfacesse il gusto di ciascun osservatore.

Una Fiat 500 con il sorriso disegnatoDopo il ritrovo in Corso Cairoli, sulla sponda sinistra del Po, le 500 sono partite alla volta della Basilica di Superga, che hanno raggiunto percorrendo la “Panoramica”, una delle più belle strade della collina torinese che ha consentito agli equipaggi che provenivano da fuori di ammirare la bellezza della città vista dall’alto.

Una fiat 500 davanti a SupergaA Superga, le piccole bicilindriche hanno “invaso” il piazzale antistante la Basilica, tra lo stupore e il divertimento dei tanti turisti presenti, che erano saliti al Colle per visitare le tombe dei Reali e la lapide del Grande Torino ma che si sono volentieri trattenuti qualche minuto in più per assistere alla sfilata delle 500 (le “mes liter” – che in piemontese significa “mezzo litro” – come abbiamo potuto leggere sulla carrozzeria di una vettura partecipante).

La scritta del modello Nuova 500Dopo una breve sosta, che ha consentito ai motori più anziani di riprendere fiato dopo l’impegnativa salita, gli equipaggi sono risaliti in macchina per tornare in città e dirigersi verso il Museo dell’Automobile, tappa finale del percorso previsto per il raduno, scortati da alcuni modelli anch’essi d’epoca di Vespa Piaggio condotti dal personale di servizio per guidare la carovana.

Fiat 500 by Lavazza

Il pranzo ed i saluti a colpi di clacson hanno sancito il “rompete le righe”, e ciascun Cinquino ha preso la strada di casa, pronto a rimettersi presso in strada per raggiungere il prossimo raduno.

 

Raduno Fiat 500 Torino

 

Sulla nostra pagina Facebook (accessibile senza registrazione) e Google+ sono disponibili tutte le foto dei partecipanti scattate in corso Cairoli e a Superga: venite a trovarci e lasciateci i vostri commenti!

 

Gianduia in 500

Fiat 500 paralimpiadi Torino

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Auto da collezione in mostra a Torino: un grande successo di pubblico per Automotoretrò

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Un grande successo di pubblico per la 32° edizione di Automotoretrò 2014 che ha chiuso i battenti domenica sera al Lingotto Fiere di Torino
Nel nostro post (vedi) avevamo annunciato le molte novità del Salone che –tra le altre iniziative- ha festeggiato i 60 anni della mitica Mercedes 300 SL.
Nel 2014 ricorre un altro anniversario importante: i 100 anni della Maserati, presente al Salone con alcuni pezzi da collezione, in attesa dei sospirati nuovi modelli più volte annunciati da Sergio Marchionne. Un Salone pieno di storia e di vetture che sono rimaste nel cuore degli appassionati.
Ci piace ricordare la Fiat 600 D Multipla del 1963, l’antesignana del concetto di monovolume. Nata nel 1956 e prodotta fino al 1967, la vettura dal  “muso schiacciato” era stata pensata per le esigenze della famiglia numerosa. Punto di forza del modello era l’ottima organizzazione dello spazio interno in un veicolo lungo solo 354 centimetri, merito della genialità  del suo progettista, Dante Giacosa.
 

Una Fiat 600 Multipla esposta ad Automotoretrò 2014

Fiat 600 Multipla

Una Fiat 600 Multipla
 
La Fiat 600 D Multipla era equipaggiata con un propulsore da 767 cc capace di erogare 29 CV a 4800 giri/min e raggiungere la velocità massima di 105 Km/h: certamente elevata per quei tempi per una utilitaria. Altre caratteristiche tecniche degne di nota erano le sospensioni a quattro ruote indipendenti e la carrozzeria a struttura autoportante. La 600 Multipla conquistò immediatamente un’intera categoria professionale, i taxisti, per i quali Fiat ne realizzò una versione specifica denominata Fiat 600 Multipla “Taxi”.
 
 
 
 
 
 
 
Tante le vetture presenti con il marchio Fiat: la 850 spider carrozzata Bertone, la Fiat 500 Abarth, la 500 C Belvedere del 1952; importante anche la presenza di vetture con il marchio Lancia: l’Augusta del 1933, prima vettura al mondo con carrozzeria portante, l’Ardea del 1939, la B24, la Stratos, la Delta integrale. Mette tristezza pensare che il marchio Lancia, a detta di Marchionne (Leggi le dichiarazioni di Marchionne), non avrà un futuro: infatti la “non” novità del Gruppo  era costituita dalla Ypislon!
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Speriamo che nei piani di Marchionne possa avere maggiore fortuna l’Alfa Romeo: presente con molti modelli della sua gloriosa storia e con un ammiratissimo progetto di stile dell’IED.

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Marchionne dice addio alla Lancia

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Ecco la FCA, viva la FCA

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Nuogo logo FCA
 
L’attesa era tutta per il nuovo nome e per il nuovo logo del Gruppo: ed ecco il comunicato stampa che ci dà tutte le informazioni.
la fiat dino spider carrozzata Pininfarina

 

 
“Dopo una prima fase di convivenza dei due marchi – testimonianza della volontà di operare l’unione nel rispetto delle radici storiche, culturali e produttive delle due Aziende – oggi è necessario per Fiat e Chrysler dotarsi di una nuova identità in grado di rappresentare una realtà imprenditoriale che è molto di più della somma dei singoli soggetti da cui è stata generata, fondata su importanti valori, una specifica cultura d’impresa, una visione comune e condivisa e un Gruppo dal respiro internazionale. 
 
Un progetto di branding, firmato da RobilantAssociati, che parte dalla definizione di un concept strategico distintivo sulla cui base vengono studiati il nome, il marchio, l’housestyle e l’intera Corporate Identity, che si caratterizza per la forza espressiva e la potenza evocativa delle sue forme essenziali e universali.
 
L’uso di un acronimo aiuta a stemperare i legami col passato, senza reciderne le radici e al tempo stesso contribuisce a definire l’approccio globale del Gruppo. Facile da comprendere, pronunciare e ricordare, è un nome adatto all’internazionalità del mercato contemporaneo.
 
Nel marchio FCA le tre lettere vivono all’interno di una raffigurazione geometrica ispirata alle forme essenziali della progettazione automobilistica: la F, generata dal quadrato simbolo di concretezza e solidità; la C, che nasce dal cerchio, archetipo della ruota e rappresentazione del movimento, dell’armonia e della continuità; e infine la A, derivata dal triangolo, che indica energia e perenne tensione evolutiva.”
 
Sarà tutto vero, ma forse andava fatto lo spelling non soltanto in inglese, ma anche in italiano…
 
fiat dino spider al Salone Automotoretrò
un vecchio modello chrysler con la bandiera USA
 
 
 

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I vertici Fiat in Sala Rossa per il restauro del Faro della Vittoria

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Elkann,Marchionne e il sindaco Fassino
Firma del protocollo di intesa per il restauro del Faro della Vittoria
 
 
Il presidente della Fiat, John Elkann, accompagnato dall’Amministratore delegato del Gruppo automobilistico, Sergio Marchionne, è intervenuto stamane alla cerimonia per la firma del protocollo d’intesa per il restauro del Faro della Vittoria che si è svolta in Sala Rossa alla presenza del Sindaco di Torino, Piero Fassino.
Marchionne e John Elkann
John Elkann firma il protocollo d’intesa per il restauro del Faro della Vittoria
Volti sorridenti e qualche spiraglio di luce nelle parole dei vertici Fiat.
John Elkann, nel suo discorso, ha ricordato che fu il suo trisnonno, il senatore Giovanni Agnelli, a regalare alla Città il Faro che svetta sul colle della Maddalena, per commemorare il decimo anniversario della vittoria italiana nella Grande Guerra. La firma avviene a dieci anni dalla scomparsa dell’avvocato Gianni Agnelli, nonno di John Elkann: un modo per ricordare il forte legame degli Agnelli con Torino. 
John Elkann in Sala Rossa
 
Nel suo discorso John Elkann ha voluto ricordare i forti cambiamenti avvenuti, nel mondo e in Fiat: “cambiata completamente”. Rimarcando con soddisfazione i risultati della strategia di Sergio Marchionne di “puntare sui segmenti ad alto valore aggiunto che sta dando i primi frutti: in soli otto mesi sono stati oltre 20.000 gli ordini che Maserati ha raccolto nel mondo”.
 
 
Elkann ha concluso il suo intervento augurandosi che quando il prossimo 7 novembre tornerà a risplendere la luce del Faro, possa costituire un bel segnale per Torino, “un segnale di fiducia nella nostra capacità di cambiare insieme, per costruire ancora il nostro futuro, aprendoci sempre di più al mondo”.
I vertici FIAT in Sala Rossa
 
Parole di fiducia nel futuro industriale per la Città anche da parte del sindaco Fassino, che per la prima volta incontrava i vertici Fiat dopo il recente annuncio di Marchionne di volere investire un miliardo di euro per Mirafiori ( clicca qui  ), il quale ha rimarcato l’importanza del legame tra Fiat e Torino.
 
 
 
Sergio Marchionne, FCA
Marchionne non ha preso la parola in Sala Rossa, ma nelle interviste al termine della cerimonia si è dichiarato consapevole della forza del suo Gruppo, spingendosi ad affermare di non temere un eventuale ingresso di altri produttori in Italia e assicurando che, al momento opportuno, il suo Gruppo tirerà fuori i tanto attesi nuovi modelli.
 
Il sindaco di Torino, Piero Fassino, con John Elkann
J. Elkann con il sindaco di Torino, Fassino
 

FIAT: Marchionne annuncia investimenti per Mirafiori

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Il vecchio stabilimento FIAT di corso Dante
Fiat
L’amministratore delegato della FIAT, Sergio Marchionne, ha annunciato investimenti per un miliardo di euro per lo stabilimento di Mirafiori: necessari per le nuove linee di produzione dalle quali, nel 2015, uscirà un modello di alta gamma, con il marchio Maserati. Forse sarà messa in produzione anche un’altra vettura, con il marchio Alfa Romeo. Davanti a questi annunci le domande che ci si pongono sono le stesse di questi ultimi anni: ci sarà ancora un futuro industriale per Torino? Sarà ancora legato all’automobile? E se sì, saranno le auto del Gruppo FIAT a trascinare questa nuova fase di sviluppo? Troppo difficile, oggi, rispondere “sì”. Anche se ciascuno se lo augura: per pensare a un futuro con prospettive di lavoro, per non disperdere una “cultura” produttiva legata all’automobile che ha un enorme valore e che va salvata. Purtroppo si è già perso troppo tempo, nella indifferenza della politica.
 
Di fronte alla realtà di oggi, piena di dubbi ma anche di speranze, tornano alla mente ricordi di un periodo in cui era inimmaginabile pensare al futuro di Torino senza la FIAT: o, per meglio dire, in cui non si riusciva ad ipotizzare il destino di Torino separato da quello degli Agnelli.
la-stampa
La Stampa, la sede di via Marenco
 
Siamo agli inizi degli Anni ’70: Gianni Agnelli è negli uffici dell’IFI, il centro della finanza (e del potere) della famiglia. In un’area della città –se possibile- ancor più “sua” rispetto  ad altre. Perché in altre zone di Torino (Mirafiori, corso Mortara, Lungo Stura, ecc.) c’erano gli stabilimenti, si  producevano pezzi; invece in quel distretto, a due passi dalla sua villa in collina, c’erano la Finanza e l’Informazione. 
 
Il palazzo Sai che ospitò la sede dell'IFI degli Agnelli
 
Gli uffici IFI infatti erano collocati ai piani alti del palazzo della SAI, importante compagnia del Gruppo. Accanto a quegli uffici c’era la sede de La Stampa, in via Marenco , poco lontano le sedi storiche della Fiat in corso Dante. Davanti all’Avvocato, c’era la “sua” Torino: con la vecchia sede del Lingotto; oltre la sede ferroviaria c’era lo stadio Comunale, in cui giocava la “sua” Juventus, con i giocatori che avevano lo spogliatoio al Comunale e attraversavano a piedi via Filadelfia,  dribblando i tifosi a caccia di autografi, per andare ad allenarsi al Combi.
Più in lontananza la distesa di stabilimenti di Mirafiori e, sulle montagne, la “sua” stazione sciistica, il Sestriere.
 
La sede de La stampa in via Marenco
 
Oggi camminare lungo quelle strade, deserte anche in questi giorni di inizio settembre, in cui “sono riprese le attività dopo le ferie”, ci si rende conto dei cambiamenti avvenuti e, purtroppo, del momento di difficoltà che la città ha attraversato e che sembra non dover finire mai.
 
C’è  il palazzo de La Stampa, su cui sembra ancora leggersi  l’insegna, abbandonato da qualche mese, con il trasferimento degli uffici del quotidiano nella nuova sede in via Lugaro. Edificio che a sua volta era stato lasciato libero dal Sanpaolo dopo la fusione con Intesa; in attesa che siano completati i lavori per la nuova sede del Gruppo Intesa Sanpaolo nel grattacielo di corso Inghilterra. 
 
C’è il palazzo Fondiaria SAI,  società recentemente coinvolta in gravi vicende giudiziarie riguardanti i vertici della Società stessa e la famiglia Ligresti: compagnia  destinata a non essere più una forte realtà torinese, perché sarà in qualche modo assorbita da Unipol.
Il palazzo Fondiaria Sai
Fondiaria SAI : palazzo uffici

 

 

 
Nel post le immagini scattate, in una giornata lavorativa, nelle vie di quella che fu un’area nevralgica del potere degli Agnelli.

la vecchia sede de La stampa
La Stampa, la vecchia sede di via Marenco
Abbiamo voluto aprire il post con la fotografia di una vecchia insegna FIAT: con l’augurio che possa esserci una nuova era di sviluppo per il Gruppo automobilistico a  cui è legata una parte importante della storia di Torino.

Velocità, il tema di Elkann nei nuovi percorsi delle Collezioni GAM a Torino

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Il presidente della Fiat John Elkann, nel proporne il tema  afferma che “la Velocità condiziona l’agire come il pensare, fino a diventare vertigine; l’inventore e scienziato Rey Kurzweil sostiene che il progresso tecnologico non è lineare ma esponenziale, e segue un ritmo così rapido da superare la Natura, tendendo all’Infinito“.
Un richiamo, dunque, ad altri due temi – appunto la Natura e l’Infinito – presenti nei nuovi percorsi delle collezioni della GAM di Torino e visitabili dal 29 marzo 2013. Nella sala 4 del primo piano della Galleria, dove velocità e pensiero sono rapportati a spazio e tempo, è esposta un’opera di M. A. Robinson (Los Angeles, 1972). Nella presentazione dell’opera si legge che “il vortice creato dalla struttura di sedie allude alla circolarità di un pensiero che rimanda all’idea di famiglia e comunità”.
Nelle nostre fotografie abbiamo voluto dare una lettura che, spezzando questo anello, inviti il visitatore a fermarsi.
Per guardare con attenzione il mondo che lo circonda: in questo caso,  un mondo di opere artistiche. Nella quotidianità  il mondo dove gli altri temi della mostra (Natura, Etica, Infinito) sono troppo spesso sacrificati al tema delle Velocità. Come ha detto Luciana Castellina in occasione della presentazione del percorso da lei proposto (la Natura), al tema della Velocità avrebbe voluto contrapporre quello della Lentezza: ma non voleva dare adito a strumentalizzazioni, magari legate alla TAV.
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Torino-scultura

Automotoretrò 2013, il Lingotto ospiterà alcuni modelli Lamborghini

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Automotoretrò si svolgerà al Lingotto di Torino dall’8 al 10 febbraio 2013 (nella foto un particolare della rampa elicoidale dell’ex stabilimento FIAT).

Il salone internazionale delle automobili e motocicli d’epoca, giunto alla 31° edizione, è sempre di più un importante punto di incontro per appassionati e collezionisti.

Come ogni anno, Automotoretrò è caratterizzato da una celebrazione storica: l’edizione 2013 sarà dedicata alla Lamborghini.
La casa di Sant’Agata Bolognese, fondata da Ferruccio Lamborghini nel maggio 1963, fu in grado di presentare al Salone dell’auto di Torino, nel novembre dello stesso anno, la sua prima vettura: la 350 GTV disegnata da Franco Scaglione. Per celebrare l’anniversario la Casa, oggi del Gruppo Volkswagen, porterà alla manifestazione di Torino alcuni gioielli del Museo Lamborghini.
Nell’ambito del Salone si svolgerà la 4° edizione di Automotoracing, dedicato allo sport motoristico e si celebrerà il secondo “Piemonte Custom” dedicato a tutti gli appassionati di Harley Davidson.
Automotoretrò, per la prima volta, ospiterà anche un’asta dedicata alle auto d’epoca organizzata dalla San Carlo Aste di Torino.
Nel post alcune fotografie di Automotoretrò 2012.