Mille Miglia 2017, dal 1927 la corsa più bella del mondo

mille-miglia-183

giuliano Canè sulla OM Superba del 1927 sulle strade della Mille Miglia Passano gli anni e la Mille Miglia rappresenta sempre di più quello che Enzo Ferrari definì “un museo viaggiante unico al mondo”. Partiti ieri da Brescia (la data, come da tradizione, anticipa di una settimana il Gran Premio di Monaco di Formula 1), i 440 equipaggi partecipanti alla edizione 2017 (selezionati su oltre 700 domande di partecipazione) rientreranno nella città lombarda domenica 21 maggio, dopo avere fatto tappa a Padova, Roma e Siena con un percorso di circa 1.700 chilometri.

Vesco-Guerini su Alfa Romeo 1750 Gran sport alla Mille Miglia 2017

Alla corsa prendono parte concorrenti in rappresentanza di 36 nazioni, di 5 continenti, che attraversano oltre 200 Comuni italiani (oltre alla repubblica di San Marino) e sette Regioni: con vetture d’epoca di straordinario valore storico, tecnico e sportivo appartenenti a 82 differenti Case costruttrici e costruite prima del 1957 (anno in cui si disputò l’ultima edizione della Mille Miglia di velocità).

P5182131Dopo la sospensione dello svolgimento della corsa in seguito al grave incidente presso Guidizzolo, in provincia di Mantova (causato dallo scoppio di uno pneumatico, che costò la vita al pilota spagnolo Alfonso de Portago, al suo navigatore, l’americano Edmund Gurner Nelson, e a nove spettatori) oggi nella rievocazione i concorrenti devono rispettare la regolarità e i tempi per le varie prove cronometrate (sono 112, a cui si aggiungono 18 rilevamenti dei tempi in 7 prove a media imposta). La classifica finale, con l’applicazione dei coefficienti che prendono in considerazioni le differenti caratteristiche delle vetture, è quindi stilata dopo 130 rilevamenti cronometrici.

Bentley in azione sulle strade della Mille Miglia 2017

Il pubblico lungo il percorso della Mille Miglia ha modo di ammirare automobili d’epoca particolarmente prestigiose, alcune appartenenti ai Musei di importanti Case automobilistiche (Mercedes-Benz, Alfa Romeo, Bmw, Porsche), altre a privati e collezionisti: vetture che hanno scritto importanti pagine dell’automobilismo sportivo internazionale. Tra queste, alcune hanno disputato almeno una edizione della Mille Miglia di velocità tra il 1927 e il 1957.

Cisitalia 202 S MM spider Nuvolari alla 1000 Miglia

L’edizione 2017 vede la partecipazione di 46 vetture Alfa Romeo, 36 Fiat, 35 Lancia, 35 Mercedes-Benz, 23 Bugatti, 21 Jaguar, 21 Porsche. Vetture storiche in perfetto ordine, funzionanti e in grado di gareggiare a pieno regime lungo le strade della Mille Miglia.

Fiat 110 sport a piazzale Arnaldo a Brescia per la 1000 Miglia

La prima Mille Miglia fu disputata 90 anni fa: il 26 marzo 1927. A trionfare furono Nando Minoja e Giuseppe Morandi, piloti della OM 665 Superba (Officine Meccaniche di Brescia), che percorsero le Mille Miglia in 21 ore! Su strade per lo più sterrate, con l’eccezione delle lastricature in pietra delle principali città attraversate, in assenza di mezzi di comunicazione e di una assistenza tecnica che potesse definirsi tale.

Mercedes-Benz 300 SL "ali di gabbiano" alla Mille Miglia

Dopo quell’impresa, il Corriere della Sera scrisse: “Poco più di venti ore, nemmeno un giorno e una notte per compiere quasi 1.700 km: una media che supera i 77 km orari. L’automobile è passata per le strade di mezza Italia come un dominatore di tempo e spazio. Il successo del mezzo meccanico appare dunque grandioso”.

Jaguar XK presente alla 1000 Miglia edizione 2017

Guarda le immagini delle vetture partecipanti nell’album realizzato da OkFoto.it

Toto Wolff prende parte alla Mille Miglia 2017 su Mercedes-Benz

Automotoretrò 2017 a Torino dal 3 al 5 febbraio

Lancia-Delta-4wd

Automotoretrò celebra la vittoria Lancia Delta al rally di Montecarlo del 1987 Manca poco più di un mese all’apertura della 35a edizione di Automotoretrò e le anticipazioni sul salone internazionale dell’auto d’epoca, in programma al Lingotto di Torino dal 3 al 5 febbraio 2017, fanno intendere che si tratterà di un’esposizione particolarmente interessante. E’ molto probabile che il record dei 65.000 visitatori della scorsa edizione venga brillantemente superato.

Il 2017 sarà un anno ricco di anniversari molto significativi per chi ama il mondo dei motori e Automotoretrò non si è fatta sfuggire l’occasione per festeggiarli.

Si parte con i 30 anni dal debutto della Lancia Delta 4WD. Era il gennaio 1987 quando Miki Biasion e Tiziano Siviero si aggiudicarono il Rally di Montecarlo con la nuova vettura del Gruppo A presentata dalla Lancia. Fu l’inizio di una cavalcata che portò la vettura a vincere, nell’anno del suo esordio, sia il Campionato del Mondo Rally Costruttori che il Campionato del Mondo Rally Piloti con Juha Kankkunen, il quale ebbe nei suoi due compagni di squadra Miki Biasion e Markku Alén i più competitivi avversari, rispettivamente secondi e terzi nella classifica finale del Campionato 1987. A completare il trionfale esordio della Lancia Delta, nello stesso anno Dario Cerrato vinse il Campionato europeo rally.

Per ricordare quel debutto vincente e la indimenticabile storia di vittorie della Lancia Delta, Automotoretrò celebra il 30° anniversario della regina dei rally con l’esposizione di 10 vetture originali.

Sarà dunque un’altra occasione, per quel grande popolo di sportivi rimasti orfani del marchio Lancia, di rivivere una epopea di successi che non ha eguali e che –con le attuali politiche di FCA- non sembrano avere spazi per nuovi capitoli di una leggenda.

Automotoretrò 2017 vedrà la presenza, direttamente dal Regno Unito, del Jensen Owners Club che ha scelto di celebrare al Lingotto i 50 anni della Jensen Interceptor e della Jensen FF.

Come sempre, sarà presente Jaguar che esporrà la XK SS, prima supercar al mondo.

Restando ai principali anniversari, Automotoretrò 2017 riserverà particolare attenzione ai 60 anni della Fiat 500 e della Bianchina, ai 70 anni della Ferrari 166 spyder corsa, ai 90 anni della Aston Martin.

Come ormai tradizione, grande spazio sarà dedicato alle motociclette, con l’esposizione di pregiati pezzi storici provenienti dalle più famose case motociclistiche quali Ducati, Aprilia, MV Agusta, Gilera, Moto Guzzi , BMW, Triumph, Royal Enfield, Norton. Saranno degnamente festeggiati i 70 anni della Lambretta.

Lambretta festeggia 70 anni a Automotoretrò 2017L’area esterna sarà luogo di esibizione per vetture rally e per dimostrazioni di drifting, con la presentazione della GSK Endurance Series, il campionato di kart.

Anche quest’anno Automotoretrò sarà accompagnata, per l’ottavo anno consecutivo, dalla kermesse Automoracing, rassegna dedicata al mondo delle corse e delle alte prestazioni. In tal modo i due saloni offrono un evento motoristico davvero unico: dalle auto più esclusive e veloci, fino ai mezzi d’epoca più rappresentativi, passando ai ricambi e alle motociclette che hanno fatto la storia. Automotoracing ospiterà alcuni delle principali aziende provenienti dal mondo della F1  come Sparco, Oz Racing e MAK.
 Non mancherà inoltre la speciale partecipazione di Alfa Romeo e Abarth.

Appuntamento a Automotoretrò 2017!

Per chi non ha potuto essere presente alla precedente edizione, ecco le gallerie delle immagini:

le vetture

i dettagli

nelle immagini di OkFoto.it

Automotoretrò dedica un grande spazio al motociclismo storico (nella fotografia Giacomo Agostini su MV Agusta)

Buon divertimento.

Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige, “l’évènement des passionnés de véhicules anciens”

saint--jean-cap-ferrat-16

 

concours saint-jean-cap-ferrat prestige Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige è il nome che gli organizzatori hanno dato al concorso di eleganza per auto d’epoca che si svolge, ormai da tre anni, nel porto della rinomata località della Costa Azzurra. Per la precisione, il concorso per i primi due anni era individuato da “Legendes”: sostituito, nell’edizione 2016, da “Prestige”; per sottolineare l’ambizione degli organizzatori di fare crescere l’importanza della manifestazione.

Alfa Romeo Giulia SS al concorso Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige

Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige si è svolto nel fine settimana del 24 e 25 settembre e ha visto la partecipazione di numerose vetture d’epoca, alcune molto rare e particolari, con una significativa presenza di automobili e collezionisti provenienti dall’Italia.

Un concorso che potrà sicuramente crescere in termini di importanza e visibilità e che ha visto l’introduzione di alcune novità come, ad esempio, la parata delle vetture lungo le vie della città e del promontorio di Cap-Ferrat e l’animazione musicale sulle banchine del porto.

Come per tutte le manifestazioni, è necessario un periodo di rodaggio, utile a comprendere cosa occorra migliorare.

saint--jean-cap-ferrat-87

Sicuramente sono stati molto apprezzati dal pubblico il gesto di cortesia degli organizzatori che hanno regalato una rosa bianca a tutte le signore intervenute sulle banchine dell’esposizione e la cortesia delle hostess all’accoglienza.

saint-jean-cap-ferrat prestige

Al contrario richiederà maggiore cura l’aggiornamento del sito della manifestazione (ancor più la sua pagina Facebook): oltre alla necessità di evitare quei grossolani errori di traduzione dal Francese all’Italiano che hanno contraddistinto l’edizione 2016 di Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige. Si elimineranno gli errori di ortografia ma anche quelli che hanno fatto diventare “festività” i “festeggiamenti”, “passionati” gli “appassionati” e così via. Se non altro per rispetto di chi, come la signora alla guida di una magnifica Lancia Aprilia, ha guidato la sua splendida cabriolet da Pinerolo a Saint-Jean-Cap-Ferrat, salendo lungo i tornanti del Colle di Tenda e scendendo lungo la strada che porta sulla Costa Azzurra.

saint-jean-cap-ferrat prestige

A nostro avviso la parata delle vetture avrà un fascino ancora maggiore se gli equipaggi delle stesse indosseranno abiti d’epoca: certamente l’idea degli organizzatori di fare ammirare queste auto anche in movimento, oltre che nell’esposizione statica sulla banchina, è stata una novità molto apprezzata dal pubblico.

La galleria delle immagini di OkFoto della edizione 2016 di Saint-Jean-Cap-Ferrat Prestige è disponibile qui .

concorso d'eleganza saint-jean-cap-ferrat prestige

L’edizione 2015 di Saint-Jean-Cap-Ferrat Legendes è documentata in due album:

Le vetture

I protagonisti

saint-jean-cap-ferrat prestige

Fiat 8V, una vettura per collezionisti

Fiat-8V-177

La Fiat 8V in Piazzetta reale a Torino

Gli interni della Fiat 8V La storia dell’automobile è ricca di aneddoti e di episodi che servono a spiegare il fascino che le vetture d’epoca conservano immutato in questo mondo che corre sempre più velocemente e sembra voler cancellare tutto ciò che è vecchio.

E’ il caso della Fiat 8V (detta anche OttoVù), una berlinetta sportiva che le direzione della Casa torinese decise di costruire a inizio degli Anni 50 per rilanciare l’immagine sportiva del marchio. Come spesso accade in questi casi, la volontà della direzione commerciale non coincideva con quella della direzione tecnica guidata da Dante Giacosa. Le risorse in casa Fiat (anche allora) erano poche e Giacosa vedeva con preoccupazione l’idea di distrarle dai progetti per le vetture di serie per destinarle a un progetto ambizioso ma con poche possibilità di successo.

Il muso della Fiat 8V

Fu così deciso di fare realizzare il prototipo della vettura, disegnata da Fabio Rapi, dalla Siata: si trattava della prima vettura Fiat con sospensioni indipendenti,  montava un motore due litri con 8 cilindri (due blocchi da 4 con angolo di 70 gradi, per circa 105 cv di potenza) ed era costruita con cura artigianale  nel reparto “Fiat Carrozzerie speciali” dello stabilimento del Lingotto.

La vettura fu presentata al Salone dell’auto di Parigi nel 1952, ma –come aveva previsto Dante Giacosa- non ebbe successo: anche per l’elevato costo della vettura che spingeva i potenziali clienti a scegliere vetture di marchi più blasonati (Lancia Aurelia e Alfa Romeo 1900 coupè, ad esempio) .

Il logo Fiat sul cofano della Fiat 8VNel 1954, al Salone dell’automobile di Torino, venne presentata la seconda versione della Fiat 8V: con la carrozzeria in vetroresina -con un peso di soli 48 kg- che consentiva un miglioramento delle prestazioni. Frutto dell’esperienza e delle ricerche del reparto “Carrozzerie speciali”, l’innovazione non bastò a portare la vettura allo sperato successo commerciale, tanto che la Fiat decise di sospenderne la produzione e di cedere i telai e i motori a vari Carrozzieri (Zagato, Pininfarina, Ghia, Vignale disegnata da Giovanni Michelotti) che ne realizzarono modelli speciali e prototipi. In tutto furono prodotti soltanto 114 pezzi della Fiat 8V.

Fiat 8V, una vettura per collezionisti

Zagato rilevò per poche lire 25 modelli già pronti e, con alcune modifiche alla carrozzeria e qualche miglioramento al motore, realizzò la versione “Elaborata Zagato”: una di queste vetture, pilotata da Elio Zagato, vinse il Gran premio di Berlino del 1955, riuscendo a battere le vetture della Porsche: caso forse unico di vettura vincente nelle gare di velocità dopo essere uscita di produzione.

Presso il Centro storico Fiat di Torino che ospita, in spazi troppo ristretti e con ridotti orari di visita, molte automobili storiche della Casa automobilistica torinese, c’è anche l’esemplare della Fiat 8V con carrozzeria in vetroresina.

La Fiat 8V esposta al Centro storico Fiat

La vettura, guidata dal presidente Fiat John Elkann, ha partecipato alla edizione del 2012 alla Mille Miglia: un modo per fare conoscere a tanti appassionati una vettura molto particolare e , forse, per fare rimpiangere a molti, una volta di più, un passato Fiat troppo frettolosamente cancellato dalle politiche del Gruppo FCA.

Il muso della Fiat 8V, con carrozzeria in vetroresina

ASA 2016, a Monza protagonisti e automobili straordinarie

Monza-35

Lancia Stratos nei box dell'autodromo di MonzaL’Autodromo nazionale di Monza il 16 e 17 luglio ha ospitato un evento promosso da Paolo Calovolo e MotorItalia, dedicato alle persone, alle automobili, alle aziende che furono protagoniste nella storia sportiva del Gruppo Fiat, con una formula innovativa che ha visto un centinaio di vetture (la maggior parte delle quali ex-ufficiali) parcheggiate nei box dell’Autodromo, nei quali erano presenti i piloti, i tecnici, i direttori sportivi che le portarono alla vittoria, pronti a rispondere alle domande del pubblico.

124 Abarth

ASA 2016 Monza, come avevamo scritto nella presentazione, è stato tante cose insieme: un’esposizione di vetture d’epoca, un talk show (anzi, molti talk show schedulati in modo che il pubblico potesse seguirli senza sovrapposizioni di orari), un’occasione di incontro tra amici, un modo per vedere correre in pista vetture che hanno scritto bellissime pagine di storia delle corse su strada.

E’ stato piacevole ascoltare il racconto di tanti aneddoti, direttamente dai partecipanti al Giro d’Italia che portava le vetture da Torino a Roma e ritorno; festeggiare i 40 anni della Fiat 131 Abarth; rivivere la storia della Squadra Lancia HF, con Cesare Fiorio al centro di una affollatissima platea, con le fantastiche vetture del leggendario marchio, purtroppo abbandonato dalla FCA di Sergio Marchionne, a fare da cornice.

Alfa Romeo, scuderia del Portello

Tra le tante affermazioni fatte dal direttore sportivo nell’occasione, ci piace ricordarne una: “Guardate la Stratos, vi sembra una vettura dell’inizio degli Anni ’70?”. A noi, come a tanti, viene da rispondere “No”; nessuno riuscirà a cancellarne la storia di successi anche se nessuno, purtroppo, pensa ormai alla Stratos 2.0 : perchè due marchi come Lancia e Bertone sono stati addirittura cancellati dal futuro panorama automobilistico.

Cesare Fiorio direttore sportivo

 

Un momento di particolare interesse è stata la presentazione del libro di Carlo Cavicchi (Destra3 lunga chiude): 50 racconti dedicati ai protagonisti dei rally, quando i rally erano davvero i rally e succedevano cose che potrebbero sembrare delle favole romanzate ed invece erano la regola. Un libro che non racconta soltanto dei piloti vincenti ma anche di cosa c’era dietro le grandi vittorie o dietro a certi secondi posti derivati da ordini di scuderia. Un libro di ricordi per chi, quei rally, li ha visti correre; un libro che piacerà sicuramente ai tanti giovani presenti ad ASA 2016, pronti a chiedere un autografo e un selfie ai protagonisti di ieri (solo per citarne alcuni: Daniele Audetto,  Markku Alen, Christian Geistdorfer, Piero Sodano, Sandro Munari, Mauro Pregliasco, Miki Biasion, Kikki Kivimaki, Vittorio Roberti, Maurizio Verini, Carlo Facetti).

Markku Alen a ASA 2016 a Monza

 

Quegli stessi appassionati che, osservando da vicino le vetture italiane che a lungo hanno dominato il Mondiale rally, ancora una volta hanno potuto rendersi conto dell’ingegnosità, della capacità e della passione di tutti gli attori del mondo dell’Automobilismo in Italia.

Una bella responsabilità per gli organizzatori che –nel progettare ASA 2017- dovranno tenere conto di quanto siano piaciuti gli ingredienti della manifestazione; forse pensare di collocare l’evento in un periodo meno vicino alle ferie e di dedicare maggiori spazi per il pubblico dei talk show: così da consentire a tutti i presenti di essere di fronte agli ospiti a godersi, magari seduti, la bellezza dei racconti dei grandi protagonisti delle corse.

Perchè, come ha dichiarato Paolo Calovolo, “ASA è appena nato e i margini di crescita e di miglioramento sono enormi, quanto è certo è che anche l’Italia, da oggi, può vantare un evento di altissimo profilo assolutamente paragonabile ai migliori appuntamenti internazionali. Il progetto ASA 2017 è già iniziato e spero che, questa volta, FCA sia disponibile a porre la migliore attenzione, fornendo il supporto necessario per attuare lo sviluppo e la crescita che questa grande tradizione sportiva merita».

Se non hai potuto essere presente a ASA 2016 Monza puoi trovare una ricca galleria di immagini:

i protagonisti di ASA 2016

le automobili di ASA 2016

Tutto pronto per il Gran Premio Parco Valentino

OkFoto-145

Evantra Millecavalli Mazzanti

”Salone bagnato, Salone fortunato”. Sarà così? Staremo a vedere se il brutto tempo che sta accompagnando a tratti la seconda edizione del Salone dell’Auto di Torino (Salone che ripropone il suo format all’aperto, con orario continuato dalle 10 fino alle 24, ingresso gratuito, un layout uguale per tutti i Brand partecipanti, riportando l’automobile al centro dell’esposizione, test drive delle vetture esposte) frenerà gli appassionati e i visitatori. Oppure se la passione per l’automobile e il ricco calendario di iniziative e le molte novità della seconda edizione di “Parco Valentino Salone dell’automobile” saranno più forti degli annunciati temporali su Torino nei giorni del Salone (che chiuderà i battenti domenica 12 giugno).

L’edizione 2016 del Salone dell’automobile vede la partecipazione delle principali Case automobilistiche. Molte le novità presenti al Salone: alcune destinate al grande pubblico, altre destinate a pochi e ricchi collezionisti ed esposte lungo i viali del Parco del Valentino per fare sognare, almeno per qualche giorno, tutti coloro che amano l’automobile.

Abarth 124 spider al Salone di Torino

Così, in un percorso del circuito del Valentino in senso orario, troviamo –tra le altre- Abarth con la 124 Spider e la 595, Alfa Romeo con la tanto attesa Giulia Quadrifoglio e la sempre bella 4C Spider, Maserati che in pedana espone Levante e Ghibli.

Ferrari ha scelto il Salone dell’Auto di Torino (guarda la galleria delle immagini) per presentare l’anteprima nazionale GTC4 Lusso. BMW, presente con la 3.0 CSL Hommage-R M6 Competition Edition, darà inizio proprio al Salone dell’Automobile di Torino alle celebrazioni italiane del Centenario del marchio e dei cinquant’anni di BMW in Italia con una esposizione di modelli di successo e di prestigio del Gruppo, ospitati nel cortile del Castello del Valentino sabato 11 e domenica 12 giugno.

Le novità per il pubblico italiano continuano con Pagani Huayra BC, Aston Martin DB 11, Mercedes Benz AMG C63S Coupé, Lamborghini Huracan Spyder. Audi presenta al Salone dell’Auto R8 Spyder, Porsche 718 Boxster e 911 Turbo S, Jaguar F-Type SVR mentre, in anteprima mondiale è esposta la Mazzanti Evantra Millecavalli.

Lancia Stratos

Come nella prima edizione del Salone , un importante spazio è riservato ai Carrozzieri e Centri Stile. Pininfarina presenta H2Speed e la BMW Gran Lusso Coupé, Italdesign la GTZero, I.De.A Institute le due sue elettriche E Legante ed E Voluzione in anteprima mondiale, Cecomp Vulcano Titanium, Mole Automobiles con le anteprime mondiali Valentino (one off su base Tesla Model S P90D) e Luce, StudioTorino è presente con Porsche Moncenisio, c’è la Lykan di Fast and Furious 7 di W Motors; due anteprime mondiali sono Asfanè di Frangivento e Genesi di Model5. IED Torino assieme a Quattroruote presenta Shiwa accanto a Syrma, il Centro Stile Ferrari espone la F12 tdf, mentre attira una particolare attenzione la leggendaria Lancia D50, ospitata sulla pedana di ACI Torino, che vinse nel 1952 con Villoresi e poi nel 1955 con Ascari il Gran Premio del Valentino, che si è corso sui viali del parco dal 1935 al 1955 ( e oggi è quasi completamente ignorato: c’è soltanto una targa sull’asfalto –poco curata- nel punto in cui il pilota prese il via davanti al castello del Valentino … )

Ferrari F12 tdf esposta al Salone dell'automobile

 

Oltre al già citato Centenario BMW la seconda edizione del Salone dell’Auto di Torino ospita una realtà, anch’essa con origini torinesi, che è diventata un fenomeno nazionale ed internazionale: Cars and Coffee, il più grande network di appassionati, possessori e collezionisti d’automobili in Italia ed uno dei più ammirati in Europa.

Un’esposizione ricercata, sul modello dei concorsi d’eleganza, nel corso della quale è possibile ammirare l’intera storia dell’automobilismo in un suggestivo susseguirsi di fascino, ricercatezza del design e progresso tecnologico.

Tra le tante supercar, disposte all’interno del Cortile del Castello del Valentino, patrimonio dell’Umanità UNESCO, sono presenti la potente Volkswagen W12, progettata da Italdesign (che nell’ambito dei record di velocità disciplinati dalla FIA, detiene tuttora 7 primati assoluti), una Lamborghini Miura S, un gioiello stilistico di Bertone a cinquanta anni esatti dalla prima messa su strada; ancora di Bertone la regina dei rally Lancia Stratos; Jaguar presente con due fuoriserie, la D Type del 1954, che l’anno successivo dominò la 24 Ore di Le Mans e la avveniristica Project 7, un ponte tra il passato e il futuro del marchio britannico. Ospiti speciali due RUF RK by StudioTorino, nella versione Coupè e Spider, rivisitazioni di vetture Porsche create dalla matita del grande designer Aldo Brovarone.

Cars and coffee al castello del Valentino

Momento particolarmente ricco di fascino è il Gran Premio:  in programma  sabato 11 giugno pomeriggio, con un percorso di circa 45 chilometri che porterà i partecipanti dalla spettacolare piazza Vittorio fino alla Reggia di Venaria con un percorso che salirà lungo le strade della collina torinese sino alla Basilica di Superga.

Ci sono tutti gli elementi per un grosso successo.

Per chi non ha avuto modo di partecipare alla Edizione 2015, sono disponibili:

Le immagini del Salone dell’auto 2015

Le immagini del Gran Premio di Torino del 2015

Bellissime modelle al Salone dell'auto Parco Valentino

Natascia Bonifetto

The Jaguar heritage project con Cesar Pieri al Museo dell’auto di Torino

Mauto-120

the Jaguar bonnet artwork collection

Con la mostra The Jaguar heritage project il Museo dell’Automobile di Torino propone uno dei temi centrali del suo percorso espositivo ovvero la creatività, le diverse declinazioni dell’ispirazione artistica dei designers e le tante influenze e contaminazioni dalle quali traggono ispirazione.

Il Mauto di Torino ospita una collezione di cofani d’artista realizzati da Cesar Pieri, Creative Design Manager di Jaguar Advanced Design Studio. A fare da cornice alle sue opere  alcuni modelli Jaguar per raccontare la storia del design della casa automobilistica britannica, una storia fatta di potenza, lusso ed eleganza.

Jaguar project 7 di Cesar Pieri

Come Creative Design Manager di Jaguar, in  quattro mesi Cesar Pieri ha realizzato la Jaguar Project 7: una vettura prodotta in soli 250 esemplari (di cui 4 venduti in Italia), cosa che ha permesso di mantenere nell’auto in produzione le stesse caratteristiche della concept car presentata nel 2013 al Goodwood Festival of Speed.

The Jaguar bonnet artwork collection”  creata da Cesar Pieri, che utilizza cofani originali di Jaguar classiche come tele, resterà esposta al Mauto sino al 17 maggio nel contesto della mostra “The Jaguar heritage project” dove, grazie alla collaborazione con la Scuderia Jaguar Storiche, sono visibili alcuni modelli Jaguar che hanno segnato la storia della Casa britannica.

Cesar Pieri e la Jaguar Project 7 al Mauto di Torino

Presente alla inagurazione della mostra, Cesar Pieri ha ricordato che “nel mondo del car designer  la precisione è fondamentale, spesso lavoriamo al millimetro, nella mia arte provo ad essere il più astratto possibile e a rappresentare le automobili in una forma artistica e disinvolta.

Una storia, quella di Jaguar, che inizia nel 1921, quando William Lyons, giovane ingegnere di Blackpool, con un’esperienza presso la Crossley Motors e la Sunbeam, conobbe un giovane pilota motociclistico di nome William Walmsley, con alle spalle una significativa esperienza nel settore della costruzione artigianale di sidecar. Il 4 settembre 1922 i due fondarono la Swallow Sidecar Company che inizialmente diede lavoro a otto operai. In seguito, al gruppo si aggiunse anche Arthur Whittaker, che offrì la sua collaborazione nel settore commerciale e che rimase al fianco di William Lyons per circa cinquant’anni. Intorno al 1930 avvenne il definitivo passaggio dalla produzione motociclistica a quella automobilistica e nel 1934 William Lyons rimase solo al comando dell’azienda, poiché William Walmsley diede le dimissioni. Da quel momento la ragione sociale mutò in SS Cars Ltd. e iniziò la  produzione di vetture di lusso. Nel 1931 venne presentata la SS1 Jaguar, una delle prime vetture della casa inglese. Nel 1945, dopo il periodo bellico e gli ingenti danni dovuti ai bombardamenti che colpirono duramente Londra ma anche poli industriali come Coventry, la produzione riprese utilizzando il solo marchio Jaguar, già comparso sui precedenti modelli d’anteguerra. La modifica della ragione sociale si rese doverosa poiché, al termine della Seconda Guerra mondiale, la sigla “SS” era associata alle Schutzstaffeln naziste.

Jaguar al Museo dell'automobile di Torino

Il primo modello a marchio Jaguar, nel 1945, fu la celebre Mark IV con motori a 4 o 6 cilindri da 1,5, 2,5 e 3,5 litri. Mentre proseguiva la successione delle grandi berline (dalla Mark VII del 1950 alla Mark X del 1961), la Jaguar profuse grande impegno nell’attività sportiva, partecipando alla 24 Ore di Le Mans. Furono ben cinque le vittorie della Jaguar alle edizioni degli Anni Cinquanta della celebre gara di durata francese: nel 1951 con la XK 120 C, nel 1953 con la C-Type, nel 1955, 1956 e 1957 con la D-Type. Il frutto di queste vittorie, oltre ai benefici d’immagine al marchio, fu il lancio della XKSS, una fortunata versione stradale della D-Type, dalla quale derivò poi la  mitica E-Type.

Jaguar E type esposta al Museo dell'automobile di Torino

La crisi del marchio inglese portò la Jaguar nel gruppo Ford che -per far concorrenza diretta a BMW e Audi, sfruttando il prestigioso marchio Jaguar- nel 1999 affiancò alla storica ammiraglia XJ la nuova S-Type, un’elegante berlina prodotta sul pianale della Lincoln LS e che, con il suo design dichiaratamente ispirato all’omonimo modello del 1963, ebbe il merito di risollevare le sorti del marchio britannico. Nel 2008 fu presentato al pubblico il primo modello della nuova gamma: la XF, una berlina prodotta negli storici stabilimenti di Coventry e progettata dal team coordinato da Ian Callum, autore del design inconsueto per i classici canoni della casa britannica. Nello stesso anno la storica casa di Coventry fu ceduta al gruppo indiano Tata Motors, che ha proseguito nel rinnovamento della gamma con vetture con un design di rottura con il passato. Ne sono un chiaro esempio l’attuale sportiva F- Type, con carrozzeria in alluminio e motori sovralimentati che rappresenta l’erede diretta della storica E- Type, così come la berlina media XE, anch’essa interamente in alluminio dalle prestazioni brillanti ma con emissioni e consumi molto contenuti.

Inaugurazione della mostra The Jaguar heritage project al Museo dell'auto

I visitatori del Museo dell’automobile di Torino hanno l’occasione di vedere esposti, in una sorta di galleria d’arte, i modelli di ieri e di oggi (compresa la Jaguar project 7) del marchio del giaguaro.

Per gli orari della mostra, prenotazioni e acquisto del biglietto le informazioni sono disponibili sul sito del Mauto.

La galleria delle immagini  è disponibile  su OkFoto.it

A fare da cornice alla inaugurazione della mostra le miss partecipanti al concorso nazionale “una ragazza per il cinema“.

The Jaguar heritage project al Mauto di torino

Salone dell’automobile di Torino: le novità della edizione 2016

parco-valentino-73

Il Salone all'aria aperta lungo i viali del Valentino

La seconda edizione del Salone Auto Parco Valentino si svolgerà dall’8 al 12 giugno 2016. Formula che vince, non si cambia: per cui anche l’edizione 2016  sarà ospitata lungo i viali del parco del Valentino  e  caratterizzata dall’ingresso gratuito per il pubblico, con gli stand aperti dalle 10 alle 24 e uguali per tutte le Case espositrici.

Ferrari Fxx K al Parco Valentino

Confermata la sfilata delle auto, che si svolgerà su un percorso molto più lungo rispetto alla edizione 2015: saranno circa 45 km da piazza Vittorio Veneto sino alla Basilica di Superga e con arrivo alla Reggia di Venaria. La sfilata si svolgerà il sabato e sfrutterà lo splendido scenario delle strade collinari, evitando gli intoppi che avevano caratterizzato la scorsa edizione, con le auto costrette a inutili gimkane per evitare la centralissima piazza san Carlo dove era installato il palco per il Festival della musica classica, con variazioni di percorso decise all’ultimo momento.

Grossa novità di Salone Auto Parco Valentino 2016 saranno i test drive. Un gradito ritorno al passato, quando il Salone dell’Automobile di Torino si svolgeva negli spazi di Torino Esposizioni. Parliamo di anni in cui la passione per l’automobile era fortissima, così come il desiderio di possederla; anni in cui Fiat, Lancia e Alfa Romeo erano ancora tre marchi autonomi e si respirava un’aria di forte competizione tra i piloti (e i proprietari) delle automobili delle  Case automobilistiche. Alla guida c’erano i collaudatori  che, durante il percorso, descrivevano con forte orgoglio le caratteristiche delle vetture anche in termini  di raffronto con “gli avversari”, vantandone -per ciascuna Casa- il primato…

Altri tempi: quando in molti si pagava il biglietto di ingresso al Salone soltanto per mettersi in coda per un troppo breve e veloce giro di prova su Fiat 124 spider o su Fiat 130 o su Lancia Fulvia coupè o suAlfa 33 … I collaudatori “sentivano” questa rivalità sportiva e sulle strade del circuito collinare, vicino alla chiesa di san Vito, non facevano mancare le emozioni ai viaggiatori e al pubblico lungo il percorso…

I tempi sono cambiati, oggi i concessionari di auto aspettano a braccia aperte i clienti, ben disposti a fare provare i vari modelli in ogni momento.

Chissà che i test drive di Parco Valentino non aiutino a ritrovare quel senso di sfida: staremo a vedere.

Intanto gli organizzatori puntano a migliorare i dati di presenza rispetto allo scorso anno. Andrea Levy, ideatore della manifestazione, alla presentazione della edizione 2016 ha dichiarato: “Puntiamo alla presenza di 40 Case automobilistiche e 500.000 visitatori, anche grazie all’aumento dei giorni dedicati al Salone. L’anno scorso hanno partecipato 350.000 persone, non il classico target automobilistico: parliamo di giovani, donne, coppie e famiglie. Ci sono contatti molto avanzati con le Case automobilistiche, con le quali si è intavolato un dialogo costante fin dai primi giorni successivi la chiusura della prima edizione. Sarà un Salone dell’auto di Torino più ricco: parteciperanno diversi nuovi Brand e quelli che torneranno ci regaleranno diverse anteprime e novità”.

Pininfarina 85 gathering

Lo scorso anno, nell’ambito del Salone c’era stato un raduno di auto Pininfarina per festeggiare gli 85 anni della celebre Carrozzeria torinese: con il cortile del Castello del Valentino a fare da cornice ai modelli, alcuni in esemplare unico, con il prestigioso logo.

parco-valentino-salone-gran-premio

Per rendere omaggio alla tradizione del car design,  il Salone Auto  Parco Valentino 2016  fa rinascere il premio Car Design Award. Il prestigioso riconoscimento  della rivista Auto&Design  sarà assegnato da una giuria di giornalisti delle principali testate automobilistiche e di design internazionali e premierà tre categorie di progetto.

Appuntamento a giugno dunque: con le automobili di nuovo al centro delle attenzioni di Torino.

Perché, appena terminato Parco Valentino Salone dell’auto, prenderà il via “LING80 anni dopo”: un evento in calendario dal 16 al 19 giugno 2016, per ricordare gli 80 anni della Fiat 500 Topolino, progettata dall’ingegner Dante Giacosa e costruita nello stabilimento del Lingotto.

Abarth Day: le auto dello Scorpione sulla pista di Lombardore

Fiat Abarth Record Carlo Abarth è uno dei nomi nella storia dell’Automobile che evocano ingegno, passione e velocità. Aveva fatto parte del gruppo di lavoro formato da Ferry Porsche per gestire l’ambizioso progetto sportivo della Cisitalia quale responsabile organizzativo per le gare. Una breve esperienza che gli permise di lavorare a diretto contatto con personaggi dell’automobilismo mondiale quali Rudolf Hruska, Piero Taruffi e Tazio Nuvolari e che si concluse nel 1949 con il fallimento della Cisitalia. Carlo Abarth, che ebbe come pagamento delle sue spettanze le vetture Cisitalia utilizzate dal reparto corse per gare riservate alle automobili derivate di serie e alcune casse contenenti ricambi e materiale vario, diede così inizio alla leggenda che porta il suo nome. Aprì una “officina” in corso Marche a Torino, scegliendo come simbolo il suo segno zodiacale, lo scorpione. Mise in piedi una scuderia con piloti del calibro di Nuvolari, Bonetto, Cortese e ne utilizzò le vittorie come elemento di pubblicità per trainare il fatturato della sua Azienda che produceva  kit per l’elaborazione delle vetture di serie per aumentarne potenza e velocità. Nessuno potrà mai dimenticare le “marmitte Abarth” che, caratterizzate da un suono forte, particolare e di potenza (oltre che da un contributo alle prestazioni delle auto), ebbero un successo determinante nella diffusione del marchio dello scorpione. Seguirono altri prodotti (le pompe acqua, i gruppi collettori) che diedero ad Abarth la redditività necessaria per sperimentare nuovi modelli di autoveicoli e investire nel reparto corse. Tra le tappe più significative e note della storia Abarth ricordiamo la “750 GT” ricavata dalla Fiat 600 anche se, forse, il modello che più di altri è rimasto nella memoria collettiva è la “500 Abarth” con i carburatori Weber.

Fiat 500 AbarthFiat Abarth 750

Siamo a metà degli Anni 50 e alla guida della FIAT c’è Vittorio Valletta: la piccola vettura con il motore elaborato da Abarth stupisce tecnici e addetti ai lavori e costituisce una svolta nella storia della Casa di corso Marche grazie all’accordo economico tra i due marchi, un accordo per cui, per ogni record o vittoria ottenuto da una vettura Fiat Abarth, Fiat avrebbe corrisposto ad Abarth un premio in denaro in relazione all’importanza della manifestazione.

Lancia 037 stradaleAbarth fu ceduta alla FIAT nel 1971: con un palmares di oltre 7.300 vittorie conseguite dal 1949.

Per celebrare i 50 anni di storia sportiva del Gruppo Fiat, domenica 8 novembre 2015 si svolgerà all’Autodromo di Lombardore l’edizione 2015 di Abarth Day, organizzato da BSM Competizioni. A testimonianza di quanto la “Casa dello Scorpione” sia stata il vero fulcro delle attività e delle produzioni sportive di tutti i brand rappresentati dal Gruppo: Fiat a partire dalla 124 Abarth, Lancia a partire dalle SE 030 e Beta Montecarlo Turbo, Alfa Romeo a partire dalla 155 GTA ed Autobianchi con l’indimenticabile A112.

Fiat 124 Abarth

Si tratta di una manifestazione che coinvolge tutti i 5 brand del Gruppo FCA, in riferimento alla sua storia nel mondo delle corse automobilistiche. Saranno esposti oltre 100 modelli e versioni prodotte dal Gruppo FCA che hanno corso e vinto in tutto il mondo dal 1960 al 2010. E’ prevista la presenza di tecnici e meccanici che hanno lavorato in Abarth, Alfa Romeo Corse, Ntechnology oltre che dei piloti e dei preparatori ufficiali e privati che resero vincenti le vetture; grande spazio sarà riservato ai collezionisti che le hanno recuperate o conservate perché anche questa è cultura (anche se troppo spesso lo si dimentica…). Dalle 9.00 alle 18.00 di domenica, dunque, sarà  possibile per gli appassionati e gli sportivi ammirare un’esposizione unica nel suo genere per varietà e rarità dei modelli, oltre che vedere le vetture correre sulla pista dell’Autodromo, guidate dai piloti e dai collezionisti.

Troverete le immagini della giornata negli album

Fiat Abarth

Lancia Abarth

Abarth day

 

 

Parco Valentino: il Salone all’aperto attraversa Torino

parco-valentino-26

Wildtwelve anteprima mondiale della supercar di ATS Aperta ufficialmente stamane la prima edizione di Parco Valentino Salone & Gran Premio che segna il ritorno a Torino di una grande manifestazione dedicata all’automobile. Si tratta di un salone che si svolge all’aperto, con ingresso gratuito, con orario dalle 10 alle 24, con spazi espositivi identici per tutte le Case presenti.

Ferrari FXXK esposta al Salone dell'auto di Torino

Parco Valentino resterà aperto sino a domenica 14 giugno con le vetture esposte lungo i viali del parco, a due passi da Torino Esposizione, la costruzione dell’architetto Nervi che ospitò i tradizionali saloni dell’auto di Torino, in quegli anni indiscussa capitale dell’automobile.

Alfredo Altavilla con Flavio Manzoni e Andrea Levy in visita al Salone Parco Valentino

La sfida del Comitato organizzatore, guidato da Andrea Levy, è stata lanciata con successo. Alla prima edizione sono presenti 25 Case automobilistiche, 10 Centri stile e Carrozzieri. Presentate al pubblico due anteprime mondiali: la Wildtwelve, la prima supercar con marchio ATS (Automobili Turismo Sport), un 12 cilindri con telaio e carrozzeria in fibra di carbonio, che sarà prodotta in una serie limitata di 30 esemplari ed è stata disegnata dal Centro stile Torino Design diretto da Giuliano Biasio; altra anteprima mondiale è la Mole Costruzione artigianale 001 di Up Design, ideata da Umberto Palermo. La vettura (un prototipo “marciante”) monta un motore V8 a 90° di 3 litri, arriva dopo Vittoria e Lucrezia e sarà prodotta in maniera artigianale dalle Officine Umberto Palermo.

Mole 001 anteprima mondiale a Parco Valentino

Nel Parco Valentino sono presenti Abarth, Alfa Romeo, Audi, Bentley, Bmw, Ferrari, Fiat, Jaguar, Jeep, Kia, Lamborghini, Lancia, Land Rover, Lexus, Lotus, Maserati, McLaren (che espone la 570S in anteprima per l’Italia), Mercedes, Porsche, Pagani, Subaru, Suzuki, Tesla, Toyota e Volkswagen; ogni Casa presenta il meglio della nuova produzione esposta su pedane studiate dall’architetto Benedetto Camerana, riconfermato alla presidenza del Museo Nazionale dell’ Automobile di Torino, quasi a voler dare all’auto il valore di un’opera d’arte.

La scelta del parco del Valentino come sede espositiva, oltre a rappresentare uno scenario naturale e architettonico difficilmente ripetibile, vuole essere un omaggio alla storia delle corse automobilistiche che, proprio su questi viali, vide correre e trionfare piloti leggendari come Ascari, Nuvolari, Farina, Fangio e Villoresi nel Gran Premio di Torino.

Parco Valentino celebra Torino Capitale Europea dello Sport 2015 con un’esposizione dedicata alle vetture da competizione: tra queste la Lancia D50 che, guidata da Ascari, si aggiudicò l’ultimo Gran Premio del Valentino nel 1955. Accanto alla D50 il marchio Lancia è rappresentato dalla Stratos Alitalia e dalla Fulvia HF che trionfò al Mondiale Rally 1972 con Sandro Munari. Molte le vetture esposte che hanno lasciato un forte ricordo negli sportivi: Alfa Romeo 155 V8 TI, che fu campione DTM nel 1993 guidata da Nannini e Larini; Alpine-Renault A110 Campione del mondo di rally 1973; Audi RS5 Superstars campione mondiale nel 2014 con Kristofferson, e R18 e-tron; BMC Mini Cooper S; Fiat 131 Abarth Alitalia campione mondiale di rally nelle edizioni 1977-78 e 1980 e la Fiat 124 Abarth; Lamborghini Huracan Super Trofeo e Gallardo Super Trofeo; Maserati MC12; Porsche Carrera Cup; Suzuki Swift Sport; Texa Sei G14; Toyota Celica WRC con cui Sainz vinse il Mondiale di Rallye nel 1990.

L’appuntamento per gli appassionati di automobilismo è per domenica 14 giugno quando, al mattino, le vetture usciranno dai box e seguiranno la Lancia D50 nel percorso dal Castello del Valentino fino a piazza San Carlo, per poi tornare in esposizione nelle postazioni di partenza.

Dopo la celebrazione delle auto sportive sarà il momento della parata di 300 automobili, tra le più rappresentative della produzione delle Case automobilistiche, che sfileranno attraverso tutta la città di Torino, in un percorso di 16 chilometri che si concluderà nei giardini della Reggia di Venaria, dove le vetture saranno esposte al pubblico.

RK spyder di StudioTorino

Parco Valentino dà grande rilievo al lavoro dei Carrozzieri e dei Centri stile, che mettono in mostra l’ingegno italiano e il futuro dell’auto. La sfida è rappresentata dai prototipi Alfa Romeo Vola di Fioravanti, I.DE.A Institute, IED Torino Syrma, la Gea di Italdesign Giugiaro, la Cambiano e la Sergio di Pininfarina, la RK Spyder e la RK Coupé di StudioTorino, quindi Torino Design e UP Design con le anteprime Wildtweleve e Mole 001.

Parco Valentino ospita il Concorso d’Eleganza Pininfarina, un evento unico nel suo genere che rientra nei festeggiamenti per gli 85 anni dell’azienda di Cambiano e per il quale si riuniranno le pietre miliari della Carrozzeria, come Cisitalia e Lancia Aurelia B24, come la Duetto e la Nash Healey, pezzi unici come la Ferrari P4/5 by Pininfarina e la Ferrari 612 Scaglietti “K”, rarità come l’Alfa Romeo 6C 2500 speciale e la 212 Inter Cabriolet, la prima Ferrari disegnata da Pininfarina nel 1952. Un appuntamento per il quale una Giuria internazionale, composta da eminenti conoscitori del mondo dell’automobile (tra i quali direttore del design Flavio Manzoni, quello del Design BMW Karim Habib) assegnerà il premio “Best in Show” alla vettura che, più di ogni altra, esprime la bellezza senza tempo tipica della firma Pininfarina.

Nei giorni del Salone a Torino non mancheranno le presenze di collezionisti d’auto italiani e stranieri che daranno vita ad alcuni dei passaggi più attesi come quelli di Pagani, Ferrari, Porsche, Lamborghini.

 Paolo Pinifarina con Mario Calabresi in occasione di  Parco Valentino

Grande soddisfazione per il Comitato Organizzatore Parco Valentino, il cui presidente Andrea Levy ha annunciato: “E’ deciso, la manifestazione sarà annuale! In questi due anni di studio e preparazione si sono creati rapporti di fiducia con tutte le Case automobilistiche, anche con quelle che per questa prima edizione non sono riuscite a essere presenti. Tra queste, alcune hanno già opzionato spazi e garantito la presenza per l’edizione 2016, che vorremmo mantenere nel secondo week-end di giugno”.

 

Modus vivendi: le vetture dei grandi raid in mostra al Museo dell’automobile di Torino

Mauto-74

Alfa Romeo Freccia d'oro Modus vivendi. Trame di viaggio è la mostra del Museo dell’Automobile di Torino aperta al pubblico da giovedì 28 maggio a domenica 27 settembre 2015. Si tratta dell’esposizione di veicoli diventati mitici per aver compiuto viaggi incredibili e irripetibili.  Ogni vettura racconta una storia emozionante, un viaggio alla scoperta di mondi e culture distanti e differenti: viaggi, esplorazioni, avventure attraverso il modus vivendi di ogni singolo Paese, attraverso gli usi e i costumi, i cibi, le mode, i colori. Viaggi affrontati con coraggio e sacrificio da uomini e donne che, grazie alla memoria delle fotografie da loro stessi scattate negli avventurosi viaggi, ci aiutano a comprendere quello che è stato il loro modus vivendi.

Fiat Campagnola

Le foto e i filmati  ci raccontano le difficoltà che i viaggiatori hanno dovuto affrontare e costituiscono preziosa documentazione degli incontri che hanno fatto, delle relazioni che hanno intessuto, della contaminazione creativa che si genera dalle differenzedi culture e tradizioni .

Camion cisterna Iveco Overland davanti al Museo dell'auto

I percorsi che le vetture hanno compiuto (in un arco di tempo che va dal 1907, anno in cui la mitica Itala vinse in soli 60 giorni il raid Pechino – Parigi,  ai giorni nostri) si intrecciano in una gigantografia di un mondo profondamente cambiato, che oggi renderebbe impossibile la percorrenza della maggior parte degli itinerari raccontati.

La Lambretta D di Cesare Battaglini

Le vetture esposte che raccontano questo incredibile mondo sono le più differenti: c’è la Land Rover nata per affrontare strade sterrate, guadare fiumi e attraversare i deserti, c’è una  Lancia Fulvia coupè del 1971, ci sono  lussuose vetture sportive come la Ferrari e fuoriserie come la Moncenisio. Land Rover Aziza di Nino Cirani

Troviamo dunque la Land Rover Aziza  con la quale  Nino Cirani attraversò, nel 1968, il continente americano dall’Alaska alla Terra del Fuoco percorrendo oltre 100.000 km; la Fiat Campagnola che nel 1951 ha preso parte al Raid Algeri – Cape Town e ritorno percorrendo 15.000 km e stabilendo il record di percorrenza del Sahara per una vettura con rimorchio; la Lambretta D che, tra il 1956 e il 1959, fece il giro del mondo guidata da Cesare Battaglini in un viaggio lungo 160.000 km che toccò tutti i continenti; la Jeep Willys MB del 1943, una delle oltre 640.000 Jeep costruite durante la Seconda Guerra Mondiale che, nel 2013, è stata la protagonista dell’Operation Homecoming percorrendo circa 1.200 km per ritornare nella fabbrica dove era stata costruita settant’anni prima; l’Alfa Romeo 6C 2500 Sport che nel 1950 ha partecipato alla massacrante Carrera Panamericana, corsa internazionale che si sviluppava su un  percorso di 3.000 km sull’intero territorio messicano, classificandosi all’ottavo posto assoluto, guidata da Felice Bonetto con Bruno Bonini; la Lancia Fulvia Coupé del 1971 che ha partecipato, con Gianmaria Aghem e Piergiovanni Fiorio,  alla 5° edizione rievocativa della Pechino – Parigi nel 2013.

Ferrari 612 Scaglietti, 15.000 Red miles

Sono esposte due Ferrari 612 Scaglietti: una protagonista, nel 2005, del tour China Ferrari 15.000 Red Miles , l’altra nel 2008 ha affrontato un viaggio di oltre 13.000 km attraverso il subcontinente indiano, il Magic India Discovery ; il Camion Cisterna di Overland 1; c’èla Porsche Moncenisio di Alfredo Stola che lo scorso gennaio  ha compiuto l’incredibile percorso dell’Arctic Experience : andata e ritorno da Rovaniemi a  Nordkapp sul Circolo Polare Artico, 1.459 chilometri in quattro giorni.

Alfredo StolaE ancora la PanDakar protagonista di alcune  edizioni della Dakar, una delle gare più difficili al mondo. Ci sono due moto Guzzi Stelvio 1200 NTX con cui Gisella Montabone e Gianni Reinaudo, nel 2011,  hanno percorso  20.500 km in 31 giorni attraversando 9 Stati per arrivare a Ulan Bator, capitale della Mongolia.

La mostra è anche una “sfilata” delle tradizioni culturali dei diversi continenti: capi ispirati ai costumi tipici locali, realizzati da celebri stilisti italiani come Laura Biagiotti, Rocco Barocco, Mila Schön, Kristina Ti affiancano le vetture in un impianto scenografico suggestivo e ricco di installazioni che richiamano i diversi Paesi attraversati dalle vetture esposte.Una creazione di moda

 

 

Otto, la Mercedes 300 GD di di Gunther Holtorf

 

A  completamento della mostra Modus Vivendi, il  Museo dell’automobile  organizza un ciclo di incontri aperti al pubblico con alcuni dei protagonisti dei viaggi straordinari:  il 28 maggio alle 20:30 sarà presente Gunther Holtorf  che ha attraversato 215 Paesi in 26 anni, percorrendo circa 900 mila chilometri con la “Otto”: nome d’arte della Mercedes 300 GD del 1988, che resterà esposta al Museo dell’automobile sino al 7 giugno.

Per orari e biglietti visita il sito www.museoauto.it

Se vuoi fare una visita virtuale della mostra guarda l’album delle immagini

Ferrari Scaglietti, Magic India discoveryClicca sulle immagini per ingrandirle.

 

Alberto Ascari, la Scuderia Lancia e il Gp di Torino: 1955-2015

Lancia D50

Lancia D50, la vettura con cui Ascari vinse il GP di Torino nel 1955

Ci sono anni in cui le ricorrenze e gli anniversari sembrano concentrarsi maggiormente: questo è in parte dovuto alla nostra abitudine di dare particolare enfasi agli anni multipli di 5.

Gli avvenimenti accaduti proprio 60 anni fa e che hanno come riferimento Torino e il mondo delle corse automobilistiche, oltre a confermare quanto sopra, si legano in maniera molto forte con alcune coincidenze di date. Perché nel 2015 Torino è capitale europea dello sport; perché nel giugno 2015 Torino sarà sede di un importante evento: un salone dell’automobile a cielo aperto e una particolare rievocazione del Gran Premio del Valentino.

La storia d’amore, passione e orgoglio che lega Torino e l’automobile dura da più di un secolo: neppure le decisioni di Sergio Marchionne, con il Gruppo FCA sempre più basato fuori Italia, riescono a scalfirla.

Andiamo con il pensiero al 1955: nascono Steve Jobs e Bill Gates (è una coincidenza); nel marzo la Fiat di Valletta presenta al Salone internazionale dell’auto di Ginevra la 600; Citroen presenta la DS al Salone dell’auto di Parigi. Per capire come quell’anno sia così lontano per gli automobilisti, in termini di abitudini e esigenze, basterà ricordare che, grazie a un accordo tra le concessionarie telefoniche e l’Aci (Automobile Club d’Italia), soltanto nel 1955 nasce il servizio 116 per il soccorso stradale, numero unico valido su tutto il territorio nazionale. La novità non consiste tanto nel tipo di servizio (la Stipel (che diventerà SIP e poi Telecom) nel 1930 aveva già promosso il servizio di “pronto soccorso” telefonico per i guasti automobilistici nelle città di Torino e Milano) quanto nella sua estensione a tutt’Italia.

Siamo in un periodo in cui i Gran Premi di automobilismo (e di motociclismo) si corrono sui circuiti cittadini anche in Italia: certo, occorre fare un grande sforzo per immaginare quelle potenti e veloci auto da competizione sulle strade di quel tempo. Le misure di sicurezza sono costituite dalle balle di paglia lungo il percorso, nei punti ritenuti più a rischio: il pubblico è spesso a bordo pista e, purtroppo, sono molti gli incidenti che vedono molte vittime tra gli spettatori.

Lancia D24 vincitrice della Carrera panamericana nel 1953

Sono gli anni in cui Lancia entra nel mondo della Formula Uno, con la decisione di Gianni Lancia che, nell’estate 1953, aveva affidato a Vittorio Jano (a cui si deve la Lancia D24 vincitrice della Carrera panamericana nel novembre 1953) la progettazione di una vettura da competizione e aveva messo sotto contratto Alberto Ascari e Luigi Villoresi, grande amico di Ascari. Della squadra Lancia faceva parte anche Eugenio Castellotti, pupillo di Ascari. Villoresi e Ascari, pur proseguendo nei collaudi della D50, sottoscrissero un accordo in base al quale la Lancia consentiva loro di partecipare ai GP con vetture di altri costruttori fino al momento in cui la D50 fosse a punto per correre. Nel febbraio 1954 la monoposto Lancia guidata da Ascari compì i primi test sulla pista dell’aeroporto di Torino Caselle. Poiché l’intenzione di Lancia era di far debuttare la D50 nel Gran Premio di Francia, in calendario a 4 luglio, i collaudi proseguirono con numerose trasferte sulla Riviera ligure, sul circuito di Ospedaletti. I tempi non furono rispettati e la D50 debuttò nell’ottobre nel Gran Premio di Spagna a Barcellona, con una bellissima prestazione di Ascari, fermato da un banale guasto quando era al comando.

Si arriva al marzo 1955: sulle strade del Valentino attorno al Castello e lungo il Po si disputa il Gran Premio del Valentino, una gara extra-campionato di Formula 1: un percorso di 4.200 metri da percorrere 90 volte, per un totale di 378 km.

Alberto Ascari su Lancia D50 parte dalla pole position ma al via si fa sorprendere dalla Maserati di Luigi Musso, che esce di pista al 21° giro; Ascari passa al comando e vince il Gran Premio davanti all’argentino Mieres (su Maserati 250 F), a Villoresi e Castellotti (entrambi su Lancia D50).

Gran Premio Torino

E’ il 1955: si trattò del primo storico successo per la Scuderia Lancia in un Gran Premio di Formula 1 che coincise con il ritorno alla vittoria nella massima serie automobilistica di Ascari, due volte campione del mondo, il cui ultimo successo risaliva al Gran Premio di Svizzera del 1953.

Il mese dopo Ascari vince il Gran Premio di Napoli davanti a Musso e Villoresi con una vettura, la D50, in grado di lottare addirittura per il titolo Mondiale e lo dimostrò sul circuito di Monte Carlo. In qualifica Fangio (su Mercedes) ed Ascari fecero segnare lo stesso tempo, ma la pole andò al pilota argentino che per primo aveva fatto la miglior prestazione. In gara le Mercedes sin dalla partenza allungarono sulle altre monoposto con un elevato ritmo imposto dai piloti: ma Fangio si ritirò per un problema alla trasmissione, Moss si fermò ai box col motore in fumo. Forse fu proprio la rottura del motore di quest’ultimo a provocare il terribile incidente di Ascari finito con la sua monoposto nelle acque del porto. Fortunatamente Ascari riuscì ad uscire dall’abitacolo e a risalire in superficie: portato all’ospedale di Monaco, gli vennero riscontrate la rottura del setto nasale e molte contusioni.

Il destino di Ascari sembrava avergli voluto dare un preavviso.

Appena quattro giorni dopo l’incidente di Monte Carlo, Villoresi e Castellotti invitarono Ascari sulla pista di Monza, dove stavano mettendo a punto la Ferrari 750 Sport per il Gran Premio. La sessione di prove era terminata e Ascari chiese di fare qualche giro di prova. Nella stessa curva che lo aveva visto uscire di pista, l’anno precedente, nei test con la Lancia D50, la Ferrari sbandò, si capovolse, schiacciando il pilota che morì sul colpo. Era il 26 maggio 1955.

La morte del leggendario pilota rafforzò la decisione di sospendere l’attività sportiva della Lancia: le difficoltà economiche per i costi della Scuderia, il passaggio del testimone da Gianni Lancia alla famiglia Pesenti, portarono forzatamente alla decisione di cedere la D50.

Siamo nel giugno 1955: Gianni Lancia concede una vettura a Castellotti per correre il Gran Premio del Belgio a Spa: il pilota farà segnare il miglior tempo in prova ma dovrà ritirarsi per rottura del cambio nella gara vinta da Fangio su Mercedes.

Il 26 luglio 1955, nello storico stabilimento Lancia di Borgo san Paolo le vetture D50, alcuni componenti meccanici, ricambi e quanto collegato alla D50 vengono regalati alla Ferrari. Un altro evento datato 1955: la fine di un’epoca in cui Lancia ha costruito splendide vetture ma con gravissimi problemi di bilancio.

La Lancia D50 con il Cavallino Rampante

Da quel momento Lancia ripartì concentrando gli sforzi sulle nuove vetture da vendere, a cominciare dalla Flaminia, per tornare, alcuni decenni dopo, a dominare nel mondo dei rallye con le mitiche Fulvia HF.

Da allora sono passati 60 anni: Lancia è un marchio che secondo Marchionne non ha spazi di mercato. Al Parco del Valentino una casella di marmo su un pezzo di asfalto in pessime condizioni ricorda, a chi passa per caso di là, il punto da cui partì la Lancia di Ascari.

Chissà se, per le ricorrenze del 2015, quel punto sull’asfalto sarà segnalato come merita.

Il Tridente sulla Maserati monopostoUna annotazione: il primo Gran Premio di Torino si disputò nel luglio 1935 (anche in questo caso un anniversario multiplo di 5: altra coincidenza…) e fu vinto da Tazio Nuvolari che correva su una Alfa monoposto della Scuderia Ferrari.

 

 

Torino riaccende i motori: 500 X, Rallye storico di Monte Carlo, Automotoretrò 2015

ritratti-2505

Un ritratto a Automotoretrò

 

Il primo appuntamento per gli appassionati di automobilismo è fissato per il 24 e 25 gennaio 2015, quando la FCA di Sergio Marchionne festeggerà il lancio in Italia della nuova Fiat 500 X con un evento che avrà il suo punto di riferimento nella centralissima piazza San Carlo di Torino.

Sono passati 7 anni e mezzo da quel 4 luglio 2007 in cui la FIAT scelse Torino e il Po per presentare la nuova 500, con il neo amministratore delegato Marchionne che dichiarava: “non è il lancio della 500, ma il lancio della FIAT”.

Sarà una due giorni di festa, con centinaia di artisti, marching bands e, ovviamente, la sfilata storica delle mitiche 500, dalla prima 500 N, progetto del geniale Dante Giacosa, sino alla nuova 500 X: per raccontare  la storia di Torino, prima capitale d’Italia  e  poi capitale dell’automobile per oltre un secolo, e la storia del made in Italy.

Pochi giorni dopo, ancora via Roma e piazza San Carlo saranno lo scenario per un appuntamento internazionale nel mondo dell’automobilismo sportivo: la partenza del Rallye storico di Monte Carlo, giunto alla 18a edizione, in calendario per il 30 gennaio 2015.

Citroen traction 15 six al rallye storico di Monte Carlo

Intanto si sta lavorando all’allestimento di Automotoretrò 2015. Dopo il successo della passata edizione, che ha coinvolto oltre 52.000 visitatori e circa 1000 espositori, Torino è pronta per ospitare la principale esposizione europea dedicata al motorismo storico, giunta alla sua 33a edizione, in programma dal 13 al 15 febbraio 2015 presso il Lingotto Fiere.

Durante gli stessi giorni, presso l’Oval si svolgerà Automotoracing, evento dedicato al tuning e alle macchine da corsa, a conferma del fatto che il mondo dei motori è in grado di attirare un pubblico eterogeneo e trasversale che va dagli addetti ai lavori, agli appassionati, ai semplici curiosi.

Automotoretrò sarà occasione per festeggiare importanti anniversari: il 60° compleanno della Fiat 600, prodotta dal 1955 al 1969 e considerata icona del boom economico italiano, e quello della  fantastica Citroen DS. Grazie alla collaborazione con il club svizzero “International Moretti Day”, si celebreranno inoltre i 90 anni della Moretti, piccola casa automobilistica di Torino.

Nel 2015 ricorrono, ancora, due importanti celebrazioni per Alfa Romeo: il centenario del nome, nato come acronimo di “Anonima Lombarda Fabbrica Automobilistica”, e i 60 anni dell’Alfa Romeo Giulietta, presentata per la prima volta al Salone dell’Automobile di Torino del 1955. Autobianchi, casa automobilistica nata a Milano nel 1955, celebrerà invece i 60 anni della mitica Bianchina, l’auto del ragionier Fantozzi e ricorderà i 30 anni della Y10, la piccola utilitaria nata nel 1985, ultima sua produzione prima dell’incorporamento nel gruppo FIAT, oggi diventata Ypsilon e arrivata al termine della sua storia, con il marchio Lancia ormai abbandonato da FCA.

Automotoretrò

Per la festa di San Valentino, Automotoretrò 2015 ha in programma diverse iniziative che coinvolgeranno le coppie di innamorati presenti al Lingotto: potranno scattare il loro selfie con le auto d’epoca in esposizione per poi condividerlo sui canali social di “Automotoretrò” e “Automotoracing”.

Pubblicheremo le immagini scattate per OkFoto.it

Infine, grazie al contributo delle Forze Armate, saranno numerose anche le iniziative in programma in occasione del Centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, che si celebra quest’anno.

Parco del Valentino: il Gran Premio di Formula Uno e la memoria di Ascari

Torino-ricordo-ascari-formula-uno
C’era un tempo in cui il nome della città di Torino era affiancato a quello di Montecarlo, di Monza e di altri mitici percorsi dell’automobilismo sportivo e della Formula 1.
Il ricordo di Ascari nell'asfalto di fronte al Castello del Valentino a Torino
Nel centralissimo Parco del Valentino, infatti, si disputò per diversi anni un vero Gran Premio di F1, con la partecipazione dei più grandi piloti dell’epoca. Anzi, a voler essere precisi, il capoluogo piemontese ospitò la prima gara in assoluto della Formula Uno propriamente detta: questa categoria venne infatti creata nel 1946 dalla Federazione Internazionale dell’Automobile, e nello stesso anno, il 1° settembre, le vetture rispondenti al nuovo regolamento sportivo vennero schierate alla partenza del Gran Premio di Torino. A trionfare fu Achille Varzi, uno dei piloti più importanti di quell’epoca, che con quella vittoria chiuse una carriera straordinaria prima di trovare la morte in gara due anni dopo.
In realtà, il circuito era già in uso da una decina d’anni, si tende infatti a collocare l’inizio dell’attività motoristica tra i viali del Parco del Valentino intorno al 1935. Le corse continuarono fino al 27 marzo 1955, quando l’ultima edizione della gara venne vinta da Alberto Ascari, che si impose alla guida di una Lancia D50. Il pilota milanese morì due mesi dopo a Monza, e i componenti dell’Automobile Club di Torino decisero che era doveroso rendere omaggio al pilota che solo poche settimane prima aveva emozionato il pubblico accorso al Valentino.
La partenza di Ascari al Gran Premio di Torino del 1955
La piazzola da cui partì la gara trionfale di Ascari al Gp di Torino del 1955

Si decise così di affidare al marmo il compito di mantenere imperituro nel tempo il ricordo di Ascari, e venne con esso disegnata la casella di partenza dalla quale prese il via la Lancia dell’italiano in occasione dell’ultimo GP. La bianca pietra ha fatto il suo dovere, anche più di chi invece ha lasciato cadere nel dimenticatoio un simbolo che forse meriterebbe più rispetto in quella che è ancora la capitale italiana dell’auto. Ancora oggi, recandosi al Parco del Valentino, di fronte al castello che ospita la facoltà di Architettura, è possibile fermarsi ad osservare l’icona più rappresentativa di quei vent’anni in cui il verde della zona fu squarciato dal rombo dei motori e pervaso dal coraggio degli eroi del volante.

Pochi giorni fa, intanto, è stato annunciato che nel 2015 verrà organizzato l’evento “Parco del Valentino – Gran Premio dell’Automobile”, una kermesse motoristica all’aperto di quattro giorni con esposizioni, raduni, gare e show legati al mondo delle quattro ruote. Andrea Levy, presidente del comitato organizzatore, ha dichiarato l’intento di riportare alla memoria lo spirito entusiasta che animava il mondo delle corse in quegli anni. Sarà finalmente l’occasione giusta per dare una rinfrescata anche alla casella di partenza numero 6 di Alberto Ascari.
L’edizione de “La Stampa” che documentò l’inaugurazione del ricordo di Alberto Ascari (© La Stampa)

A Monza riparte il circus del Wtcc – le foto

Wtcc-Monza-2013_205
Sul nostro sito www.okfoto.it trovi tutte le foto del week end di Monza.


E’ partita da Monza la stagione 2013 del  Campionato mondiale per vetture da turismo, con il ricco corollario di gare di contorno (AutoGp, Formula 3, Etcc).


Dopo i trionfi Chevrolet dello scorso anno, il 2013 del Wtcc si preannuncia ricco di novità e di incognite. La casa detentrice del titolo ha abbandonato ufficialmente la competizione, ma il team Rml che gestiva le vetture americane porterà avanti il progetto nella stagione attuale con il volante affidato ad un pilota che offre ogni garanzia, Yvan Muller: insieme a lui, l’inglese Tom Chilton. Proprio Muller ha subito piazzato una convincente doppietta nel week end monzese, sotto un diluvio che ha reso tutto più difficile, anche per la rottura del tergicristallo della vettura del francese in Gara-1.


Nick Hamilton, fratello del pilota Mercedes

Due sono le case automobilistiche che hanno garantito il proprio impegno in maniera ufficiale: la Honda e la Lada. Honda ha schierato al via due drivers di sicuro spessore, il portoghese Tiago Monteiro e l’italiano Gabriele Tarquini, che a 51 anni dimostra ancora l’entusiasmo di un ragazzino. Il “Cinghio” ha convinto a Monza soprattutto in gara-2, riuscendo ad agguantare il terzo gradino del podio con pochi millesimi di vantaggio sugli inseguitori. Per la casa giapponese un inizio che dà grande fiducia.

La Lada, invece, porta in gara la Granta affidata a Thompson e Dudukalo;  quest’ultimo ha già combinato un bel guaio centrando il compagno di squadra nelle qualificazioni del sabato, e costringendo così entrambe le vetture russe a saltare le prime due gare della stagione per i danni riportati. L’appuntamento con la prima corsa, per loro, è spostato a Marrakech tra due settimane.

In pista anche parecchie Seat Leon, le sempre competitive Bmw tra cui quella che Stefano D’Aste ha allestito con un impegno economico personale (per poi rovinarla pesantemente in Gara-1 con un bel botto alla Ascari dovuto alla pioggia), e poi altre Honda e Chevrolet a completare il parco partenti.