RunTogether: le foto dei runners con la maglia del Toro e della Juve

La seconda edizione di RunTogether si è corsa nel giorno dell’ultima domenica di Campionato di calcio. RunTogether è la corsa che vede i tifosi della Juventus e del Torino sfidarsi in una gara di 10 km: vale a dire la distanza che separa lo Juventus Stadium, da cui è partita la corsa, fino alla Torre Maratona dello Stadio Olimpico sul piazzale dedicato al Grande Torino.

Due partecipanti curiosi alla RunTogether 2014

Al tifo non si rinuncia anche in corsa!

Una giornata di festa per tutti i tifosi: quelli della Juventus si preparano a festeggiare i campioni d’Italia che, dopo la gara vinta allo Juventus Stadium contro il Cagliari e i 102 punti conquistati in classifica, sfileranno questa sera nel centro città, da piazza Castello lungo via Po fino a Piazza Vittorio, su un pullman scoperto tra due ali di folla.

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Marta Lualdi

Una giornata di festa anche per i tifosi del Toro, impegnato a Firenze per migliorare ulteriormente la propria classifica nel posticipo serale  allo stadio Franchi contro la Fiorentina di Montella, a chiudere un campionato che avrebbe potuto finire con un migliore piazzamento in classifica se non fosse stato viziato da alcune decisioni arbitrali per lo meno discutibili, ma che potrà essere comunque memorabile se si riuscirà a riconquistare un posto in Europa dopo 20 anni.

Numerosi i partecipanti alla RunTogether, donne e uomini, giovani e meno giovani, per un derby di corsa: anche se quest’anno la corsa non è stata disputata il giorno del derby… ma l’entusiasmo e l’agonismo non sono venuti meno. Coinvolgendo anche personaggi della politica, come Michele Coppola, che per un mattino ha lasciato libera la sua agenda degli appuntamenti elettorali e si è mischiato con gli altri podisti.

Michele Coppola

Michele Coppola

 

Padre e figlio con maglie di squadre diverse ma in corsa insieme alla Run Together

Accanto alla gara dei 10 km, sul percorso che unisce i due stadi cittadini, è stata disputata nei giardini di piazza d’Armi una gara sulla distanza breve dei 3 km.

Andrea Bertola e Luca Molineri

Andrea Bertola e Luca Molineri

L’edizione 2014 è stata vinta da un tifoso del Toro, Andrea Bertola; al secondo posto, quasi per par condicio, lo juventino Luca Molineri.

Per tutte le classifiche si rimanda al sito di  SDAM mentre le foto dei partecipanti saranno a breve disponibili su questo stesso sito e sulla nostra pagina Facebook.

Se hai partecipato alla RunTogether, lascia qui sotto un commento alla tua corsa!

Superga, migliaia i tifosi del Toro presenti in un 4 maggio speciale

La salita a Superga per la commemorazione del Grande Torino è sempre stata un evento importante per la tifoseria del Toro, ma quest’anno ha assunto significati particolari che hanno ridestato in pieno l’orgoglio granata. Si può dire senza dubbio che sia stata la celebrazione più sentita dell’ultimo decennio.

Il pullman del Toro arriva a Superga

Il pullman del Toro arriva a Superga

Nel giorno in cui i “cugini” juventini hanno conquistato matematicamente lo scudetto (leggi il post sulla festa scudetto Juventus), e 3 giorni dopo le celebrazioni, sempre a Superga, in compagnia dei tifosi e della dirigenza del Benfica (le foto del Benfica a Superga), i tifosi del Toro oggi sono arrivati in diverse migliaia alla Basilica.

Bambino con un palloncino a forma di aereo a Superga

Un palloncino che si poteva evitare…

E’ stata anche una risposta forte alla Lega Calcio, che si era rifiutata di spostare la data della partita Chievo – Torino, sembrando così impedire alla squadra di partecipare alla tradizionale messa ed alla lettura, da parte del capitano del Toro, dei nomi delle vittime della sciagura di 65 anni fa.

Immobile attorniato da tifosi del Toro

Ciro Immobile assaltato dai tifosi

A mettere le cose a posto (o, per meglio dire, a rimediare alla incomprensibile decisione della Lega) ci ha pensato il presidente del Toro, Urbano Cairo, che ha predisposto un volo charter che ha riportato la squadra in città subito al termine della partita contro il Chievo, in modo da consentire ai giocatori di essere presenti a Superga.

Folla di tifosi davanti alla lapide

La coda per raggiungere la lapide

Già dal primo pomeriggio le strade di accesso alla collina sono state prese d’assalto dai tifosi granata, prima in auto, poi, quando la circolazione è diventata critica, soltanto con veicoli a due ruote o, nella maggior parte dei casi, a piedi. Il pullman che trasportava i giocatori ha raggiunto il piazzale di Superga verso le 20, tra l’ovazione da stadio della tifoseria. Due ali di folla hanno accompagnato la squadra ad assistere alla messa, e poi dinnanzi alla lapide per la commemorazione delle vittime.

Il presidente del Torino Urbano Cairo a Superga

Il presidente Cairo

Grande entusiasmo per tutti, con applausi più intensi per il presidente Cairo, per Ventura, per capitan Glik e per Immobile, che in questa stagione ha sicuramente fatto dimenticare la sua metà bianconera (il giocatore è in comproprietà proprio con la Juve).

Purtroppo, c’è stato da registrare anche un episodio funesto: un tifoso, Francesco Giraud, 62 anni, si è sentito male sul piazzale della Basilica, e i soccorsi sono potuti arrivare soltanto con molto ritardo per l’assenza di un’ambulanza nei pressi della festa. Il personale delle due unità di soccorso, giunte a fatica tra la folla che occupava le strade, ha praticato a lungo un massaggio cardiaco al malcapitato, che è poi stato ricoverato in ospedale dove, però, è mancato dopo alcune ore.

Grande entusiasmo intorno alla squadra

Grande entusiasmo intorno alla squad

Gigi Meroni, l’ultimo battito d’ali della farfalla granata

gigi-meroni


Alex Zanardi oltre che un grande campione è un grande uomo.

Da vero sportivo qual è, ha dedicato la puntata di “Sfide” di ieri sera su Rai 3 a Gigi Meroni, alla vigilia dell’anniversario della morte del campione del Toro: una trasmissione fatta con lo stile e il grande senso di umanità e di partecipazione di Alex.
Una trasmissione che ha fatto rivivere nel cuore di tutti coloro che amano il calcio le gesta della “farfalla granata”: con le sue corse con il pallone attaccato ai piedi, le sue finte, i calzettoni abbassati, i suoi dribbling, i suoi tiri in porta. 
 
Era la sera del 15 ottobre 1967: nel pomeriggio il Toro aveva battuto la Sampdoria grazie alle prodezze del suo numero 7. Per una serie di coincidenze, Gigi Meroni si trovò ad attraversare corso re Umberto con l’amico Poletti mentre arrivava l’auto guidata da Attilio Romero, suo grandissimo tifoso che, trent’anni dopo quell’incidente, diventerà presidente del Torino Calcio. Trasportato in ambulanza al vicino ospedale Mauriziano, Gigi non riuscì a vincere la sua ultima sfida. La sua morte sconvolse il mondo del calcio e tutta l’Italia di quegli Anni ’60,  perché Meroni non era solo un grande campione di 24 anni, ma un simbolo per i giovani di quell’epoca. Anticonformista, geniale, pieno di talento e di estro, speciale: lui con la Balilla con le ruote dorate, lui che portava al guinzaglio una gallina, lui che dipingeva e che si era innamorato di Cristiana, con le vicissitudini di quel grande amore per una donna sposata. 
 
cippo
In corso Re Umberto 46, davanti al bar Zambon dove Meroni era andato a telefonare alla sua Cristiana, c’è un cippo  diventato un punto di riferimento per i tifosi granata: anche quest’anno porteranno i fiori in un triste pellegrinaggio per ricordare un grande del calcio e un ragazzo “beat”, amante della vita. 
 
Nel post alcune foto scattate in occasione della marcia dei tifosi granata per la ricostruzione del mitico Filadefia (vedi)
 



Filadelfia, i tifosi granata in marcia per chiedere la ricostruzione dello Stadio

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La marcia dei tifosi granata verso il Fila
Dieci anni dopo la marcia dell’orgoglio, i tifosi del Toro sono tornati a farsi sentire per ribadire il loro attaccamento ai colori granata in un altro momento decisivo per la storia del club. Nel 2003 c’era da ricompattare un ambiente devastato dall’ennesima retrocessione; a dieci anni di distanza i tifosi hanno marciato oggi pomeriggio per attirare l’attenzione sulla questione del Filadelfia, con la annosa vicenda della ricostruzione dello storico stadio.
Sembrano giorni decisivi questi: perché sono stati trovati i fondi per la costruzione del polo sportivo, mentre mancano quelli per finanziare la parte culturale del progetto.
Corso re Umberto, dove morì la farfalla granata
Un pensiero per Gigi Meroni
 Migliaia di tifosi granata si sono ritrovati in piazza Solferino, davanti al locale dove, nel 1906, nacque il Torino Calcio: era la birreria Voigt, adesso è il bar Norman. Alle 14,30 il corteo dei tifosi si è avviato verso corso Re Umberto per andare a rendere omaggio al cippo in memoria di Gigi Meroni prima di raggiungere ciò che oggi rimane del mitico “Fila”: molti gli striscioni con le date che segnano la storia del loro stadio. L’ultimo dei quali molto significativo: “fuori i mercanti dal tempio”.

Un pomeriggio al motto di “2003-2013 duri a morire”, prima di andare allo Stadio Olimpico per l’ultima partita di Campionato, contro il Catania.
Nel post alcune immagini della sfilata, mentre in un precedente post avevamo documentato con le nostre  immagini le tristi condizioni di abbandono  del mitico e bellissimo stadio del Grande Torino (clicca qui per leggerlo).

Superga, folla di tifosi alla commemorazione del Grande Torino – foto

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Foto folla e commozione davanti alla lapide a memoria del Grande Torino


Il luogo in cui si schiantò l'aereo del Grande TorinoIl capitano del Toro Rolando Bianchi alla commemorazione della tragedia di Superga

Splendeva il sole, oggi, a Superga sulle teste delle migliaia di tifosi saliti per la tradizionale commemorazione del Grande Torino.

 
Ben diverso era il clima alle ore 17,05 di 64 anni fa, quando l’aereo trimotore, che trasportava la squadra granata di rientro dall’amichevole contro il Benfica a Lisbona, si schiantò contro la parte posteriore della Basilica di Superga avvolta nella nebbia. Fu la tragica fine degli “Invincibili”, come erano soprannominati i giocatori che, guidati da Valentino Mazzola, avevano dominato il calcio italiano nel decennio precedente.

Anche Cerci alla messa in memoria del Grande Torino

Grande partecipazione di tifosi alla messa odierna, celebrata come sempre da Don Aldo Rabino. La cerimonia, dopo giorni di polemiche, è stata anticipata alle 14,30 per consentire alla squadra di partecipare prima di mettersi in viaggio per Milano in vista dell’incontro di domani contro il Milan. Presenti tutti i giocatori del Toro che, condotti da Ventura e da capitan Rolando Bianchi, hanno sfilato tra la folla per raggiungere la lapide che riporta i nomi dei caduti, letti a voce alta in una atmosfera di grande commozione.



Nonostante la classifica del Toro non lasci i sostenitori granata sereni per il finale di stagione, si sono udite soltanto isolate contestazioni, in un clima di festa dove è prevalso nettamente il tifo e l’amore per i colori granata.

Grande folla intorno al pullman della squadra per strappare una foto e un autografo

I giocatori del Toro sfilano tra due ali di folla per raggiungere la lapide

 

Articoli dal web

Le foto di Run Together, Toro e Juve di corsa verso il derby

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Run TOgether 2013: si è corsa stamattina, poche ore prima dell’inizio del derby Torino – Juventus, la prima edizione della gara podistica che ha visto affrontarsi in una sfida di corsa i tifosi bianconeri e quelli granata.
 
Juventini e granata festanti all'arrivo della Run Together 2013
 

Run TOgether è una gara sugli 11 chilometri (11 come il numero dei giocatori in campo nelle partite di calcio) del percorso dalla curva Maratona dello stadio Olimpico, cuore del tifo granata, alla curva Scirea dello Juventus Stadium. La formula della manifestazione è molto coinvolgente e riesce a trasformare quello che normalmente è uno sport individuale come la corsa in una prova collettiva. La corsa diventa quindi una prova di squadra: proprio come il calcio. Centinaia di podisti granata contro altrettanti atleti bianconeri: la somma dei tempi dei rappresentanti del Toro sono confrontati con la somma dei tempi realizzati da quelli della Juventus, con vittoria per la squadra che avrà totalizzato il tempo complessivo più basso.  

Dopo 11 chilometri di corsa c'è ancora l'energia per saltareLa formula della gara è stata copiata da Madrid, dove è giunta già alla terza edizione la gara tra i tifosi del Real Madrid e quelli dell’Atletico, squadre che, nella versione spagnola, sono direttamente coinvolte nella organizzazione della manifestazione. In attesa che questo avvenga anche a Torino, il primo derby torinese di corsa è andato ai tifosi della Juve. In attesa della stracittadina (anch’essa vinta nel pomeriggio dalla Juventus), i sostenitori bianconeri si sono aggiudicati la prima edizione di Run TOgether. I corridori, circa 1.500, sono partiti alle 10 dalla curva Maratona: il vincitore ha impiegato 35 minuti e 12 secondi per arrivare al traguardo sotto la curva Scirea: una bella soddisfazione per Lorenzo Manganaro, tifoso bianconero, che ha preceduto sul traguardo lo juventino Giovanni Stella e Franco Chiera, granata. Il crono migliore, sommando i tempi di tutti i partecipanti tifosi della Juve, è stato chiuso in 425 ore, 23 minuti e 12 secondi. I granata hanno fermato il cronometro a 447 ore 49 minuti e 54 secondi.
Una rappresentante del gruppo Juventus all'arrivo della corsa allo Juventus StadiumAlla vigilia c’erano dei timori fuori luogo per possibili incidenti. Invece alla partenza soltanto sorrisi, sfottò e voglia di correre per vincere: i podisti erano divisi in due squadre, da una parte gli juventini con la maglia nera, dall’altra quelli del Toro con maglietta granata. Un cuore su ogni maglietta, per ricordare che si corre anche per aiutare a vincere la SLA. Una parte della quota di iscrizione, infatti, sarà devoluta alla Fondazione di Vialli e Mauro. 
In questo post alcune delle moltissime fotografie che abbiamo scattato alla Run TOgether: seguici anche su www.facebook.com/okfoto.it , dove è pubblicata la fotogallery della corsa; per altre fotografie  clicca qui
 
Per informazioni sulle immagini : info@okfoto.it.
 
 
Juve e Toro per mano, il modo migliore per contrastare la violenza

 

 
 
 
 

Calciatori Panini: le foto del tour 2013 in piazza Vittorio a Torino

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Panini tour 2013 Torino
Alla vigilia del derby Torino – Juventus, Panini tour 2013 fa tappa a Torino in piazza Vittorio: una occasione di festa e di incontro per i numerosi collezionisti delle figurine dei calciatori della Società che, fondata nel 1961 a Modena, pubblicò la prima collezione di figurine calciatori per il Campionato 1961-1962 (vinto dal Milan di Nereo Rocco).
Panini tour 2013 in piazza Vittorio
La Panini, che oggi è leader mondiale nel settore delle figurine da collezione e che pone molta attenzione alle nuove modalità di coinvolgimento dei collezionisti, anche tramite i collegamenti offerti da internet e dai social network, con il tour 2013, che tocca 15 città in Italia, offre una occasione per scambiare figurine doppie, per conoscere altri appassionati;

a Torino offre la maniera per trascorrere la vigilia del derby in un modo differente e in amicizia, giocando il derby con le figurine dei calciatori che domani si affronteranno allo Stadio Olimpico.
 L’iniziativa ha avuto un notevole successo. Stamattina, approfittando della tregua del maltempo che sta guastando il ponte del 1 maggio, erano moltissimi i collezionisti in piazza:  qualche mamma, moltissimi papà e anche tanti nonni… Oltre, ovviamente, ai bambini destinatari dell’evento. Infatti l’iniziativa è (forse è più giusto dire “sarebbe”) rivolta alle bambine e ai bambini. Ma per il fatto che è necessario accompagnarli fino in piazza Vittorio, in realtà a condurre il gioco -molto seriamente e senza distrazioni di nessun genere- erano proprio gli adulti.
Nel post alcune delle fotografie scattate nella piazza Vittorio che, in occasione del Torino Jazz Festival 2013, è stata provvisoriamente rinominata piazza Duke Ellington.
Per altre informazioni sugli album dei calciatori è possibile visitare il sito www.calciatoripanini.it

Teatro Regio, la fabbrica dei sogni

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Buon compleanno, Teatro Regio!
Il Teatro Regio di Torino, progettato dall’architetto Carlo Mollino, fu inaugurato il 10 aprile 1973 con l’opera di Verdi “I vespri siciliani”, con la regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano. Nell’ambito delle manifestazioni “Teatro Regio, 1973-2013, la rinascita” è stata organizzata una giornata di apertura straordinaria, dando così a molti la possibilità di visitare il Teatro, in tutte le sue parti.
Le origini del teatro risalgono al XVIII secolo quando Vittorio Amedeo II decise di commissionare all’architetto Filippo Juvarra la progettazione e la costruzione di un grande teatro nell’ambito del più generale riassetto urbano di piazza Castello. L’intento sarà perfezionato da Carlo Emanuele III (incoronato re nel 1730) il quale, in seguito alla morte dello Juvarra, affidò il progetto all’architetto Benedetto Alfieri. Il Regio Teatro, costruito in soli due anni, fu inaugurato nel dicembre del 1740. Nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1936 il Teatro Regio fu completamente distrutto da un incendio, causato da un corto circuito nei sotterranei. Furono necessari 37 anni per la ricostruzione e giungere alla inaugurazione del nuovo Teatro Regio: 40 anni fa.
Nel Foyer del Toro, che prende il nome dal simbolo di Torino e del Teatro, collocato al centro delgrande mosaico in marmo, con una superficie totale di 750 mq e che può ospitare fino a 300 persone, è possibile visitare la mostra, curata da Paola Giunti e Simone Solinas, con la storia dei progetti della ricostruzione del Teatro, con numerosi e interessanti disegni originali di Carlo Mollino, messi a disposizione dal Politecnico di Torino.
A pochi metri dalla sede della mostra “Il Re e l’Architetto”, ospitata nelle sale espositive dell’Archivio di Stato, in piazzetta Mollino, ecco dunque una  rappresentazione che, parafrasandone il titolo , potremmo chiamare “Il Regio e l’Architetto”.
 Nel Foyer d’ingresso, oltre ad alcuni raffinati costumi teatrali, è esposto il modello in dimensioni reali, oltre 5 metri di lunghezza, dell’auto del futuro progettata da Carlo Mollino negli Anni ’50 e realizzata dal Carrozziere Stola.
Nelle fotografie, alcuni momenti della festa di compleanno del Teatro Regio che, facendo nostre le parole del Sovrintendente Walter Vergnano, può ben definirsi “meravigliosa fabbrica di sogni” di una Città che “ a pieno titolo, può definirsi Capitale della Musica”.

Automotoretrò 2013, le foto delle Lamborghini

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Miura Lamborghini
Automotoretrò 2013 ha ospitato alcuni fantastici pezzi da collezione della Casa fondata 50 anni fa da Ferruccio Lamborghini, nei colori forti e decisi che ne hanno caratterizzato tutti i modelli, come si vede nelle nostre fotografie.
La Lamborghini 350 GT fu la prima gran turismo  a entrare in produzione (1964-1966); con una linea più equilibrata rispetto al prototipo 350 GTV di Franco Scaglione, la 350 GT aveva un motore V12 da 3,5 litri, progettato dall’ing. Giotto Bizzarrini.
Lamborgini 350 GT
Lamborghini  350 GT
La Miura fu la prima Gran Turismo stradale a montare il motore centrale trasversalmente tra abitacolo e assale posteriore. Disegnata da Bertone, fu presentata al Salone di Ginevra nel 1966: anche questo modello montava un motore progettato da Bizzarrini.  Ad Automotoretrò era esposta la versione SV del 1971, con un motore da 385 cv, prodotta in soli 150 esemplari.
Lamborghini Miura SV
Sempre nel 1971 Bertone presentò la Countach disegnata da Marcello Gandini: un’idea che fu sviluppata dall’ing. Stanzani e che restò in produzione sino al 1990. Caratterizzata da una altezza di soli 1,06 metri, con una linea a cuneo, aveva le porte che si aprivano verso l’alto.
Lamborghini Countach
Si racconta che il nome della vettura derivi, a differenza degli altri modelli, non da una razza di tori da combattimento, ma da un’espressione in dialetto piemontese che esprime stupore e meraviglia, traducibile in italiano con “accidenti!”, “caspita”. Sembra che l’esclamazione sia stata pronunciata da un addetto alla sicurezza della Carrozzeria Bertone quando accompagnò Stanzani a visionare il prototipo della vettura.
Countach Lamborghini

Stadio Filadelfia, un anniversario tra abbandono e speranze di rinascita

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una foto di quel che resta dello Stadio Filadelfia a Torino
Il Fila non c’è più, ma rimane l’amore dei tifosi granata per la squadra
Un pezzo di storia del Filadelfia, l'ingresso allo stadio al tempo del fascismo
Segni del passato in epoca fascista
Uno spicchio di gradinata rimasto intatto allo Stadio Filadelfia, dove si potevano ammirare le gesta del Grande Torino
Rudere della tribuna rimasto in piedi

Il 17 ottobre 1926 il conte Marone Cinzano, a quel tempo presidente del Torino, inaugurò il Filadelfia, lo stadio che ospitò le gare della squadra granata, contribuendo a creare il mito del Grande Torino, imbattuto su quel campo per 100 gare consecutive nel periodo a cavallo della Seconda Guerra mondiale. Il 19 maggio 1963, invece, venne disputata l’ultima gara ufficiale di campionato, anche se il Toro continuò ad utilizzare l’impianto per gli allenamenti della prima squadra fino al 1989.
Il “Fila” aveva le gradinate in cemento armato e la tribuna in legno e ghisa, in stile liberty. Durante la Guerra alcune travi metalliche della struttura vennero asportate per rifornire l’industria bellica pesante e sostituite con altre in legno.

Noi abbiamo avuto modo di respirare la magica atmosfera del Fila all’inizio degli Anni ’60, quando il Toro ingaggiò Joe Baker e Denis Law, geniali e indisciplinati; si andava a vedere gli allenamenti della squadra, sembrava di essere in campo.

Ciò che adesso resta del glorioso stadio Filadelfia è il segno della mancanza di rispetto per la cultura: del calcio, dello sport e dell’arte. Fa male vedere come quell’area, in cui si vissero sincere e forti passioni, sia oggi abbandonata come accade alle più desolate aree di periferia.

pochi resti delle tribune originarie rimangono oggi ancora in piediingresso a tribune e spogliatoi dello stadio Filadelfia, tanti campioni hanno varcato queste porte

Il Toro granata non si rassegna ad abbandonare il sogno di tornare al Filadelfia
Il Toro non abbandona il Fila