A Torino un Natale coi fiocchi per i collezionisti di auto d’epoca

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Isotta Fraschini tipo 8A carrozzata da Cesare Sala del 1927

Per i collezionisti d’auto d’epoca si preannuncia un Natale coi fiocchi a Torino: lunedì 14 dicembre 2015 si svolgerà presso la Casa d’aste Sant’Agostino un’importante asta con alcuni pezzi di particolare interesse per i collezionisti di automobili di tutto il mondo.

Si tratta di 48 auto d’epoca: a partire dalla Fiat 500 “lusso” di colore blu del 1972, fino all’imponente Isotta Fraschini tipo 8A del 1928. La Tipo 8 era stata presentata al termine della Prima Guerra Mondiale dall’ingegner Cattaneo, progettista-capo dell’Isotta Fraschini: si trattava della prima automobile al mondo con motore 8 cilindri a valvole in testa. La vettura messa all’asta ha un motore di 7.300 cc e fu allestita dal carrozziere Cesare Sala di Milano tra il 1927 ed il 1928, su commissione del concessionario inglese della Isotta Fraschini. Si tratta di un esemplare unico che l’importatore tenne in esposizione a Londra fino all’agosto 1931, quando la vettura fu venduta ad Antonio Tamburini di Tolosa ed immatricolata per la prima volta in Francia. Negli Anni Sessanta fu ceduta al Museo dell’Automobile di Le Mans, per poi diventare il fiore all’occhiello della collezione di Sergio Pozzoli che la inviò negli USA per installare un servosterzo prodotto per le vetture Isotta Fraschini, rendendone la guida facile e fluida senza alterare l’originalità del veicolo. Nel 1996 fu immatricolata in Italia da un collezionista bresciano e nel 1999 fu oggetto di un restauro molto approfondito e curato.
Non mancheranno auto meno note al grande pubblico, come ad esempio la Jewett Jupiter del 1951, con carrozzeria fuoriserie Rawson prodotta in soli 4 esemplari. Il modello, che fu presentato nell’ottobre del 1949 al Salone di Ginevra e prodotto sino al 1954, si distinse nelle gare automobilistiche vincendo per 3 anni consecutivi a Le Mans nella propria categoria d’appartenenza. La vettura che andrà all’asta ha l’allestimento “Gran turismo” con particolarità quali la radio La Voce del Padrone e la carrozzeria in alluminio, costruita con tecniche dell’industria aeronautica. Il prezzo della vettura con carrozzeria originale era di circa 1.100 sterline, mentre una Jaguar XK 120 ne costava circa 200 in più.

Alfa Romeo spider all'asta organizzata a Torino per Natale

Il mondo dei “Lancisti”, sempre più amareggiato per la scelta di Sergio Marchionne di abbandonare definitivamente il marchio Lancia, sarà interessato da tre vetture con un’importante Storia alle spalle.

Si parte dalla Lancia Aurelia B20 GT (III serie) del 1953, con motore elaborato da Trivellato con una potenza di 175 cv e l’immancabile volante Nardi. La vettura è icona di un periodo in cui le auto non erano soltanto frutto di freddi calcoli da ragioniere ma esprimevano anche sentimenti che spesso si scontravano proprio con la razionalità degli amministratori. Fu Gianni Lancia, allora giovanissimo, a volere questa vettura, scontrandosi con la dirigenza della Lancia (e con altri membri della sua famiglia): nacque così il mito B20. Le Aurelia (nelle versioni berlina, GT e spider B24) furono prodotte fino ametà degli Anni Cinquanta, con il motore progettato da Vittorio Jano e la carrozzeria di Pininfarina, esprimendo appieno le caratteristiche della Casa di Borgo San Paolo: raffinata tecnologia e grande comfort di marcia.

Si passa, con una vettura del 1963, alla Flaminia Convertibile 3C. Si tratta del modello a cui Lancia assegnò l’impegnativo compito di colmare il vuoto lasciato dalla Aurelia B24 e che fu presentato pochi mesi dopo l’arrivo sul mercato della Flaminia coupé. Per la vettura fu scelto il nome di “Convertibile” invece di quelli più diffusi come spider o cabriolet. Le caratteristiche tecniche e le prestazioni del coupé e della Convertibile erano praticamente uguali, così come il prezzo (3,2 milioni di lire: poco meno di 1.700 euro).

Si arriva infine alla Lancia Fulvia HF. Derivata dalla Fulvia berlina, frutto della matita di Piero Castagnero, la Fulvia coupé viene presentata al Salone di Ginevra nel marzo 1965 (50 anni fa…) e si caratterizza esternamente per l’abitacolo a torretta, che garantisce un’ottima visibilità. Omologata come 2+2, la Fulvia Coupè 1.3 ha la trazione anteriore e condivide con la berlina il motore anteriore longitudinale a 4 cilindri con due carburatori doppio corpo, progettato da Ettore Zaccone Mina e caratterizzato da una particolare architettura a V stretto di 13° e inclinato di 45° per ridurre l’ingombro in altezza, con una sola testata per le due bancate di cilindri. Il mito Fulvia coupé si costruisce nel mondo dei rally: una storia piena di successi che porta a sviluppare la vettura con la versione 1.6 HF come il modello del 1970 che va all’asta.

Lancia Fulvia HF "Fanalone" Gr. 4

 

Non mancano le Ferrari, tra cui una Testarossa. Un modello presentato al Salone di Parigi del 1984 con l’appellativo già usato dalla Casa di Maranello per le gloriose vetture sport degli Anni Cinquanta. Disegnata da Pininfarina, con una linea di notevole impatto, caratterizzata da prese d’aria molto pronunciate sulle fiancate, la vettura montava un 12 cilindri boxer, il più potente installato –in quel periodo- su una vettura sportiva di serie con 390 CV, con quattro valvole per cilindro, di 4943 cc. La vettura fu prodotta in 7.177 esemplari fino al 1991: quella che va all’asta, con il tipico colore “Rosso Corsa Ferrari” presenta ancora l’etichetta di Walter Bordese, lo storico concessionario Ferrari di piazza Adriano a Torino.

Jaguar XK 120 OTS

In un’importante asta non possono mancare le Jaguar: è presente una XK 120 OTS del 1952, in colore grigio con gli interni neri. Monta un motore 3.4 a sei cilindri in linea da 160 CV e presenta diverse componenti in alluminio come le portiere, il cofano anteriore e quello posteriore. Niente maniglie esterne: per aprire la vettura bisogna spostare una linguetta posizionata vicino ai finestrini.

Rolls Royce, Alfa Romeo, Ford, Lamborghini, Porsche, ecc.: tante e belle le vetture.

Per qualcuno, dunque, Babbo Natale arriverà su una vettura d’epoca…

Intanto, per consentire ai collezionisti di esaminare il parco auto, è stato predisposto un ricco catalogo, oltre alle schede informative disponibili sul sito della Casa d’aste torinese.

Fino alla sera dell’asta, inoltre, tutte le vetture sono in esposizione presso la sede in corso Tassoni 56 a Torino, in quello che fu il Mulino Feyles, o Mulino Martinetto, e che costituisce uno dei primi esempi di archeologia industriale della città di Torino.

L’edificio poggia le sue fondamenta su un impianto molitorio già presente nel XVI secolo, alimentato dal Canale dei Molassi, per la prima volta tracciato in una planimetria del 1781.

L’attuale facciata è stata progettata nel 1877 e l’intervento di ristrutturazione ha visto l’inglobamento in un unico edificio del Cuoificio Laurenti con una vecchia filanda di seta.

Una Rolls Royce alla Casa d'aste Sant'Agostino di Torino

Per tutte le informazioni e gli orari è possibile consultare il sito della Casa d’aste Sant’Agostino.

La galleria completa delle immagini è disponibile sulla pagina di OkFoto.it dove troverai molti  album di fotografie dedicati alle auto d’epoca.

Cecily Brown alla GAM di Torino

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GAM ospita la mostra di Cecily Brown

La Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino ospita dal 17 ottobre sino al 1 febbraio 2015 la mostra delle opere di Cecily Brown, una delle artiste più celebrate al mondo. Nata a Londra nel 1969, dove è cresciuta a stretto contatto con lo straordinario ambiente artistico, Cecily Brown si è poi trasferita negli Stati Uniti dove vive e lavora.

Un dipinto di Cecily Brown

La mostra organizzata dalla GAM costituisce la prima grande esposizione organizzata in un museo italiano, rappresentando un appuntamento eccezionale che consente al pubblico di ammirare circa 50 opere, provenienti dallo studio dell’artista e da alcune delle più ricche raccolte d’arte private europee e americane.

i dipinti di Cecily Brown in mostra alla GAM

Ospitata negli spazi di Underground Project, la mostra racconta la ricerca artistica di Cecily Brown attraverso 18 dipinti di grandi dimensioni (fino a 5 metri), 24 opere su carta e 7 monotipi.

La mostra di Cecily Brown alla GAM

Le opere di Cecily Brown, che negli ultimi anni hanno raggiunto quotazioni molto elevate, fanno parte delle collezioni di prestigiosi musei tra cui Solomon R. Guggenheim Museum di New York e Tate Gallery di Londra. Sono state esposte in molte città, tra cui  Washington (2002),  Madrid (2004),  Oxford (2005),  Boston (2006),  Amburgo (2009).

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Una piccola anticipazione dell’opera di Cecily Brown era stata esposta nel 2003, in una mostra anche allora curata dal direttore della GAM Danilo Eccher, presso Macro Roma.

Cecily Brown davanti a un suo dipinto Cecily-Brown

La mostra è stata resa possibile anche grazie al generoso supporto di Gagosian Gallery,

Cecily Brown e Danilo Eccher alla GAM di Torino  Danilo Eccher applaude Cecily Brown

La GAM, a soli pochi giorni dall’apertura della mostra dedicata all’opera prima di Roy Lichtenstein, che resterà aperta sino al 25 gennaio 2015, offre dunque un’altra importante occasione di visita.

Le opere di Cecily Brown in mostra alla GAM

Per informazioni su orari e biglietti di ingresso visita il sito della GAM.

Una espressione di sorpresa di Cecily Brown alla GAM

 

 

Il direttore della GAM Danilo Eccher

Torino Jazz Festival : un grande successo

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Baba Sissoko e Fabio Giudice

Si è appena conclusa, con uno straordinario successo, la terza edizione del festival  e già si sta pensando a Torino Jazz Festival 2015: con l’ambizione di fare crescere ulteriormente la manifestazione, magari suddividendola in due parti.

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Baba Sissoko

Baba Sissoko

 

La prima avrebbe la collocazione ormai tradizionale tra il 25 aprile, festa della Liberazione, e il 1° maggio, festa dei lavoratori. La seconda parte di Torino Jazz Festival sarebbe collocata all’inizio dell’estate, magari collegandola ai festeggiamenti per san Giovanni, patrono della città, così da entrare a pieno titolo tra gli importanti eventi che Torino realizzerà in occasione di Expo 2015.

E’ una ipotesi affascinante, anche se dovrà essere approfondita facendo i conti con le risorse economiche –poche- a disposizione per i progetti culturali.

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Intanto gli organizzatori del TJF si godono i risultati della edizione 2014: un grande successo di pubblico, con oltre 200.000 persone che hanno assistito ai concerti in programma – dall’anteprima (17-19 e 22-24 aprile) a tutto il Festival (durato dal 25 aprile al 1° maggio, un giorno in più rispetto allo scorso anno ) in piazza Castello, nelle sale da concerto (Auditorium Rai – Conservatorio Giuseppe Verdi – Teatro Vittoria), al Jazz Club Torino, al Tram itinerante, al Circolo dei Lettori, al cinema Massimo, alle mostre di Ars Captiva Groove, agli spazi dedicati al Fringe festival.

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Molti i torinesi che, rimasti in città nel lungo ponte del 25 aprile, si sono fatti coinvolgere dal ricchissimo programma del festival; ma tra gli spettatori si è registrata anche una grande affluenza di turisti: perché Torino sta sviluppando sempre più un settore che, dopo le Olimpiadi invernali del 2006, dimostra di avere enormi spazi di crescita.

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TJF 2014 ha scelto come luogo principale di incontro la centralissima piazza Castello e sono stati circa 45.000 le persone che si sono date appuntamento davanti al palco per la Grande Festa Jazz del 1° maggio dove, a partire dalle 15:50 fino a dopo la mezzanotte, si sono esibiti Taranta Nera, Salis/Angeli/Murgia/Drake, New York Torino Roundtrip, Paolo Fresu Quintet, Ibrahim Maalouf, Alain Caron Band ed Elio e le Storie Tese. Già un’ora prima dell’inizio del concerto della giornata conclusiva molti spettatori stavano prendendo posto in piazza, per una maratona di musica jazz che ha coinvolto il pubblico di ogni età.

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Torino capitale del Jazz dà appuntamento a tutti per il TJF 2015.

Altre immagini della manifestazione di Torino sono disponibili sulla pagina Facebook di Okfoto

 

Ecco la FCA, viva la FCA

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Nuogo logo FCA
 
L’attesa era tutta per il nuovo nome e per il nuovo logo del Gruppo: ed ecco il comunicato stampa che ci dà tutte le informazioni.
la fiat dino spider carrozzata Pininfarina

 

 
“Dopo una prima fase di convivenza dei due marchi – testimonianza della volontà di operare l’unione nel rispetto delle radici storiche, culturali e produttive delle due Aziende – oggi è necessario per Fiat e Chrysler dotarsi di una nuova identità in grado di rappresentare una realtà imprenditoriale che è molto di più della somma dei singoli soggetti da cui è stata generata, fondata su importanti valori, una specifica cultura d’impresa, una visione comune e condivisa e un Gruppo dal respiro internazionale. 
 
Un progetto di branding, firmato da RobilantAssociati, che parte dalla definizione di un concept strategico distintivo sulla cui base vengono studiati il nome, il marchio, l’housestyle e l’intera Corporate Identity, che si caratterizza per la forza espressiva e la potenza evocativa delle sue forme essenziali e universali.
 
L’uso di un acronimo aiuta a stemperare i legami col passato, senza reciderne le radici e al tempo stesso contribuisce a definire l’approccio globale del Gruppo. Facile da comprendere, pronunciare e ricordare, è un nome adatto all’internazionalità del mercato contemporaneo.
 
Nel marchio FCA le tre lettere vivono all’interno di una raffigurazione geometrica ispirata alle forme essenziali della progettazione automobilistica: la F, generata dal quadrato simbolo di concretezza e solidità; la C, che nasce dal cerchio, archetipo della ruota e rappresentazione del movimento, dell’armonia e della continuità; e infine la A, derivata dal triangolo, che indica energia e perenne tensione evolutiva.”
 
Sarà tutto vero, ma forse andava fatto lo spelling non soltanto in inglese, ma anche in italiano…
 
fiat dino spider al Salone Automotoretrò
un vecchio modello chrysler con la bandiera USA
 
 
 

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Royal half marathon 2013: le foto della corsa per la Marco Berry Onlus

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Se vuoi sapere se abbiamo la fotografia della tua partecipazione, manda il tuo numero di pettorale a info@okfoto.it
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Torino non sta mai ferma: è lo slogan scelto per sottolineare la forte volontà di Torino e dei Torinesi. In questo caso Torino si muove, ancora una volta, per una gara di solidarietà, invitando tutti a correre la Royal Half Marathon, la corsa dal suggestivo percorso lungo le rive del Po, in programma oggi, domenica 8 dicembre, in una splendida giornata di sole e un po’ più calda rispetto ai giorni scorsi.

Organizzata dall’Asd Il Giro d’Italia Run, la quarta edizione della “Royal Half Marathon” presenta tra le novità un nuovo punto di partenza e di arrivo, piazza Vittorio Veneto, una delle  piazze più belle d’Europa, con la collina torinese e la chiesa della Gran Madre a fare da spettacolare cornice.

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All’arrivo, la vittoria assoluta è appannaggio dell’azzurro (di chiare origini nord africane come rivela il nome) Jido Ed Derraz, che chiude in 1.11’25” dopo una gara sempre nelle prime posizioni che lo ha visto correre addirittura in solitudine per buona parte del percorso. 

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Tra le donne, successo per l’etiope Abera Tarikwa Fisseha, atleta del Cus Torino, che ha migliorato di 7 secondi il record della gara (che era detenuto da Ana Capustin) fermando il cronometro sul tempo di 1.20’15”.

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royal-half-marathonLa modifica al tracciato ha reso il percorso  più piano e dunque più veloce rispetto a quello delle passate edizioni, lasciando comunque invariata la possibilità di correre la mezza maratona nei luoghi artistici, naturali e storici più suggestivi di Torino: la Chiesa della Gran Madre, la Mole Antonelliana, le rive del Po, il parco del Meisino, la Basilica di Superga, il Ponte Vecchio a San Mauro, passaggi che fanno della Turin Royal Half Marathon una fantastica cartolina della città.Tre distanze, un unico traguardo: la solidarietà. Nelle precedenti edizioni la Royal Half Marathon ha “corso” al fianco della esplorazione scientifica, devolvendo parte del ricavato a Telethon, fondazione che da oltre vent’anni sostiene in Italia la ricerca sulla distrofia muscolare e altre malattie genetiche. Quest’anno l’evento sostiene invece la Marco Berry Onlus Magic for Children, impegnata a sostenere la costruzione dell’ospedale pediatrico Mohamed Aden Sheikh Children Teaching Hospital di Hargeisa, nella regione del Somaliland 

 
Dicevamo tre distanze: perché oltre alla Royal Half Marathon (21,097 km, competitiva e non), che anche quest’anno ospita il Campionato Italiano dei Medici Veterinari, con il patrocinio dell’AMVI, si disputano la Gara Breve (6 km, non competitiva) e la Monge Pet Race (6 km, non competitiva), la corsa in compagnia dei nostri piccoli amici a quattro zampe, riservata ai bipedi umani con quadrupedi al guinzaglio.
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Gli organizzatori confidavano in una folta partecipazione di concorrenti, così da superare i 2.000 iscritti della scorsa edizione; alla fine, complice anche un calendario di eventi sempre più denso di appuntamenti (si pensi che domenica prossima, 15 dicembre, è già di nuovo tempo di correre con la manifestazione “Un Po di corsa”), si sono registrate 1500 iscrizioni, che hanno consentito comunque un buon incasso da devolvere alla Onlus di Berry. Da ricordare che, trattandosi di una gara di solidarietà, non erano previsti incentivi economici per l’ingaggio di top runner.


turinDa segnalare, come sempre, la partecipazione dell’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che è riuscito anche a migliorare di circa un minuto il proprio record personale di questa corsa.

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Terminati i World Masters Games, rimane il ricordo nelle immagini di OkFoto

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Un ritratto della squadra dei Toronto Gators
I World Masters Games di Torino si sono chiusi domenica 11 agosto, con le ultime gare del volley e del
softball e la prova del triathlon.
Una singolare immagine della finale del torneo di rugby dei World Masters GamesDopo 10 giorni di competizioni, i 19mila atleti e le migliaia di accompagnatori, parenti ed amici che hanno affollato il capoluogo piemontese lasceranno ora pian piano la città, anche se in molti hanno dichiarato di aver pianificato un periodo di soggiorno più lungo per poter godere delle bellezze turistiche di Torino e di tutto il Piemonte, e anche per approfondire la conoscenza delle eccellenze enogastronomiche di queste zone.
A Torino, e nella mente dei torinesi, rimarrà il ricordo di un agosto speciale e molto diverso da ciò a cui si è abituati da queste parti. L’ottavo mese dell’anno, per “tradizione”, coincide infatti con il periodo di ferie per la maggior parte della popolazione torinese, antico retaggio della chiusura degli stabilimenti della Fiat intorno ai quali era imperniata la vita di Torino nei decenni passati. La città, anche oggi che l’influenza dell’industria dell’auto si è molto ridotto, si svuota durante agosto, i negozi chiudono, i servizi vengono ridotti ai minimi termini, e spesso chi non parte rischia di trovarsi in difficoltà nella vita di tutti i giorni. Non così è stato quest’anno, grazie ai World Masters Games che hanno convinto gli operatori del pubblico e del privato a programmare diversamente le proprie ferie per farsi trovare pronti all’appuntamento.
Un atleta impegnato nella gara di sollevamento pesi a TorinoNoi di OkFoto.it possiamo riassumere in numeri i nostri World Masters Games: 10 giorni sui campi di gara, 50 ore di shooting, 16 venues visitate. Oltre 3000 le fotografie che abbiamo scattato con l’intento di raccontare non soltanto il gesto sportivo dei partecipanti, ma soprattutto il vero senso della manifestazione, fatto di sguardi, di sorrisi, di abbracci, di muscoli ostentati con orgoglio, di rughe portate con fierezza, di qualche pancetta di troppo mostrata senza vergogna, icona della connubio tra impegno sportivo e voglia di godere dei piaceri della vita. Squadre semi professionistiche si sono misurate con dilettanti pieni di buona volontà, dando vita ad incontri non privi di episodi di agonismo eccessivo ma conclusi immancabilmente con abbracci, strette di mano e scambio di gadget a suggello di un rispetto sincero e di nuove amicizie, che porteranno molti dei partecipanti a ritrovarsi ad Auckland nel 2017, per la prossima edizione dei World Masters Games.

 

Puoi trovare la gallery fotografica con le immagini più belle dei giochi sul nostro sito www.okfoto.it

Per ogni informazione potete contattarci scrivendo a info@okfoto.it

Un atleta senior impegnato nella gara dei 400 misti ai WMG di Torino
World Masters Games ended in Turin last Sunday, with last matches of volley and softball and the triathlon race. Now, after 10 days of competitions, 19 thousands athletes will be leave Turin, even if many of them will remain in Piedmont some more days to get in touch with all the tourist attractions the region can offer and to taste the fabulous italian kitchen and the famous wines of these areas.
Una concorrente della prova di ciclismo su strada sul circuito del Valentino a TorinoTurin citizens will keep in mind a fantastic memory of the event, that upset the traditional quietude of the August period in the city, usually “abandoned” for holiday.
At www.OkFoto.it, we had a pleasant week of fun shooting during the World Masters Games. We shot more than 3 thousands pics, trying to narrate the whole event, not only the sporting exploits but above all the backstage: smiles, embraces, friendship, happyness and all the emotions athletes gave us by their determination and pride. You can find the reportage on www.okfoto.it. For every info you can contact us at info@okfoto.it.
Due decatleti si congratulano all'arrivo della prova dei 400 mt durante i World Masters Games a Torino

Ciclonudista 2013: le fotografie dei preparativi al parco del Valentino

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World naked bike ride
Non erano molto numerosi gli amici della bicicletta che si sono dati appuntamento al parco del Valentino per l’edizione 2013 della naked bike: ma non per questo la manifestazione ha perso di importanza e interesse.
 
una partecipante fotografa i ciclonudisti
L’appuntamento era nel solito posto: ma questa volta, invece di un locale affollato, con tanti partecipanti e tanti pittori della pelle, c’era uno strano vuoto e un senso di abbandono. Forse qualcosa non è andato come doveva?
 
Nel prato davanti al locale, all’ora dell’appuntamento, c’erano per lo più  persone venute a godersi il verde nel caldo pomeriggio di luglio.
 
 
C’era chi studiava per preparare gli esami di lunedì prossimo, chi -arrivato in bicicletta- adesso sostava all’ombra e si godeva il panorama, chi semplicemente se ne stava sdraiato sull’erba a caccia della prima abbronzatura.


Un po’ alla volta sono arrivati i ciclonudisti: mancando però l’ormai tradizionale laboratorio dei colori, il problema che  hanno dovuto risolvere è stato quello di procurarsi i colori con cui disegnare i loro corpi. 
 


All’inizio c’è stato qualche piccolo intoppo;  poi è prevalsa la buona volontà e lo spirito artistico dei più:  l’atmosfera è tornata a essere quella che conoscevamo e in poco tempo i ciclonudisti si sono preparati per la loro variopinta e allegra carovana.
una fotografia prima del giro in bibicletta
 
 


Molti i curiosi e moltissimi coloro che scattavano fotografie: nel post pubblichiamo quelle relative ai primi preparativi. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Per altre info ti rimandiamo al nostro post dello scorso 1 luglio, dove troverai altre immagini delle manifestazioni.


 
foto di gruppo prima del via
 
 
 

Ciclonudista 2013, a Torino il 6 luglio

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Un partecipante alla ciclonudista del 2011 a TorinoLa prossima ciclonudista in terra piemontese si terrà a Torino sabato 6 luglio 2013, con ritrovo al Parco del Valentino alle ore 14.

In che cosa consiste questo evento, e quali origini ha? La definizione originaria, in inglese, è World Naked Bike Ride (WNBR), e l’idea di organizzarla venne a Conrad Schmidt nel 2003. In lingua inglese è anche il motto che fa da filo conduttore alla manifestazione, “bare as you dare” ovvero “spogliati per quanto te la senti”.
Partecipante alla ciclonudista con i pattini a rotelle, ogni mezzo non a motore va bene
Non solo bici alla WNBR

Il primo raduno di ciclisti ufficialmente riconosciuto come WNBR si è tenuto in Spagna nel 2004, a Saragozza. La cosa prese piede, e in quello stesso anno furono ben 28 i meeting di ciclonudisti organizzati . In precedenza vi erano state iniziative simili promosse da diverse organizzazioni in varie parti del mondo, ad esempio in Germania, America, Canada e Spagna (dove nacque anche la definizione di “ciclonudista”). Lo scopo, in tutti questi eventi, era quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica il messaggio secondo cui la società moderna è sempre più dipendente dall’industria del petrolio. A partire dal 2006, poi, si decise di semplificare il messaggio sociale veicolato dalla WNBR focalizzandolo sulla volontà di un mondo più a misura di bicicletta. Nel 2010, anno in cui Torino ha vissuto la sua prima ciclonudista, l’evento si è nel frattempo espanso a ben 74 città in 17 nazioni.

Il principale elemento di discussione in relazione all’organizzazione di una manifestazione ciclonudista è sempre stato legato all’eventuale violazione di leggi sul pudore. In alcuni casi, le amministrazioni locali e le forze dell’ordine hanno agevolato l’evento, fornendo addirittura supporto logistico per consentirne lo svolgimento nel miglior modo; altrove, l’intervento pubblico è stato neutrale e, in certi casi, addirittura contrario, con il tentativo di impedirne la realizzazione e qualche arresto tra i partecipanti. Il più delle volte, i partecipanti che decidono di spogliarsi completamente durante una ciclonudista scelgono di decorare il proprio corpo con body painting o accessori curiosi per rendere la cosa meno evidente e soprattutto meno “di impatto” nei confronti di chi potrebbe sentirsi infastidito da tale comportamento.
A Torino, proprio per evitare un carico di responsabilità ed incombenze su singole persone, negli ultimi anni si è deciso di affidarsi all’autogestione della cosa (pare che nel 2010 il Comune di Torino avesse concesso l’autorizzazione a quanto pare in maniera “involontaria”, dato che il nome in inglese della manifestazione non era stato compreso fino in fondo dagli addetti responsabili). Il messaggio “se vuoi la Ciclonudista ricorda che sei tu la Ciclonudista” gira su Facebook nella pagina dedicata (http://www.facebook.com/events/508649589191640/), e l’appuntamento per la ciclonudista 2013 è il 6 luglio presso l’Imbarchino, locale lungo le rive del Po al Parco del Valentino.
(Nel post alcune immagini delle edizioni precedenti, gallery completa sul sito www.okfoto.it)

Ciclonudista con cartello per comunicare il messaggio dell'iniziativa WNBR

 

Festival Beethoven: fotografie delle prove generali della Nona sinfonia diretta da Valcuha

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Juraj Valcuha dirige l'Orchestra sinfonica nazionale Rai  al festival Beethoven
Juraj Valcuha: prove generali della Nona di Beethoven
Sarà Juraj Valcuha a dirigere l’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nel concerto inaugurale del “Festival Beethoven” che inizia stasera alle 21 in piazza san Carlo a Torino.
Il “Festival Beethoven” vedrà come protagonisti, oltre all’ Orchestra sinfonica nazionale della Rai, di cui Valcuha è Direttore principale, l’ Orchestra Filarmonica di Torino, il Teatro Regio di Torino e il suo coro, il Conservatorio Giuseppe Verdi e il Coordinamento delle Associazioni musicali della città.
La rassegna dedicata al grande compositore tedesco è interamente gratuita e concepita come una festa popolare, per favorire il più possibile il coinvolgimento degli amanti della musica.
Il festival inizia il 24 giugno, in occasione dei festeggiamenti di san Giovanni, con esecuzione della Sinfonia n.9 per coro e orchestra.
Nel post le immagini delle prove generali di ieri sera : davanti a un numeroso pubblico che,  sfidata la pioggia che nel tardo pomeriggio era caduta abbondante sul corteo storico, ha potuto godersi una festa della musica, entusiasmato dal  genio di Beethoven e coinvolto dall’impeto appassionato del giovane Direttore instancabile nel  perfezionare ogni dettaglio dell’esecuzione sia dell’Orchestra che del Coro, sotto l’attenta supervisione del Direttore artistico della Rai Cesare Mazzonis.
Inoltre pubblichiamo alcune fotografie della serata inaugurale del Festival, a cui sono intervenuti il sindaco di Torino Fassino e l’assessore alla cultura Braccialarghe.
Numerosissimi gli spettatori, molti dei quali hanno ascoltato la Nona Sinfonia stando seduti per terra, affascinati dall’esecuzione stessa. 

Tutte le informazioni sul festival sono disponibili su:

www.festivalbeethoven.it

Coro del Teatro Regio: prove generali
Orchestra sinfonica nazionale della Rai: prove generali
Applausi al termine della esecuzione della Nona
festival Beethoven: applausi per il direttore Valcuha al termine della Nona di Beethoven

L’Ermitage di Basilewsky, il Collezionista di meraviglie

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Il direttore di Palazzo Madama, Enrica Pagella
Enrica Pagella, Palazzo Madama
Il 15 gennaio 1885 la collezione del conte Alexandre Basilewsky giungeva a San Pietroburgo con un treno speciale proveniente da Parigi: pagata circa 6 milioni di franchi dall’imperatore russo Alessandro III, la collezione confluiva nelle raccolte del grande Museo dell’Ermitage, dove venne aperta la sezione del Medioevo.

 

mostra a Palazzo Madama di Torino: Basilewsky, il collezionista di meraviglie
Palazzo Madama: l’Ermitage di Basilewsky

 

 

Il direttore del Museo Ermitage a Palazzo Madama di Torino
Michail Piotrovskij
Di quella collezione di circa 800 pezzi, 25 se ne andarono ad arricchire le maggiori raccolte d’arte nel mondo (Victoria e Albert Museum di Londra, Metropolitan Museum di New York, collezione Thyssen, Rijkmuseum di Amsterdam), non ostante la resistenza opposta dall’Ermitage alle autorità staliniste.
Grazie alla mostra che si apre a  Palazzo Madama, smalti, bronzi, avori, oreficerie, eccezionali opere d’arte dal Medioevo al Rinascimento appartenute a “le roi des collectionneurs”, escono dall’Ermitage e tornano per la prima volta in Europa, a Torino.  
La mostra (dal 7 giugno al 13 ottobre 2013) “Il collezionista di meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky” , curata da Enrica Pagella e Tamara Rappe, corona un momento particolare per Torino che, proprio in questi giorni ha festeggiato i 150 anni di vita del Museo Civico della città.
Collezione di Basilevsky
La mostra è frutto dell’accordo di collaborazione tra il Museo statale Ermitage, la Fondazione Ermitage Italia, la Fondazione Torino Musei e l’Amministrazione della Città di Torino. Il protocollo affida la cura scientifica del programma di iniziative e collaborazioni culturali al Direttore del Museo Ermitage, Michail Piotrovskij e a Enrica Pagella, Direttore di Palazzo Madama. Tra le iniziative già delineate, nel prossimo autunno il Museo Ermitage esporrà il ritratto di Antonello da Messina appartenente alle collezioni di Palazzo Madama, mentre a Torino arriverà dal Museo di San Pietroburgo “La sacra famiglia con san Giuseppe imberbe” di Raffaello, una delle opere più importanti del Museo sulla Neva.  Nel 2014 è prevista l’esibizione dell’orchestra del Teatro Regio di Torino a San Pietroburgo, in occasione del giubileo per i 250 anni del Museo dell’Ermitage, mentre nel 2015 si terrà a Torino una importante esposizione dedicata alla pittura francese dal Seicento all’Ottocento con opere provenienti dal Museo russo.
Particolare della mostra "Ermitage di Basilevsky, il collezionista di meraviglie"
Nelle fotografie alcuni dei momenti della presentazione della Mostra dedicata a Basilewsky, “Collezionista di Meraviglie”.
Altre informazioni sulla Mostra sono disponibili su www.palazzomadama.it

Aéroflorale II: l’expédition de Nantes à Turin

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Aéroflorale II davanti a Palazzo Madama
Aéroflorale II, l’imponente serra volante che fa parte del progetto «Expédition Végétale» realizzato da Nantes Métropole, Capitale Europea del Verde 2013 (www.nantesgreencapital.fr ), si è fermata dal 15 al 19 maggio in piazza Castello, nell’ambito delle manifestazioni “Torino incontra la Francia” e ha costituito una anticipazione delle iniziative previste per il festival “Smart City Days” (www.torinosmartcity.it ). La macchina volante proveniva da Bruxelles; prima di rientrare a Nantes l’astronave vegetale farà tappa ad Amburgo. La raggiungerà volando e muovendosi alla velocità di un ciclomotore: in un diverso rapporto tra l’uomo, la natura e i tempi della vita di oggi.
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Progettato dalla compagnia di teatro di strada La Machine, il fantastico vascello è alto circa 15 metri ed è sormontato da alcuni palloni aerostatici. Una sorta di serra volante che viaggia nel mondo per collezionare le diversità vegetali a dimostrazione della biodiversità dell’universo. Al suo interno, in mezzo a sbuffi di vapore, serpentine di rame e originali macchinari, l’equipaggio composto da una dozzina di scienziati-artisti, agli ordini del comandante François Delarozière, in tuta da lavoro color caki, ha effettuato esperimenti coinvolgendo il numerosissimo pubblico interessato e curioso. 
François Delarozière
La particolarità di Aéroflorale II sta nel suo modo di funzionamento, interamente vegetale: i palloni di tela e i motori termici delle eliche sono alimentati dal metano ottenuto dal compostaggio dei vegetali a bordo.  Il macchinario che era installato in piazza Castello ha offerto al pubblico la possibilità di misurare la conducibilità elettrica di rami e foglie, di suonare con strumenti musicali vegetali; nei giorni della permanenza a terra dell’Aèroflorale II si è parlato di semi, di biocarburanti e di varietà vegetali locali (lo studio nelle giornate torinesi è stato rivolto a due piante altamente emblematiche del nostro territorio: la vite e il platano) per imparare come la scienza sia spettacolare e come con la fantasia accompagnata da un pizzico di curiosità possa aiutare a vivere in pace con l’ambiente sfruttandone appieno le potenzialità. 

Nel post le immagini scattate in piazza Castello.

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Aéroflorale II in piazza Castello

Julian Layn a Torino: le fotografie del concerto in via Roma

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Julian Layn in via Roma, Torino
Moments from within. Coloro che, in una fredda e piovosa mattinata di maggio, si sono trovati a passeggiare sotto i portici di via Roma, hanno potuto vedere, davanti ai negozi di Luisa Spagnoli e di Max & Co., un artista, serioso e con una folta barba, installare il suo pianoforte a coda, che trasporta su un carrello trainato da una utilitaria, indossare il suo particolare abito da concerto e iniziare a suonare.
Il pianista Julian Layn
E’ Julian Layn, compositore e pianista svizzero, nato nel 1968 a Zurigo, che dopo gli studi di musica e alcune esperienze con altri musicisti, ha deciso di intraprendere un particolare percorso artistico, esibendosi come solista al pianoforte, trovando un equilibrio tra composizione e  improvvisazione.
I primi passanti si sono fermati, curiosi e un po’ increduli: siamo abituati a incontrare chi suona il violino, la tromba, i tamburi. Ma appena Julian ha iniziato a suonare la curiosità si è trasformata in ammirazione, il numero delle persone che si fermavano ad ascoltarlo cresceva sempre più, fino a riempire quel particolare teatro a cielo aperto, che costituisce il luogo abituale delle sue esibizioni artistiche.
Julian Layn, piano solo
Nel post alcune fotografie dell’esibizione dell’artista in via Roma: una imprevista festa della musica.
Altre informazioni sono disponibili su  www.heavysonic.com

Torino Jazz Festival: le fotografie dell’apertura in piazza Valdo Fusi

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Torino Jazz Festival 2013: in una città che ospita molti turisti  che la scoprono nei suoi tanti aspetti, da quelli storici a quelli artistici, lo scorso 26 aprile ha preso il via la seconda edizione della manifestazione che si concluderà il 1° maggio.
Il festival del jazz di Torino vuole essere una festa: tutti i concerti della rassegna sono gratuiti e si svolgono nelle piazze, nelle strade, lungo il fiume Po, per coinvolgere il più possibile il pubblico di appassionati, ma anche coloro che, trovandosi a passare vicino ai luoghi in cui si fa jazz, sono disposti a farsi sorprendere e a fermarsi, curiosi, ad ascoltare ciò che il jazz rappresenta: azione, reazione, dialogo, invenzione, esplorazione, gioco, musica, scoperta.

 

In piazzale Valdo Fusi, sotto un cielo carico di minacciose nuvole, si sono esibite, nel tardo pomeriggio di venerdì, due formazioni per rendere omaggio a due grandi del jazz.
La Big Band diretta dal batterista Gianpaolo Petrini, formazione molto attiva da oltre un decennio in Piemonte, ha reso omaggio a Dizzy Gillespie, scomparso venti anni fa, presentando Gillespiana 2.0, molto apprezzata dal pubblico che ha sfidato la pioggia. 
Alle 18 il “main” del pomeriggio: con il titolo “The Mingus dynasty meets the Torino Jazz Orchestra”.
Mingus dynasty è il gruppo costituito da Sue Mingus per celebrare la musica del marito Charles, dopo la sua morte nel 1979. Mingus aveva lasciato una eredità di circa trecento pezzi mai suonati; per cui la moglie Sue formò il gruppo con i migliori musicisti che avevano fatto parte dei gruppi del compositore per tenere viva la memoria di Charles Mingus e per proseguirne l’opera.
Torino Jazz Orchestra rappresenta l’eredità di Gianni Basso, scomparso nel 2009. Per rispettarne la volontà, l’organico del maestro aveva abbandonato il nome utilizzato, in molti anni di attività, dalla Gianni Basso Big Band per assumere quello attuale. La TJO fu diretta da Gianni Basso fino alla sua morte; attualmente la responsabilità artistica del gruppo è affidata a Fulvio Albano.
Al termine del concerto, gli appassionati si sono recati in piazza Castello: dove alle 21 si è esibito Enrico Rava con il suo gruppo e l’Orchestra del Teatro Regio di Torino. 

Stazione Torino Porta Nuova, le fotografie del restauro della facciata

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Stazione Porta Nuova: l’accesso alla Metro
Il restauro della facciata della stazione di Porta Nuova su piazza Carlo Felice.
Torino Porta Nuova, stazione delle ferrovie, sorta nel 1861, fu ampliata nel 1911 in occasione della Esposizione Universale.
Porta Nuova, radicalmente ristrutturata nell’ultimo decennio nell’ambito dei progetti “Grandi stazioni” delle Ferrovie dello Stato, è stata a lungo la stazione principale di Torino: portando i viaggiatori in arrivo nel cuore della città, a pochi passi dalla centralissima via Roma.
Con i lavori della TAV e della Metropolitana, oltre al completo rifacimento di Porta Susa, la centralità di Porta Nuova è venuta a mancare in parte. 
I dati disponibili oggi sul sito del Gruppo FS  (purtroppo manca  una data di riferimento degli stessi, per cui non è possibile giudicarne l’attendibilità) indicano che la Stazione Torino Porta Nuova è la terza grande stazione in Italia, con circa 350 treni e 192.000 transiti al giorno, 70 milioni di frequentatori all’anno. 
stazione porta nuova
Porta Nuova: lavori di restauro della facciata su piazza Carlo Felice
Porta Nuova: ingresso atrio
Finalmente stanno ora per iniziare i lavori di ristrutturazione della imponente facciata che dà sui giardini di piazza Carlo Felice, sui quali si affaccia l’Albergo Roma, nel quale si uccise Cesare Pavese.

 

Nel post le immagini della facciata di Porta Nuova ormai completamente nascosta dalle impalcature e dai ponteggi: resterà così a ancora a lungo?
facciata stazione Porta Nuova Torino
Il restauro della facciata di Porta Nuova