Il mondo di Steve McCurry

okfoto-22

Steve McCurry alla presentazione della mostra alla Reggia di Venaria

Con la mostra dedicata a Steve McCurry la Reggia di Venaria conta di raggiungere un ulteriore target di visitatori se non altro perché Steve McCurry, uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani.

La mostra comprende una selezione di oltre 270 opere di grande formato, selezionate da Biba Giacchetti assieme a Steve McCurry fra le fotografie più famose scattate nel corso della sua carriera più che trentennale, compresi alcuni dei suoi lavori più recenti e alcune fotografie non ancora pubblicate nei suoi numerosi libri. Il percorso di visita si apre con una sezione inedita di foto in bianco e nero scattate da Steve McCurry tra il 1979 e il 1980 nel suo primo reportage in Afghanistan, dove era entrato insieme ai mujaheddin che combattevano contro l’invasione sovietica e si conclude con alcune foto recentissime, a colori, scattate ancora in Afghanistan, incorniciando così il racconto di una lunga avventura dedicata alla fotografia.

Steve McCurry con Biba Giacchetti

Oltre a presentare un’ampia e aggiornata selezione della produzione fotografica di Steve McCurry, la rassegna, come ha dichiarato il grande fotografo americano in occasione della presentazione della mostra, racconta la sua vita e la sua professione. Una rassegna, quella della Reggia di Venaria, che consente al visitatore di seguire il filo invisibile che lega le passioni di McCurry e la sua capacità di condividere la prossimità con la sofferenza, con la guerra, con la gioia e con la sorpresa. Per capire il suo modo di conquistare la fiducia delle persone che fotografa: «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te».

In ogni scatto di Steve McCurry è racchiuso un complesso universo di esperienze e di emozioni e molte delle sue immagini, a partire dal ritratto di Sharbat Gula, sono diventate delle vere e proprie icone, conosciute in tutto il mondo.

il mondo di Steve McCurry

Da circa 30 anni, Steve McCurry è considerato una delle voci più autorevoli della fotografia contemporanea. La sua maestria nell’uso del colore, l’empatia e l’umanità delle sue foto fanno sì che le sue immagini siano indimenticabili. Ha ottenuto copertine di libri e di riviste, ha pubblicato svariati libri e moltissime sono le sue mostre aperte in tutto il mondo.

una curiosa espressione di Steve McCurry

Nato a Philadelphia nel 1950, McCurry ha studiato cinema e storia alla Pennsylvania State University cominciando a collaborare come fotografo con un giornale locale. Dopo pochi anni di attività, McCurry compie un viaggio in India, il primo di una lunga serie, esplorando il Paese con la sua macchina fotografica.

Steve McCurry and streetphoto at VeniceDopo molti mesi di viaggio, si ritrova a passare il confine con il Pakistan dove incontra un gruppo di rifugiati dell’Afghanistan, che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro Paese, proprio quando l’invasione russa chiudeva i confini a tutti i giornalisti occidentali. McCurry trascorre settimane tra i mujahidin, riuscendo a mostrare al mondo le prime immagini del conflitto in Afghanistan, dando così un volto umano ad ogni titolo di giornale.

Da allora, McCurry ha continuato a scattare fotografie mozzafiato in tutti i sei continenti collaborando con le riviste più prestigiose (Time, Life, Newsweek, National Geographic, ecc.): i suoi lavori raccontano di conflitti, di culture che stanno scomparendo, di tradizioni antiche e di culture contemporanee, ma sempre mantenendo al centro del suo lavoro l’elemento umano.

la mostra dedicata a Steve McCurry a La Venaria

Steve McCurry è stato insignito di alcuni tra i più importanti premi della fotografia, inclusa la Robert Capa Gold Medal, il premio della National Press Photographers e per quattro volte ha ricevuto il primo premio del concorso World Press Photo. Il ministro della cultura francese lo ha nominato cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere e, più recentemente, la Royal Photographic Society di Londra gli ha conferito la Centenary Medal for Lifetime Achievement.

il mondo di Steve McCurry

“Il mondo di Steve McCurry” è allestito nella imponente Citroniera delle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria: la mostra, organizzata da La Venaria e da Civita Mostre, in collaborazione con SudEst57 e con il sostegno di Lavazza, resterà aperta sino al 25 settembre 2016 ed costituisce un avvenimento imperdibile per tutti coloro che amano la fotografia.

Nell’allestimento scenografico di Peter Bottazzi sono esposte 40 opere che Steve McCurry ha realizzato in Africa, America Latina e Asia nell’ambito del progetto di sostenibilità Lavazza Tierra! che dal 2002 vede l’azienda e la sua Fondazione impegnate in azioni di sviluppo e sostegno delle comunità caficultores. Una collaborazione, quella tra Lavazza e il grande fotografo, che si è ulteriormente rafforzata lo scorso anno con la realizzazione del Calendario Lavazza dedicato agli “Earth Defenders”, realizzato dal fotografo statunitense e firmato anche da Slow Food.

Francesca Lavazza board member del gruppo Lavazza

La passione per l’arte, per la fotografia e il design ci ha portati a collaborare con grandi artisti, investendo nella promozione e nella conservazione del patrimonio culturale italiano e mondiale. Essere ancora una volta al fianco di Steve McCurry, ed esserlo a Torino, nel territorio dove l’azienda è nata 120 anni fa, è motivo di soddisfazione” ha dichiarato Francesca Lavazza, Board member del Gruppo Lavazza.

Guarda la galleria delle immagini di OkFoto.it

ill mondo di Steve McCurry in mostra alla Reggia di Venaria

Elliott Erwitt, le fotografie in mostra a Palazzo Madama a Torino

Erwitt-Torino-Ritratto
Elliott Erwitt, le sue fotografie in mostra a Torino a Palazzo Madama
 
Elliott Erwitt nasce a Parigi nel 1928 da genitori russi di origine ebraica, trascorre l’infanzia a Milano sino al 1939, quando la famiglia è costretta ad emigrare negli USA per sfuggire al fascismo. Elliott frequenta la Hollywood High School di Los Angeles e contemporaneamente lavora in un laboratorio fotografico. Elliott diventa membro di Magnum Photos nel 1953, invitato a farne parte da Robert Capa, fondatore dell’agenzia che, insieme con la casa editrice d’arte Silvana Editoriale, ha organizzato la mostra dedicata a Erwitt, fotografo della commedia umana.
Ospitata a Palazzo Madama, nella Corte Medioevale, la mostra consente al pubblico di ammirare 136 fotografie in bianco e nero dell’artista, considerato uno dei più grandi fotografi mondiali, suddivise in tre sezioni.
Erwitt alla conferenza stampa di presentazione della mostra a TorinoElliott Erwitt, entrato nella Camera delle Guardie di Palazzo Madama accompagnato da Enrica Pagella, direttrice di Palazzo Madama – Museo Civico di Arte Antica, si è trovato di fronte a un folto pubblico di amanti della fotografia, di ammiratori a caccia del suo autografo, di fotografi che hanno iniziato a scattargli centinaia di fotografie. Tra il momento in cui Elliott si è accomodato al tavolo dei relatori e l’inizio della conferenza per la presentazione della retrospettiva a lui dedicata sono trascorsi alcuni minuti: nei quali Elliott Erwitt, in silenzio e con le mani appoggiate sul manico del suo bastone (al quale è legata una tromba come quelle che si usavano sulle auto d’epoca e che Elliott ha simpaticamente utilizzato per chiedere un po’ di spazio attorno a lui), continuava a guardare i fotografi attorno a lui e davanti al tavolo.
Erwitt e il suo simpatico bastone dotato di trombetta usato come clacsonAvremmo voluto, almeno per un istante, potergli leggere nella mente; curiosi di sapere cosa stava pensando di tutta quella operatività a lui dedicata, proprio nel campo in cui lui è maestro. Magari, ancora una volta, avrà pensato: “Si tratta di reagire a ciò che si vede, senza preconcetti: si possono trovare immagini da fotografare ovunque, basta semplicemente notare le cose e la loro disposizione, interessarsi a ciò che ci circonda e occuparsi dell’umanità e della commedia umana”.
La mostra retrospettiva dedicata a Elliott Erwitt resterà aperta sino al 1° settembre 2013, con i seguenti orari: da martedì a sabato ore 10 – 18, domenica 10 – 19, lunedì chiuso.
Il maestro Erwitt autografa il suo libro ad un appassionato di fotografia