Villa della Regina, una splendida costruzione sulla collina torinese

Villa della Regina, una splendida costruzione sulla collina torinese
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Villa della Regina è una splendida costruzione, circondata da giardini e fontane e una vigna, che costituisce il fondale scenografico di Torino oltre il fiume Po. La costruzione del complesso sulla collina torinese, sul modello delle ville romane, fu voluta dal principe cardinale Maurizio di Savoia, figlio del duca Carlo Emanuele I ad inizio Seicento. 
Sul sito della Soprintendenza www.artito.arti.beniculturali.it si legge che “nel 1657 la moglie Lodovica ne amplia fabbricati e giardini, aggiornando decorazioni e arredi. Nel 1692 la Vigna passa ad Anna d’Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II, che dispone, in quella che ormai sarà chiamata Villa della Regina, importanti interventi. Con la guida dell’architetto Filippo Juvarra, e poi di Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano, si ridefiniscono spazi e rapporti con il giardino, l’arredo e le decorazioni seicentesche, con il coinvolgimento dei grandi artisti all’opera nei cantieri regi della capitale del regno”.

 

La caratteristica del progetto iniziale di vigna, poi villa con i padiglioni aulici, le grotte, i giochi d’acqua nei giardini e nel parco e le zone di servizio ed agricole, fu conservata anche quando  Vittorio Emanuele II nel 1868 donò il complesso all’Istituto per le Figlie dei Militari.

Nel Novecento i danni dei bombardamenti, la mancata manutenzione del delicato equilibrio fra la costruzione e giardini, seguita da graduale abbandono, parziali smembramenti, ed interventi impropri, avevano compromesso lo straordinario complesso . 

 

A partire dal 1994 la Soprintendenza per i Beni Storici del Piemonte  guidò l’opera di restauro, realizzata con fondi statali, di enti e privati, riportando la Villa della Regina al suo antico splendore.
Una delle tante meraviglie di Torino e dell’Italia, forse non sufficientemente conosciuta e curata.
Lasciando alle spalle piazza Vittorio e la basilica della Gran Madre, si sale lungo la via che porta il nome della Villa, per poi salire lungo la Strada santa Margherita che conduce sino al colle della Maddalena.
Certamente il turista straniero, che difficilmente può  capire come funzionino le cose nel Bel Paese (per cui può accadere che certi interventi spettino al Comune, altri alla Provincia, altri ancora alla Regione e, infine, anche al Ministero dei Beni Culturali), arrivando nei pressi della Villa, si stupirà di non vedere segnalato un parcheggio auto, dovrà lasciare l’auto in uno sterrato, pieno di buche, fango e cartacce, non troverà le strisce pedonali per attraversare una strada con tante curve e, ultima sorpresa, scoprirà che per visitare un tale gioiello… non dovrà pagare neppure un centesimo.

 

 Ovviamente, se al termine della visita il nostro turista (straniero o no) volesse acquistare un libro sulla Villa, qualche cartolina ricordo o magari una bottiglia del vino della Vigna reale non potrà farlo: perché la presenza del poco personale in loco, è appena sufficiente per controllare che nessuno scatti fotografie all’interno delle sale della Villa, che non faccia danni e  per organizzare una visita guidata del Palazzo.
Torino e il Piemonte hanno già fatto molto per migliorare l’accoglienza turistica: la Villa della Regina dovrà maggiormente essere valorizzata.
Affacciarsi dalle sue balconate offre al visitatore uno spettacolo emozionante: con tutta la Città ai piedi della collina e l’arco alpino a racchiuderla.
 

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