Halloween in Reggia, il party più spettacolare dell’anno

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Halloween in Reggia, un party dove tutto (o quasi) è permesso, dove la magia si ripete. Mostri, streghe, zombie, personaggi di tutti i tempi, realmente esistiti o di fantasia, hanno invaso la Reggia di Venaria nella notte più buia e terrificante dell’anno.

Halloween in Reggia L’imponente Reggia barocca, alle porte di Torino, con i suoi vasti giardini, rappresenta uno dei più significativi esempi della magnificenza dell’architettura e dell’arte del XVII e XVIII secolo. Opera del Castellamonte, si deve all’architetto Filippo Juvarra la realizzazione della manica a Sud: l’armonia e le proporzioni conferite ai nuovi spazi, i sontuosi decori di stucchi, cornici, lesene della Galleria Grande, erano destinati a rendere l’impianto scenico juvarriano un capolavoro dell’architettura di tutto il Settecento.

La Galleria è uno degli ambienti più sorprendenti e spettacolari dell’intero complesso, con un ricchissimo apparato decorativo. Le dimensioni della Galleria sono ragguardevoli, con un’altezza al centro volta di circa 15 metri, una lunghezza di circa 80 metri ed una larghezza di 12 metri.

Una delle peculiarità della Galleria Grande è lo splendore dei fasci di luce generati dalle 44 ampie finestrature e dai grandi 22 “occhi” (aperture ovali all’interno e rettangolari all’esterno) posti sulla volta che consentono un gioco di luci e penombre tali da esaltare la varietà degli infiniti decori e delle due esedre, suggestionando inesorabilmente i visitatori.

Halloween in Reggia, party spettacolareLa Galleria Grande, dopo avere ospitato a metà ottobre i personaggi in costumi del Settecento che hanno dato vita alla Nuit Royale, è stata la sede spettacolare del party di Halloween.

Halloween in ReggiaLa festività di Halloween, da sempre molto radicata nei paesi anglofoni, sta prendendo sempre più piede anche nel nostro Paese, con la tradizione di indossare abiti che si distinguono per una spiccata propensione al macabro e al grottesco.

La pratica di indossare costumi la notte di Halloween deriverebbe dalla credenza che, nella notte del 31 ottobre, molti esseri sovrannaturali e le anime dei morti abbiano la capacità di girovagare sulla Terra tra i viventi.

Halloween in Reggia, sorrisi e divertimentoNonostante la prima attestazione di indossare costumi la notte del 31 ottobre risalga al 1585 in Scozia, non è certo che essa sia ascrivibile alla festività che oggi chiamiamo Halloween. Indubbiamente, le prime referenze certe su tale pratica si attestano sul finire del 1700 in Scozia ed Irlanda.

Halloween in ReggiaRitorna dunque il ‘700: così, mentre stavamo arrivando alla Reggia (in una serata rischiarata da una bella luna, invece che essere caratterizzata dalla nebbia, che ci si immagina non possa mancare nella notte di Halloween …), per un attimo abbiamo immaginato che, nella Reggia si aggirasse il fantasma dello Juvarra, curioso di vedere un insolito e particolare utilizzo della sua Galleria Grande.

Attorno a noi i tanti personaggi di Halloween in Reggia, evento organizzato da Prince Experience, che ci hanno permesso di realizzare una gallery molto particolare: guardala, magari ci sei anche tu …

Halloween in Reggia

Il soggiorno di Napoleone alla Palazzina di caccia di Stupinigi

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Il soggiorno di Napoleone alla Palazzina di caccia di Stupinigi

La Palazzina di Caccia di Stupinigi  continua nella ormai consolidata tradizione di offrire ai turisti e ai visitatori, oltre alle meraviglie delle sale della residenza e allo spettacolo del parco che la circonda, la rievocazione di periodi che hanno segnato la Storia della Palazzina stessa. Un programma di iniziative che copre – con differenti argomenti – tutto l’anno e che aveva in calendario, per domenica 9 ottobre, la ricostruzione delle atmosfere di inizio ‘800, quando nella residenza soggiornarono prima Napoleone Bonaparte (dal 5 maggio al 16 maggio 1805, prima di recarsi a Milano per cingere la Corona Ferrea), poi, nel 1808, la sorella Paolina Bonaparte assieme al marito Camillo Borghese, governatore del Piemonte.

Napoleone Bonaparte a Stupinigi

Al tempo, Napoleone Bonaparte era imperatore dei Francesi e aveva al suo fianco la prima moglie, l’imperatrice Giuseppina di Beauharnais: a Napoleone, che tornerà a Torino anche nel 1807, spetta la decisione per la costruzione del ponte di pietra della Gran Madre, il ponte sul Po che collega piazza Vittorio con la chiesa della Gran Madre costruita, ironia della sorte, per festeggiare la caduta dell’imperatore e  il ritorno sul trono dei Savoia nel 1814.

Vita di corte a Stupinigi ai tempi di Napoleone

Per molti turisti, arrivati alla Palazzina per la  visita della costruzione dello Juvarra, è stata  una gradita sorpresa: perchè hanno  potuto assistere alle scene di vita di corte senza alcun supplemento del costo del biglietto di ingresso.
Per tutta la giornata i gruppi storici Le vie del Tempo e 111ème Régiment de Ligne – con la partecipazione di rievocatori provenienti da tutta Italia, ma anche dalla Francia e dalla Russia- hanno riportato alla luce un  periodo particolarmente prestigioso della storia della Palazzina di Caccia di Stupinigi, ricostruendo con accurata precisione storica la vita della corte imperiale.

Napoleone nel salone da ballo di Stupinigi
Grazie a tableaux vivants e animazioni nel cortile d’onore e lungo il percorso di visita è stata ricostruita una “giornata tipo” di Napoleone con gli impegni militari, i momenti formali, i balli e le altre attività di svago.
Nel cortile d’onore ha avuto luogo la passeggiata dell’imperatore con gli ufficiali e le dame al seguito; nel salone centrale si è svolto l’incontro con i dignitari e gli aristocratici piemontesi; nell’appartamento di Levante, infine, era possibile ammirare le scene di vita quotidiana,  il pasto e il congedo.

Dignitari di corte dell'800 Per i visitatori è stata anche l’occasione per vedere la preziosa carrozza appartenuta all’imperatore e conservata presso la Palazzina di Stupinigi.

Napoleone e l'imperatrice dei Francesi nel salone di Stupinigi

Tra circa un mese (il 13 novembre, per la precisione) è in calendario un altro evento che meriterà di essere visto: la ricostruzione (vogliamo sperare senza l’uccisione di alcun animale!) dei riti della caccia reale in occasione della festa di Sant’Uberto.

Napoleone Bonaparte e la moglie Giuseppina a Stupinigi

Le immagini di Napoleone alla Palazzina di Stupinigi sono disponibili  nell’album curato da Okfoto.it

L'imperatore Napoleone a pranzo alla Palazzina di Stupinigi L'arrivo di Napoleone alla Palazzina di Stupinigi

 

 

 

 

Per maggiori dettagli e informazioni sul soggiorno dell’imperatore a Stupinigi si rimanda alla recentissima pubblicazione dedicata alla Palazzina di Stupinigi nel periodo della presenza di Napoleone : “Stupinigi Capitale dell’Impero” scritta da Alessia Giorda e Francesco Ganora.

Clicca sull’immagine per ingrandirla.

La vita di Corte nei giardini della Palazzina di caccia di Stupinigi

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Costumi di Corte alla Palazzina di Stupinigi Sarà per quel diminutivo (Palazzina), per il riferimento alla caccia, che per i più ha ormai una notazione negativa, sarà per il fatto che Stupinigi è un piccolo borgo non molto conosciuto, sarà perché nel suo nome non compare nessun riferimento regale o nessun nome di re o principe, ma sta di fatto che quando si arriva alla Palazzina di caccia di Stupinigi ogni visita equivale a una piacevolissima sorpresa: per la bellezza della dimora, per il contesto  in cui è inserita, fatto di giardini, prati, boschi e vecchie fattorie, oltre che -ovviamente- per la ricchezza e l’importanza degli oggetti che ne formano l’arredamento.

A questo si aggiunga che domenica scorsa i visitatori hanno avuto modo di vedere rappresentate le abitudini di Corte, grazie all’impegno di due gruppi storici (Nobiltà sabauda e Le vie del tempo) che hanno replicato il successo di pubblico ottenuto con la rievocazione del matrimonio reale dello scorso febbraio.

La Palazzina di Stupinigi, opera di Filippo Juvarra

La manifestazione, che fa parte del calendario proposto dalla Palazzina di caccia di Stupinigi (Life, istantanee di vita di corte), per tutto il pomeriggio di domenica ha consentito al pubblico di vedere personaggi in costume storico riproporre le atmosfere delle giornate primaverili nelle residenze sabaude tra Settecento e Ottocento.

Vita di Corte alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Tema della rievocazione è stato il Loisir nei giardini: tableaux-vivants e animazioni hanno  dato l’opportunità ai visitatori di partecipare ad un viaggio nel passato e di immergersi in quelle che erano le abitudini della Corte.
 In occasione della manifestazione dello scorso febbraio (Matrimonio reale ) c’era stata qualche protesta per le code che si erano create all’ingresso: il problema è stato  risolto consentendo a tutti un accesso il più semplice possibile; eliminati i gruppi all’ingresso, i visitatori sono potuti entrare man mano lungo il percorso che comprendeva  il giardino antistante la Palazzina, il giardino dell’elefante Fritz e l’affaccio sui bellissimi giardini della Palazzina da cui partivano i percorsi di caccia, dietro al Salone d’Onore. 
I personaggi in costume circolavano nei giardini e in alcune sale della Palazzina ricreando scenari tipici di quadri e affreschi tuttora visibili all’interno del gioiello architettonico di Filippo Juvarra, come il dipinto di Ignazio Sclopis “Veduta lato giardino” del 1773, esposto nell’Andito di Passaggio.

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In occasione delle rappresentazione dei balli di quei periodi ci sono stati momenti, molto apprezzati dal pubblico, in cui i visitatori sono stati invitati a partecipare ai balli stessi: creando così delle divertenti situazioni in cui le coppie danzanti erano magari formate da un ballerino in divisa militare dell’Ottocento e dalla dama in jeans e maglietta.

Particolare della Palazzina di caccia di Stupinigi

La galleria delle immagini del pomeriggio a Stupinigi è disponibile  sulla pagina di OkFoto.it

Il borgo e la chiesa di Stupinigi

 

Teatro Regio, la fabbrica dei sogni

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Buon compleanno, Teatro Regio!
Il Teatro Regio di Torino, progettato dall’architetto Carlo Mollino, fu inaugurato il 10 aprile 1973 con l’opera di Verdi “I vespri siciliani”, con la regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano. Nell’ambito delle manifestazioni “Teatro Regio, 1973-2013, la rinascita” è stata organizzata una giornata di apertura straordinaria, dando così a molti la possibilità di visitare il Teatro, in tutte le sue parti.
Le origini del teatro risalgono al XVIII secolo quando Vittorio Amedeo II decise di commissionare all’architetto Filippo Juvarra la progettazione e la costruzione di un grande teatro nell’ambito del più generale riassetto urbano di piazza Castello. L’intento sarà perfezionato da Carlo Emanuele III (incoronato re nel 1730) il quale, in seguito alla morte dello Juvarra, affidò il progetto all’architetto Benedetto Alfieri. Il Regio Teatro, costruito in soli due anni, fu inaugurato nel dicembre del 1740. Nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1936 il Teatro Regio fu completamente distrutto da un incendio, causato da un corto circuito nei sotterranei. Furono necessari 37 anni per la ricostruzione e giungere alla inaugurazione del nuovo Teatro Regio: 40 anni fa.
Nel Foyer del Toro, che prende il nome dal simbolo di Torino e del Teatro, collocato al centro delgrande mosaico in marmo, con una superficie totale di 750 mq e che può ospitare fino a 300 persone, è possibile visitare la mostra, curata da Paola Giunti e Simone Solinas, con la storia dei progetti della ricostruzione del Teatro, con numerosi e interessanti disegni originali di Carlo Mollino, messi a disposizione dal Politecnico di Torino.
A pochi metri dalla sede della mostra “Il Re e l’Architetto”, ospitata nelle sale espositive dell’Archivio di Stato, in piazzetta Mollino, ecco dunque una  rappresentazione che, parafrasandone il titolo , potremmo chiamare “Il Regio e l’Architetto”.
 Nel Foyer d’ingresso, oltre ad alcuni raffinati costumi teatrali, è esposto il modello in dimensioni reali, oltre 5 metri di lunghezza, dell’auto del futuro progettata da Carlo Mollino negli Anni ’50 e realizzata dal Carrozziere Stola.
Nelle fotografie, alcuni momenti della festa di compleanno del Teatro Regio che, facendo nostre le parole del Sovrintendente Walter Vergnano, può ben definirsi “meravigliosa fabbrica di sogni” di una Città che “ a pieno titolo, può definirsi Capitale della Musica”.