Cecily Brown alla GAM di Torino

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GAM ospita la mostra di Cecily Brown

La Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino ospita dal 17 ottobre sino al 1 febbraio 2015 la mostra delle opere di Cecily Brown, una delle artiste più celebrate al mondo. Nata a Londra nel 1969, dove è cresciuta a stretto contatto con lo straordinario ambiente artistico, Cecily Brown si è poi trasferita negli Stati Uniti dove vive e lavora.

Un dipinto di Cecily Brown

La mostra organizzata dalla GAM costituisce la prima grande esposizione organizzata in un museo italiano, rappresentando un appuntamento eccezionale che consente al pubblico di ammirare circa 50 opere, provenienti dallo studio dell’artista e da alcune delle più ricche raccolte d’arte private europee e americane.

i dipinti di Cecily Brown in mostra alla GAM

Ospitata negli spazi di Underground Project, la mostra racconta la ricerca artistica di Cecily Brown attraverso 18 dipinti di grandi dimensioni (fino a 5 metri), 24 opere su carta e 7 monotipi.

La mostra di Cecily Brown alla GAM

Le opere di Cecily Brown, che negli ultimi anni hanno raggiunto quotazioni molto elevate, fanno parte delle collezioni di prestigiosi musei tra cui Solomon R. Guggenheim Museum di New York e Tate Gallery di Londra. Sono state esposte in molte città, tra cui  Washington (2002),  Madrid (2004),  Oxford (2005),  Boston (2006),  Amburgo (2009).

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Una piccola anticipazione dell’opera di Cecily Brown era stata esposta nel 2003, in una mostra anche allora curata dal direttore della GAM Danilo Eccher, presso Macro Roma.

Cecily Brown davanti a un suo dipinto Cecily-Brown

La mostra è stata resa possibile anche grazie al generoso supporto di Gagosian Gallery,

Cecily Brown e Danilo Eccher alla GAM di Torino  Danilo Eccher applaude Cecily Brown

La GAM, a soli pochi giorni dall’apertura della mostra dedicata all’opera prima di Roy Lichtenstein, che resterà aperta sino al 25 gennaio 2015, offre dunque un’altra importante occasione di visita.

Le opere di Cecily Brown in mostra alla GAM

Per informazioni su orari e biglietti di ingresso visita il sito della GAM.

Una espressione di sorpresa di Cecily Brown alla GAM

 

 

Il direttore della GAM Danilo Eccher

Maserati Boomerang nelle fotografie di Juergen Teller per Louis Vuitton

Maserati Boomerang di Giugiaro

 

Maserati Boomerang di  Giugiaro

In occasione del Raduno del Centenario Maserati, una delle vetture che ha maggiormente attirato l’attenzione degli appassionati di auto storiche è stata sicuramente  la Maserati Boomerang: una concept car  progettata da Giorgetto Giugiaro e costruita  in un solo esemplare nel 1972.

Un’automobile così particolare, unico esemplare esistente al mondo, testimonianza di un elevato lavoro di ingegneria e di design, meriterebbe addirittura di essere esposta in qualche Museo, così come avviene per la Cisitalia esposta al Museum of modern art di New York o per la Lotus esposta al Moderna Museet di Stoccolma.

Il prototipo della Boomerang, geniale creatura di Giugiaro, fu esposta per la prima volta al Salone dell’Automobile di Torino del 1971 (anno in cui fu presentata la Lamborghini Countach); l’anno successivo, al Salone internazionale dell’Automobile di Ginevra, fu esposto il modello funzionante.

Boomerang Maserati

Il design della Boomerang influenzò profondamente i progetti  di Giugiaro per molti anni. I suoi angoli spigolosi e la forma a cuneo  sono  facilmente riconoscibili nella Maserati Merak, nella Lotus Esprit e nella DeLorean DMC-12.

La Boomerang è mossa dal motore della Maserati Bora, un  8 cilindri a V da 4719 cc di cilindrata erogante 310 hp, con doppio albero a camme. Ha trazione posteriore , il cambio a cinque rapporti manuali ed interni completamente rivestiti. Raggiunge i 300 km/h di velocità.

l'interno della Boomerang con la strumentazione sul volanteUna delle sue caratteristiche più peculiari era l’innovativo cruscotto, con tutti gli strumenti inseriti al centro del volante ancorato solamente sulla corona,  così da potere ruotare liberamente attorno agli indicatori della strumentazione che rimaneva fissa.

La Maserati Boomerang, benchè registrata come auto da strada,  fu sempre utilizzata come vettura per esposizioni. Dopo il Salone dell’automobile di Barcellona del 1974  fu acquistata da un privato. Nel 1990  fu esposta al Bagatelle Concours di Parigi e mostrata   al Monterey Historic Automobile Races nel 2000.

A conferma della particolarità di questa vettura, la stessa è stata utilizzata nella campagna pubblicitaria della casa del lusso Louis Vuitton per la collezione autunno / inverno 2014 fotografata da Juergen Teller.

la linea a cuneo disegnata da Giugiaro

Una ulteriore testimonianza, se ancora ce ne fosse bisogno, della grandezza e genialità di Giorgetto Giugiaro, a cui si deve, tra l’altro, la VolksWagen Golf: un successo che dura dal 1974.

Il designer piemontese, che  aveva iniziato a lavorare ancora giovanissimo alla scuola di Dante Giacosa alla Fiat prima di passare alla Bertone e  poi alla Ghia, due nomi dell’ eccellenza italiana purtroppo scomparsi dal panorama automobilistico, nel 1968 ha fondato con Aldo Mantovani la ItalDesign  che, dal 1990, è entrata nell’orbita del Gruppo VolksWagen, azionista per oltre il 90% del capitale.

 

Maserati Boomerang

 

In the campaign for its new Fall / Winter collection, Louis Vuitton features ItalDesign’s spectacular 1972 Maserati Boomerang concept in photos by Juergen Teller. The Boomerang, penned by Giorgetto Giugiaro, is a runner built atop Maserati Bora mechanicals.

maserati boomerang

Vertice europeo dei ministri della Cultura alla Reggia di Venaria

Il ministro Franceschini al vertice europeo alla Reggia di Venaria

 Il ministro Franceschini al vertice europeo alla Reggia di Venaria

Torino diventa capitale europea della Cultura ospitando, il 23 e 24 settembre 2014, il vertice informale dei Ministri UE della Cultura, autorevole riconoscimento alla centralità che la cultura ha assunto in questi anni nell’identità del capoluogo piemontese.

L’incontro è organizzato nell’ambito del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

 Fleur Pellerin Androulla Vassiliou alla Reggia di Venaria

Per accogliere l’evento Torino ha organizzato la “settimana europea della Cultura”, dal 20 al 28 settembre, una serie particolarmente intensa di incontri e appuntamenti tra cui, nella serata del 23 settembre, la “notte blu della Cultura” con i musei aperti – con ingresso gratuito – fino a mezzanotte. Negli stessi giorni alcune piazze e monumenti della città sono illuminati di blu in onore alla bandiera dell’Europa Unita.

Vertice europeo dei ministri della cultura alla reggia di VenariaConsiglio europeo dei ministri della cultura alla reggia di Venaria

Una Reggia della Venaria circondata dalle forze dell’ordine e blindata come non l’abbiamo mai vista, è la fantastica cornice del Consiglio informale dei  ministri europei della cultura e delle rispettive delegazioni, accolte dal ministro Franceschini e dal sindaco di Torino Fassino.

Il ministro Franceschini alla Venaria  Philippe Daverio alla Venaria in occasione della riunione dei ministri europei della Cultura

In concomitanza con il meeting, si svolge la conferenza internazionale “Il patrimonio culturale come bene comune: verso una gestione partecipativa del patrimonio culturale nel terzo millennio” aperta, dopo il saluto di benvenuto di Piero Fassino, dal ministro per i Beni, le attività culturali, e il turismo, Dario Franceschini e dal Commissario europeo per la Cultura, Androulla Vassiliou.

Riunione dei ministri europei della Cultura a Torino ec-europa

Splendori delle Corti italiane: la mostra degli Este alla Reggia di Venaria

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la mostra degli Este alla Reggia di Venaria
Dall’8 marzo sino al 6 luglio saranno esposte alla Reggia di Venaria le opere di Correggio, Tiziano, Tintoretto, Guercino, Velàzquez e di altri importanti maestri.
Sarà così possibileammirare i principali capolavori del collezionismo estense provenienti sia dalla Galleria Estense di Modena, attualmente chiusa al pubblico in seguito agli eventi sismici del 2012, sia da altri prestigiosi musei italiani ed europei.
l'ingresso della Reggia di Venaria
L’esposizione intende presentare il ruolo e l’importanza della corte degli Este in riferimento ai periodi di regno di Ferrara, sede originaria e capitale del primo dominio estense, e di Modena, nuova capitale dal 1598, dopo la restituzione forzata dei territori ferraresi al dominio diretto del Papa.
La mostra che si apre sabato 8 marzo alla Reggia di Venariaaccompagna il pubblico in un affascinante percorso che va dal Rinascimento dell’età del duca Alfonso I (1505-1534), committente di Tiziano, Dosso Dossi e dei leggendari Camerini d’alabastro del castello di Ferrara, allo splendore barocco del ducato di Francesco I (1629-1658), senza tralasciare la preziosa produzione letteraria e musicale rievocata con la presenza della celebre Arpa Estense.
Il duca Francesco, la cui immagine è inserita nella storia dell’arte grazie ai magnifici ritratti realizzati dal Velázquez e dal Bernini, seppe trasformare Modena in una capitale degna di un sovrano di statura internazionale; nel Palazzo Ducale di Modena nasceva la Galleria di pittura con i capolavori di Correggio, Tintoretto, Guido Reni e Guercino che, insieme con quelli di Tiziano, Dosso Dossi, Velázquez, Jean Boulanger ed altri, sono in mostra alla Reggia di Venaria.
i giardini della Reggia di Venaria
In concomitanza con la mostra e in solidarietà con il territorio dell’Emilia Romagna, vengono restaurate, con il contributo della Reggia di Venaria e del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, due pale d’altare provenienti dalla chiesa di San Francesco di Mirandola, gravemente danneggiata dal terremoto del 2012, visibili in una sezione dedicata.
Fabrizio Del Noce, presidente del Consorzio della Venaria Reale 
Molti gli eventi che caratterizzeranno la stagione 2014 della splendida residenza barocca alle porte di Torino: tra gli altri ricordiamo la “Festa degli orti reali” dal 30 maggio al 2 giugno 2014, una due giorni internazionale dedicati alle carrozze d’epoca (5 e 6 luglio), una festa in costumi del 18° secolo il prossimo 4 ottobre e il ballo in stile viennese fissato per il 15 novembre.
la cappella di Sant'Uberto nella Reggia di Venaria
 
Per le informazioni su orari e biglietti per l’accesso alla mostra accedi a

Mattino a Torino: i colori della nebbia

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La punta della Mole e gli ultimi piani del grattacielo Intesa bucano la nebbia su Torino
La natura dà spettacolo!
Ogni giorno è differente e le cose belle che ci circondano sono tantissime: il fatto è che, troppo spesso, non abbiamo il tempo per soffermarci a guardarle.
Così ci perdiamo tanti momenti di vita.
Torino nascosta dalla nebbia: sullo sfondo le Alpi innevate
La nebbia nasconde Torino: si scorge la punta della Mole Antonelliana
Oggi per fortuna è sabato: non ci sono scuse. Anche se le cose da fare sono tante, come sempre, almeno non c’è l’assillo dell’orario da rispettare.  

Quale migliore occasione per scattare alcune fotografie di Torino?

la nebbia avvolge le case di Torino nei pressi di ponte Sassi
La Mole Antonelliana spunta dalla nebbia che avvolge Torino
Sullo sfondo si vedono le montagne coperte di neve, la città è nascosta sotto una coltre di fitta nebbia dalla quale emergono la vetta della Mole Antonelliana e gli ultimi piani del grattacielo Intesa Sanpaolo.
Altre fotografie dei colori della nebbia sono sulla nostra pagina Facebook

Clicca sulle fotografie per ingrandirle.

 

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la nebbia nasconde anche la Mole Antonelliana e il grattacielo Sanpaolo
 

Stratorino, le fotografie della corsa per tutti

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Si è corsa domenica 17 novembre, in occasione della Turin Marathon (clicca qui ), la Stratorino, una manifestazione non competitiva che coinvolge tutti gli amanti dello sport: adulti, ragazzi, bambini, famiglie, chi da solo, chi in compagnia del suo cane, tutti insieme a piedi sul percorso di circa 7 chilometri, con partenza e arrivo in piazza San Carlo.
Partiti pochi minuti dopo gli atleti della Turin Marathon, le migliaia di persone iscritte alla Stratorino hanno seguito lo stesso percorso della maratona su corso Moncalieri, per poi ritornare verso il salotto di Torino attraversando il Po sul ponte Isabella.
La Stratorino è una occasione per camminare nei viali della città e ammirarne le bellezze; ci sembra anche una buona occasione per richiamare gli amministratori pubblici a prestare maggiore attenzione alle necessità di quelle persone che, con eleganza di termini, chiamiamo “diversamente abili”: persone che, più sfortunate di noi, devono in ogni istante superare difficoltà anche nelle cose che le persone “normalmente abili” non prendono neppure in considerazione, se non in rare occasioni.
Ad esempio: le buche sui marciapiedi, le auto parcheggiate sulle strisce pedonali, gli scalini dei marciapiedi e dei negozi, la difficoltà di trovare parcheggi per le loro auto, le pozzanghere in cui devono passare con la loro carrozzella, ecc.
Per questo abbiamo scelto di pubblicare alcune fotografie di una Stratorino “diversa”: altrettanto bella,  lasciando in secondo piano il pettorale numero 1 dell’assessore Coppola.
Nella speranza che la Stratorino diventi una corsa speciale verso una città più vivibile per tutti.
D’altra parte in quel bellissimo libro che è “Nati due volte”, Giuseppe Pontiggia ha scritto:
Che cosa è normale? Niente. Chi è normale? Nessuno. Quando si è feriti dalla diversità, la prima reazione non è di accettarla, ma di negarla. E lo si fa cominciando a negare la normalità.”
Altre fotografie sono visibili qui

Villa della Regina, una splendida costruzione sulla collina torinese

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Villa della Regina è una splendida costruzione, circondata da giardini e fontane e una vigna, che costituisce il fondale scenografico di Torino oltre il fiume Po. La costruzione del complesso sulla collina torinese, sul modello delle ville romane, fu voluta dal principe cardinale Maurizio di Savoia, figlio del duca Carlo Emanuele I ad inizio Seicento. 
Sul sito della Soprintendenza www.artito.arti.beniculturali.it si legge che “nel 1657 la moglie Lodovica ne amplia fabbricati e giardini, aggiornando decorazioni e arredi. Nel 1692 la Vigna passa ad Anna d’Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II, che dispone, in quella che ormai sarà chiamata Villa della Regina, importanti interventi. Con la guida dell’architetto Filippo Juvarra, e poi di Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano, si ridefiniscono spazi e rapporti con il giardino, l’arredo e le decorazioni seicentesche, con il coinvolgimento dei grandi artisti all’opera nei cantieri regi della capitale del regno”.

 

La caratteristica del progetto iniziale di vigna, poi villa con i padiglioni aulici, le grotte, i giochi d’acqua nei giardini e nel parco e le zone di servizio ed agricole, fu conservata anche quando  Vittorio Emanuele II nel 1868 donò il complesso all’Istituto per le Figlie dei Militari.

Nel Novecento i danni dei bombardamenti, la mancata manutenzione del delicato equilibrio fra la costruzione e giardini, seguita da graduale abbandono, parziali smembramenti, ed interventi impropri, avevano compromesso lo straordinario complesso . 

 

A partire dal 1994 la Soprintendenza per i Beni Storici del Piemonte  guidò l’opera di restauro, realizzata con fondi statali, di enti e privati, riportando la Villa della Regina al suo antico splendore.
Una delle tante meraviglie di Torino e dell’Italia, forse non sufficientemente conosciuta e curata.
Lasciando alle spalle piazza Vittorio e la basilica della Gran Madre, si sale lungo la via che porta il nome della Villa, per poi salire lungo la Strada santa Margherita che conduce sino al colle della Maddalena.
Certamente il turista straniero, che difficilmente può  capire come funzionino le cose nel Bel Paese (per cui può accadere che certi interventi spettino al Comune, altri alla Provincia, altri ancora alla Regione e, infine, anche al Ministero dei Beni Culturali), arrivando nei pressi della Villa, si stupirà di non vedere segnalato un parcheggio auto, dovrà lasciare l’auto in uno sterrato, pieno di buche, fango e cartacce, non troverà le strisce pedonali per attraversare una strada con tante curve e, ultima sorpresa, scoprirà che per visitare un tale gioiello… non dovrà pagare neppure un centesimo.

 

 Ovviamente, se al termine della visita il nostro turista (straniero o no) volesse acquistare un libro sulla Villa, qualche cartolina ricordo o magari una bottiglia del vino della Vigna reale non potrà farlo: perché la presenza del poco personale in loco, è appena sufficiente per controllare che nessuno scatti fotografie all’interno delle sale della Villa, che non faccia danni e  per organizzare una visita guidata del Palazzo.
Torino e il Piemonte hanno già fatto molto per migliorare l’accoglienza turistica: la Villa della Regina dovrà maggiormente essere valorizzata.
Affacciarsi dalle sue balconate offre al visitatore uno spettacolo emozionante: con tutta la Città ai piedi della collina e l’arco alpino a racchiuderla.
 

Una corsa da re negli splendidi scenari della Reggia di Venaria e del Parco La Mandria

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Una corsa da re : l’appuntamento è fissato per domenica 13 ottobre 2013 per una corsa che si snoderà nel fantastico scenario della Reggia di Venaria e del Parco La Mandria.

La cappella di Sant’Uberto
 
La manifestazione sarà preceduta dalla Corsa del Principino,
 sabato 12 ottobre 2013: una  passeggiata indimenticabile (di 1.000 metri) nel Parco La Mandria.
Lo scorso anno Una corsa da re ebbe uno straordinario successo: quest’anno si cercherà di fare ancora meglio per questa corsa podistica, competitiva e non, dedicata a tutti gli appassionati di sport, bellezza e natura, organizzata in occasione del secondo anno di collaborazione fra il Parco naturale La Mandria e il Consorzio La Venaria Reale per i festeggiamenti del sesto anniversario della apertura della Reggia di Venaria.
Tre i percorsi previsti: 4 km, 10 km e 21 km: quest’ultima sarà sia competitiva, sia non competitiva, con un percorso che si snoderà nel Parco e si concluderà nel cortile d’onore della Reggia.
La manifestazione, organizzata dal Consorzio La Venaria Reale, dal Parco La Mandria, dalla Regione Piemonte e dalla Città di Venaria Reale, in collaborazione con Base Running ASD, si presenta come uno degli eventi podistici più affascinanti e ambiti anche a livello nazionale, per la magnificenza dello scenario in cui si svolge e per le particolari suggestioni che offre ai partecipanti. 
Una Corsa da Re è aperta ad un pubblico di appassionati podisti e a chiunque abbia voglia di passare una giornata immerso nella natura incontaminata del Parco della Mandria, nella bellezza mozzafiato dei Giardini della Venaria, con la spettacolare maestosità del Complesso sabaudo e il Borgo Antico di Venaria Reale.
Una Corsa da Re diventa anche un’occasione per i corridori e le famiglie per visitare la Reggia e le sue bellissime mostre, Roberto Capucci. La ricerca della regalità  ( qui trovi le immagini  ); Carrozze Regali. Cortei di gala di Papi, Principi e Re (   vedi galleria immagini  );  Paolo Veronese e i Bassano e La Barca Sublime; per partecipare agli spettacoli e alla festa che animeranno la Reggia, la Corte d’onore e i Giardini e che si concluderà con l’ormai tradizionale taglio della torta per il sesto compleanno del Complesso.

Noi saremo presenti per scattare le fotografie dei partecipanti alla Corsa: seguici sul blog di www.okfoto.it

Pubblicheremo una galleria delle immagini per la 10 km e una per la 21 km sulla nostra pagina Facebook: clicca qui





Le fotografie dei portici di Torino

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I portici di piazza San Carlo
Anche in queste giornate di pioggia Torino ti regala la possibilità di passeggiare con calma per le sue vie e le sue piazze, per ammirarne le numerose bellezze architettoniche, oltre che a invitarti a una sosta nei suoi famosi caffè storici e a guardare le vetrine delle boutique.
I portici di Torino si estendono per oltre 16 chilometri; qualcuno dice 18, includendo anche quelli che sono stati costruiti in quartieri periferici. Alcuni lastricati in pietra (via Po, piazza San Carlo, piazza Castello, corso Vittorio Emanuele), altri  in marmo (via Roma, con le vetrine dei grandi marchi del lusso), i portici costituiscono una caratteristica architettonica urbana unica per estensione, continuità, luminosità e sviluppo su vie, corsi e piazze.
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I portici di piazza Carlo Alberto

























Torino  disponeva di portici fino dal Medioevo, come ne è esempio la piazza delle Erbe davanti all’attuale Municipio (ora piazza Palazzo di Città); però soltanto all’inizio del Seicento il portico diventa elemento di particolare rilievo: ne è prova l’ordinanza del giugno 1606 di Carlo Emanuele I che si riferisce alla costruzione della piazza Castello. In seguito sarà progettata e costruita a portico piazza San Carlo (1630-1650) (Castellamonte), mentre Filippo Juvarra costruisce i portici nei quartieri di Porta Susina e nella piazzetta del mercato di Porta Palazzo; nel 1756 Benedetto Alfieri riprende e attua il progetto dei nuovi portici sulla piazza Palazzo di Città.
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Galleria Subalpina, particolare

Nell’800 altri spazi porticati si aggiungono a quelli esistenti: piazza Vittorio Emanuele I (ora piazza Vittorio Veneto), poi piazza Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova, e infine piazza Statuto.

I portici di corso Vittorio Emanuele II e corso Vinzaglio, delle vie Sacchi, Nizza, Roma, Cernaia e Pietro Micca, infine, costruiscono un anello pedonale che consente di collegare la stazione centrale di Porta Nuova e quella di Porta Susa.
I portici di Torino ospitano molte iniziative: vale la pena di ricordare, alla vigilia dell’apertura della 26° edizione del Salone internazionale del Libro ( www.salonelibro.it ), Portici di carta, che ospita in via Roma, piazza san Carlo e piazza Carlo Felice quella che viene definita “la libreria più lunga del mondo”.
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via Po, la passeggiata del re
C’è un aspetto curioso che colpisce molti turisti in visita alla città: i portici di via Po, percorrendone il lato sinistro (se immaginiamo di avere Palazzo Madama alle spalle), non hanno soluzione di continuità, ossia proseguono anche nell’attraversamento delle vie; questo era motivato dall’esigenza di riparare ininterrottamente dalla pioggia la passeggiata del re e della regina dal Palazzo Reale di piazza Castello (laddove oggi ci sono gli accessi alla Biblioteca Reale e alla Armeria Reale) fino alle sponde Po.
Nel post alcune immagini dei portici di Torino. 
Si rimanda al sito del Comune di Torino per altre indicazioni storiche sui portici della città www.comune.torino.it
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La vetrina di Louis Vuitton, in via Roma
I portici davanti all’Armeria Reale

 

Calciatori Panini: le foto del tour 2013 in piazza Vittorio a Torino

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Panini tour 2013 Torino
Alla vigilia del derby Torino – Juventus, Panini tour 2013 fa tappa a Torino in piazza Vittorio: una occasione di festa e di incontro per i numerosi collezionisti delle figurine dei calciatori della Società che, fondata nel 1961 a Modena, pubblicò la prima collezione di figurine calciatori per il Campionato 1961-1962 (vinto dal Milan di Nereo Rocco).
Panini tour 2013 in piazza Vittorio
La Panini, che oggi è leader mondiale nel settore delle figurine da collezione e che pone molta attenzione alle nuove modalità di coinvolgimento dei collezionisti, anche tramite i collegamenti offerti da internet e dai social network, con il tour 2013, che tocca 15 città in Italia, offre una occasione per scambiare figurine doppie, per conoscere altri appassionati;

a Torino offre la maniera per trascorrere la vigilia del derby in un modo differente e in amicizia, giocando il derby con le figurine dei calciatori che domani si affronteranno allo Stadio Olimpico.
 L’iniziativa ha avuto un notevole successo. Stamattina, approfittando della tregua del maltempo che sta guastando il ponte del 1 maggio, erano moltissimi i collezionisti in piazza:  qualche mamma, moltissimi papà e anche tanti nonni… Oltre, ovviamente, ai bambini destinatari dell’evento. Infatti l’iniziativa è (forse è più giusto dire “sarebbe”) rivolta alle bambine e ai bambini. Ma per il fatto che è necessario accompagnarli fino in piazza Vittorio, in realtà a condurre il gioco -molto seriamente e senza distrazioni di nessun genere- erano proprio gli adulti.
Nel post alcune delle fotografie scattate nella piazza Vittorio che, in occasione del Torino Jazz Festival 2013, è stata provvisoriamente rinominata piazza Duke Ellington.
Per altre informazioni sugli album dei calciatori è possibile visitare il sito www.calciatoripanini.it

Carabinieri, la cerimonia per la consegna degli alamari agli Allievi del 130° Corso

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sfilata dei Carabinieri a Torino

Nella Caserma “Cernaia” di Torino, sede della Scuola Allievi Carabinieri, si è svolta la cerimonia di conferimento degli alamari ed il giuramento degli Allievi Carabinieri effettivi del 130° Corso intitolato alla “M.O.V.M., alla memoria, Appuntato Sabato De Vita”, nonché la celebrazione della “Giornata in onore delle Medaglie d’Oro al Valor Militare”.
 

Commozione negli occhi dei Carabinieri

Alla presenza del Comandante della Legione Allievi Carabinieri di Roma, generale Bacile, gli Allievi Carabinieri hanno giurato fedeltà alla Repubblica, alla tradizione e alla continuità di valori dell’Arma.
 

 

Erano presenti alla cerimonia molte autorità: dal procuratore capo Maddalena al presidente del Consiglio regionale Cattaneo, all’assessore della Regione Coppola, a quello dello sport di Torino Gallo. Numerosi ed emozionati erano i parenti degli Allievi schierati nella piazza d’armi della “Cernaia”.

 

caserma Cernaia: giuramento degli Allievi Carabinieri

 
La manifestazione è iniziata con lo schieramento dei reparti in armi preceduti dalla Fanfara del III° Battaglione Carabinieri Lombardia. Molti momenti hanno caratterizzato la manifestazione: a cominciare da quando il colonnello Frasca, Comandante della Scuola, dopo aver chiamato a sé la  Bandiera della Scuola, ha ricevuto il giuramento individuale di fedeltà alla Patria da parte di un Allievo in rappresentanza degli altri Allievi schierati.

 

 
La consegna degli alamari è stata fatta ai migliori tra gli Allievi dal generale Lavacca, comandante della Legione Piemonte e Valle d’Aosta, dal generale Bacile, dal colonnello Frasca e dai suoi ufficiali. Per tutti gli altri Allievi sono stati i parenti stessi a procedere alla consegna: con moltissima e sincera partecipazione, con affetto e orgoglio.
 

 

rompete le righe

 

 

 

 

Al termine della cerimonia i reparti sono sfilati in parata davanti alla Bandiera della Scuola ed ai Gonfaloni della Città di Torino, decorato di Medaglia d’Oro al Valore Militare, della Provincia di Torino, decorato di Medaglia d’Oro al Merito Civile e della Regione.Infine il “Rompete le righe”: seguito da un lungo e commosso applauso del pubblico.
 

 

Un giovane carabiniere emozionata durante la cerimonia del giuramento
la Fedelissima

A fine settembre 2013, i Carabinieri che stamane hanno ricevuto gli alamari saranno trasferiti sia nelle stazioni Carabinieri dislocate su tutto il territorio nazionale che nei reparti delle diverse organizzazioni dell’Arma.
 
Trovate le foto della cerimonia sulla nostra pagina Facebook  e Google+ (http://plus.google.com/1  10067585513529829725/posts) (contatti su www.okfoto.it ).
Bandiere tricolori circondano un militare dell'Arma
 
 
 

24 Ore di corsa a Torino, le fotografie dell’edizione 2013

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Vasile-FriguraLa 24 Ore di Torino è una gara podistica che costituisce una sfida contro i limiti umani: un appuntamento per i podisti che vogliono dimostrare la loro forza di volontà e determinazione nel raggiungere i traguardi, è un inno alla fatica.
Vasile Frigura ha vinto la edizione 2013, compiendo nelle 24 ore di corsa poco più di 200 chilometri: vale a dire la distanza per andare da Torino a Saint Vincent e tornare nel capoluogo piemontese. Si è così aggiudicato il tricolore della specialità, che aveva già vinto nel 2011 a Fano. Intervistato all’arrivo, ha detto che il suo allenamento è stato svolto con l’obiettivo di vincere la crisi di sonno che arriva la notte; dunque con allenamenti notturni.  Al secondo posto si sono classificati Adriano Scaglione e Tarcisio Fresia.
Patrizia-Negri
Patrizia Negri, concorrente di Ventimiglia, ha vinto il tricolore nella categoria femminile, seguita da Cristina Borra e Adele Rasicci.
La 24 ore ha un regolamento semplice: vince il concorrente che, nelle 24 ore consecutive della gara, compie il maggior numero di chilometri su un percorso misurato e omologato dalla Fidal di un chilometro; la gara si è disputata lungo i viali del Parco Ruffini: con partenza alle ore 10 di sabato 13 aprile, con temperature finalmente primaverili.
Barnes
L’evento organizzato da ASD Il Giro d’ Italia Run, oltre ad assegnare i titoli italiani sulle 24 Ore, ha ospitato una gara di durata in tempo (la 6 ore vinta da Nerino Paoletti, con una percorrenza di circa 74 chilometri) e una di distanza (la 100 chilometri: vinta da Paolo Rovera; nelle nostre fotografie l’arrivo di Pablo Barnes dell’Atletica Varazze, classificatosi al terzo posto, con un tempo di poco superiore alle nove ore).
La edizione 2013 della 24 Ore di Torino aveva anche un altro importante significato. Perché Torino, che nel 2015 potrà fregiarsi del titolo di Capitale europea dello sport,  ha avanzato la propria candidatura per ospitare in quello stesso anno il Mondiale della specialità 24 Ore.
Visto il successo della edizione appena conclusa, ci sono forti attese perché questo possa avvenire.
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Teatro Regio, la fabbrica dei sogni

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Buon compleanno, Teatro Regio!
Il Teatro Regio di Torino, progettato dall’architetto Carlo Mollino, fu inaugurato il 10 aprile 1973 con l’opera di Verdi “I vespri siciliani”, con la regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano. Nell’ambito delle manifestazioni “Teatro Regio, 1973-2013, la rinascita” è stata organizzata una giornata di apertura straordinaria, dando così a molti la possibilità di visitare il Teatro, in tutte le sue parti.
Le origini del teatro risalgono al XVIII secolo quando Vittorio Amedeo II decise di commissionare all’architetto Filippo Juvarra la progettazione e la costruzione di un grande teatro nell’ambito del più generale riassetto urbano di piazza Castello. L’intento sarà perfezionato da Carlo Emanuele III (incoronato re nel 1730) il quale, in seguito alla morte dello Juvarra, affidò il progetto all’architetto Benedetto Alfieri. Il Regio Teatro, costruito in soli due anni, fu inaugurato nel dicembre del 1740. Nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1936 il Teatro Regio fu completamente distrutto da un incendio, causato da un corto circuito nei sotterranei. Furono necessari 37 anni per la ricostruzione e giungere alla inaugurazione del nuovo Teatro Regio: 40 anni fa.
Nel Foyer del Toro, che prende il nome dal simbolo di Torino e del Teatro, collocato al centro delgrande mosaico in marmo, con una superficie totale di 750 mq e che può ospitare fino a 300 persone, è possibile visitare la mostra, curata da Paola Giunti e Simone Solinas, con la storia dei progetti della ricostruzione del Teatro, con numerosi e interessanti disegni originali di Carlo Mollino, messi a disposizione dal Politecnico di Torino.
A pochi metri dalla sede della mostra “Il Re e l’Architetto”, ospitata nelle sale espositive dell’Archivio di Stato, in piazzetta Mollino, ecco dunque una  rappresentazione che, parafrasandone il titolo , potremmo chiamare “Il Regio e l’Architetto”.
 Nel Foyer d’ingresso, oltre ad alcuni raffinati costumi teatrali, è esposto il modello in dimensioni reali, oltre 5 metri di lunghezza, dell’auto del futuro progettata da Carlo Mollino negli Anni ’50 e realizzata dal Carrozziere Stola.
Nelle fotografie, alcuni momenti della festa di compleanno del Teatro Regio che, facendo nostre le parole del Sovrintendente Walter Vergnano, può ben definirsi “meravigliosa fabbrica di sogni” di una Città che “ a pieno titolo, può definirsi Capitale della Musica”.

Stazione Torino Porta Nuova, le fotografie del restauro della facciata

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Stazione Porta Nuova: l’accesso alla Metro
Il restauro della facciata della stazione di Porta Nuova su piazza Carlo Felice.
Torino Porta Nuova, stazione delle ferrovie, sorta nel 1861, fu ampliata nel 1911 in occasione della Esposizione Universale.
Porta Nuova, radicalmente ristrutturata nell’ultimo decennio nell’ambito dei progetti “Grandi stazioni” delle Ferrovie dello Stato, è stata a lungo la stazione principale di Torino: portando i viaggiatori in arrivo nel cuore della città, a pochi passi dalla centralissima via Roma.
Con i lavori della TAV e della Metropolitana, oltre al completo rifacimento di Porta Susa, la centralità di Porta Nuova è venuta a mancare in parte. 
I dati disponibili oggi sul sito del Gruppo FS  (purtroppo manca  una data di riferimento degli stessi, per cui non è possibile giudicarne l’attendibilità) indicano che la Stazione Torino Porta Nuova è la terza grande stazione in Italia, con circa 350 treni e 192.000 transiti al giorno, 70 milioni di frequentatori all’anno. 
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Porta Nuova: lavori di restauro della facciata su piazza Carlo Felice
Porta Nuova: ingresso atrio
Finalmente stanno ora per iniziare i lavori di ristrutturazione della imponente facciata che dà sui giardini di piazza Carlo Felice, sui quali si affaccia l’Albergo Roma, nel quale si uccise Cesare Pavese.

 

Nel post le immagini della facciata di Porta Nuova ormai completamente nascosta dalle impalcature e dai ponteggi: resterà così a ancora a lungo?
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Il restauro della facciata di Porta Nuova

Roberto Capucci, le foto alla reggia di Venaria

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abito da sposa di Roberto Capucci


Roberto Capucci alla Reggia di Venaria per l’inaugurazione della mostra “La ricerca della regalità”, che ne celebra il genio creativo con l’esposizione di cinquanta creazioni. 

Roberto Capucci
Roberto Capucci
Nel post le foto di alcuni dei meravigliosi capi del Maestro: nato a Roma nel 1930, aprì a soli venti anni il suo primo atelier in via Sistina, nella Capitale.
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creazioni di Capucci: particolare
la regalità delle creazioni di Roberto Capucci
alta moda italiana in mostra alla Reggia di Venaria