I laghi di origine glaciale del Piemonte: set fotografico a cielo aperto

Panorama lago Sirio

In Piemonte, nella zona in cui le province di Torino, Biella e Vercelli si avvicinano tra loro, si trovano alcuni laghi di origine glaciale. Sono di modesta dimensione rispetto agli specchi d’acqua più importanti della regione, ma meritano certamente una visita per i diversi motivi di interesse che possono offrire: panorami piacevoli e rilassanti, una vivace popolazione faunistica, soprattutto per quanto riguarda le specie volatili, ed installazioni turistiche che possono soddisfare le esigenze di ciascuno grazie all’offerta differenziata.

Ombre nella foresta

Imbarco traghetti ViveroneViverone è il più grande tra i laghi della zona, ed è quello più sviluppato turisticamente. La sede dei canottieri lago Sirio

Diversi stabilimenti balneari, con ristoranti e bar annessi, accolgono i turisti che, specie nella stagione estiva, sono numerosi. E’ possibile anche la navigazione a vela ed a motore.

 

 

Cigno reale

Molto diversa la vocazione del lago di Candia, circondata dall’omonimo parco naturale: qui è la natura ad essere protagonista, dato che al visitatore sono proposte numerose attività di conoscenza e studio della vita biologica della zona. Si può attraversare il lago in canoa o a bordo di battelli elettrici, silenziosi per non disturbare gli animali che abitano queste acque.

Infine, il lago Sirio, nei paraggi di Ivrea: più piccolo degli altri due, è meno conosciuto ma si rivela una perla agli occhi di chi si ferma a visitarlo. Germani realiTranquillissimo, protetto dalle prime montagne della Val d’Aosta che lo circondano nella parte settentrionale, ha un paio di stabilimenti balneari ed un circolo di canottieri molto raffinato, oltre a diversi punti attrezzati per pic nic e momenti di riposo.

I laghi morenici piemontesi sono una meta da non perdere anche per gli appassionati di fotografia: gli scorci scenografici e i vari spunti offerti dalla natura permettono di realizzare splendide immagini, come quelle che corredano questo post!

Lago Candia panorama

 

Buon anno agli amici del Rifugio Ramondetti Cassardo

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Ciao amici del Rifugio di Trofarello!

Quando due umani, circa tre mesi fa, vennero per adottarmi vi avevo salutato assicurandovi che vi avrei fatto sapere come si sta fuori del Rifugio Ramondetti Cassardo.

Era stato un addio molto veloce: erano arrivati, una donna e un uomo, avevano parcheggiato la loro auto vicino ai nostri recinti e si erano messi a parlare con Paolo;  dopo pochi minuti mi avevano messo un collare e un guinzaglio e mi avevano fatto salire nel vano posteriore della loro auto, chiudendo subito  il portellone.

Che stava succedendo? Dove mi avrebbero portato questi due umani? Saliti in auto, ci eravamo subito messi in viaggio: oltre un’ora, ogni tanto guardavo fuori dal vetro, vedevo solo tante case e tante altre automobili. Fino a che siamo arrivati a quella che ho capito sarebbe diventata la mia nuova abitazione.

Mi hanno tolto il guinzaglio, lasciandomi libera di girare, ma io non sapevo che fare e nemmeno come comportarmi: per cui mi sono sdraiata sul terreno, come ero sempre stata abituata a fare, un po’ distante da loro, in attesa di ordini.

Mi dicevano delle parole, mi venivano vicino, parlavano tra loro sicuramente riferendosi a me: dapprima non capivo cosa stessero dicendo, ma me ne sono resa conto in poco tempo. Perché dopo avermi strofinato il pelo con una cosa liquida prima, con una polvere bianca poi, è arrivato un grosso catino d’acqua. Ma non quella fresca che mi avevano fatto trovare nella  ciotola, bensì tiepida: me l’hanno versata più volte su tutto il corpo (anche sulla testa!!!).

Mi hanno strofinato, poi versato altra acqua tiepida e infine mi hanno asciugato con panni puliti e morbidi.

Accidenti: mi avevano fatto la doccia! Cancellando in un solo momento tutti quegli odori che con cura avevo raccolto nel tempo per non farmi avvicinare da nessuno.

Come si può abbandonare un cane?

Ho capito con sicurezza che le cose per me stavano decisamente cambiando in meglio quando – messo il naso nell’ingresso della casa degli umani – questi non mi hanno malamente rispedito fuori: anzi, continuavano a incoraggiarmi ad entrare: “vieni, brava, bravissima!”. Proprio strani questi due, pensavo dentro di me: avevo ancora le zampe umide e stavo segnando tutti pavimenti; eppure, invece di sgridarmi, si complimentavano con me!

senza-titolo-2-4Per anni altri mi avevano insegnato a starmene fuori casa, a tenermi addosso il freddo, l’umido, lo sporco e qualche volta la fame. Ora che avevo imparato a non chiedere nulla, ad aspettare che le cose accadessero, ecco che – dopo i giorni trascorsi al Rifugio in attesa di un nuovo padrone –  ero finita in un posto dove sono contenti se sto in casa con gli umani, se li seguo in ogni stanza.

Mi hanno anche preparato due morbidi cuscini tutti miei: uno è proprio sotto il tavolo di cucina, così posso seguire la mia nuova padrona mentre prepara i loro piatti; l’altro è in uno spazio dal quale posso comodamente osservare i loro spostamenti in casa.

Tutte le sere, senza che io chieda nulla, addirittura prima che loro si siedano a tavola per la cena, mi preparano una ciotola piena di cibo, accanto a un’altra ciotola per l’acqua fresca.

Rifugio Ramondetti Cassardo di Trofarello

Poiché sono arrivata a casa loro magra (e questo deve averli impressionati anche se non ne avevano certo colpa) ho approfittato della loro disponibilità per mettere in atto un piano di assistenza! Siccome nella mia precedente esperienza di vita accadeva anche che qualche giorno rimanessi senza pasto, ho insegnato ai due umani che, quando mangio, devono starmi vicini, insomma devono… assistermi: sapeste come l’hanno imparato in fretta…

Devo dire che sono due brave persone. Quello che ancora non capisco è perché lui, più volte al giorno, voglia uscire per fare una passeggiata e mi porti con sé: questo succede anche al mattino presto, quando c’è ancora la brina o la nebbia o magari la pioggia. Accade anche la sera tardi. Io ne approfitto per fare i miei bisogni: ma mi domando se non potrebbe scegliere orari più comodi…

Valli a capire questi umani…

Ci sono delle volte in cui lui mi fa salire in auto, si viaggia un po’, dopo di che mi fa scendere e allora facciamo una passeggiata molto lunga: accanto al nostro sentiero vedo scorrere un grosso fiume.senza-titolo-4-3

In queste occasioni ci capita spesso di incontrare altri umani con un nostro simile al guinzaglio; ecco, questo è un oggetto che ci impedisce di allontanarci dai nostri conduttori ma, soprattutto, ci impedisce di farci qualche bella scazzottata, come qualche volta penso varrebbe la pena di fare. Comunque, siamo agli inizi: ma penso proprio che riuscirò a convincere il mio amico a due zampe a portarmi in giro senza guinzaglio; io sto bene con lui, con loro: figuriamoci se mi viene voglia di allontanarmi.

Devo solo avere tanta pazienza: gli umani non imparano in fretta come noi, anche se sono convinti del contrario…

Certe volte, tornando dalla lunga passeggiata, mi fanno trovare un premio. A dimostrazione del fatto che sono strani: dovrei essere io a portare loro un qualcosa per ringraziarli e invece accade l’esatto contrario. Si tratta di un oggetto a forma di osso, fatto con pelle di bufalo, che mastico a lungo, ne faccio dei pezzetti e quando è ben masticato me lo ingoio. E’ buono e mi piace: me lo avevano fatto trovare appena arrivata nella nuova abitazione. Ma io mi ero spaventata: mi ricordava troppo un bastone e me ne ero allontanata terrorizzata. Adesso non ho più quella paura.

senza-titolo-71E’ troppo presto per dare un giudizio sulla mia nuova vita?

No, cari amici. Sto molto bene e anche se è passato poco tempo da quando sono uscita dal Rifugio, ho capito che ci sono umani con i quali vale la pena di vivere.

Certo, bisogna capirli: perché hanno dei comportamenti nei miei confronti che non credevo esistessero.

Ad esempio, se rientri dalla passeggiata quando piove, devi aspettare che ti passino l’asciugamano sotto la pancia e sulle zampe per toglierti il bagnato.

Devi stare tanto tempo a prenderti carezze in tutti i modi possibili: sulla testa, in mezzo agli occhi dove non ti è facile grattarti da sola, sotto il muso, sui fianchi. Qualche volta devi lasciare che ti prendano il muso tra le due mani, per accarezzarti come fanno tra loro umani. Altre volte devi stare ferma per qualche minuto: quando con una spazzola o un particolare pettine ti massaggiano tutto il mantello e senti che ti tolgono il pelo secco che ti darebbe prurito.

Ci sono altre cose degli umani che non ho ancora capito. Ad esempio spesso si siedono davanti a una specie di scatola, dapprima nera, dalla quale d’improvviso escono suoni, voci di umani, rumori ma non odori. Da quella scatola ho anche sentito uscire degli abbai: ma quando ho fatto il gesto per andare a vedere di cosa si trattasse, mi hanno ordinato di fermarmi. Altre volte vedo che questi umani mettono un oggetto accanto al loro orecchio e incominciano a parlare da soli… mah!

Spesso parlano di me: “è bravissima, non chiede nulla, mi segue come un’ombra! E’ persino commovente! ” Ve l’ho detto che questi due umani sono strani: mi danno da mangiare, da bere, da dormire, mi accarezzano in continuazione, mi portano a passeggio, non mi chiedono di fare nessun lavoro e dicono che quella “brava” sono io.

Finiranno per convincermi!

Perciò, cari amici, se qualcuno verrà al Rifugio della cara signora Cassardo Ramondetti, fatevi scegliere. Non fate come me: che quando ho visto arrivare i miei due umani, me ne stavo impaurita lontano da loro.

Dimenticavo di dirvi un’altra cosa importante. In questa casa non ci sono abbai in continuazione come mi accadeva di sentire nella permanenza al Rifugio.

Qui, alla sera, quando ho controllato che i due umani siano andati a letto, me ne vado sul mio materassino e dormo senza che Femmina di pastore tedesconessun cane mi disturbi.

Solo ogni tanto, durante il giorno, suona il campanello di casa: è qualcuno che arriva o lascia la posta. Allora abbaio e faccio sentire che, adesso, in questa casa ci sono anch’io.

Auguri di buon anno,
sperando che per ciascuno di voi il nuovo anno faccia arrivare un umano che sappia volervi bene e a cui voler bene.

 

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Torino corre: Babbo Natale in Forma, Royal Half Marathon e Un Po di corsa.

Babbo-Natale-in-Forma

Babbo-Natale-in-Forma

Domenica 14 dicembre 2014 la Fondazione Forma organizza una raccolta fondi destinati alle cure dei piccoli pazienti dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, con l’iniziativa “Babbo Natale in Forma”.

La manifestazione –giunta alla quinta edizione- vedrà, come sempre, la partecipazione di moltissimi centauri vestiti da Babbo Natale che sfileranno per le vie di Torino per raggiungere l’Ospedale Regina Margherita e portare il sorriso ai piccoli ospiti della struttura.

La parata delle moto partirà dal Mirafiori Motor Village: chiunque vorrà partecipare potrà presentarsi dalle ore 9 di domenica 14 dicembre in piazza Cattaneo e unirsi al festoso e rosso corteo, con partenza prevista alle ore 10.30.

E’ possibile acquistare il kit di “Babbo Natale” presso i punti convenzionati tra cui il Mirafiori Store, all’interno del Mirafiori Motor Village: il ricavato della vendita servirà a raccogliere fondi per potenziare il centro ustioni dell’Ospedale Infantile, unico centro specializzato del Piemonte e della Valle d’Aosta.

L’elenco di tutti i punti dove è possibile acquistare, con soli 5 euro, il kit completo di Babbo Natale si trova sul sito della Fondazione Forma.

Babbo-Natale-in-forma Stratorino, Torino corre

Quest’anno la giornata dei “Babbo Natale in Forma” sarà arricchita da una nuova iniziativa: la camminata di Babbo Natale che, alle 10.30, prenderà il via dal Palavela per arrivare nel piazzale antistante il Regina Margherita. Il pettorale per la camminata costa soltanto 3 euro e l’intero incasso sarà devoluto alla Fondazione Forma.

 

Tutti possono contribuire alla importante raccolta fondi: non importa come si arriverà davanti all’Ospedale: chi a piedi, chi in bici, chi in moto, in Vespa, con la 500, soli o in compagnia; l’importante sarà essere presenti sul piazzale, vestiti da Babbo Natale, per donare un momento colorato ai bambini ricoverati al Regina Margherita.

E’ una esperienza che vale la pena di vivere.

Sul piazzale, oltre alla presenza delle moto e dell’arrivo dei partecipanti alla camminata di Babbo Natale, ci saranno spettacoli e divertimenti per tutti, grandi e piccini, con la presenza degli Alpini della Sezione ANA di Torino impegnati nel distribuire vin brulè, cioccolata calda e panettone.

 

Nella stessa mattinata Torino sarà attraversata da altre due manifestazioni riservate ai podisti che vorranno affrontare distanze più impegnative: la Royal Half Marathon e Un Po di corsa.

 

Il 14 dicembre 2014 ci sono diversi motivi per scegliere di correre la Royal Half Marathon con partenza alle 10.

Una corsa con tre distanze disponibili per un solo traguardo: la solidarietà. Dopo aver “corso” nelle scorse edizioni al fianco di Telethon e della Marco Berry Onlus Magic for Children, quest’anno la Royal Half Marathon sostiene l’Admo, Associazione Donatori Midollo Osseo. L’evento, organizzato per il quinto anno dall’Asd Il Giro d’Italia Run, si fa in tre per accontentare qualsiasi tipo di podista:21.097 Km (competitiva e non competitiva), 6 Km ADMO Run (non competitiva aperta a tutti), 6 Km Monge Pet Race, la gara in compagnia dei nostri amici a quattro zampe.

Il percorso è il più bello tra le corse cittadine, interamente chiuso al traffico, con partenza e arrivo nella fantastica piazza Vittorio, uno dei “salotti” più affascinanti di Torino, per un lungo tratto è immerso nel verde del parco fluviale del Po. La grande novità, che renderà il percorso più rapido rispetto alle precedenti edizioni della corsa, sarà sul territorio di San Mauro. Grazie all’impegno del sindaco Ugo Dallolio si potrà infatti transitare, all’interno del territorio comunale, in una zona verde situata immediatamente dopo l’attraversamento dell’ultracentenario ponte di San Mauro intitolato a Vittorio Emanuele III: un passaggio interamente in pianura che va a sostituire il vecchio tratto che includeva una breve salita nella parte storica della città.

Un tifoso della Juve alla Stratorino

Contemporaneamente si correrà “Un Po di corsa”, con due percorsi: uno per  la 10 km e uno per la distanza della mezza maratona: con partenza e arrivo al Palavela, con il percorso che si snoda lungo il Po e all’interno del parco del Valentino.

 

A distanza di un mese dallo svolgimento di  Turin Marathon e  Stratorino, a pochi giorni dalla presentazione del ricco programma di eventi per Torino capitale europea dello sport 2015,  domenica 14 dicembre 2014 sarà una giornata di festa  particolare: tutti di corsa per fare del bene a se stessi ma soprattutto per raccogliere fondi per chi ha bisogno di aiuto.

Non mancare.

Okfoto sarà presente per raccontare gli eventi con le proprie  immagini: continuate a seguirci per ritrovarvi nei nostri scatti. 

 

Stratorino  I concorrenti della Stratorino in via Lagrange

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La Turin Marathon in via Roma

Women of vision: tributo a 11 grandi fotografe del National Geographic

Una donna osserva le fotografie della mostra Women of vision

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“La fotografia diventa racconto” è lo slogan che guida noi di OkFoto nella nostra attività quotidiana di fotografi. E anche noi, come tantissimi fotografi in tutto il mondo, abbiamo tra i nostri punti di riferimento e di ispirazione le immagini che i fotoreporter del National Geographic regalano da oltre cento a milioni di lettori e di spettatori in ogni angolo del pianeta.

Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia

Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia

Sono professionisti dell’immagine che non esitano ad impegnarsi ogni giorno in avventure sempre più estreme per “portare a casa lo scatto” che andrà ad impreziosire la copertina o l’inserto centrale di un numero della rivista. Spesso operano in condizioni difficili e non sono rare le volte in cui è a rischio la loro stessa vita, quando si trovano a documentare episodi di guerra o di violenza o visitano luoghi pericolosi e mal frequentati. Quando l’autore delle fotografie è una donna, l’ammirazione per il suo lavoro non può che crescere ancora, pensando alle difficoltà aggiuntive che più di una volta possono trovarsi ad affrontare.

“Women of vision” è una mostra che vuol rendere il dovuto omaggio a queste fotografe. E’ stata allestita presso Palazzo Madama a Torino ed è la prima iniziativa frutto della partnership tra la Fondazione Torino Musei e il National Geographic Italia. Dopo la permanenza a Torino, la volontà è quella di rendere la mostra itinerante per portarla in futuro in altre zone d’Italia.

Kathryn Keane, VP di National Geographic

Kathryn Keane, VP di National Geographic

Corrado Corradi, direttore generale dell'Espresso

Corrado Corradi, direttore generale dell’Espresso

“Women of vision” a nostro giudizio va vista, perché le fotografie esposte hanno la rara caratteristica di mettere in relazione la sensibilità dell’occhio e dell’animo femminile con la documentazione di eventi tanto “sensibili” che solo le donne hanno avuto la possibilità di testimoniare con i propri obiettivi (l’esempio che colpisce di più è senza dubbio quello delle spose bambine, ma non è certo l’unico). Tra le 99 fotografie esposte vi sono quelle di alcune “veterane” del National Geographic, Lynn Johnson, Jodi Cobb, Maggie Steber, ma anche le opere delle “nuove leve”. Si possono ammirare anche gli scatti di Lynsey Addario, giovane reporter che ha già patito la terribile esperienza del rapimento in ben due occasioni e, ciò nonostante, continua ostinatamente a girare le zone più a rischio del mondo per raccontare storie di dolore e di guerra. Sono esposte le immagini realizzate da Erika Larsen che con orgoglio afferma che “essere donna è di estrema importanza per il mio lavoro. Ne sono fiera”: una frase che racchiude tutta la determinazione delle fotografe del National Geographic, e che funziona benissimo come richiamo per attrarre i visitatori alla mostra.

Conferenza stampa per la mostra Women of visionLe fotografe della mostra women in vision

La mostra “Women of vision” è stata presentata oggi a Palazzo Madama, alla presenza di Kathryn Keane, Vice President della National Geographic Exhibition, di Marco Cattaneo, direttore responsabile della rivista National Geografic Italia, e dell’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Torino Ilda Curti, che ha ricordato l’importanza di portare le generazioni più giovani a visitare la mostra per prendere coscienza di realtà spesso ignorate. L’esposizione rimarrà aperta fino all’11 gennaio 2015 (orari: martedì – sabato 10-18, domenica 10-19, chiuso il lunedì).

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Cecily Brown alla GAM di Torino

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GAM ospita la mostra di Cecily Brown

La Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino ospita dal 17 ottobre sino al 1 febbraio 2015 la mostra delle opere di Cecily Brown, una delle artiste più celebrate al mondo. Nata a Londra nel 1969, dove è cresciuta a stretto contatto con lo straordinario ambiente artistico, Cecily Brown si è poi trasferita negli Stati Uniti dove vive e lavora.

Un dipinto di Cecily Brown

La mostra organizzata dalla GAM costituisce la prima grande esposizione organizzata in un museo italiano, rappresentando un appuntamento eccezionale che consente al pubblico di ammirare circa 50 opere, provenienti dallo studio dell’artista e da alcune delle più ricche raccolte d’arte private europee e americane.

i dipinti di Cecily Brown in mostra alla GAM

Ospitata negli spazi di Underground Project, la mostra racconta la ricerca artistica di Cecily Brown attraverso 18 dipinti di grandi dimensioni (fino a 5 metri), 24 opere su carta e 7 monotipi.

La mostra di Cecily Brown alla GAM

Le opere di Cecily Brown, che negli ultimi anni hanno raggiunto quotazioni molto elevate, fanno parte delle collezioni di prestigiosi musei tra cui Solomon R. Guggenheim Museum di New York e Tate Gallery di Londra. Sono state esposte in molte città, tra cui  Washington (2002),  Madrid (2004),  Oxford (2005),  Boston (2006),  Amburgo (2009).

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Una piccola anticipazione dell’opera di Cecily Brown era stata esposta nel 2003, in una mostra anche allora curata dal direttore della GAM Danilo Eccher, presso Macro Roma.

Cecily Brown davanti a un suo dipinto Cecily-Brown

La mostra è stata resa possibile anche grazie al generoso supporto di Gagosian Gallery,

Cecily Brown e Danilo Eccher alla GAM di Torino  Danilo Eccher applaude Cecily Brown

La GAM, a soli pochi giorni dall’apertura della mostra dedicata all’opera prima di Roy Lichtenstein, che resterà aperta sino al 25 gennaio 2015, offre dunque un’altra importante occasione di visita.

Le opere di Cecily Brown in mostra alla GAM

Per informazioni su orari e biglietti di ingresso visita il sito della GAM.

Una espressione di sorpresa di Cecily Brown alla GAM

 

 

Il direttore della GAM Danilo Eccher

Maserati Boomerang nelle fotografie di Juergen Teller per Louis Vuitton

Maserati Boomerang di Giugiaro

 

Maserati Boomerang di  Giugiaro

In occasione del Raduno del Centenario Maserati, una delle vetture che ha maggiormente attirato l’attenzione degli appassionati di auto storiche è stata sicuramente  la Maserati Boomerang: una concept car  progettata da Giorgetto Giugiaro e costruita  in un solo esemplare nel 1972.

Un’automobile così particolare, unico esemplare esistente al mondo, testimonianza di un elevato lavoro di ingegneria e di design, meriterebbe addirittura di essere esposta in qualche Museo, così come avviene per la Cisitalia esposta al Museum of modern art di New York o per la Lotus esposta al Moderna Museet di Stoccolma.

Il prototipo della Boomerang, geniale creatura di Giugiaro, fu esposta per la prima volta al Salone dell’Automobile di Torino del 1971 (anno in cui fu presentata la Lamborghini Countach); l’anno successivo, al Salone internazionale dell’Automobile di Ginevra, fu esposto il modello funzionante.

Boomerang Maserati

Il design della Boomerang influenzò profondamente i progetti  di Giugiaro per molti anni. I suoi angoli spigolosi e la forma a cuneo  sono  facilmente riconoscibili nella Maserati Merak, nella Lotus Esprit e nella DeLorean DMC-12.

La Boomerang è mossa dal motore della Maserati Bora, un  8 cilindri a V da 4719 cc di cilindrata erogante 310 hp, con doppio albero a camme. Ha trazione posteriore , il cambio a cinque rapporti manuali ed interni completamente rivestiti. Raggiunge i 300 km/h di velocità.

l'interno della Boomerang con la strumentazione sul volanteUna delle sue caratteristiche più peculiari era l’innovativo cruscotto, con tutti gli strumenti inseriti al centro del volante ancorato solamente sulla corona,  così da potere ruotare liberamente attorno agli indicatori della strumentazione che rimaneva fissa.

La Maserati Boomerang, benchè registrata come auto da strada,  fu sempre utilizzata come vettura per esposizioni. Dopo il Salone dell’automobile di Barcellona del 1974  fu acquistata da un privato. Nel 1990  fu esposta al Bagatelle Concours di Parigi e mostrata   al Monterey Historic Automobile Races nel 2000.

A conferma della particolarità di questa vettura, la stessa è stata utilizzata nella campagna pubblicitaria della casa del lusso Louis Vuitton per la collezione autunno / inverno 2014 fotografata da Juergen Teller.

la linea a cuneo disegnata da Giugiaro

Una ulteriore testimonianza, se ancora ce ne fosse bisogno, della grandezza e genialità di Giorgetto Giugiaro, a cui si deve, tra l’altro, la VolksWagen Golf: un successo che dura dal 1974.

Il designer piemontese, che  aveva iniziato a lavorare ancora giovanissimo alla scuola di Dante Giacosa alla Fiat prima di passare alla Bertone e  poi alla Ghia, due nomi dell’ eccellenza italiana purtroppo scomparsi dal panorama automobilistico, nel 1968 ha fondato con Aldo Mantovani la ItalDesign  che, dal 1990, è entrata nell’orbita del Gruppo VolksWagen, azionista per oltre il 90% del capitale.

 

Maserati Boomerang

 

In the campaign for its new Fall / Winter collection, Louis Vuitton features ItalDesign’s spectacular 1972 Maserati Boomerang concept in photos by Juergen Teller. The Boomerang, penned by Giorgetto Giugiaro, is a runner built atop Maserati Bora mechanicals.

maserati boomerang

Vertice europeo dei ministri della Cultura alla Reggia di Venaria

Il ministro Franceschini al vertice europeo alla Reggia di Venaria

 Il ministro Franceschini al vertice europeo alla Reggia di Venaria

Torino diventa capitale europea della Cultura ospitando, il 23 e 24 settembre 2014, il vertice informale dei Ministri UE della Cultura, autorevole riconoscimento alla centralità che la cultura ha assunto in questi anni nell’identità del capoluogo piemontese.

L’incontro è organizzato nell’ambito del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

 Fleur Pellerin Androulla Vassiliou alla Reggia di Venaria

Per accogliere l’evento Torino ha organizzato la “settimana europea della Cultura”, dal 20 al 28 settembre, una serie particolarmente intensa di incontri e appuntamenti tra cui, nella serata del 23 settembre, la “notte blu della Cultura” con i musei aperti – con ingresso gratuito – fino a mezzanotte. Negli stessi giorni alcune piazze e monumenti della città sono illuminati di blu in onore alla bandiera dell’Europa Unita.

Vertice europeo dei ministri della cultura alla reggia di VenariaConsiglio europeo dei ministri della cultura alla reggia di Venaria

Una Reggia della Venaria circondata dalle forze dell’ordine e blindata come non l’abbiamo mai vista, è la fantastica cornice del Consiglio informale dei  ministri europei della cultura e delle rispettive delegazioni, accolte dal ministro Franceschini e dal sindaco di Torino Fassino.

Il ministro Franceschini alla Venaria  Philippe Daverio alla Venaria in occasione della riunione dei ministri europei della Cultura

In concomitanza con il meeting, si svolge la conferenza internazionale “Il patrimonio culturale come bene comune: verso una gestione partecipativa del patrimonio culturale nel terzo millennio” aperta, dopo il saluto di benvenuto di Piero Fassino, dal ministro per i Beni, le attività culturali, e il turismo, Dario Franceschini e dal Commissario europeo per la Cultura, Androulla Vassiliou.

Riunione dei ministri europei della Cultura a Torino ec-europa

Splendori delle Corti italiane: la mostra degli Este alla Reggia di Venaria

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la mostra degli Este alla Reggia di Venaria
Dall’8 marzo sino al 6 luglio saranno esposte alla Reggia di Venaria le opere di Correggio, Tiziano, Tintoretto, Guercino, Velàzquez e di altri importanti maestri.
Sarà così possibileammirare i principali capolavori del collezionismo estense provenienti sia dalla Galleria Estense di Modena, attualmente chiusa al pubblico in seguito agli eventi sismici del 2012, sia da altri prestigiosi musei italiani ed europei.
l'ingresso della Reggia di Venaria
L’esposizione intende presentare il ruolo e l’importanza della corte degli Este in riferimento ai periodi di regno di Ferrara, sede originaria e capitale del primo dominio estense, e di Modena, nuova capitale dal 1598, dopo la restituzione forzata dei territori ferraresi al dominio diretto del Papa.
La mostra che si apre sabato 8 marzo alla Reggia di Venariaaccompagna il pubblico in un affascinante percorso che va dal Rinascimento dell’età del duca Alfonso I (1505-1534), committente di Tiziano, Dosso Dossi e dei leggendari Camerini d’alabastro del castello di Ferrara, allo splendore barocco del ducato di Francesco I (1629-1658), senza tralasciare la preziosa produzione letteraria e musicale rievocata con la presenza della celebre Arpa Estense.
Il duca Francesco, la cui immagine è inserita nella storia dell’arte grazie ai magnifici ritratti realizzati dal Velázquez e dal Bernini, seppe trasformare Modena in una capitale degna di un sovrano di statura internazionale; nel Palazzo Ducale di Modena nasceva la Galleria di pittura con i capolavori di Correggio, Tintoretto, Guido Reni e Guercino che, insieme con quelli di Tiziano, Dosso Dossi, Velázquez, Jean Boulanger ed altri, sono in mostra alla Reggia di Venaria.
i giardini della Reggia di Venaria
In concomitanza con la mostra e in solidarietà con il territorio dell’Emilia Romagna, vengono restaurate, con il contributo della Reggia di Venaria e del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, due pale d’altare provenienti dalla chiesa di San Francesco di Mirandola, gravemente danneggiata dal terremoto del 2012, visibili in una sezione dedicata.
Fabrizio Del Noce, presidente del Consorzio della Venaria Reale 
Molti gli eventi che caratterizzeranno la stagione 2014 della splendida residenza barocca alle porte di Torino: tra gli altri ricordiamo la “Festa degli orti reali” dal 30 maggio al 2 giugno 2014, una due giorni internazionale dedicati alle carrozze d’epoca (5 e 6 luglio), una festa in costumi del 18° secolo il prossimo 4 ottobre e il ballo in stile viennese fissato per il 15 novembre.
la cappella di Sant'Uberto nella Reggia di Venaria
 
Per le informazioni su orari e biglietti per l’accesso alla mostra accedi a

Mattino a Torino: i colori della nebbia

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La punta della Mole e gli ultimi piani del grattacielo Intesa bucano la nebbia su Torino
La natura dà spettacolo!
Ogni giorno è differente e le cose belle che ci circondano sono tantissime: il fatto è che, troppo spesso, non abbiamo il tempo per soffermarci a guardarle.
Così ci perdiamo tanti momenti di vita.
Torino nascosta dalla nebbia: sullo sfondo le Alpi innevate
La nebbia nasconde Torino: si scorge la punta della Mole Antonelliana
Oggi per fortuna è sabato: non ci sono scuse. Anche se le cose da fare sono tante, come sempre, almeno non c’è l’assillo dell’orario da rispettare.  

Quale migliore occasione per scattare alcune fotografie di Torino?

la nebbia avvolge le case di Torino nei pressi di ponte Sassi
La Mole Antonelliana spunta dalla nebbia che avvolge Torino
Sullo sfondo si vedono le montagne coperte di neve, la città è nascosta sotto una coltre di fitta nebbia dalla quale emergono la vetta della Mole Antonelliana e gli ultimi piani del grattacielo Intesa Sanpaolo.
Altre fotografie dei colori della nebbia sono sulla nostra pagina Facebook

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la nebbia nasconde anche la Mole Antonelliana e il grattacielo Sanpaolo
 

Stratorino, le fotografie della corsa per tutti

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Si è corsa domenica 17 novembre, in occasione della Turin Marathon (clicca qui ), la Stratorino, una manifestazione non competitiva che coinvolge tutti gli amanti dello sport: adulti, ragazzi, bambini, famiglie, chi da solo, chi in compagnia del suo cane, tutti insieme a piedi sul percorso di circa 7 chilometri, con partenza e arrivo in piazza San Carlo.
Partiti pochi minuti dopo gli atleti della Turin Marathon, le migliaia di persone iscritte alla Stratorino hanno seguito lo stesso percorso della maratona su corso Moncalieri, per poi ritornare verso il salotto di Torino attraversando il Po sul ponte Isabella.
La Stratorino è una occasione per camminare nei viali della città e ammirarne le bellezze; ci sembra anche una buona occasione per richiamare gli amministratori pubblici a prestare maggiore attenzione alle necessità di quelle persone che, con eleganza di termini, chiamiamo “diversamente abili”: persone che, più sfortunate di noi, devono in ogni istante superare difficoltà anche nelle cose che le persone “normalmente abili” non prendono neppure in considerazione, se non in rare occasioni.
Ad esempio: le buche sui marciapiedi, le auto parcheggiate sulle strisce pedonali, gli scalini dei marciapiedi e dei negozi, la difficoltà di trovare parcheggi per le loro auto, le pozzanghere in cui devono passare con la loro carrozzella, ecc.
Per questo abbiamo scelto di pubblicare alcune fotografie di una Stratorino “diversa”: altrettanto bella,  lasciando in secondo piano il pettorale numero 1 dell’assessore Coppola.
Nella speranza che la Stratorino diventi una corsa speciale verso una città più vivibile per tutti.
D’altra parte in quel bellissimo libro che è “Nati due volte”, Giuseppe Pontiggia ha scritto:
Che cosa è normale? Niente. Chi è normale? Nessuno. Quando si è feriti dalla diversità, la prima reazione non è di accettarla, ma di negarla. E lo si fa cominciando a negare la normalità.”
Altre fotografie sono visibili qui

Villa della Regina, una splendida costruzione sulla collina torinese

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Villa della Regina è una splendida costruzione, circondata da giardini e fontane e una vigna, che costituisce il fondale scenografico di Torino oltre il fiume Po. La costruzione del complesso sulla collina torinese, sul modello delle ville romane, fu voluta dal principe cardinale Maurizio di Savoia, figlio del duca Carlo Emanuele I ad inizio Seicento. 
Sul sito della Soprintendenza www.artito.arti.beniculturali.it si legge che “nel 1657 la moglie Lodovica ne amplia fabbricati e giardini, aggiornando decorazioni e arredi. Nel 1692 la Vigna passa ad Anna d’Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II, che dispone, in quella che ormai sarà chiamata Villa della Regina, importanti interventi. Con la guida dell’architetto Filippo Juvarra, e poi di Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano, si ridefiniscono spazi e rapporti con il giardino, l’arredo e le decorazioni seicentesche, con il coinvolgimento dei grandi artisti all’opera nei cantieri regi della capitale del regno”.

 

La caratteristica del progetto iniziale di vigna, poi villa con i padiglioni aulici, le grotte, i giochi d’acqua nei giardini e nel parco e le zone di servizio ed agricole, fu conservata anche quando  Vittorio Emanuele II nel 1868 donò il complesso all’Istituto per le Figlie dei Militari.

Nel Novecento i danni dei bombardamenti, la mancata manutenzione del delicato equilibrio fra la costruzione e giardini, seguita da graduale abbandono, parziali smembramenti, ed interventi impropri, avevano compromesso lo straordinario complesso . 

 

A partire dal 1994 la Soprintendenza per i Beni Storici del Piemonte  guidò l’opera di restauro, realizzata con fondi statali, di enti e privati, riportando la Villa della Regina al suo antico splendore.
Una delle tante meraviglie di Torino e dell’Italia, forse non sufficientemente conosciuta e curata.
Lasciando alle spalle piazza Vittorio e la basilica della Gran Madre, si sale lungo la via che porta il nome della Villa, per poi salire lungo la Strada santa Margherita che conduce sino al colle della Maddalena.
Certamente il turista straniero, che difficilmente può  capire come funzionino le cose nel Bel Paese (per cui può accadere che certi interventi spettino al Comune, altri alla Provincia, altri ancora alla Regione e, infine, anche al Ministero dei Beni Culturali), arrivando nei pressi della Villa, si stupirà di non vedere segnalato un parcheggio auto, dovrà lasciare l’auto in uno sterrato, pieno di buche, fango e cartacce, non troverà le strisce pedonali per attraversare una strada con tante curve e, ultima sorpresa, scoprirà che per visitare un tale gioiello… non dovrà pagare neppure un centesimo.

 

 Ovviamente, se al termine della visita il nostro turista (straniero o no) volesse acquistare un libro sulla Villa, qualche cartolina ricordo o magari una bottiglia del vino della Vigna reale non potrà farlo: perché la presenza del poco personale in loco, è appena sufficiente per controllare che nessuno scatti fotografie all’interno delle sale della Villa, che non faccia danni e  per organizzare una visita guidata del Palazzo.
Torino e il Piemonte hanno già fatto molto per migliorare l’accoglienza turistica: la Villa della Regina dovrà maggiormente essere valorizzata.
Affacciarsi dalle sue balconate offre al visitatore uno spettacolo emozionante: con tutta la Città ai piedi della collina e l’arco alpino a racchiuderla.
 

Una corsa da re negli splendidi scenari della Reggia di Venaria e del Parco La Mandria

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Una corsa da re : l’appuntamento è fissato per domenica 13 ottobre 2013 per una corsa che si snoderà nel fantastico scenario della Reggia di Venaria e del Parco La Mandria.

La cappella di Sant’Uberto
 
La manifestazione sarà preceduta dalla Corsa del Principino,
 sabato 12 ottobre 2013: una  passeggiata indimenticabile (di 1.000 metri) nel Parco La Mandria.
Lo scorso anno Una corsa da re ebbe uno straordinario successo: quest’anno si cercherà di fare ancora meglio per questa corsa podistica, competitiva e non, dedicata a tutti gli appassionati di sport, bellezza e natura, organizzata in occasione del secondo anno di collaborazione fra il Parco naturale La Mandria e il Consorzio La Venaria Reale per i festeggiamenti del sesto anniversario della apertura della Reggia di Venaria.
Tre i percorsi previsti: 4 km, 10 km e 21 km: quest’ultima sarà sia competitiva, sia non competitiva, con un percorso che si snoderà nel Parco e si concluderà nel cortile d’onore della Reggia.
La manifestazione, organizzata dal Consorzio La Venaria Reale, dal Parco La Mandria, dalla Regione Piemonte e dalla Città di Venaria Reale, in collaborazione con Base Running ASD, si presenta come uno degli eventi podistici più affascinanti e ambiti anche a livello nazionale, per la magnificenza dello scenario in cui si svolge e per le particolari suggestioni che offre ai partecipanti. 
Una Corsa da Re è aperta ad un pubblico di appassionati podisti e a chiunque abbia voglia di passare una giornata immerso nella natura incontaminata del Parco della Mandria, nella bellezza mozzafiato dei Giardini della Venaria, con la spettacolare maestosità del Complesso sabaudo e il Borgo Antico di Venaria Reale.
Una Corsa da Re diventa anche un’occasione per i corridori e le famiglie per visitare la Reggia e le sue bellissime mostre, Roberto Capucci. La ricerca della regalità  ( qui trovi le immagini  ); Carrozze Regali. Cortei di gala di Papi, Principi e Re (   vedi galleria immagini  );  Paolo Veronese e i Bassano e La Barca Sublime; per partecipare agli spettacoli e alla festa che animeranno la Reggia, la Corte d’onore e i Giardini e che si concluderà con l’ormai tradizionale taglio della torta per il sesto compleanno del Complesso.

Noi saremo presenti per scattare le fotografie dei partecipanti alla Corsa: seguici sul blog di www.okfoto.it

Pubblicheremo una galleria delle immagini per la 10 km e una per la 21 km sulla nostra pagina Facebook: clicca qui





Le fotografie dei portici di Torino

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I portici di piazza San Carlo
Anche in queste giornate di pioggia Torino ti regala la possibilità di passeggiare con calma per le sue vie e le sue piazze, per ammirarne le numerose bellezze architettoniche, oltre che a invitarti a una sosta nei suoi famosi caffè storici e a guardare le vetrine delle boutique.
I portici di Torino si estendono per oltre 16 chilometri; qualcuno dice 18, includendo anche quelli che sono stati costruiti in quartieri periferici. Alcuni lastricati in pietra (via Po, piazza San Carlo, piazza Castello, corso Vittorio Emanuele), altri  in marmo (via Roma, con le vetrine dei grandi marchi del lusso), i portici costituiscono una caratteristica architettonica urbana unica per estensione, continuità, luminosità e sviluppo su vie, corsi e piazze.
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I portici di piazza Carlo Alberto

























Torino  disponeva di portici fino dal Medioevo, come ne è esempio la piazza delle Erbe davanti all’attuale Municipio (ora piazza Palazzo di Città); però soltanto all’inizio del Seicento il portico diventa elemento di particolare rilievo: ne è prova l’ordinanza del giugno 1606 di Carlo Emanuele I che si riferisce alla costruzione della piazza Castello. In seguito sarà progettata e costruita a portico piazza San Carlo (1630-1650) (Castellamonte), mentre Filippo Juvarra costruisce i portici nei quartieri di Porta Susina e nella piazzetta del mercato di Porta Palazzo; nel 1756 Benedetto Alfieri riprende e attua il progetto dei nuovi portici sulla piazza Palazzo di Città.
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Galleria Subalpina, particolare

Nell’800 altri spazi porticati si aggiungono a quelli esistenti: piazza Vittorio Emanuele I (ora piazza Vittorio Veneto), poi piazza Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova, e infine piazza Statuto.

I portici di corso Vittorio Emanuele II e corso Vinzaglio, delle vie Sacchi, Nizza, Roma, Cernaia e Pietro Micca, infine, costruiscono un anello pedonale che consente di collegare la stazione centrale di Porta Nuova e quella di Porta Susa.
I portici di Torino ospitano molte iniziative: vale la pena di ricordare, alla vigilia dell’apertura della 26° edizione del Salone internazionale del Libro ( www.salonelibro.it ), Portici di carta, che ospita in via Roma, piazza san Carlo e piazza Carlo Felice quella che viene definita “la libreria più lunga del mondo”.
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via Po, la passeggiata del re
C’è un aspetto curioso che colpisce molti turisti in visita alla città: i portici di via Po, percorrendone il lato sinistro (se immaginiamo di avere Palazzo Madama alle spalle), non hanno soluzione di continuità, ossia proseguono anche nell’attraversamento delle vie; questo era motivato dall’esigenza di riparare ininterrottamente dalla pioggia la passeggiata del re e della regina dal Palazzo Reale di piazza Castello (laddove oggi ci sono gli accessi alla Biblioteca Reale e alla Armeria Reale) fino alle sponde Po.
Nel post alcune immagini dei portici di Torino. 
Si rimanda al sito del Comune di Torino per altre indicazioni storiche sui portici della città www.comune.torino.it
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La vetrina di Louis Vuitton, in via Roma
I portici davanti all’Armeria Reale

 

Calciatori Panini: le foto del tour 2013 in piazza Vittorio a Torino

Panini_mancolista_2013
Panini tour 2013 Torino
Alla vigilia del derby Torino – Juventus, Panini tour 2013 fa tappa a Torino in piazza Vittorio: una occasione di festa e di incontro per i numerosi collezionisti delle figurine dei calciatori della Società che, fondata nel 1961 a Modena, pubblicò la prima collezione di figurine calciatori per il Campionato 1961-1962 (vinto dal Milan di Nereo Rocco).
Panini tour 2013 in piazza Vittorio
La Panini, che oggi è leader mondiale nel settore delle figurine da collezione e che pone molta attenzione alle nuove modalità di coinvolgimento dei collezionisti, anche tramite i collegamenti offerti da internet e dai social network, con il tour 2013, che tocca 15 città in Italia, offre una occasione per scambiare figurine doppie, per conoscere altri appassionati;

a Torino offre la maniera per trascorrere la vigilia del derby in un modo differente e in amicizia, giocando il derby con le figurine dei calciatori che domani si affronteranno allo Stadio Olimpico.
 L’iniziativa ha avuto un notevole successo. Stamattina, approfittando della tregua del maltempo che sta guastando il ponte del 1 maggio, erano moltissimi i collezionisti in piazza:  qualche mamma, moltissimi papà e anche tanti nonni… Oltre, ovviamente, ai bambini destinatari dell’evento. Infatti l’iniziativa è (forse è più giusto dire “sarebbe”) rivolta alle bambine e ai bambini. Ma per il fatto che è necessario accompagnarli fino in piazza Vittorio, in realtà a condurre il gioco -molto seriamente e senza distrazioni di nessun genere- erano proprio gli adulti.
Nel post alcune delle fotografie scattate nella piazza Vittorio che, in occasione del Torino Jazz Festival 2013, è stata provvisoriamente rinominata piazza Duke Ellington.
Per altre informazioni sugli album dei calciatori è possibile visitare il sito www.calciatoripanini.it

Carabinieri, la cerimonia per la consegna degli alamari agli Allievi del 130° Corso

carabinieri-sfilata-Torino

sfilata dei Carabinieri a Torino

Nella Caserma “Cernaia” di Torino, sede della Scuola Allievi Carabinieri, si è svolta la cerimonia di conferimento degli alamari ed il giuramento degli Allievi Carabinieri effettivi del 130° Corso intitolato alla “M.O.V.M., alla memoria, Appuntato Sabato De Vita”, nonché la celebrazione della “Giornata in onore delle Medaglie d’Oro al Valor Militare”.
 

Commozione negli occhi dei Carabinieri

Alla presenza del Comandante della Legione Allievi Carabinieri di Roma, generale Bacile, gli Allievi Carabinieri hanno giurato fedeltà alla Repubblica, alla tradizione e alla continuità di valori dell’Arma.
 

 

Erano presenti alla cerimonia molte autorità: dal procuratore capo Maddalena al presidente del Consiglio regionale Cattaneo, all’assessore della Regione Coppola, a quello dello sport di Torino Gallo. Numerosi ed emozionati erano i parenti degli Allievi schierati nella piazza d’armi della “Cernaia”.

 

caserma Cernaia: giuramento degli Allievi Carabinieri

 
La manifestazione è iniziata con lo schieramento dei reparti in armi preceduti dalla Fanfara del III° Battaglione Carabinieri Lombardia. Molti momenti hanno caratterizzato la manifestazione: a cominciare da quando il colonnello Frasca, Comandante della Scuola, dopo aver chiamato a sé la  Bandiera della Scuola, ha ricevuto il giuramento individuale di fedeltà alla Patria da parte di un Allievo in rappresentanza degli altri Allievi schierati.

 

 
La consegna degli alamari è stata fatta ai migliori tra gli Allievi dal generale Lavacca, comandante della Legione Piemonte e Valle d’Aosta, dal generale Bacile, dal colonnello Frasca e dai suoi ufficiali. Per tutti gli altri Allievi sono stati i parenti stessi a procedere alla consegna: con moltissima e sincera partecipazione, con affetto e orgoglio.
 

 

rompete le righe

 

 

 

 

Al termine della cerimonia i reparti sono sfilati in parata davanti alla Bandiera della Scuola ed ai Gonfaloni della Città di Torino, decorato di Medaglia d’Oro al Valore Militare, della Provincia di Torino, decorato di Medaglia d’Oro al Merito Civile e della Regione.Infine il “Rompete le righe”: seguito da un lungo e commosso applauso del pubblico.
 

 

Un giovane carabiniere emozionata durante la cerimonia del giuramento
la Fedelissima

A fine settembre 2013, i Carabinieri che stamane hanno ricevuto gli alamari saranno trasferiti sia nelle stazioni Carabinieri dislocate su tutto il territorio nazionale che nei reparti delle diverse organizzazioni dell’Arma.
 
Trovate le foto della cerimonia sulla nostra pagina Facebook  e Google+ (http://plus.google.com/1  10067585513529829725/posts) (contatti su www.okfoto.it ).
Bandiere tricolori circondano un militare dell'Arma