FCA Heritage presente a Automotoretrò

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Prototipo Alfa Romeo 2600 Zagato

La presenza di FCA Heritage alla recente edizione di Automotoretrò va sottolineata come un fatto importante, tanto più se si considera che, tra i modelli presenti al Lingotto, hanno trovato spazio anche le vetture Lancia. Un progetto, quello di FCA Heritage, che, sotto la guida di Roberto Giolito, sta mettendo in luce l’enorme patrimonio storico del Gruppo Fiat: un patrimonio costituito da preziosi modelli di automobili, ricco di storia e di quella cultura dell’automobile del Gruppo che rischiava di essere dispersa.

Un progetto che rappresenta un ottimo strumento di marketing, come dimostra la presenza di FCA Heritage ai principali Saloni dell’auto d’epoca: dopo il recente Automotoretrò a Torino, FCA Heritage sarà presente a Parigi per Retromobile, dall’8 al 12 febbraio 2017.

Ogni marchio del gruppo FCA ha esposto a Automotoretrò due auto d’epoca: un modello che fu in produzione standard accanto a un prototipo o a un esemplare unico legato alla vettura prodotta in serie.

Le preziose vetture esposte nello stand FCA Heritage erano:

  •    Alfa Romeo 2600 Sprint (1962)
    • Alfa Romeo 2600 SZ Prototipo (1963)
    • Fiat 700 Prototipo (1940)
  •    Fiat 1100 (1948)
    • Lancia Flaminia Coupé (1958)
    • Lancia Flaminia Loraymo (1960)
    • Fiat Abarth 1000 Monoposto Record (1960)
  •   Abarth 1000 Bialbero (1963)

Per la cronaca, accanto allo stand di FCA Heritage c’era quello dedicato alla Maserati, con tre vetture del Tridente (della Collezione Panini) esposte in larghi spazi: peccato che l’accesso fosse riservato a pochi, facendo sì che il pubblico dedicasse maggiore attenzione ad alcuni  modelli della Jaguar  esposti proprio di fronte allo stand Maserati.

FCA Heritage, per onorare il sessantesimo compleanno della Flaminia (nata nel 1957) ha esposto la sempre affascinante coupé disegnata da Pininfarina (1958) e la Loraymo (1960) con cui condivide telaio e motore, vettura personale del famoso designer Raymond Loewy (a cui si devono, tra l’altro, il design della bottiglia della Coca-Cola, del pacchetto di sigarette Lucky Strike, il logo della Shell, della Exxon, alcune auto Studebaker).

Lancia Loraymo allo stand FCA Heritage

La Lancia Loraymo, prodotta in esemplare unico, è basata su uno chassis Flaminia Coupé ed è stata concepita dal designer  Raymond Loewy, che fece realizzare la vettura dal carrozziere torinese Rocco Motto.
L’auto, presentata al 47esimo Salone dell’automobile di Parigi nell’ottobre del 1960 nel color ambra scuro metallizzato che sfoggia tuttora, fu denominata Loraymo, parola formata da parte del cognome e del nome del designer e che corrispondeva all’indirizzo telegrafico dello studio Loewy.
Tra le caratteristiche estetiche più evidenti, l’ampia calandra a griglia racchiusa in una cornice di acciaio cromato che svolge la funzione di paraurti; i parafanghi anteriori arretrati; i fari antinebbia posti al di fuori della carrozzeria; le fiancate leggermente convesse nella parte centrale con un «effetto bottiglia Coca-Cola» che migliorava l’aerodinamica della vettura; l’assenza dell’apertura del cofano del bagagliaio, accessibile solo dall’abitacolo e lo spoiler posteriore sul tetto per ridurre la turbolenza aerodinamica, un sorprendente parallelo con la moderna Stratos di Bertone.

Al Salone dell’auto di Ginevra del 1958 Pininfarina espose un elegante prototipo di vettura coupé –Florida II – realizzato sul telaio (accorciato di 12 cm) della Flaminia berlina; pochi mesi dopo, al Salone di Torino del novembre 1958, venne presentata la versione definitiva della vettura di serie, che sarà prodotta dal gennaio 1959 fino al 1967 (in poco più di 5.200 unità).

Lancia Florida II Pininfarina

Nel mondo delle veloci Gran Turismo degli Anni Sessanta la 2600 Sprint rappresentava l’alternativa Alfa Romeo alla Lancia Flaminia: a fare da contraltare alla versione carrozzata da Bertone nel 1962, a Automotoretrò  era esposto  il prototipo della SZ (1963), realizzato da Zagato e basato sugli stessi organi meccanici.

Le linee della 2600 Sprint scaturirono dalla matita di Giorgio Giugiaro, che già con la 2000 anticipò alcuni degli stilemi caratteristici che avrebbero raggiunto completa maturazione nella famiglia delle Giulia GT. L’unica modifica di rilievo rispetto alla “cugina” con motore due litri è la presa d’aria sul cofano motore, a rendere ancor più aggressivo il frontale.

La matita di Giugiaro per la Alfa Romeo 2600

Il prototipo firmato Zagato fu presentato sullo stand del carrozziere al Salone dell’automobile di Torino del 1963. Il passo era quello accorciato della 2600 Spider, la carrozzeria era caratterizzata da un corpo vettura filante ed essenziale, dalla vistosa coda tronca, leggermente incassata come sulle vetture da competizione, e da un frontale molto caratteristico, dominato da uno scudetto di grandi dimensioni.
Lo stesso prototipo venne presentato sullo stand Alfa Romeo nella successiva edizione del Salone mentre, per vedere la vettura definitiva, fu necessario attendere il Salone di Francoforte del 1965.

FCA Heritage al Salone di Torino
Per il marchio Fiat l’attenzione era concentrata sulle vetture utilitarie: così è stato esposto l’unico prototipo esistente dell’innovativa Fiat 700 (1940), progettato da Dante Giacosa, che avrebbe dovuto posizionarsi sul mercato in un segmento compreso tra la Fiat 500 Topolino e la Fiat 1100, della quale era esposto un esemplare costruito nel 1948.

Nel 1937 Fiat presentò la Fiat 508 C Balilla, modello che, già nel nome, indicava la continuità con la precedente Fiat 508 Balilla.

Due anni dopo, nel 1939, viene presentata la seconda serie, che assume la denominazione commerciale di Fiat 1100 e presenta il nuovo frontale “a spartivento”, già introdotto sulla Fiat 2800. La vettura resta in produzione sin dopo la guerra (1948), costruita in oltre 74.000 esemplari e sei differenti versioni di carrozzeria, tra cui la cabriolet, la berlina a passo lungo per trasporto pubblico e la “S”, una berlinetta due posti dal design aerodinamico presto impiegata in competizioni sportive dai privati.

Fiat 1100 allo stand FCA Heritage

La Fiat 700 fu presentata ufficialmente il 15 maggio 1939, nell’ambito della cerimonia di inaugurazione dello stabilimento Mirafiori, dove la vettura sarebbe dovuta essere prodotta; l’unico prototipo esistente è quello esposto a Automotoretrò e conservato presso il Centro Storico Fiat.

I prototipi della Fiat 700 furono costruiti nella sezione “Carrozzerie Speciali” dello stabilimento del Lingotto;  la produzione fu invece bloccata dagli eventi bellici della Seconda Guerra mondiale.
Abarth era presente con due vetture nel segno della sportività senza compromessi: la 1000 Monoposto Record del 1960, che permise alla Casa dello Scorpione di conquistare ben otto record sul circuito di Monza, e la 1000 Bialbero, che ne ereditò il propulsore.

ABarth 1000 bialbero

L’esemplare della Bialbero esposto è tra i modelli realizzati, a partire dal 1963, dalla carrozzeria Sibona & Basano, che eseguì un accurato restyling della vettura interessando principalmente il muso e la coda – che furono allungati – ed allargando i parafanghi per poter montare pneumatici più grossi. Le vetture così riviste permisero all’Abarth di conquistare il secondo Campionato mondiale Costruttori GT consecutivo nella Classe 1000. Il quattro cilindri di quasi un litro di cilindrata, con una potenza di 104 CV a 8.000 giri/min, consente alla vettura di raggiungere una velocità massima di circa 220 km/h.

La Fiat Abarth 1000 Record, frutto della collaborazione tra Fiat, Abarth, Pininfarina e Politecnico di Torino, presenta un’inedita struttura portante tubolare ed una carrozzeria frutto di accurati studi nella galleria del vento. Per dare una grande dimostrazione di affidabilità e potenza del nuovo bialbero di 1000 cc, Carlo Abarth decise di schierare la monoposto sulla pista di Monza dal 28 settembre al 1° ottobre del 1960, per raggiungere nuovi record nella classe internazionale G (da 751 a 1100 cm3). Alla guida si alternarono 9 piloti che stabilirono i nuovi primati internazionali delle 12 ore, delle 2000 miglia, delle 24 ore, dei 5000 km, delle 5000 miglia, delle 48 ore e dei 10.000 km. La prova continuò fino al 1 ottobre quando si conseguì il record mondiale delle 72 ore, percorrendo 13.441,4 km alla media di 186,687 km/h.
La monoposto venne realizzata interamente nello stabilimento Abarth per quanto riguarda il telaio, il motore egli organi meccanici. La carrozzeria venne allestita da Pininfarina.

Fiat Abarth Record presente a Automotoretrò

L’esposizione Abarth ha voluto essere un tributo postumo alla figura di Mario Poltronieri, recentemente scomparso, storica voce delle telecronache della Formula 1, in precedenza pilota della Casa dello Scorpione e che fece parte del team di piloti impegnati nella conquista dei record sulla pista di Monza .

Uno stand ricco di storia e di fascino che ha raccolto l’interesse di appassionati e collezionisti: a cui farà piacere sapere che, nell’ambito del progetto FCA Heritage, si sta lavorando per riportare alla luce, entro pochi mesi, le vetture storiche del marchio Lancia, da decenni ricoverate in un capannone alla periferia di Torino e non visibili al pubblico ormai da troppo tempo .

Un segnale di ripensamento della decisione di Marchionne di abbandonare lo storico marchio Lancia?

D’altra parte Marchionne da tempo ha annunciato che nel 2018 lascerà la guida del Gruppo FCA: le sue decisioni dei prossimi mesi, inevitabilmente, condizioneranno il lavoro di chi prenderà il suo posto.

FCA Heritage risentirà di questa situazione: solo dopo il cambio dell’amministratore delegato del Gruppo FCA   si potrà capire meglio se la sua funzione sarà di raccontare pagine importanti di una storia dell’automobile che continua oppure di essere custode di una grande storia passata. Staremo a vedere.

Roberto Giolito head of FCA HeritageLe immagini realizzate da OkFoto.it sono disponibili in due album:

Automotoretrò 2017

Automotoracing 2017

 

ASA 2016, a Monza la storia dell’automobilismo sportivo italiano

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Presentazione ASA 2016 al Museo Martini di Pessione

Nella storica cornice del Museo Martini a Pessione, con Barbara Herlitzka a fare gli onori di casa, Paolo Calovolo ha presentato ASA 2016, in calendario fra circa un mese all’Autodromo di Monza.

Barbara Herlitzka, Museo Martini

Un evento che ha le sue radici nel 1991 quando Paolo Calovolo, allora direttore dell’Autodromo di Lombardore, organizzò il primo Abarth Day con la presenza delle vetture sportive del Gruppo Fiat (con i marchi Alfa Romeo, Autobianchi, Fiat, Lancia), che vide la presenza in pista anche dei piloti del Trofeo Uno Fiat. La storia più recente della manifestazione passa per Abarth Day 2015, organizzato ancora a Lombardore e che ha visto la partecipazione di alcuni tecnici e piloti e di numerose vetture sportive che hanno avuto il reparto corse di Abarth come fulcro degli innumerevoli successi sportivi.

Poiché il marchio Abarth Day sarà utilizzato da FCA per eventi dedicati alle vetture in produzione con il marchio Abarth, è stato necessario individuare un nuovo logo per la manifestazione dedicata all’automobilismo storico, che coinvolge le vetture ufficiali, i piloti, i tecnici, i meccanici, i collezionisti e che raccoglie sempre maggiori consensi tra il pubblico degli appassionati perché affianca alla parte statica una affascinante manifestazione dinamica: per ASA 2016 è in programma una parata di oltre 100 vetture (ex) ufficiali sulla magica pista di Monza.

ASA 2016

Il marchio ASA è strettamente collegato alla storia dei successi sportivi del Gruppo Fiat. Bisogna tornare al 1977, quando Fiat e Lancia dispongono ciascuna di un reparto corse. Una dispersione di risorse economiche e di energie che Fiat non può più sostenere. Così si decide di unificare i reparti e si deve trovare una nuova identità del reparto stesso. Incarico che viene affidato a Rossotto al quale è dovuta la scelta di EASA, Ente Attività Sportive Automobilistiche. Ma a Cesare Fiorio (che sarà presente alla manifestazione di Monza) quel “burocratico” Ente davanti a ASA non piace e decide di eliminarlo. Nascerà così ASA e, da allora, il marchio di comunicazione comparirà sulle fiancate delle vetture ufficiali che gareggiano per il Gruppo Fiat.

Poiché quel marchio non venne mai registrato da Fiat, è diventato possibile il suo utilizzo per l’expo di Monza, un evento  dedicato alle vetture, ai piloti, ai tecnici, ai meccanici che hanno contribuito alla storia e ai successi dell’automobilismo sportivo italiano.

ASA 2016 è in programma il 16 e 17 luglio e registra già l’iscrizione di oltre 80 vetture oltre alla partecipazione di piloti quali Mauro Pregliasco, Miki Biasion, Gabriele Noberasco, Luciano Trombotto, Markku Alen, Lele Pinto (solo per citarne alcuni).

Il campione italiano rally Pregliasco alla presentazione di ASA 2016

ASA 2016 metterà insieme automobili sportive (con la Scuderia del Portello per Alfa Romeo che porterà la rarissima, per i tre soli esemplari esistenti al mondo, Alfa Romeo 33/2 “Periscopio”, perfetto esempio di estetica e tecnologia italiana applicata all’Automobilismo; la storia della Lancia HF sarà rappresentata anche dalla strepitosa Stratos TOL52901, in allestimento e livrea Marlboro, che la videro contribuire con Sandro Munari e Mario Mannucci alla conquista del Campionato del Mondo Marche nel 1974) e piloti in uno scenario affascinante che soltanto i box di Monza possono offrire, con la “parabolica” a ricordare, ancora una volta, che la storia dell’automobilismo sportivo è passata di là.

Gli organizzatori di ASA 2016 hanno pensato di fare svolgere i numerosi talk show in programma nei box, con tecnici e piloti accanto alle vetture che hanno portato al successo. Il risultato sarà quanto mai piacevole sapendo come questi personaggi amino raccontare, con aneddoti e segreti professionali, la loro storia e le loro avventure (e disavventure) nelle gare che li hanno visti protagonisti.

Anche perché gli argomenti scelti non mancheranno di attirare un grande pubblico di tifosi. Riguarderanno, tra gli altri, i successi Alfa Romeo nelle competizioni, i “sette su dieci”, ovvero i  successi ASA al Giro d’Italia, l’idea HF, con gli uomini e le automobili che seppero dominare le corse.

Esempi della spontaneità e della voglia di raccontare la loro storia che si sono già manifestati durante la conferenza stampa di presentazione di ASA 2016, con piloti e tecnici pronti a raccontare il proprio punto di vista su alcuni episodi di campionati e sul mondo delle corse. Così è stato svelato il (quasi) segreto fatto che a realizzare il marchio che ha avuto un successo mondiale, quello delle strisce del “racing Martini”, è stato proprio l’uomo a cui Fiat affidò l’incarico di realizzare il marchio ASA …

Barbara Herlitzka alla presentazione di ASA 2016

Particolare spazio di ASA 2016 sarà riservato alla Fiat 131 Abarth, celebrata con un raduno internazionale nel 40° anniversario dalla sua presentazione, che sarà festeggiata anche durante la serata del 16 luglio in un talk show sulla Terrazza ASA della palazzina box dove, al cospetto di 300 ospiti, saranno intervistati molti tra i protagonisti che la condussero alla conquista dei tre titoli mondiali Rally nelle stagioni 1977 – 1978 – 1980.

E’ facile immaginare che, nei box e nel contesto di Monza, con la presenza di tanti tifosi e appassionati, l’entusiasmo non potrà che accentuarsi, rendendo ancora più interessante una manifestazione che si annuncia unica nel panorama internazionale delle esposizioni dedicate all’automobilismo storico.

Noi ci saremo: chi non potrà partecipare troverà il racconto nella nostra galleria di immagini

Lancia Martini Racing a ASA 2016Forse ti interessano le immagini di:

Lancia Abarth Day 2015

Fiat Abarth Day 2015

 

Abarth Day: le auto dello Scorpione sulla pista di Lombardore

Fiat Abarth Record Carlo Abarth è uno dei nomi nella storia dell’Automobile che evocano ingegno, passione e velocità. Aveva fatto parte del gruppo di lavoro formato da Ferry Porsche per gestire l’ambizioso progetto sportivo della Cisitalia quale responsabile organizzativo per le gare. Una breve esperienza che gli permise di lavorare a diretto contatto con personaggi dell’automobilismo mondiale quali Rudolf Hruska, Piero Taruffi e Tazio Nuvolari e che si concluse nel 1949 con il fallimento della Cisitalia. Carlo Abarth, che ebbe come pagamento delle sue spettanze le vetture Cisitalia utilizzate dal reparto corse per gare riservate alle automobili derivate di serie e alcune casse contenenti ricambi e materiale vario, diede così inizio alla leggenda che porta il suo nome. Aprì una “officina” in corso Marche a Torino, scegliendo come simbolo il suo segno zodiacale, lo scorpione. Mise in piedi una scuderia con piloti del calibro di Nuvolari, Bonetto, Cortese e ne utilizzò le vittorie come elemento di pubblicità per trainare il fatturato della sua Azienda che produceva  kit per l’elaborazione delle vetture di serie per aumentarne potenza e velocità. Nessuno potrà mai dimenticare le “marmitte Abarth” che, caratterizzate da un suono forte, particolare e di potenza (oltre che da un contributo alle prestazioni delle auto), ebbero un successo determinante nella diffusione del marchio dello scorpione. Seguirono altri prodotti (le pompe acqua, i gruppi collettori) che diedero ad Abarth la redditività necessaria per sperimentare nuovi modelli di autoveicoli e investire nel reparto corse. Tra le tappe più significative e note della storia Abarth ricordiamo la “750 GT” ricavata dalla Fiat 600 anche se, forse, il modello che più di altri è rimasto nella memoria collettiva è la “500 Abarth” con i carburatori Weber.

Fiat 500 AbarthFiat Abarth 750

Siamo a metà degli Anni 50 e alla guida della FIAT c’è Vittorio Valletta: la piccola vettura con il motore elaborato da Abarth stupisce tecnici e addetti ai lavori e costituisce una svolta nella storia della Casa di corso Marche grazie all’accordo economico tra i due marchi, un accordo per cui, per ogni record o vittoria ottenuto da una vettura Fiat Abarth, Fiat avrebbe corrisposto ad Abarth un premio in denaro in relazione all’importanza della manifestazione.

Lancia 037 stradaleAbarth fu ceduta alla FIAT nel 1971: con un palmares di oltre 7.300 vittorie conseguite dal 1949.

Per celebrare i 50 anni di storia sportiva del Gruppo Fiat, domenica 8 novembre 2015 si svolgerà all’Autodromo di Lombardore l’edizione 2015 di Abarth Day, organizzato da BSM Competizioni. A testimonianza di quanto la “Casa dello Scorpione” sia stata il vero fulcro delle attività e delle produzioni sportive di tutti i brand rappresentati dal Gruppo: Fiat a partire dalla 124 Abarth, Lancia a partire dalle SE 030 e Beta Montecarlo Turbo, Alfa Romeo a partire dalla 155 GTA ed Autobianchi con l’indimenticabile A112.

Fiat 124 Abarth

Si tratta di una manifestazione che coinvolge tutti i 5 brand del Gruppo FCA, in riferimento alla sua storia nel mondo delle corse automobilistiche. Saranno esposti oltre 100 modelli e versioni prodotte dal Gruppo FCA che hanno corso e vinto in tutto il mondo dal 1960 al 2010. E’ prevista la presenza di tecnici e meccanici che hanno lavorato in Abarth, Alfa Romeo Corse, Ntechnology oltre che dei piloti e dei preparatori ufficiali e privati che resero vincenti le vetture; grande spazio sarà riservato ai collezionisti che le hanno recuperate o conservate perché anche questa è cultura (anche se troppo spesso lo si dimentica…). Dalle 9.00 alle 18.00 di domenica, dunque, sarà  possibile per gli appassionati e gli sportivi ammirare un’esposizione unica nel suo genere per varietà e rarità dei modelli, oltre che vedere le vetture correre sulla pista dell’Autodromo, guidate dai piloti e dai collezionisti.

Troverete le immagini della giornata negli album

Fiat Abarth

Lancia Abarth

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