Martini Racing: la sua storia in mostra al Museo dell’Auto di Torino

Una Delta Martini esposta al museo dell'auto di Torino
Al Museo dell’Auto di Torino rimarrà aperta fino al prossimo 26 gennaio la mostra “Martini Racing, inseguendo il mito”. Nei locali del Mauto sono esposte diverse vetture che raccontano la storia di una squadra corse nata quasi per caso all’inizio degli anni ’70 e diventata, negli anni, un mito per due generazioni di appassionati del mondo delle vetture da competizione.
 
Macchina da rally Lancia 037 MartiniFu merito di un dipendente della Martini & Rossi l’idea di creare una scuderia con il nome del famoso produttore di liquori piemontese. Fu lui, infatti, a insistere con i Rossi di Montelera, proprietari dell’azienda, per poter decorare con le insegne Martini la propria vettura con la quale gareggiava come gentleman driver. Dopo molti tentennamenti la decisione fu presa, e nel dicembre 1970 venne svelata la colorazione della Porsche 917 che avrebbe preso parte al Mondiale Marche 1971: una banda tricolore blu, azzurra e rossa decorava la vettura insieme alla scritta “Martini”. Allora non lo si sapeva, ma era appena nata una delle squadre più famose di sempre del mondo delle corse. Di lì a pochi mesi, la Porsche 917K (esposta al Mauto) conquistò infatti la vittoria alla 24 Ore di Le Mans (per curiosità, segnaliamo che era guidata da Helmut Marko, l’austriaco che in questi anni è tornato alla ribalta delle cronache per essere il manager di Sebastian Vettel).
 

La Delta Integrale del rally Safari
La Delta Integrale del rally Safari
La Delta Integrale di Biasion – Siviero danneggiata durante il Safari
La Martini Racing concentrò la propria attività, nei primi anni, sulle gare di velocità in pista, conquistando vittorie importanti e giungendo fino ad affacciarsi alla Formula 1 con team del calibro di Brabham e Lotus (entrambe le monoposto sono ammirabili alla mostra).
 
Nel 1983, arrivò lo sbarco nei rally, che rappresentarono la vera fortuna per il team grazie soprattutto all’abbinamento vincente con la Lancia. Sin dagli esordi, con la 037 Gruppo B, le vetture brandizzate Martini si imposero in maniera quasi inattesa, dato che la berlinetta torinese a trazione posteriore fu capace di sconfiggere la favoritissima Audi Quattro aggiudicandosi subito il Mondiale costruttori.
 
La Brabham di Formula Uno con i colori MartiniNel 1985, poi, la Casa di Chivasso schierò al via del Mondiale Rally la Delta S4: fu quello il primo capitolo dell’epopea delle Delta Martini Racing, che dominarono la categoria per 6 anni consecutivi conquistando il mondiale marche. Al Mauto si possono ammirare tre esemplari di Delta Martini in diverse versioni, tra cui quella condotta dal fortissimo equipaggio italiano Biasion – Siviero alla conquista del Safari Rally.
 
L’avventura del Martini Racing Team è proseguita negli anni, con competizioni in pista e su strada, fino ad arrivare ai giorni nostri. Al Mauto è infatti esposto un esemplare della nuovissima Porsche 918 con motorizzazione ibrida (in grado di sviluppare circa 900 cavalli complessivi) decorata con la livrea Martini, che sarà proposta in vendita a facoltosi clienti della casa tedesca. Per qualcuno, però, questo modello incarna la speranza che l’attività del Martini Racing stia per tornare con grande enfasi nelle gare automobilistiche di tutto il mondo.
 
Frontale con fari di profondità per auto da rally
La mostra “Martini Racing, inseguendo il mito” è visitabile con lo stesso biglietto del Museo dell’Automobile, con i seguenti orari: lunedì 10-14, martedì 14-19, mercoledì-giovedì-domenica 10-19, venerdì-sabato 10-21. 
Per ulteriori informazioni

www.museoauto.itFotografie delle automobili del Museo
 
 
 
Lancia 037 Gruppo B in versione Safari Rally
Una Porsche del Martini Racing Team
 
Un'automobile esposta al Museo dell'Auto di Torino
 
 
 
 

OkFoto.it

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