La fiera di Balboutet

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Balboutet il paese del sole con i suoi balconi fioriti

Balboutet è una piccola frazione di Usseaux, un paese della Valle Chisone che, in un depliant del locale Ufficio del Turismo, si presenta in modo molto sintetico: “190 abitanti, 400 mucche, 2 milioni di larici”. Era da molto tempo che non tornavamo a Balboutet: l’abbiamo fatto in occasione della Fiera zootecnica, (giunta alla 57a edizione) dello scorso 23 agosto  che, con quella analoga di Pragelato (14 settembre) e Oulx (30 settembre, 1° ottobre), costituisce le Fiere degli Escartons.

Un gregge arriva alla fiera di Balboutet

Manifestazioni che richiamano una gran folla: è una festa per i residenti, per gli operatori del settore, ma soprattutto per i turisti.

Molti gli allevatori e i pastori che prendono parte alla Fiera di Balboutet: alcuni presenti con i propri animali che attirano la curiosità dei non addetti ai lavori (soprattutto dei bambini) e l’attenzione dei loro colleghi venuti dai paesi vicini, magari per qualche trattativa commerciale. Moltissime le bancarelle che formano un serpentone lungo la strada che porta all’Assietta, per quel giorno chiusa al traffico nel tratto della borgata: accade anche che qualcuno, senza saperlo, scenda di là con una potente moto; l’atmosfera gioiosa della festa mette rimedio anche a quello: si scherza con il motociclista che, a passo d’uomo, scende fino al termine del mercato tra i sorrisi dei visitatori.

Balboutet e la strada dell'Assietta

Sulle bancarelle si trova di tutto: dai prodotti per gli allevatori ai prodotti per la casa, ci sono banchi con scarpe sportive e scarponi da montagna, abbigliamento ma, ovviamente, la parte principale è costituita dai prodotti alimentari: formaggi, salumi, miele, dolci, pane, spezie, ecc.

Balboutet: i bambini felici in occasione della fiera

Balboutet, la borgata del sole, delle rondini e delle meridiane è situata a circa 1500 metri s.l.m.; con la nuova pavimentazione in pietra e la nuova illuminazione a led accoglie i turisti con le sue meridiane, le sue case con i balconi addobbati con fiori coloratissimi, ricorda che –oltre a essere il paese del sole- è anche il paese che dà rifugio alle rondini: sono molte le case, anche quelle recentemente ristrutturate, che espongono il cartello “questa casa aderisce al progetto salviamo le rondini” e che danno ospitalità e curano i nidi delle rondini.

Animali alla Fiera zootecnica di Balboutet

Tutto ciò crea un’atmosfera di grande festa, allegra, vivace, spontanea: rispettosa delle tradizioni e della dignità della vita in montagna, frutto dell’orgoglio per la propria terra e per quello che la natura offre e, nello stesso tempo, comporta in termini di sacrifici. Raro esempio di civiltà.

I costumi della tradizione a Balboutet, frazione di Usseaux

Guarda tutte le immagini del paese e della fiera scattate da OkFoto.it e raccolte nell’album

Fiera di Balboutet

Usseaux: salviamo le rondini

Miss Mucca a Pragelato: 18a edizione

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Miss Mucca edizione 2017 Miss Mucca a Pragelato nella realtà non è proprio come dice il depliant della località turistica della Val Chisone (”Manifestazione unica in Piemonte e probabilmente in tutta Italia”) ma resta pur sempre un’occasione di festa, una bella sagra di paese a cui ha preso parte un pubblico molto numeroso.

Giunta alla 18° edizione, Miss Mucca ha visto la partecipazione di una decina di aziende agricole che, nell’estate 2017, hanno portato le loro mandrie agli alpeggi di Pragelato.

La manifestazione generalmente è messa in calendario nel fine settimana in cui, a pochi chilometri di distanza, si svolge la Festa del Piemont con la rievocazione della battaglia dell’Assietta tra Piemontesi e Francesi (leggi qui il racconto): non si sa se questa coincidenza sia casuale o voluta dagli organizzatori di Miss Mucca, ma certamente non fa bene a Miss Mucca, perché sono molti i Piemontesi che salgono all’Assietta per assistere alla rievocazione storica.

Miss Mucca a Pragelato

In occasione di Miss Mucca il sabato i pastori portano le loro bestie a Pragelato (da 5 a 7 mucche per ciascuna azienda agricola), in una vasta area riservata per ciascun allevamento, in prossimità del centro sportivo, dove gli animali possono pascolare in libertà ed essere osservati da vicino dai turisti.

La domenica le mucche vengono invece ricoverate in recinti più piccoli e più vicini tra loro, accanto alla piazza dove, per l’occasione, si tiene un mercatino artigianale con una ventina di banchi; inoltre, nella stessa piazza, vengono aperte alcune delle casette di legno del mercatino di Natale, per la vendita di prodotti caseari da parte delle aziende agricole che partecipano a Miss Mucca.

bambini felici in occasione di Miss Mucca a Pragelato

Miss Mucca è quindi una delle tante feste di paese che si svolgono in estate, con molti bambini attratti dallo “spettacolo” delle mucche: cosa che può sembrare strana, ma per alcuni di loro Miss Mucca è forse la prima occasione per vederle vive dopo averle viste nei cartoni animati o negli spot TV.

Al pomeriggio si svolge la parte che dovrebbe essere la più importante della manifestazione ma che presenta alcuni aspetti per lo meno discutibili: coincide con il momento della elezione di Miss Mucca.

Ciascun pastore, scelta una delle proprie mucche, la conduce nel recinto centrale dove il pubblico decreterà con gli applausi la vincente. Bisogna capire che questi animali, abituati al silenzio e alla tranquillità assoluta degli alpeggi, non possono facilmente adattarsi alla confusione della gente che per tutta la mattina gira attorno ai loro recinti, al rumore della musica sparata a palla e che dovrebbe rallegrare la manifestazione, alle auto parcheggiate dappertutto attorno ai recinti; ma soprattutto, non possono pensare di essere scelti per un pseudo concorso, bensì molto più probabilmente pensano di essere scelti per essere portati al macello.

Non si spiegherebbe diversamente il loro forte e determinato rifiuto a uscire dal recinto, con scene in alcuni casi poco piacevoli da vedere, tanto più se si considera che sono molti i bambini presenti.

Miss Mucca 2017

In quei momenti c’è anche un rischio d’incolumità per quegli spettatori che, sordi ai ripetuti inviti alla prudenza lanciati dagli organizzatori e incapaci di rendersi conto della forza di questi animali, specie quando sono terrorizzati, sostano vicino alle aree in cui le mucche dovrebbero transitare, convinti che queste non scarteranno mai dal percorso prestabilito.

Pragelato ospita la 18a edizione di Miss Mucca

La scelta di Miss Mucca avviene in modo molto semplice: quella che riceve più applausi dal pubblico vince. Salvo che, come accaduto nell’ultima edizione, quella scelta dal pubblico non coincida con quella precedentemente scelta dagli organizzatori: accade allora che i “giudici” decretano che ci sono elementi legati alla presentazione della mucca, alla sua struttura fisica, alla tradizione e a altre cose più o meno credibili che fanno sì che a vincere sia una mucca diversa da quella scelta dal pubblico.

Miss Mucca a Pragelato nel luglio 2017

Cose spiacevoli: tanto più se si considera che il premio –oltre all’orgoglio e alla soddisfazione personale dell’allevatore- consiste in un campanaccio. Gli organizzatori, con poca spesa, potrebbero benissimo metterne in palio due: uno per Miss Mucca scelta dal pubblico, l’altro per quella scelta dai “giudici”, in base ai  criteri tecnici, così nessuno avrebbe nulla da eccepire.

La manifestazione finisce così: con gli animali che restano ancora nei loro recinti per un’ora o poco più. Dopo di che i vari pastori, con le loro mucche, se ne tornano agli alpeggi; senza che si svolga, al termine della manifestazione, come accadeva un tempo, la cosiddetta “Roudunà”: vale a dire la sfilata per alcune vie del paese e lungo il torrente, di tutte le bestie presenti a Miss Mucca, con il tradizionale suono delle campane quando le mucche marciano verso gli alpeggi.

Pubblico numeroso per Miss Mucca a Pragelato

Una manifestazione che potrebbe essere molto più interessante e ricca di emozioni: per dare il giusto riconoscimento al difficile e impegnativo lavoro dei pastori che, per essere presenti a questa manifestazione, percorrono almeno una dozzina di chilometri a piedi dal loro alpeggio alla piazza di Pragelato.

Le immagini della edizione 2017 sono disponibili qui

la miss del concorso 2017 a Pragelato

Pragelato, il degrado dei trampolini delle Olimpiadi 2006

Il campo da golf di Pragelato ha cancellato una bella passeggiata

C’è un paese di montagna, Pragelato, che ha la fortuna di potere contare su due stagioni turistiche. Quella invernale, con le sue piste molto belle e tecniche (oltre a una fantastica pista di fondo che entra nel Parco della Val Troncea); quella estiva, per chi ama l’aria buona dei 1500 metri con le fresche e ottime acque delle sue innumerevoli fontane, con la possibilità di percorrere passeggiate più o meno impegnative, in mezzo agli alpeggi e boschi di larici, con incantevoli panorami.

In una guida turistica del TCI del 1934 si legge: “le varie borgate che compongono il comune si succedono lungo la carrozzabile nell’elevato, ampio e ridente bacino di Pragelato … La posizione è pittoresca; Pragelato è celebre per la sua flora montana …”

Proprio dieci anni fa, in questo periodo, nel paese c’era gran fermento: si dovevano completare i lavori per gli impianti di gara che di lì a pochi mesi avrebbero ospitato le gare olimpiche di salto dal trampolino e sci di fondo.L'ingresso agli impianti dei trampolini, ormai inutillizzati da tempo

Le Olimpiadi invernali Torino 2006 portarono con sé sconvolgimenti del territorio e costruzioni di impianti che era sin troppo facile definire inutilizzabili. Ovviamente non mancarono le  dichiarazioni piene di ottimismo da parte degli organizzatori e amministratori pubblici e da parte di tutti coloro che avevano creduto alla favola che le Olimpiadi 2006 avrebbero portato continuo sviluppo e benessere a Pragelato.

 

La stazione di partenza dei trampolini di Pragelato: lo striscione spostato dal vento senza che nessuno lo rimetta a postoPragelato, particolare dei tre trampolini per la scuola di salto mai avviata

Intanto i residenti -proprietari di seconde, terze, quarte case – disdettavano i pur ricchi contratti di affitto con i turisti che le occupavano magari da anni, per affittarle, per un mese o poco più, a giornalisti, atleti, operatori, spettatori delle gare olimpiche ai prezzi stratosferici garantiti dagli organizzatori. Fiduciosi che – incassati i ricchi affitti “olimpici” – avrebbero potuto nuovamente affittare gli stessi alloggi a coloro che, solo pochi mesi prima, avevano salutato con un “Ho chi mi paga di più!”.

Nel frattempo la speculazione edilizia non aveva perso tempo, costruendo case  anche dove, sulle rive del Chisone, per anni era rimasta in funzione una segheria o dove i vecchi non avrebbero edificato neppure un pollaio.

Per tutti coloro che  non avevano interessi diretti nella costruzione dei trampolini per il salto (5 in tutto: due per le gare, tre per una fantomatica scuola di salto) era stato subito evidente che sventrare la montagna davanti al paese sarebbe stato uno scempio ambientale e l’ennesimo spreco di denaro pubblico (per i trampolini furono spesi circa 35 milioni di euro!).

Pragelato, la natura sta riprendendosi i suoi spazi rovinando le attrezzature dell'impianto dei trampolini Pragelato, la tribuna spettatori per il salto dal trampolino

Se non altro perché il salto dal trampolino è una specialità che in Italia non ha il seppur minimo seguito di spettatori (ma neppure di atleti: una visita al sito della Federazione italiana sport invernali dà il numero esatto degli atleti italiani : oggi non si arriva a dieci), perché i 1.500 metri sul livello del mare di Pragelato sono tali da non garantire un sufficiente innevamento in tutti gli inverni, perché i costi di manutenzione degli impianti  non sarebbero stati sostenibili se non –forse- con un utilizzo continuo dell’impianto e ricche contribuzioni da parte di sponsor. Credere addirittura all’idea di potere avviare una scuola di salto dal trampolino a Pragelato, infine,  era come credere alla favola dell’asino che vola.

Pragelato: la mancata manutenzione della tribuna dello stadio dei trampolini

Ma come spesso accade in Italia, bastano i ricchi interessi di pochi per cancellare i diritti di tanti.

Le ruspe fecero il loro lavoro, le colate di cemento furono impressionanti, furono anche utilizzati  gli elicotteri per trasportare alcuni componenti degli impianti e tutto fu pronto per il febbraio 2006. Nei giorni delle Olimpiadi 2006  Pragelato era piena, oltre che di atleti, tecnici, accompagnatori e giornalisti, di turisti, di tifosi, di re, principi e ambasciatori, sotto i riflettori delle TV di tutto il mondo: come mai era accaduto nella sua storia e come mai potrà nuovamente accadere. Per la località montana sarebbe stato sufficiente coltivare e sviluppare le relazioni nate in quel periodo per farne un centro turistico di primo piano.

Pragelato: l'impianto di risalita per gli atleti

Invece non si fece nulla in tal senso e oggi Pragelato, mentre la natura, come mostrano le fotografie, sta cercando di nascondere le brutture olimpiche, si accorge di essere sprofondato nell’anonimato più assoluto, perdendo anche quelle manifestazioni di una certa rilevanza (Iron bike, Racchette in valle) che hanno seguito l’ex sindaco, Valter Marin, a Sestriere.

Dieci anni dopo le Olimpiadi 2006 i trampolini di Pragelato restano inutilizzati, senza un futuro e rappresentano l’ennesimo monumento alla stupidità dell’uomo che è disposto a sacrificare un bosco proprio davanti al paese per costruire qualcosa che  –in dieci anni – è stato utilizzato  per neppure 30 giorni.

le erbacce sulla tribuna dello stadio del trampolino a Pragelato

Gli amministratori locali del periodo olimpico, non contenti di avere abbattuto un intero bosco per costruire i 5 inutili trampolini del salto con altrettante ferite nella montagna,  cancellarono anche una meravigliosa passeggiata per fare posto a un campo da golf.

Prima delle Olimpiadi 2006 era infatti possibile, partendo dal centro del paese e camminando in mezzo a prati verdi, con l’ombra dei larici alla sinistra e con il fiume Chisone alla destra, arrivare sino all’inizio della Val Troncea. Quella bellissima passeggiata è stata interrotta per fare posto ad alcune buche di un campo da golf, costruito subito dopo i Giochi invernali, che occupa le due sponde del fiume. Con la pretesa, per fare divertire pochi giocatori su qualche centinaio di metri di campo, di impedire a  tutti gli altri,  turisti e residenti, di percorrere circa 3 km di quella passeggiata, costringendo il turista a camminare (o pedalare o andare a cavallo) su una strada sterrata, polverosa e completamente al sole… Un campo da golf con sole 9 buche, che utilizza anche parte delle strutture costruite con i finanziamenti pubblici per le Olimpiadi 2006, realizzato a soli 10 km da quello del Sestriere che di buche ne ha invece 18.

Un altro pezzo di paesaggio del paese che è diventato uno spazio riservato ai pochi utilizzatori del campo, realizzato con l’abbattimento di alberi secolari  necessario per fare spazio alle buche del campo da golf con  un impatto ambientale negativo dovuto all’uso di pesticidi e diserbanti usati per conservare il “green” : tutto ciò proprio nelle vicinanze di un Parco naturale e sulle sponde del fiume che attraversa il campo stesso.

Un paese che risente della difficile situazione economica generale, con pochissimi mezzi, che ha perso molti turisti che ne apprezzavano le piste di sci (gli impianti di risalita sono fermi da una decina d’anni: mancano i soldi per farne di nuovi e il collegamento con le piste del Sestriere dalla frazione del Plan oggi ne sconsiglierebbe la realizzazione) e le notevoli passeggiate. Un paese collocato in un territorio che ha enormi potenzialità di sviluppo (basti pensare alla imponente costruzione del Forte militare di Fenestrelle, all’importante Museo del Costume spesso chiuso per mancanza di personale, ai Parchi naturali della zona, in difficoltà per i continui tagli di stanziamenti): dove però la necessità di fare sistema diventa fondamentale per lo sviluppo della Valle.

La realtà odierna è fatta di un calo di presenze turistiche ,  di tanti cartelli “vendesi” e “affittasi” con la speranza che la nuova amministrazione, guidata da circa un anno da Monica Berton, una signora gentile e molto determinata, che conosce fin troppo bene le difficoltà in cui si dibatte il paese, possa vincere una sfida al limite dell’impossibile. Per farcela avrà bisogno dell’aiuto non solo della sua squadra di governo, ma di tutta la popolazione: che spesso sembra remare contro un sano sviluppo turistico del paese, divisa com’è in mille fazioni (oltre che in tante frazioni).

Pragelato si era  illuso che le Olimpiadi 2006 portassero benessere per sempre: quel febbraio con le vie invase dai turisti aveva fatto credere che la festa non sarebbe mai finita.

Invece la realtà è molto dura: perché sono tante le località turistiche di montagna a circa 80 km da Torino che offrono piste da sci e belle passeggiate.  I turisti  amano andare dove si sentono accolti con sorrisi e  cordialità, magari con qualche bella manifestazione folkloristica, culturale e, perché no, con qualche buon piatto di cucina locale, come è stato fatto recentemente con  una manifestazione costruita attorno a prodotti tipici quale le patate e il miele di Pragelato.

 

Le casette dei mercatini di Natale a PragelatoNon possono essere attratti da un paese dove una dozzina di casette in legno, del tipo che si utilizza per i mercatini di Natale, da anni, per tutta l’estate, restano chiuse  in una delle piazze principali del paese: togliendo spazio ai parcheggi, nascondendo i campi da tennis del vicino centro sportivo ma consentendo di accendere le luminarie natalizie a san Lorenzo (cosa, in effetti, rarissima: forse unica nel panorama turistico!).

D’altra parte, nel 2012, a un turista che si lamentava delle poche iniziative in calendario per la stagione estiva, l’allora sindaco Arolfo rispondeva su La Stampa :«…  invito a rileggere la storia delle donne e degli uomini di Pragelato che hanno saputo vivere in un territorio ostile e difficile: con più umiltà si potrebbe comprendere che manifestazioni come Miss Mucca fanno parte della storia delle nostre montagne che non rappresentano il parco divertimenti per la soddisfazione dei “cittadini torinesi”».

Forse molti “cittadini torinesi”, seguendo l’invito del sindaco di allora, scelsero di andare a divertirsi in altri paesini di montagna. L’augurio per la nuova Amministrazione è che possa  cancellare queste sensazioni negative nel turista che credeva di trovare sulle montagne di Pragelato anche la possibilità di divertirsi.

Nel racconto fotografico mostriamo alcuni esempi del degrado degli impianti olimpici  e  della trasformazione di una delle più belle passeggiate del paese in un campo da golf.

Clicca sulle immagini per ingrandirle

 

Ice Series 2014, Pragelato: gara epica sotto una nevicata straordinaria! Tutte le foto

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Ice Series 2014, ti proponiamo tutte le foto della giornata di gare di ieri a Pragelato!

La pista per auto su ghiaccio di Pragelato, conosciuta anche come “Ice Pragelato”, è sicuramente tra le più antiche e più importanti strutture italiane nella sua categoria. Un chilometro di tracciato, sempre ben preparato da Adriano Priotti, con due tornanti che collegano un lungo rettilineo ed una serie di impegnative “s”. Un circuito che da oltre 30 anni ospita competizioni invernali ad altissimo livello. Non ha fatto eccezione l’inverno 2013-2014, in cui l’impianto dell’alta Val Chisone ha ospitato alcune tappe del trofeo Ice Series, che ieri ha vissuto il suo ultimo atto stagionale. Il clima, perfettamente a tema con l’evento, ricordava quello dei grandi rally del nord, con una fitta nevicata che ha fatto da contorno alle gare. La presenza del team francese Mazda, gradito ospite proveniente dal nobile Trophee Andros d’Oltralpe con ben 3 macchine, ha arricchito ulteriormente il tasso di spettacolo delle varie manche, disputate dinnanzi al numeroso pubblico pagante assiepato lungo il tracciato. Al termine di una intensa giornata di scodate, pendoli, controsterzi e con qualche immancabile sportellata, Ivan Carmellino ha festeggiato la conquista del titolo di campione italiano della specialità alla guida della sua Grande Punto, mentre il francese Beroujon su Mazda si è aggiudicato la “vittoria di tappa”. (Per ulteriori informazioni sulla gara potete consultare il nostro sito partner Automotornews)

In questo post trovate alcune immagini della giornata di gare di Pragelato. Potete guardare la gallery completa delle foto sul nostro sito OkFoto.it.

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Paesaggi innevati da fiaba in Val Chisone

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Un paesaggio innevato

In inverno, la neve e la montagna formano un binomio naturale inscindibile che, nella sua semplicità, offre allo spettatore che si trovi in quei luoghi la possibilità di ammirare scenari fiabeschi.
Gli alberi carichi di neve in val ChisoneIl candore e la lucentezza dei paesaggi, i rami degli alberi ed i tetti delle baite ricoperti di neve, le formazioni di ghiaccio lungo i torrenti rendono l’atmosfera dei paesi di montagna pregna di un senso di grande serenità, favorita anche dal silenzio e dall’aria “frizzante” che solitamente accompagnano le grandi nevicate invernali.
Simmetrie generate dalla neve e dalle nuvoleFotografia di un paesaggio innevato scattata con obiettivo grandangolareLe foto di questo post sono state scattate in Val Chisone durante l’abbondante nevicata di gennaio 2014. In particolare, ritraggono alcuni scenari che si possono ammirare lungo la pista per sci di fondo che collega la cittadina di Pragelato alla Val Troncea: un percorso famoso ed impegnativo, teatro tra l’altro delle gare delle Olimpiadi di Torino (delle quali tra pochi giorni ricorrerà l’ottavo anniversario), che porta gli sciatori a contatto con la grande natura delle nostre montagne.
La neve crea paesaggi da fiaba
Un albero solitario in mezzo ad una abbondante nevicata
Una baita in mezzo ad alberi innevati al Plan, frazione di Pragelato
Una suggestiva immagine notturna di Pragelato, frazione Plan
Una suggestiva visione notturna dell’abitato di Plan, frazione di Pragelato all’imbocco della Val Troncea

Racchettinvalle 2013 lascia Pragelato, la festa si sposta a Sestriere

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Un'immagine del torrente Chisone a Pragelato, nei pressi della frazione Plan
Racchette in valle, la corsa con le ciaspole, cambia sede all’ultimo momento e lascia la pista olimpica di Pragelato (nella foto una suggestiva immagine del tracciato lungo il torrente Chisone) per salire al colle del Sestriere.


Il vincitore dell'edizione 2012 della Turin Marathon

Sul sito della Turin Marathon (nella foto a destra il vincitore dell’edizione 2012 della corsa di Torino, Terer) la dichiarazione del presidente, Luigi Chiabrera. “Le difficoltà non ci avevano mai spaventati; però, adesso che rischiavano di impedire il nostro lavoro, abbiamo deciso di cambiare e di salire al Sestriere. Chi viene in montagna per fare una gita, una passeggiata, una corsa, una gara, deve poterlo fare nelle condizioni ideali. Noi lavoreremo in queste ore sapendo di avere il sostegno di tutti: la Sestriere spa, gli albergatori, i maestri di sci, i gruppi sportivi, l’amministrazione comunale e il Sindaco di Sestriere. Siamo certi che il gruppo saprà dare a tutti gli ospiti che vorranno partecipare a Racchettinvalle 2013 una grande accoglienza. Abbiamo deciso così sicuri che gli amici, con i quali abbiamo lavorato per l’organizzazione dei Giochi Olimpici, sapranno aiutarci con la loro serietà e la grande professionalità, e far sì che Racchettinvalle sia, come sempre, un grande evento.”