Alberto Ascari, la Scuderia Lancia e il Gp di Torino: 1955-2015

Lancia D50

Lancia D50, la vettura con cui Ascari vinse il GP di Torino nel 1955

Ci sono anni in cui le ricorrenze e gli anniversari sembrano concentrarsi maggiormente: questo è in parte dovuto alla nostra abitudine di dare particolare enfasi agli anni multipli di 5.

Gli avvenimenti accaduti proprio 60 anni fa e che hanno come riferimento Torino e il mondo delle corse automobilistiche, oltre a confermare quanto sopra, si legano in maniera molto forte con alcune coincidenze di date. Perché nel 2015 Torino è capitale europea dello sport; perché nel giugno 2015 Torino sarà sede di un importante evento: un salone dell’automobile a cielo aperto e una particolare rievocazione del Gran Premio del Valentino.

La storia d’amore, passione e orgoglio che lega Torino e l’automobile dura da più di un secolo: neppure le decisioni di Sergio Marchionne, con il Gruppo FCA sempre più basato fuori Italia, riescono a scalfirla.

Andiamo con il pensiero al 1955: nascono Steve Jobs e Bill Gates (è una coincidenza); nel marzo la Fiat di Valletta presenta al Salone internazionale dell’auto di Ginevra la 600; Citroen presenta la DS al Salone dell’auto di Parigi. Per capire come quell’anno sia così lontano per gli automobilisti, in termini di abitudini e esigenze, basterà ricordare che, grazie a un accordo tra le concessionarie telefoniche e l’Aci (Automobile Club d’Italia), soltanto nel 1955 nasce il servizio 116 per il soccorso stradale, numero unico valido su tutto il territorio nazionale. La novità non consiste tanto nel tipo di servizio (la Stipel (che diventerà SIP e poi Telecom) nel 1930 aveva già promosso il servizio di “pronto soccorso” telefonico per i guasti automobilistici nelle città di Torino e Milano) quanto nella sua estensione a tutt’Italia.

Siamo in un periodo in cui i Gran Premi di automobilismo (e di motociclismo) si corrono sui circuiti cittadini anche in Italia: certo, occorre fare un grande sforzo per immaginare quelle potenti e veloci auto da competizione sulle strade di quel tempo. Le misure di sicurezza sono costituite dalle balle di paglia lungo il percorso, nei punti ritenuti più a rischio: il pubblico è spesso a bordo pista e, purtroppo, sono molti gli incidenti che vedono molte vittime tra gli spettatori.

Lancia D24 vincitrice della Carrera panamericana nel 1953

Sono gli anni in cui Lancia entra nel mondo della Formula Uno, con la decisione di Gianni Lancia che, nell’estate 1953, aveva affidato a Vittorio Jano (a cui si deve la Lancia D24 vincitrice della Carrera panamericana nel novembre 1953) la progettazione di una vettura da competizione e aveva messo sotto contratto Alberto Ascari e Luigi Villoresi, grande amico di Ascari. Della squadra Lancia faceva parte anche Eugenio Castellotti, pupillo di Ascari. Villoresi e Ascari, pur proseguendo nei collaudi della D50, sottoscrissero un accordo in base al quale la Lancia consentiva loro di partecipare ai GP con vetture di altri costruttori fino al momento in cui la D50 fosse a punto per correre. Nel febbraio 1954 la monoposto Lancia guidata da Ascari compì i primi test sulla pista dell’aeroporto di Torino Caselle. Poiché l’intenzione di Lancia era di far debuttare la D50 nel Gran Premio di Francia, in calendario a 4 luglio, i collaudi proseguirono con numerose trasferte sulla Riviera ligure, sul circuito di Ospedaletti. I tempi non furono rispettati e la D50 debuttò nell’ottobre nel Gran Premio di Spagna a Barcellona, con una bellissima prestazione di Ascari, fermato da un banale guasto quando era al comando.

Si arriva al marzo 1955: sulle strade del Valentino attorno al Castello e lungo il Po si disputa il Gran Premio del Valentino, una gara extra-campionato di Formula 1: un percorso di 4.200 metri da percorrere 90 volte, per un totale di 378 km.

Alberto Ascari su Lancia D50 parte dalla pole position ma al via si fa sorprendere dalla Maserati di Luigi Musso, che esce di pista al 21° giro; Ascari passa al comando e vince il Gran Premio davanti all’argentino Mieres (su Maserati 250 F), a Villoresi e Castellotti (entrambi su Lancia D50).

Gran Premio Torino

E’ il 1955: si trattò del primo storico successo per la Scuderia Lancia in un Gran Premio di Formula 1 che coincise con il ritorno alla vittoria nella massima serie automobilistica di Ascari, due volte campione del mondo, il cui ultimo successo risaliva al Gran Premio di Svizzera del 1953.

Il mese dopo Ascari vince il Gran Premio di Napoli davanti a Musso e Villoresi con una vettura, la D50, in grado di lottare addirittura per il titolo Mondiale e lo dimostrò sul circuito di Monte Carlo. In qualifica Fangio (su Mercedes) ed Ascari fecero segnare lo stesso tempo, ma la pole andò al pilota argentino che per primo aveva fatto la miglior prestazione. In gara le Mercedes sin dalla partenza allungarono sulle altre monoposto con un elevato ritmo imposto dai piloti: ma Fangio si ritirò per un problema alla trasmissione, Moss si fermò ai box col motore in fumo. Forse fu proprio la rottura del motore di quest’ultimo a provocare il terribile incidente di Ascari finito con la sua monoposto nelle acque del porto. Fortunatamente Ascari riuscì ad uscire dall’abitacolo e a risalire in superficie: portato all’ospedale di Monaco, gli vennero riscontrate la rottura del setto nasale e molte contusioni.

Il destino di Ascari sembrava avergli voluto dare un preavviso.

Appena quattro giorni dopo l’incidente di Monte Carlo, Villoresi e Castellotti invitarono Ascari sulla pista di Monza, dove stavano mettendo a punto la Ferrari 750 Sport per il Gran Premio. La sessione di prove era terminata e Ascari chiese di fare qualche giro di prova. Nella stessa curva che lo aveva visto uscire di pista, l’anno precedente, nei test con la Lancia D50, la Ferrari sbandò, si capovolse, schiacciando il pilota che morì sul colpo. Era il 26 maggio 1955.

La morte del leggendario pilota rafforzò la decisione di sospendere l’attività sportiva della Lancia: le difficoltà economiche per i costi della Scuderia, il passaggio del testimone da Gianni Lancia alla famiglia Pesenti, portarono forzatamente alla decisione di cedere la D50.

Siamo nel giugno 1955: Gianni Lancia concede una vettura a Castellotti per correre il Gran Premio del Belgio a Spa: il pilota farà segnare il miglior tempo in prova ma dovrà ritirarsi per rottura del cambio nella gara vinta da Fangio su Mercedes.

Il 26 luglio 1955, nello storico stabilimento Lancia di Borgo san Paolo le vetture D50, alcuni componenti meccanici, ricambi e quanto collegato alla D50 vengono regalati alla Ferrari. Un altro evento datato 1955: la fine di un’epoca in cui Lancia ha costruito splendide vetture ma con gravissimi problemi di bilancio.

La Lancia D50 con il Cavallino Rampante

Da quel momento Lancia ripartì concentrando gli sforzi sulle nuove vetture da vendere, a cominciare dalla Flaminia, per tornare, alcuni decenni dopo, a dominare nel mondo dei rallye con le mitiche Fulvia HF.

Da allora sono passati 60 anni: Lancia è un marchio che secondo Marchionne non ha spazi di mercato. Al Parco del Valentino una casella di marmo su un pezzo di asfalto in pessime condizioni ricorda, a chi passa per caso di là, il punto da cui partì la Lancia di Ascari.

Chissà se, per le ricorrenze del 2015, quel punto sull’asfalto sarà segnalato come merita.

Il Tridente sulla Maserati monopostoUna annotazione: il primo Gran Premio di Torino si disputò nel luglio 1935 (anche in questo caso un anniversario multiplo di 5: altra coincidenza…) e fu vinto da Tazio Nuvolari che correva su una Alfa monoposto della Scuderia Ferrari.

 

 

Rallye Monte Carlo historique: le foto dei vincitori e la classifica finale

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L'equipaggio vincitore del rallye storico di Monte Carlo Peter Zanchi- Giovanni Agnese al via del rallye di Monte Carlo

Torino ha portato fortuna ai partecipanti del Rallye storico di Monte Carlo: infatti ai primi tre posti della 18° edizione della corsa monegasca, che ha preso il via venerdì scorso da piazza San Carlo e che resterà nella memoria degli sportivi come “una grande annata” («un grand millésime», per dirla con le parole dello chef Michel Chabran a Sospel) si sono classificati tre equipaggi partiti dal capoluogo piemontese.

La edizione del Rallye Historique 2015 è stata vinta da Pier Lorenzo Zanchi, con Giovanni Agnese navigatore, su Volkswagen Golf GTI del 1978. La vettura della Scuderia Milano Autostoriche ha preceduto nella classifica finale la Opel Kadett GTE del 1977 dei francesi Raymond Durand e Sébastien Chol (Team Agea 2015) e la DKW F12 di Ernst Juengten e Marcus Mueller (vincitori nel 2008, della scuderia HRRT Germany 1), costruita nel 1964.

Nelle primissime posizioni di classifica altri equipaggi partiti da Torino: al 6° posto la Mazda Rx2 del 1972 di Serge Garosi e Jean Marc Lenoir (Team Agea 2015); al 7° la Volkswagen Golf GTI del 1979 guidata dal campione del mondo rally Daniel Elena e da Olivier Campana : i piloti monegaschi hanno corso per la scuderia della Fondation Cédric  & Christophe Flaujac.

Daniel Elena- Olivier Campana

Alla edizione 2015 del Rallye Monte Carlo Historique hanno preso il via vetture che avevano corso il Rallye di Monte Carlo dal 1955 al 1980. Proprio per questo fatto, nella edizione appena conclusa sono state adottate importanti novità nel regolamento al fine di consentire a tutti i partecipanti di ben figurare nelle classifiche: le vetture  sono state suddivise in tre gruppi, in base alle caratteristiche tecniche e all’età della vettura; per ciascun gruppo è stata definita una media da rispettare lungo tutto il percorso una velocità  bassa, intermedia e alta, sensibilmente differenti l’una dall’altra.

Rally Monte Carlo historiqueLa appartenenza delle varie vetture ai differenti gruppi è stata decisa dal Comitato di selezione dei partecipanti alla gara.

Opel Kadett GTE di Durand- Chol

La 18a edizione del Rallye storico di Monte Carlo è stata anche l’occasione per ricordare il 60° anniversario della vittoria di Per Malling e Gunnar Fadum su Sunbeam Talbot Mk III, marchi ormai cancellati ma ricordati in questo tipo di competizioni, oltre a un importante anniversario per l’Automobile Club di Monaco che compie 125 anni, essendo stato fondato nel 1890.

Proprio da Torino hanno preso il via alcune vetture classificate nel gruppo con bassa velocità media: una Porsche 356 del 1953, una Jaguar Xk 140 del 1956, una Bmw 2002 del 1971, la Lancia Fulvia HF 1600 del 1972, guidata dal vincitore della Mille Miglia 2014, Giordano Mozzi con Stefania Biacca navigatrice e la piccola DKW piazzatasi al terzo posto della classifica finale.

 

Molti sguardi per la Citroen Traction Avant 15 six del 1951, con una storia alle spalle da sempre legata al Rallye historique e piazzatasi al 180° posto con Philippe Tarcher, pilota in gara con Fabiano Chies.

Il papà di Philippe avrebbe dovuto prendere parte al Rally di Monte Carlo del 1954: ma il progetto non andò a buon fine. Si presentò però, all’età di 85 anni, sulla pedana della partenza della tappa di avvicinamento a Reims per la edizione del 2006.

Citroen traction 15 six

Una vettura straordinaria come dice Philippe: “La Traction a une cote d’amour qui fait très chaud au cœur. Côté humain, nous espérons lever un maximum de fonds pour l’association AMSED-GENETIQUE (www.amsed-genetique.com)” , una associazione per combattere la sindrome Ehlers-Danlos.

Abbiamo raccolto in due album le più significative immagini dei preparativi e della partenza da Torino: con le vetture in gara scortate nel percorso cittadino dalle mitiche Lancia e Fiat Abarth che per molti anni hanno dominato le gare mondiali di rally.

 

Circuito di Ospedaletti: un pezzo di Storia del motociclismo

la parata dei campioni a conclusione della Rievocazione

Grande successo di pubblico per la IV edizione della Rievocazione del Circuito di Ospedaletti.

la parata dei campioni a conclusione della Rievocazione

Ormai l’appuntamento biennale del Trofeo internazionale di Sanremo, sul circuito dell’Autodromo di Ospedaletti è entrato nel cuore degli appassionati del mondo dei motori.

circuito-ospedaletti i piloti alla curva Piccadilly del Circuito

Il Circuito di Ospedaletti ha ospitato nel fine settimana oltre 200 moto d’epoca, con la presenza di alcuni modelli che hanno segnato la storia del motociclismo e ha visto  la partecipazione di piloti che sono stati campioni mondiali, europei e nazionali.

Tutti i piloti che ieri hanno corso le batterie del mattino e del pomeriggio sono da ammirare e da ringraziare: per avere dato modo, a  coloro che del Circuito di Ospedaletti avevano soltanto potuto leggere le cronache dei tempi passati, di rivivere per un fine settimana le emozioni degli anni d’oro del Circuito.

Denise Biffi su Gilera a Ospedaletti

Denise Biffi

 

Rievocazione del Circuito di Ospedaletti

 

 

 

 

Il Circuito di Ospedaletti,  sopravvissuto al boom edilizio che negli scorsi decenni ha devastato la Liguria, era un nome importante nel mondo internazionale delle corse. Un tortuoso circuito cittadino, pieno di saliscendi, con il fascino (e la pericolosità) tipico di questo tipo di tracciato: basta pensare a quello di Montecarlo, a una ventina di chilometri di distanza…

Sul circuito di Ospedaletti , dal 1947 al 1951, gareggiarono le automobili da corsa quando si disputava il Gran Premio Sanremo. Certo non era il circus messo in piedi da Ecclestone: ma su quelle strade strette e piene di curve si sono dati battaglia campioni di valore mondiale come Tazio Nuvolari, Stirling Moss, Juan Manuel Fangio, Gigi Villoresi.

Nell’anno del Centanario del Tridente è doveroso ricordare che il 27 giugno 1948 Alberto Ascari portò le nuove 1500 Maserati alla vittoria sul Circuito di Ospedaletti. Ascari vinse con una media di 93,906 Km/h aggiudicandosi così il suo primo Gran Premio. A ricordo della vittoria la Maserati 4CLT 1500 venne ribattezzata “Maserati Sanremo”. Per la cronaca il giro più veloce fu quello di Villoresi con ben 99,412 Km/h.

Circa un mese dopo, il 2Un concorrente del Gp di Ospedaletti 20145 luglio 1948, si svolse il “Gran Trofeo Internazionale Motociclistico” e iniziò la storia del circuito motociclistico che sarebbe sopravvissuto fino al 1972. Gran Premio che ieri ha vissuto la quarta edizione della Rievocazione che si è conclusa con la emozionante “parata dei Campioni”: alcuni dei quali gareggiarono nel Gran Premio di Sanremo prima della chiusura del Circuito.

Ieri non c’erano –né nella parata finale né nelle varie batterie- primi posti da conquistare o posizioni da podio: ma dal primo all’ultimo dei piloti che hanno corso le batterie era fortissima la passione e la forte determinazione per non lasciare che il tempo cancelli un pezzo importante della storia del motociclismo.
circuito-ospedaletti

Tra i campioni del mondo c’erano Phil Read, Ubbiali, Lazzarini, Bianchi, Ferrari e Lucchinelli; iscritti anche quattro ex campioni d’Europa (Italo Piana, Fosco Giansanti, Pietro Giugler e Francesco Curinga) e ben 27 campioni nazionali.

gino tondo al via della parata dei campioniAi Campioni di ieri si sono aggiunti quelli di oggi (il sanmarinese Manuel Poggiali ad esempio) per formare una griglia di partenza di assoluto prestigio con 223 piloti alla guida di 214 moto d’epoca, che hanno dato spettacolo davanti a un pubblico entusiasta, arrivato numerosissimo: tanto che uno spettacolo nello spettacolo era costituito dalle moto di oggi parcheggiate all’ingresso di Ospedaletti, tornata a rivivere i fasti del passato motoristico in una bellissima giornata di sole di settembre.

Triumph 500 del 1921 sul Circuito di Ospedaletti

Molte le curiosità della IV Rievocazione del Circuito di Ospedaletti come la presenza di una donna pilota (Denise Biffi, mamma di una bimba di pochi mesi, in sella a una Gilera  Saturno di 500 cc del 1953), il ritorno in Italia dagli Stati Uniti di una MV Agusta 500 di proprietà dell’italo-americano Robert Iannucci, la Benelli Grand Prix 500 del 1968, appartenuta a Luciano Battisti, la Morbidelli 125 Corsa del 1976, del francese Louis Richaud che ha vinto il titolo Mondiale con Pier Paolo Bianchi nel 1975-76.

Una Kawasaki sul circuito di Ospedaletti

Abbiamo scattato centinaia di immagini per documentare i passaggi dei concorrenti della giornata in differenti punti del circuito: è disponibile l’intera galleria di fotografie della Rievocazione 2014, in aggiunta a quelle delle precedenti edizioni.

 

Per informazioni potete inviare una e-mail all’indirizzo:

info@okfoto.it

 

Grazie se vorrete lasciare un commento nell’apposito spazio a fine pagina.

Moto d’epoca a Ospedaletti: l’edizione 2014 prende forma

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Giacomo Agostini impegnato con la sua MV Agusta sul circuito ligure

Giacomo Agostini

Circuito di Ospedaletti 2012
Circuito di Ospedaletti 2012

Un partecipante alla rievocazione storica del 2012
Un pilota impegnato con la moto d'epoca sul tracciato di Ospedaletti
Grinta e passione negli occhi di un pilota che partecipa alla Rievocazione storica

(OkFoto.it)

La Rievocazione storica del Circuito di Ospedaletti (guarda le foto sulla nostra pagina Facebook) giungerà quest’anno alla sua quarta edizione, ma è sicuramente già un grande classico nel panorama delle manifestazioni per moto d’epoca in Italia ed in Europa. Definite le date di svolgimento ed aperte le iscrizioni.

Nata nel 2008 per decisione dell’ASI, che tuttora supporta l’evento, la Rievocazione storica del Circuito ha assunto cadenza biennale per volontà…della natura, dato che nel 2009 una frana vicino al lungomare impedì di chiudere al traffico il tracciato e costrinse gli organizzatori a rinviare la manifestazione all’anno successivo.

Dopo un esordio affascinante ma passato un po’ in sordina, le edizioni del 2010 e del 2012, adeguatamente promosse, si sono trasformate in un successo strepitoso di partecipanti e di pubblico, quest’ultimo attirato dalla possibilità di vedere pezzi unici della storia del motociclismo sportivo, di incontrare campioni del passato e del presente (nel 2012, sommando i titoli mondiali detenuti dai piloti partecipanti, si arrivava a 29 trofei) e di assistere a diverse ore di spettacolari evoluzioni di centauri che, in sella alle loro moto, hanno dimenticato la propria età anagrafica tornando ad essere giovani pieni di entusiasmo e di passione. In più, a nobilitare l’evento, la presenza del mito indiscusso del motociclismo italiano di ogni epoca, Giacomo Agostini.

Adesso è ora di pensare già alla prossima estate ed al “Trofeo Internazionale Motociclistico di Sanremo – Autodromo di Ospedaletti” edizione 2014. Pochi giorni fa sono state ufficializzate le date: la Rievocazione Storica è in calendario per il week end del 5-6-7 settembre 2014. Sono già aperte le iscrizioni, per le quali potete trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale del Circuito di Ospedaletti. L’obiettivo non dichiarato è sicuramente quello di battere i numeri da record della edizione 2012, con circa 250 motociclette e 200 partecipanti iscritti e circa 12mila spettatori stimati nella sola giornata di domenica.

Noi saremo presenti per raccontare con le nostre immagini tutta la giornata: continuate a seguirci anche sulla nostra pagina Facebook.

Guarda altre foto sul canale youtube di OkFoto.

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Gran Premio Nuvolari 2012, mille chilometri di emozioni d’altri tempi

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Un’affascinante tripudio di vetture d’epoca – se ne sono contate 255 alla partenza – ha rievocato, lo scorso week end, l’epopea di quelle massacranti corse di durata che, nella prima metà del secolo scorso, contribuirono a trasformare in mito e leggenda l’automobilismo sportivo di quel periodo e i suoi valorosi protagonisti.

I vincitori del Gp Nuvolari 2012, Vesco e Guerini su Fiat 508s Balilla Sport

Non si sono visti, al Gran Premio Nuvolari 2012, volti infangati, piloti sporchi di grasso e olio dalla testa ai piedi o nubi di polvere sollevate dalle ruote sulle strade sterrate, immagini impresse nella nostra mente da qualche vecchia fotografia in bianco e nero. Lungo gli oltre mille chilometri del percorso, però, si sono potute ammirare le stesse protagoniste a quattro ruote di quelle corse, si sono ascoltati i motori talvolta silenziosi come fossero elettrici e altre volte rombanti e perché no un po’ borbottanti, si sono annusati gli odori di olio bruciato e miscele oltremodo arricchite.

Guardando i loghi, leggendo marche e modelli sulle carrozzerie delle auto in gara sarà sembrato, a qualcuno, di aver viaggiato in una macchina del tempo: Buick, Amilcar, Riley, Hupmobile, Invicta, e poi Bentley, Alfa Romeo, Bugatti, Lancia, Porsche, Aston Martin, Ferrari. E da quella macchina del tempo, allora, non si vorrebbe dover scendere per poi ritrovarsi nella crisi dell’auto moderna, crisi di identità forse, prima ancora che economica: provate a trovare, in una vettura di oggi, il fascino di una Mercedes 300 sl – sì, proprio quella con le porte ad “Ali di gabbiano”  che, lo ricordiamo per i meno addentro, fu progettata 60 anni fa e ancor oggi viene riproposta in chiave moderna per la felicità di chi può possederla -, l’eleganza di una Maserati 150s o la sportività dell’Auto Union che fu di Nuvolari, allo stesso tempo erede e progenitrice di quella che oggi è l’Audi.

Mantova, con la sua medioevale piazza Sordello, ha accolto gli equipaggi prima della partenza. Guidati ciascuno dal proprio fedele navigatore (quello di antica memoria, cioè il passeggero seduto accanto con il road book in mano, e talvolta anche quello moderno, aggeggio digitale che un po’ stona montato su quadri strumenti di altre epoche), i piloti hanno condotto splendidi esemplari da museo lungo un viaggio di oltre 1000 chilometri, con 77 prove cronometrate e ben 4 autodromi di cui percorrere il tracciato, anche con prove in notturna, come ai vecchi tempi. E pazienza se, poche centinaia di metri dopo il via, c’era già chi si perdeva tra i birilli posti a delimitare il percorso intorno a palazzo Tè: d’altronde si sa, mezzo secolo fa i birilli non c’erano proprio.

Affascinante è stata la sfilata delle vetture in alcune delle piazze più belle d’Italia, tra cui Piazza del Campo di Siena e Piazza Grande ad Arezzo. Bologna ha reso omaggio alla gara facendo risuonare, al passaggio delle vetture in piazza di Porta Castiglione, l’omaggio in musica che Lucio Dalla dedicò al grande “Nivola”. Interessati dal passaggio della manifestazione anche molti comuni emiliani colpiti dal recente terremoto, sperando che osservare il passaggio della corsa abbia portato un momento di serenità alle popolazioni così duramente provate dal sisma (e anche qualche denaro, devoluto dai generosi ufficiali di gara del team Virgilio che hanno rinunciato al proprio compenso). Domenica, prima della conclusione, di nuovo in quel di Mantova, c’è stato anche l’irrinuciabile transito a Castel d’Ario, paese natale di Tazio Nuvolari.

Mercedes 300 SL

La classifica, dopo tre giorni di competizione, ha decretato il successo di Vesco e Guerini a bordo della splendida Fiat 508 S Balilla Sport datata 1934: per loro si tratta di un bis dopo la vittoria di due anni orsono. Piazza d’onore per Canè e Galliani, anch’essi su una vettura anteguerra, la Lancia Aprilia (1938); terzo gradino del podio appannaggio della coppia Sisti-Gregori alla guida di una Riley Sprite del ’36. Tra le scuderie italiane presenti il primo posto è andato alla “Classic Team Eberhard”, mentre la “Swiss Classic Racing Team” si è aggiudicata il trofeo riservato alle squadre straniere. Premiate anche Emanuela Cinelli ed Elena Scaramuzzi per la prima posizione tra gli equipaggi femminili (un altro bel successo, per loro, dopo il Franciacorta Historic). Impressionante il numero di concorrenti all’arrivo, ben 217: l’affidabilità di queste vetture e la cura con cui sono conservate sono fuori discussione!

Il Gran Premio Nuvolari 2012 va ora in archivio lasciando splendidi ricordi nei partecipanti, nel pubblico e negli organizzatori. Per loro e per chiunque altro voglia rivivere le emozioni del week end di motori, sul nostro sito www.okfoto.it proponiamo una ricca galleria fotografica .