The color run Torino con Fabio Rovazzi e Michele Bravi

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The color run Torino 2017 The color run è tornata a Torino ed è stato un giorno di festa! Dopo manifestazioni annullate per non meglio specificate ragioni di sicurezza, altre ridotte a flop memorabili, altre guastate dalla pioggia, dopo svariati divieti e blocchi della circolazione, finalmente The color run ha portato in città una ventata di allegria e … di colore! Migliaia di partecipanti, molti spettatori e curiosi, hanno invaso festosamente piazza d’armi per la corsa più pazza dell’anno.

The color run Torino è stato l’ultimo appuntamento della tournèe 2017: in calendario il 10 settembre, ultimo giorno di vacanza per gli studenti! Per molti di loro (anche per i più piccoli, accompagnati dai genitori) è stata l’occasione per salutare le vacanze in un’atmosfera di festa e musica.

The color run Torino: colori, sorrisi e allegria

The color run è una corsa (o, se preferite, una camminata) di 5 chilometri dove non vince nessuno perché vincono tutti coloro che partecipano. I primi 3 chilometri nei viali del parco Cavalieri di Vittorio Veneto, poi accanto alla piscina olimpica in via Filadelfia e l’ultimo tratto del percorso negli spazi del vecchio stadio Comunale, con arrivo sotto la Torre Maratona.

Giovani, meno giovani, bambini, famiglie affrontano il percorso lungo il quale si incontrano cinque punti colore (verde, giallo, blu, arancio e rosa) e, all’ultimo chilometro, un punto schiuma, la nuova attrazione per l’edizione 2017.

the color run Torino: entusiasmo per il punto schiumaNovità che ha entusiasmato i partecipanti: dai più grandi ai più piccini. Forse la partecipante che meriterebbe il premio dell’organizzazione è la bellissima bimba che, arrivata al punto schiuma, senza un solo momento di esitazione, ha fatto la ruota, restando alcuni attimi con la testa completamente nascosta dalla schiuma.

The color run Torino: un selfie all'arrivo Per gli organizzatori (RCS sport) era importante recuperare i runners di Torino, dopo l’edizione 2016 rovinata dalla pioggia scrosciante: forse ci sono riusciti. Lo si capirà meglio dal numero degli iscritti nel 2018 …: supereranno i circa 6.800 dell’edizione appena conclusa?

the Color run Torino in piazza d'armi Come in ogni edizione, la festa non finisce all’arrivo. I runners sono coinvolti in balli e lanci di «color blust», vere e proprie esplosioni di colori, al ritmo della musica di Radio 105 con l’esibizione al Color village, di Fabio Rovazzi, Michele Bravi, Silvia Salemi.

Guarda le immagini della corsa

The color run Torino: tutto pronto per la partenza

La Torre Campanaria del Duomo di Torino offre al pubblico una vista straordinaria

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Due delle quattro campane che sormontano il campanile del Duomo di Torino
Le due campane più grandi alla sommità della Torre Campanaria
Una delle scale interne della Torre CampanariaSi aggiunge un’altra chicca alle tantissime opportunità di visita per i turisti che giungono a Torino, o per i torinesi che vogliono scoprire nuovi angoli della propria città: da circa un mese, infatti, è stata aperta al pubblico la “Torre Campanaria” del Duomo.
L’edificio è stato reso oggetto di interventi di manutenzione e ristrutturazione volti a renderlo rispondente alle norme di sicurezza per i visitatori, senza tuttavia snaturarne l’essenza originale, che risale al 1400.
Una vista della Torre Campanaria
Una vista del campanile
Fu infatti nella seconda metà del quindicesimo secolo (1468-69) che la Torre Campanaria vide la luce, quando il vescovo Giovanni di Compey, un nobile appartenente ad una delle famiglie più importanti della zona, finanziò a proprie spese l’operazione. La parte inferiore della torre mostra chiaramente lo stile romanico tipico dell’epoca, con solidi muri in pietra (profondi oltre due metri) inframezzati soltanto da piccole feritoie e un’unica finestra per lato.
Due secoli dopo (1720-22), durante il regno di Vittorio Amedeo II, fu affidato a Filippo Juvarra il compito di sopraelevare il campanile e di completarne la cupola, alleggerendo il disegno complessivo della Torre; tuttavia, i lavori furono sospesi prima del loro completamento per volere degli stessi regnanti e mai più terminati, per cui il campanile, alto 43 metri, mostra oggi la sua copertura squadrata in vece della guglia progettata dallo Juvarra.
La ristrutturazione di questi anni è stata curata dagli architetti Maurizio e Chiara Momo e finanziata grazie all’intervento della Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, con il sostegno economico di Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Cei. Sono stati posti, tra l’altro, elementi in ferro per rivestire tutti gli scalini che consentono di raggiungere la sommità, mentre i mancorrenti sono rimasti in legno come in origine; le 4 campane sono state invece trattate per resistere agli agenti atmosferici.
Al museo si accede tramite il poco conosciuto museo diocesano, alla destra del Duomo di San Giovanni; si percorrono alcuni sotterranei potendo così ammirare i resti di costruzioni paleocristiane e romane, per poi iniziare la salita. Giunti alla sommità della Torre Campanaria, lo sguardo può spaziare liberamente nelle quattro direzioni per godersi il panorama della città ed oltre, fino all’arco alpino da un lato e alla basilica di Superga dall’altra; ben più vicini, si possono ammirare anche alcuni dei luoghi storici più belli di Torino (Piazza Castello e Piazzetta Reale, la cupola del Duomo del Guarini, Palazzo Madama, Mole Antonelliana, Porte Palatine e via dicendo).
La Torre Campanaria del Duomo di Torino è visitabile venerdì, sabato e domenica dalle 9,30 alle 18 (ultimo ingresso 17,15).
 
 
 
 
 
 
Le scale in legno che conducono alla sommità del campanile
Un particolare della scala, con il mancorrente e gli scalini in legno
La cupola del Guarini, ora in restauro
La cupola del Duomo (Guarini)
 
 
 
 
le Alpi viste dalla torre campanaria del Duomo
La vista dal campanile verso le Alpi
mongolfiera
La mongolfiera di Borgo Dora

Le Porte Palatine a Torino

Le Porte Palatine