Ferrari 330 P4, un mito in mostra al Museo dell’auto di Torino

Museo dell'automobile di Torino e la 330 P4 Ci sono sempre mille buone ragioni per visitare il Museo dell’Automobile di Torino, ma sino alla fine di luglio ce n’è una in più: perché, nella sezione Formula, è ospitata la Ferrari 330 P4 che tutti gli appassionati ricordano vittoriosa sul traguardo di Daytona (USA), con tre Ferrari allineate in parata all’arrivo della 24 Ore di Daytona del 6 febbraio 1967.

 

La Ferrari P4 vincitrice della 24 ore di Daytona

Fu un successo strepitoso: tre vetture ai primi tre posti, sapientemente fatte arrivare affiancate al traguardo dal direttore sportivo Franco Lini. Si trattava di una 330 P4 spider (la numero 23 di Bandini-Amon, ora esposta al Museo dell’automobile di Torino), di una 330 P4 berlinetta (Parkes-Scarfiotti) e di una 412 P (Rodriguez-Guichet).

Fu la risposta della Scuderia di Maranello alla parata di vetture che Ford aveva messo in atto a Le Mans, l’anno precedente, dove le GT40 della casa statunitense avevano vinto la 24 Ore francese. Una sconfitta bruciante per la Casa di Maranello che disponeva di mezzi e risorse di molto inferiori a quelle messe in campo dalla Ford.

330 P4 vittoriosa a Daytona

Perso il Mondiale 1966, Ferrari con Mauro Forghieri si dedicò allo sviluppo della P4 (motore di 4000 cc contro i 7000 della GT 40,  una potenza di circa 450 cv,  con una notevole affidabilità), particolarmente curata sotto il profilo aerodinamico, studiato nella galleria del vento in collaborazione con Pininfarina.

Particolare delle luci della Ferrari 330 P4

Il primo dei quattro esemplari prodotti fu disponibile ad ottobre 1966, in tempo per effettuare  i test sulla pista di Daytona utili a fornire elementi necessari per affinare le qualità della vettura.

Ferrari 330 P4 esposta al Museo dell'automobile di Torino

In quella gara Ford schierò al via sei GT 40 MK II contro le due Ferrari P4 ufficiali (a cui fu affiancata una P3 modificata secondo le specifiche della P4 e affidata al North American Racing Team di Luigi Chinetti) e le due Porsche 910 ufficiali: in totale le vetture che presero il via furono 62!

Il posto di guida della 330 P4 Daytona

Dopo 24 ore di gara, con oltre 4000 km percorsi, la Ferrari 330 P4 di Bandini-Amon si aggiudicò la corsa davanti alla Ferrari P4 di Parkes-Scarfiotti e alla 412 P di Rodriguez-Guichet.

Una vittoria entusiasmante, proprio in terra americana in casa della rivale Ford, che contribuì in maniera determinante alla conquista del Campionato Internazionale Costruttori Sport Prototipi 1967. La Ferrari 330 P4, da allora e per sempre semplicemente “Daytona”, era l’ultimo anello di una serie di vetture sport prototipo costruite a partire dal 1961 in versioni sempre più perfezionate. Il motore a iniezione  della P4, derivato dall’esperienza in F1,  montava tre valvole per cilindro, con doppia accensione e poteva mantenere la sua potenza di ben 112 cavalli per litro per 24 ore, come dimostrato dalle lunghe gare portate a termine senza problemi durante tutta la stagione. Dalla P4 derivarono  i modelli Can Am per le corse dell’omonima serie nordamericana.

La Ferrari 330 P4 di Bandini-Amon

A distanza di quasi mezzo secolo la Ferrari 330 P4 conserva immutato tutto il suo grandissimo fascino: i visitatori del Mauto, per una coincidenza espositiva, hanno la possibilità di vedere come siano cambiati i tratti di vetture così eccezionali. Si passa dalle linee curve e morbide della P4 a quelle estreme e spigolose della Lykan Hypersport.

 

Lykan al Museo dell'auto di Torino

Infatti, in esposizione al Museo dell’auto di Torino c’è la protagonista assoluta dell’ultimo film, il settimo, della saga FAST & FURIOS, diretto nel 2015 da James Wan: la W Motors Lykan Hypersport, supercar made in Dubai, realizzata in serie limitata di soli 7 esemplari. Considerata una delle tre vetture più care di sempre (costa 3,4 milioni di dollari), la Lykan monta un motore 6 cilindri boxer bi-turbo che consente di raggiungere una velocità massima di 395 km/h (e 0-100 km/h in 2,8 secondi), ha le portiere che si aprono controvento. I fari a Led sono ornati da 220 pietre preziose (diamanti e zaffiri) e un display olografico a mezz’aria nell’abitacolo per il sistema di informazione sono solo alcuni dei dettagli che rendono questa vettura un vero e proprio gioiello.

L’azienda W Motors è specializzata nella produzione di veicoli ultra-esclusivi caratterizzati da un design aggressivo, prestazioni eccezionali e finiture opulente. Progettata e concettualizzata a Dubai – dove ha sede l’azienda – questa vettura è il risultato della sinergia di professionalità provenienti da tutto il mondo: il motore è stato sviluppato dai professionisti qualificati del RUF Automobile in Germania mentre lo sviluppo tecnico e l’assemblaggio sono stati garantiti da Magna Steyr Internazionale di Torino.

Il muso della Lykan HypersprtAltre immagini delle vetture in esposizione sono disponibili sulla pagina di OkFoto.it

Il Museo dell’Automobile è aperto il lunedì dalle 10 alle 14; il martedì dalle 14 alle 19; il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 10 alle 19; il venerdì e il sabato dalle 10 alle 21.

Lykan Hypersport al Museo dell'auto di Torino

24 Ore di corsa a Torino, le fotografie dell’edizione 2013

Vasile-FriguraLa 24 Ore di Torino è una gara podistica che costituisce una sfida contro i limiti umani: un appuntamento per i podisti che vogliono dimostrare la loro forza di volontà e determinazione nel raggiungere i traguardi, è un inno alla fatica.
Vasile Frigura ha vinto la edizione 2013, compiendo nelle 24 ore di corsa poco più di 200 chilometri: vale a dire la distanza per andare da Torino a Saint Vincent e tornare nel capoluogo piemontese. Si è così aggiudicato il tricolore della specialità, che aveva già vinto nel 2011 a Fano. Intervistato all’arrivo, ha detto che il suo allenamento è stato svolto con l’obiettivo di vincere la crisi di sonno che arriva la notte; dunque con allenamenti notturni.  Al secondo posto si sono classificati Adriano Scaglione e Tarcisio Fresia.
Patrizia-Negri
Patrizia Negri, concorrente di Ventimiglia, ha vinto il tricolore nella categoria femminile, seguita da Cristina Borra e Adele Rasicci.
La 24 ore ha un regolamento semplice: vince il concorrente che, nelle 24 ore consecutive della gara, compie il maggior numero di chilometri su un percorso misurato e omologato dalla Fidal di un chilometro; la gara si è disputata lungo i viali del Parco Ruffini: con partenza alle ore 10 di sabato 13 aprile, con temperature finalmente primaverili.
Barnes
L’evento organizzato da ASD Il Giro d’ Italia Run, oltre ad assegnare i titoli italiani sulle 24 Ore, ha ospitato una gara di durata in tempo (la 6 ore vinta da Nerino Paoletti, con una percorrenza di circa 74 chilometri) e una di distanza (la 100 chilometri: vinta da Paolo Rovera; nelle nostre fotografie l’arrivo di Pablo Barnes dell’Atletica Varazze, classificatosi al terzo posto, con un tempo di poco superiore alle nove ore).
La edizione 2013 della 24 Ore di Torino aveva anche un altro importante significato. Perché Torino, che nel 2015 potrà fregiarsi del titolo di Capitale europea dello sport,  ha avanzato la propria candidatura per ospitare in quello stesso anno il Mondiale della specialità 24 Ore.
Visto il successo della edizione appena conclusa, ci sono forti attese perché questo possa avvenire.
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Alex Del Piero lancia una nuova sfida: crea un team e si iscrive alla 24 ore di Le Mans!

Alessandro Del Piero scende in campo, anzi in pista.
 
Il leggendario ex capitano della Juventus, attualmente impegnato nel campionato australiano con il Sydney FC, ha deciso di mettersi alla prova anche negli sport motoristici, e lo farà in grande stile. Insieme all’attore americano Patrick Dempsey (protagonista della serie tv Grey’s Anatomy), infatti, darà vita ad un nuovo team automobilistico sportivo, che si chiamerà appunto “Dempsey/Del Piero Racing”. 
 
Il nuovo team, appena costituito, non nasconde le proprie ambizioni, anzi parte subito alla grande dato che è già stata presentata la richiesta di iscrizione alla prossima edizione della 24 ore di Le Mans ed al campionato “American Le Mans Series” con almeno due vetture.
 
Del Piero, va detto, non sarà al volante delle proprie vetture, dove invece siederà il suo socio Dempsey (gli altri piloti saranno Joe Foster e Michael Avenatti); Alex si cimenterà nel ruolo di team manager, magari anticipando quello che in futuro potrà essere un ruolo da allenatore nel calcio. 
 
“Siamo entusiasti di questa alleanza con Alessandro e di competere ai livelli più alti delle gare automobilistiche,” – ha dichiarato Dempsey. “La passione di Alessandro per la vittoria e le sue qualità di leadership sono inestimabili e giocheranno un ruolo centrale per lo sviluppo e guida del team”.
 
“Fin da piccolo ho sempre nutrito grande passione per lo sport automobilistico” dice Del Piero. “Sono elettrizzato dall’opportunità di fare squadra con Patrick. Ci aspettiamo di competere a livelli molto alti ed il nostro focus sarà fin da subito quello di vincere il campionato mondiale ALMS”.
 
Al momento non sono ancora state rese note le caratteristiche della vettura che correrà per il team e non si conoscono gli sponsor dell’iniziativa.