Steve McCurry. Leggere. In mostra a Palazzo Madama

“Leggere” è forse, tra le mostre strettamente tematiche di Steve McCurry, la più diversa ed originale. Ispirata dal suo libro omonimo, prende le mosse da un omaggio ad Andrè Kertez, il fotografo ungherese che McCurry ha conosciuto personalmente e che viveva nel suo stesso condominio a New York. La mostra approda nel cuore di Torino, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, pochi giorni dopo la presentazione della edizione 2019 del Salone del libro di Torino.

Bibi Giachetti con Roberto Cotroneo


Steve Mc Curry, a cui, tre anni fa, era stata dedicata una mostra alla Reggia di Venaria, si conferma un punto di riferimento per un pubblico di tutte le età, con una spiccata predilezione da parte dei giovani che, nelle sue fotografie, riconoscono un modo di guardare il nostro tempo.
In oltre 70 immagini, frutto di una selezione, curata da Biba Giachetti, che comprende anche scatti inediti rispetto al libro, McCurry ci mostra un cosmo anomalo rispetto alla sua abituale produzione: il rapporto che ci porge non è più con il soggetto ritratto, ma tra il soggetto e la parola scritta.
L’autore ci invita ad osservare quanto accade in questo universo traslato, in cui le persone abbandonano la loro realtà, spesso anche drammatica, per essere totalmente assorbite dalla lettura.

Leggere. Steve McCurry a Palazzo Madama

“Leggere” diventa il significato, nuovo e inedito, che McCurry attribuisce alle proprie opere: non solo immagini da guardare, ma soprattutto da leggere, proprio come fanno i soggetti ritratti.


Le immagini con le loro narrazioni si alternano alla antologia di scritti dedicati alla lettura che Roberto Cotroneo ha scelto per accompagnarle: un contrappunto di parole da accostare alle immagini di Steve McCurry, in una sorta di percorso parallelo. Questo tipo di contaminazione in effetti sta diventando sempre più importante per i fotografi, che hanno bisogno anche di parole, e per i letterati, che hanno sempre più bisogno di immagini.
Il “sentimento della lettura”, come lo definisce Cotroneo, nasce dal leggere sia le parole di un grande scrittore, sia l’immagine di un grande fotografo.
Ognuno di noi prova, nella lettura, un sentimento personale, che lo rende unico nella sua dignità di essere umano, in qualsiasi luogo o situazione si trovi.
Come il libro ci porta in mondi diversi dalla nostra realtà, la fotografia rappresenta a volte storie (geograficamente) lontane da noi, che diventano nostre quando le leggiamo. Così diventa possibile rivivere nel nostro cervello e sentire nel nostro cuore realtà inizialmente sconosciute che, da quel momento, faranno parte della nostra esperienza di vita.

Steve McCurry ha avuto la capacità di realizzare le immagini in mostra senza spezzare mai il corso naturale delle cose, senza interrompere la vita che scorre. Nel caso della lettura si è trattato di entrare nel mondo delle persone e fermare un momento di grande intimità, un momento di vulnerabilità del soggetto. Leggere è un atto privato, è un rapporto a due. Esclude tutto il resto. E per certi versi cancella il mondo attorno perché un libro porta lontano. Scattare fotografie a persone che leggono significa provare a capire davvero pensieri e passioni, sorpresa ed emozione.

Giuseppe Culicchia alla mostra Leggere

La mostra a Palazzo Madama, dedicata al tema specifico della passione universale per la lettura, è una iniziativa della Fondazione Torino Musei e di Civita e resterà aperta sino al 1 luglio 2019. Una anteprima delle immagini è disponibile su Okfoto.it

Il mondo di Steve McCurry

Steve McCurry alla presentazione della mostra alla Reggia di Venaria

Con la mostra dedicata a Steve McCurry la Reggia di Venaria conta di raggiungere un ulteriore target di visitatori se non altro perché Steve McCurry, uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani.

La mostra comprende una selezione di oltre 270 opere di grande formato, selezionate da Biba Giacchetti assieme a Steve McCurry fra le fotografie più famose scattate nel corso della sua carriera più che trentennale, compresi alcuni dei suoi lavori più recenti e alcune fotografie non ancora pubblicate nei suoi numerosi libri. Il percorso di visita si apre con una sezione inedita di foto in bianco e nero scattate da Steve McCurry tra il 1979 e il 1980 nel suo primo reportage in Afghanistan, dove era entrato insieme ai mujaheddin che combattevano contro l’invasione sovietica e si conclude con alcune foto recentissime, a colori, scattate ancora in Afghanistan, incorniciando così il racconto di una lunga avventura dedicata alla fotografia.

Steve McCurry con Biba Giacchetti

Oltre a presentare un’ampia e aggiornata selezione della produzione fotografica di Steve McCurry, la rassegna, come ha dichiarato il grande fotografo americano in occasione della presentazione della mostra, racconta la sua vita e la sua professione. Una rassegna, quella della Reggia di Venaria, che consente al visitatore di seguire il filo invisibile che lega le passioni di McCurry e la sua capacità di condividere la prossimità con la sofferenza, con la guerra, con la gioia e con la sorpresa. Per capire il suo modo di conquistare la fiducia delle persone che fotografa: «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te».

In ogni scatto di Steve McCurry è racchiuso un complesso universo di esperienze e di emozioni e molte delle sue immagini, a partire dal ritratto di Sharbat Gula, sono diventate delle vere e proprie icone, conosciute in tutto il mondo.

il mondo di Steve McCurry

Da circa 30 anni, Steve McCurry è considerato una delle voci più autorevoli della fotografia contemporanea. La sua maestria nell’uso del colore, l’empatia e l’umanità delle sue foto fanno sì che le sue immagini siano indimenticabili. Ha ottenuto copertine di libri e di riviste, ha pubblicato svariati libri e moltissime sono le sue mostre aperte in tutto il mondo.

una curiosa espressione di Steve McCurry

Nato a Philadelphia nel 1950, McCurry ha studiato cinema e storia alla Pennsylvania State University cominciando a collaborare come fotografo con un giornale locale. Dopo pochi anni di attività, McCurry compie un viaggio in India, il primo di una lunga serie, esplorando il Paese con la sua macchina fotografica.

Steve McCurry and streetphoto at VeniceDopo molti mesi di viaggio, si ritrova a passare il confine con il Pakistan dove incontra un gruppo di rifugiati dell’Afghanistan, che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro Paese, proprio quando l’invasione russa chiudeva i confini a tutti i giornalisti occidentali. McCurry trascorre settimane tra i mujahidin, riuscendo a mostrare al mondo le prime immagini del conflitto in Afghanistan, dando così un volto umano ad ogni titolo di giornale.

Da allora, McCurry ha continuato a scattare fotografie mozzafiato in tutti i sei continenti collaborando con le riviste più prestigiose (Time, Life, Newsweek, National Geographic, ecc.): i suoi lavori raccontano di conflitti, di culture che stanno scomparendo, di tradizioni antiche e di culture contemporanee, ma sempre mantenendo al centro del suo lavoro l’elemento umano.

la mostra dedicata a Steve McCurry a La Venaria

Steve McCurry è stato insignito di alcuni tra i più importanti premi della fotografia, inclusa la Robert Capa Gold Medal, il premio della National Press Photographers e per quattro volte ha ricevuto il primo premio del concorso World Press Photo. Il ministro della cultura francese lo ha nominato cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere e, più recentemente, la Royal Photographic Society di Londra gli ha conferito la Centenary Medal for Lifetime Achievement.

il mondo di Steve McCurry

“Il mondo di Steve McCurry” è allestito nella imponente Citroniera delle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria: la mostra, organizzata da La Venaria e da Civita Mostre, in collaborazione con SudEst57 e con il sostegno di Lavazza, resterà aperta sino al 25 settembre 2016 ed costituisce un avvenimento imperdibile per tutti coloro che amano la fotografia.

Nell’allestimento scenografico di Peter Bottazzi sono esposte 40 opere che Steve McCurry ha realizzato in Africa, America Latina e Asia nell’ambito del progetto di sostenibilità Lavazza Tierra! che dal 2002 vede l’azienda e la sua Fondazione impegnate in azioni di sviluppo e sostegno delle comunità caficultores. Una collaborazione, quella tra Lavazza e il grande fotografo, che si è ulteriormente rafforzata lo scorso anno con la realizzazione del Calendario Lavazza dedicato agli “Earth Defenders”, realizzato dal fotografo statunitense e firmato anche da Slow Food.

Francesca Lavazza board member del gruppo Lavazza

La passione per l’arte, per la fotografia e il design ci ha portati a collaborare con grandi artisti, investendo nella promozione e nella conservazione del patrimonio culturale italiano e mondiale. Essere ancora una volta al fianco di Steve McCurry, ed esserlo a Torino, nel territorio dove l’azienda è nata 120 anni fa, è motivo di soddisfazione” ha dichiarato Francesca Lavazza, Board member del Gruppo Lavazza.

Guarda la galleria delle immagini di OkFoto.it

ill mondo di Steve McCurry in mostra alla Reggia di Venaria