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2 pensieri su “Marchionne dice addio alla Lancia

  1. Purtroppo non c’e’ nessuna cura per gli idioti. Perfino le ultime Lancia, malgrado gli sforzi di ridurne le qualita’ da parte del nostro, risultano migliori di molte vetture della concorrenza e posizionate in segmenti piu’ alti. Adesso ha deciso di investire ingenti capitali per costruire il suv di pessimo gusto che copia l’Hummer e con il marchio Fiat. Ma non poteva usare l’intelligenza di qualche suo collaboratore che di sicuro gli avra’ consigliato di investire molto meno su Lancia e produrre qualche vettura che, posizionata tra le vetture alto di gamma, assieme a Ypslon e Delta e senza le promiscue e deludenti new Thema e FLavia ( Chrysler 300 e 200), avrebbe sicuramente rilanciato il marchio e restituito lustro all’industria italiana dell’auto.

  2. Chiunque abbia posseduto una Lancia Fulvia Coupé non riesce a dimenticarla; un’auto con una linea essenziale e personale che può resistere nel tempo; che adesso potrebbe competere – con i dovuti aggiornamenti – a vetture come la Audi TT, o la rediviva 124 Fiat, etc.. senza contare che Marchionne avrebbe un mercato già pronto: i “vecchi” proprietari di una Lancia Fulvia Coupè. Scrive bene Paolo “…malgrado gli sforzi di ridurne le qualità…”, ma ne aveva troppe.
    Una Coupé con quattro posti, consumi contenuti, una naturale ed eccezionale tenuta di strada, freni che non conoscevano il fading, sterzo precisissimo etc, etc.. Mi sorge un dubbio: che non si sentano in grado di produrre un remake all’altezza dell’originale? Caro Marchionne, vendi il marchio alla Audi, chissà…

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